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Il vicino succhia e la moglie scopa.
Mi chiamo Mario, ho 47 anni, sono di media statura, capelli castani, occhi marroni, fisico abbastanza normale; da una decina d'anni, sono separato. Ero sposato con una bella donna e, tra noi, le cose filavano anche abbastanza bene, ma, un giorno, lei si è innamorata di una tedesca, giunta in città per una vacanza, e, dall'oggi al domani, ha preso e se n'è andata via con lei. Da principio, ci son rimasto male, perché convinto che, nella vita, mai avrei dovuto aspettarmi un tradimento da parte di mia moglie; era molto bella e le permettevo anche di accompagnarsi a più di un uomo, ma, tradirmi così, con una donna, mi ha lasciato veramente l'amaro in bocca. Dopo un po' di tempo, ho vissuto un'esperienza un po' particolare; una sera, che avevo una gran voglia di scopare, ho rimorchiato quella che sembrava esser una bella donna, mentre, in realtà era una trans, che mi ha fatto una pompa spettacolare. In quel momento non ho avuto il coraggio di incularla, ma, col passare del tempo, le mie idee si sono evolute molto; così, da allora, ogni occasione è buona per riempire qualche buco voglioso, incurante del fatto che sia quello di un uomo o una donna. Abito in un fabbricato condominiale e, sul piano sopra di me, c'è una coppia che hanno più o meno la mia stessa età. Lui si chiama Antonio e sembra un tipo tranquillo, un po' tarchiato, con i capelli corti, occhi scuri. Lavora come dipendente comunale ed ha sempre mezza giornata libera. Lei si chiama Rosa, capelli corti a caschetto, leggermente incanutiti. Di statura è piccolina ed ha anche dalle forme leggermente arrotondate, ma non certamente grassa; possiede un bel seno, sicuramente, di una quarta piena e questo fa da contraltare ad un bel culetto prominente, anche se incornicia gambe corte; comunque, nell'insieme, è una bambolina ben fatta! Con loro ho scambiato solo qualche parola e qualche saluto, tipico delle persone che si incontrano quasi abitualmente, con cui si usano le normali cortesie tra vicini. Qualche tempo fa, ho scoperto una cosa molto interessante, che ha, di fatto, un po' cambiato le cose. Circa un anno fa, era stato costruito un grande centro commerciale con un parcheggio sia sotterraneo, quindi coperto, ma anche scoperto e mi son accorto che, nella parte più lontana e defilata di quello sotterraneo, a volte avvenivano incontri un po' particolari. Per la maggior parte, si tratta di persone che desiderano succhiare il cazzo a qualcuno, se non, addirittura, farsi proprio inchiappettare così, in piedi, appoggiati alla vettura. Si tratta di un posto scarsamente frequentato, specie nella bella stagione, perché in massima parte le persone occupano la parte superiore, quella esterna, e solo in caso di cattivo tempo o pioggia, di servono del parcheggio sotterraneo; in buona sostanza, quel posto appare perfetto per momenti di sesso estemporaneo. Qualche volta ho voluto provare anch'io e, dopo qualche minuto che ero in attesa, è sempre giunto qualcuno che mi ha fatto un bel pompino, giusto per svuotarmi le palle. Circa una settimana fa, avevo lasciato la mia auto dal meccanico per far sostituire la cinghia di distribuzione ed avevo avuto, in sostituzione, una Panda modello vecchio, come auto di cortesia offerta dall'officina, che si trova non lontano dal centro commerciale; dovendo fare ad un po' di spesa, ho deciso di recarmi lì, in quanto vi è un grosso supermercato; cogliendo l'occasione, ho fatto anche un giro verso quel lato del parcheggio. Sono entrato da uno dei sei varchi esistenti e mi son diretto verso "l'angolo dell'amore" (?); a ridosso di una colonna, ho visto due auto parcheggiate a L, posizione perfetta per chi vuole un minimo di riservatezza e, dopo essermi avvicinato, ho visto una persona in piedi ed ho ipotizzato che ci fosse qualcuno in ginocchio a fargli un pompino. Ho lasciato l'auto un po' distante e mi son avvicinato a piedi; quando ho voltato l'angolo, ho visto che, inginocchiato a fare una bella pompa a quel tizio, c'era Antonio, il mio vicino di casa. Gli son giunto alle spalle e lui era così intento a spompinare il tizio, che non si è certo preoccupato di voltarsi a guardare chi sopraggiungeva; quando ho tirato fuori il mio membro, già abbastanza duro, lui si è girato e, trovandoselo davanti alla bocca, non ha fatto altro che prendere e succhiare, mentre continuava con la mano a segare l'altro. Dopo aver dato due consistenti leccate, il mio membro era già diventato grosso e duro; è stato quello il momento che ha alzato lo sguardo ed ho letto, nei suoi occhi, lo stupore più totale; è rimasto per un attimo immobile, a bocca aperta, allora io ho appoggiato una mano sul suo capo e gli ho infilato di nuovo il cazzo in bocca; lui, dopo un attimo di esitazione, ha ripreso a succhiare il mio membro, poi si è girato verso l'altro e lo ha succhiato velocemente, facendosi venire in bocca; dopo averlo pulito per bene, il tizio ha rimesso il cazzo nei pantaloni e se n'è andato. Antonio è rimasto in ginocchio a pompare il mio ed ho visto che se lo gustava alla grande, cercando di infilarselo tutto in bocca, ma non ci riusciva perché, modestamente, son ben fornito: ho un membro abbastanza lungo e, soprattutto, bello grosso, di ottimo spessore. Mi ha fatto un gran bel bocchino, con tanto di leccata di palle e, quando ero pronto a sborrare nella sua bocca, da dietro l'auto, è spuntato un altro tizio; si è avvicinato ad Antonio che, anche in questo caso, non ha neanche guardato in faccia il nuovo arrivato ed ha preso succhiargli il cazzo. Dopo averlo leccato per un po', si è dedicato di nuovo al mio e, a quel punto, ho appoggiato ancora una volta la mano sul suo capo e, muovendo il bacino, avanti e indietro, ho dettato il ritmo della pompa nello scopargli la bocca; alla fine gliel'ho riempita, ed altrettanto la gola, con delle generose bordate di sborra, che lui ha ingoiato tutte di fila senza perderne una sola goccia. Dopo averlo pulito e lucidato per bene, l'ho rimesso nei pantaloni e lui, per un attimo, mi ha guardato in silenzio; io, senza dir niente, ho preso e me ne son andato per i fatti miei. Per due o tre giorni non l'ho visto, poi, una mattina che ero sceso nel garage, me lo son visto comparire davanti alla porta e ci siamo guardati un attimo in silenzio. Dopo di che, egli è entrato nel mio garage e, allora, ho abbassato la porta basculante e, senza dir niente, ho aperto la patta dei pantaloni ed ho tirato fuori il mio membro; subito lui si è inginocchiato davanti a me e mi ha regalato una ennesima pompa, fatta alla perfezione. Se lo è gustato a lungo e bene in bocca, dando delle leccate anche alle palle, che, poi, ha succhiato una per una. Dopo averlo lucidato per bene, se lo è infilato in gola, muovendo la testa avanti e indietro, mentre teneva le mani appoggiate ai miei fianchi. Mi lavorava la punta con la lingua, mentre se lo spingeva tutto in gola e, dopo una decina di minuti che me lo succhiava, ha intensificato il movimento solo sulla punta ed ho capito che voleva che gli riempissi la bocca di crema, cosa che ho fatto poco dopo. Anche in questo caso, ha ingoiato la mia copiosa sborrata fino all'ultima goccia e, dopo averlo pulito per bene, è stato lui stesso a rimettermelo nei pantaloni, si è alzato in piedi e mi ha scrutato n faccia.
«Vedi, Mario, io... Vorrei… vorrei spiegare e farti capire che...»
Io ho sorriso e l'ho subito interrotto.
«Antonio, va tutto bene! Non mi devi nessuna spiegazione. Tanto più, che se tu eri lì e c'ero anch'io, vuol dire che eravamo entrambi in un posto dove, forse, non dovevamo essere, oppure eravamo lì proprio per far quello che abbiamo fatto; quindi, non c'è nulla da spiegare!»
Lui mi ha sorriso con bonomia, poi mi ha rivolto una domanda.
«Grazie, sei una persona davvero gentile ed educata; posso permettermi di invitarti a cena una delle prossime sere?»
Son rimasto un attimo stupito, ma lui ha voluto ribadire che avrebbe avuto molto piacere ad avermi ospite a cena, a casa sua.
«Una piccola cenetta tra noi tre: io, te e mia moglie Rosa. Ti assicuro che è una cuoca bravissima!»
Ho accettato e lui ha tenuto a precisare che mi aspettavano la sera dopo. Puntuale, mi son presentato a casa loro con due bottiglie di vino e, quando mi ha aperto la porta, lui mi ha accolto calorosamente.
«Vieni, Mario, entra! Mi fa proprio piacere averti con noi! Rosa! Rosa, vieni: è arrivato!»
Lei esce dalla cucina e mi viene incontro. Indossa una gonna che le arriva al ginocchio e, sopra, un maglioncino di cachemire, tenuto chiuso davanti da quattro bottoni, sotto cui riesce visibile il solco dei seni. Anche lei mi saluta calorosamente e, subito dopo, ci sediamo a tavola e consumiamo uno stufato di coniglio, cucinato a meraviglia. Durante la cena, è un continuo parlare di cose banali, anche se ho la netta sensazione che entrambi volessero dirmi qualcosa; nessuno dei due, però, si discosta dal dialogo tenuto. Finita la cena, Antonio mi fa accomodare con sé sul divano, mentre lei si attiva per preparare il caffè. Quando torna, si siede accanto a me e Antonio e vengo richiesto se la cena sia stata di mio gradimento.
«Allora, Mario, ti è piaciuta la cena che ha cucinato mia moglie?»
Sorrido mentre sorseggio il mio caffè.
«Assolutamente sì! Era da un po' che non mangiavo il coniglio cucinato così bene! Brava, Rosa!»
Antonio, dopo aver guardato la moglie, continua a parlare.
«Sì, Rosa è davvero brava! Lei sa fare tante cose e, alcune, anche meglio di me.»
Mentre parla ha appoggiato una mano sulla mia gamba ed ho visto che lei ha osservato come reagissi, facendomi capire il vero senso di quelle parole: sto al gioco.
«Sicuramente, Antonio, lo credo bene che sia davvero brava, ma, per dire che è meglio di te, occorrerebbe un confronto!»
Rosa mi guarda, poi sorride, ed anche lei appoggia le sue mani sulla mia coscia.
«Davvero vorresti confrontare le nostre capacità?»
Io annuisco, allora lei sorride, mi apre la patta dei pantaloni ed estrae il mio membro, già quasi duro, notando anche un certo stupore nei suoi occhi.
«Wow! Antonio, avevi ragione: è proprio ben messo?! Questa volta hai saputo scegliere alla grande.»
Sono un po' sorpreso dalle sue parole, ma non ho tempo di replicare, perché immediatamente la bocca di Rosa accoglie completamente il mio membro, facendoselo penetrare tutto in gola. Me lo lavora benissimo di lingua, mentre lui mi slaccia la cintura, abbassandomi i pantaloni fino alle caviglie, per poi sfilarli. Rosa intanto prosegue nella sua pompa davvero sublime. Lavora benissimo il mio membro, tenendolo stretto tra le labbra, mentre, con la lingua, ne percorre tutta la lunghezza, per poi dedicarsi alle palle, che trova già belle piene.
«mhmm…Antonio, questo oltre ad avere un bel cazzone, ha anche delle belle palle grosse!»
Se lo tiene in bocca, spingendolo quasi tutto in gola: è lui stesso a farmelo notare.
«Vedi che è più brava di me? Lei riesce a prenderlo quasi tutto, in gola! Mario, dovresti anche provare a chiavarla e scoprire quanto sia meravigliosamente troia.»
Quando lui ha finito di parlare, lei solleva lo sguardo ed i nostri occhi si incrociano; io le sorrido e faccio un cenno d'assenso con il capo; immediatamente lei scatta in piedi.
«Andiamo in camera da letto, perché voglio star più comoda!»
Immediatamente si dirige verso la camera da letto e, lungo il percorso nel procedere di lei, vedo cadere la sua gonna e, quando entriamo in camera, prima di mettersi seduta sul letto, anche il maglioncino è volato sul pavimento ed ora è coperta solo da un bel reggiseno sottile, che delinea splendidamente le sue mammelle, oltre un minimale perizoma molto trasparente, sotto cui riesce visibile un triangolino di peli, perfettamente curato. Le sue cosce sono fasciate da autoreggenti ed i tacchi delle scarpe che calza, le inarcano il culetto, rendendolo, se possibile, ancor più concupiscente. Si mette seduta sul letto e poi, mentre io tolgo la camicia, lei riprende a spompinare il mio cazzo. Antonio si siede accanto a lei e, prima libera i suoi seni, eliminando ciò che li copriva e poi si abbassa e fa sparire anche il perizoma. La fa sistemare a cosce aperte e posso vedere lo spacco rosa della sua fica, che è evidenziato da quel triangolino di peli neri.
«Dai, Mario, vieni a chiavarla! Guarda, è già bagnata fradicia! Questa troia impazzisce, quando si ritrova con un cazzo in bocca!»
Rosa mi guarda e, continuando a tenere il mio cazzo in mano, si sdraia sul letto a cosce aperte e mi tira su di sé. Mi inginocchio ed appoggio la cappella su quello spacchetto, che avverto bruciare dal desiderio e, nello stesso tempo, continua a bagnarsi di umori vaginali. Spingo lentamente il mio membro dentro di lei e noto che apre la bocca nel sentire il mio membro che forza un po', perché decisamente strettina. La penetro con calma, lasciando che i suoi muscoli vaginali si adattino all'intromissione e, lentamente, lei me lo accoglie tutto dentro. Quando arrivo in fondo, urla il suo piacere.
«Oh, cazzo, vengo! Vengo! Non è possibile che mi abbia fatto... già godere?»
Antonio mi guarda con stupore, mentre prendo a chiavarla con un movimento lento, ma senza soluzione di continuità. Sfilo buona parte del mio membro e poi glielo rimetto dentro con una spinta molto decisa; ad ogni affondo il suo seno, oscilla verso l'alto e la sua bocca si spalanca, mentre mi esorta a scoparla ancor più forte.
«Che maschio! Che bel cazzone: mi sta sfondando?! Che toro possente! Avevamo a tiro un toro così superbo e non lo sapevamo? Scopami forte! Voglio godermelo tutto, fin in fondo!»
Me la sbatto per una quindicina di minuti buoni, poi la giro e la metto sopra di me; nel frattempo Antonio si è spogliato nudo e si è messo a guardare di fianco a noi. Ha un bel membro anche lui, ma totalmente moscio e non sembra avere nessun segno di vita. Mi osserva con ammirazione mentre scopo sua moglie e mi incita a farlo con maggior forza, vigore, per, infine, inondarle il ventre del mio sperma.
«Mario, così! Così, voglio che la sfondi tutta! Scopala forte e poi... riempila! Mi fa impazzire leccar la sbroda che cola dalla sua fica riempita!»
Rosa mi cavalca ad oltranza come una vera amazzone. Tiene le mani appoggiate sul mio petto e muove il corpo su e giù, facendo leva sulle gambe; ad ogni affondo, si lascia cadere sul mio membro, di modo che la punta possa sbattere sul fondo e le dia quella scossa che la faccia godere all'infinito. Sollevo le mani, afferro i suoi seni e strizzo un po' i capezzoli, mentre lei non smette di godere.
«Sei fantastico! Ho perso il conto di quante volte son venuta e tu? Ancora non sembri deciso a mollare? Dai, fammi impazzire ancora, ma, alla fine, riempimi!»
Viene ancora altre due volte, poi è lui che mi invita a cambiar posizione.
«Bravo, Mario! Falla godere ancora un po', ma non ti trattenere dallo spaccarle anche il culo! A questa troia piace anche lì, nel culo!»
Lui stesso la fa togliere da sopra di me, poi si mette sdraiato sotto di lei nella posizione del 69 e, quando mi posiziono dietro di lei, è lui stesso che afferra il mio membro e lo indirizza contro il buchetto di sua moglie. Lo bagna con della saliva, mentre, sempre lui, mi tiene il cazzo in bocca. Poi lo appoggia al culo di sua moglie e spinge il mio corpo contro di lei, con una mano appoggiata alle mie natiche, affinché possa entrare tutto dentro di lei. Sento quel buco un po' troppo stretto e così vi scivolo con delicatezza; intanto Rosa mi avverte di far piano.
«Mario, fa piano! Mi piace nel culo, ma grossi come il tuo, non ne ho mai presi!»
Mi lavoro quel buchetto lentamente, senza fretta, mentre invece sembra che lui non veda l'ora di vedermi penetrare tutto dentro il culo di sua moglie.
«Dai, Mario, che aspetti a spaccarle il culo? Questa troia ne ha già presi diversi in culo, quindi, non aver riguardi: sfondaglielo!»
Sento che si sta rilassando e, ben presto, comincio a muovermi avanti/indietro; me la scopo per un po', facendola godere due volte, poi è lei stessa che mi chiede di uscirmene.
«Mario, fermati per favore! Il tuo è troppo grosso ed avverto un forte bruciore al culo! Dai, rimettilo davanti e riempimi!»
Lo tolgo con un po' di delusione, perché, a sentire il mio membro dentro quel culetto, mi piaceva davvero tanto; in ogni caso, affondo di nuovo tutta la verga dentro la sua bollente fighetta ed inizio a pomparla sempre più forte, finché non la riempio con delle generose sborrate, che la fanno godere da matti.
«Eccomi, Rosa, sto sborrando: senti come ti riempio?»
Gode Rosa nel sentirsi in ondare la fica, poi, quando lo tiro fuori, lui si avventa con la bocca direttamente su quella adorata fica, da cui sta già colando sia il mio che il suo piacere. Intanto lei si gira verso di me e mi guarda sorridendo. Allora mi sdraio accanto a lei e, sorridendo, Rosa appoggia la sua testa sul mio petto, mentre con una mano mi accarezza il membro, ancora intriso dei nostri umori. Poco dopo anche lui viene a sdraiarsi accanto a noi e rivolge uno sguardo di ammirazione verso sua moglie.
«Grazie, Mario, sei stato fantastico! Poche volte ho visto Rosa godere così tanto!»
Lei solleva lo sguardo e mi sorride.
«Quando Antonio mi ha detto di te, per un attimo non ci ho creduto, poi la curiosità ha avuto il sopravvento e tengo a precisare che sono davvero felice di aver goduto con te. Sei un maschio notevole e, soprattutto, sei una persona gentile e riservata; è un dono questo che ci è piaciuto subito tanto. Antonio, circa sei anni fa, è diventato impotente e, da circa tre, ha scoperto il piacere di succhiar cazzi; ogni tanto, quando ne trova qualcuno interessante, lo porta qui in casa e me lo fa scopare; tutto avremmo immaginato, tranne che tu fossi una persona così valida ed esperta alla monta.»
Mentre parla continua ad accarezzare il mio membro; poi è Antonio stesso che si abbassa e me lo prende in bocca; comincia a leccarlo e pulirlo e, nello stesso tempo, prende a succhiarmelo. È piacevole la sua bocca, allora guardo un attimo Rosa, che e mi sorride, poi anche lei si unisce al marito, e ben presto mi ritrovo di nuovo il cazzo duro. Me lo succhiano ancora un po', poi è lei che per un attimo rimane ferma a guardarmi, e come è ispirata da una certa idea, si rivolge a lui in modo secco e determinato.
«Vieni un po' qui, mettiti a pecora davanti a me!»
Per un attimo, non mi son chiare le sue intenzioni, ma lui si mette proprio come aveva chiesto lei; vedo che Rosa si abbassa dietro di lui e prende a bagnar di saliva il culo di suo marito, mentre con una mano gli sega l'uccello, sempre moscio. Dopo averlo leccato un po', si gira e mi chiede di fare una cosa molto particolare.
«Mario, saresti così gentile da rompere il culo a questo frocio?»
Antonio si gira preoccupato.
«Rosa, ma che dici? Io non l'ho mai preso in culo! Rosa lui è…»
Lei non lo sta nemmeno ad ascoltare, si sposta, mi prende il membro in mano e lo appoggia contro il suo buchetto, e poi mi ordina di sfondarlo.
«Dai, Mario, aprigli il culo per bene! Prima, mentre tu stavi spaccando il mio, lui godeva e diceva che me lo dovevi rompere per bene; ora vediamo se piace anche a lui; apri il culo a questo porco!»
Appoggia una mano contro il mio culo e mi spinge in avanti, affinché penetri quello di Antonio. Per un attimo il suo sfintere resiste, ma io do un bel colpo di reni e più della metà del mio membro entra tutto dentro di lui, che emette un grido soffocato dalla faccia schiacciata contro il cuscino.
«haaaiii! Fa piano che mi spacchi! Cazzo, mi sta spaccando il culo?! Mario, fa piano che sei grosso!»
Rosa gli dà due sonore sculacciate e poi mi invita a completare l'opera.
«Ma che piano? Devi far forte! Rompigli il culo una volta per tutte a questo frocio! Questa troia bocchinara, gode come un pazzo quando rompono il culo a me e.... adesso voglio proprio godere mentre tu lo rompi a lui!»
Un po' sadicamente, spingo ancora il mio membro tutto dentro, per poi prendere a pomparlo, senza nessun riguardo. Rosa si mette davanti a lui a cosce aperte, si schiaccia la sua testa contro la fica e si fa leccare, mentre io ora mi scopo questo culo stretto, che si sta rilassando; sento il mio membro che scorre bene avanti/indietro. Antonio continua a lamentarsi un po' per il dolore, ma, improvvisamente, si verifica una cosa che lo fa veramente sballare.
«Oh, cazzo, Rosa! Rosa, guarda il mio cazzo! Rosa, ce l'ho duro?! Mi è venuto duro, mentre mi sfondano il culo?!»
Rosa resta un attimo immobile, poi mi fa fermare, si sdraia in qualche modo sotto di lui, prende il membro del marito e se lo pianta nella fica, poi mi incita a continuare a pomparlo.
«Non so di chi sia il merito, ma non m'importa: dai, Mario, continua a sfondare il culo a questo porco, che ora, finalmente, ha di nuovo il cazzo duro!»
Me lo scopo con durezza, senza nessun riguardo e, anche lui di rimbalzo scopa sua moglie, portandola ad un nuovo orgasmo; nel momento in cui urla che sta riempendo la sua fica, io gli sborro nel culo. Esausto e svuotato, mi sdraio, appoggiato con le spalle alla testiera, mentre loro due sono ancora abbracciati; dopo di che Rosa fa spostare di lato suo marito e gli sbatte la fica in faccia, per farsela leccare alla grande.
«Adesso, porco, lecca anche la tua sborra!»
Mentre Antonio è intento a far pulizia, lei si gira verso di me e ride contenta.
«Sei stato fantastico; è tutto merito tuo quello che è successo poco fa! Non solo mi hai fatto godere più di una troia, ma sei anche riuscito a far tornare duro il cazzo a mio marito; per questo te ne sarò sempre riconoscente!»
Così è nata la nostra amicizia. Abbiamo iniziato a divertirci veramente bene, tutti e tre assieme. Naturalmente Antonio ha continuato a farsi sbattere da me e, tutte le volte che gli veniva il cazzo duro, si metteva a chiavare ancora sua moglie. Rosa invece ha voluto sperimentare tante altre cose interessanti; così, più d'una volta, l'abbiamo portata a fare car-sex nel parcheggio sotterraneo e, più di una volta, li ho visti entrambi inginocchiati a succhiare più d'un cazzo. L'estate successiva siamo andati al mare insieme e, in più di un'occasione, Antonio si è fatto montare da un ragazzo di colore; da allora, ha smesso di cercare nel parcheggio e, per molto tempo, è diventato l'amante di un bel maschione nero, mentre Rosa ha continuato a farsi sbattere soltanto da me.
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7 ore fa
baxi18,
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Ultima visita: 7 ore fa -
Estasi di Ebano e Smeraldo
La pioggia imperversava contro i vetri con un furore primordiale, saturando l’aria di un’umidità calda e elettrica. Tu eri lì, nuda dinanzi allo specchio, una visione di selvaggia bellezza.
I tuoi capelli neri lunghissimi, ancora intrisi di pioggia, ti avvolgevano come un mantello di ebano liquido, scendendo in cascate sinuose fino alla curva generosa delle natiche.
I tuoi occhi verdi ardevano di una fame vorace, quasi ferina, mentre ti contemplavi.
Le mani, avide e sapienti, affondarono prima tra quelle ciocche folte, tirandole con lenta crudeltà per sentire ildelizioso bruciore sul cuoio capelluto, poi scesero a esplorare la tua carne con devozione famelica.
I seni prosperosi, opulenti e pesanti, reclamavano il tuo tocco.
Li afferrasti con bramosia, stringendoli fino a far affondare le dita nella loro morbidezza calda e cedevole, sollevandoli, palpandoli, godendo del loro peso sontuoso.
I capezzoli, eretti e tumidi come gemme carminie, vennero torturati con sapiente lentezza...pizzicati, arrotolati, tirati con quel giusto confine tra piacere e dolore che ti strappava gemiti gutturali dal fondo della gola.
Eri una creatura famelica di te stessa.
Le mani scivolarono lungo il busto, accarezzando la vita flessuosa, il ventre liscio e fremente, per poi risalire con urgenza sui seni, stringendoli con rinnovata ferocia mentre il respiro si faceva rauco e irregolare.
Ti voltasti lentamente, lasciando che i capelli lunghissimi ti sfiorassero la schiena come mille lingue di velluto, suscitando brividi che ti percorrevano l’intera epidermide.
Ti abbandonasti sul letto con languida urgenza, spalancando le cosce senza ritegno.
Le mani divennero esploratrici insaziabili...scesero sulle cosce interne, morbide e tremanti, accarezzarono i polpacci, i piedi arcuati, per poi risalire con bramosia verso il centro ardente del tuo desiderio.
Una mano rimase sui seni, massaggiandoli con passione crescente, mentre l’altra si immerse tra le pieghe segrete, calde, umide e palpitanti, accarezzando, esplorando, penetrando con movimenti lenti e profondi che ti facevano inarcare la schiena come un arco teso.
Il tuo corpo intero partecipava a questa sinfonia carnale.
I fianchi ondeggiavano con ritmo primordiale, i muscoli delle gambe si contraevano, il petto si sollevava in ansiti sempre più profondi.
I capelli neri si spargevano sul cuscino come un’aureola oscura, incorniciando il tuo viso trasfigurato dal piacere. Ogni centimetro di pelle era vivo, sensibile, affamato.
Il godimento crebbe come una marea inarrestabile, un incendio che ti consumava dall’interno.
Accelerasti i movimenti, famelica, vorace, inseguendo quell’estasi con tutto te stessa.
I gemiti divennero invocazioni roche e spezzate.
Quando l’orgasmo ti travolse, fu un cataclisma dei sensi...ondate possenti e prolungate ti squassarono il corpo, facendoti contrarre in spasmi violenti e deliziosi, tremare dalle radici dei capelli fino alla punta dei piedi.
Un piacere quasi doloroso ti inondò, lasciandoti scossa, ansimante, lucida di sudore e di estasi.
Rimanesti sdraiata tra le lenzuola disfatte, i seni prosperosi che si alzavano e abbassavano al ritmo del respiro affannoso, i capelli neri sparsi in un disordine sensuale, gli occhi verdi ancora velati di lussuria soddisfatta, mentre la pioggia continuava a cantare la sua melodia selvaggia fuori dalla finestra.
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8 ore fa
SilverRea,
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Sesso gratis
Cerco donne solo donne per sesso gratis a Milano e Genova tra i 18 Max 40 non perdi tempo non maschi o trans non ho niente contro di voi ma a me piace la donna in tutti i sensi e le rispetto molto anche se alcune prego di rispondere hai msg quando uno li manda non siete obbligate ma almeno per educazione anche per non aspettare inutilmente e si va avanti vi ringrazio vi aspetto numerose buona giornata a tutte e vi ringrazio a voi tutte donne di esistere perché noi senza di voi non faremmo niente😘😘
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9 ore fa
Luca,
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Ultima visita: 9 ore fa -
ZUM ZUM ZUM
La strada è tracciata: finirò col diventare un vecchio porco come Henry "Hank" Chinaski, ma con più classe (siamo comunque in Europa). Essere finito qui dentro è già il compimento del mio declino morale ma, allo stesso tempo, l'atto coraggioso di chi vuole finire "a cazzo dritto", come direbbero i miei amati Squallor. Sono passati un po' di giorni; devo ancora ambientarmi, capire come funziona, come farsi notare senza sgomitare, che pare brutto. Con discrezione sfoglio le foto: per ogni figa in primo piano che trovi, ti devi sciroppare almeno quattro cazzi, per lo più irti come aste di bandiera. Faccio lo slalom e provo a lasciare qualche commento di approvazione per un paio di tette gonfie o un culo sontuoso che merita un podio.Comincio ad osare. Provo a scrivere direttamente alla proprietaria delle tette, ma la chat non mi è concessa: non sono VIP. Con la tenutaria del culo non va meglio. E quindi mi tocca peregrinare tanto per trovare una donna generosa e anche "pop" che lasci aperti i messaggi. Vado a strascico, trovo un po' di profili gustosi e lascio i meritati complimenti. E attendo, come si fa a pesca, pur non cercando pesci. Come al solito, abboccano nel momento in cui decidi di smontare, nel più puntuale dei ritardi.Mi risponde una donna: bruna, un po' di foto, forme generose e senza veli eccessivi. Seni importanti, culo statuario e una faccia mezza cancellata da cui spunta un sorriso più beffardo che invitante. Nonostante l'avvisaglia, mi tuffo nella mia prima conversazione sexy di questa community. Leggo il suo ringraziamento per i complimenti lasciati a far da esca. "Che bello sapere che mi leggi, è già molto eccitante", scrivo subito. "Sei a casa?", domanda lei, perentoria e diretta, ma io lo interpreto come un racconto del Decamerone. Purtroppo non sono a casa, ma al mio banco di lavoro, a modellare argilla. Ovviamente aggiungo di essere appartato e ribatto: "Tu sei a casa da sola?". Domanda retorica e risposta di livello: "Sì, sono da sola e mi sto toccando". Dico che sarebbe divino assaggiare la sua voglia leccando le sue dita, come aperitivo, e aggiungo che al posto della sua mano, tra le sue cosce, dovrebbe starci la mia lingua scostumata. È "mmmm" la sua risposta, onomatopeica ed essenziale. Ha gradito, e io ne approfitto: "Vorrei baciare il tuo fiore di carne bagnata, succhiare la perlina mentre le mie mani di scultore si riempiono dei tuoi seni, le dita che girano i tuoi capezzoli".Le scrivo questo mentre guardo le sue foto. Davvero immagino le mie mani affondare nelle sue colline di carne, mi figuro tra le dita i suoi capezzoli rosei e duri, fantastico dei suoi peli intimi sotto la lingua. Tra le mie gambe monta il desiderio: ho il cazzo duro e pulsante che mi gonfia i pantaloni. Torno alla foto del suo sorriso e le scrivo che ha una bocca sensuale, quasi pornografica. Lei, col suo acclarato dono della sintesi, mi risponde: "Vuoi fottermi la bocca mentre mi masturbo?". Sì che voglio, ma le pulsazioni mi rendono meno poetico e le dico che la prenderei per i capelli per dare il ritmo, ma solo dopo aver affondato tutto il mio giocattolo duro nella sua bocca, da farle mancare il fiato. Ma oltre a guardare lo spettacolo della sua mano tra le cosce e del mio cazzo nella sua bocca, non mi deve proibire di strizzare uno dei suoi seni sontuosi. "Siii" è la sua risposta, succinta ma entusiasta. Capisco che è all'apice, per cui le chiedo se vuole il mio nettare tutto in bocca. La sua traduzione simultanea è: "Siii, la sborra". Mettiti in ginocchio, mia cara, apri la bocca e tira fuori la lingua ma, mi raccomando, non far cadere nemmeno una goccia. "Mmmmmmm": il suo orgasmo si fa verbo con questa parola.Io non vengo, non ho i margini: sono in laboratorio e, seppure appartato, ho gente che va e viene. Ma sono contento di questo contatto che ha reso questo luogo più "umano". Le dico che è stato davvero un "piacere" incontrarla e le ripeto che ha un culo statuario. Lei gradisce e mi chiede cosa vorrei farne del suo culo e se io sia ancora duro dopo l'orgasmo appena avuto. Eh, cara mia, sempre più duro, più di quanto immagini. Me lo offre e mi chiede se mi piacerebbe. "Ma certo tesoro, adoro penetrare nello stretto, sarebbe come prendere una vergine". Mi confida che non è vergine di culo, ma che lo ha concesso a pochi, per cui troverei la strettoia che desidero.Comincio il racconto: "Ora mi piacerebbe leccarti da dietro, affondare nel solco e sfiorare il tuo piccolo e delizioso buco, prima di penetrarlo con tutta la lingua, perché bisogna prepararti bene e..." Patatrac!"L'utente vi ha vietato di chattare con lui. Non vedrà i vostri messaggi nelle altre chat di gruppo."Sarà capitato anche a voiDi avere una musica in testaSentire una specie di orchestraSuonare, suonare, suonare, suonare.Cantava nel lontano 1968 Sylvie Vartan. Così, il mio primo "zum zum zum" di questa community finisce nel più digitale dei coitus interruptus, un salto della quaglia finito nella beffa.Beffardo fu quel suo sorriso. In fondo, la donna m'aveva pure avvertito.p.s. Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti non è puramente casuale.
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artista1969,
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