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Colloquio di lavoro
Giorni fa, ho fatto un gioco con la mia amica Moniq: Lei, faceva la parte della seduttrice (parte che le calza a pennello) io, la parte della mogliettina indifesa.Quella che segue, è la trasposizione in prosa di questo gioco. Per me e Moniq, è stato divertente ed eccitante. Speriamo che lo sia anche per voi. Colloquio di lavoro Iniziai la giornata che avrebbe cambiato la mia vita in uno stato d' inconsapevole euforia.Un colloquio di lavoro.Erano mesi che cercavo, senza successo, di fare accettare a mio marito l' idea che volessi cercarmi un lavoro."Non hai bisogno di lavorare, Lea" era la sua obiezione standard "Io so cosa succede negli uffici, vedo cosa fanno i dirigenti con le loro segretarie e ti dico che tu non lavorerai mai in un posto simile"."Mi stai dicendo che non ti fidi di me? Pensi davvero che farei una cosa del genere?""Discorso chiuso" diceva lui.Poi, avevo incontrato Moniq. Lei abitava due piani sopra di noi, all' attico, e mi capitava spesso di trovarla, nell' androne, e di scambiare qualche parola con lei.Quella mattina, la mia espressione doveva essere rivelatrice del mio stato d'animo."Cosa ti preoccupa?" mi aveva chiesto e io le avevo spiegato il problema.Lei mi aveva ascoltato, poi aveva detto:"E se il datore di lavoro fosse una donna e non ci fossero uomini in azienda?""Mmmm....beh, forse potrebbe cambiare idea. Conosci qualcuno?"Lei aveva spalancato braccia e sorriso:"Io. Sto giusto cercando una segretaria e tu potresti proprio fare al caso mio".Così, ci eravamo accordate per vederci il giorno successivo, a casa sua, per un colloquio.La sera ne avevo parlato con mio marito che si era dimostrato possibilista, ma meno di quanto mi aspettassi."Va bene, non ci sono uomini...ma quella lì...mah""Cosa c' è che non va, adesso?" Avevo replicato, esasperata "È una donna... Pensi che ti tradirei con una donna?"Alla fine si era convinto, ma mi aveva detto di stare attenta.Attenta a che cosa, non era stato in grado di dirlo. Col senno di poi, avrei potuto dare un peso diverso ai segnali che Moniq mi aveva lanciato, nel tempo, tipo certe occhiate quasi "maschili", certi ammiccamenti, certi sfioramenti. E soprattutto, avrei potuto dare il giusto peso a ciò che quei segnali provocavano in me: i fugaci rossori e quello strano tic della mano che andava ad arricciare i capelli come facevo da adolescente, per esempio.Ma, come si dice, del senno di poi sono piene le fosse e le cose andarono come dovevano andare.Moniq era stata molto precisa, riguardo al come avrei dovuto presentarmi da lei: camicetta bianca, gonna lunga al ginocchio, una giacca leggera, scarpe con tacco significativo ("il portamento è importante e io voglio vedere come cammini", aveva detto). Mentre, allo specchio, controllavo che il trucco fosse a posto, m' interrogai ancora riguardo al punto sul quale aveva insistito di più: legare i capelli a coda di cavallo.Mi dissi che, se c' era una ragione specifica, l' avrei capito a suo tempo, ignara di quanto presto quel tempo sarebbe arrivato. -Puntualissima- disse Moniq, aprendo la porta -Hai già guadagnato dei punti-Mi fece accomodare in un salotto inondato dal sole del pomeriggio.-Per prima cosa, Moniq- dissi -Voglio ringraziarti per l' opportunità--Mi piace come ti sei vestita e come ti sei truccata. Sei molto carina--Beh ...anche tu sei molto bella. Detto senza piaggeria--I complimenti tra donne sono spesso ipocriti, ma io voglio essere diretta: per me, sei molto interessante. Tuo marito sarà geloso di te, immagino--Moltissimo. Non sai quanto--Perché? Gliene dai motivo?--No, non direi... È che lui... È fatto così. Non ha mai voluto che lavorassi perché dice che i suoi capi fanno...certe cose...con le loro segretarie. Ha acconsentito che venissi da te solo perché sei una donna e gli ho detto che non hai uomini alle tue dipendenze--Mhm... Questo potrebbe essere un problema--Perché?--Potrà capitare che tu debba seguirmi nei miei viaggi di lavoro e un marito geloso potrebbe non prenderla benissimo. Che ne dici?--No, di certo non la prenderà bene. Ma gliene parlerò. Se ne convincerà--Potremmo doverci fermare in hotel qualche notte: non vorrei che ti chiamasse in continuazione, facendoti innervosire...--Sono certa di poterlo gestire--Bene. Mi fido di te. Bevi qualcosa?--Grazie, volentieri. Purché non alcoolico--Oh, è un cocktail di frutta con appena un goccio di vino bianco. Non te ne accorgerai nemmeno--È che non vorrei fare brutta figura-Mi porse il bicchiere e brindammo: il cocktail era deliziosamente fresco e dolce. Prima di rendermene conto, avevo finito il bicchiere.-Non reggi l' alcool?- chiese Moniq, versandomi dell' altra bevanda.-Non bevo quasi mai. Mio marito...non vuole--Quando saremo fuori, capiterà di bere un bicchiere di vino--Mi abituerò- -Ai maschi, sai...piace vederci un po' allegre--A tutti, tranne al mio-Moniq si appoggiò allo schienale della poltrona e accavallò le gambe. Portò il bicchiere alla bocca, fissandomi.Mi mossi sul divano, sentendomi improvvisamente a disagio.-Rilassati, Lea. Ti vedo tesa--Beh...--Guarda, ho letto il tuo curriculum e vedo che sei qualificata. Ma non è così importante perché, vedi, io non ho bisogno solo di una segretaria che smisti le telefonate e mi organizzi gli appuntamenti... quello che mi serve, soprattutto, è una complice--Una complice?--Si. Una che sappia calmarmi quando sono nervosa, che sappia ascoltarmi e consigliarmi, che sia molto, molto riservata...e che faccia tutto quello che le dico--Una persona di fiducia--Esatto. Adesso, posso darti un' occhiata?--Prego?--Voglio vedere come cammini-Alzandomi, mi accorsi che la testa era leggera, ma le gambe no.-Non sono una fotomodella- mi giustificai.-Solo perché non ne hai avuto la possibilità. Hai delle bellissime gambe- disse Moniq.-Alza la testa e tira indietro le spalle... così--Ehm... Così?--Serve a mettere in risalto il seno. Brava. Vieni qui-Moniq si alzò con un movimento felino; ero arrossita? Forse si.-Vediamo... proviamo ad aprire un bottone della camicetta...posso?--Oh...ok--Vedi? Sei più sexy... proviamo con un altro bottone... Ah, ecco. Porti un reggiseno morbido--Beh...si. È comodo...--...ma se ne mettessi uno appena un po' più stretto, stringerebbe e alzerebbe il seno. Capisci cosa intendo? Ti faccio vedere-Mi spinse davanti a uno specchio a figura intera e si mise alle mie spalle.Lo specchio mi restituì l' immagine delle sue mani che stringevano i miei seni, sollevandoli. -Oh...ma...--Vedi? Sei molto sexy. Guardati-Mi sentii avvampare.-Vedi quanto sei sexy?--S...si...ma...--Niente ma. O si o no. Vuoi lavorare con me?-La voce di Moniq prese un tono duro e severo che non conoscevo e che mi fece subito sentire in soggezione...-Si. Si, lo voglio tanto-...per tornare dolce e amichevole così in fretta da farmi dubitare che il cambiamento ci fosse stato.-Allora devi essere disponibile. Hai un bellissimo seno, Lea. Ma lo nascondi. Proviamo ad aprire un altro bottone... così... guarda. Non vedi come sei sexy?--Si, ma... Ecco, mi sento un po' in imbarazzo--Devo sapere se sei la persona giusta per me--È che ... Non sono abituata--Allora è meglio che ti abitui subito. Togliti la camicetta--C...come?--Toglila. Se non vuoi, quella è la porta--V...va bene...-Lanciai la camicetta sul divano e incrociai le mani davanti al petto.-Abbassa quelle mani-Obbedii.-Nessuno ti costringe. Se non vuoi, puoi non farlo. In questo caso, il nostro colloquio finisce qui. Vuoi il lavoro?--Io ... S...si... Si--Bene. Aspetta qui-Uscì dalla stanza e tornò subito dopo.-Togliti il reggiseno- ordinò.-Il reggiseno?!--Voglio che provi questo. Toglilo. Anzi, girati, faccio io-Il mio reggiseno volò a fare compagnia alla camicetta.-Giù quelle mani- Rimasi davanti allo specchio, a seno nudo, le mani lungo i fianchi e il viso in fiamme, per alcuni interminabili secondi. -Moniq...posso... Coprirmi?--No-Percepivo il suo sguardo su di me, ma non osavo alzare gli occhi.-Moniq... adesso posso?--No. Hai un bellissimo seno e dei bellissimi capezzoli. Molto intriganti. Toccali--C...come?--Toccali, ho detto-Obbedii. I miei capezzoli reagirono istantaneamente, come se non aspettassero altro, come se il mio corpo avesse già capito qualcosa che a me sfuggiva ancora.-Guarda come rispondono. Questo è il tuo reggiseno giusto: sostiene le coppe, ma lascia intravedere i capezzoli sotto la camicetta--Moniq, adesso... posso rimettere il mio?--Immaginati a un convegno: i maschi impazzirebbero, guarderebbero solo te. Non senti questo potere?--Io ...no ... Si. Credo di si--Devi imparare a dominare e gestire questo potere. È questo, quello che voglio da una donna che lavora per me. Ma per dominarlo e gestirlo non devi esserne intimorita. Togliti la gonna--Moniq...se mio marito mi vede così mi ammazza...--Tuo marito non è qui. Avanti-Lasciai cadere la gonna ai miei piedi. Alla sensazione di essere una piccola preda in balìa di una fiera assetata di sangue se ne stava aggiungendo un' altra: calore, desiderio forse. Di certo, qualcosa stava succedendo tra le mie gambe.Moniq si sedette ancora sulla sua poltrona. -Fammi vedere come cammini- Feci un passo, ma di nuovo mi sentii ridicola e impacciata.-Devi indossare la tua nudità come un abito elegante. Devi pensare a te stessa come una prostituta che vuole essere scelta. Usa la tua nudità per affascinarmi- -Devo affascinare te?--Se non ci riesci qui, con me, non ci riuscirai fuori di qui-Mi sforzai di focalizzare, inutilmente.-Mi gira la testa--Non va bene- disse Moniq -Pensavo che tu fossi la persona giusta. Peccato--Devo aver bevuto troppo--Te lo chiedo per l' ultima volta- sibilò- Lo vuoi, il lavoro?--S...si--Guardami- Alzai la testa: io e Moniq siamo quasi alte uguali, eppure, guardandola, mi sentii sovrastata.-Vedi, la tua mente è piena di remore, piena di moralismi e pregiudizi, ma il tuo corpo no-Mi sentii toccare un capezzolo, poi l' altro.Trasalii.-Devi seguire il tuo istinto. Il tuo corpo lo sa. Chiudi gli occhi-Il tono della sua voce era cambiato di nuovo: adesso, sembrava il canto ammaliante di una sirena.Di nuovo, mi sentii sfiorare il seno: un dito descrisse un cerchio attorno a un capezzolo, poi all' altro. -Moniq...--Sssh... Il tuo corpo sa benissimo cosa fare. Guardati...sei bellissima e non lo sai-Mentre una mano mi palpeggiava il seno, le unghie dell' altra mi sfioravano la pelle del ventre.-Moniq ... Cosa mi stai facendo...--Hai i brividi. Sei sensibilissima-Le sue labbra si poggiarono sulle mie e io, d' istinto, misi le mani sulle sue spalle, in un estremo tentativo di difesa, ma lei mi afferrò per i polsi, forzandomele dietro la schiena.E quando mi baciò con forza, con la sua lingua si faceva largo verso la mia quasi con violenza, fu lì che cedetti e mi arresi all' abuso.Avrei potuto liberarmi dalla sua stretta facilmente, se avessi voluto. Ma non volevo.Mi resi conto che, fin dal primo momento, Moniq aveva voluto sedurmi: mi aveva desiderata, mi aveva voluta e adesso mi stava prendendo, stava prendendo possesso del mio corpo come se fosse suo diritto, come se fosse la mia ...Padrona.Non saprei spiegare a parole quanto questo solo pensiero contribuì a fare crollare le mie ultime difese, consegnandomi a lei.-Mmm ... Moniq... Siiii--È questo che volevi?-Il suo viso era vicinissimo al mio.-Si...--Dimmelo. Dimmi prendimi. Dimmi scopami. Dimmi sono tua--Si. Moniq...sono tua. Prendimi. Scopami. Ti prego--Sono padrona del tuo corpo... della tua bocca...dei tuoi seni...-Mi mise una mano tra le gambe, stringendo: per sfuggire alla presa, mi sollevai sulle punte dei piedi, ma ll perei non mi diede tregua.-Sono padrona della tua fica--S...si... Moniq...-Mi penetrò con due dita.-Sei bagnata--Ooooh...-Pensavo che mi avrebbe finito, ma lei aveva altri programmi: mi trascinò verso la sua poltrona e mi obbligò ad inginocchiarmi.Si sedette e aprì le gambe.-Sai cosa fare- -Vuoi...vuoi davvero...--Avanti, hai capito--Non l' ho mai fatto-Mi afferrò per la coda e mi tirò bruscamente verso di sé.-Leccami-Non avevo mai visto una figa così da vicino, né avevo pensato che l' avrei mai fatto; ma c'era l' eccitazione del momento, c' era il profumo della femminilità di Moniq e poi, c' erano i suoi gemiti di piacere e di incoraggiamento, quando cominciai a lappare le sue labbra ... Tutto ciò mi diede alla testa, mi aggrappai alle sue cosce e leccai con tutto il desiderio di cui ero capace.-Mmmm... Brava ... Vedi che lo sai fare... Mmmm... Da quanto tempo aspettavo questo momento... Toccati. Voglio che tu venga mentre me la lecchi... Mmm... Fallo e come premio ti verrò in bocca-Obbedii: a ripensarci, credo che quello fu il momento in cui, per la prima volta, capii cos' è l' eccitazione.-Mmmm ... Lo sapevo che eri così... Ti piace. Mmmmm ... Sei proprio una brava cagnetta... La mia bella cagnetta leccafiga...mmm... Daiii... Scopami con le dita... Ooohhh ...siiiii... Sto venendo...--Vieni, padrona... vieni per me--Oooohh... Siiii... Ti marchio con mio odore...adesso sei mia... --Padrona, io...non ci riesco--Devi venire. Se non ci riesci da sola, ti faccio venire io con la forza-Mi spinse sul tappeto e mi tenne aperte le gambe: la guardai avvicinarsi a me, un' espressione famelica sul viso e poi...-Ooohh... Padronaaa...-Mi sentii divorare. La sua bocca avvolse la mia fica e poi la sua lingua...la sua lingua mi penetrò come un piccolo membro.-OOOOH...si... proprio liiiiiiiì... Siiiii...vengo VENGOOOO-Continuò a scoparmi con la lingua, via via più dolcemente mentre l' orgasmo si spegneva.Poi, risalì lungo il mio corpo e venne a baciarmi sulla bocca.-Moniq... credo di amarti--Ci divertiremo un sacco, io e te--Farò tutto quello che vuoi--Fallo e godrai tantissimo--E... Mio marito?--Il marito lo lasciamo a casa--Si, padrona. Credo che avrò spesso mal di testa, da ora in poi-Ridemmo.-Moniq... quando comincio?--Hai già cominciato. Il lavoro è questo: rilassarmi, consolarmi, farmi godere. Sarà il nostro segreto-
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6 ore fa
Lea G,
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Fecondata dal mio migliore amico parte 2
Capitolo 2: Il Blackout in PistaMentre continuavo a fare la mia parte al tavolo, recitando il ruolo del marito distratto che non notava nulla, Sergio e Giuliana decisero di tornare al centro della pista per l'ennesimo ballo lento. Sapevo benissimo che mia moglie era completamente nuda sotto l'abito leggero, e potevo solo immaginare l'eccitazione che provava nel sentire il pacco di Sergio premuto contro il proprio bacino a ogni passo di danza, in mezzo alla folla.All'improvviso, un forte scatto elettrico risuonò in tutta la balera. In un decimo di secondo, la musica si interruppe bruscamente e tutte le luci del locale si spensero, lasciando l'intera sala nell'oscurità più totale. Un brusio confuso si alzò immediatamente dalla pista da ballo, dove decine di coppie si ritrovarono improvvisamente a muoversi alla cieca, immerse nel buio fitto.In mezzo a quella calca accecata, la tresca clandestina tra mia moglie e Sergio bruciò ogni residuo freno inibitorio. Sfruttando la cecità totale dell'ambiente e la protezione della folla, Sergio strinse Giuliana a sé con una foga feroce. Nel buio, i loro volti si cercarono e le loro bocche si unirono in un bacio appassionato, umido e profondo, una scarica di adrenalina trattenuta per settimane che esplodeva finalmente in quel blackout protettivo.Ma Sergio non si fermò al bacio. Con la spavalderia che lo contraddistingueva, fece scivolare la mano massiccia lungo i fianchi di mia moglie, sollevando con decisione il tessuto leggero del vestito premaman. Senza trovare alcun ostacolo, la sua mano si infilò direttamente tra le cosce spalancate di Giuliana, risalendo la pelle calda dell'interno coscia fino a raggiungere il centro esatto della sua intimità la figa pelosa di mia moglie , lcompletamente esposta e bagnata per l'eccitazione.Giuliana sussultò, trattenendo a stento un gemito che si perse nel brusio della pista. Sergio introdusse le dita con decisione all'interno della sua figa nuda, muovendole con un ritmo regolare, profondo ed esperto. Le stava regalando un ditalino d'audacia pura in mezzo alla pista della balera, mentre io, dal mio tavolo nel buio, continuavo a fare finta di nulla, lasciando che il mio amico la possedesse intimamente nell'oscurità prima che le luci potessero riaccendersi.La dinamica in pista nel buio ha portato l'audacia di Sergio e Giuliana a un livello ancora più estremo.Sfruttando gli ultimi istanti di oscurità totale, Sergio sfilò lentamente le dita bagnate dall'intimità di Giuliana e le mise in bocca assaporando il nettare di mia moglie, lasciando che il vestito leggero di mia moglie ricadesse lungo i fianchi. Giuliana, con il cuore che le toglieva il respiro e le gambe che le tremavano per l'intensità di quel ditalino in mezzo alla pista, si aggrappò per un attimo al braccio massiccio del suo amante per non perdere l'equilibrio."Torniamo al tavolo prima che torni la luce," le sussurrò Sergio all'orecchio con un tono fermo e spavaldo, godendosi fino in fondo la sottomissione di quella donna che ormai sentiva sua. "Tuo marito non deve sospettare nulla... per adesso."Muovendosi a tentoni tra le altre coppie ancora confuse dal blackout, i due riuscirono a guadagnare la via del ritorno. Sentii il fruscio delle sedie nel buio proprio un attimo prima che un ronzio sordo annunciasse il riavvio dei generatori della balera.Le luci della "Lanterna" si riaccesero all'improvviso, inondando la sala di quella solita atmosfera calda e soffusa. Io ero seduto esattamente al mio posto, con il bicchiere in mano e l'aria di chi aveva passato tutto quel tempo a guardarsi intorno annoiato, continuando alla perfezione la mia recita da marito ignaro.Di fronte a me, lo spettacolo era memorabile. Giuliana si era appena seduta: il viso le andò letteralmente a fuoco sotto la luce dei lampadari, scarlatto fino al collo. Aveva il respiro ancora vistosamente affannato e gli occhi lucidi, colmi di una colpevolezza eccitante. Cercò di ricomporsi, sistemandosi il vestito sulle ginocchia, ma le sue dita tremavano in modo vistoso. Sergio, seduto accanto a lei, si stava sistemando l'orologio con assoluta calma, sfoggiando un sorriso sornione e predatore. Guardò me, poi abbassò per un secondo gli occhi verso la borsa di Giuliana sul tavolo, dove sapeva che erano nascoste le mutandine, assaporando il segreto di averla appena posseduta a pochi metri di distanza da me.I due sono tornati al tavolo giusto in tempo, e ora le luci mostrano tutta la tensione e l'imbarazzo di Giuliana di fronte al tuo silenzio complice..... continua
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10 ore fa
montaGIULIANA,
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Fecondata dal mio migliore amico parte 1
STORIA VERA RACCONTATAMI DA UN AMICO E CHE STO PUBBLICANDO NEI MINIMI PARTICOLARI CAMBIANO SOLO I NOMI DEI PROTAGONISTI HO MESSO QUELLO DI MIA MOGLIE E IL MIO , L AMICO SI CHIAMAVA SERGIO :Capitolo 1: Gli Sguardi alla LanternaLa nostra routine del fine settimana sembrava indissolubile, una certezza che si ripeteva identica ogni sabato sera. Da anni, io e mia moglie Giuliana uscivamo con una coppia di storici amici, Sergio e sua moglie Sara. Il nostro punto ritrovo fisso era la balera "La Lanterna", un locale alle porte della città, un po' retro, illuminato da luci calde e soffuse, dove le coppie della zona si ritrovavano per ballare e chiacchierare fino a tardi.Per molto tempo era stato solo un modo per staccare dalla settimana lavorativa, ma da un paio di settimane a quella parte l'atmosfera al nostro tavolo aveva iniziato a cambiare in modo sottile, quasi impercettibile all'inizio, ma poi sempre più evidente ai miei occhi.Seduto di fronte a loro, mentre Sara era distratta a salutare dei conoscenti o a guardare la pista, avevo iniziato a notare una strana elettricità tra Giuliana e Sergio. Non era più la solita complicità tra vecchi amici. Quando le luci si abbassavano per i balli lenti, i loro sguardi si cercavano con una frequenza insolita. Sergio la fissava in modo intenso, profondo, con un'aria di spavalda sicurezza che sembrava consumare la resistenza di mia moglie; e Giuliana, dal canto suo, non distoglieva gli occhi. Rispondeva a quelle occhiate con sguardi dolci, un po' sfuggenti ma carichi di una timidezza fiammante, mentre le sue guance si accendevano di un leggero rossore ogni volta che lui le rivolgeva la parola.Durante i balli di gruppo o quando Sergio la invitava per un valzer, notavo come le mani di lui si posassero sulla schiena di mia moglie con una confidenza nuova, possessiva, e come Giuliana si lasciasse guidare con una sottomissione spontanea, lo sguardo fisso nei suoi occhi lucidi. Io rimanevo al tavolo, fingendo di non vedere, ma nel mio intimo l'eccitazione e il sospetto cominciavano a farsi spazio, gettando le basi per quello che, da lì a poco, sarebbe diventato un accordo esplicito.I sabati successivi alla "Lanterna" non fecero che esasperare quell'intesa silenziosa. Ormai non era più solo una questione di occhiate: Sergio e Giuliana passavano la maggior parte del tempo in pista, ballando una canzone dietro l'altra. Sara trascorreva quasi tutta la serata a chiacchierare al bancone con alcune amiche di vecchia data, lasciandomi al tavolo da solo a osservare la nascita di quella tresca clandestina. Io, nel mio intimo, avevo capito tutto, ma decisi deliberatamente di fare finta di non accorgermi di nulla, godendomi in segreto lo spettacolo della complicità che cresceva tra mia moglie e il mio amico.Durante i balli lenti, la spavalderia di Sergio divenne totale. Approfittando della penombra e della confusione in pista, attirava Giuliana a sé con decisione, stringendola senza badare troppo alle apparenze. Da dove ero seduto al tavolo, con il bicchiere in mano e l'aria distratta, potevo vedere chiaramente la pressione dei loro corpi: Sergio appoggiava il proprio pacco con forza sul bacino di mia moglie, marcando il territorio a ogni passo di danza. Giuliana, anziché ritrarsi, si abbandonava completamente contro di lui, con la testa appoggiata alla sua spalla e il viso scarlatto, gli occhi lucidi per l'eccitazione di quel contatto così intimo e proibito.A metà serata, dopo un ballo particolarmente intenso e ravvicinato, Giuliana tornò al tavolo con il respiro corto, visibilmente scossa e con le guance in fiamme. Prese la sua borsa e, senza guardarmi dritto in faccia per l'imbarazzo, accennò un sorriso confuso: "Vado un attimo in bagno a rinfrescarmi, fa davvero caldo stasera".Pochi minuti dopo averla vista allontanarsi, mi resi conto di avere bisogno delle chiavi dell'auto che avevamo lasciato nella sua borsa. Mi allungai sul tavolo per cercarle e, rovistando rapidamente tra i suoi specchietti e i fazzoletti, la mia mano sfiorò qualcosa di morbido e di seta. Le tirai fuori parzialmente e mi mancò il fiato: erano le sue mutandine nere, arrotolate in fretta e nascoste sul fondo della borsa. Giuliana se le era appena tolte nel bagno del locale forse all inizio serata , decidendo di restare completamente nuda là sotto per il resto della serata.Quando tornò dal bagno e si risedette, rimasi in silenzio, continuando a fare la mia parte, fingendo di essere l'ignaro marito che non sospettava di nulla. Giuliana si sistemò sulla sedia proprio di fronte a Sergio, che la fissava con un sorriso sornione, da predatore che sa di avere la preda in pugno. Con una mossa studiata, di un'audacia devastante, mia moglie allargò leggermente le gambe sotto il tavolo, approfittando del vestito leggero che si sollevava.Sergio abbassò lo sguardo e si godette interamente lo spettacolo della figa nuda e pelosa di mia moglie, esposta direttamente ai suoi occhi in mezzo alla balera. I suoi occhi si piantarono lì sotto con un orgoglio immenso, mentre Giuliana, con le guance che andavano letteralmente a fuoco, continuava a chiacchierare con me del più e del meno, eccitata dal fatto che il suo amante la stesse possedendo con gli sguardi mentre il marito faceva finta di non capire.La tensione alla balera è al massimo: Giuliana è nuda sotto il vestito, Sergio la osserva senza sosta e tu continui a fare finta di nulla per alimentare il gioco ..... continua
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10 ore fa
montaGIULIANA,
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Il maturo che l’ha fatta diventare donna.
Mi chiamo Alberto, ho 29 anni, sono alto, capelli neri, occhi scuri, fisico abbastanza normale. Da tre anni sono sposato con Carla, mia coetanea, alta quanto me, mora dai capelli ricci, occhi chiari, un bel seno che riempie una quarta misura, un bel ventre piatto, contrapposto ad un culetto alto e sodo che è posto sopra un paio di cosce da favola. Durante i cinque anni che siamo insieme, due da fidanzati ed il resto da sposati, ammetto che mi è sempre piaciuto veder la mia donna corteggiata, ammirata e, perché no, anche desiderata. Prima di incontrare me, Carla aveva fatto qualche bella esperienza ed io l'ho trovata abbastanza esperta a succhiare il cazzo, ad accoglierlo bene sia davanti che dietro e, soprattutto, farsi sborrare in faccia o sulle tette. Naturalmente lei, da brava puttanella, ha sempre assecondato questa mia indole abbastanza audace, indossando sempre vestiti molto sexy, a volte al limite della decenza. Il vero cambiamento è avvenuto la scorsa estate. Eravamo stati invitati al matrimonio di sua cugina e Carla ne era la testimone. È arrivata per prima alla celebrazione del matrimonio, con il corteo nuziale ed alle due damigelle d’onore, mentre io son arrivato dopo. Carla indossava un abitino azzurro estivo, lungo, bohémien, per cosplay, con spacchi vertiginosi e schiena scoperta, mentre tutte le altre damigelle indossavano abiti beige, con scollature profonde e spacchi vari. Quando l'ho vista cosi ammirata, non potevo credere a quanto fosse bella. Il suo seno poteva facilmente fuoriuscire dall'abito e, se si chinava, lo spacco premetteva di far intravedere le mutandine, che erano, in ogni caso, sottilissime. Ho notato che, dopo la sposa, era la persona più ammirata: ovviamente questa cosa mi eccitava moltissimo. Il fatto che qualcuno la corteggiasse e che lei ricambiasse intraprendendo un leggero flirt, mi faceva battere forte il cuore e diventare il cazzo durissimo. Verso la fine della cerimonia era a braccetto con il testimone dello sposo: c'è questa usanza che la testimone della sposa e quello dello sposo finiscano sempre per passare la giornata insieme. Lui era un ragazzo appena poco più grande di noi e questa cosa mi ha eccitato molto, pensando ad un risvolto diverso. Quando è iniziata la festa, mia moglie ballava con le altre ragazze, mentre io me ne stavo al bar con gli altri, a bere e chiacchierare. Continuavo a guardarla di tanto in tanto, osservandola mentre si divertiva a ridere e scherzare con tutti. Alla fine, tutte le ragazze hanno trovato dei ragazzi con cui ballare, mentre ho visto che Carla è stata invitata a ballare da un uomo maturo, probabilmente un amico di famiglia di sua cugina o dello sposo. Lui era abbastanza alto, in forma, ed aveva i capelli brizzolati; insomma un bel maschio maturo, sui 45 anni, ma dal fisico molto prestante, con dei capelli trafilati da alcuni argentati e l’aria di essere un vero porco; tutto questo mi eccitava ancor di più. La cosa non mi ha stupito più di tanto, perché sono a conoscenza del fatto che a Carla piacciono proprio le persone mature ed io non smettevo di osservarla: vedevo che si divertiva a ridere e scherzare con lui. Ballavano faccia a faccia e lui le aveva anche messo le mani sui fianchi, avvicinandola a sé. Il ballo si fece sempre più audace e lui iniziò a strusciarsi contro di lei. Anche lei prese a far lo stesso iniziò a strusciarsi contro il suo inguine, con le mani di lui che ora le accarezzavano la pelle dalla schiena ai lati del vestito. La cosa si stava davvero facendo e interessante e così mi sono spostato e messo in un angolo dove potevo vedere bene tutta la sala da ballo e ho notato che il tizio ci stava veramente provando. Ad un certo punto si è chinato e ha appoggiato il viso sulla guancia di Carla e la baciata sul collo vicino all'orecchio. Ho visto mia moglie mordersi le labbra e sorridere indice del fatto che questa cosa deve averla eccitata molto perché quando si morde il labbro prova sempre piacere. Per un attimo sono rimasto un po' stupito per quello che vedevo ma nello stesso tempo ero eccitatissimo perché vedevo mia moglie divertirsi con uno sconosciuto. Mentre ballavano un lento, ho visto che si sono messi a parlare. Carla ha sorriso e ha fatto alcuni cenni di assenso con il capo e ad un tratto lui che l'aveva guidata un po' ai bordi della pista in una zona un po' più in penombra ha avvicinato la sua bocca alle labbra di Carla e gli ha dato un leggero bacio. Per un attimo mia moglie è rimasta immobile e l'ha guardato e poi si è messa a ridere egli ha detto qualcosa all'orecchio e subito dopo è stata lei che lo ha baciato in bocca. È stato un bacio vero, intenso, profondo e hanno limonato veramente per alcuni istanti incuranti del fatto che erano in mezzo a tanta gente punto. Mentre la stava baciando lui gli ha accarezzato la schiena attraverso lo spacco del vestito e ho visto che Carla ha spinto il suo corpo contro di lui facendo aderire bene il suo ventre contro l'inguine di quell'uomo. Quando hanno smesso di baciarsi hanno continuato a rimanere incollati e ho visto che il movimento che facevano non aveva nulla a che vedere con il ballo perché era uno sfregamento di corpi tesi a darsi piacere. Dentro di me sono stato sconvolto da sensazioni contrastanti! Mi sentivo geloso, eccitato, cornuto, ma, nello stesso tempo, ero estremamente felice, perché era da tempo che avevo voglia di vedere una situazione del genere ed ora ero curioso di vedere come si sarebbe evoluta. Hanno continuato a ballare ancora per diversi minuti e poi, quando la festa è giunta al suo apice con il taglio della torta, Carla è venuta da me ed ho visto che lui l’ha seguiva con lo sguardo. Mi ha sorriso, mi ha abbracciato e baciato e mi ha chiesto se mi stavo divertendo. Ho sorriso e le ho detto che era una bella festa e, soprattutto, ero felice di vedere che lei aveva trovato un valido cavaliere con cui ballare.«Mi sembra che hai trovato un ottimo ballerino; sembra che ti stia divertendo!»Mi ha guardato un attimo e poi mi ha chiesto se fossi arrabbiato.«Alberto, io, vedi... Ecco io... voglio dire: hai visto? Cioè, quello che hai visto, ti fa arrabbiare?»Le ho sorriso, le ho dato un bacio e le ho risposto.«Non sono arrabbiato! Anche se ho visto tutto, ti dico che non sono affatto arrabbiato, anzi, al contrario... direi che questa cosa la stavo aspettando da un po'; voglio che tu ti senta libera di agire come ti va; io sarò sempre al tuo fianco!»Mi ha abbracciato forte, mi ha baciato e mi ha detto che mi amava.«Ti amo, perché sei un ragazzo meraviglioso!»Poi si è girata verso di lui che era a poca distanza da noi e ci stava guardando e lo ha invitato ad avvicinarsi, cosa che lui ha fatto all'istante. Subito dopo me lo ha presentato.«Lui è Bruno, un amico della famiglia di mia cugina, ma anche una persona che conosco da tanto tempo e… spero che per te non sarà un problema, se ora che la cerimonia è finita, potessimo dargli un passaggio fino a casa sua!»Ho sorriso e gli ho detto che non c'erano problemi, così, mentre Carla salutava sua cugina ed altri parenti, lui è rimasto accanto a me e si è messo a parlare.«Carla mi ha detto che siete sposati da tre anni. Mi sarebbe piaciuto vederla in abito da sposa, ma ero all'estero per lavoro e son tornato il mese scorso. Mi fa piacere vedere che ha sposato un bravo ragazzo come te. Fin da ragazza è sempre stata la più bella di tutte quelle della sua famiglia!»Ho sorriso, poi è tornata Carla e siamo andati a recuperare la nostra macchina; Bruno mi ha chiesto di poter va guidare lui.«Abito in una zona vecchia della città e c'è un piccolo tratto di strada un po' stretto quindi preferisco guidare io che lo conosco bene.»Non ho trovato nulla da obiettare e gli ho dato le chiavi dell'auto; son rimasto un po' stupito nel vedere che Carla è salita davanti, accanto a lui. Il suo vestito ha rivelato tutta la bellezza delle sue cosce, messe in bella mostra accanto a lui. Inoltre, dalla sua posizione laterale, poteva veder benissimo i seni di mia moglie, lasciati liberi sotto il sottile indumento. Mi son seduto dietro ed ho visto che si sono scambiati più di un’occhiata, fino a che siamo arrivati a destinazione. In effetti ha percorso una decina di metri di strada molto stretta e giunti, davanti a casa sua, ci ha invitato a salire per un ultimo drink. Io son rimasto in silenzio, ma Carla ha accettato subito. Siamo saliti in casa sua e lui ci ha offerto da bere, mentre ho visto che Carla curiosava davanti ad un mobile; d'un tratto, ha fatto partire un giradischi con della musica languida e poi, senza dir niente, ha preso Bruno per mano e si è messa di nuovo a ballare lentamente con lui davanti a me, che ero seduto sul divano. Ha preso di nuovo a strusciarsi contro di lui che, ovviamente, la teneva stretta ed ora le sue mani erano scivolate in basso, poggiate sullo splendido culetto di mia moglie. Mentre li osservavo, ho notato il fatto che Carla aveva subito avuto dimestichezza con l'impianto stereo, un modello abbastanza datato. Già a metà del brano, lui ha appoggiato di nuovo la sua guancia contro quella di mia moglie e poi, d'un tratto, lei si è tirata leggermente indietro ed ha preso a baciarlo in bocca, davanti a me. Hanno limonato lingua in bocca per alcuni minuti, poi lei si è inginocchiata davanti a lui, gli ha aperto i pantaloni ed ha tirato fuori un bell'arnese, sicuramente più grosso del mio, che è un po' sopra la media; quello di lui era soprattutto bello lungo. Lo ha accarezzato e poi ha preso a leccarlo ed infilarselo bene in gola, facendolo scivolare tutto in bocca, fino a quando il suo viso non è andato a toccare contro il corpo di lui, che ha preso a gemere di piacere.«Oh piccola... la tua bocca... la tua bocca mi è mancata tantissimo; così, brava, ingoialo di nuovo tutto!»Son rimasto stupito, ma non più di tanto nell'apprendere che evidentemente lui aveva già assaporato i pompini di mia moglie. Carla ha sorriso quando lo ha tirato fuori dalla bocca e si è abbassata a leccare le sue palle piene; poi si è alzata in piedi e, con un semplice gesto, ha sciolto il suo abito, che è accaduto ai suoi piedi, rimanendo praticamente nuda davanti a lui. «Bruno... fammi sognare ancora. Alberto, ti amo, ma lui... lui è stato il primo, l'unico, quello che mi ha insegnato tutto, e mi ha aperto e reso la femmina che tu conosci. Amore, lo voglio ancora; ti prego, stammi accanto, perché voglio godere ancora con lui!»Mi son alzato in piedi e mi son avvicinato. Le ho messo una mano sul fianco e lei si è girata verso di me, mi ha sorriso ed io l'ho baciata in bocca, dove ho sentito il sapore del maschio che aveva appena succhiato.«Amore, come ti ho detto prima, io sono sempre al tuo fianco; ora, poi, che ho scoperto che è stato lui a iniziarti ai piaceri del sesso ed a trasformarti in quella splendida troia che sei, sono proprio curioso di vedere come ti faceva godere!»Carla ha preso Bruno per mano, ha percorso il breve corridoio che dalla sala porta alla camera da letto ed è entrata dentro insieme a lui e me, che li seguivo in silenzio. Durante il breve tragitto, lui si è spogliato ed ha messo in evidenza un bel fisico prestante; poi, giunti al letto, lei si è sdraiata a cosce aperte, appoggiandosi sui gomiti e lui vi si è inginocchiato davanti; ha sfilato Il sottile perizoma ed ha preso a leccarla; ho visto mia moglie reclinare la testa all'indietro ed iniziare a godere molto. L'ha leccata fin quando lei non ha avuto un orgasmo, poi lui si è allungato su di lei e con una spinta decisa glielo ha infilato tutto dentro, fino in fondo, facendo sobbalzare il suo seno. Carla ha goduto all'istante!«Oh…sì…ora… sì, ora sì, che…bentornato, Bruno! Fammi impazzire! Fammi godere come solo tu sapevi fare!»Ha preso a sbatterla con un ritmo molto sostenuto e Carla ha cominciato a godere in continuazione. Per una ventina di minuti l'ha pompata, facendole provare diversi orgasmi, poi ha cambiato posizione, l'ha fatta mettere in ginocchio e l'ha presa da dietro, l'ha invitata a venirmi a succhiare il cazzo.«Alberto avvicinati che a lei piace succhiare un altro cazzo, mentre viene scopata da dietro!»Son rimasto sbalordito da questa affermazione, ma non ho chiesto spiegazioni: ho solo infilato il mio membro in bocca a mia moglie che, nel frattempo, veniva sbattuta energicamente da dietro da quel grosso membro che, ad ogni affondo, spingeva il corpo di Carla in avanti, fino a farle infilare il mio membro tutto in bocca. Troppo eccitante questa cosa: infatti, poco dopo, le ho riempito la bocca del mio seme e lei ha ingoiato tutto, fino all'ultima goccia. Bruno ha sorriso ed ha detto a mia moglie che doveva continuare a succhiarmi il cazzo, per farlo restare duro; ma ero talmente eccitato che, nonostante la sborrata, non era calato di un millimetro. Dopo averla fatta godere ancora una volta, si è sdraiato ed ha detto a Carla di cavalcarlo, cosa che lei ha fatto all'istante. Ha preso a muoversi sopra quel membro avanti/indietro e, dopo un orgasmo, lui l'ha fatta distendere su di sé e si è rivolto a me.«Glielo devi mettere nel culo, perché lei adora la doppia!»Ero troppo eccitato per far domande, così mi sono inginocchiato e, dopo aver bagnato bene la punta del mio membro ed il suo buchetto con un po' di saliva, ho appoggiato il mio cazzo contro quel forellino ed ho iniziato a spingere. Per un attimo sembrava voler resistere, poi ha ceduto di colpo e mi son ritrovato tutto piantato dentro il culo di mia moglie, che ha inarcato un po' la schiena ed ha urlato di dolore/piacere.«Cazzo, Alberto, fa piano! Lo sai che mi piace nel culo, ma... quello di Bruno davanti è grosso! Muoviti che mi piace molto!»Ho preso a scoparla insieme a lui e ben presto abbiamo raggiunto un buon ritmo; alla fine ho riempito anche il culo di mia moglie con una copiosa sborrata. Quando son uscito, Bruno l'ha messa di lato, e l'ha girata e ho visto che ha appoggiato il suo membro contro il culo di mia moglie e lentamente è scivolato dentro senza trovare nessuno ostacolo perché un po' l'avevo dilatato io ma soprattutto l'avevo riempito con una bella sborrata che ha fatto da lubrificante e anche in questo caso Carla ha avuto altri due orgasmi e poi lui alla fine ha iniziato a scoparla velocemente e quando si è tirato fuori Carla si è girata e si è distesa e lui gli ha ricoperto la faccia e il seno di sborra.«Così piccola mi piace schizzarti! Sei sempre stata una troia golosa di sborra in faccia e sul seno. Così te lo copro tutto!»Gli ha sparato addosso un bel carico di sperma e poi lei golosamente ha raccolto le ultime gocce. Siamo rimasti distesi poi mia moglie è andata in bagno e io ho guardato Bruno e lui mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha parlato con un tono calmo e pacato.«Lei e sua cugina, mi provocavano in continuazione, ogni volta che capitavo a casa loro, perché, da piccole, abitavano insieme. Le ho sempre detto che, fino a che non avesse compiuto 18 anni, era inutile insistere e lei, il giorno dopo il suo diciottesimo compleanno, è venuta da me ed ha voluto il servizio completo. È diventata un'amante calda e golosa e l’ho scopata per sei anni, facendola godere molto anche insieme a qualche amico fidato. Poi mi son dovuto allontanare per lavoro e, quando ho scoperto che si era fidanzata con te e ti ha sposato, ne sono stato felice. È venuta da me per l'addio al celibato e l'abbiamo scopata in tre, io e due miei amici, per un giorno ed una notte abbiamo riempito i suoi buchi in continuazione. Quando se n'è andata, mi ha detto che aveva trovato un fidanzato ed un futuro marito, che amava esibire la sua donna; allora ho capito perché ti aveva sposato. Alberto, lei è fatta così! Adora scopare anche con più maschi insieme, però mi ha detto che il suo cuore è legato a te e di questo ne sono molto felice, perché tu sei giovane e sei il suo futuro, però vorrei farti capire che lei, ogni tanto, ha bisogno anche di godere con un maschio come me! Non esser geloso di lei e non tenerla troppo stretta, perché lei ti ama e se viene a scopare con me, lo fa solo perché le piace godere molto, come hai potuto vedere poco fa.» Ho sorriso e gli ho detto che non ero geloso e che avevo visto bene quanto aveva goduto; l'unica cosa che volevo era che lui la facesse godere, ma sempre in mia presenza e lui mi ha detto che questa cosa la voleva anche lui. Da allora viene regolarmente a casa nostra, qualche volta porta anche un paio di amici ed ho visto Carla godere con tre cazzi in una maniera pazzesca! È vero sono un cornuto, ma, veder mia moglie distesa sul letto sfinita, dopo che tre maschi l'hanno scopata per ore e riempita in ogni buco, è qualcosa che mi riempie di gioia.
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21 ore fa
baxi18,
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