I racconti erotici più recenti
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Tre corpi, una marea!
Il sole morente incendiava l’orizzonte di un cremisi profondo, come se il cielo stesso sanguinasse di desiderio inappagato.La spiaggia deserta era come un luogo che proteggeva senza chiedere nulla, e accoglieva ciò che non si poteva dire, dove la sabbia ancora calda custodiva segreti di carne e anima.Io ero lì, statua vivente di desiderio, mentre il vestito di batista di lino scivolava lungo il mio corpo come una lacrima di seta, denudandomi completamente alla brezza salmastra e agli sguardi famelici di due perfetti sconosciuti...I loro occhi mi divorarono con la lentezza del boa...quando soffoca la sua preda con rigore ieratico . La tensione tra noi era un filo di seta teso fino allo spasimo, vibrante di elettricità erotica.Il primo uomo, con i capelli agitati dal vento e uno sguardo di ossidiana fusa, avanzò.Il secondo, slanciato e felino, rimase un istante in ombra, lasciando che l’attesa divenisse un tormento dolce e lancinante.Il primo sfiorò con le nocche la curva delicata del mio collo, e quel tocco leggero scatenò un fiume di brividi che si riversò come lava lenta lungo la mia spina dorsale.Le sue dita scesero, tracciando sentieri di fuoco sulla clavicola, poi avvolsero i miei seni come la falena attratta irresistibilmente dalla fiamma sacra del bivacco...palmi caldi che modellavano la carne morbida, pollici che sfioravano i capezzoli già turgidi come gemme sensibili, strappandomi un sospiro tremante dal profondo dell’anima.Dietro di me, l’altro premette il suo corpo scolpito contro la mia schiena.Sentivo il suo cuore battere come un tamburo di guerra contro la mia pelle, mentre le sue mani forti scivolavano sui fianchi, stringendomi con possessione gentile.Le sue labbra sfiorarono la nuca, poi affondarono in un morso lento e sensuale sulla spalla, mentre le dita risalivano l’interno delle cosce come esploratori di terre proibite, separandole con una delicatezza crudele che mi faceva ansimare di vuoto e anticipazione.Mi adagiarono sulla sabbia umida, dove le onde lambivano i nostri corpi come lingue di velluto freddo.Ero il centro pulsante di quel trittico di passione.Il primo si chinò su di me, la bocca che catturava un capezzolo con una suzione profonda, quasi famelica, la lingua che vorticava in spirali di puro peccato, mentre l’altro si inginocchiava tra le mie gambe aperte.Le sue dita danzavano sulla mia servigia, già fiorita di umori, sfiorando, premendo, ritraendosi con maestria sadica, portando la mia eccitazione a un limite insopportabile...un abisso di piacere che urlava di essere colmato.Quando finalmente affondò due dita dentro di me, penetrando le mie pieghe calde e bagnate con un ritmo lento e ipnotico, un gemito gutturale mi sfuggì dalle labbra.Il mio corpo si arcuò come un arco teso, offrendosi completamente.Intanto la bocca del primo continuava a venerare il mio seno, mordendo e succhiando con una passione che rasentava la devozione religiosa.Mi voltarono con una fluidità felina.A quattro zampe sulla sabbia, le onde che accarezzavano le mie ginocchia, uno di loro si addentrò con un affondo lungo, profondo, totale...la sua fermezza dura e pulsante che mi riempiva come un’onda di mare caldo, strappandomi un grido soffocato di estasi.L’altro si pose di fronte a me, offrendomi la sua carne tumida.La presi tra le labbra con avidità rapace, assaporando il suo sapore salato e maturo mentre i loro movimenti si sincronizzavano in un ritmo ancestrale, primordiale.La tensione emotiva era un vortice...piacere che si mescolava a una vulnerabilità assoluta, potere e resa che si fondevano in un’unica trama.Ogni spinta profonda mi portava più vicina al baratro, il mio corpo che tremava come una foglia nel vento di tempesta.Venni per la prima volta con violenza dolce, i muscoli interni che si contraevano intorno a lui in spasmi potenti, un’ondata di piacere che mi accecò mentre le lacrime di pura emozione mi rigavano il viso.Non si fermarono.Mi sollevarono e mi posizionarono sopra uno di loro.Lo accolsi dentro di me fino in fondo, cavalcandolo con movimenti lenti e sinuosi, sentendo ogni vena, ogni loro pulsazione che mi scavava dentro come un marchio di fuoco.L’altro, dietro, esplorò con dita sapienti il mio secondo ingresso, poi lo penetrò lentamente, creando una doppia pienezza così intensa, così completa, che il mio respiro si spezzò in singhiozzi di piacere estremo.Ero colma di loro due, posseduta in ogni modo possibile, il corpo trasformato in un tempio di sensazioni sovrannaturali.Il culmine arrivò come un cataclisma...un orgasmo devastante, interminabile, che mi squassò dalle viscere all’anima.Tremavo incontrollabilmente tra i loro corpi tesi, mentre loro raggiungevano l’apice con gemiti rochi e profondi, riversando il loro calore dentro di me in fiotti potenti.Le onde ci purificarono con tenerezza, lavando sudore e passione. Io giacevo esausta e luminosa tra loro, mentre una mano sfiorava con reverenza il drago tatuato fra le mie scapole...creatura mitica e sinuosa che sembrava fremere di vita propria sotto la luna, simbolo di forza selvaggia e libertà conquistata.In quel silenzio rotto solo dal respiro del mare, il pathos era assoluto...ero stata posseduta fino all’ultima fibra del mio essere da due sconosciuti, e proprio in quella resa totale avevo trovato la mia sovranità più profonda...Erano ombre di una notte sola...Eppure, per quell’eternità sospesa, furono l’universo intero del mio desiderio...
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6 ore fa
SilverRea,
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Ultima visita: 1 settimana fa -
"Toccati..."
"Toccati", ti dico.Sei disteso a letto, nudo come un atleta greco; io, seduta su una poltroncina accanto, ti guardo da vicino. Leggo i tuoi muscoli, i tuoi bicipiti non molto più che accennati, i tuoi fianchi su cui a volte mi soffermo quando i miei baci cercano altri sentieri prima di arrivare alla meta, le tue gambe forti e depilate, il tuo addome. Non scolpisci il tuo corpo con sessioni di palestra ma un uomo non è solo il suo corpo e tu sei l'uomo che voglio. Inizi a giocare, piano, ti sputi sulle dita per poi passare la saliva sul glande ed inumidirlo e nel farlo il tuo cazzo si gonfia, diventa quello che è lo strumento del mio piacere oltre che del tuo. Ti masturbi lentamente come se dovessi prendere confidenza; tieni le dita intorno al glande come una piccola gabbia che lo intrappola ed il cielo della gabbia è il palmo della tua mano contro cui a volte a volte lo chiudi. Lo impugni, poi, e chiedi che sia io a continuare ma non voglio, voglio che sia tu a farlo. L'unica soddisfazione che ti dò è di baciarlo per un momento, di prenderlo in bocca per un attimo per lubrificarlo ancora, la mia saliva con la tua. Ma tu non hai idea di quanto mi costi non continuare, sentirne il sapore solo un istante e poi allontanarmene, è frustrante per me più che per te che continui a giocarci. Il mio fiore si sta bagnando... Gocce di piacere si stendono sulle sue pareti; scosto il perizoma ed inizio a giocarci, un dito, due dentro a cercare i miei punti delicati, a strofinare, a premere, le tolgo per continuare sul clito ed una scia di piacere liquido rimane sul percorso... Mi sfioro mentre ti guardo avvicinarti ad un orgasmo di cui ti stai forse chiedendo il senso quando sarebbe così facile semplicemente succhiarti e farti venire; mi sfioro ed appoggio la mia mano alla tua sul tuo cazzo, i tuoi movimenti su di lui sono gli stessi di due dita dentro me, la tua mano è il mio fiore bagnato che lo avvolge e lo stringe, le mie dita sono lui dentro me e sento il calore, sento le scosse di un orgasmo che mi prende; la mia mano stringe la tua negli ultimi secondi prima di vederti venire, prima di vedere il tuo sperma finire sul tuo stomaco. Mi avvicino, lecco lo sperma dal tuo corpo; mi siedo sul tuo cazzo, fammi venire ancora...
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21 ore fa
Mysecrets,
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Ultima visita: 12 ore fa -
Infermiere
A 18 anni, sono stato ricoverato in ospedale per coliche renali, si è scoperto che avevo una malformazione congenita all’uretere e dovevo essere operato.Dovete sapere che a quell’età, rispetto ai miei amici, mi sentivo meno cresciuto, meno sviluppato e durante le docce in piscina o a scuola vedevo gli altri ragazzi con molti peli e piselli più grossi del mio, mentre io di peli ne avevo pochissimi e il mio pisellino era piccolo e questo mi metteva a disagio. Avevo anche un carattere remissivo e subito le forti personalità.Fra l’altro ero ricoverato in un ospedale lontano da casa e quindi non sempre i miei genitori e la mia ragazza potevano venirmi a trovare tutti i giorni.Al secondo giorno di ricovero, ho cominciato con gli esami di routine per prepararmi all’operazione, fra cui anche la depilazione e il clistere.Insolitamente, rispetto alla consuetudine mi assisteva e mi accompagnava per questi esami il capoinfermiere Sig. Cesare, un uomo massiccio, sulla 50ina.Io mi chiamo Ettore ma lui ha cominciato a chiamarmi Ettorino, era molto gentile, mi consolava e mi confortava sull’esito dell’operazione e anche perché non sempre i miei venivano a trovarmi. Mi diceva che ero un bel ragazzo, e che assomigliavo a una femminuccia, (con i capelli lunghi che avevo e i lineamenti poteva anche starci) educato e rispettoso e io diventavo rosso Veniva spesso nella mia camera, che era a 2 letti, anche se dopo i primi 3 giorni l’altro letto si è liberato e non hanno più messo nessuno.Tue le mattine la sera veniva a misurare la pressione e non perdeva occasione, con la scusa di sistemare il letto, metter a posto il pigiama, ecc. di sfiorarmi con la mano o appoggiandola sull’inguine o sul sedere. Io a dir la verità lasciavo fare, un po' perché non mi sembrava niente di disdicevole, un pò per la situazione un po' perché mi piaceva la sua gentilezza. E come sempre mi veniva a dare la buonanotte e a sistemarmi le coperte dalla terza sera a iniziato a darmi un bacio sulla guancia. Io per tutte queste attenzioni ero disponibile e mi sentivo sicuro e protetto, considerata anche la sua autorità nel reparto, e quindi contraccambiavo la gentilezza, mi sentivo anche lusingato dai suoi complimenti. Una mattina “Andiamo Ettorino è ora di vare l’epilazione, per essere operato bisogna che il corpo sia privo di peli, adesso vieni con me che ci penso io e non preoccuparti perché ti piacerà essere tutto liscio e senza peli come il bel bambino che sei”. Io naturalmente ubbidiente lo segui sulla carrozzina che aveva portato. Mi portò in una camera per le visite dedicata a queste pratiche infermieristiche ma mi accorsi che chiuse la porta a chiave: “cosi non ci disturbano” disse.Mi fece spogliare completamente e mi fece distendere su un lettino. “Che bello che sei Ettorino, ha i un bellissimo culetto, il pisellino è piccolo ma non importa, il tuo sederino è a mandolino e sembra quello di una ragazza. Prima ti devo lavare con la spugna e poi ti devo togliere tutti i peli col rasoio, sdraiati e rilassati, chiudi gli occhi che faccio tutto io Ettorino” In effetti io mi sentivo completamente rilassato e il fatto d’essere completamente nudo davanti a lui mi davo un senso di benessere e di piacevolezza.Ha cominciato col il lavarmi con una spugna prima supino e poi a pancia sotto, soffermandosi con la mano (era senza guanti) ma in quegli anni non era insolito, soffermandosi in particolare sul sederino ed accarezzando in particolare il buchino. A me sembrava un pochino strano, ma come ho detto il mio carattere remissivo e la mia fiducia e deferenza nei suoi confronti mi faceva subire la cosa, anche con un certo piacere. Poi ha iniziato a depilarmi con la schiuma e rasoio. “Devi essere bello liscio dappertutto, anche sul sederino. Sarà bellissimo il tuo corpo cosi liscio e poi dovremo farla regolarmente questa operazione, te la farò io, Ti piace vero? Ti fidi di me vero Ettorino? Io ti voglio bene e ti curerò e ti assisterò Sei il mio protetto e nessuno potrà farti nulla” Devo dire che lui aveva il camice e i pantaloni da infermiere e mentre faceva queste operazioni: lavarmi, spalmarmi la crema e rasarmi con noncuranza ma in maniera abbastanza palese per me si appoggiava al lettino e anche al mio fianco e “casualmente” il suo inguine veniva a contatto con la mia mano che lasciavo inerte lungo in fianco. Io con queste manovre avvertivo la sua erezione e capivo che io gli piacevo e che probabilmente sarebbe andato oltre i suoi doveri di infermiere.“Si signore”, io risposi, “Si Signor Cesare”, “Ecco Ettorino, devi sempre rivolgerti a me dandomi del Lei e chiamandomi Signor Cesare d’accordo?” “Si Signor Cesare, io risposi”Dopo avermi depilato completamente, anche sul buchino dietro, mi ha spalmato una crema lenitiva, mi disse di chiudere gli occhi e di rilassarmi. Prima a pancia sotto me l’ha spalmato sul culetto e anche nel buchino. Io ero eccitatissimo in questa situazione, quando mi ha fatto girare e mi ha messo la mano sul pisello sono venuto immediatamente.“Bravo Ettorino, non diventare rosso e vergognarti, alla tua età capita ed è normale, è stato bello vederti godere, sarà un nostro segreto e non lo diremo a nessuno. Io non faccio di queste cose di solito ma tu sei talmente bello che ti ho fatto un trattamento diverso dal solito, con più delicatezza e attenzione. Ti è piaciuto?“Si signor Cesare” “No Ettorino dillo bene: devi dire Si Signor Cesare mi è molto piaciuto e la ringrazio e devi chiedermelo in futuro se vuoi farti lavare e spalmare la crema, a condizione d’essere ubbidiente”“Si Signor Cesare mi è molto piaciuto e mi piacerebbe se mi lavasse e mi spalmasse la crema in futuro, e si io Sarò sempre ubbidiente con Lei.Continua…
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1 giorno fa
Ettorino961,
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Ultima visita: 8 ore fa -
Miky - La prima volta al cinema
L'insegna al neon del cinema "Splendor" ronza e lampeggia, proiettando una luce giallastra sul marciapiede bagnato. Franco paga i cinque biglietti alla cassa, mentre tu, Roberto, Miky e Valeria aspettate nell'atrio deserto. Michela si stringe nell'impermeabile nero, i capelli raccolti in una coda alta che mette in risalto il collo teso e il rossetto rosso acceso, quasi violento, che le hai ordinato di mettere.Entrate nella sala. È quasi vuota, solo qualche ombra solitaria sparsa nelle prime file. L'odore di chiuso e di eccitazione stantia è opprimente. Franco vi guida verso le ultime file.«Voi due, lì davanti,» ordina Franco con un sussurro autoritario, indicando la fila centrale.Miky e Valeria si siedono l’una accanto all’altra. Senti il fruscio dei loro impermeabili che si aprono leggermente mentre si accomodano. Tu, Franco e Roberto vi sedete esattamente dietro di loro. Dalla vostra posizione, vedete le loro nuche, le code dei capelli e intravedete la curva delle loro spalle nude.Sullo schermo iniziano a scorrere immagini esplicite, il volume è basso, un ronzio di gemiti che riempie il buio. Franco si sporge in avanti, infilando le mani tra i due sedili, proprio tra le teste delle due donne.«Miky... Valeria... aprite gli impermeabili,» sussurra Franco. «Voglio che la luce dello schermo rifletta sul vostro pizzo. E voi tre, guardatevi intorno: voglio che sentiate gli occhi di quegli uomini soli su di voi mentre fate quello che vi dirò.» Miky esegue con le mani che tremano. Apre l'impermeabile e il reggiseno di pizzo nero brilla sotto i lampi di luce blu e rossa che provengono dallo schermo. Valeria fa lo stesso. Ora sono lì, seminude nel buio di un cinema pubblico, mentre voi tre, dalla fila dietro, iniziate a far scorrere le mani sulle loro spalle e dentro i loro colletti. «Marco, Roberto,» mormora Franco, «tirate fuori i vostri strumenti. Voglio che le vostre mogli sentano il calore della vostra presenza proprio dietro le loro orecchie, mentre iniziano a prendersi cura l'una dell'altra sotto lo sguardo degli sconosciuti in sala.»Roberto allunga una mano e afferra la coda di cavallo di Valeria, tirandola verso di sé. Tu fai lo stesso con Miky, sentendo il profumo del suo collo che contrasta con l'odore della sala. Le loro teste sono reclinate all'indietro, i loro volti a pochi centimetri.«Valeria, inizia...» comanda Franco. «Metti la mano sotto l'impermeabile di Michela. Trova il suo perizoma e falle capire che stasera non siamo in una villa privata.»Miky emette un gemito soffocato che si perde nel buio, mentre sente la mano di Valeria che inizia a esplorarla proprio mentre un'ombra solitaria in terza fila si gira, incuriosita dal movimento.«Miky ti prego lasciati andare... sii te stessa non succederà nulla di brutto sono qui con te...» le sussurri all'orecchio con un tono che è al contempo una protezione e un ordine.Le tue parole le scivolano sulla pelle come una carezza elettrica. Miky chiude gli occhi, lasciando che la testa ricada completamente all'indietro contro lo schienale, proprio mentre la tua eccitazione preme contro la sua nuca. «Sì, Marco... mi fido...» sussurra lei con un filo di voce, mentre il rossetto rosso brilla nell'oscurità ogni volta che una scena più chiara illumina la sala.Valeria, sentendo il tuo via libera, non perde un istante. Sotto la copertura degli impermeabili aperti, la sua mano scivola con decisione lungo la coscia di Miky, risalendo finché le dita non incontrano il bordo sottile del perizoma. Michela ha un sussulto violento, le sue gambe si aprono istintivamente sotto il tessuto scuro, offrendo alla bionda l'accesso totale.Franco, dalla fila dietro, si sporge ancora di più. «Guarda, Marco... guarda come Valeria la lavora bene. Roberto, tieni ferma tua moglie, non voglio che si distragga dal suo compito.»Roberto afferra Valeria per le spalle, spingendola quasi sopra Miky, mentre tu senti tua moglie che inizia a muovere il bacino ritmicamente. Il fruscio dell'impermeabile contro la pelle nuda di Miky è un suono che ti fa impazzire. Intanto, tre file più avanti, l'uomo solitario si è alzato e si è spostato di qualche posto, sedendosi ora in diagonale rispetto a voi: lo vedi chiaramente, nell'ombra, mentre fissa intensamente il movimento sospetto sotto i vostri cappotti.Miky se ne accorge. Vede quell'ombra che la osserva e il terrore di essere scoperta esplode in una scarica di piacere puro. «Marco... c'è qualcuno... ci guarda...» rantola lei, mentre la mano di Valeria affonda nel suo bagnato con una velocità che la sta portando al limite.«Lascia che guardi, Miky,» mormora Franco, mentre anche lui libera la sua virilità e la posa sulla spalla di Valeria. «Anzi, fagli vedere meglio. Valeria, apri completamente l'impermeabile di Michela. Voglio che quel tipo veda bene il pizzo e la carne di tua moglie mentre tu la porti all'orgasmo.»Valeria esegue con un sorriso complice. Spalanca il cappotto di Miky, rivelando il contrasto tra il reggiseno nero e la pelle bianca nel buio della sala. Michela è lì, seminuda in un cinema pubblico, con un estraneo che la osserva e tre uomini dietro che la controllano.Il buio del cinema "Splendor" diventa il complice perfetto di questa nuova, incredibile svolta. Franco, vedendo l'uomo in terza fila immobile e ipnotizzato dalla visione di Miky e Valeria, gli fa un cenno secco con la mano, quasi un ordine silenzioso a farsi avanti.L’estraneo non se lo fa ripetere. Si alza con una lentezza carica di incredulità: è un uomo sulla sessantina inoltrata, fisico ancora asciutto e uno sguardo che sprizza un misto di saggezza e lussuria. Si avvicina alla vostra fila, il rumore dei suoi passi sul pavimento appiccicoso scandisce il battito accelerato di Miky.«Siediti qui, vicino a loro,» sussurra Franco con tono gelido, indicando lo spazio accanto a Michela.L'uomo si siede. Michela è rigida come una corda di violino, il suo rossetto rosso spicca nel buio mentre fissa lo schermo senza vederlo. Sente il calore di questo sconosciuto alla sua destra e quello di Valeria alla sua sinistra. Valeria, con la solita sfacciataggine, gli prende subito la mano e la guida sotto l'impermeabile di Miky, portandola direttamente sulla sua coscia nuda.«Guarda, Marco...» mormora Franco dietro di te, «guarda come trema la tua Miky al tocco di un uomo che potrebbe essere suo padre. È un’esperienza che le mancava.»L'uomo, incoraggiato dalla vostra presenza silenziosa e approvante, inizia a muovere la mano con una sapienza antica. Quando decide di liberarsi dai pantaloni, rivelando quella dote inaspettata e imponente che avevi previsto, il silenzio della sala sembra farsi ancora più denso. È un cazzone che brilla di una luce sinistra sotto i lampi dello schermo, un monumento alla virilità matura che lascia Miky senza fiato.Franco ti mette una mano sulla spalla. «Marco, dì a tua moglie cosa deve fare. Digli che stasera questo sconosciuto è il suo padrone, proprio qui, davanti a noi e a Valeria.»Tu ti sporgi verso di lei, le afferri i capelli raccolti nella coda e le sussurri: «Miky... servilo. Voglio vedere la tua bocca su di lui mentre Valeria ti lavora da dietro. Non farmi aspettare.»Miky emette un sospiro che è una resa totale. Si gira verso l'uomo, che la guarda con un sorriso di pura gratitudine, e allunga le mani verso quella virilità così diversa dalla nostra, ma così eccitante nel suo squallido contesto di periferia. Miky non esita. Le sue dita si chiudono attorno a quel cazzo imponente, sentendo sotto il palmo la consistenza di una carne calda, vissuta, che pulsa di una vitalità grezza. L'uomo emette un rantolo profondo mentre la testa di Michela si abbassa lentamente: il contrasto tra il suo rossetto rosso acceso e la pelle ambrata dello sconosciuto è un’immagine che vi brucia le cornee, illuminata a intermittenza dai lampi bluastri del film pornografico. «Brava, Miky... così, puliscilo bene,» mormora Franco, la voce ridotta a un soffio roco. «Roberto, tieni ferma Valeria. Deve vedere come la tua amichetta si gode questo regalo.»Roberto esegue, bloccando Valeria per i fianchi e schiacciandola contro lo schienale, obbligandola a osservare Miky che accoglie l'estraneo in bocca con una devozione quasi rituale. Valeria, eccitata oltre ogni limite dalla scena, non resta a guardare: mentre tua moglie è impegnata davanti, le mani della bionda tornano a saettare sotto l'impermeabile di Michela, affondando con dita esperte nella sua figa bagnata, tormentandola con un ritmo frenetico che fa sussultare tutto il corpo di Miky.Tua moglie è intrappolata in un vortice di piacere e sottomissione: davanti ha la potenza di quel cazzo, tra le gambe la sapienza cattiva di Valeria, e sopra di lei il tuo sguardo, Marco, che la possiede più di chiunque altro in quella sala.L'estraneo, ormai fuori di sé, afferra la nuca di Miky con una mano nodosa, guidando il movimento con una forza che non ammette repliche, spingendo a fondo. Michela solleva gli occhi verso di te, cercando il tuo sguardo nell'oscurità; è un'occhiata carica di smarrimento e lussuria pura, un grido silenzioso mentre sente il sapore di quell'uomo sconosciuto.«Marco...» riesce a mugolare contro la carne dell'uomo, «guarda... guarda come lo prendo tutto...»Proprio in quel momento, la porta della sala si apre con un cigolio sinistro. Un fascio di luce giallastra taglia il buio, proiettando una lunga ombra sul pavimento. È la maschera del cinema che sta risalendo i gradini con una torcia, controllando le ultime file. Il cuore di Miky accelera selvaggiamente, la sua figa pulsa contro le dita di Valeria per il terrore e l'eccitazione di essere beccata così, con un vecchio sconosciuto tra le labbra.Franco ti guarda, un sorriso folle stampato in faccia. Non ha intenzione di fermarsi. Anzi, ti fa cenno di spingere ancora di più la testa di tua moglie verso il basso.La torcia della maschera taglia il buio come una lama, fermandosi proprio sulle gambe nude di Miky e sulla mano dell'estraneo che le stringe i capelli. Il fascio di luce è impietoso, illumina il pizzo nero e il movimento ritmico della testa di tua moglie. La maschera, un uomo trasandato con la divisa sgualcita, si ferma a due passi da voi. Il suo volto, scavato dalle rughe, passa dall'ira a una sorta di cinica fascinazione.«Ehi! Ma che cazzo state facendo qui? Questo non è un bordello!» esclama con una voce che vorrebbe sembrare autoritaria, ma che tradisce un fremito di eccitazione.Franco non si scompone. Si alza lentamente, estrae una banconota da cinquanta euro dal portafoglio e la fa roteare tra le dita sotto la luce della torcia. «Calmati, amico. Siamo solo persone che sanno come godersi la serata. E abbiamo pensato che forse anche tu avessi bisogno di una pausa dal tuo giro di controllo.»La maschera guarda i soldi, poi guarda Miky che, terrorizzata, non ha smesso di lavorare sul cazzo dello sconosciuto, e infine sposta lo sguardo su Valeria. La bionda, capendo al volo l'antifona, si scosta da Michela e si alza in piedi, aprendo completamente l'impermeabile. Sotto non ha nulla, se non un paio di reggicalze che segnano le cosce sode. «Hai una faccia stanca,» sussurra Valeria, avvicinandosi alla maschera finché il suo seno non sfiora la giacca della divisa. «Perché non ti siedi qui dietro con Roberto? Ti assicuro che so come farti dimenticare questa sala deprimente.» L'uomo deglutisce a vuoto. La torcia gli trema in mano mentre la abbassa, lasciandovi di nuovo nella penombra complice. Non dice una parola; intasca i soldi e si siede pesantemente accanto a Roberto, nella fila dietro. Con le mani tremanti si apre i pantaloni, liberando un cazzo nervoso, ansioso di ricevere il suo compenso.Franco ti lancia un'occhiata trionfante. «Hai visto, Marco? Tutti hanno un prezzo quando c'è della buona carne in ballo. E tu, Miky, non fermarti... lo sconosciuto è quasi arrivato, voglio che tu senta ogni goccia del suo piacere in gola.»Miky, eccitata dal pericolo appena scampato e dalla presenza di un secondo estraneo, accelera il ritmo, mentre Valeria si inginocchia sul pavimento appiccicoso del cinema, scomparendo tra le gambe della maschera che emette un gemito soffocato non appena la bocca esperta della bionda lo avvolge.Siete lì, nel cuore dello "Splendor", con due estranei che vengono serviti dalle vostre donne sotto i vostri occhi.La maschera, ormai completamente soggiogata dal carisma di Franco e dalla visione di Valeria nuda sotto l'impermeabile, si lascia andare sullo schienale, abbandonandosi al piacere che la bionda gli sta procurando con una voracità animalesca. Davanti a te, la scena è ancora più cruda. L'uomo che era in terza fila, il sessantenne che ora Miky sta servendo con una devozione totale, le afferra le spalle con forza, piantando le dita nella carne bianca di tua moglie. Il suo cazzo è una verga scura e venosa che scompare ritmicamente tra le labbra tinte di rosso di Michela. «Guarda come lo prende, Marco...» sibila Franco, mentre con una mano accarezza la nuca di Miky, spingendola ancora più a fondo. «Tua moglie sta succhiando la vita a uno sconosciuto che dieci minuti fa la guardava da lontano come un vecchio guardone. E guarda la sua figa... è un lago di piacere.» Ed è vero. Miky è in estasi. Il terrore della maschera, la presenza di Roberto dietro che controlla Valeria, e quel sapore estraneo in bocca la stanno portando al punto di non ritorno. La sua figa, esposta dall'impermeabile spalancato, pulsa visibilmente, lucida di umori che colano sul sedile di velluto dello Splendor. L'uomo della terza fila emette un grugnito rauco, inarcando la schiena. Capisci che è al limite. Le sue mani si stringono sui capelli di Miky, mentre lei accelera, i suoi occhi sbarrati che cercano i tuoi in un’ultima, disperata richiesta di appartenenza proprio mentre sta per essere inondata.«Ora, Miky! Prendilo tutto!» ordina Franco con voce brutale.In quel momento, l'uomo esplode. Miky sussulta, il suo corpo scosso da brividi violenti mentre accoglie ogni schizzo, senza staccare gli occhi dai tuoi, orgogliosa di mostrarti quanto possa essere lurida per te. Nello stesso istante, Valeria solleva lo sguardo dalla maschera, con un sorriso complice e sporco, mentre anche il dipendente del cinema sembra stia per perdere i sensi dal piacere.Il silenzio torna a regnare nella sala, rotto solo dai gemiti sullo schermo e dal respiro affannato di tutti voi.Il silenzio carico di elettricità dello "Splendor" viene spezzato solo dal fiato corto dei due estranei, ormai svuotati e tremanti. Franco si sporge in avanti, godendosi lo spettacolo della distruzione della morale delle vostre mogli.«Bene... il primo round è andato,» mormora con un cinismo che ti eccita il sangue. «Ma non abbiamo ancora finito. Valeria, Miky... scambiatevi. Voglio che ognuna pulisca il disordine lasciato dall'altro. Non lasciate una goccia su quei cazzi.» Le due donne si muovono come in trance, i loro sguardi si incrociano per un istante: Valeria ha negli occhi una sfida selvaggia, Miky una resa totale e lussuriosa. Sotto lo sguardo della maschera e dell'uomo della terza fila, le due si scambiano di posto. Miky scivola davanti alla maschera, mentre Valeria si avventa sul sessantenne. Iniziano a usare le lingue con una foga quasi rabbiosa, ripulendo i resti di quell'orgia improvvisata, finché ogni traccia di sperma non è sparita nelle loro bocche.«E ora,» ordina Franco, alzando il tono, «la parte migliore. Marco, Roberto, guardate bene.»Miky e Valeria si alzano in piedi nello spazio stretto tra le file. I loro impermeabili sono ormai solo un ricordo, aperti e scivolati sulle spalle, rivelando i corpi sudati e segnati dalle mani degli estranei. Si avvicinano l'una all'altra, i petti che si sfiorano. Miky sente il profumo di Valeria mescolato all'odore del cinema, e Valeria vede il rossetto di tua moglie sbavato, testimonianza del servizio appena reso.Si afferrano per i capelli, tirando le code con forza, e si fondono in un bacio profondo, brutale. Le loro lingue si intrecciano, scambiandosi i sapori dei due uomini che hanno appena servito. È un bacio che sigilla il loro patto di complicità: non sono più solo amiche, sono complici in un abisso di perversione che hanno scelto di abitare insieme. Senti il cuore esplodere nel petto mentre guardi tua moglie scambiarsi i fluidi di quegli sconosciuti con Valeria, proprio davanti a te. Franco si siede all'indietro, soddisfatto. «Ecco. Questo è lo Splendor. Ora sapete che non ci sono più confini.»Uscite dal cinema poco dopo, nel freddo della notte, mentre la maschera vi guarda andare via con la torcia ancora accesa, come un faro che illumina il vostro segreto. Salite in macchina in un silenzio tombale, ma carico di una tensione erotica che promette un seguito ancora più oscuro una volta arrivati a casa.
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1 giorno fa
Mitch,
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Ultima visita: 8 ore fa
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