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Miky e il coinvolgimento delle mogli degli amici!
L’ascensore sale verso il quarto piano e il silenzio è rotto solo dal fruscio quasi impercettibile del raso di seta. Marco, tu la guardi sotto la luce fredda della cabina: l'abito nero non nasconde nulla. Senza il reggiseno, il seno di Michela si muove libero sotto la stoffa lucida, e quel profilo di pizzo sulla scollatura sembra fatto apposta per attirare l'occhio proprio lì, dove la seta si tende a ogni suo respiro.
«Il raso ti segna ovunque, Miky...» le sussurri, lanciando un'occhiata verso il basso, dove la micro-brasiliana nera crea un'ombra appena accennata sopra i fianchi.
Michela si sistema gli occhiali con un gesto lento, poi si volta verso lo specchio, offrendoti il fianco. «È quello l'obiettivo, Marco. Voglio che Ale e Roby passino tutta la cena a chiedersi se quello che vedono sporgere sotto la seta sia proprio quello che pensano. Voglio che la loro immaginazione lavori più delle loro forchette.»
Ti guarda d'un tratto, con una luce di sfida negli occhi: «E voglio che tu, Marco, ti goda ogni loro sguardo rubato, sapendo che stasera sono io a condurre le danze.»
Il "din" dell'ascensore interrompe la tensione. Lei fa un respiro profondo, i capezzoli puntano con prepotenza contro il raso nero, e la porta si apre. Alessandro apre la porta e venite travolti dal calore della casa. Samanta è lì, verace e sorridente, con la sua stazza da 80 chili che occupa lo spazio. «Miky! Ma guarda che schianto che sei!» esclama abbracciandola. Nel contatto, la morbidezza abbondante e un po' "sfatta" di Samanta fa risaltare ancora di più la linea felina di tua moglie, fasciata in quel raso che sembra una seconda pelle.
Poco dietro arriva la Michela di Roberto. La sua quinta di seno, prepotente ma un po' stanca, preme contro una maglietta anonima. Tu osservi la scena, Marco, e vedi il momento esatto in cui Roberto e Alessandro realizzano: la tua Michela è nuda sotto quel vestito.
«Ciao ragazzi...» dice Miky con un sorriso complice, mentre Alessandro le toglie il soprabito. Le sue mani indugiano un secondo di troppo sulle spalle, e vedi le sue dita sfiorare la fredda seta, cercando il calore della pelle che sta appena sotto. Vedi Ale che lancia un'occhiata rapida a te, Marco, quasi a cercarvi un permesso o una complicità, mentre Roberto rimane immobile a fissare il modo in cui il raso scivola sul ventre piatto di tua moglie, rivelando l'assenza totale di biancheria, tranne per quel minimo accenno di brasiliana sui fianchi.
«Accomodatevi, è quasi pronto,» dice Samanta trascinando tutti verso la sala.
Vi accomodate. Tu siedi accanto a tua moglie. Il contatto tra il tuo braccio e il raso di seta del suo vestito ti rimanda una scarica elettrica; senti il calore della sua pelle nuda appena sotto quel velo nero e lucido. Di fronte a voi, Roberto cerca di concentrarsi sul vino, ma i suoi occhi continuano a cadere sulla scollatura di pizzo di tua moglie, dove i capezzoli premono con una sfacciataggine che non lascia spazio all'immaginazione.
Samanta, a capotavola accanto ad Alessandro, ride e riempie i piatti, ignara che l'aria nella stanza è diventata irrespirabile. «Assaggiate questo, l'ha fatto Samanta, è la sua specialità,» dice Ale, ma la sua voce tradisce una tensione altissima. Ogni volta che la tua Michela si muove, il raso di seta riflette la luce e disegna la forma perfetta del suo ventre e l'assenza del reggiseno.
Tu la guardi e capisci che è il momento. Michela sfila il sandalo destro. Sotto il tavolo, la sua gamba si allunga decisa. Non punta a Roberto, che ha sua moglie accanto e potrebbe accorgersi di un movimento sospetto. Punta dritta verso il capotavola, verso Alessandro.
Vedi Ale irrigidirsi all'istante. La forchetta gli rimane sospesa a mezz'aria. Il piede di tua moglie ha trovato la sua gamba e sta risalendo con lentezza esasperante verso l'interno coscia. Ale lancia un'occhiata fulminea a te, Marco, carica di una complicità disperata, mentre cerca di rispondere a una domanda banale di Samanta sulla cottura della carne. Ma la tua Michela non si ferma. Mentre tortura Ale col piede, si sporge in avanti verso Roberto, che le sta proprio di fronte. «Roby, mi passeresti il sale?» dice lei con un tono di voce che è un invito esplicito. Nel protendersi, il raso di seta si stacca dal corpo, offrendo a Roberto una visuale perfetta. Lui si sporge a sua volta, e per un secondo i loro sguardi si incrociano sopra il tavolo mentre, sotto, Ale sta lottando per non gemere. Roberto vede tutto: la curva del seno libero, l'areola che preme contro il pizzo, e capisce che quella sera il "Patto" non è stato lasciato fuori dalla porta.
«Ecco a te, Miky...» mormora Roberto, e le sue dita sfiorano quelle di tua moglie per un tempo troppo lungo.
Non appena la porta della cucina si chiude alle spalle di Samanta e della Michela mora, l’atmosfera nel salotto cambia istantaneamente. Il brusio delle chiacchiere femminili sparisce, sostituito dal rumore pesante del respiro di Alessandro e Roberto. Tua moglie non perde un istante. Marco, tu la vedi appoggiare il calice di vino con una calma glaciale. Si volta verso di te per un secondo, un lampo di malizia dietro le lenti degli occhiali, poi agisce. Senza alzarsi, Michela divarica leggermente le gambe sotto il tavolo. Il fruscio del raso di seta in quel silenzio improvviso suona come una provocazione assordante. Con un movimento fluido, afferra la mano di Alessandro — che è ancora lì, immobile e stravolto dal gioco del piede — e la guida con decisione sotto la stoffa lucida del vestito. Ale sussulta, il viso imporporato. Sente la seta scivolare tra le dita e poi, improvvisamente, il calore della pelle nuda dell'interno coscia di tua moglie. Michela gli spinge la mano verso l'alto, finché le dita di Ale non incontrano il bordo sottilissimo della micro-brasiliana nera.
«Sentito che calore, Ale? È tutto per voi stasera...» sussurra lei, mentre i suoi occhi sono fissi su Roberto.
Roberto è paralizzato dall'altra parte del tavolo. Sta guardando la scena con una fame che gli scava il volto. Allora Miky, mantenendo la mano di Ale premuta contro il proprio inguine, si sporge in avanti verso Roby. Con la mano libera afferra il colletto della camicia di Roberto e lo tira verso di sé, costringendolo a sporgersi sul tavolo. «E tu, Roby? Non dici niente?» gli mormora a un centimetro dalle labbra. «Guarda bene come mi sono conciata per voi...» In quel momento, Michela inarca la schiena. Il raso di seta si tende all'estremo sui seni e lei, con una mossa sfacciata, infila un dito sotto il profilo di pizzo della scollatura, abbassandolo quanto basta perché Roberto possa vedere il capezzolo turgido che sbuca fuori dalla seta nera.
Tu, Marco, osservi i tuoi due amici: sono ridotti a due mendicanti davanti a una dea. Ale ha la mano che trema sotto il vestito di Miky, Roberto è ipnotizzato da quel centimetro di pelle nuda che lei gli sta offrendo.
Proprio mentre senti i passi delle donne che tornano dalla cucina, Michela si ritrae con una velocità felina. Si ricompone, si sistema gli occhiali e torna a sorseggiare il vino, mentre Ale ritira la mano come se si fosse scottato e Roberto si schiarisce la voce, cercando disperatamente di ritrovare un briciolo di dignità.
La porta si riapre. Samanta entra con un grande vassoio fumante.
«Eccoci! Scusate l'attesa, ma ne valeva la pena!» esclama la padrona di casa, ignara che in quei trenta secondi la temperatura della stanza è salita oltre il punto di rottura.
La cena entra nel vivo. Samanta serve l'arrosto, muovendosi con la sua fisicità prorompente e un po' goffa, mentre la Michela mora ridacchia, ignara del fatto che suo marito, di fronte a lei, ha ancora le pupille dilatate per quello che ha visto sotto il pizzo di tua moglie. Tua moglie decide di cambiare marcia. Si appoggia allo schienale della sedia, lasciando che il raso di seta si distenda perfettamente sul suo corpo, e lancia un'occhiata complice alle altre due donne. «Sapete ragazze,» esordisce Miky, la voce vellutata che cattura l'attenzione di tutti, «guardavo Alessandro e Roberto stasera. Mi sembrano così... tonici. Sarà l'aria di Novara, o forse è merito vostro che li tenete in esercizio?» Samanta scoppia in una risata fragorosa, arrossendo fin sopra la scollatura della sua blusa abbondante. «Ma va, Miky! Ale è pigro come un gatto dopo mangiato!»
Michela sorride, ma i suoi occhi, dietro le lenti degli occhiali, sono fissi su Alessandro. «Dici? Eppure, prima, mentre mi aiutava col vino, ho sentito una tensione muscolare... Ale, hai ripreso a fare palestra o è solo merito delle attenzioni di Samanta?» Alessandro è pietrificato. Sa bene che quella "tensione" che Miky ha sentito era il suo desiderio per lei, ma ora deve reggere il gioco davanti alla sua ex moglie.
«Ma no, è solo... lo stress del lavoro,» bofonchia lui, evitando lo sguardo di tua moglie.
Ma Miky non molla l'osso. Si volta verso la Michela mora. «E Roby? Anche lui lo vedo molto "presente" stasera. Guarda come ti fissa, sembra quasi che voglia mangiarti con gli occhi... o forse sta guardando me per capire cosa ti ha regalato per il compleanno?» Roberto sussulta. La Michela mora ride, lusingata, e gli posa una mano sulla spalla. «Magari fosse per me! Sarà il vino, Miky.» Tua moglie si sporge in avanti, e tu, Marco, vedi il raso di seta tendersi pericolosamente sui seni. «Non essere modesta. Anzi, dovremmo fare un patto tra noi donne. Ogni tanto dobbiamo "scambiarci" i segreti per tenere svegli questi uomini. Ad esempio, Samanta, tu che sei così solare e fisica... non senti mai il bisogno di un po' di pepe in più? Di vedere il tuo uomo desiderato anche da altre?» Samanta rimane un attimo interdetta, colpita dalla schiettezza di Miky. «Beh... non ci ho mai pensato, ma...» «Dovresti,» la interrompe Miky con un sorriso che è una lama. «Rende tutto più eccitante. Vero, Marco? Tu non sei orgoglioso quando vedi che i tuoi amici apprezzano l'eleganza di tua moglie?»
Ti chiama in causa direttamente, davanti a tutti. Alessandro e Roberto hanno il fiato sospeso, terrorizzati e attratti da dove lei stia andando a parare. Samanta e la Michela mora ti guardano, aspettando la tua risposta, mentre tua moglie, sotto il tavolo, ha ricominciato a far scivolare il piede nudo sulla gamba di Alessandro, spingendo la provocazione al limite del tollerabile.
Tu, Marco, posi con calma il calice sul tavolo. Guardi Samanta e Michela mora dritto negli occhi, poi sposti lo sguardo sulla tua Michela, che ti osserva con quel sorriso complice che conosci bene.
«Sapete ragazze,» esordisci con voce ferma, «non c'è nulla che mi ecciti di più che vedere mia moglie desiderata. E se a desiderarla sono i miei amici di una vita, come Ale e Roby, per me è il massimo dell'orgoglio. Mi fa piacere da matti vedere che la guardano, che ne apprezzano la classe... e magari anche qualcosa di più.» Il silenzio che cala nella stanza è così denso che si potrebbe tagliare con un coltello. Samanta sbarra gli occhi, arrossendo violentemente, mentre la Michela mora accenna un sorriso nervoso, non capendo se tu stia scherzando o meno. Alessandro e Roberto sono immobili, come cervi accecati dai fari: hanno il terrore che tu stia per rivelare tutto, ma allo stesso tempo sentono il sangue pompare nelle vene come mai prima d'ora.
Tua moglie raccoglie l'invito al volo. Si aggiusta gli occhiali sul naso e si sporge ancora di più verso il centro del tavolo, facendo sì che il raso di seta nera si tenda fino a mostrare chiaramente la punta dei capezzoli.
«Visto?» dice Miky rivolgendosi alle altre due donne. «Marco è un uomo sicuro. E voi? Siete altrettanto sicure dei vostri mariti? Perché, sapete... Ale e Roby hanno degli occhi molto "affamati" stasera. Samanta, guarda Alessandro: guarda come suda. Non sarà che ha bisogno di una sfida un po' più piccante di una normale cena?» Miky allunga la mano sul tavolo e, con una sfacciataggine assoluta, tocca le dita di Alessandro proprio davanti a Samanta. «Che ne dici, Samanta? Tu saresti disposta a vedere il tuo Ale che "apprezza" la mia seta, mentre magari io e te ci scambiamo qualche consiglio su come gestire questa sua... energia?»
Samanta balbetta qualcosa, chiaramente turbata ma anche stranamente incuriosita dal carisma magnetico di tua moglie. La Michela mora, dal canto suo, guarda Roberto quasi a cercarvi una smentita, ma lui è troppo impegnato a fissare la scollatura in raso di tua moglie per poterle dare conforto.
«Forza, ragazze,» incalzi tu, Marco, godendoti lo sfacelo psicologico dei tuoi amici. «Miky sta solo dicendo che tra noi non ci dovrebbero essere segreti. Perché non facciamo un gioco? Qualcosa di leggero... per vedere se queste vostre doti di "osservatori" sono così affinate.»
Tua moglie si alza lentamente. Il raso di seta scivola lungo i suoi fianchi, evidenziando la micro-brasiliana nera e la totale assenza di reggiseno. Fa il giro del tavolo e si posiziona dietro Alessandro, posandogli le mani sulle spalle. «Ale, chiudi gli occhi,» gli ordina lei. Poi guarda Samanta: «Scommettiamo che il tuo uomo sa riconoscere il contatto della mia pelle anche a occhi chiusi?»
Tu, Marco, prendi l'iniziativa. Ti alzi, vai verso il mobile del soggiorno di Alessandro e recuperi un blocco di foglietti e due ciotole di vetro. «Facciamo un gioco,» proponi con un sorriso magnetico. «Niente di estremo, siamo tra amici. Scriviamo su dei bigliettini delle "penitenze" intriganti. Cose leggere, ma un po' fuori dagli schemi. Poi mettiamo i nomi degli uomini in una ciotola e quelli delle donne nell'altra. Estraiamo una penitenza e i due protagonisti. Chi ci sta?» Samanta, eccitata dal vino e dalla novità, batte le mani. «Oddio, sembra di tornare ai tempi delle medie! Io ci sto!» La Michela mora scambia un'occhiata con Roberto, che annuisce con la gola secca, e accetta a sua volta. Iniziate a scrivere. Tu e tua moglie vi scambiate uno sguardo d'intesa. Sai perfettamente cosa scriverà lei: penitenze che sembrano innocue ma che, con il suo corpo fasciato nel raso, diventeranno torture erotiche. «Fatto,» dice Miky, piegando l'ultimo bigliettino con eleganza. Le sue unghie laccate brillano sotto la luce, mentre infila i foglietti nella ciotola.
«Allora, facciamo così,» intervieni tu, Marco, prendendo il comando della situazione. «Estraiamo solo chi deve subire la penitenza. Se esce un uomo, dovrà essere bendato e indovinare quale delle tre donne gli si parerà davanti solo attraverso un contatto stabilito dal bigliettino. Decideremo noi chi mettergli davanti, mentre lui non vede.» Samanta ride, eccitata: «Ci sto! Ale, preparati perché se non mi riconosci sono guai!»
Miky mescola i nomi degli uomini e ne pesca uno. «Il primo è... Alessandro.»
Ale viene bendato con un tovagliolo di raso scuro. Samanta gli gira intorno un paio di volte per fargli perdere l'orientamento, mentre lui siede rigido su una sedia al centro del salotto. Tu e Michela vi scambiate un'occhiata d'intesa. «Ora la penitenza,» dice Miky, pescando dal secondo contenitore. Sorride leggendo il foglietto: «"Il tocco della seta". Alessandro deve riconoscere la donna semplicemente lasciando che lei gli passi una parte del proprio corpo sul viso o sulle mani. Niente parole.»
Samanta si fa avanti per andare lei, ma tua moglie la ferma con un gesto elegante della mano. «Aspetta, Samanta. Facciamo le cose per bene. Marco, decidi tu chi deve andare per prima.»
Tu, Marco, guardi la tua Michela. Il suo abito in raso di seta nera brilla sotto le luci soffuse del salotto. È lei l'arma perfetta. Con un cenno del capo, indichi a tua moglie di farsi avanti.
Miky si avvicina ad Alessandro con la grazia di un felino. Il silenzio è assoluto; si sente solo il respiro un po' affannoso di Ale sotto la benda. Samanta e la Michela mora osservano curiose, convinte sia un test di affinità di coppia. Tua moglie non usa le mani. Si posiziona in piedi proprio davanti ad Ale, che è seduto. Con un movimento fluido, si sporge in avanti finché il suo seno, libero sotto il raso di seta, non arriva all'altezza del viso di Alessandro. Inizia a oscillare leggermente, lasciando che la seta fresca dell'abito e la consistenza turgida dei suoi capezzoli spazzolino le labbra e la punta del naso di Ale.
Alessandro ha un sussulto violento. Le sue mani artigliano i braccioli della sedia. Quel profumo, quel calore e soprattutto la sensazione inconfondibile di quel seno che ha avuto in bocca solo venerdì sera... è un richiamo ancestrale. «Allora, Ale?» chiedi tu, Marco, con voce ferma. «Chi hai davanti? È la tua Samanta, è la Michela di Roby o è mia moglie?» Ale è in un vicolo cieco. Se dicesse "Michela", Samanta potrebbe insospettirsi per la sua precisione millimetrica nel riconoscere la pelle di un'altra. Se dice "Samanta", tradisce la verità della sua carne che sta urlando il nome di tua moglie. «Io... io sento della seta...» balbetta Ale, mentre tua moglie, per rendere il gioco ancora più atroce, gli afferra le mani e se le porta ai fianchi, lasciando che le sue dita sentano la curva della micro-brasiliana attraverso il raso. «Aspetta, Miky, fermati,» intervieni tu, Marco, con un tono calmo ma deciso, alzando una mano per interrompere l'azione. «Così non vale, è troppo facile. Sei l’unica stasera che indossa un abito in raso di seta... Alessandro indovinerebbe anche se fosse ubriaco. Il gioco deve essere equo, altrimenti che sfida è?» Samanta scoppia a ridere, dando una pacca sulla spalla ad Alessandro che, sotto la benda, sta cercando di riprendere il controllo del battito cardiaco. «Vero! Marco ha ragione, con quella seta lì è un colpo basso! Ale, sei salvo per stavolta, ringrazia il tuo amico!»
Alessandro espira un soffio di aria gelida che teneva nei polmoni, mentre le sue mani abbandonano i braccioli della sedia, ancora tremanti per aver sfiorato i fianchi di tua moglie. La tua Michela si ritrae con un sorriso enigmatico, sistemandosi con studiata lentezza il vestito che le scivola addosso come acqua.
«Va bene, Marco, hai ragione tu,» dice lei, lanciandoti un'occhiata carica di una complicità assoluta. «Volevo solo vedere se il nostro ospite fosse attento ai dettagli. Cambiamo allora. Niente riconoscimento tattile che coinvolga i vestiti.» Miky torna alle ciotole di vetro. Il raso nero fruscia tra le sue gambe mentre si muove con eleganza felina. «Vediamo chi deve restare bendata stavolta...» Pesca un nome dal contenitore delle donne. «Samanta!» La padrona di casa lancia un gridolino di eccitazione, scuotendo i suoi 80 chili di simpatia e carne verace. «Oh, mio Dio, tocca a me! Venite qui, bendatemi subito!»
Mentre Alessandro le stringe il tovagliolo di raso scuro sugli occhi, assicurandosi che non veda nulla, tu, Marco, peschi la penitenza dal secondo contenitore. La leggi a voce alta, con un tono che carica la stanza di una nuova elettricità: «"Il Bacio della Verità". La bendata deve ricevere un bacio sulla mano o sul collo da uno degli uomini e indovinare chi è. Ma attenzione: l'uomo deve usare solo le labbra e la lingua, niente mani.»
Samanta siede sulla sedia, tutta eccitata, muovendo le spalle generose sotto la blusa leggera che fatica a contenere le sue forme. «Forza, non siate timidi! Chi viene a baciarmi? Roby? Ale? Marco?»
Tu e tua moglie vi guardate per un istante che sembra eterno. Michela ti fa un cenno quasi impercettibile con la testa, un ordine silenzioso. Vuole che sia tu, Marco, ad andare. Vuole vedere come marchi il territorio sulla padrona di casa proprio davanti ad Alessandro e alla Michela mora, mentre lei osserva tutto dall'alto della sua superiorità, con le braccia incrociate sotto il seno che preme contro il raso.
Ti avvicini a Samanta. Lei non può vederti, ma sente il tuo calore. Alessandro è lì a un metro, che osserva la scena con un mix di gelosia, sottomissione e curiosità proibita.
Tu, Marco, non punti alla mano. Ti chini lentamente verso il collo di Samanta, proprio dove la pelle è più chiara e calda. Senti l'odore del suo profumo un po' dolce che si mescola al calore della sua pelle abbondante.
Ti chini su di lei mentre il silenzio in salotto si fa così denso che senti il ticchettio dell'orologio a muro. Alessandro e Roberto sono immobili, gli occhi sbarrati nel vederti invadere lo spazio della padrona di casa con una tale confidenza. Tua moglie, appoggiata allo stipite, osserva la scena con un sorriso predatore, godendosi ogni centimetro della tua audacia. Non esiti. La tua lingua trova il lobo dell'orecchio di Samanta, caldo e morbido. Senti il suo respiro mozzarsi mentre inizi a risalire, infilando la punta con decisione nell'incavo del padiglione auricolare. Samanta ha un sussulto, un piccolo brivido le scuote le spalle abbondanti e le sue mani artigliano istintivamente le ginocchia. Per finire, scivoli via con una leccata lenta e umida che scende lungo la curva del collo, lasciando una scia di calore che brilla sotto le luci del salotto.
Samanta resta immobile per qualche secondo, con la bocca leggermente aperta, come se dovesse riprendere fiato. «Allora, Samanta?» chiede tua moglie con voce ironica. «Chi ti ha fatto questo servizio? Tuo marito, Roberto... o Marco?» Samanta si schiarisce la voce, visibilmente scossa. «Oddio... io... ho paura di dire una sciocchezza,» mormora cercando di recuperare la sua solita allegria verace. «Però la butto lì, dai... ho il 33% di possibilità di indovinare, no? Dico... Marco!» Si toglie la benda freneticamente e ti vede lì, a pochi centimetri da lei, con un'espressione indecifrabile. Alessandro e Roberto si guardano, increduli, mentre la Michela mora scoppia in una risata nervosa. «Ma no! Ma dai!» esclama la Michela mora. «Ma che fortuna sfacciata! Samanta, ma come hai fatto a prenderci subito?» «Veramente!» rincara Alessandro, cercando di nascondere il turbamento dietro un sorriso forzato. «Al primo colpo... sei un fenomeno, Samy!» Samanta ti guarda negli occhi, ancora un po' rossa in viso, e tu capisci che non è stata solo fortuna: quel bacio le ha trasmesso una scossa che non aveva mai provato con Ale. «Istinto femminile, ragazzi,» dice lei, ma il suo sguardo indugia su di te un secondo di troppo. Tua moglie si stacca dallo stipite, il raso di seta fruscia mentre si avvicina al tavolo per riprendere le ciotole. «Bene, bene... Marco ha colpito nel segno. Ora però direi che tocca a un altro uomo essere messo alla prova. E questa volta, la penitenza sarà un po' più... articolata.»
Tua moglie posa le ciotole sul tavolo con un gesto lento, quasi solenne. Il raso nero scivola sulle sue curve mentre si sporge verso il contenitore dei nomi maschili. «Vediamo chi è il prossimo fortunato...» mormora, pescando il foglietto. «Roberto!» Roby fa un sorriso nervoso, cercando di darsi un tono davanti a sua moglie. «Eccomi, pronto alla tortura!» dice, ma tu, Marco, vedi che le sue mani stanno sudando. Alessandro lo benda con cura, stringendo il nodo dietro la testa. Roberto resta lì, seduto, con gli occhi coperti e il respiro che si fa corto. Miky pesca la penitenza e, quando la legge, un lampo di puro sadismo erotico le attraversa lo sguardo dietro le lenti degli occhiali. «Questa è bellissima. "L'Assaggio Al Buio". Il bendato deve tirare fuori la lingua e restare immobile. Una delle donne dovrà... sfiorarla con la propria, solo un accenno, e lui dovrà indovinare chi ha assaggiato.» «Ma è difficilissimo!» esclama la Michela mora, ridendo e ignara del pericolo. «Roby, se non indovini la tua adorata mogliettina, ti faccio dormire sul tappeto!»
Tu, Marco, fai un cenno a tua moglie. Sai che è il suo momento. Samanta e la Michela mora si tirano indietro per lasciarle spazio, convinte che Miky stia solo interpretando il ruolo della "maestra di cerimonie".
«Forza, Roby... fuori la lingua,» ordina tua moglie con quella voce bassa e autoritaria che lo fa vibrare.
Roberto ubbidisce. Espone la lingua, tesa e umida, in attesa. Miky si avvicina. Non ha fretta. Si china verso di lui, lasciando che il profumo del suo corpo e l'odore della seta nera lo investano. Tu, Marco, osservi Alessandro: è ipnotizzato, sa esattamente cosa sta per succedere perché lo ha già vissuto.
Tua moglie non si limita a uno sfioramento. Socchiude le labbra e, con una lentezza esasperante, posa la punta della sua lingua su quella di Roberto. È un contatto elettrico, viscido e caldo. Poi, con un movimento audace, la intreccia alla sua per un secondo, un "limone" accennato ma profondo, proprio sotto il naso della Michela mora che osserva divertita la scena. Il corpo di Roberto ha una scossa, come se fosse stato attraversato dalla corrente. Sente il sapore di Michela, quel sapore che ha sognato ogni notte da venerdì scorso. «Allora, Roberto?» chiedi tu, Marco, godendoti lo sfacelo dei suoi sensi. «Chi ti ha appena dato il bacio della verità? Tua moglie, Samanta... o la mia Michela?»
Roberto è in un labirinto di piacere e terrore. Sente il peso del silenzio nella stanza. Sa che se dice il nome di tua moglie con troppa certezza, il segreto rischia di incrinarsi. Ma la sua carne non sa mentire.
L'atmosfera nel salone di Alessandro è diventata una polveriera. Roberto, con la lingua ancora umida del sapore di tua moglie, non riesce a connettere il cervello. È stravolto. Si toglie la benda con le mani tremanti e fissa Miky, che è lì davanti a lui, impassibile nel suo abito di raso nero, mentre si sistema con noncuranza una ciocca di capelli dietro l'orecchio. «È lei,» mormora Roberto, con la voce rotta. «È Michela. Impossibile non riconoscerla.» Il silenzio che segue è rotto solo da una risata forzata della Michela mora, che però ha gli occhi che sprizzano scintille. «Ah, bene! Quindi la lingua della moglie del tuo migliore amico la riconosci al primo colpo, eh Roby?» dice incrociando le braccia sul suo seno generoso. «Vorrà dire che la prossima volta starò più attenta io. Anzi, sai cosa ti dico? Mi voglio vendicare subito. Mi sento in vena di esperimenti stasera.»
Tu, Marco, cogli la palla al balzo con la precisione di un predatore. Non lasci loro il tempo di pensare.
«Giusto, Michela! È lo spirito giusto,» dici alzandoti e prendendo il tovagliolo-benda. «Allora non perdiamo tempo. Adesso tocca a me. Bendatemi e vediamo se queste signore sanno essere audaci quanto i loro mariti.»
Ti siedi sulla poltrona al centro del salotto. Senti le mani di Samanta che ti stringono il raso scuro sugli occhi, oscurando tutto. Sei nel buio, ma i tuoi sensi sono all'erta. Allarghi leggermente le gambe, una posa di sfida e apertura totale, sentendo il tessuto dei tuoi pantaloni tendersi.
«La penitenza è semplice,» annuncia la tua Michela con quel tono da "professoressa" che non ammette repliche. «"Il Tocco della Verità". Marco deve restare con le braccia lungo i fianchi. Una delle donne deve avvicinarsi e.…testare la sua reazione. Un palpeggio deciso sopra i pantaloni, proprio lì. Marco dovrà dire chi ha avuto il coraggio di farlo.» Senti il fruscio dei vestiti. Senti l'odore del cibo, del vino e quello, più acuto, del profumo delle tre donne. Sei lì nel silenzio, con il cazzo che inizia inevitabilmente a pulsare sotto la stoffa, sapendo che tre paia di occhi — inclusi quelli della tua Regina — sono fissi sul tuo inguine.
Improvvisamente, senti un calore che si avvicina. Una mano si posa decisa sulla tua coscia e poi scivola verso l'alto. Le dita non sono timide: afferrano con forza la tua eccitazione attraverso i pantaloni, stringendo e risalendo con un movimento che non ha nulla di amichevole. È una presa proprietaria, quasi rabbiosa nella sua intensità. «Allora, Marco?» sussurra la voce di tua moglie, ma sembra venire da lontano. «Chi ti sta rendendo così... orgoglioso? È la verace Samanta, è la gelosa Michela o sono io che sto rivendicando ciò che è mio?» Tu senti quella mano che continua a lavorare, le unghie che quasi graffiano il tessuto. È una mano esperta, ma con una foga diversa dal solito. Tu, sicuro di te, dici ad alta voce: “la Michela del Roby!”.
A questo punto la sua mano finalmente si stacca dai tuoi pantaloni, ma l'impronta del suo palpeggio è ancora lì, stampata sulla stoffa tesa del tuo inguine. Tu, Marco, ti alzi dalla sedia con il cazzo ancora marmoreo, offrendo a tutti la vista del tuo orgoglio, mentre la Michela mora ti lancia un'ultima occhiata di fuoco, soddisfatta della sua "vendetta". “Cavoli Marco, anche tu al primo colpo!” dice tua moglie soddisfatta! Miky, non perde tempo. Il raso di seta nera fruscia mentre agita le ciotole. «Le penitenze scritte erano per scaldarsi,» annuncia con quel tono che non ammette repliche. «Adesso si fa sul serio. Pescheremo due nomi, e i quattro che restano fuori decideranno il loro destino. Senza filtri.» Infila la mano e pesca i due bigliettini. «I condannati sono... Samanta e Roberto.» Alessandro si irrigidisce sul divano, vedendo la sua ex moglie finire sotto i riflettori insieme a Roby. La Michela mora, ancora eccitata dal tocco che ti ha appena dato, sorride con malizia. Siete voi quattro, Marco, a tenere il filo del gioco. «Bene,» dice la tua Michela, girando intorno a Samanta che è rimasta seduta, visibilmente nervosa. «Noi quattro dobbiamo emettere la sentenza. Samanta ha un décolleté che stasera chiede solo di essere liberato, e Roberto... beh, abbiamo visto tutti quanto gli piaccia usare la lingua.» Tua moglie si ferma dietro di te e posa le mani sulle tue spalle, cercando il tuo sguardo. «Alessandro, Michela... che ne dite? Vogliamo vedere se Roberto è bravo a onorare la padrona di casa come si deve?»
Alessandro deglutisce, guardando Samanta. La gelosia sta combattendo con un'eccitazione brutale. La Michela mora, dal canto suo, sembra non vedere l'ora di vedere suo marito "umiliarsi" davanti a un'altra donna sotto il tuo sguardo. Ti schiarisci la voce, attirando gli sguardi di tutti, e con un cenno della mano indichi il centro del salotto. «Bene, abbiamo deciso,» esordisci con tono fermo. «Samy, siediti lì. E tu, Roby, mettiti davanti a lei. La penitenza è questa: Roberto deve sbottonare la camicetta di Samanta, far saltare fuori dal reggiseno le due tettone e dedicarsi con la lingua ai capezzoli fino a che noi quattro non decideremo che sia sufficiente.» La tua voce, Marco, non ammette repliche. Vedi Samanta sussultare, colpita dalla crudezza della tua richiesta, mentre Alessandro si irrigidisce sul divano.
Samanta ubbidisce e si siede sul bordo del divano, con le gambe leggermente divaricate e il respiro che le solleva il petto abbondante. Roberto le si piazza davanti, in ginocchio, mentre Alessandro e la Michela mora osservano la scena con i volti tirati, prigionieri di un’eccitazione che non riescono più a gestire. Tu resti in piedi, con le braccia incrociate e quel rigonfiamento nei pantaloni che dichiara a tutti chi è il vero regista della serata.
Roberto allunga le mani verso la blusa di Samanta. Le dita gli tremano, ma sotto il tuo sguardo e quello di tua moglie, non può tirarsi indietro. Sbottona lentamente i bottoni, finché la stoffa non si apre rivelando il reggiseno bianco, teso allo stremo per contenere la mole di quel seno verace.
Con un movimento deciso, Roberto infila le dita sotto il pizzo e, con uno strattone, libera le due "tettone" di Samanta. Sono bianche, pesanti, con le areole larghe che reagiscono immediatamente all'aria fresca della stanza. «Usa la lingua, Roby. E non fermarti finché non te lo diciamo noi,» ordini tu, con tono glaciale.
Roberto affonda il viso in quel mare di carne. Inizia a leccare con avidità, passando da un seno all'altro, mentre Samanta butta la testa all'indietro e lascia sfuggire un gemito roco che fa vibrare l'aria. Alessandro guarda la sua ex moglie godere sotto i colpi di lingua del suo amico e vedi che si sta letteralmente mangiando le labbra, mentre la Michela mora, accanto a lui, si umetta le labbra guardando suo marito in quella posa da adoratore.
Tua moglie si avvicina a te, facendoti sentire il fruscio del suo raso contro la gamba. Ti sussurra all'orecchio: «Guarda come sono ridotti... sono ai tuoi piedi, Marco. Samanta sta per venire solo per come lui la sta usando.» Roberto non si risparmia: prende un capezzolo tra le labbra e inizia a stantuffare con la lingua, mentre con le mani strizza la carne abbondante di Samanta, che ora sta inarcando la schiena verso di lui, offrendosi totalmente. «Ancora, Roby... non abbiamo deciso che basta,» incalzi tu, godendoti il potere assoluto su quella carne nuda che si agita davanti a te.
L'aria nel salotto è ormai satura di umori e del suono dei gemiti di Samanta. Tu, Marco, alzi una mano con autorità, mettendo fine alla tortura di piacere di Roberto. «Basta così, Roby. Può bastare,» decreti con voce ferma. Roberto si stacca con riluttanza dal seno di Samanta, lasciandolo lucido di saliva e con i capezzoli turgidi come ciliegie. Samanta ansima, cercando di richiudere la blusa con le mani tremanti, mentre Alessandro distoglie lo sguardo, visibilmente scosso da ciò che ha appena visto fare alla sua donna.
Ma tu non dai loro il tempo di respirare. La tua Regina, Miky, torna verso il tavolo, il raso nero che brilla sotto le luci soffuse, e pesca i successivi due nomi. Un sorriso diabolico le illumina il volto mentre legge i bigliettini.
«I prossimi sono...Alessandro e io» annuncia lei, guardando Ale dritto negli occhi con una sfida che lo fa sussultare. Il silenzio cala di nuovo, più pesante di prima. Tu, Marco, prendi il comando della scena e detti le regole. «Ale, siediti sul divano. Miky, mettiti di fianco a lui.»
I due ubbidiscono. Alessandro si siede rigido, le mani appoggiate sulle ginocchia, mentre la tua Michela scivola accanto a lui con la grazia di una predatrice. Il raso di seta del suo vestito fruscia contro i pantaloni di Ale, creando un contrasto erotico micidiale. «Ecco la penitenza,» ordini tu, incrociando le braccia. «Miky, inizia a palpare la patta di Alessandro. Poi, lentamente, devi slacciargli la cintura, tirare giù la cerniera e tirarlo fuori. E una volta fuori, devi segarlo dolcemente... per trenta secondi esatti. Noi staremo a guardare.»
Vedi Samanta e Michela mora sbarrare gli occhi. Alessandro sembra aver perso la capacità di respirare. Tua moglie allunga la mano affusolata e inizia a massaggiare il rigonfiamento di Ale, che sotto il suo tocco diventa immediatamente marmoreo. Con una lentezza esasperante, senti il "clack" metallico della fibbia della cintura che viene slacciata. Poi il suono secco della cerniera che scende.
Miky infila la mano dentro, cercando la carne calda, e finalmente lo tira fuori, liberandolo davanti agli occhi di tutti. Alessandro ha la testa all'indietro, gli occhi chiusi, mentre la tua Regina inizia a farlo scorrere nel palmo della mano con una dolcezza metodica e crudele.
«Uno... due... tre...» inizi a contare tu, Marco, mentre il tempo sembra fermarsi e gli occhi di Samanta e della Michela mora sono inchiodati sul ritmo regolare della mano di tua moglie che lavora il cazzo del padrone di casa. La tensione nel salotto ha superato il punto di non ritorno. Alessandro è paonazzo, il respiro è un rantolo strozzato mentre la mano esperta di tua moglie continua quel movimento dolce e ritmico che lo sta portando al limite. «Io... io non ce la faccio più... sto per esplodere...» sussurra Ale con la voce rotta, cercando con lo sguardo un appiglio nel vuoto. Poi, in un impeto di sfrontatezza dettato dal piacere puro, si volta verso la Michela di Roberto: «Michela... ti prego... da una mano a Miky... aiutala a finirmi...»
Un silenzio scioccato cala nella stanza. Samanta sbarra gli occhi nel vedere il suo uomo chiedere il tocco di un'altra donna davanti a lei, e Roberto rimane pietrificato a guardare sua moglie. Ma la Michela mora, ancora eccitata per come ha palpato te poco prima non aspetta altro.
«E va bene... se il padrone di casa chiede aiuto, non posso tirarmi indietro,» risponde lei con una luce di sfida negli occhi. Si alza e si siede dall'altro lato di Alessandro. Ora Ale è stretto tra le due donne: tua moglie in raso nero a sinistra e Michela mora a destra. Mentre la tua Regina continua a segarlo senza sosta, la mora infila la mano tra le cosce di Ale e inizia a palpare i coglioni con decisione, stringendoli e massaggiandoli, accelerando vertiginosamente il battito cardiaco di Alessandro. Tu, Marco, osservi la scena come un generale: le due donne si danno il cambio, si scambiano sguardi complici sopra il cazzo turgido di Ale, finché non decidono di prenderlo in mano insieme. Quattro mani che lavorano all'unisono, la pelle di tua moglie e quella della mora che si intrecciano sulla carne pulsante di Alessandro. «Guarda, Marco... guarda come lo riduciamo,» sussurra Miky voltandosi verso di te proprio mentre Alessandro inarca la schiena. «Sto venendo! Oddio, arrivaaaa!» urla Ale.
È un’esplosione violenta. Un litro di sborra calda inizia a schizzare con una forza devastante, colpendo la pancia di Alessandro e rigando i suoi pantaloni. Gli schizzi sono ovunque, bianchi e densi, un sacco di sborra che inonda la pelle di Ale mentre le due donne continuano a mungere fino all'ultima goccia, sporcandosi le dita davanti agli occhi sbarrati di Samanta e Roberto.
Alessandro ricade all'indietro sul divano, svuotato, con la pancia coperta di umori che brillano sotto la luce del salotto. Il salotto di Alessandro è ormai saturo dell’odore acre del sesso e dell’elettricità che solo una sconsacrazione del genere può generare. Tua moglie non perde un istante per reclamare il suo ruolo di predatrice alfa. Con una lentezza che definire provocatoria è poco, Miky solleva le dita lucide della sborrata di Alessandro. Le porta alle labbra e inizia a ripulirle con voluttà, una per una, facendole scivolare in bocca e guardando Samanta dritto negli occhi con una sfida che toglie il fiato.
«Samy...» mormora Miky con voce vellutata, mentre si riaggiusta gli occhiali con la mano ancora umida. «Non vuoi mica lasciare il tuo uomo conciato così? Non vuoi ripulire Ale? Secondo me gli farebbe un piacere immenso sentire la tua lingua proprio lì ora...»
Samanta è paonazza, il petto abbondante che sussulta per l’eccitazione e la vergogna. Guarda Alessandro, che giace svuotato e coperto di schizzi sulla pancia, poi guarda te, Marco, quasi a cercare una via d'uscita che non esiste. Con le gambe che le tremano, si inginocchia tra le gambe di Ale. Inizia a leccare via la sborra densa dalla pancia, risalendo con la lingua verso il pube e infine dedicandosi al cazzo, ripulendo ogni singola goccia finché la pelle di lui non torna quasi asciutta.
L'atmosfera è al limite della sopportazione. Roberto ha il respiro corto, la Michela mora è bagnatissima dopo aver munto Alessandro insieme a tua moglie, e tu, Marco, senti che è il momento di far esplodere la situazione.
Il salotto di Alessandro si trasforma definitivamente in un’arena di carne e sospiri pesanti. Non c’è più spazio per le parole. Tua moglie Miky, la Regina, decide che è il momento di dare il segnale finale. Con un movimento fluido e felino si alza dalle ginocchia di Alessandro, lo guarda fisso negli occhi con una sfida bruciante dietro le lenti degli occhiali e scavalca le sue gambe. Si siede su di lui, afferra il suo cazzo turgido e, spostando lateralmente quel filo di pizzo nero della brasiliana, lo guida con precisione dentro di sé. Si cala lentamente, a "smorzacandela", un centimetro alla volta, finché non senti il rumore sordo del suo pube che sbatte contro quello di Ale. Tutto dentro. Alessandro trattiene il respiro, le sue mani accompagnano i fianchi di Miky mentre lei stabilisce il ritmo di quel contatto totale. La vicinanza tra i due è assoluta, un intreccio di sguardi e sensazioni che sembra sospendere il tempo. Ale si perde nella bellezza di Miky, mentre l'atmosfera nella stanza si scalda ulteriormente, diventando carica di una tensione elettrica che coinvolge tutti i presenti.
Alessandro è letteralmente pietrificato dal piacere: ha gli occhi sbarrati e le mani che affondano nelle chiappe di Miky, stringendo la carne soda mentre il raso della brasiliana sparisce tra le loro pelli umide. La tua Regina, Marco, non gli dà tregua: inizia a ondeggiare i fianchi con un ritmo lento e circolare, facendogli sentire ogni singola nervatura della sua eccitazione. Ale non resiste, solleva il busto e affonda la faccia tra le tette di tua moglie, leccandole con una foga disperata, mentre lei gli artiglia i capelli e geme guardandoti.
Il segnale è stato dato. Le altre donne, possedute dalla stessa frenesia, non restano a guardare.
La Michela di Roberto si scaglia su di te. Senti il suo peso abbondante mentre ti scavalca e ti si siede sopra con un colpo secco. Senti il calore del suo perizomino color carne che viene schiacciato tra il tuo pube e il suo; lei afferra il tuo cazzo duro e lo guida dentro con un unico movimento deciso, cacciando un urlo che sembra una liberazione. Inizia a saltarti addosso con una violenza inaspettata, la sua quinta di seno che ti sbatte contro il petto a ogni spinta, mentre tu le stringi i fianchi per assecondare quella foga da predatrice.
Poco distante, Samanta ha fatto lo stesso con Roberto. Il divano di pelle marrone cigola sotto il peso di sei corpi che si muovono all'unisono. Samanta cavalca Roberto con movimenti ampi, incurante di tutto, mentre lui le afferra le tette e le strizza come se volesse possederle per sempre.
Il salotto è saturo di rumori: il ciack-ciack dei pubi che battono, i gemiti acuti delle donne e il respiro animalesco di voi tre uomini. Tua moglie Miky accelera il ritmo su Alessandro, piegandosi in avanti per farsi mordere i capezzoli, mentre con la mano allunga il braccio per cercare la tua mano, Marco, creando una catena di carne che unisce tutti. Il ritmo è diventato insostenibile. Il divano di pelle sembra gemere sotto i colpi ritmici dei tre uomini e i movimenti selvaggi delle tre donne. La Michela di Roberto ti sta saltando addosso con una foga cieca, i capelli neri spettinati e il viso stravolto, mentre tua moglie Miky, sopra Alessandro, ha gli occhi rovesciati all'indietro e continua a stantuffare come se volesse prosciugarlo.
«Adesso! Fuori! Tutti fuori!» urli tu, Marco, con una voce che sovrasta i gemiti della stanza.
L'ordine viene eseguito istantaneamente. Come in una coreografia studiata, le tre donne si sollevano dai vostri cazzi con un suono umido e sordo. Alessandro e Roberto rotolano via da sotto di loro, mentre le tre mogli si inginocchiano sul tappeto con i respiri che sembrano urla, i seni che dondolano e gli sguardi persi. «In faccia! Datele tutto!» ordini ancora, afferrando Michela mora per i capelli e tirandole indietro la testa. Le vostre esplosioni di piacere sono simultanee e devastanti. Fiotti di calda sborra per le vostre mogli!Tu scarichi raffiche violente di sborra calda sulla faccia della Michela di Roberto. I tuoi schizzi le colpiscono le guance, le labbra e finiscono per imbrattare quella quinta di seno che ti ha appena schiacciato. Lei chiude gli occhi, ricevendo il tuo seme con una sottomissione che non aveva mai mostrato a suo marito.
Contemporaneamente, Alessandro inonda il volto di tua moglie. Vedere il seme di Ale rigare la pelle ambrata di Miky e finire sulle lenti dei suoi occhiali da professoressa ti dà una scarica elettrica brutale. La tua Regina apre la bocca, accogliendo i getti bianchi del padrone di casa con una voluttà spaventosa.
Roberto non è da meno: Samanta è davanti a lui, con la bocca spalancata e le mani che si stringono i seni, mentre lui la centra in pieno volto con schizzi densi e violenti che le colano lungo il collo e sulla mutanda di pizzo bianco già zuppa. Il salotto cade in un silenzio irreale, rotto solo dal rumore dei liquidi che colano e dai respiri che tornano lentamente umani. Le tre donne sono "marcate": sature di seme, sporche, spettinate e seminude. Samanta ha il trucco colato, Michela mora ha il tuo seme che le brilla sul petto, e la tua Miky...Beh Miky è un capolavoro di sconsacrazione, con gli occhiali sporchi e il sorriso di chi ha appena vinto la sua battaglia più importante. Voi tre uomini vi guardate. Siete nudi, svuotati, con i cazzi che pulsano ancora mentre osservate il disastro di carne che avete creato. Il "Patto di Novara" non è più solo tra voi tre; ora le mogli portano addosso i segni fisici di questo legame carnale senza ritorno.
È l’immagine definitiva del potere, Marco. Nel salotto regna un silenzio denso, interrotto solo dal rumore dei respiri che tornano lentamente regolari e dal fruscio dei corpi che si muovono sulla pelle del divano. Nessuno corre a rivestirsi. Nessuno cerca di nascondere il disastro di umori che ricopre la pelle.
Tu ti alzi, nudo e fiero, con il corpo ancora segnato dal sudore della Michela di Roberto. Vai verso il mobile bar di Alessandro e afferri la bottiglia di champagne che era rimasta in ghiaccio. Il "pop" del sughero risuona come un ultimo colpo di cannone nella stanza. «Niente fazzoletti per ora,» ordini con un sorriso mentre riempi sei calici. «Prima brindiamo alla nuova gerarchia di questo salotto.» Distribuisci i bicchieri. Alessandro e Roberto si alzano a fatica, ancora scossi, mentre le tre donne restano dove sono, in una sorta di sottomissione estatica. La tua Miky è un’opera d’arte: è seduta sul bordo del tavolo di cristallo, le gambe aperte, i sandali ancora calzati e quegli occhiali sporchi di seme che le danno un’aria di una perversione colta e assoluta.
Samanta è inginocchiata sul tappeto, con il petto bianco ancora rigato dagli schizzi di Roberto, mentre la Michela mora sorseggia il vino fissandoti, incurante della sborrata che le sta lentamente colando tra i seni.
«Al Patto di Novara,» dici alzando il calice, guardando i tuoi amici negli occhi. «E alle nostre donne, che stasera hanno capito cosa significa appartenere a questo gruppo.»
«Al Patto,» rispondono Ale e Roby in coro, con le voci ancora roche.
Le tre donne alzano i calici a loro volta. Miky ti guarda oltre le lenti macchiate, lecca una goccia di champagne che le è caduta sul labbro e fa un cenno d'intesa alle altre due. Il legame tra voi sei è diventato una catena d'acciaio; il tradimento è stato cancellato dalla condivisione totale.
Mentre bevete, l'atmosfera si fa quasi rilassata, ma di una rilassatezza torbida. Samanta ride per una battuta di Roberto mentre lui le sfiora il seno sporco, e tu senti la mano della Michela mora che torna a cercare il tuo fianco. È nata una nuova famiglia, Marco. Una famiglia dove la tua Regina è la sacerdotessa e tu il sovrano indiscusso.
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Mitch,
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La prima volta con uno sconosciuto.
Mi chiamo Ilenia, ho 29 anni, sono alta con i capelli neri lunghi, gli occhi scuri, il seno di una splendida terza misura, fianchi morbidi ed il mio culetto è qualcosa che attira molto i maschi, perché fa da cornice a quelle che per me sono due splendide, meravigliose cosce. Da tre anni sono sposata con Lorenzo, un bel maschio alto quanto me, capelli neri, occhi castani, un bel fisico prestante e, soprattutto, tra le cosce ha uno splendido membro al di sopra della media, sia in lunghezza che circonferenza. Siamo una coppia che ama molto il sesso, ci piace vivere situazioni a volte al limite della decenza. Fin da quando ci siamo fidanzati, circa cinque anni fa, lui ha subito notato che a me piaceva l'esibizionismo, la provocazione, con la conseguente eccitazione che ne deriva; e devo dire che ho trovato in Lorenzo un complice perfetto per tutto questo, perché insieme a lui di situazioni belle ne abbiamo vissute tantissime, cui poi sono seguite delle scopate meravigliose. Fino alla recente avventura, avevamo sempre giocato a provocare altri maschi che ci avevano notato e non c'era mai venuto in mente di coinvolgere un terzo elemento, come è capitato questa volta. Per festeggiare il terzo anniversario di matrimonio, ci eravamo regalati una crociera di una settimana tra le isole greche. Dopo un volo che ci ha portato ad Atene, siamo andati al Pireo e ci siamo imbarcati, mentre il sole stava quasi per tramontare. La nave è salpata e, siccome faceva caldo, Lorenzo mi ha proposto di passare la serata al fresco di una delle piscine di bordo. Ho indossato il mio nuovo bikini di color nero, formato da uno slip molto succinto e scosciato, che a malapena copriva le labbra della mia fighetta, lasciando il mio culetto completamente nudo. Il reggiseno era costituito da piccoli triangoli di stoffa, tenuti insieme da fili sottilissimi; anche in questo caso quei pezzetti di stoffa coprivano solo i miei splendidi capezzoli, permettendo di far emergere parte delle areole. Per raggiungere la piscina ho indossato un pareo sottilissimo, completamente trasparente, che mi rendeva ancor più attraente. Raggiunta la piscina, abbiamo preso posto su due lettini e ci siamo sistemati uno accanto all’altra, accompagnati da un sottofondo di musica. Anche se il sole stava quasi per tramontare, ho deciso di mettermi comunque la crema abbronzante, sia sulle braccia, che ho preso a massaggiare molto accuratamente, e poi sulle gambe, nella parte inferiore delle cosce e sulle caviglie. La piscina era quasi vuota, vi erano pochissime persone perché molti si stavano preparando per la cena e, mentre stavo accuratamente spalmando la mia crema, mi son accorta che, a poca distanza da noi, c'era un bell'uomo che mi osservava, senza perdere nessuno dei miei movimenti. Poteva esser un quarantenne, con i capelli brizzolati, un bel fisico prestante: bel petto forte e muscoloso, come le sue braccia e gambe. Mi guardava in silenzio, osservando attentamente ogni mio singolo gesto e così l'ho fatto notare a Lorenzo.«Amore... quel signore, lì accanto a noi, mi sta osservando in maniera insistente!»Lorenzo ha sorriso e la sua risposta è stata alquanto scontata. «Ma tu non ti rendi conto di quanto sei sensuale mentre ti spalmi la crema, in maniera molto lasciva? È chiaro che la tua bellezza lo porta ad osservare il tuo corpo meraviglioso!»Ho sentito un brivido lungo la schiena e, dentro di me, è emersa subito la maialina che voleva provocare; così, mi son rivolta a mio marito.«Amore, ho voglia di giocare un po'; che ne dici di spalmarmi tu la crema e....»Lorenzo ha sorriso in maniera molto complice ed io mi son distesa sul lettino, dandogli le spalle e così lui ha iniziato a cospargere la crema su spalle, scendendo sui lati, quasi a sfiorarmi i seni, fin sui fianchi. Poi è passato alle gambe partendo dal basso, salendo verso le cosce sfiorando i glutei. In breve, il semplice gesto di spalmare al crema, si era trasformato in qualcosa di molto eccitante, stimolati dal fatto che avevamo uno spettatore. A quel punto, mi son girata. Lorenzo ha continuato a stender la crema prima sul petto con entrambe le mani, arrivando fino all’incavo dei seni e facendo passare le dita sotto il costume, sfiorando i capezzoli. Poi è sceso per passare all’addome, che si sollevava in seguito a lunghi respiri provocati dall’eccitazione che stava facendosi largo nel corpo. Mi son resa conto che in quel momento la piscina era quasi deserta ed il nostro spettatore era a poca distanza da noi; questa cosa rendeva il gioco ancor più interessante. A quel punto Lorenzo ha iniziato a massaggiare le cosce, prima esternamente e poi all’interno, sfiorando gli slip, inserendo le dita sotto il sottilissimo laccio che lo reggeva, per poi ritornare indietro. Il nostro spettatore era sempre più preso da noi, in modo particolare da quando avevo divaricato le gambe per permettere a Lorenzo di passare la sua mano nell’interno cosce. Ora era ritornato con una mano sul ventre, facendo passare le dita sotto il costume, fino a sfiorare il pube. Presa dal gioco, eccitata fino all'inverosimile, ho iniziato ad accarezzare il cazzo di Lorenzo da sopra il costume ed ho sentito che stava diventando decisamente duro come l'acciaio. Ho sollevato la bocca e l'ho baciato, mettendomi a limonare con lui, che mi ha sollevato di peso e poi insieme siamo entrati in piscina. Mi ha fatto appoggiare al bordo della piscina, proprio davanti al lettino, dove era seduto il nostro spettatore, che, con una certa sfrontatezza, teneva la mano sinistra sopra il pacco ed era evidente che era molto dotato. Mio marito si è appoggiato a me da dietro ed ho sentito il suo membro premere contro il mio culetto. Mi ha baciato sul collo, mentre le sue mani sono passate sotto le mie ascelle e, bramose, hanno preso a toccare i miei capezzoli, scostando il costume. Avevo due chiodi al posto dei capezzoli, che erano eretti e vogliosi di essere ciucciati. Lui però ha continuato a stringerli tra le dita, poi, improvvisamente, con una mano è sceso più in basso e si è infilato all'interno dello slip. Ha preso ad accarezzare le labbra della mia figa, passando le dita lungo l'intero spacco e poi, lentamente, un dito è scivolato dentro e ha preso ad accarezzare e stimolare il mio clitoride, mentre io, eccitata al massimo, iniziavo ad avere il respiro corto, affannato. Quando si è reso conto di avermi portato quasi all'orgasmo, ha abbassato l'altra mano e insieme anche l'elastico del suo costume, mettendo a nudo il suo membro dietro di me. Ero appoggiata al bordo della piscina con la faccia rivolta verso il nostro sconosciuto, che ora aveva preso un lembo del suo asciugamano e lo aveva posto sopra il suo corpo. Con questo gesto, ha coperto il suo membro, lasciando libero però uno spazio proprio nella mia direzione, affinché potessi vedere che lui si stava masturbando, mentre sento Lorenzo che ora spinge il suo membro da dietro, tra le mie cosce. Abbasso una mano dietro, lo afferro. È durissimo! Allargo le cosce e spingo il bacino indietro; lui, con un colpo secco, mi penetra fin in fondo. Mi pompa da dietro, davanti al nostro sconosciuto, che ora si masturba molto lentamente. Mi osserva e vede che sto godendo, mentre ora Lorenzo si muove più velocemente e sento che la sua eccitazione ha fatto diventare il suo membro ancor più grosso. Apro la bocca ed emetto un gemito, mentre raggiungo il primo orgasmo. «OOOHHH…sì! Si… così… ora! Ora vengo…mhmm…»
Mentre tremo, scossa dal piacere, vedo che anche il nostro sconosciuto muove la mano in maniera ancor più frenetica. Lorenzo mi lascia godere, poi si sposta, con un piede sale su uno scalino della piscina, girandosi di spalle; offre un minimo di riparo a me, che mi abbasso e mi trovo il suo membro davanti alla bocca. Lo ingoio all'istante, lo succhio con forza ed anche lui si sega velocemente. Quando è prossimo a sborrare, mi giro verso il nostro spettatore che se lo sta menando velocemente a sua volta. Lorenzo mi sborra in bocca.«Vengo! Amore, sto... Così, bevila tutta!»Vedo lo sconosciuto che mi guarda, mi sento sfacciatamente troia; così, anziché tenerla tutta in bocca, tiro fuori il suo membro e mi faccio schizzare due belle bordate su viso, collo e poi vado a leccare in maniera molto porca le ultime gocce, sempre guardando verso di lui, che ora sorride, solleva leggermente l'asciugamano e vedo partire quattro schizzi lunghissimi, che arrivano fino a poca distanza da me. Se lo spreme bene e mi guarda; io, da grandissima maiala, allungo una mano e vado ad intingere un dito sopra uno dei suoi schizzi e lo porto alle labbra, assaporando il suo nettare, che trovo decisamente buono. Sia lui che Lorenzo hanno visto il gesto e, mentre mio marito ha sorriso e mi ha spinto di nuovo il cazzo in bocca, il nostro sconosciuto ha fatto un cenno di compiacimento con il capo; poi ha sollevato di nuovo l'elastico del costume, si è alzato e se ne è andato in silenzio. Lorenzo è di nuovo entrato in acqua ed io mi son girata; lui me lo ha spinto di nuovo tutto dentro, fin in fondo. Era eccitato da paura!«Amore, sei una troia stupenda! Glielo hai fatto schizzare così forte, da arrivare fino a te!»Mi ha scopato con colpi fortissimi e son venuta; poi anche lui è venuto dentro di me. Siamo usciti e siamo tornati nella nostra cabina, addormentandoci. La mattina dopo, la nave era attraccata ad una delle isole e siamo scesi; ci siamo messi a fare i turisti in giro per l'isola. Quando siamo tornati a bordo, la nave è salpata per raggiungere un'altra isola e noi, dopo un po', abbiamo deciso di andare di nuovo in piscina, ma, questa volta, c'era tanta gente e, anche se ho girato bene lo sguardo intorno, non ho visto il nostro sconosciuto da nessuna parte. La sera siamo andati a cena e per quanto l'abbia cercato con lo sguardo, non l'ho trovato. Siamo andati a ballare in discoteca ed ho sentito molti maschi che si sono appoggiati al mio culetto; molto eccitata da questo gioco, una volta tornata nella nostra cabina, ho scopato Lorenzo quasi con violenza. All'alba la nave era attraccata a Mykonos e noi siamo scesi per fare il giro dell'isola, ma, vicino a noi c'era una barca, il cui nocchiero invitava ad andare a vedere Nilos, un'isola poco lontana, dove c'era un bellissimo sito archeologico con dei leoni. Abbiamo scelto questa seconda opzione e, dopo un'oretta, eravamo sull'isola; siamo andati a vedere questi leoni e poi altre rovine presenti nell'isola. Mentre stavamo consumando un panino, acquistato a bordo della barca che ci aveva portato sull'isola, abbiamo rivisto il nostro sconosciuto, che è sceso da un'altra barca. All'inizio non aveva fatto caso a noi, ed io e Lorenzo ci siamo divertiti a seguirlo un po'. Quando è rimasto in disparte, al di fuori delle rovine, ho detto a gran voce che avevo voglia di far un bagno. Si è girato, ha sorriso e mentre io e Lorenzo ci allontanavamo per trovare un punto, dove fare un tuffo, lui ci ha seguito in silenzio. Abbiamo trovato un angoletto abbastanza riparato ed io, senza alcuna remora, mi son spogliata nuda, togliendo i pantaloncini e la parte superiore del costume. Sono entrata nell'acqua e Lorenzo mi ha seguito; anche il nostro sconosciuto si è avvicinato in silenzio. Ho fatto una breve nuotata e poi mi son fermata appoggiandomi ad uno scoglio; anche in questo caso, Lorenzo mi ha seguito, mi è venuto dietro ed ho sentito subito il suo membro insinuarsi tra le mie cosce. Il nostro sconosciuto si è avvicinato, mi ha guardato ed ha sorriso; mentre io sentivo il membro di mio marito scivolare dentro la mia vagina, lui si è inginocchiato a poca distanza da me ed ha sfoderato subito un bel membro, nella sua già prepotente rigidità. Senza dir niente, ha preso a masturbarsi ed ho sentito Lorenzo che mi scopava in maniera ancor più furiosa. Ad un tratto, ha avvicinato la sua bocca al mio orecchio, parlandomi sottovoce.«Amore, allunga la mano e impugna quel membro!»Ho sentito un lungo brivido percorrere la mia schiena. Mi son girata, ho guardato mio marito negli occhi e lui ha annuito. Ho allungato la mano destra e l'ho appoggiata sulla coscia del nostro sconosciuto che, quando ha visto il mio gesto, si è guardato un attimo intorno e, notando che eravamo soli nei paraggi, si è avvicinato ancor di più a me. Ho stretto tra le mani quella splendida asta di carne, molto lunga e grossa, dura come il marmo, ma nello stesso tempo morbida tra le dita ed ho preso a segarlo lentamente. Nel vedermi fare questa cosa, Lorenzo ha dato altri colpi più veloci ed è venuto dentro di me. «Amore, sto godendo! Cazzo, mi piace da impazzire vederti tener questo grosso membro in mano.»In effetti ero molto eccitata. Era la prima volta che tenevo il membro di un altro uomo, da quando ero sposata, che non fosse quello di mio marito. Lorenzo si è spostato leggermente ed ha fatto cenno al nostro sconosciuto di avvicinarsi, ancor di più. L'uomo si è sollevato, ha abbassato i pantaloncini e li ha sfilati; poi è entrato nell'acqua accanto a noi. Ho ripreso ancora in mano quell’enorme membro e ho sentito la sua mano che è venuta ad accarezzarmi tra le cosce. Mi ha guardato un attimo per vedere la mia reazione e io, per tutta risposta, ho allargato le gambe. Subito ho sentito due dita scivolare dentro la mia fighetta, per poi muoversi avanti/indietro molto velocemente, mentre Lorenzo, da dietro, mi teneva leggermente sollevata dal fondale, aggrappato ai miei seni. Ho avuto un orgasmo abbastanza violento e forte e, mentre godevo, continuavo a stringere quel grosso membro, segandolo sempre più in fretta. Lui si è sollevato un attimo, si è seduto sopra la roccia dietro di lui e io me lo son trovato davanti alla faccia. Ho osservato quella splendida colonna di carne trovandola bellissima e non ho opposto nessuna resistenza, quando ho sentito la mano di Lorenzo che mi ha spinto la testa da dietro, facendomi avvicinare la bocca a quello scettro duro e pulsante. Ho dischiuso le labbra ed ho dato un paio di colpi con la lingua. Mio marito mi ha sollecitata a succhiarlo per bene.«Amore, prendilo in bocca! Succhialo!»Ho cominciato a lavorarlo con perizia. Partivo dal basso fino ad arrivare in punta, leccando tutta l'asta, stringendola tra le labbra e, ogni tanto, succhiandola. Lorenzo aveva il cazzo duro come il ferro; si è messo di nuovo dietro di me e trovando già la mia fighetta occupata dalle dita dello sconosciuto, me lo ha spinto nel culo. Ero così eccitata che è scivolato dentro abbastanza agevolmente; poi mi ha preso per i fianchi ed ha preso a pomparmi forte. Dopo alcuni colpi, ha appoggiato le sue mani sulle mie spalle, mi ha fatto sollevare e poi si è tirato leggermente indietro. Ha abbassato le sue mani ed ha sollevato le mie cosce aperte, davanti allo sconosciuto. Per un attimo l'ho guardato e lui mi ha sorriso; poi si è girato verso lo sconosciuto che ci stava guardando con il cazzo in mano e, quando ha visto che Lorenzo ha allargato ancora di più le mie cosce, lui si è posizionato davanti a me.
«Dai, scopala mettiglielo dentro!»Sono rimasta sbalordita dalla sua richiesta e mi son girata verso di lui, che mi ha baciato in bocca. Ho sentito la punta di quel membro premere tra le labbra della mia vagina e, lentamente, ha preso ad avanzare tra le mucose che davvero desideravano accoglierlo. «Lorenzo, amore... Credo che sia... Cazzo, come è grosso! Amore, mi sta aprendo tutta!»Dentro di me pensavo che era follia pura, ma, nello stesso tempo, sentivo il mio corpo che ha preso ad assecondare i loro movimenti e, quasi subito, mi son sentita riempire entrambi i buchi; lo sconosciuto ha preso a muoversi avanti/indietro e lo sentivo alla grande mentre mi apriva e riempiva nello stesso tempo. Senza neanche accorgermene, ho avuto un orgasmo quasi all'istante.«OOOHHH…Vengo! Mi fa già venire! Lorenzo, mi sta... amore, vengo! Questa è pazzia pura!»Sentirmi piena davanti e dietro, mi ha sconvolto così tanto che il mio corpo ha preso a fremere in maniera incontrollata! Godevo in continuazione un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità e, d'un tratto, credo di esser svenuta, perché quando ho riaperto gli occhi ho sentito mio marito che mi sbatteva il culo, mentre l'altro restava fermo immobile, piantato dentro di me. Mi ha sborrato nel culo mio marito, urlando come un pazzo.«Così mi piace! Sentirti sfondata davanti, mentre hai il culo pieno del mio cazzo è qualcosa di meraviglioso! Amore, ti amo per quanto sei riuscita ad esser troia in questo momento!»Quando è venuto, lo ha tirato fuori, si è spostato e mi ha schizzato in faccia e sul seno, mentre il nostro sconosciuto ora mi pompava anche lui con più vigore. Era incredibile! Stavo godendo con un cazzo grosso piantato nella vagina, che mi stava chiavando magnificamente; non sapevo nemmeno il nome di questo sconosciuto. Mi ha lasciato venire ancora una volta, poi, quando ho visto che ho preso in bocca il membro di Lorenzo, mi ha dato altri colpi ancora più forti e poi si è tirato fuori, si è sollevato e me l'ha schizzata tutta tra faccia e bocca la sua crema. L'ho assaggiata, trovandola buonissima! Il suono della sirena delle nostre navi ci ha riportato alla realtà e subito siamo usciti dall'acqua e, rivestiti, ci siamo messi a correre per non restare a piedi. Il nostro battello ci ha portato al punto di partenza, ma non abbiamo visto arrivare l'altro, così siamo saliti a bordo, ancora con il corpo scosso da una magnifica ondata di adrenalina. Siamo entrati insieme sotto la doccia e Lorenzo mi ha abbracciato e baciato; sentivo di nuovo il suo cazzo già duro.«Accidenti, amore, che esperienza pazzesca! Cazzo, ti rendi conto che ti ha scopato un altro? Ero... non so dirti se ero più geloso o più eccitato!»Anch'io l'ho abbracciato e baciato.
«Siamo due pazzi! Non capisco cosa ti abbia preso... voglio dire: ci siamo sempre divertiti a provocare, ma... e poi, cazzo, così a nudo, senza neanche un preservativo! È vero che son protetta dalla pillola, però... è stata proprio un’incoscienza!»Ci siamo vestiti e siamo andati a cena. Senza darlo a vedere a mio marito, ho cercato il mio sconosciuto senza però riuscire a trovarlo. La nave ha viaggiato di notte e il giorno dopo eravamo all'isola di Naxos. Siamo rimasti a bordo, perché il tempo non era un granché. Abbiamo visitato la nave e, anche se non ce lo siamo detti apertamente, ciascuno di noi stava cercando il nostro sconosciuto. La nave ha proseguito la navigazione e la sera ci siamo ritrovati nella Caldera di Santorini. Siamo scesi a terra e siamo andati a cena in un bel ristorante, poi siamo andati un po' in giro per il paese. Siamo tornati a bordo e, nella nostra cabina e ci siamo spogliati e sdraiati uno accanto all'altra. Ho preso ad accarezzare il membro di Lorenzo.«Dunque ti è piaciuto davvero tanto quando mi hai visto scopare con un altro? Non hai fastidio a sapere d'esser diventato cornuto?»Ho sentito il suo membro gonfiarsi all'istante. Mi ha dato un bacio in bocca e poi mi ha risposto.«No.... cioè sì... no… ecco voglio dire... cazzo, amore, non lo so! In quel momento eri così... Ilenia, in quel momento eri una troia stupenda ed io…»Senza finire di parlare, mi è salito sopra e me lo ha infilato dentro, duro al massimo.«Lorenzo, sento che questa cosa ti eccita molto! Dunque, il mio adorato marito si eccita nel sapere che è cornuto? Accidenti come ti si è gonfiato il cazzo, quando ti ho detto che sei "cornuto!"»Ho sorriso e anche lui ha risposto per le rime.
«Sì, amore, sarò anche un cornuto, ma tu sei una magnifica troia! La tua figa è un lago! Ti sei bagnata pensando a quel grosso cazzo che ti ha sfondato tutta! Avrei dovuto dirgli di farti anche il culo!»Ho sorriso e gli ho detto che era troppo grosso per il mio culetto e lui, per tutta risposta, mi ha girato e me lo ha infilato dentro con un colpo solo, facendomi gemere di piacere. Il giorno dopo, siamo andati in giro per l'isola, curiosando tra le stradine e, infine, fare anche il bagno sulla spiaggia nera, alla base della scogliera. Siamo tornati a bordo e la nave ha salpato per una nuova destinazione. Per quanto lo abbiamo cercato, a bordo non lo abbiamo trovato e, il giorno successivo, siamo tornati di nuovo al porto del Pireo e siamo sbarcati. Una navetta ci ha portato all'aeroporto e, mentre eravamo in coda per imbarcarci sul nostro volo, ho visto il nostro sconosciuto spingere una carrozzella con una signora sopra ed ho visto che degli steward l'hanno imbarcata su di un altro volo. È passato accanto a noi, ma era dall'altro lato di un vetro; per quanto abbia bussato contro quel vetro, lui non è riuscito a sentirmi. È stata un'esperienza strana, sconvolgente e, soprattutto, insolita, ma, durante il volo di ritorno, Lorenzo che mi ha visto un po' triste e mi ha consolato subito.«Stai tranquilla, amore, che se capita l'occasione, ti darò la possibilità di farmi di nuovo cornuto!»Ho guardato mio marito e gli ho sorriso; dentro di me ho pensato che ormai avevamo imboccato una strada che ci avrebbe portato sicuramente ad esser, io una troia e lui sempre più cornuto.
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5 ore fa
baxi18,
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Ultima visita: 5 ore fa -
Cinzia ha bisogno di un idraulico...
Due settimane fa mia moglie e mia figlia sono partite per andare al mare tre giorni mentre io, dovendo lavorare, sono rimasto a casa. Quale occasione migliore poteva capitarmi per rivedere Cinzia? "Chi è Cinzia?"qualcuno dirà, beh...per saperlo dovreste leggere il racconto "Mutuo aiuto..."La partenza era programmata da tempo e quindi io e Cinzia ci eravamo già sentiti per organizzarci e trovare nuovi pretesti per vederci, perché è vero che lei è sola ma viviamo in piccoli paesi e bisogna fare molta attenzione quando si tratta di rapporti clandestini. Una volta partite, il programma prevedeva che ricevessi una chiamata da Cinzia per una presunta perdita di acqua sotto il lavello della cucina, carico la cassetta degli attrezzi in macchina insieme ad una buona bottiglia di vino...quel giorno avrei pranzato fuori. Sono arrivato verso le 11.30, ho preso la cassetta degli attrezzi e il vino ed entro in casa... Cinzia era iin cucina con un copricostume...ma senza costume sotto. Lei è alta 165 cm e ha delle gambe slanciate bellissime, un culo ancora bello sodo per una donna della sua età e dei seni tra la terza e la quarta. Si intravedeva tutto...e a me questa cosa piace moltissimo...il vedo non vedo. Ho notato subito che non c'era nulla sui fornelli e il tavolo non era apparecchiato ma non le ho dato peso, ci siamo salutati con un bacio, scambiamo due parole su come era andato il weekend, il lavoro e altro. Lei è indaffarata a sistemare il soggiorno, in sottofondo una musica rilassante per meditazione e profumo d'incenso. Cinzia per arrotondare fa massaggi ma non ho mai capito che genere di massaggi... intendiamoci non sto insinuando nulla ha un buon lavoro...quello che voglio dire è che non so se fa anche massaggi tantrici. È molto attrezzata, in un angolo del soggiorno ha riservato un area per massaggi con lettino professionale, scaffale con vari tipi di asciugamani, olii di varie fragranze. La musica ed il profumo d'incenso arrivavano proprio da lì ed era proprio quell'angolo che stava preparando...gli scuri chiusi, candele accese...allora ho realizzato cosa mi aspettava, "...è tutto pronto...ti voglio fare un bel massaggio prima di pranzo...sempre se pranzeremo..." mi dice con un sorriso malizioso "Spogliati e mettiti comodo a pancia in giù sul lettino".L'attrazione che ho sempre avuto verso Cinzia non era solo fisica ma anche mentale perché siamo sempre connessi sessualmente, le nostre conversazioni finivano in un modo o in un altro sempre su argomenti piccanti, anche in presenza di mia moglie. Il fatto che si stesse preparando per farmi un massaggio conferma ancora una volta la nostra connessione...uno dei miei sogni erotici più ricorrenti è infatti farmi fare un massaggio e poi farmi la massaggiatrice...solo al pensiero qualcosa si è smosso dentro di me...e non solo dentro.Mi sono steso e mi mette un asciugamano sul sedere come da protocollo..."Rilassati ora sei nelle mie mani..." mi sussurra all'orecchio...ho lasciato svanire i pensieri... chiudo gli occhi e mi rilasso. Le sue mani calde cominciano a spalmare l'olio sulla mia schiena e poi parte a massaggiare il collo, le spalle...io mi rilasso sempre di più...i suoi movimenti sono al tempo stesso energici lenti e sensuali...scende lungo la colonna vertebrale fino all'osso sacro insistendo sulla zona lombare...poi salta la zona coperta dall'asciugamano e passa alle gambe, polpacci...quando arriva alle cosce sale sui glutei sperando l'asciugamano...interno coscia sfiorando i genitali...si sofferma sulla zona del perineo...io ero rilassato ma qualcos'altro si stava indurendo...i magari in quelle zone...la sensualità...il primo dell'olio mi stavano eccitando parecchio. "Girati a pancia in su..." nel voltarmi stavo buttando l'asciugamano per terra "...no, quello tienilo ancora..." mi dice e si toglie il copricostume. L'asciugamano non nascondeva molto la mia eccitazione e questo pareva eccitarla...anche lei gradisce il vedo e non vedo. Prende dell'olio e me lo spalma sul torace...poi sale sul lettino e si mette a cavalcioni su di me... guardandomi negli occhi inizia a massaggiarmi le spalle e il torace...nel farlo da anche dei piccoli movimenti strusciandosi sulla mia eccitazione, che peraltro era al massimo della sua espressione, prende ancora dell'olio e se lo spalma su i suoi seni, sulla pancia e lo lascia colare...riprende a massaggiarmi...io a mia volta massaggio i suoi seni...lo strusciamento diventa sempre più ampio...il suo respiro cambia... vedo nei suoi occhi aumentare l'eccitazione...il desiderio...si solleva quel poco da sfilare l'asciugamano...e ricomincia a strusciarsi...il contatto carnale mi fa impazzire...lei è bagnata e calda...si abbassa e mi bacia "...io volevo fare un massaggio più lungo...ma tu ce l'hai già così duro che non resisto..." "... è colpa tua che mi fai impazzire..." gli dico mentre con le mani su i suoi fianchi accompagno i suoi movimenti..."...ora ti faccio impazzire veramente...ma tu devi fare lo stesso..." si gira per mettersi nella posizione del 69...mi ritrovo davanti uno spettacolo...bagnata...le labbra semi aperte...mi ci sono tuffato con ingordigia a leccare...succhiare e lei ha fatto lo stesso con me...come se non ci fosse un domani...in effetti quello per noi era una sorta di pranzo. Più lei faceva godere me e più facevo godere lei e viceversa fino a che lei ha un orgasmo...con la mano me lo ha stretto forte segandomi mentre veniva...la mia lingua era insaziabile e ha continuato a leccare tutto ciò che stava arrivando...Ad un certo punto si sposta in avanti fino ad arrivare al mio cazzo che ormai era carico al massimo e rimanendo con il suo bellissimo culo rivolto verso di me lo prende e lo fa scivolare dentro di sé...e comincia ad andare su e giù...le sue mani sulle mie caviglie le, le mie sul suo culo...una vista magnifica...avevo tutto in primo piano...sentivo quando si contraeva e mo lo stringeva dentro di se...i nostri liquidi colavano sulle sue cosce...io non potevo fare altro che godermi la sua cavalcata...sono riuscito a tenerla un paio di volte per ritardare il mio orgasmo...ma era fantastica...mi sono lasciato andare e le ho detto "...io sto per venire..." lei "...siiiii...vieni con meee" Io "...sto per venire..." non volevo venirle dentro lei "...siiii....vieni dentro di me..."aumentò il ritmo...ormai io avevo perso il controllo e abbiamo avuto un mega orgasmo insieme...lei continuava a strusciarsi con me dentro...mi stava strizzando...ed io spingevo con movimenti dettati dal post orgasmo...siamo rimasti così qualche minuto in silenzio continuando con piccoli movimenti.Cinzia si alza e scende dal lettino messo a dura prova ma ha retto, scendo pure io...mi prende per mano e andiamo tutti e due sotto la doccia per darci una sciacquata. Ci baciamo sotto l'acqua corrente, le nostre mani cominciano a esplorare i nostri corpi...ci crogioliamo sotto l'acqua calda...ci masturbiamo a vicenda...incredibilmente riesce a farmelo diventare di nuovo duro...la sua voglia di cazzo mi risveglia istinti dormienti da tempo...lei è di nuovo pronta ad accogliermi... appoggiata al muro le sollevo una gamba e la penetro...era più che pronta...io ero pieno di energia non avendo fatto grandi movimenti prima e quindi ci ho dato dentro... più forza ci mettevo e più godeva...non ci abbiamo messo molto a venire di nuovo...ma è stato intenso...ci siamo ancora baciati appassionatamente mentre ero ancora dentro di lei dopo l'orgasmo.Una volta fatta la doccia mi portò in camera da letto dove aveva preparato dei vassoi con dei piatti freddi belli e pronti..."manca una cosa..." sono andato in cucina a prendere la bottiglia di vino, l'ho stappata ci siamo messi comodi e abbiamo cominciato a pranzare... rigorosamente nudi...dopo pranzo avremmo fatto un pisolino? Vi dico solo che è stata una giornata moooolto lunga....
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16 ore fa
Fabermack,
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Ultima visita: 3 ore fa -
Istruttore di pattinaggio
Sono passati più di 30 anni ma il ricordo è ancora vivo nella mia mente.All'epoca ero un ragazzo poco più che ventenne, non molto alto e magro, 1,72 per 67 kg, castano con gli occhi castani tendenti al verde, educato e abbastanza timido, un ragazzo tranquillo.Per una serie di circostanze fortuite quell'anno, con un gruppo di ragazzi della mia età, costruimmo uno skatepark sulla terrazza di un noto parco acquatico a Cesenatico e questo ci permise di ottenere una tessera omaggio per tutta la stagione.Nei fine settimana e per tutte le mie ferie passavo la mattinata in piscina e sugli scivoli, mentre il pomeriggio mettevo i pattini e impartivo lezioni di pattinaggio sulla terrazza, i miei allievi erano prevalentemente bambini dai 6 ai 10-12 anni che le mamme mi lasciavano per godersi un ora di libertà sotto al sole a bordo piscina.Alla sera il parco era preso d'assalto dai ragazzi delle colonie estive e dai loro accompagnatori, in oltre c'erano anche i primi turisti polacchi, un gruppetto di ragazze dai 16 ai 20 anni passava spesso la serata sui pattini.Noi " veterani dei pattini " eravamo ammirati dalle ragazze e a volte si riusciva a rimorchiare qualcuna per portarla in un angolo poco illuminato per limonare o al massimo palpare un paio di tettine in pieno sviluppo.Fra i miei allievi del pomeriggio c'erano due bambini di 6-7 anni vivacissimi che facevano lezione quasi tutti i giorni, le mamme erano due amiche quarantenni che a luglio e ad agosto dividevano un appartamentino in affitto da sole in attesa dei mariti che le raggiungevano il venerdì sera per poi ripartire la domenica pomeriggio.Una sera vidi arrivare alla pista di pattinaggio una delle due signore senza figlio al seguito, era vestita con dei pantaloncini da ciclista senza mutandine perché non si vedeva il segno dell'elastico ma in compenso si notava la forma del suo culo alto e sodo, sopra una t-shirt colorata dove un seno alto, generoso ma non troppo abbondante si muoveva ad ogni passo, mi avvicinai a lei e le chiesi dov'era il piccolo, rispose che era a casa con la sua amica ed era lì perché anche lei voleva imparare a pattinare.Durante l'ora di lezione spesso si aggrappava a me per non cadere, finiva sempre per strisciare le sue tette sul mio torace e a volte la sua mano finiva con una certa disinvoltura all'altezza dei miei pantaloncini.Finita la lezione mi disse di aver dimenticato i soldi nell'appartamento e che si sentiva in imbarazzo per non poter pagare la lezione, mentre ci spostammo verso il bar, le risposi che non doveva preoccuparsi e che avrebbe potuto saldare anche nei giorni seguenti, terminata la nostra bibita ci incamminammo verso uno di quegli angoli poco illuminati sperando in un palpeggiamento di quelle tette che mi avevano ipnotizzato per tutta la lezione ma raggiunta la scala antincendio fu lei a saltarmi addosso mettendomi la sua lingua in bocca ed instaurando un duello di lingue. Io risposi infilando la mano sotto la sua maglietta fino a raggiungere i suoi capezzoli irti e duri come chiodi, giocai con quelle tette molto più grandi e mobili rispetto a quelle che avevo fino a quel momento palpato.Improvvisamente sentii la sua mano entrare nei miei pantaloncini fino a trovare la mia erezione, mi accarezzò dalla base fino alla cappella per poi scendere di nuovo verso le palle che soppesò e strinse leggermente facendomi provare un brivido, si staccò dalla mia bocca per mettersi in ginocchio davanti a me, con entrambe le mani prese l'elastico e fece scendere pantaloni e costume contemporaneamente fino a metà coscia, quanto serviva per far uscire il mio cazzo.Rimase per un attimo ad ammirare poi iniziò a sfiorare con la lingua la mia asta per tutta la lunghezza, fermandosi sulla corona per poi ridiscendere giù fino alle palle che mise in bocca prima una poi l'altra, quel trattamento non era minimamente paragonabile a quello ricevuto qualche anno prima da una mia compagna di classe, mi mandò in estasi e da esperta qual era rallento e mi strinse alla base della cappella per evitare che venissi subito, poi riprese a depositare piccoli bacetti per tutta la lunghezza fino ad arrivare in cima e con una lenta ma costante discesa avvolse il mio uccello fino alla base con le sua labbra mentre la lingua sembrava impazzita, forse per inesperienza o forse per la carica erotica ma non riuscii a trattenermi e scaricai tutto il mio carico di sperma nella sua bocca che bevve con naturalezza fino all'ultima goccia.Si alzò percorrendo con la sua lingua il mio addome alzando la maglietta fino ad arrivare ad un mio capezzolo che prese fra i denti e strinse fino a farmi uscire un gemito di dolore, prese la mia testa fra le mani e mi spinse giù verso la sua grotta del piacere, abbassai i suoi pantaloncini e mi trovai davanti la sua figa depilata, con solo un triangolino di peli appena sopra il monte di venere.Stavo per inserire un dito ma mi ordinò di usare solo la lingua, leccai i suoi umori che colavano copiosi, trovai il clitoride ed iniziai a giocarci con la punta del naso mentre con la lingua lambivo le grandi labbra gonfie, lei guidava la mia testa nei punti che più la eccitavano fino a quando raggiunse l'orgasmo annegandomi e soffocando un lungo gemito mordendosi il pugno, si ricompose in fretta e scappò fra la gente, io tardai qualche minuto ad alzarmi, con le gambe molli raggiunsi la pista di pattinaggio ma lei era già sparita.Alcuni giorni dopo vidi la sua amica e mi disse che era tornata in città con il marito il giorno dopo, di lei non seppi più nulla ma rimase nella mia memoria come la donna che mi aveva fatto provare il miglior pompino della mia vita.
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2 giorni fa
Writer,
59
Ultima visita: 22 ore fa
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