I racconti erotici più recenti
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Michela la sua prima volta (dal fisioterapista)
Il dolore lombare che tormentava Michela da giorni fu il pretesto perfetto. Per lei era solo un premuroso regalo da parte tua, Marco: una seduta privata da un fisioterapista rinomato per rimetterla in sesto. Non poteva immaginare che dietro quella facciata professionale si nascondesse un accordo cinico e spietato fatto da te qualche giorno prima con il massaggiatore.Lo studio, situato in un palazzo anonimo, era saturo di un odore intenso di oli essenziali e aria condizionata. Il massaggiatore, un uomo tarchiato, con avambracci massicci e mani enormi da muratore, vi accolse con un cenno distaccato. Michela, ignara di essere l'agnello sacrificale, gli sorrise con la timidezza tipica della moglie devota. «Si spogli pure dietro il paravento, signora. Resti solo in mutande e si sdrai a pancia in giù sul lettino», ordinò l'uomo con voce profonda e priva di fronzoli.Tu ti accomodasti su una poltrona di pelle nell'angolo buio della stanza. Fingesti di guardare il telefono, ma ogni tuo senso era focalizzato su di lei. Quando Michela uscì da dietro il paravento, il contrasto tra la sua pelle candida e la brasiliana nera che le incideva i fianchi ti fece sussultare il sangue nelle vene. Coprendosi il seno sodo con le mani, tua moglie salì sul lettino e si stese, affondando il viso nel foro poggiatesta. Il massaggiatore versò un generoso rivolo di olio scaldato sulla schiena di tua moglie. Le prime manovre furono decise, tecniche, mirate a sciogliere le contratture. Michela emise un gemito soffocato per la pressione, mentre le mani pesanti dell'uomo compivano cerchi concentrici sulla sua carne. La tensione nella stanza, però, iniziò a deviare rapidamente dai binari della terapia.Le mani dell'estraneo, viscide di olio, cominciarono a scendere oltre la linea lombare. Con un movimento fluido e deliberato, l'uomo infilò i pollici sotto il bordo della brasiliana, abbassandolo fino a scoprire interamente le chiappe bianche di tua moglie. Michela sussultò sul lettino, irrigidendo le gambe. Sollevò leggermente la testa dal foro, girandola di lato per cercarti con lo sguardo, gli occhi lucidi di imbarazzo e confusione.«Marco...» sussurrò, cercando protezione nei tuoi occhi.Tu rimanesti immobile sulla poltrona, incrociando il suo sguardo con totale distacco. Le rivolgesti un sorriso ambiguo e calmo e le dicesti: «Rilassati, amore. Sa cosa fa, fa parte del trattamento per sbloccare il bacino. Lascialo lavorare». Quella tua frase fu la sua sentenza. Il via libera ufficiale. Il massaggiatore colse l'invito all'istante: le sue dita enormi affondarono prepotentemente nelle chiappe di Michela, stringendo la carne con violenza, mentre il suo bacino si premeva contro il bordo del lettino, a pochi centimetri dal viso di tua moglie. Il respiro dell'uomo si fece pesante, mentre una delle sue mani scivolava con decisione verso l'interno coscia, risalendo inesorabilmente verso il centro del suo piacere ancora inviolato.Le mani viscide del massaggiatore continuarono a impastare la carne del culo di Michela, ma la finzione terapeutica stava ormai per crollare del tutto. L'uomo bloccò i suoi movimenti per un istante, emettendo un respiro profondo e carico di bramosia che andò a infrangersi direttamente sulla nuca umida di tua moglie.«Signora, la contrattura è profonda e scende fino all'osso sacro», esclamò l'estraneo con un tono di voce stentoreo. «Per sbloccarla davvero dobbiamo cambiare posizione. Si metta a quattro zampe sul lettino. Alzi bene il bacino verso di me». Michela sussultò a quell'ordine così grezzo e diretto. Il suo corpo quasi nudo, unto di olio e coperto solo dalla brasiliana nera, tremò leggermente. Sollevò di scatto la testa dal foro del lettino e girò il collo verso di te, cercandoti disperatamente con lo sguardo. I suoi occhi erano sbarrati, lucidi, sospesi tra l'imbarazzo più totale e un'improvvisa, incontrollabile scarica di calore che le stava accendendo le guance.«Marco... ma sei sicuro? Così mi sembra troppo...» sussurrò con un filo di voce, sperando che tu mettessi un freno a quell'audacia. Tu, immobile sulla tua poltrona nell'angolo buio, non ti scomposi di un millimetro. La guardasti dritto negli occhi, godendoti ogni singolo istante della sua sottomissione nascente, e con un tono gelido e autoritario le rispondesti: «Fai quello che ti dice il dottore, Michela. Non fare storie e lasciati curare».Quella tua definitiva sentenza spazzò via ogni residua difesa. Michela deglutì, assecondando l'ordine. Puntò le ginocchia e i gomiti sul lettino di pelle, sollevando lentamente il bacino e offrendo il suo fantastico culo bagnato d'olio direttamente alla faccia del massaggiatore. La brasiliana, tesa al massimo dall'apertura delle gambe, si infilò prepotentemente tra le sue chiappe sode, lasciando i due emisferi completamente scoperti e vulnerabili. L'estraneo non perse tempo. Si posizionò esattamente dietro di lei, premendo il proprio bacino contro le cosce di tua moglie. Con una mossa deliberata, versò altro olio caldo direttamente nella fessura del culo, facendo sussultare Michela per il brivido. Poi, con le dita enormi e pesanti, iniziò a massaggiare con forza la carne delle chiappe, producendo un rumore viscido e umido che rimbombò in tutta la stanza, mentre i suoi pollici scivolavano inesorabilmente verso il basso, andando a stuzzicare con insistenza il fulcro della sua intimità. L'estraneo decise di rallentare il ritmo, godendosi ogni istante della sottomissione di tua moglie sotto il tuo sguardo complice. Le sue mani enormi e viscide ripresero a muoversi sul culo di Michela, esercitando una pressione decisa che faceva sussultare la carne a ogni passaggio. Con movimenti circolari e lenti, l'uomo impastò le chiappe sode, facendole dondolare sul lettino, mentre il rumore dell'olio che scivolava sulla pelle diventava sempre più forte e pesante.Durante questo finto massaggio terapeutico, le dita pesanti dell'estraneo iniziarono a scendere inesorabilmente. Con una flemma calcolata, l'uomo fece scivolare più volte i pollici lungo la fessura del culo, spingendosi ogni volta un centimetro più giù, fino a sfiorare con delicatezza ma estrema insistenza le labbra turgide della fica di Michela, ancora protetta dal tessuto bagnato della brasiliana. A ogni sfioramento, tua moglie stringeva i denti ed emetteva un gemito soffocato nel foro del lettino, incapace di opporsi a quelle dita estranee che accarezzavano il fulcro del suo piacere.Fu allora che la reazione fisica di Michela divenne incontrollabile. Lo shock di essere palpeggiata in quel modo, unito alla totale passività con cui tu assistevi dalla poltrona, le scatenò dentro una scarica di calore pazzesca. Sentendosi usata e violata nell'intimità da uno sconosciuto, la sua passera reagì da sola, iniziando a sbrodolarle copiosamente tra le cosce bagnando inesorabilmente la sua brasiliana.Il massaggiatore percepì immediatamente quel calore e quell'umidità. Con un movimento fluido, fingendo che fosse un gesto del tutto involontario dovuto alla frizione dell'olio, agganciò con il pollice il bordo della brasiliana e lo spostò di lato, incastrandolo nella piega dell'anca. Il culo di Michela rimase così completamente scoperto e spalancato davanti ai tuoi occhi, con la fessura lucida e la fica bagnata messe totalmente a nudo e offerte alla mercé dell'estraneo. Il massaggiatore non perse tempo a consolidare il suo potere sul corpo di tua moglie. Sfruttando la totale nudità del suo culo bagnato d'olio, l'uomo iniziò a giocare maliziosamente con le dita: prima sfiorò con insistenza i bordi del buco del culo, poi fece scivolare i pollici bagnati d'olio direttamente tra le labbra turgide della fica di Michela. La accarezzò con una calma spietata, affondando leggermente il polpastrello lì dove lei era ormai completamente bagnata ed eccitata. Michela sussultò, lasciando andare un gemito acuto, le dita dei piedi contratte per l'intensità di quel contatto proibito.Dopo qualche istante di quel gioco tormentoso, l'estraneo si staccò dal suo fondoschiena e batté un colpo deciso sulla coscia di tua moglie. «Bene signora, adesso si giri pure a pancia in su. Dobbiamo dedicarci al bacino e all'addome per sbloccare completamente la tensione anteriore».Michela, con il viso completamente scarlatto e il respiro corto, si voltò lentamente sul lettino. Nel girarsi, si rese conto di essere totalmente esposta: la brasiliana era ancora incastrata sul fianco, lasciando la sua passera bagnata e il suo seno sodo completamente scoperti davanti a te che guardavi immobile dalla poltrona. L'uomo riprese l'olio caldo e, con esasperante calma, ricominciò a massaggiarle i fianchi e la pancia. Le sue mani enormi compivano cerchi concentrici sulla pelle vellutata dell'addome, spingendosi ogni volta un po' più in basso, verso il pelo pubico umido, e un po' più in alto, sfiorando deliberatamente la parte inferiore delle sue tette nude. La tensione nella stanza divenne insostenibile. Fu in quel momento che Michela notò il dettaglio macroscopico: i pantaloni bianchi da dottore del massaggiatore erano tesi al limite, incapaci di contenere la sagoma spaventosa del suo cazzo duro. L'estraneo, del tutto consapevole della propria eccitazione, sfruttò la vicinanza al lettino: mentre massaggiava la pancia di Michela, premette quel blocco di carne marmorea intrappolato nel tessuto bianco contro il fianco di Michela.Tua moglie fissò quel rigonfiamento enorme a pochi centimetri dal suo viso. Travolta dal degrado e dall'autorità del tuo silenzio complice, Michela cedette del tutto alla bramosia. Con un movimento quasi impercettibile, spostò la mano destra lungo il lettino e la premette contro il tessuto teso dei pantaloni, sfiorando il cazzo duro del massaggiatore. L'estraneo se ne accorse all'istante. Bloccò il massaggio alla pancia, guardò tua moglie negli occhi con un sorriso cinico e decise che era il momento di andare decisamente oltre.Il massaggiatore colse quel piccolo movimento della mano di Michela come il via libera definitivo. Lo studio, con le luci soffuse e la musica d'ambiente che continuava a scorrere in sottofondo, cambiò improvvisamente atmosfera. La barriera formale tra professionista e cliente crollò del tutto, lasciando spazio a una sintonizzazione psicologica profonda, morbosa e complice.L'uomo bloccò le mani sulla pancia di tua moglie. Abbassò lo sguardo sul rigonfiamento dei suoi pantaloni bianchi, lì dove le dita di Michela avevano appena osato posarsi, poi lo rialzò per piantare i suoi occhi cinici direttamente in quelli di lei. «Vedo che la terapia sta funzionando, signora... e che ha individuato esattamente dove si concentra tutta la tensione della stanza», disse l'estraneo con una voce che aveva perso ogni distacco professionale, facendosi bassa, roca e incredibilmente intima. Michela non ritrasse la mano. Il suo respiro era un affanno continuo, il petto sodo saliva e scendeva violentemente e le sue guance bruciavano per la vergogna e l'eccitazione. Voltò leggermente la testa verso di te, cercandoti sulla poltrona nell'angolo buio. Tu, immobile, le rivolgesti un cenno impercettibile della testa: un ordine silenzioso a non fermarsi, a spingersi ancora più a fondo.Sentendosi forte della tua complicità, l'uomo andò oltre. Fece un passo in avanti, premendo ancora di più il cazzo duro contro il fianco di Michela, e le afferrò delicatamente il mento con le dita bagnate d'olio, costringendola a guardarlo dal basso. «Suo marito è un uomo molto generoso a lasciarla qui con me...» sussurrò il massaggiatore, rompendo l'ultimo tabù e parlando apertamente del gioco a tre che si stava consumando sotto i tuoi occhi. «Ora mi dica la verità, Michela: vogliamo liberarla del tutto questa tensione?»Il massaggiatore colse l'esitazione di Michela come l'ultimo ostacolo da abbattere. Con un movimento fluido e possessivo, coprì la mano destra di tua moglie con il suo palmo enorme e viscido d'olio, guidando le sue dita direttamente sulla cerniera tesa dei pantaloni bianchi.«Forza, Michela. Aiutami», sussurrò l'uomo con un tono che non ammetteva repliche, mentre il suo respiro caldo le accarezzava il viso. Michela sentì sotto i polpastrelli il metallo freddo della zip, contrastato dal calore mostruoso del cazzo duro che spingeva dall'interno per uscire. Il cuore le batteva così forte nel petto che sembrava volerle esplodere. Voltò gli occhi disperati verso la tua poltrona nell'angolo buio, cercando un'ultima ancora di salvezza. Ma tu eri lì, immobile come un re sul suo trono di voyeurismo, con gli occhi sbarrati e un sorriso di assoluto compiacimento stampato in faccia. Il tuo silenzio era il comando più forte di tutti: volevi che la tua donna devota si trasformasse nella cagna di uno sconosciuto.Accettando finalmente il proprio destino, Michela strinse le dita sulla cerniera. Con un movimento lento, tremante ma deciso, tirò giù la zip. Il rumore metallico dello scorrimento risuonò nello studio come una sentenza definitiva. I pantaloni bianchi si aprirono e l'elastico degli slip cedette di colpo. Il membro dell'estraneo, un blocco di carne enorme, venoso e già lucido di umori, scattò letteralmente fuori, liberandosi con violenza e andando a colpire con un sonoro schiaffo di carne il fianco scoperto e bagnato d'olio di tua moglie. A quella vista e a quel contatto, la passera di Michela ebbe un sussulto violento, sbrodolando un altro flusso caldissimo di umori che andò a colare sul lettino di pelle.L'estraneo, vedendo il membro enorme e venoso appoggiato contro il fianco sbrodolato di tua moglie, non perse un solo secondo di più. Con una mossa repentina e brutale, affondò le dita nodose tra i capelli di Michela, afferrandoli saldamente alla nuca per costringerla a guardarlo.«Adesso ripuliscimi, Michela. Leccalo per bene», le ordinò l'uomo con voce roca e impastata, spingendo la cappella lucida e violacea direttamente contro le sue labbra.Michela emise un gemito soffocato, ma la sottomissione al tuo volere era ormai totale. Spalancò la bocca e accettò l'impatto con quel blocco di carne estranea. Iniziò a prenderlo in bocca con bramosia, affogando fino in gola mentre gli occhi le si riempivano di lacrime per lo sforzo. Il rumore viscido della sua saliva mischiata agli umori dell'uomo rimbombò nello studio, un suono crudo che ti fece sussultare il sangue nelle vene dalla poltrona. Mentre muoveva la testa avanti e indietro, Michela si staccò per un solo istante dal membro bagnato. Con il mento lucido di bava e il respiro totalmente spezzato, girò gli occhi sbarrati verso di te. Nel pieno di quell'eccitazione animalesca e vergognosa, urlò il tuo nome con una voce che era un misto di supplica e godimento puro: «Marco! Guarda come mi lascio usare... Marco, guardami!»Sentire tua moglie che gridava il tuo nome mentre sputava l'anima sul cazzo di un altro uomo fu la conferma definitiva: la bramosia del degrado l'aveva travolta. Il massaggiatore, eccitato all'inverosimile da quel richiamo e dalla tua assoluta complicità, le afferrò di nuovo la nuca con violenza, ricacciandole il cazzo in gola per continuare a martellarle la bocca, mentre Michela inarcava la schiena sul lettino, sottomessa e felice di subire quella punizione davanti ai tuoi occhi estasiati.Mentre Michela continuava a muovere la testa avanti e indietro sul cazzo bagnato, strozzandosi e spingendolo fino in gola, il massaggiatore decise di amplificare il degrado. Senza smettere di martellarle la bocca, l'uomo allungò l'altra mano enorme e viscida d'olio lungo il corpo di tua moglie, andando a infilare prepotentemente le dita tra le sue gambe spalancate sul lettino.Con mossa brutale e spietata, l'estraneo iniziò a sditalinare contemporaneamente la fica e il buco del culo di Michela. Le sue dita, lucide di olio e umori, affondavano ed entravano a ritmo selvaggio nelle sue intimità, producendo un rumore viscido che andava a tempo con i colpi in gola. Tua moglie emetteva gemiti soffocati attorno al cazzo dell'uomo, con la bava che le colava lungo il mento e il culo che sussultava a ogni ditata profonda, completamente in balia di quel doppio godimento.Fu allora che il massaggiatore, con il fiato corto e gli occhi iniettati di sangue, sollevò lo sguardo verso l'angolo buio della stanza e si rivolse direttamente a te.«Ehi, Marco... vieni qui a vedere la tua cagna», grugnì l'uomo con voce roca, senza interrompere il ritmo delle dita. «Vieni a bagnarti le mani anche tu. Senti com'è ridotta, è caldissima. Guarda quanta bava e quanti fluidi sta lasciando sul mio cazzo. Vieni a prenderti la tua parte».Sentendoti chiamare in causa dall'estraneo, ti alzasti lentamente dalla poltrona. Michela, con il membro ancora conficcato in gola, sbarrò gli occhi lucidi e ti guardò implorante mentre ti avvicinavi al lettino, pronta a subire l'umiliazione finale di farsi toccare da te insieme al suo padrone.Ti avvicinasti al lettino a passi lenti e deliberati, con il cazzo che ormai ti spaccava i pantaloni. Il massaggiatore ti guardò arrivare con un ghigno cinico e, senza smettere di martellare la bocca di Michela, sfilò con un rumore viscido le sue dita sporche d'olio dalla fica e dal culo di tua moglie.«Prendi il mio posto, Marco. Senti come sguazza questa cagna», grugnì l'uomo, facendoti cenno di infilarti tra le gambe spalancate di Michela. Tu non te lo facesti ripetere. Affondasti le tue dita nel buco del culo e nella passera di tua moglie, trovandoli caldissimi, dilatati e completamente sbrodolati dai fluidi dello sconosciuto. Michela, sentendo il tuo tocco padronale, emise un gemito disperato attorno al cazzo del massaggiatore, inarcando ancora di più il bacino. Le tue dita entravano e uscivano bagnate a ritmo selvaggio, mischiando l'olio e gli umori dell'estraneo, mentre il massaggiatore le godeva in gola con violenza. Dopo qualche minuto di questa tortura carnale, l'estraneo sfilò bruscamente il cazzo dalla bocca di Michela. La afferrò per i fianchi e, con una spinta brutale, la fece scendere dal lettino, sbattendola direttamente a terra, a pecora sul pavimento dello studio. «Mettiti giù e alza quel culo, muoviti!», le ordinò l'uomo posizionandosi dietro di lei.Nel frattempo, tu avevi già tirato fuori il tuo cazzo duro, piazzandoti esattamente davanti al viso di tua moglie. Michela, con le ginocchia sul pavimento e il fantastico culo bagnato d'olio offerto al cielo, non perse un secondo: si avventò sul tuo membro, spalancando la bocca per iniziare a pomparti con bramosia animalesca. Proprio in quel momento, il massaggiatore puntò la sua cappella violacea contro la fica sbrodolata di Michela e ci si buttò dentro con una spinta secca, iniziando a scoparla da dietro senza pietà.La stanza fu sommersa da una sinfonia di degrado totale: il rumore viscido della bocca di tua moglie che pompava il tuo cazzo si mischiava allo schiocco violento delle palle del massaggiatore che sbattevano contro le sue chiappe lucide d'olio. A un certo punto il massaggiatore interruppe bruscamente il martellamento, sfilando il cazzo dalla sua passera con un rumore viscido che risuonò in tutto lo studio. Ti guardò con un ghigno cinico, il fiato corto e gli occhi iniettati di sangue, mentre tu ti staccavi dalla bocca di Michela lasciandola a quattro zampe sul pavimento, con il mento completamente sbrodolato di bava e lo sguardo perso nel vuoto di quel degrado totale. L'estraneo la afferrò brutalmente per i capelli, tirandole indietro la testa per costringerla a guardare i vostri cazzi duri a pochi centimetri dal suo viso.«In ginocchio, cagna. Inginocchiati e spalanca quella bocca al massimo, che dobbiamo svuotarci tutti e due nella tua gola», le ordinò l'uomo con voce roca e spietata, senza ammettere repliche.Michela, totalmente sottomessa e travolta dalla bramosia di quella situazione, obbedì all'istante. Puntò le ginocchia a terra, inarcò la schiena e sollevò il viso verso l'alto, spalancando la bocca e tirando fuori la lingua, pronta a ricevere il sigillo finale. Il massaggiatore si piazzò di fianco a lei, mentre tu ti posizionasti esattamente di fronte. Eravate entrambi al limite, eccitati all'inverosimile dallo spettacolo di quel corpo bianco, bagnato d'olio e marchiato dagli umori dello sconosciuto sotto i tuoi occhi. Con una mossa repentina, l'uomo le serrò le dita sulla nuca per inchiodarla, e all'unisono scaricaste una colossale, densa e abbondante sbrodolata di sperma caldo direttamente nella sua gola spalancata. Schizzi di latte bollente le colpirono le tonsille, le labbra e le guance, colandole sul mento e sul petto. Michela mandò giù ogni singola goccia con avidità animalesca, strozzandosi e deglutendo quel mix bollente, prima di succhiare avidamente i vostri membri per ripulirli del tutto con la lingua. Il suo battesimo del degrado era compiuto. Un quarto d'ora dopo, Michela si rivestì dietro il paravento, infilandosi i vestiti sopra la pelle ancora appiccicosa di olio e sperma, conscia che la sua vecchia vita di moglie devota era finita per sempre.
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5 ore fa
mitch19711971,
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Io, Giovanna e Carlo
Da quando convivevo con Giovanna, una bella donna alta quasi 1,70 m. con un bel seno e un culo da urlo, immaginavo che le mie avventure bisex fossero finite. Avevo avuto qualche movimento con dei ragazzi e mi ero divertito, ma ora che non ero più libero e, soprattutto, non più single questo sarebbe stato solo il passato.Dopo alcuni anni di vita insieme con Giovanna tutto andava bene. Avevamo hobbies comuni e, non secondario, avevamo un'ottima vita sessuale.Però, sentivo sempre che qualcosa mi mancasse, il sesso era meraviglioso, la complicità anche, ma sentivo che volevo qualcosa in più.Così un giorno, mentre cercavamo un film porno da guardare (a lei piace vederli durante il sesso), ho scelto un video con quattro partner dove vi erano scene di sesso bisessuale.La trama era semplice, iniziava con due ragazze che si divertivano tra di loro, poi si univano due ragazzi che giocavano con le ragazze. Infine, uno dei ragazzi afferrato il pene dell'altro lo succhiava.Quando lei ha visto questa scena, ragazzi che facevano sesso tra di loro, mi ha guardato perplessa, dicendomi: “Per te va bene guardare queste scene o ti dà fastidio?”Risposi: “Assolutamente no, li trovo eccitanti. Mi piacciono le scene tra partner dello stesso sesso. Anzi ne sono attratto.”Quindi abbiamo continuato a vederlo.Io le accarezzavo la figa bagnata mentre lei mi masturbava il pene, poi si è abbassata un po' di più, accarezzandomi sotto i testicoli e, infine, ha toccato timidamente il mio ano.Mi è scappato un gemito mentre mi dilatava con un dito il buco del culo.La scena che stavamo vedendo era molto particolare, un ragazzo inculava l’altro selvaggiamente mentre le ragazze li guardavano.A questo punto lei mi ha sussurrato: “è una mia grande fantasia guardarti mentre succhi un cazzo o vieni scopato.” Rimasi sorpreso da questa sua affermazione: “Non avrei mai pensato che tu fossi attratta da una situazione del genere. Non ne hai mai parlato.”L'ho baciata e l'ho fatta distendere sul letto e, dopo averle allargato le gambe, abbiamo fatto sesso.Durante la scopata, lei mi ha afferrato il culo come faceva di solito, dicendomi: “Ogni volta che facciamo sesso mi immagino che tu sia scopato mentre ti tengo le natiche divaricate.”Quello che diceva mi eccitava tantissimo infatti sono venuto abbastanza in fretta, riempiendole la figa fino a fare colare fuori il mio seme.Qualche giorno dopo, in un altro momento di sesso, mi stava succhiando il cazzo quando ho sentito la sua mano sulle natiche, si è spinta con un dito fino ad accarezzarmi il buco del culo.Dopo un poco, lo ha spinto dentro il mio sfintere, continuando sempre a succhiarmi.Quello è stato il primo passo verso una complicità sempre maggiore, infatti, i nostri giochi sono progrediti fino al punto di provare un dildo a doppia estremità. Lo abbiamo condiviso più volte tra la sua figa e il mio culo mentre ci baciavamo e ci accarezzavamo.Era una sensazione fantastica, ma non era ancora quello che desideravo, così ho tirato fuori l'idea di uno strap-on.All'inizio Giovanna non era sicura di volerlo provare, poi ci fu un’occasione che ho sfruttato. Dovevamo andare al matrimonio di un nostro amico che viveva in un’altra città, avremmo alloggiato in un hotel per alcuni giorni, quindi, ho colto l'occasione e ho comprato uno strap-on doppio fallo e l'ho messo in valigia.Come previsto, la sera dopo il pranzo di nozze dove avevamo bevuto parecchio, eravamo piuttosto brilli ed eccitati quando siamo tornati in camera. Dopo un po' di preliminari, le ho detto che avevo portato un giocattolo che avrei voluto provare.Lei è sembrata molto sorpresa quando ho tirato fuori lo strap-on, mi ha chiesto: “Cos'è? Come si usa? Ma è per me o per te?”Senza risponderle, l'ho fatta coricare di spalle sul letto, le ho allargato le gambe e ho iniziato a leccarle la figa bagnata. Poi ho leccato la punta dello strap-on, quindi l'ho infilato nella sua figa, facendola ansimare e gemere.Mentre la pompavo con lo strap-on le ho detto: “Si può usare così … o se ti va, puoi indossarlo e usarlo su di me … cosa ne pensi?”Lei, con un sorrisino maligno rispose: “Ok … aiutami ad indossarlo e poi proviamo … la cosa mi intriga molto.”Una volta sistemato sono scivolato su, ho leccato la punta, poi ho iniziato a succhiarle il cazzo duro di silicone mentre la guardavo negli occhi.Ho sentito la sua mano sulla nuca che mi spingeva più a fondo sul suo cazzo, mentre le accarezzavo la parte inferiore della figa con la mano.Ci siamo posizionati per un 69, succhiandomi il cazzo mentre io succhiavo il suo.Ho sentito il suo dito umido sul mio culo.Avevo lasciato dell’olio lubrificante sul comodino e lei l'aveva utilizzato. Ha infilato un dito, poi due, nel mio culo, lubrificandomi bene, preparandomi per la scopata.Quindi mi ha spinto via dal suo cazzo, mi ha fatto stendere sulla schiena, con il culo sul bordo del letto. Il mio culo era viscido di lubrificante.Mi ha succhiato per un altro minuto mentre lubrificava il suo nuovo cazzo, poi si è alzata, mi ha sollevato ed allargato le gambe. Ho sentito la punta dello strap-on appoggiata sul mio culo.Lei lo ha mosso lentamente, infilandolo centimetro dopo centimetro nel mio culo stretto, le sue tette si alzavano e si abbassavano mentre mi afferrava i fianchi, spingendo dentro, poi fuori, poi ancora un po' dentro. Infine, ha spinto i suoi fianchi contro le mie cosce, il grosso giocattolo è entrato completamente dentro di me.Mi ha guardato negli occhi e mi ha chiesto: “Ti piace? Sei pronto a farti scopare con forza da me?”Io ho annuito.Si è tirata indietro a metà, poi è rientrata, mostrando poca moderazione nel suo stato di ebbrezza.Mi ha scopato velocemente e con più forza che poteva, trovando un buon ritmo.Mi afferrava dalle cosce, tirandomi sul suo cazzo, scopandomi forte. Il mio cazzo rimbalzava contro il mio stomaco.Si chinò per baciarmi, con il suo cazzo infilato nel mio culo. Lo tirò fuori bruscamente e mi ordinò: “Mettiti a quattro zampe sul tappeto. Voglio scoparti da dietro.”Obbedì al suo ordine senza dire nulla. La sentii afferrarmi i fianchi da dietro, mi fece colare un po' di lubrificante sul culo, poi ricominciò a scoparmi. Le mie chiappe sbattevano contro di lei ad ogni spinta, assicurandosi che avessi tutto quel cazzo ad ogni colpo.Mi scopava così forte da farmi scivolare di qualche centimetro sul tappeto ad ogni botta, allungando una mano per accarezzarmi il cazzo duro e gocciolante mentre mi inculava.Io, anche se infoiato da tanta goduria, ero ancora lucido per allungare la mano tra le sue gambe e accendere il vibratore presente nella base dello strap-on.A quelle stimolazioni del secondo pene dentro la sua figa la fece ansimare, poi gemette, scopandomi ancora più forte di prima, accarezzandomi il cazzo ad ogni spinta.Ho percepito le sue vibrazioni, senza dire nulla stava godendo con un tremore che le fece vibrare tutto il corpo.Mentre si muoveva e si agitava dentro di me, iniziai ad ansimare: "Sto per venire ... ti prego continua a scoparmi, mi piacerebbe venire mentre sei dentro il mio culo, non fermarti, farmi diventare la tua puttana.”Lei mi spinse dentro lo strap-on fino in fondo ed il mio cazzo sparò getto dopo getto, più sperma di quanto credo di aver mai sparato, mentre crollavo sulla mia pancia, ansimando, con lei sopra.Si ritirò lentamente da me, poi mi baciò sulle labbra, dicendomi quanto si era divertita prima di ciondolare verso la doccia.Rimasi disteso in quella pozza di sperma per non so quanti minuti, completamente sopraffatto dalla goduria. Poi mi alzai e la raggiunsi in bagno per una doccia rigeneratrice.Quella fu la prima volta che Giovanna mi scopò il culo.Con lei, dopo quella sera, parlammo liberamente dei nostri desideri sessuali. Ormai era a conoscenza di tutte le mie precedenti esperienze da bisessuale e non le importava, anzi, l’idea di condividere un partner la eccitava. Appunto per questo, spesso parlavamo di fare un ménage a trois, l’idea di farci scopare da un altro maschietto piaceva tutti e due.Come accade sempre, passare dall’idea al farlo c’è di mezzo la ricerca del partner, cosa non semplice. Abbiamo deciso di cercare qualcuno da inserire nella nostra stanza da letto, cosa che io reputavo difficile da realizzare.Tutto è diventato più facile quando è comparso Carlo nella nostra vita. Lo abbiamo conosciuto a cena a casa di amici ed è nata subito una simpatia tra noi e lui.Carlo era un uomo di qualche anno più grande di noi, portati benissimo, era alto circa 1,85, magro e con un pene che a prima vista, da vestito, sembrava bello tosto.Quella sera che lo abbiamo conosciuto lei mi ha detto: “Cosa ne pensi di Carlo, io ci ho parlato e sembra un bel tipo, molto alla mano e, credo, disponibile ad un incontro di sesso. Se ti va posso provare ad approfondire la discussione, a me piacerebbe.”Io risposi: “Si, ci sto! Anche io ho avuto la stessa tua sensazione. Parlane con lui esplicitamente senza tralasciare nulla.”Giovanna accettò ben volentieri il compito di approfondire la discussione con Carlo.La cosa riuscì senza nessun intoppo, Carlo era ben disposto, quindi, fissammo un appuntamento per il sabato successivo.Appena entrato in casa abbiamo condotto Carlo nella sala da pranzo e ci siamo seduti sul divano con lei al centro. Abbiamo chiacchierato e bevuto un po' per superare l’imbarazzo iniziale.Ad un certo punto, Giovanna, prendendo l’iniziativa, senza dire nulla, si è inginocchiata davanti a me e mi ha slacciato i pantaloni e me li ha abbassati fino al ginocchio. Dopo aver abbassato anche gli slip, ha preso il mio pene in mano e ha iniziato a leccarlo e succhiarlo.Non passò molto tempo prima che Carlo si mettesse accanto a me con il suo cazzo duro fuori e, senza indugio alcuno, Giovanna iniziò a passare dall'uno all'altro, leccando e succhiandoci entrambi. Dopo qualche minuto, mi sono inginocchiato anche io e ho iniziato ad aiutarla con il cazzo di Carlo, succhiandolo a turno e leccandogli e succhiandogli i testicoli.Lui gemeva e adorava quello che stavamo facendo e disse: “Oh mio Dio, che sensazione fantastica. Immaginavo che anche a te piacesse fare pompini.”Avevo la mano sul petto di Giovanna e, dopo aver sbottonato la camicia e slacciato il reggiseno, ho iniziato a giocare con i suoi capezzoli mentre succhiavamo il cazzo di Carlo.Anche lui, ad un certo punto, si è unito a me. Abbiamo succhiato e leccato i capezzoli di Giovanna. Lei, gemendo e godendosela, ci accarezzava i capelli.Mentre le succhiavamo bene i capezzoli, entrambi avevamo una mano tra le sue gambe, accarezzandole la figa attraverso gli slip. Era così eccitante.All'improvviso lei ci ha fermati e ci ha detto: “Ragazzi andiamo in camera da letto, staremo più comodi. Iniziate voi io vado un attimo in bagno e poi vi raggiungo.”Io e Carlo siamo andati in camera da letto, ci siamo spogliati e ci siamo sdraiati sul letto mentre aspettavamo Giovanna.Mi stavo divertendo a succhiargli il cazzo a Carlo quando Giovanna è entrata nuda per unirsi a noi. Le abbiamo fatto spazio tra di noi.Dopo qualche secondo, ci ritrovammo con Giovanna che succhiava il cazzo di Carlo. Lui le stava leccando la figa bagnata ed io mi sollazzavo succhiando i suoi capezzoli.Sistemazione che non durò molto, infatti Giovanna si è fermata chiamandomi a sé per dividerci il cazzo di Carlo.Lui stava seduto in mezzo al letto e lei ed io ci davamo da fare sul suo cazzo.Leccavamo e succhiavamo insieme, poi ci baciavamo e, quindi, tornavamo a lavorare su quel cazzo.Si capiva che Carlo adorava quello che stavamo facendo, gemeva e ci incitava.Erano passati diversi minuti quando ho detto a Giovanna: “Ora è il tuo turno.” Poi ho aggiunto “Carlo sdraiati così che Giovanna possa cavalcarti infilandosi il tuo cazzo nella figa, poi io mi metterò dietro di lei e le metto il mio cazzo nel culo e ci facciamo una bella doppia.”Senza dire una parola, Carlo si distese sul letto e Giovanna, senza indugio, si posizionò su di lui infilandosi il suo cazzo nella figa. Lei iniziò ad andare su e giù sulla verga di Carlo.Io presi il tubetto di gel, me ne cosparsi una buona dose sul cazzo e poi lubrificai lo sfintere di Giovanna infilandole un dito dentro.Quindi facendo piegare Giovanna il più possibile in avanti, mi posizionai dietro di lei e le infilai il cazzo su per il culo. Operazione che non fu difficile da fare, lei spesso si era fatta sfondare il culo, con il cazzo o con giochini anche di grosse dimensioni.Ho iniziato a scoparla da dietro. Potevo sentire il cazzo di Carlo che sfregava contro il mio.Non era semplice mantenere il coordinamento tra me e Carlo, spesso i nostri movimenti non andavano nella stessa direzione e diverse volte mi trovavo fuori con il pene. Ricominciavamo e poi, ad un certo punto siamo riusciti a gestire il tutto in modo armonioso.A quel punto la goduria era rilevante per tutti noi.Giovanna ci incitava a scoparla dicendo: “Sì … sì … sfondatemi il culo e la figa … mi state facendo morire … sto per venire non vi fermate.”Dopo molti minuti, con un gemito pieno di goduria disse: “Vengo … vengo … è meraviglioso.”Sentivamo il culo e la figa di Giovanna vibrare e contrarsi in modo violento, si percepiva perfettamente il suo godere che non resistetti ed anche io raggiunsi l’orgasmo versando tutto il mio seme dentro di lei.“Godo, godo, sto venendo … sto venendo!!!”Dopo qualche secondo, il tempo di riprendermi, ho tirato fuori il mio cazzo e lei ha continuato a cavalcare Carlo. Lui ancora non aveva raggiunto l’orgasmo, quindi, ha chiesto a Giovanna di mettersi a quattro zampe per poterla scopare alla pecorina. Lei non ha perso tempo e, dopo essersi alzata da sopra di lui, si è posizionata offrendo la sua calda figa.Carlo si è posizionato dietro di lei in ginocchio e l’ha montata per bene.Lo spettacolo era così invitante che mi sono coricato sotto di lei, raggiungendo la sua figa con la testa. Vedevo il cazzo di Carlo entrare e uscire, quindi, ho iniziato a leccare la figa e il pene di Carlo.Ho leccato e succhiato mentre entrambi gemevano. Ogni tanto Carlo usciva il cazzo dalla figa di Giovanna e me lo piantava in bocca. Lo succhiavo e lo pompavo con foga. La sensazione era bellissima, potevo godere di una vista magnifica.Dopo un lungo martellamento, Carlo gemeva forte davvero e mi ha detto: “Sto per venire. Sto arrivando, ti prego succhiamelo voglio godere dentro la tua bocca.”Così gli ho spinto il suo cazzo più a fondo in bocca mentre lui sparava una bella calda sborra. Due grandi schizzi, poi uno grande e lungo. Ho preso tutto il suo seme ingoiandolo, poi mi sono alzato e ho baciato Giovanna e ho condiviso il suo sperma con lei.Dopo qualche minuto per riprenderci ci siamo alzati tutti e siamo andati in sala da pranzo a bere qualcosa per rilassarci.Abbiamo parlato un po', poi, ancora eccitato, ho chiesto: “Siete pronti per un altro giro?”Abbiamo riso tutti, hanno detto di sì, erano decisamente pronti per altro sesso.Quindi ci siamo diretti verso la camera da letto.Appena entrati, Giovanna mi ha detto di mettermi in ginocchio sul letto, poi ha chiesto a Carlo di mettersi dietro di me e di scoparmi.Carlo, senza indugiare, ha ubbidito e ha infilato il cazzo dentro il mio culo non prima di avermi abbondantemente lubrificato con del gel. Io iniziavo a leccare la figa di Giovanna che si era seduta davanti a me.Lei gemeva e diceva: "Oh mio dio, è così bello. Mi piace da morire vederti con un cazzo dentro mentre mi lecchi la figa e il clitoride.”Giovanna stava raggiungendo l’orgasmo mentre io la leccavo e Carlo mi scopava.Ma non era ancora soddisfatta, incitava Carlo di scoparmi il culo: “Dai scopalo forte, infilagli tutto il tuo cazzo dentro, a lui piace riceverlo e a me vedervi.”Cosa che lui fece ben volentieri.Giovanna veniva dopo pochi minuti. Stava ottenendo quello che voleva: “Vengo … vengo, non ti fermare leccami il clitoride, leccami tutta a figa.”Dopo aver ripreso i sensi fortemente sconnessi dal violento orgasmo, Giovanna ci chiese di cambiare posizione. Voleva vederci succhiarci il cazzo a vicenda in un 69 con me sopra.Così Carlo ed io ci mettemmo in posizione, iniziammo a succhiarci il cazzo a vicenda mentre lei guardava seduta accanto al letto.Io succhiavo il cazzo di Carlo e passavo la lingua intorno alla punta. Lui succhiava il mio.Ad un certo punto sentì qualcosa che accarezzava il mio buco del culo, era Giovanna che iniziava a scoparmi con un dildo.Ora stavo muovendo i fianchi e gemendo cavalcavo il suo dildo mentre Carlo mi scopava la bocca.Leccavo e succhiavo Carlo più forte che potevo, muovendo la testa su e giù velocemente.Stavo raggiungendo l’orgasmo quando lui mi disse: “Sto per venire, non ti fermare.”Abbiamo avuto un amplesso quasi nello stesso momento, urlando il nostro godimento.Carlo spara grosse raffiche di sperma nella mia bocca mentre io inizio a sparare il mio sperma nella sua.Giovanna continuava a pompare, senza tregua, il dildo nel mio culo.Ingoiamo entrambi lo sperma il più velocemente possibile e continuiamo a succhiarci a vicenda raccogliendo fino all'ultima goccia.Eravamo completamente sfatti, mi allontano da Carlo e trovo Giovanna che vuole baciarmi per condividere lo sperma di Carlo.Poi va da Carlo e bacia anche lui per assaggiare il mio.A quel punto avevamo esaurito tutte le nostre energie. Ci siamo sdraiati sul letto e ci siamo addormentati. Il risveglio è stato qualcosa di pazzesco, abbiamo ricominciato a scopare di nuovo.
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Al2016,
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Che toro il mio vicino!
Mi chiamo Elena, ho 24 anni, sono alta, bionda, occhi azzurri, bocca ampia e labbra carnose, perfette per far pompini, il seno è di una quarta abbondante, ho il ventre piatto e, come cornice ad un bellissimo paio di cosce, ho un culetto tondo ed alto, abbondantemente aperto e sfondato. Lavoro come impiegata in un ufficio di pratiche auto e vivo con i miei genitori, che mi considerano una brava ragazza, senza sapere che, al contrario, mi piace tanto il cazzo, così da non farmelo mancare in ogni occasione, come in questo periodo che mi faccio montare da Antonio, un cliente che ha una rivendita di auto usate e, spesso e volentieri, capita in ufficio per dei passaggi di proprietà. Antonio è un bel cinquantenne, molto porco e, anche se non ha un cazzo enorme, è molto resistente e, proprio questa notte l'ho ospitato nel mio letto, in considerazione del fatto che i miei genitori sono assenti per il week end; per tutta la notte, mi ha sfondato ogni buco e mi ha riempito con delle ingenti quantità di sbroda. Era la prima volta che lo ospitavo a casa mia, perché, in genere, per non dare nell'occhio, mi porta in un motel, dove mi scopa e mi fa urlare di piacere. È sposato ed ha una moglie alquanto gelosa, per questo, quando ieri sera mi ha detto che era libero, non ho esitato ad invitarlo a casa mia; tanto per non dare nell'occhio, ma, evidentemente a qualcuno la cosa non è sfuggita e questo qualcuno non è altri che Giulio, il mio vicino di casa! Lo conosco da tanti anni ed ho sempre notato che mi guarda con occhi carichi di desiderio; tanto più che, da circa tre anni, è rimasto vedovo e, in più di un'occasione, ho notato che si mette dietro le tende della finestra a guardarmi, quando prendo il sole il giardino; poi, più di una volta, mi son divertita a scoprire il seno, ben sapendo che lui si sarebbe ammazzato di seghe. Mi ha sempre eccitato molto questa cosa e più volte ho avuto anche la sensazione che lui volesse qualcosa di più da me, ma sapendo dell'amicizia che ha con i miei genitori, non si è mai spinto oltre il guardare; si arrapa molto a guardarmi e, naturalmente, quando lo vedo, di proposito lo stuzzico sculettando sotto i suoi occhi. Non potevo immaginare quello che sarebbe successo dopo circa tre ore che avevo mandato via il mio amante, che mi aveva veramente scopato alla grande. Ero ancora distesa sul letto e, dentro di me, avvertivo ancora forti le sensazioni provate nel farmi sbattere da quel maschio così risoluto e dominante, che, con il suo modo di fare, mi ha trasformata nel suo giocattolo, nella sua puttana da scopare ogni volta che ne ha voglia. Come dicevo, ero distesa sul letto, quando, improvvisamente, ho sentito suonare alla porta e, poiché non aspettavo nessuno, ho indossato una lunga t-shirt e delle semplici mutandine, e con ai piedi le ciabattine, sono andata ad aprire e mi sono trovata davanti il signor Giulio, che mi ha salutato molto cordialmente. «Buongiorno, Elena, sono in casa i tuoi genitori?»Gli ho sorriso e gli ho risposto.«No, mamma e papà sono fuori per il weekend; torneranno domani pomeriggio!»Ho visto che ha fatto un sorrisetto strano, poi mi ha dato un'occhiata dalla testa ai piedi ed è entrato, chiudendo la porta dietro di sé.«Adesso capisco perché hai fatto baldoria tutta la notte!»L'ho guardato stupita e poi ho cercato di giustificarmi in qualche modo.«Ma no... non ho fatto niente... ero da sola… che dice!»Mi ha guardato con un tono molto deciso. Mi ha mostrato il suo smartphone, dove c'erano le foto di Antonio che usciva da casa mia alle 6:00 di mattina.«A giudicare da come ti ho sentito urlare per tutta la notte, vuol dire che Antonio, che è il proprietario dell'autosalone in fondo alla via, quello che ha la moglie molto gelosa, ti deve aver fatto godere tanto! È da un po' di tempo che ti diverti a provocarmi a tette nude e sculettare ogni volta che mi vedi; ora, poiché i tuoi genitori son convinti che sei una santarellina, voglio divertirmi un po' anch'io!»Mi ha preso una mano e l'ha appoggiata sul pacco, facendomi sentire qualcosa di estremamente voluminoso nascosto sotto la stoffa dei pantaloni. L'ho guardato stupita ed ho cercato una via d'uscita.«Mi dispiace, signor Giulio, non era mia intenzione di disturbarla e… le assicuro che non mi permetterò mai più di provocarla.»Lui si è messo a ridere.«È troppo tardi, mia cara puttanella! Sicuramente non vorrai che la moglie di Antonio scopra che ti scopi suo marito, perché, oltre che sollevare un casino con lui, lo direbbe anche ai tuoi genitori, facendo sorgere un casino ancor più grosso! Lascio a te la scelta: ti metti giù in ginocchio a succhiarmi il cazzo, oppure ti assumi le tue responsabilità ed accetti le conseguenze?»Mi ha messo un braccio intorno alla vita e mi ha attirato a sé, ha messo la sua bocca contro la mia e, per un attimo, ho rifiutato il bacio, ma lui ha messo l'altra mano dietro la mia testa e, con prepotenza, mi ha infilato la sua lingua in bocca; intanto la mano che mi teneva intorno alla vita è scesa e con decisione si è infilata sotto la t-shirt, trovando il mio culetto scoperto: ha preso a palparlo, mentre sentivo qualcosa di molto grosso crescere e premere contro la mia fighetta, schiacciata contro il suo pacco. Mi ha baciato ed abbiamo limonato un po', perché tutta questa situazione mi stava eccitando davvero tanto. Dopo Antonio, ero la seconda persona che con questo fare deciso mi stava dominando e questa è una cosa che mi fa subito eccitare in maniera incredibile. Quando ci siamo staccati, mi ha fissato dritta negli occhi.«Lo senti che bel cazzo preme contro il tuo corpo? Sono sicuro che ti piacerà, perché ti ho sentito godere tutta la notte, in quanto la tua camera è proprio adiacente alla mia! Ho sentito come quel porco di Antonio ti ha fatto mugolare per tutta la notte. Dai, abbassati e prendilo in bocca!»Il suo tono deciso, autoritario e soprattutto dominante, mi ha fatto letteralmente illanguidire e, senza neanche rendermene conto, in maniera alquanto frenetica ho preso ad aprire la cintura e poi i bottoni, facendo cadere ai piedi i suoi pantaloni e, quando ho messo le mani dentro le sue mutande, l'ho guardato con occhi stupiti, perché sentivo qualcosa di veramente enorme nella mia mano. Mi ha fissato negli occhi ed ha sorriso, mentre ora le sue mani mi hanno spinto verso il basso e io mi son resa conto che ero già affascinata da quello che sentivo; quando mi son trovata davanti quel mostro, ho solo spalancato la bocca ed ho cominciato a leccarlo. Era davvero grosso, abbastanza lungo con delle grosse venature che loro rendevano ancora più bello; in cima, svettava una splendida cappella rossa, che è stata subito oggetto delle attenzioni della mia lingua! Lui ha subito avuto parole di compiacimento con me.«Che brava puttanella succhia cazzi che sei! È da tanto che avevo voglia di infilartelo in bocca! Succhialo bene, che voglio proprio farti bere tanta roba buona!»In quel preciso istante, mi son resa conto che stavo facendo una golosa pompa ad un uomo che poteva aver l'età di mio padre e questo, anziché infastidirmi, mi ha eccitato ancor di più! Ho anche apprezzato molto quando ho sentito le sue mani che si sono appoggiate sulla mia testa, mentre lui muoveva il bacino avanti/indietro e, ad ogni spinta, faceva entrare quella grossa mazza di carne dura, sempre più in bocca, fin quando non son riuscita ad accoglierlo tutto in gola, anche con il rischio di slogarmi la mandibola.«Ero certo che una puttanella come te lo avrebbe ingoiato tutto. Sei come tua madre: hai la bocca perfetta per i pompini! Succhialo bene, che tra poco ti faccio bere!»Ero così concentrata a succhiare, che non ho dato peso alle sue parole. Mi ha pompato a lungo bocca e gola a suo piacimento, provocandomi molto piacere, m a anche colpi di tosse dovuta alla bava che colava giù dal mento, fino a bagnare la mia maglietta. Allora lui si è allungato sopra di me, ha afferrato la mia t-shirt e, dopo averla tirata via, mi ha tolto il cazzo dalla bocca e, in un attimo, mi son ritrovata nuda con indosso le sole mutandine. Tenevo le mani appoggiate ai suoi fianchi, assecondavo il ritmo della pompa con estremo piacere, poi, d'un tratto, ho sentito che si irrigidiva, è rimasto solo metà del cazzo nella mia bocca e poi ha cominciato a rovesciarmi, tra bocca e gola, un fiume di sborra. «Adesso bevi, puttanella! Senti troia come mi sto svuotando le palle nella tua bocca?»Me ne ha schizzata dentro tantissima. Ho cercato di ingoiarne il più possibile, anche perché aveva un sapore buonissimo e, nonostante tutto, ha cominciato a colare ai lati della mia bocca, ricoprendo sia il viso che le tette. Golosamente ho continuato a spremere quel membro fino all'ultima goccia, che, stranamente non sembrava dar segni di cedimento, nonostante il lungo pompino e la copiosa sborrata! Mi ha tolto il cazzo dalla bocca ed è rimasto per un lungo istante a guardarmi, sorridendo soddisfatto. Io, con una mano, ho raccolto la sborra che mi era colata sulle tette e con gesto da vera troia, ho preso a leccarmi le dita; lui si è messo a ridere soddisfatto.«Sembri davvero una brava ragazza, mentre in realtà vedo che sei una grandissima sgualdrina! Adesso ti faccio provare il resto del piacere!»L'ho guardato cercando di capire quali fossero le sue intenzioni, perché ero convinta che, dopo avere sborrato così intensamente, i giochi fossero finiti, mentre lui sembrava non esser per niente soddisfatto.«Ma... Io pensavo che... insomma voglio dire...»Si è messo a ridere, ha allungato una mano ed ha preso la mia, mi ha fatto alzare in piedi, poi si è incamminato verso la mia camera da letto e, una volta entrato dentro, mi ha tolto le mutandine e si è completamente spogliato, mettendo in mostra un bel fisico massiccio e, soprattutto, ricoperto da tanta peluria, che gli conferiva un'aria da maschio villoso. Mi ha fatto sdraiare a cosce aperte, poi si è inginocchiato ed ha iniziato a leccarmi; devo dire che mi è piaciuto subito, perché Antonio, con il suo modo di fare, difficilmente mi regala questo piacere, mentre invece questo sembrava proprio deciso a farmi impazzire, cosa che gli è riuscito bene e facilmente. Dopo pochi minuti, sono stata io ad aver appoggiato una mano sulla sua testa, incitandolo a farmi godere ancor di più.«Così! Così mi piace da morire! Accidenti, quant'è bello! Sei fantastico, continua! Continua, che vengo! Cazzo, mi fai venire!»Ero sconvolta! Mai provato un piacere del genere con nessuno tra tutti quelli con cui avevo scopato prima! Lui se n'è accorto e ne è rimasto compiaciuto.«Vedo che ti piace esser leccata! Sei proprio una meravigliosa puttanella! Succhiamelo bene, che te lo voglio di nuovo piantare dentro!»Ero veramente affascinata dal suo modo di fare e, soprattutto, da quell'enorme membro che non riuscivo nemmeno a cingere completamente nella mano, perché le dita non si congiungevano. L'ho preso in bocca ed è bastato pochissimo per sentirlo nuovamente duro come la pietra; poi me lo son tolto dalla bocca ed ho sollevato lo sguardo; ho visto che lui mi guardava più che contento.«Cazzo, scopami! Mettimelo dentro, che lo voglio sentire fin in fondo! Oh no, cazzo! Non ho preservativi!»Mi ha sorriso un attimo, poi mi ha detto di aspettare; è uscito dalla mia camera e ho sentito che è entrato in quella dei miei genitori; curiosa sono andata a guardare ed ho visto che ha aperto il cassetto del comodino dal lato di mia madre ed ha estratto una confezione di preservativi nuova; poi, quando si è girato ed è venuto verso la porta, mi ha visto. Ero sconvolta! Come faceva a sapere che in quel cassetto c'erano i preservativi? Mi ha letto nel pensiero ed ha sorriso, mentre mi forniva la spiegazione.«So bene che c'è questa confezione, perché, come vedi, è una del formato extra large che tuo padre compra per me, ogni volta che vengo a scopare tua madre!»Son rimasta senza parole. L'ho guardato quasi incredula, ma ho dovuto accettare la realtà, perché, altrimenti, non avrebbe potuto sapere che in quel cassetto vi fossero i preservativi per lui.«Accidenti! Mi stai dicendo che... Oh, cazzo, e da quanto è che ti scopi mia madre? Mio padre che c'entra?»Nel frattempo siamo tornati in camera mia e lui, dopo aver aperto un preservativo e lo ha indossato, mi ha fatto mettere in ginocchio a quattro zampe e poi ha appoggiato il suo membro contro la mia prugna; con una spinta decisa, ha cominciato ad entrare tutto, fin in fondo.«Adesso, piccola troietta, ti scopo! Dopo ti darò tutte le spiegazioni che vuoi, ma adesso voglio sfondare la tua bella fighetta!»In quel momento non so dire se ero più sconvolta da quello che mi aveva detto o particolarmente eccitata dal fatto che questo porco si scopava me e mia madre. Una cosa era certa, sentivo il suo membro ancora più grosso di quello di Antonio, che mi scivolava dentro e mi apriva dilatando le pareti della mia vagina e, nello stesso tempo, mi riempiva come non mi era mai successo di sentire con nessun altro. Mi sentivo piena e, nello stesso tempo, dilatata in una maniera pazzesca! È entrato tutto come un ariete deciso e forte e, quando è arrivato in fondo, ha dato un secco colpo di reni, facendomi sobbalzare, ma anche provare una scarica di piacere così forte, che ha pervaso il mio corpo in ogni singola cellula. Ha preso a pomparmi con un ritmo abbastanza sostenuto, mentre pensavo che un maschio, sui 55 anni come lui, non sarebbe durato molto; immaginavo che, dopo avermi fatto godere, avrebbe riempito il preservativo e tutto sarebbe finito. Invece ho iniziato a godere un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità, in maniera così forte ed intensa, come non mi era mai capitato finora. Ma cazzo! Ma con chi avevo scopato io, fino ad oggi, se questo maschio che mi stava già pompando da diversi minuti mi aveva già fatto perdere il conto di quanti orgasmi avessi provato? Mi teneva saldamente stretta per i fianchi e muoveva il suo corpo ed il mio in perfetto sincronismo, facendo in modo che quando lui era completamente dentro di me, il mio corpo sbatteva contro il suo e questo mi procurava sempre quella scarica di piacere tutte le volte che sentivo la punta del suo membro urtare sul fondo della mia vagina! Non so quanto tempo sia durato, sicuramente quasi una mezz'ora, e sentivo la mia figa in fiamme, devastata da quel grosso membro, che mi aveva veramente distrutto e fatto godere in una maniera assolutamente unica! Poi, di colpo, ha preso ad aumentare il ritmo ed ho capito che era prossimo a sborrare; così l'ho pregato di non venire nel preservativo, ma addosso a me oppure di nuovo in bocca. «Non venire nel preservativo, vienimi in bocca o addosso! Voglio ancora assaporare il tuo latte!»Non si è fatto pregare! Mi ha pompato ancora un po', facendomi godere ancora una volta, poi lo ha tirato fuori, ed ho sentito che ha strappato letteralmente il preservativo; mi son girata giusto in tempo per prendermi in faccia la prima schizzata, mentre mi sdraiavo per ricevere le altre su seno, corpo e faccia! Non so dove l'aveva presa, ma anche in questo caso ha sborrato tantissimo! Dopo aver schizzato l'ultimo getto, ho sollevato la bocca ed ho preso la punta tra le labbra; ho leccato le ultime gocce golosamente, strappandogli un sorriso.«Sei davvero una meravigliosa puttanella! Son sicuro che vorrai scopare ancora con me!» Si è allungato verso di me e mi ha baciato in bocca; poi ha spalmato un po' della sua crema presente sul mio viso sopra seno e corpo; quando ci siamo staccati, lui ha fatto il gesto di andarsene, ma io l'ho fermato.«Aspetta, che fretta hai? Spiegami la storia del perché scoperesti mia madre davanti a mio padre.»Mi ha guardato molto seriamente.«D'accordo te lo spiego, ma ad una sola condizione; questa storia deve assolutamente rimanere segreta! Non ti permettere mai di far mezza parola con i tuoi genitori, altrimenti ti giuro che ti sollevo un casino con Antonio e compagne!»Naturalmente ho accettato; lui si è seduto sul letto e me lo ha spiegato.«Da circa un paio d'anni, mi ero accorto che tua madre era particolarmente attratta da me e, in un primo momento, ho cercato di evitare un coinvolgimento, perché, con tuo padre, siamo amici da diversi anni e questa cosa mi dava fastidio; ma, una sera che tu non eri in casa, mi hanno invitato a cena e… voglio dire: dopo cena è successo che… tutti e due mi hanno fatto capire che questa cosa poteva esser fatta, se eravamo tutti e tre d'accordo, e così… da quel momento, ho iniziato a scopare tua madre e la cosa bella è che, all'inizio, tuo padre partecipava anche lui, ma, col passare del tempo, è diventato un cornuto passivo, che si mette lì a guardare mentre io gli monto la moglie e, spesso e volentieri, è lui stesso che prende il mio membro e lo infila dentro i buchi di tua madre. Tuo padre si è accorto che ogni tanto ti diverti a provocarmi e me lo ha detto per non creare casini con tua madre, che potrebbe esserne gelosa, così mi ha chiesto di tenerti un po' d'occhio e, a questo punto, ho deciso che volevo scopare anche te e così, quando ho visto Antonio uscire da casa tua, ho capito tutto ed adesso sai come stanno le cose!»Sono rimasta stupita dalle sue parole e poi gli ho chiesto come intendeva regolarsi in tutta la vicenda: è stato molto categorico.«Vorrei che le cose rimanessero esattamente come sono state fino ad oggi. Tu non dirai niente a loro, io dirò che sei stata tutto il weekend a casa da sola e poi io e te ci organizzeremo.» Naturalmente ho accettato. Sapevo benissimo quando erano le sere che lui veniva a scopare mia madre e facevo in modo di non farmi trovare a casa; nello stesso tempo, fingevo di andar fuori a cena con le amiche, mentre invece, silenziosamente, facevo il giro dell'isolato e, rientrata dal garage, salivo in ascensore fino a casa sua e passavo la serata a farmi sbattere da lui. Per un po' ha funzionato, poi, evidentemente è successo qualcosa, perché una sera son tornata a casa e lui era insieme ai miei genitori; ci siamo seduti tutti e quattro a tavola e, dopo un po', ho visto che mia madre scherzava apertamente con lui e, una volta finito di cenare, è stato mio padre che, parlando, mi ha fatto capire tutto.«È inutile che fai i giri per rientrare di nascosto e scopare con Giulio. Tua madre non è gelosa e… per quanto mi riguarda, sarei curioso di vedere chi di voi due è più troia!»Così lui è diventato il toro da monta di entrambe! Devo ammettere che è proprio un bel toro il mio vicino.
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baxi18,
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Pelle scura nel mio letto: la rinascita di mia moglie 1 parte
Il silenzio che avvolgeva il nostro villino isolato era diventato, col tempo, un peso insostenibile per un uomo. Da quando ero tornato dall'ospedale dopo l'intervento alla prostata, la nostra camera da letto si era trasformata in un obitorio. I medici la chiamavano "disfunzione temporanea", ma la verità era cruda: il mio cazzo era morto, non mi restava più duro manco a pagarlo. Elena ha 43 anni, una cavalla da monta con una sensualità vitale che non si poteva spegnere con un colpo di spugna. La sua frustrazione era diventata una fame arretrata, una voglia di scopare bestiale che le si leggeva negli occhi. Io mi sentivo una nullità, un guscio vuoto, eccitato da morire nel vederla vogliosa ma umiliato dalla mia impotenza.Poi, è arrivato Samuel. Era l'operaio mandato dalla ditta per ristrutturare il patio e il giardino: un pezzo di nero immenso, alto, con due spalle da armadio e un corpo muscoloso che sembrava sprizzare testosterone da ogni poro. Un pomeriggio di luglio, mentre lo osservavo lavorare sotto il sole con la pelle scura, lucida e grondante di sudore, ho notato lo sguardo di Elena inchiodato sui suoi bicipiti e su quel rigonfiamento pazzesco nei pantaloni da lavoro. Invece di provare rabbia, ho sentito una scarica elettrica perversa scorrermi lungo la schiena: l'idea di quel gigante sopra mia moglie mi faceva impazzire, già il mio pisello dava segni di vita.Il giorno dopo, Elena ha deciso di rompere gli indugi, trasformandosi in una cagna vogliosa. È uscita in giardino indossando una gonna di lino bianca cortissima e un perizoma che era letteralmente un filo interdentale, lasciando le chiappe nude alla mercé del sole. Sapeva che io ero dietro la tenda a spiarla. Si è data un'occhiata intorno e, proprio davanti a Samuel, si è chinata a novanta gradi con le gambe tese, tirando su la gonna fin sulla schiena per raccogliere un attrezzo. Gli ha sbattuto il culo nudo in faccia. Samuel è rimasto pietrificato, ha tirato un respiro profondo e il suo cazzo è diventato un palo di ferro che tirava i pantaloni da lavoro in un modo mostruoso. Elena si è rialzata con una lentezza studiata, godendo nel vedere quel Toro nero completamente infoiato per lei.La sera stessa, al buio, Elena è venuta a confessarsi, ancora eccitata come una troia in calore. Mi ha detto che vedere quel gran pacco enorme dal maschio di colore l'aveva bagnata all'istante, che le era colata la bava dalle mutandine e che voleva farsi spaccare da lui se io fossi stato d'accordo. Il viso le bruciava dal rossore e dalla libidine. Sentendo la mia voce risponderle che ero dalla sua parte, che la volevo libera di fare la porca con chi voleva e di farsi fottere da lui, mi ha saltato addosso dandomi un bacio viscido e focoso, sussurrando un "grazie" che trasudava sesso da tutti i pori.Il mattino seguente sono uscito presto per il lavoro, lasciandola sola a casa con la sua preda. Al mio ritorno la sera, l'aria profumava di sesso. Elena mi aspettava in cucina, seduta sulla penisola con un calice di vino, completamente nuda sotto una vestaglia di seta aperta. Aveva lo sguardo lascivo e le guance infuocate. Con la voce roca e ansante, mi ha vomitato addosso tutti i dettagli più sporchi: "Appena sei partito, sono andata in giardino e l'ho tirato dentro casa con la scusa del caffè e dell'acqua, io ancora in vestaglia e senza intimo . Dopo esserci seduti a prendere il caffè ci siamo seduti ,io di fronte, e aprivo e chiudevo le cosce e gli ho detto dritto in faccia che sapevo quanto gli fosse diventato duro il cazzo il giorno prima a guardare il mio culo. Samuel non ci ha visto più. Mi ha afferrata per i capelli, mi ha strappato la vestaglia di dosso e mi ha infilato la lingua in bocca, dandomi un bacio violento che sapeva di maschio e di sudore. Mi ha sollevata di peso e mi ha portata in camera nostra, sbattendomi sul letto."Elena ha prescritto un sorso di vino, ansimando al ricordo: "Eravamo nudi. Quando ho visto l'attrezzo di quel nero... dio mio, era una bestia di venticinque centimetri, nero come la notte, venato e già bagnato di liquido seminale. Non ha usato nessun preservativo, voleva marchiarmi la carne e la vagina. Mi ha allargato le gambe e mi è franato addosso, entrandomi dentro la figa con una botta secca che mi ha fatto gridare. Mi sfondava con una ferocia e un ritmo bestiale, dandomi delle zampate che facevano sbattere il letto contro il muro. Ero completamente impazzita, gli urlavo 'scopami, fammi tua, riempimi'! E alla fine, con un ruggito da animale, mi ha tenuta schiacciata contro il materasso e mi ha sborrato dentro con dei fiotti bollenti che mi hanno riempito la fica fino all'orlo."Il racconto si faceva sempre più porco, e i suoi occhi brillavano di pura perversione: "Ma non gli è bastato. Quel toro nero voleva prendersi tutto. Mi ha girata a pecora, mi ha afferrato le chiappe con le sue manone ruvide e ha puntato dritto al culo. Quel buco che a te non avevo mai dato, quel tabù. Ci ha sputato sopra e me lo ha spinto dentro tutto d'un colpo. Ho cacciato un urlo disperato, mi sembrava di spaccarmi in due, ma un secondo dopo ho provato il godimento più violento e schifoso della mia vita. Mi ha violentata analmente per mezz'ora, dandomi delle sberle sulle chiappe che sono diventate viola, finché non è venuto di nuovo, sborrandomi anche dentro il culo una quantità industriale di seme caldo."Ero sconvolto, eccitato da star male nel mio corpo impotente. L'ho spinta sul divano senza dire una parola e le ho aperto del tutto le gambe. Volevo vedere lo scempio. La sua intimità era uno spettacolo osceno e libidinoso: la fica e l'ano erano gonfi, spalancati, arrossati e tumefatti dalla violenza di quel mostro. Dalla fica allargata colava una bava densa, un fiume di sborra del nero che colava pigramente sulle cosce. Ho infilato l'indice dentro la sua figa dilatata, affondando in quel laghetto viscido e caldo di seme straniero, e poi ho spinto il dito dentro il suo culo sfondato, sentendo la stessa melma bollente lasciata da Samuel. Quando ho tirato fuori la mano, interamente lorda del liquido del nero, Elena ha iniziato ad ansimare, guardando le mie dita sporche del sesso di un altro.Mi ha fissato negli occhi, con la bava alle labbra, dicendomi l'ultima, definitiva porcata: "Samuel mi ha aperta in due, mi ha trasformata nella sua cagna. Adesso voglio quel negro come mio compagno di letto ufficiale. Voglio che venga qui a scoparmi ogni volta che gli tira il cazzo, sul nostro letto, e tu sarai lì, a guardarmi mentre quel gigante mi violenta e mi riempie di sborra. Devi essere il mio cuckold, il mio complice".Il mattino dopo, con la mente ancora stravolta dalle immagini della notte e con le dita che sembravano conservare l'odore di quel sesso selvaggio, sono corso in farmacia. Ero terrorizzato e al tempo stesso eccitato dall'idea che il seme bollente e puro di Samuel potesse aver messo incinta mia moglie. Le ho comprato subito la pillola del giorno dopo, pregando che quel carico immenso non l'avesse già ingravidata, ma insieme alla contraccezione d'emergenza ho preso anche le scatole della pillola anticoncezionale classica. Volevo per lei una protezione continua, totale, che le permettesse di farsi riempire da quel gigante nero ogni volta che volevano, giorno dopo giorno, senza il rischio di un figlio ma lasciandogli la totale libertà di sborrarle dentro liberamente a ogni singola monta.Quando sono tornato a casa e le ho consegnato i farmaci, Elena mi ha guardato con un sorriso complice e depravato. Ha buttato giù la pillola d'emergenza davanti a me e ha sistemato il blister per i giorni successivi sul comodino, sancendo che la transizione era completa. Ho guardato il volto soddisfatto di mia moglie :il nuovo ordine domestico era iniziato, e io ero ufficialmente il guardiano della sua sottomissione al nero ... continua
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2 giorni fa
montaGIULIANA,
60
Ultima visita: 11 ore fa
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