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Un giro al mare in moto
Avevo organizzato con il mio vicino di casa e amio, un giretto fino al mare, partenza domenica mattina presto e giornata di relax in spiaggia per poi ritornare a casa.
Ci troviamo come sempre nel cortile del garage, breve chiacchierata e partenza.
Dopo un po' di curve in tranquillità e circa due orette, si arriva al mare nei pressi di Genova, cerchiamo una spiaggia e affittiamo due sdraio con ombrellone.
La mattinata scorre tranquilla, qualche bagno per rinfrescarsi e qualche occhiatina qua' e la, si osserva e si commenta la gente che è nello stesso stabilimento e si fanno quattro risate.
La spiaggia non è molto affollata ma, ad un certo punto compaiono due belle donne che si avvicinano al bagnasciuga.
Una era biondina, capelli a caschetto, con un bel fisichetto asciutto, un bel culetto e un seno non troppo grande.
L'altra aveva i capelli neri lunghi, carnagione scura com qualche tatuaggio, fusico un po' più in carne, un culo spettacolare ed un seno molto più grande, una quarta abbondante direi.
Subito attirano la mia attenzione in quanto il mio amico era sdraiato a prendere il sole ed io ero seduto ad osservare.
Dopo pochi minuti entrano in acqua ed io non persi l'occasione e dissi al mio amico "andiamo a farci un bagno", e così anche noi ci siamo avvicinati.
Prima di entrare in acqua abbiamo fatto due parole in riva al mare e notai che le due fanciulle, all'incirca di 45 anni, parlavamo tra di loro ridendo e buttando qualche occhiatina maliziosa verso di noi.
Entrammo in acqua ma ognuno rimase al proprio posto, quasi come si avesse timore ed un po' di vergogna ad attaccare bottone.
Poco dopo, sia la biondina che il mio amico uscirono dall'acqua ed io e la cavallona mora ci facemmo ancora una nuotata in solitaria.
Finita la nuotata uscimmo entrambi ed andammo a toglierci il sale nella doccia dello stabilimento e per galanteria la feci passare per prima, osservandola mentre l'acqua le scorreva su tutto il corpo.
Aveva un costume a due pezzi, una brasiliana che le conteneva quel magnifico culo e un top che le esaltava qual seno abbondate.
A guardarla mi rendevo conto che mi faceva eccitare e non poco ma, dovevo trattenermi perché dal costume si sarebbe visto tutto.
Finita la sua doccia sì spostò per fare posto a me e mi disse "bella giornata calda oggi eh" ed " e sì, una giornata perfetta" e così scambiammo quattro parole mentre mi docciavo.
Nel momento di salutarci mi disse "ti và di accompagnarmi al mio ombrellone?"...non me lo feci chiedere due volte.
Avvisai il mio amico e la seguii, senza togliere lo sguardo dal suo culo.
Arrivati dove era sistemata Lei notai che la sua amica non era lì ma, meglio.
Cominciammo a parlare del più e del meno, si chiamava Pamela ma la mia attenzione era focalizzata sul suo seno e sulla sua voce, eravamo uno di fianco all'altro, il suo profumo mi inebriava e tra risate divertimento ogni tanto mi toccava il braccio fino al punto che mi era diventato duro come il marmo e lei se ne accorse.
Un po' preso dall'imbarazzo mi coprii con l'asciugamano che mi ero portato e feci finta di nulla finché non arrivò la sua amica dicendole che sarebbe andata via per una commissione.
Dopo 5 minuti di pseudo silenzio si alza e mi invita a seguirla perché doveva cambiarsi il costume in cabina e non aveva le chiavi per chiudersi.
Arrivammo alla cabina Lei entrò dicendomi di aspettare un attimo e controllare che non entrasse nessuno ma, la spiaggia non era affollata come ad agosto quindi era molto tranquilla la situazione, qualche passaggio ogni tanto ma nulla di così incontrollabile.
Ad un certo punto sento che quasi si arrabbia e le chiedo se andasse tutto bene e lei mi disse "non riesco a chiudere il top, entra un attimo a dammi una mano".
Mi guardai velocemente intorno, non c'era nessuno ed entrai e chiusi la porta.
Aveva messo un costume ancora più provocante ma, il top era ancora mezzo slacciato ancora tutto da legare.
Si giró e mi chiese dì allacciare bene il top ed indietreggiando appoggiò il suo culone proprio sul mio cazzo che, vista la situazione era tornato duro e mi spingeva sul costume a pantaloncino attillato.
Sicuro se ne era accorta, ma non fece una piega e nemmeno si infastidí, tanto ché, allungò la mano e chiuse la cabina a chiave.
Finito il mio lavoro con il top e con il cazzo sempre duro, si giró verso di me e con voce sensuale e sussurrante, mi mise una mano sul cazzo e mi disse "noto con piacere che qualcosa si è mosso, ti piace quello ché vedi?"
Mi mise l'altra mano dietro la testa e mi ficcò la lingua in bocca.
Cominciammo a limonare come due ragazzini, assetati l'uno dell'altro ed anche io cominciai a perlustrare tutto il suo corpo, fino ad infilarle una mano sotto il costume.
Era già tutta bagnata e grondava di umori, i nostri respiri si facevano sempre più affannati ed eccitati, le infilai un dito dentro quella figa vogliosa e lei si alzò in punta di piedi, quasi ad implorarmi di andare più a fondo.
Nel frattempo, le poche persone che passavano davanti alla cabina sembravano non accorgersi di nulla.
Poco dopo lei si staccò, mi tolse il costume, si inginocchiò e cominciò a succhiarmelo avidamente, prima solo la cappella per poi infilarselo tutto in bocca quasi a strozzarsi alternandolo un po' di spagnola tra le sue tette.
Ero quasi sempre al limite dal venire ma Lei sapeva quando e come fermarsi, ascoltava il mio piacere e lo controllava.
La tirai su è la girai con forza, le spostai il costume e, pieno dì saliva e ben lubrificato glielo infilai nella figa, che sembrava non aspettare altro.
Cominciai così a scoparla alternando momenti più lenti a più veloci, prendendola per i capelli e facendole inarcare la schiena.
Andammo avanti così per un po', tra gemiti che cominciavsno a farsi sempre più impetuosi e rumorosi, con il rischio ché ci sentissero, fino a che, qualcuno bussò alla porta..."Pamela sei lì dentro?"...era la sua amica che era tornata e la cercava.
Io preso alla sprovvista non sapevo cosa fare ma, lei aveva le idee ben chiare, aprì la porta e la tirò dentro quasi di forza.
Non sembrava così sconvolta dalla cosa tant'è che, chiusero nuovamente la porta e cominciarono a succhiarmelo in due, cazzo e palle insieme, si alternavano sputandoci sopra e prenderlo tutto in bocca.
Dopo poco, alla visione di loro che si davano da fare mi dissero che volevano la mia sborra e così le accontentai, esplodendo in un piacere ed in una sensazione mai provati prima.
Uscimmo dalla cabina visibilmente soddisfatti ed un po' accaldati, ci salutammo e tornammo ai nostri ombrelloni, come se nulla fosse successo... ovviamente il mio amico si era addormentato
sotto l'ombrellone e non seppe nulla.
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4 ore fa
PALMIX76,
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Ultima visita: 4 ore fa -
Tentazioni al lavoro...
Chi di noi maschietti ha fatto fantasie su donne che sono nel loro ambiente di lavoro? Beh...io alzo la mano...anzi due! Nel mio primo posto di lavoro c'era una ragazza che lavorava nell'ufficio tecnico ed io dovevo interagire con lei tutti i giorni perché faceva i programmi per la macchina sulla quale lavoravo. Si chiamava Mirella, era piccolina, bionda con gli occhi verdi...molto carina. Non ero l'unico operatore alle macchina con cui doveva avere a che fare...ma con me si soffermava di più a chiaccherare...io ero fresco di matrimonio e quindi gli stetti alla larga...ma sono certo che se ci avessi provato avremmo combinato qualcosa. C'era qualcosa tra noi...Una decina di anni dopo cambiai lavoro e quindi la persi di vista per un po' di anni...poi...andai a lavorare per due miei ex colleghi che avevano aperto un'azienda...e indovinate chi ritrovai? Mirella! Questa volta mi riproposi di non lasciarmi perdere l'occasione. Negli anni era migliorata...e anche sposata...ma non felicemente. Non ci nascondemmo che oltre che meravigliati di ritrovarci eravamo anche felici. Ogni giorno passato a lavoro insieme era un continuo stuzzicarci, provocarci con doppi sensi maliziosi. L'ufficio era attaccato all'officina e sia io che lei non perdavamo occasione per vederci...andammo avanti con queste danze per mesi, arrivando a sfiorarci o toccarci "casualmente". Arrivò finalmente una settimana dove i titolari erano entrambi in trasferta e il mio collega era in ferie...l'impiegata al piano di sopra staccava alle 16.30 mentre noi avremmo staccato alle 18....non avevamo programmato nulla...io ho aspettato che l'impiegata uscisse, raggiunsi Mirella in ufficio...era presa dal lavoro...gli arrivai vicino...gli accarezzai le spalle...lei mi lasciò fare...mi avvicinai al suo collo...mi lasciò fare inclinando la testa per favorire il mio arrivo...le baciai il collo...con la mano le sfiorai il seno...si voltò e mi baciò...fu un bacio tenero...io nel frattempo le avevo sbottonato la camicetta e avevo libero accesso ai seni...il bacio divenne più passionale...mi staccai dalle sue labbra e cominciai a baciarle i seni...non molto grandi...una seconda...molto belli...aveva un profumo buonissimo... eccitante...lei tastò il pacco che si era sempre più ingrandito...mi scostò per poter sbottonarmi i pantaloni...me li calò...e tirò fuori il mio cazzo turgido...mi guardò negli occhi e lo prese in bocca leccando e succhiando con precise alternanze...la lasciai fare fino al limite dell'orgasmo...la feci alzare dalla sedia gli sfilai i pantaloni e le mutandine...poi la feci sedere su una scrivania libera...mi aiutò con il preservativo...non potevamo più aspettare...mi chinai su di lei...la baciai e mi strusciai ancora un po' prima di penetrarla...si era aggrappata ai miei glutei e guidava i miei movimenti...poi la penetrai...era stretta...ma molto bagnata...ci lasciammo andare agli istinti repressi negli scorsi mesi...più spingevo e più godeva e chiedeva di più...di più...lei venne ma io continuai...non persi il ritmo... lei ebbe un orgasmo multiplo...emise un verso simile ad un ululato...si avvinghiò a me mentre venni anch'io... rimanemmo avvinghiati ancora qualche minuto...affannati. Squillò il telefono dell'ufficio mentre ci stavamo ricomponendo, era uno dei titolari che voleva sapere se era tutto a posto...quello dell'azienda di fronte alla nostra aveva sentito dei versi strani provenire dalla nostra azienda...ovviamente Mirella disse che non aveva sentito nulla e che da noi era tutto regolare. Quando riagganciò scopiammo a ridere e tornammo ai nostri doveri. Ripetemmo esperienze simili per tutta la settimana con delle piccole variazioni ma comunque sempre intense. Non ci trovammo mai fuori dall'ambiente di lavoro...era più comodo così...facemmo ancora sesso di tanto in tanto fino a quando lasciai l'azienda...poi ci perdemmo di vista...
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8 ore fa
Faber,
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Ultima visita: 4 ore fa -
Michela la sua prima volta (dal fisioterapista)
Il dolore lombare che tormentava Michela da giorni fu il pretesto perfetto. Per lei era solo un premuroso regalo da parte tua, Marco: una seduta privata da un fisioterapista rinomato per rimetterla in sesto. Non poteva immaginare che dietro quella facciata professionale si nascondesse un accordo cinico e spietato fatto da te qualche giorno prima con il massaggiatore.Lo studio, situato in un palazzo anonimo, era saturo di un odore intenso di oli essenziali e aria condizionata. Il massaggiatore, un uomo tarchiato, con avambracci massicci e mani enormi da muratore, vi accolse con un cenno distaccato. Michela, ignara di essere l'agnello sacrificale, gli sorrise con la timidezza tipica della moglie devota. «Si spogli pure dietro il paravento, signora. Resti solo in mutande e si sdrai a pancia in giù sul lettino», ordinò l'uomo con voce profonda e priva di fronzoli.Tu ti accomodasti su una poltrona di pelle nell'angolo buio della stanza. Fingesti di guardare il telefono, ma ogni tuo senso era focalizzato su di lei. Quando Michela uscì da dietro il paravento, il contrasto tra la sua pelle candida e la brasiliana nera che le incideva i fianchi ti fece sussultare il sangue nelle vene. Coprendosi il seno sodo con le mani, tua moglie salì sul lettino e si stese, affondando il viso nel foro poggiatesta. Il massaggiatore versò un generoso rivolo di olio scaldato sulla schiena di tua moglie. Le prime manovre furono decise, tecniche, mirate a sciogliere le contratture. Michela emise un gemito soffocato per la pressione, mentre le mani pesanti dell'uomo compivano cerchi concentrici sulla sua carne. La tensione nella stanza, però, iniziò a deviare rapidamente dai binari della terapia.Le mani dell'estraneo, viscide di olio, cominciarono a scendere oltre la linea lombare. Con un movimento fluido e deliberato, l'uomo infilò i pollici sotto il bordo della brasiliana, abbassandolo fino a scoprire interamente le chiappe bianche di tua moglie. Michela sussultò sul lettino, irrigidendo le gambe. Sollevò leggermente la testa dal foro, girandola di lato per cercarti con lo sguardo, gli occhi lucidi di imbarazzo e confusione.«Marco...» sussurrò, cercando protezione nei tuoi occhi.Tu rimanesti immobile sulla poltrona, incrociando il suo sguardo con totale distacco. Le rivolgesti un sorriso ambiguo e calmo e le dicesti: «Rilassati, amore. Sa cosa fa, fa parte del trattamento per sbloccare il bacino. Lascialo lavorare». Quella tua frase fu la sua sentenza. Il via libera ufficiale. Il massaggiatore colse l'invito all'istante: le sue dita enormi affondarono prepotentemente nelle chiappe di Michela, stringendo la carne con violenza, mentre il suo bacino si premeva contro il bordo del lettino, a pochi centimetri dal viso di tua moglie. Il respiro dell'uomo si fece pesante, mentre una delle sue mani scivolava con decisione verso l'interno coscia, risalendo inesorabilmente verso il centro del suo piacere ancora inviolato.Le mani viscide del massaggiatore continuarono a impastare la carne del culo di Michela, ma la finzione terapeutica stava ormai per crollare del tutto. L'uomo bloccò i suoi movimenti per un istante, emettendo un respiro profondo e carico di bramosia che andò a infrangersi direttamente sulla nuca umida di tua moglie.«Signora, la contrattura è profonda e scende fino all'osso sacro», esclamò l'estraneo con un tono di voce stentoreo. «Per sbloccarla davvero dobbiamo cambiare posizione. Si metta a quattro zampe sul lettino. Alzi bene il bacino verso di me». Michela sussultò a quell'ordine così grezzo e diretto. Il suo corpo quasi nudo, unto di olio e coperto solo dalla brasiliana nera, tremò leggermente. Sollevò di scatto la testa dal foro del lettino e girò il collo verso di te, cercandoti disperatamente con lo sguardo. I suoi occhi erano sbarrati, lucidi, sospesi tra l'imbarazzo più totale e un'improvvisa, incontrollabile scarica di calore che le stava accendendo le guance.«Marco... ma sei sicuro? Così mi sembra troppo...» sussurrò con un filo di voce, sperando che tu mettessi un freno a quell'audacia. Tu, immobile sulla tua poltrona nell'angolo buio, non ti scomposi di un millimetro. La guardasti dritto negli occhi, godendoti ogni singolo istante della sua sottomissione nascente, e con un tono gelido e autoritario le rispondesti: «Fai quello che ti dice il dottore, Michela. Non fare storie e lasciati curare».Quella tua definitiva sentenza spazzò via ogni residua difesa. Michela deglutì, assecondando l'ordine. Puntò le ginocchia e i gomiti sul lettino di pelle, sollevando lentamente il bacino e offrendo il suo fantastico culo bagnato d'olio direttamente alla faccia del massaggiatore. La brasiliana, tesa al massimo dall'apertura delle gambe, si infilò prepotentemente tra le sue chiappe sode, lasciando i due emisferi completamente scoperti e vulnerabili. L'estraneo non perse tempo. Si posizionò esattamente dietro di lei, premendo il proprio bacino contro le cosce di tua moglie. Con una mossa deliberata, versò altro olio caldo direttamente nella fessura del culo, facendo sussultare Michela per il brivido. Poi, con le dita enormi e pesanti, iniziò a massaggiare con forza la carne delle chiappe, producendo un rumore viscido e umido che rimbombò in tutta la stanza, mentre i suoi pollici scivolavano inesorabilmente verso il basso, andando a stuzzicare con insistenza il fulcro della sua intimità. L'estraneo decise di rallentare il ritmo, godendosi ogni istante della sottomissione di tua moglie sotto il tuo sguardo complice. Le sue mani enormi e viscide ripresero a muoversi sul culo di Michela, esercitando una pressione decisa che faceva sussultare la carne a ogni passaggio. Con movimenti circolari e lenti, l'uomo impastò le chiappe sode, facendole dondolare sul lettino, mentre il rumore dell'olio che scivolava sulla pelle diventava sempre più forte e pesante.Durante questo finto massaggio terapeutico, le dita pesanti dell'estraneo iniziarono a scendere inesorabilmente. Con una flemma calcolata, l'uomo fece scivolare più volte i pollici lungo la fessura del culo, spingendosi ogni volta un centimetro più giù, fino a sfiorare con delicatezza ma estrema insistenza le labbra turgide della fica di Michela, ancora protetta dal tessuto bagnato della brasiliana. A ogni sfioramento, tua moglie stringeva i denti ed emetteva un gemito soffocato nel foro del lettino, incapace di opporsi a quelle dita estranee che accarezzavano il fulcro del suo piacere.Fu allora che la reazione fisica di Michela divenne incontrollabile. Lo shock di essere palpeggiata in quel modo, unito alla totale passività con cui tu assistevi dalla poltrona, le scatenò dentro una scarica di calore pazzesca. Sentendosi usata e violata nell'intimità da uno sconosciuto, la sua passera reagì da sola, iniziando a sbrodolarle copiosamente tra le cosce bagnando inesorabilmente la sua brasiliana.Il massaggiatore percepì immediatamente quel calore e quell'umidità. Con un movimento fluido, fingendo che fosse un gesto del tutto involontario dovuto alla frizione dell'olio, agganciò con il pollice il bordo della brasiliana e lo spostò di lato, incastrandolo nella piega dell'anca. Il culo di Michela rimase così completamente scoperto e spalancato davanti ai tuoi occhi, con la fessura lucida e la fica bagnata messe totalmente a nudo e offerte alla mercé dell'estraneo. Il massaggiatore non perse tempo a consolidare il suo potere sul corpo di tua moglie. Sfruttando la totale nudità del suo culo bagnato d'olio, l'uomo iniziò a giocare maliziosamente con le dita: prima sfiorò con insistenza i bordi del buco del culo, poi fece scivolare i pollici bagnati d'olio direttamente tra le labbra turgide della fica di Michela. La accarezzò con una calma spietata, affondando leggermente il polpastrello lì dove lei era ormai completamente bagnata ed eccitata. Michela sussultò, lasciando andare un gemito acuto, le dita dei piedi contratte per l'intensità di quel contatto proibito.Dopo qualche istante di quel gioco tormentoso, l'estraneo si staccò dal suo fondoschiena e batté un colpo deciso sulla coscia di tua moglie. «Bene signora, adesso si giri pure a pancia in su. Dobbiamo dedicarci al bacino e all'addome per sbloccare completamente la tensione anteriore».Michela, con il viso completamente scarlatto e il respiro corto, si voltò lentamente sul lettino. Nel girarsi, si rese conto di essere totalmente esposta: la brasiliana era ancora incastrata sul fianco, lasciando la sua passera bagnata e il suo seno sodo completamente scoperti davanti a te che guardavi immobile dalla poltrona. L'uomo riprese l'olio caldo e, con esasperante calma, ricominciò a massaggiarle i fianchi e la pancia. Le sue mani enormi compivano cerchi concentrici sulla pelle vellutata dell'addome, spingendosi ogni volta un po' più in basso, verso il pelo pubico umido, e un po' più in alto, sfiorando deliberatamente la parte inferiore delle sue tette nude. La tensione nella stanza divenne insostenibile. Fu in quel momento che Michela notò il dettaglio macroscopico: i pantaloni bianchi da dottore del massaggiatore erano tesi al limite, incapaci di contenere la sagoma spaventosa del suo cazzo duro. L'estraneo, del tutto consapevole della propria eccitazione, sfruttò la vicinanza al lettino: mentre massaggiava la pancia di Michela, premette quel blocco di carne marmorea intrappolato nel tessuto bianco contro il fianco di Michela.Tua moglie fissò quel rigonfiamento enorme a pochi centimetri dal suo viso. Travolta dal degrado e dall'autorità del tuo silenzio complice, Michela cedette del tutto alla bramosia. Con un movimento quasi impercettibile, spostò la mano destra lungo il lettino e la premette contro il tessuto teso dei pantaloni, sfiorando il cazzo duro del massaggiatore. L'estraneo se ne accorse all'istante. Bloccò il massaggio alla pancia, guardò tua moglie negli occhi con un sorriso cinico e decise che era il momento di andare decisamente oltre.Il massaggiatore colse quel piccolo movimento della mano di Michela come il via libera definitivo. Lo studio, con le luci soffuse e la musica d'ambiente che continuava a scorrere in sottofondo, cambiò improvvisamente atmosfera. La barriera formale tra professionista e cliente crollò del tutto, lasciando spazio a una sintonizzazione psicologica profonda, morbosa e complice.L'uomo bloccò le mani sulla pancia di tua moglie. Abbassò lo sguardo sul rigonfiamento dei suoi pantaloni bianchi, lì dove le dita di Michela avevano appena osato posarsi, poi lo rialzò per piantare i suoi occhi cinici direttamente in quelli di lei. «Vedo che la terapia sta funzionando, signora... e che ha individuato esattamente dove si concentra tutta la tensione della stanza», disse l'estraneo con una voce che aveva perso ogni distacco professionale, facendosi bassa, roca e incredibilmente intima. Michela non ritrasse la mano. Il suo respiro era un affanno continuo, il petto sodo saliva e scendeva violentemente e le sue guance bruciavano per la vergogna e l'eccitazione. Voltò leggermente la testa verso di te, cercandoti sulla poltrona nell'angolo buio. Tu, immobile, le rivolgesti un cenno impercettibile della testa: un ordine silenzioso a non fermarsi, a spingersi ancora più a fondo.Sentendosi forte della tua complicità, l'uomo andò oltre. Fece un passo in avanti, premendo ancora di più il cazzo duro contro il fianco di Michela, e le afferrò delicatamente il mento con le dita bagnate d'olio, costringendola a guardarlo dal basso. «Suo marito è un uomo molto generoso a lasciarla qui con me...» sussurrò il massaggiatore, rompendo l'ultimo tabù e parlando apertamente del gioco a tre che si stava consumando sotto i tuoi occhi. «Ora mi dica la verità, Michela: vogliamo liberarla del tutto questa tensione?»Il massaggiatore colse l'esitazione di Michela come l'ultimo ostacolo da abbattere. Con un movimento fluido e possessivo, coprì la mano destra di tua moglie con il suo palmo enorme e viscido d'olio, guidando le sue dita direttamente sulla cerniera tesa dei pantaloni bianchi.«Forza, Michela. Aiutami», sussurrò l'uomo con un tono che non ammetteva repliche, mentre il suo respiro caldo le accarezzava il viso. Michela sentì sotto i polpastrelli il metallo freddo della zip, contrastato dal calore mostruoso del cazzo duro che spingeva dall'interno per uscire. Il cuore le batteva così forte nel petto che sembrava volerle esplodere. Voltò gli occhi disperati verso la tua poltrona nell'angolo buio, cercando un'ultima ancora di salvezza. Ma tu eri lì, immobile come un re sul suo trono di voyeurismo, con gli occhi sbarrati e un sorriso di assoluto compiacimento stampato in faccia. Il tuo silenzio era il comando più forte di tutti: volevi che la tua donna devota si trasformasse nella cagna di uno sconosciuto.Accettando finalmente il proprio destino, Michela strinse le dita sulla cerniera. Con un movimento lento, tremante ma deciso, tirò giù la zip. Il rumore metallico dello scorrimento risuonò nello studio come una sentenza definitiva. I pantaloni bianchi si aprirono e l'elastico degli slip cedette di colpo. Il membro dell'estraneo, un blocco di carne enorme, venoso e già lucido di umori, scattò letteralmente fuori, liberandosi con violenza e andando a colpire con un sonoro schiaffo di carne il fianco scoperto e bagnato d'olio di tua moglie. A quella vista e a quel contatto, la passera di Michela ebbe un sussulto violento, sbrodolando un altro flusso caldissimo di umori che andò a colare sul lettino di pelle.L'estraneo, vedendo il membro enorme e venoso appoggiato contro il fianco sbrodolato di tua moglie, non perse un solo secondo di più. Con una mossa repentina e brutale, affondò le dita nodose tra i capelli di Michela, afferrandoli saldamente alla nuca per costringerla a guardarlo.«Adesso ripuliscimi, Michela. Leccalo per bene», le ordinò l'uomo con voce roca e impastata, spingendo la cappella lucida e violacea direttamente contro le sue labbra.Michela emise un gemito soffocato, ma la sottomissione al tuo volere era ormai totale. Spalancò la bocca e accettò l'impatto con quel blocco di carne estranea. Iniziò a prenderlo in bocca con bramosia, affogando fino in gola mentre gli occhi le si riempivano di lacrime per lo sforzo. Il rumore viscido della sua saliva mischiata agli umori dell'uomo rimbombò nello studio, un suono crudo che ti fece sussultare il sangue nelle vene dalla poltrona. Mentre muoveva la testa avanti e indietro, Michela si staccò per un solo istante dal membro bagnato. Con il mento lucido di bava e il respiro totalmente spezzato, girò gli occhi sbarrati verso di te. Nel pieno di quell'eccitazione animalesca e vergognosa, urlò il tuo nome con una voce che era un misto di supplica e godimento puro: «Marco! Guarda come mi lascio usare... Marco, guardami!»Sentire tua moglie che gridava il tuo nome mentre sputava l'anima sul cazzo di un altro uomo fu la conferma definitiva: la bramosia del degrado l'aveva travolta. Il massaggiatore, eccitato all'inverosimile da quel richiamo e dalla tua assoluta complicità, le afferrò di nuovo la nuca con violenza, ricacciandole il cazzo in gola per continuare a martellarle la bocca, mentre Michela inarcava la schiena sul lettino, sottomessa e felice di subire quella punizione davanti ai tuoi occhi estasiati.Mentre Michela continuava a muovere la testa avanti e indietro sul cazzo bagnato, strozzandosi e spingendolo fino in gola, il massaggiatore decise di amplificare il degrado. Senza smettere di martellarle la bocca, l'uomo allungò l'altra mano enorme e viscida d'olio lungo il corpo di tua moglie, andando a infilare prepotentemente le dita tra le sue gambe spalancate sul lettino.Con mossa brutale e spietata, l'estraneo iniziò a sditalinare contemporaneamente la fica e il buco del culo di Michela. Le sue dita, lucide di olio e umori, affondavano ed entravano a ritmo selvaggio nelle sue intimità, producendo un rumore viscido che andava a tempo con i colpi in gola. Tua moglie emetteva gemiti soffocati attorno al cazzo dell'uomo, con la bava che le colava lungo il mento e il culo che sussultava a ogni ditata profonda, completamente in balia di quel doppio godimento.Fu allora che il massaggiatore, con il fiato corto e gli occhi iniettati di sangue, sollevò lo sguardo verso l'angolo buio della stanza e si rivolse direttamente a te.«Ehi, Marco... vieni qui a vedere la tua cagna», grugnì l'uomo con voce roca, senza interrompere il ritmo delle dita. «Vieni a bagnarti le mani anche tu. Senti com'è ridotta, è caldissima. Guarda quanta bava e quanti fluidi sta lasciando sul mio cazzo. Vieni a prenderti la tua parte».Sentendoti chiamare in causa dall'estraneo, ti alzasti lentamente dalla poltrona. Michela, con il membro ancora conficcato in gola, sbarrò gli occhi lucidi e ti guardò implorante mentre ti avvicinavi al lettino, pronta a subire l'umiliazione finale di farsi toccare da te insieme al suo padrone.Ti avvicinasti al lettino a passi lenti e deliberati, con il cazzo che ormai ti spaccava i pantaloni. Il massaggiatore ti guardò arrivare con un ghigno cinico e, senza smettere di martellare la bocca di Michela, sfilò con un rumore viscido le sue dita sporche d'olio dalla fica e dal culo di tua moglie.«Prendi il mio posto, Marco. Senti come sguazza questa cagna», grugnì l'uomo, facendoti cenno di infilarti tra le gambe spalancate di Michela. Tu non te lo facesti ripetere. Affondasti le tue dita nel buco del culo e nella passera di tua moglie, trovandoli caldissimi, dilatati e completamente sbrodolati dai fluidi dello sconosciuto. Michela, sentendo il tuo tocco padronale, emise un gemito disperato attorno al cazzo del massaggiatore, inarcando ancora di più il bacino. Le tue dita entravano e uscivano bagnate a ritmo selvaggio, mischiando l'olio e gli umori dell'estraneo, mentre il massaggiatore le godeva in gola con violenza. Dopo qualche minuto di questa tortura carnale, l'estraneo sfilò bruscamente il cazzo dalla bocca di Michela. La afferrò per i fianchi e, con una spinta brutale, la fece scendere dal lettino, sbattendola direttamente a terra, a pecora sul pavimento dello studio. «Mettiti giù e alza quel culo, muoviti!», le ordinò l'uomo posizionandosi dietro di lei.Nel frattempo, tu avevi già tirato fuori il tuo cazzo duro, piazzandoti esattamente davanti al viso di tua moglie. Michela, con le ginocchia sul pavimento e il fantastico culo bagnato d'olio offerto al cielo, non perse un secondo: si avventò sul tuo membro, spalancando la bocca per iniziare a pomparti con bramosia animalesca. Proprio in quel momento, il massaggiatore puntò la sua cappella violacea contro la fica sbrodolata di Michela e ci si buttò dentro con una spinta secca, iniziando a scoparla da dietro senza pietà.La stanza fu sommersa da una sinfonia di degrado totale: il rumore viscido della bocca di tua moglie che pompava il tuo cazzo si mischiava allo schiocco violento delle palle del massaggiatore che sbattevano contro le sue chiappe lucide d'olio. A un certo punto il massaggiatore interruppe bruscamente il martellamento, sfilando il cazzo dalla sua passera con un rumore viscido che risuonò in tutto lo studio. Ti guardò con un ghigno cinico, il fiato corto e gli occhi iniettati di sangue, mentre tu ti staccavi dalla bocca di Michela lasciandola a quattro zampe sul pavimento, con il mento completamente sbrodolato di bava e lo sguardo perso nel vuoto di quel degrado totale. L'estraneo la afferrò brutalmente per i capelli, tirandole indietro la testa per costringerla a guardare i vostri cazzi duri a pochi centimetri dal suo viso.«In ginocchio, cagna. Inginocchiati e spalanca quella bocca al massimo, che dobbiamo svuotarci tutti e due nella tua gola», le ordinò l'uomo con voce roca e spietata, senza ammettere repliche.Michela, totalmente sottomessa e travolta dalla bramosia di quella situazione, obbedì all'istante. Puntò le ginocchia a terra, inarcò la schiena e sollevò il viso verso l'alto, spalancando la bocca e tirando fuori la lingua, pronta a ricevere il sigillo finale. Il massaggiatore si piazzò di fianco a lei, mentre tu ti posizionasti esattamente di fronte. Eravate entrambi al limite, eccitati all'inverosimile dallo spettacolo di quel corpo bianco, bagnato d'olio e marchiato dagli umori dello sconosciuto sotto i tuoi occhi. Con una mossa repentina, l'uomo le serrò le dita sulla nuca per inchiodarla, e all'unisono scaricaste una colossale, densa e abbondante sbrodolata di sperma caldo direttamente nella sua gola spalancata. Schizzi di latte bollente le colpirono le tonsille, le labbra e le guance, colandole sul mento e sul petto. Michela mandò giù ogni singola goccia con avidità animalesca, strozzandosi e deglutendo quel mix bollente, prima di succhiare avidamente i vostri membri per ripulirli del tutto con la lingua. Il suo battesimo del degrado era compiuto. Un quarto d'ora dopo, Michela si rivestì dietro il paravento, infilandosi i vestiti sopra la pelle ancora appiccicosa di olio e sperma, conscia che la sua vecchia vita di moglie devota era finita per sempre.
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mitch19711971,
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Io, Giovanna e Carlo
Da quando convivevo con Giovanna, una bella donna alta quasi 1,70 m. con un bel seno e un culo da urlo, immaginavo che le mie avventure bisex fossero finite. Avevo avuto qualche movimento con dei ragazzi e mi ero divertito, ma ora che non ero più libero e, soprattutto, non più single questo sarebbe stato solo il passato.Dopo alcuni anni di vita insieme con Giovanna tutto andava bene. Avevamo hobbies comuni e, non secondario, avevamo un'ottima vita sessuale.Però, sentivo sempre che qualcosa mi mancasse, il sesso era meraviglioso, la complicità anche, ma sentivo che volevo qualcosa in più.Così un giorno, mentre cercavamo un film porno da guardare (a lei piace vederli durante il sesso), ho scelto un video con quattro partner dove vi erano scene di sesso bisessuale.La trama era semplice, iniziava con due ragazze che si divertivano tra di loro, poi si univano due ragazzi che giocavano con le ragazze. Infine, uno dei ragazzi afferrato il pene dell'altro lo succhiava.Quando lei ha visto questa scena, ragazzi che facevano sesso tra di loro, mi ha guardato perplessa, dicendomi: “Per te va bene guardare queste scene o ti dà fastidio?”Risposi: “Assolutamente no, li trovo eccitanti. Mi piacciono le scene tra partner dello stesso sesso. Anzi ne sono attratto.”Quindi abbiamo continuato a vederlo.Io le accarezzavo la figa bagnata mentre lei mi masturbava il pene, poi si è abbassata un po' di più, accarezzandomi sotto i testicoli e, infine, ha toccato timidamente il mio ano.Mi è scappato un gemito mentre mi dilatava con un dito il buco del culo.La scena che stavamo vedendo era molto particolare, un ragazzo inculava l’altro selvaggiamente mentre le ragazze li guardavano.A questo punto lei mi ha sussurrato: “è una mia grande fantasia guardarti mentre succhi un cazzo o vieni scopato.” Rimasi sorpreso da questa sua affermazione: “Non avrei mai pensato che tu fossi attratta da una situazione del genere. Non ne hai mai parlato.”L'ho baciata e l'ho fatta distendere sul letto e, dopo averle allargato le gambe, abbiamo fatto sesso.Durante la scopata, lei mi ha afferrato il culo come faceva di solito, dicendomi: “Ogni volta che facciamo sesso mi immagino che tu sia scopato mentre ti tengo le natiche divaricate.”Quello che diceva mi eccitava tantissimo infatti sono venuto abbastanza in fretta, riempiendole la figa fino a fare colare fuori il mio seme.Qualche giorno dopo, in un altro momento di sesso, mi stava succhiando il cazzo quando ho sentito la sua mano sulle natiche, si è spinta con un dito fino ad accarezzarmi il buco del culo.Dopo un poco, lo ha spinto dentro il mio sfintere, continuando sempre a succhiarmi.Quello è stato il primo passo verso una complicità sempre maggiore, infatti, i nostri giochi sono progrediti fino al punto di provare un dildo a doppia estremità. Lo abbiamo condiviso più volte tra la sua figa e il mio culo mentre ci baciavamo e ci accarezzavamo.Era una sensazione fantastica, ma non era ancora quello che desideravo, così ho tirato fuori l'idea di uno strap-on.All'inizio Giovanna non era sicura di volerlo provare, poi ci fu un’occasione che ho sfruttato. Dovevamo andare al matrimonio di un nostro amico che viveva in un’altra città, avremmo alloggiato in un hotel per alcuni giorni, quindi, ho colto l'occasione e ho comprato uno strap-on doppio fallo e l'ho messo in valigia.Come previsto, la sera dopo il pranzo di nozze dove avevamo bevuto parecchio, eravamo piuttosto brilli ed eccitati quando siamo tornati in camera. Dopo un po' di preliminari, le ho detto che avevo portato un giocattolo che avrei voluto provare.Lei è sembrata molto sorpresa quando ho tirato fuori lo strap-on, mi ha chiesto: “Cos'è? Come si usa? Ma è per me o per te?”Senza risponderle, l'ho fatta coricare di spalle sul letto, le ho allargato le gambe e ho iniziato a leccarle la figa bagnata. Poi ho leccato la punta dello strap-on, quindi l'ho infilato nella sua figa, facendola ansimare e gemere.Mentre la pompavo con lo strap-on le ho detto: “Si può usare così … o se ti va, puoi indossarlo e usarlo su di me … cosa ne pensi?”Lei, con un sorrisino maligno rispose: “Ok … aiutami ad indossarlo e poi proviamo … la cosa mi intriga molto.”Una volta sistemato sono scivolato su, ho leccato la punta, poi ho iniziato a succhiarle il cazzo duro di silicone mentre la guardavo negli occhi.Ho sentito la sua mano sulla nuca che mi spingeva più a fondo sul suo cazzo, mentre le accarezzavo la parte inferiore della figa con la mano.Ci siamo posizionati per un 69, succhiandomi il cazzo mentre io succhiavo il suo.Ho sentito il suo dito umido sul mio culo.Avevo lasciato dell’olio lubrificante sul comodino e lei l'aveva utilizzato. Ha infilato un dito, poi due, nel mio culo, lubrificandomi bene, preparandomi per la scopata.Quindi mi ha spinto via dal suo cazzo, mi ha fatto stendere sulla schiena, con il culo sul bordo del letto. Il mio culo era viscido di lubrificante.Mi ha succhiato per un altro minuto mentre lubrificava il suo nuovo cazzo, poi si è alzata, mi ha sollevato ed allargato le gambe. Ho sentito la punta dello strap-on appoggiata sul mio culo.Lei lo ha mosso lentamente, infilandolo centimetro dopo centimetro nel mio culo stretto, le sue tette si alzavano e si abbassavano mentre mi afferrava i fianchi, spingendo dentro, poi fuori, poi ancora un po' dentro. Infine, ha spinto i suoi fianchi contro le mie cosce, il grosso giocattolo è entrato completamente dentro di me.Mi ha guardato negli occhi e mi ha chiesto: “Ti piace? Sei pronto a farti scopare con forza da me?”Io ho annuito.Si è tirata indietro a metà, poi è rientrata, mostrando poca moderazione nel suo stato di ebbrezza.Mi ha scopato velocemente e con più forza che poteva, trovando un buon ritmo.Mi afferrava dalle cosce, tirandomi sul suo cazzo, scopandomi forte. Il mio cazzo rimbalzava contro il mio stomaco.Si chinò per baciarmi, con il suo cazzo infilato nel mio culo. Lo tirò fuori bruscamente e mi ordinò: “Mettiti a quattro zampe sul tappeto. Voglio scoparti da dietro.”Obbedì al suo ordine senza dire nulla. La sentii afferrarmi i fianchi da dietro, mi fece colare un po' di lubrificante sul culo, poi ricominciò a scoparmi. Le mie chiappe sbattevano contro di lei ad ogni spinta, assicurandosi che avessi tutto quel cazzo ad ogni colpo.Mi scopava così forte da farmi scivolare di qualche centimetro sul tappeto ad ogni botta, allungando una mano per accarezzarmi il cazzo duro e gocciolante mentre mi inculava.Io, anche se infoiato da tanta goduria, ero ancora lucido per allungare la mano tra le sue gambe e accendere il vibratore presente nella base dello strap-on.A quelle stimolazioni del secondo pene dentro la sua figa la fece ansimare, poi gemette, scopandomi ancora più forte di prima, accarezzandomi il cazzo ad ogni spinta.Ho percepito le sue vibrazioni, senza dire nulla stava godendo con un tremore che le fece vibrare tutto il corpo.Mentre si muoveva e si agitava dentro di me, iniziai ad ansimare: "Sto per venire ... ti prego continua a scoparmi, mi piacerebbe venire mentre sei dentro il mio culo, non fermarti, farmi diventare la tua puttana.”Lei mi spinse dentro lo strap-on fino in fondo ed il mio cazzo sparò getto dopo getto, più sperma di quanto credo di aver mai sparato, mentre crollavo sulla mia pancia, ansimando, con lei sopra.Si ritirò lentamente da me, poi mi baciò sulle labbra, dicendomi quanto si era divertita prima di ciondolare verso la doccia.Rimasi disteso in quella pozza di sperma per non so quanti minuti, completamente sopraffatto dalla goduria. Poi mi alzai e la raggiunsi in bagno per una doccia rigeneratrice.Quella fu la prima volta che Giovanna mi scopò il culo.Con lei, dopo quella sera, parlammo liberamente dei nostri desideri sessuali. Ormai era a conoscenza di tutte le mie precedenti esperienze da bisessuale e non le importava, anzi, l’idea di condividere un partner la eccitava. Appunto per questo, spesso parlavamo di fare un ménage a trois, l’idea di farci scopare da un altro maschietto piaceva tutti e due.Come accade sempre, passare dall’idea al farlo c’è di mezzo la ricerca del partner, cosa non semplice. Abbiamo deciso di cercare qualcuno da inserire nella nostra stanza da letto, cosa che io reputavo difficile da realizzare.Tutto è diventato più facile quando è comparso Carlo nella nostra vita. Lo abbiamo conosciuto a cena a casa di amici ed è nata subito una simpatia tra noi e lui.Carlo era un uomo di qualche anno più grande di noi, portati benissimo, era alto circa 1,85, magro e con un pene che a prima vista, da vestito, sembrava bello tosto.Quella sera che lo abbiamo conosciuto lei mi ha detto: “Cosa ne pensi di Carlo, io ci ho parlato e sembra un bel tipo, molto alla mano e, credo, disponibile ad un incontro di sesso. Se ti va posso provare ad approfondire la discussione, a me piacerebbe.”Io risposi: “Si, ci sto! Anche io ho avuto la stessa tua sensazione. Parlane con lui esplicitamente senza tralasciare nulla.”Giovanna accettò ben volentieri il compito di approfondire la discussione con Carlo.La cosa riuscì senza nessun intoppo, Carlo era ben disposto, quindi, fissammo un appuntamento per il sabato successivo.Appena entrato in casa abbiamo condotto Carlo nella sala da pranzo e ci siamo seduti sul divano con lei al centro. Abbiamo chiacchierato e bevuto un po' per superare l’imbarazzo iniziale.Ad un certo punto, Giovanna, prendendo l’iniziativa, senza dire nulla, si è inginocchiata davanti a me e mi ha slacciato i pantaloni e me li ha abbassati fino al ginocchio. Dopo aver abbassato anche gli slip, ha preso il mio pene in mano e ha iniziato a leccarlo e succhiarlo.Non passò molto tempo prima che Carlo si mettesse accanto a me con il suo cazzo duro fuori e, senza indugio alcuno, Giovanna iniziò a passare dall'uno all'altro, leccando e succhiandoci entrambi. Dopo qualche minuto, mi sono inginocchiato anche io e ho iniziato ad aiutarla con il cazzo di Carlo, succhiandolo a turno e leccandogli e succhiandogli i testicoli.Lui gemeva e adorava quello che stavamo facendo e disse: “Oh mio Dio, che sensazione fantastica. Immaginavo che anche a te piacesse fare pompini.”Avevo la mano sul petto di Giovanna e, dopo aver sbottonato la camicia e slacciato il reggiseno, ho iniziato a giocare con i suoi capezzoli mentre succhiavamo il cazzo di Carlo.Anche lui, ad un certo punto, si è unito a me. Abbiamo succhiato e leccato i capezzoli di Giovanna. Lei, gemendo e godendosela, ci accarezzava i capelli.Mentre le succhiavamo bene i capezzoli, entrambi avevamo una mano tra le sue gambe, accarezzandole la figa attraverso gli slip. Era così eccitante.All'improvviso lei ci ha fermati e ci ha detto: “Ragazzi andiamo in camera da letto, staremo più comodi. Iniziate voi io vado un attimo in bagno e poi vi raggiungo.”Io e Carlo siamo andati in camera da letto, ci siamo spogliati e ci siamo sdraiati sul letto mentre aspettavamo Giovanna.Mi stavo divertendo a succhiargli il cazzo a Carlo quando Giovanna è entrata nuda per unirsi a noi. Le abbiamo fatto spazio tra di noi.Dopo qualche secondo, ci ritrovammo con Giovanna che succhiava il cazzo di Carlo. Lui le stava leccando la figa bagnata ed io mi sollazzavo succhiando i suoi capezzoli.Sistemazione che non durò molto, infatti Giovanna si è fermata chiamandomi a sé per dividerci il cazzo di Carlo.Lui stava seduto in mezzo al letto e lei ed io ci davamo da fare sul suo cazzo.Leccavamo e succhiavamo insieme, poi ci baciavamo e, quindi, tornavamo a lavorare su quel cazzo.Si capiva che Carlo adorava quello che stavamo facendo, gemeva e ci incitava.Erano passati diversi minuti quando ho detto a Giovanna: “Ora è il tuo turno.” Poi ho aggiunto “Carlo sdraiati così che Giovanna possa cavalcarti infilandosi il tuo cazzo nella figa, poi io mi metterò dietro di lei e le metto il mio cazzo nel culo e ci facciamo una bella doppia.”Senza dire una parola, Carlo si distese sul letto e Giovanna, senza indugio, si posizionò su di lui infilandosi il suo cazzo nella figa. Lei iniziò ad andare su e giù sulla verga di Carlo.Io presi il tubetto di gel, me ne cosparsi una buona dose sul cazzo e poi lubrificai lo sfintere di Giovanna infilandole un dito dentro.Quindi facendo piegare Giovanna il più possibile in avanti, mi posizionai dietro di lei e le infilai il cazzo su per il culo. Operazione che non fu difficile da fare, lei spesso si era fatta sfondare il culo, con il cazzo o con giochini anche di grosse dimensioni.Ho iniziato a scoparla da dietro. Potevo sentire il cazzo di Carlo che sfregava contro il mio.Non era semplice mantenere il coordinamento tra me e Carlo, spesso i nostri movimenti non andavano nella stessa direzione e diverse volte mi trovavo fuori con il pene. Ricominciavamo e poi, ad un certo punto siamo riusciti a gestire il tutto in modo armonioso.A quel punto la goduria era rilevante per tutti noi.Giovanna ci incitava a scoparla dicendo: “Sì … sì … sfondatemi il culo e la figa … mi state facendo morire … sto per venire non vi fermate.”Dopo molti minuti, con un gemito pieno di goduria disse: “Vengo … vengo … è meraviglioso.”Sentivamo il culo e la figa di Giovanna vibrare e contrarsi in modo violento, si percepiva perfettamente il suo godere che non resistetti ed anche io raggiunsi l’orgasmo versando tutto il mio seme dentro di lei.“Godo, godo, sto venendo … sto venendo!!!”Dopo qualche secondo, il tempo di riprendermi, ho tirato fuori il mio cazzo e lei ha continuato a cavalcare Carlo. Lui ancora non aveva raggiunto l’orgasmo, quindi, ha chiesto a Giovanna di mettersi a quattro zampe per poterla scopare alla pecorina. Lei non ha perso tempo e, dopo essersi alzata da sopra di lui, si è posizionata offrendo la sua calda figa.Carlo si è posizionato dietro di lei in ginocchio e l’ha montata per bene.Lo spettacolo era così invitante che mi sono coricato sotto di lei, raggiungendo la sua figa con la testa. Vedevo il cazzo di Carlo entrare e uscire, quindi, ho iniziato a leccare la figa e il pene di Carlo.Ho leccato e succhiato mentre entrambi gemevano. Ogni tanto Carlo usciva il cazzo dalla figa di Giovanna e me lo piantava in bocca. Lo succhiavo e lo pompavo con foga. La sensazione era bellissima, potevo godere di una vista magnifica.Dopo un lungo martellamento, Carlo gemeva forte davvero e mi ha detto: “Sto per venire. Sto arrivando, ti prego succhiamelo voglio godere dentro la tua bocca.”Così gli ho spinto il suo cazzo più a fondo in bocca mentre lui sparava una bella calda sborra. Due grandi schizzi, poi uno grande e lungo. Ho preso tutto il suo seme ingoiandolo, poi mi sono alzato e ho baciato Giovanna e ho condiviso il suo sperma con lei.Dopo qualche minuto per riprenderci ci siamo alzati tutti e siamo andati in sala da pranzo a bere qualcosa per rilassarci.Abbiamo parlato un po', poi, ancora eccitato, ho chiesto: “Siete pronti per un altro giro?”Abbiamo riso tutti, hanno detto di sì, erano decisamente pronti per altro sesso.Quindi ci siamo diretti verso la camera da letto.Appena entrati, Giovanna mi ha detto di mettermi in ginocchio sul letto, poi ha chiesto a Carlo di mettersi dietro di me e di scoparmi.Carlo, senza indugiare, ha ubbidito e ha infilato il cazzo dentro il mio culo non prima di avermi abbondantemente lubrificato con del gel. Io iniziavo a leccare la figa di Giovanna che si era seduta davanti a me.Lei gemeva e diceva: "Oh mio dio, è così bello. Mi piace da morire vederti con un cazzo dentro mentre mi lecchi la figa e il clitoride.”Giovanna stava raggiungendo l’orgasmo mentre io la leccavo e Carlo mi scopava.Ma non era ancora soddisfatta, incitava Carlo di scoparmi il culo: “Dai scopalo forte, infilagli tutto il tuo cazzo dentro, a lui piace riceverlo e a me vedervi.”Cosa che lui fece ben volentieri.Giovanna veniva dopo pochi minuti. Stava ottenendo quello che voleva: “Vengo … vengo, non ti fermare leccami il clitoride, leccami tutta a figa.”Dopo aver ripreso i sensi fortemente sconnessi dal violento orgasmo, Giovanna ci chiese di cambiare posizione. Voleva vederci succhiarci il cazzo a vicenda in un 69 con me sopra.Così Carlo ed io ci mettemmo in posizione, iniziammo a succhiarci il cazzo a vicenda mentre lei guardava seduta accanto al letto.Io succhiavo il cazzo di Carlo e passavo la lingua intorno alla punta. Lui succhiava il mio.Ad un certo punto sentì qualcosa che accarezzava il mio buco del culo, era Giovanna che iniziava a scoparmi con un dildo.Ora stavo muovendo i fianchi e gemendo cavalcavo il suo dildo mentre Carlo mi scopava la bocca.Leccavo e succhiavo Carlo più forte che potevo, muovendo la testa su e giù velocemente.Stavo raggiungendo l’orgasmo quando lui mi disse: “Sto per venire, non ti fermare.”Abbiamo avuto un amplesso quasi nello stesso momento, urlando il nostro godimento.Carlo spara grosse raffiche di sperma nella mia bocca mentre io inizio a sparare il mio sperma nella sua.Giovanna continuava a pompare, senza tregua, il dildo nel mio culo.Ingoiamo entrambi lo sperma il più velocemente possibile e continuiamo a succhiarci a vicenda raccogliendo fino all'ultima goccia.Eravamo completamente sfatti, mi allontano da Carlo e trovo Giovanna che vuole baciarmi per condividere lo sperma di Carlo.Poi va da Carlo e bacia anche lui per assaggiare il mio.A quel punto avevamo esaurito tutte le nostre energie. Ci siamo sdraiati sul letto e ci siamo addormentati. Il risveglio è stato qualcosa di pazzesco, abbiamo ricominciato a scopare di nuovo.
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Al2016,
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