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Michela - Seconda visita dal ginecologo
Sono le 18:20. Parcheggi di nuovo davanti alla villetta di Franco. La luce del tramonto allunga le ombre sul giardino curato. Miky scende dall'auto e quel tacco 10 sull'asfalto produce un suono secco, deciso, che scandisce la sua eccitazione nervosa. I jeans bianchi fasciano il suo sedere in modo quasi illegale, e ogni volta che si muove, il pizzo nero della brasiliana sembra voler gridare la sua presenza sotto il tessuto chiaro."Marco, sono presentabile?" ti chiede, sistemandosi la camicetta bianca. Sai che la trasparenza rivela perfettamente il disegno del reggiseno nero di pizzo e la curva dei suoi perfetti seni sodi."Sei bellissima, Miky. Il dottore apprezzerà la tua... precisione," rispondi con un sorriso che lei ricambia con un'occhiata fugace, carica di malizia.Suonate il campanello. Franco vi apre personalmente: ha tolto il camice, indossa una camicia azzurra con le maniche arrotolate che mostra avambracci solidi e curati. Lo sguardo del medico scivola immediatamente lungo la figura di Miky, soffermandosi sui jeans bianchi e poi risalendo verso la scollatura dove il pizzo nero fa capolino. "Buonasera. Puntualissimi," dice Franco con una voce che sembra più calda dell'altra volta. "Accomodatevi. Lo studio è tutto per noi, le visite della giornata sono terminate."L'atmosfera è diversa: più intima, meno clinica. Entrate nella sala visite e l'odore di disinfettante sembra mescolarsi al profumo intenso che Miky si è spruzzata sul collo. Franco si avvicina a lei, quasi invadendo il suo spazio vitale. "Allora, Michela. Cominciamo dai seni, come concordato," dice lui, indicando il lettino. "Può togliere la camicetta e il reggiseno. Marco, lei si metta pure qui, dove può vedere bene... la procedura è molto tecnica." Miky si avvia dietro il paravento. Senti il rumore della zip della camicetta che scivola, poi il click metallico del gancio del reggiseno. Quando esce, è a torso nudo, coprendo parzialmente i seni con le braccia, ma la pelle ambrata e la sodezza della sua seconda sono lì, esposte alla luce e allo sguardo di Franco che, per un attimo, dimentica di fare il medico e resta in silenzio a contemplarla."Si sdrai, per favore," mormora lui, infilandosi i guanti. "E porti le braccia sopra la testa."Miky esegue. In quella posizione, il suo petto si tende, i seni si sollevano diventando ancora più alti e invitanti. Franco si siede sullo sgabello accanto al lettino e, prima di toccarla, si volta verso di te. "Ha una struttura muscolare eccellente, Marco. Merita un esame davvero... profondo."Franco allunga la mano e, invece di iniziare una palpazione clinica, appoggia l'intero palmo sulla parte superiore del seno destro di Miky, iniziando a farlo ruotare lentamente.Franco muove la mano con una lentezza calcolata, alternando la fermezza del medico alla delicatezza di chi sa esattamente dove toccare per risvegliare i sensi. Il contrasto tra il camice (che ha indossato per la visita) e la pelle nuda di Miky è quasi ipnotico sotto la luce della lampada."Vede, Marco," dice Franco senza staccare gli occhi dal petto di tua moglie, "in questa zona la ghiandola è molto soda. Bisogna agire con una certa pressione per essere sicuri che non ci siano anomalie."Mentre parla, le sue dita iniziano a percorrere dei cerchi concentrici, partendo dall'esterno e avvicinandosi lentamente al centro. Miky tiene le braccia sollevate sopra la testa, una posizione che espone completamente il suo busto e la rende vulnerabile e bellissima. Il suo respiro si fa più udibile, un ritmo accelerato che fa sollevare i seni a ogni tocco del dottore. Franco si volta verso di te, mantenendo la mano destra sul seno di Miky, mentre con la sinistra le sfiora leggermente il costato. "Marco, si avvicini pure. Guardi qui, vede come la pelle reagisce immediatamente al contatto? È un segno di grande sensibilità."Ti avvicini al lettino. Sei così vicino che senti il calore che emana il corpo di tua moglie e il profumo del sapone che ha usato. Franco, con un gesto inaspettato ma fluido, prende la tua mano e la guida verso il seno di Miky, posizionandola proprio accanto alla sua. "Senta anche lei, Marco. Senta questa compattezza. È importante che anche il partner conosca la consistenza dei tessuti," mormora il dottore con voce suadente.In quel momento, le tue dita sfiorano la pelle di Miky contemporaneamente a quelle di Franco. Lei chiude gli occhi e un piccolo brivido le percorre tutto il corpo, facendo reagire visibilmente i capezzoli che si tendono sotto la luce. Non sa se guardare te o lui, ma il fatto che tu sei lì, partecipe di quel contatto così intimo con un altro uomo, la sta trascinando in un vortice di emozioni.Franco non ritira la mano, anzi, aumenta leggermente la pressione, iniziando a manipolare con pollice e indice la zona centrale, osservando con attenzione clinica ma carica di elettricità la reazione di Miky."Si rilassi, Michela... lasci che le mani facciano il loro lavoro," sussurra lui, scivolando ora verso il secondo seno. Franco si ferma un istante, sollevando le mani dal corpo di tua moglie ma restando molto vicino a lei. Ti guarda negli occhi, poi sposta lo sguardo su di lei, con un’espressione che sembra voler accorciare ogni distanza. "Sentite, Marco... Michela," esordisce con tono calmo ma profondo. "Visto che stiamo facendo un percorso di controllo così accurato e che c'è questa bella sintonia tra noi, che ne direste se passassimo al tu? Renderebbe tutto più semplice, meno rigido. Facilita anche il mio lavoro nel chiederle di rilassarsi, Miky. Che ne dite?" Tu rispondi subito, senza esitazione: "Per me non ci sono problemi, Franco. Anzi, mi sembra un'ottima idea." Cerchi lo sguardo di Miky, che ti osserva dal lettino con gli occhi lucidi e il petto che si alza e si abbassa velocemente. Lei vede il tuo cenno di assenso e, dopo un piccolo sospiro, fa un cenno deciso con la testa: "Sì... va bene anche per me." "Bene, Miky... allora rilassati," riprende Franco, e il suono del suo nome pronunciato con quella nuova confidenza sembra elettrizzare l'aria. Le sue mani tornano a muoversi sul petto di tua moglie con una padronanza nuova. I seni di Miky, già sodi di natura, sotto le dita esperte del medico sembrano gonfiarsi ulteriormente. L'eccitazione e la tensione hanno reso i suoi capezzoli duri come chiodi, scuri e tesi, che puntano verso l'alto sfidando la luce della lampada.Franco ne sfiora uno quasi "per sbaglio" con il dorso del dito guantato, poi si ferma. Lo osserva con una curiosità che di clinico ha ormai ben poco. "Guarda, Marco... la reazione è immediata. Questo indica un sistema nervoso estremamente ricettivo. Non è vero, Miky?"Lei non risponde a parole, emette solo un piccolo suono roco, un gemito soffocato. La paura di andare oltre è ancora lì, ma l'eccitazione di essere toccata così, davanti a te, da un uomo che emana un'autorità così maschile, la sta consumando. Franco decide di passare alla fase successiva. "Miky, ora devo controllare il drenaggio linfatico ascellare. Ti chiedo di sollevare ancora di più le braccia e di inarcare leggermente la schiena verso di me." Mentre lei esegue, inarcando il busto e offrendo ancora di più la sua figura, Franco si sporge. La sua mano scivola nel cavo ascellare e poi scende lateralmente, stringendo con decisione la base del seno, sollevandolo leggermente per saggiarne il peso e la consistenza. I jeans bianchi di Miky si tendono al limite sulle sue cosce, e tu noti che il suo bacino ha un piccolo, quasi impercettibile sussulto.Franco solleva lo sguardo su di te, un sorriso complice che gli increspa gli occhi. "Marco, tieni pure la mano sulla sua spalla. Aiutala a restare ferma... questa parte è molto sensibile."Mentre tu le sfiori la spalla, senti che la pelle di Miky è bollente. Franco ora sposta la sua attenzione proprio su quei capezzoli così tesi, fissandoli con un'insistenza che ti fa capire quanto ne sia attratto.Franco si china leggermente su di lei, con il viso a pochi centimetri dal suo petto. Con una mossa lenta e studiata, afferra tra pollice e indice il capezzolo destro di Miky, che è già teso al massimo. Inizia a farlo ruotare delicatamente, saggiandone la consistenza marmorea.Miky emette un gemito soffocato, un suono che le nasce in fondo alla gola e che fa vibrare tutta la stanza. Il suo bacino ha un sussulto involontario sui jeans bianchi, mentre le punte dei suoi piedi si contraggono nei decolté neri. Franco, sentendo quella reazione così viscerale, solleva lo sguardo su di te. "Marco, senti qui... la reazione è straordinaria," dice con voce bassa e suadente. "Vieni, poggia la tua mano sopra la mia. Aiutala a rilassarsi, falle capire che è tutto sotto controllo." Ti avvicini ancora di più, il tuo corpo quasi sfiora quello del dottore. Appoggi la tua mano grande e muscolosa sopra quella di Franco che sta ancora manipolando il seno di tua moglie. Il contrasto è incredibile: il calore della tua pelle, la freschezza del lattice del guanto di Franco e la pelle di Miky che scotta per l'eccitazione. "Miky, guarda Marco," mormora Franco, mentre aumenta leggermente la pressione sul capezzolo. "Senti le sue mani? Sei al sicuro, siamo qui con te." Lei apre gli occhi, le pupille dilatate, e fissa i tuoi occhi verdi con un’intensità che ti toglie il fiato. Vedere te e il dottore agire insieme sul suo corpo sembra darle il permesso definitivo di lasciarsi andare. Un altro gemito, stavolta più libero e profondo, le sfugge dalle labbra mentre inarca la schiena, spingendo il petto contro le vostre mani unite. "Ecco... così, brava," sussurra Franco, spostando ora l'attenzione sull'altro seno, mentre la tua mano continua a seguire i suoi movimenti. "Visto Marco? Quando sente la tua partecipazione, il suo corpo si apre completamente." Il dottore si ferma un istante, osservando Miky che ora respira con la bocca aperta, completamente in balia delle sensazioni. Franco si volta verso di te con un lampo di malizia negli occhi: "Marco, visto che è così reattiva, credo che per completare l'esame ai linfonodi dovremmo farla sedere sul bordo del lettino... mi permetterebbe di controllare meglio la postura e la tensione posteriore. Cosa ne dici?"Mentre Miky si mette a sedere sul bordo del lettino, il movimento dei jeans bianchi attillati è ipnotico. Essendo a vita bassa, il tessuto scivola leggermente verso il basso mentre lei inarca la schiena come richiesto da Franco. Il perizoma nero di pizzo fa capolino prepotentemente, creando un contrasto erotico fortissimo con la pelle chiara e il bianco dei pantaloni. Franco non si lascia sfuggire il dettaglio. Lo vedi fermarsi un istante dietro di lei, lo sguardo che indugia sulla curva delle reni e su quel centimetro di pizzo nero che rivela l'inizio del suo "sedere eccezionale". "Resta ben dritta, Miky... così," dice lui con voce ferma, posizionandole le mani sulle spalle per guidarne la postura. Le sue dita scivolano lungo le scapole, ma poi, con la scusa di controllare la tensione muscolare, scendono lentamente lungo la colonna vertebrale fino a sfiorare il bordo di quel perizoma.Tu ti posizioni di fronte a lei. La vedi lì, seduta, a torso nudo, con i seni che ondeggiano leggermente a ogni suo respiro affannato e quei capezzoli che sembrano sfidare il dottore. Per aiutarla a gestire l'imbarazzo, le prendi le mani, intrecciando le tue dita alle sue. "Sei bellissima così, Miky," le sussurri, cercando di rassicurarla mentre senti la pressione delle dita di Franco che continuano a esplorare la sua schiena. "Guarda me, non pensare a nient'altro." Lei ti stringe le mani con forza, i suoi occhi marroni sono quasi imploranti ma carichi di un desiderio che non può più nascondere. Sente il dottore dietro di lei e te davanti; si sente circondata, osservata, desiderata. Franco, notando la tua presa sulle sue mani, fa un passo avanti e si sporge oltre la sua spalla per tornare a guardare il petto di tua moglie da quella nuova angolazione. "Marco, aiutami a sorreggerla leggermente per la vita... devo assicurarmi che i tessuti del seno cadano naturalmente per l'ultima parte della palpazione." Mentre le tue mani si posano sui suoi fianchi, proprio sopra il bordo dei jeans bianchi, senti che Miky è percorsa da una scossa elettrica. Franco allunga di nuovo le mani, circondando i suoi seni da dietro, mentre tu la tieni ferma. Franco si china ancora di più, fino a sfiorare con il respiro il lobo dell'orecchio di tua moglie. La vicinanza è tale che Miky socchiude gli occhi, sentendo il calore dell'uomo dietro di lei e la pressione delle tue mani sui suoi fianchi. "Miky," sussurra Franco con una voce che ha perso ogni traccia di distacco professionale, diventando profonda e quasi confidenziale, "visto che sei così sensibile e che Marco è qui con noi, vorrei fare un ultimo test. Voglio vedere come i riflessi del tuo corpo rispondono a uno stimolo simultaneo. Se sei d'accordo, mentre Marco continua a tenerti per i fianchi, io mi concentrerò di nuovo sui tuoi seni... ma vorrei che tu ti concentrassi su quello che provi anche più in basso, lì dove i jeans stringono. Ti va bene se procediamo?" Miky rimane immobile per un istante, il petto che sobbalza violentemente tra le mani del dottore. Non riesce a parlare, la gola è troppo secca per l'emozione. Cerca il tuo sguardo, Marco, quasi a volerti dire che è ormai oltre il punto di non ritorno. Poi, con una lentezza carica di significato, fa un cenno d'assenso con la testa, lasciando che il mento ricada verso il petto.Franco non perde tempo. Con una mano torna a stringere con decisione il seno destro, mentre con l'altra scivola davanti, sfiorando il capezzolo sinistro con un movimento ritmico. Contemporaneamente, preme leggermente il suo corpo contro la schiena di lei. Tu, Marco, senti sotto le tue dita che Miky sta iniziando a tremare. I jeans bianchi, tesi al massimo, sembrano quasi non riuscire a contenere la sua reazione. "Guarda come reagisce, Marco," mormora Franco, mentre aumenta la pressione. "Senti come il suo corpo si tende? È il momento perfetto per vedere fin dove arriva la sua sensibilità..." Il clic metallico del bottone che si sgancia risuona nello studio come un colpo di frusta. Miky trattiene il fiato, sentendo la pressione dei jeans bianchi allentarsi improvvisamente sul bacino. Franco si blocca per un istante, osservando le tue mani muscolose che si muovono con quella calma possessiva. Un sorriso sottile gli compare sul volto: ha capito che hai appena dato il via libera definitivo. "Ottima mossa, Marco," sussurra lui, "la tensione dei vestiti può alterare la percezione dei riflessi. Così è molto meglio." Con la zip dei jeans che scivola giù di qualche centimetro, il pizzo nero della brasiliana diventa il protagonista assoluto, rivelando ancora di più la perfezione della sua pancia piatta e l'inizio di quel pube che sai essere curato alla perfezione. Miky emette un gemito più profondo, la testa che ricade all'indietro fino a sfiorare la spalla di Franco, mentre le sue mani cercano le tue gambe per restare in equilibrio. Franco ne approfitta subito. Mentre tu tieni i jeans socchiusi, lui fa scivolare le mani sotto le ascelle di Miky, arrivando a circondare i seni da davanti con una presa piena e decisa. "Senti come pulsa, Marco? Ora che è libera dal blocco dei vestiti, la sua eccitazione sta esplodendo."Il dottore inizia a massaggiare i seni con movimenti circolari e pesanti, mentre con i pollici tormenta quei capezzoli che ormai sembrano pietrificati. Miky è in estasi: il calore di Franco alle sue spalle e le tue mani che accarezzano il bordo dei suoi jeans aperti la fanno sentire al centro di un desiderio travolgente."Miky, apri le gambe... solo un pochino," mormora Franco, mentre la sua mano destra abbandona il seno per scendere lentamente lungo il suo ventre, puntando dritto verso quel pizzo nero che tu hai appena scoperto.Mentre aiuti dolcemente Miky ad allargare le gambe, sentendo la resistenza elastica dei jeans bianchi che cedono, noti che lei ha perso ogni residua difesa. Il suo corpo è un arco teso di desiderio.Inclinando il viso all'indietro, Miky cerca inconsciamente un contatto più profondo con chi le sta alle spalle. Il suo collo è teso, esposto, e il suo respiro esce dalle labbra socchiuse in piccoli sussulti regolari. Franco non si fa pregare: accoglie quel movimento avvicinando il viso a quello di lei, fino a far sfiorarle le guance."Guarda com'è abbandonata, Marco," sussurra Franco, mentre con una mano continua a pesare e massaggiare il seno di Miky e con l'altra scivola inesorabilmente verso il basso, dove il pizzo nero della brasiliana attira ogni sguardo. "Si fida di noi... si fida di te."Miky emette un gemito più lungo quando sente la mano del dottore posarsi piatta sulla zona pubica, proprio sopra il pizzo. Sotto la pressione delle dita di Franco, si intuisce perfettamente la cura della rasatura brasiliana: la pelle è così liscia che il tessuto nero sembra scivolare senza alcun ostacolo.Tu sei lì, a pochi centimetri, e vedi la mano di un altro uomo prendere possesso dell'intimità di tua moglie mentre lei, con gli occhi chiusi e il viso offerto a Franco, sembra in attesa di un segnale da parte tua. I jeans aperti rivelano ormai gran parte del pizzo nero, che appare teso e lucido.Franco solleva leggermente il bordo del perizoma con un dito, quanto basta per intravedere la perfezione della pelle rasata. Si volta verso di te, Marco, con uno sguardo che brucia: "È di una bellezza sconvolgente. Marco, vuoi che verifichi se la sua reattività è la stessa anche qui sotto?""Certo, Franco, fai pure. Sei tu il dottore". Rispondi con un tono calmo che nasconde un'eccitazione profonda, mentre i tuoi occhi verdi non si staccano da quel contrasto tra il pizzo nero e la pelle di Miky.Franco accenna un sorriso sornione, quasi di sfida, e le sue dita indugiano sul bordo elastico della brasiliana. Miky, in quell'istante, è l'immagine pura dell'abbandono. La testa è completamente reclinata all'indietro sulla spalla di Franco, i capelli castani che ricadono morbidi; la bocca è leggermente aperta e ne esce un respiro caldo, ritmico, quasi un lamento di piacere trattenuto. È in estasi, sospesa tra le tue mani che le tengono aperti i pantaloni e quelle del dottore che stanno per varcare l'ultima soglia.Franco fa scivolare due dita sotto il pizzo nero, cercando il contatto diretto con quella pelle liscissima e perfettamente rasata. "Senti come scotta, Marco?" mormora lui, mentre inizia a muovere le dita con una lentezza tormentosa proprio lì dove la rasatura brasiliana lascia spazio alla sensibilità più assoluta.Miky inarca la schiena, un brivido violento le percorre le gambe infilate nei jeans bianchi e i suoi capezzoli, duri come chiodi, sembrano voler bucare l'aria. Un gemito più acuto le sfugge dalle labbra, mentre le sue dita cercano disperatamente le tue braccia per non scivolare via dal lettino.Franco si sposta di lato, mantenendo la mano saldamente immersa in quel pizzo nero che ormai nasconde poco o nulla. Si china sul viso di Miky, arrivando a un respiro dalle sue labbra."Miky..." sussurra con un trasporto che non ha più nulla di professionale, "sei così bella e così pronta... Vorrei sentire il sapore della tua bocca mentre le mie dita si prendono cura di te. Posso?"Miky, con la testa ancora reclinata e il respiro mozzo, non risponde subito. I suoi occhi marroni, velati di desiderio, scattano verso di te, Marco. Cerca il tuo sguardo, il tuo permesso, la conferma che questo passo oltre il confine sia quello che vuoi anche tu. Tu sei lì, vicinissimo, quasi incollato al suo fianco. Per rassicurarla e spingerla definitivamente nel baratro del piacere, allunghi la mano verso il suo seno libero. Afferri quel capezzolo duro come un chiodo tra pollice e indice e inizi a strizzarlo con decisione, come sai che lei adora.Miky emette un grido soffocato, un suono acuto di puro piacere che vibra contro il petto di Franco. Quel dolore misto a godimento che le provochi è la scintilla finale. "Sì, Marco... sì..." mormora lei, e con un cenno quasi impercettibile del capo dà il via libera al dottore. Franco non se lo fa ripetere. Le sue labbra catturano quelle di Miky in un bacio languido, profondo, mentre la sua lingua inizia a giocare con la sua. Contemporaneamente, la sua mano sotto la brasiliana nera accelera il ritmo, esplorando con confidenza quella zona così liscia e già incredibilmente umida. Miky è letteralmente travolta: sente la tua mano che le tormenta il capezzolo con forza e la bocca di Franco che la possiede, mentre le dita di lui lavorano senza sosta tra le sue gambe. Le sue mani si stringono attorno ai tuoi avambracci muscolosi, cercando un appiglio mentre il suo bacino inizia a spingere ritmicamente contro la mano del medico. Franco si stacca un secondo dal bacio, con il fiato corto, e ti guarda mentre continui a strizzare quel seno: "Marco, non ho mai visto una donna reagire così... è un incendio”.Franco interrompe il bacio solo di qualche millimetro, restando così vicino alle labbra di tua moglie che i loro respiri si mescolano in un unico soffio caldo. La sua mano sotto il pizzo nero non si ferma, anzi, continua a muoversi con una sapienza che sta portando Miky al limite del controllo. Lui solleva lo sguardo verso di te. Ha gli occhi lucidi, carichi di un’adrenalina che non riesce più a mascherare. "Marco," dice con voce bassa e roca, "siamo arrivati a un punto di non ritorno. Se vuoi... se volete... posso rendere questa visita completa. Posso andare oltre il controllo clinico e prendermi cura di lei come merita un corpo così perfetto. Vogliamo procedere?" Miky, con i seni che sussultano tra le tue mani e quelle di Franco, e i capezzoli che ancora bruciano per la tua stretta decisa, apre gli occhi. Ti fissa con un'intensità quasi dolorosa; le sue pupille sono così dilatate che il marrone dell'iride sembra scomparire. In quello sguardo vedi tutto: il timore, la lussuria più sfrenata e la gratitudine per averla portata fin lì. Lentamente, senza staccare i suoi occhi dai tuoi, fa un cenno di sì con la testa. È un movimento piccolo, ma definitivo. Tu senti il cuore battere contro le costole. "Sì, Franco," rispondi con una fermezza che ti sorprende, "per noi va bene. Procedi pure." A quelle parole, Franco scatta con una decisione nuova. "Allora aiutami, Marco." Mentre lui inizia a far scivolare i jeans bianchi lungo i fianchi di Miky, tu la sostieni per la schiena, sentendo la pelle nuda e sudata contro il tuo braccio. I jeans cadono a terra insieme alle decolté nere, lasciando Miky solo con la brasiliana di pizzo che ora appare quasi trasparente per quanto è inumidita. Le sue gambe muscolose e liscissime sono lì, esposte, vibranti. Franco la fa sdraiare di nuovo sul lettino, ma stavolta le chiede di avvicinare il bacino proprio sul bordo, verso di lui. "Apri bene, Miky... non aver paura," sussurra lui mentre si posiziona tra le sue gambe spalancate. L'atmosfera nello studio è ormai incandescente, quasi irrespirabile per la tensione erotica. Miky, trascinata dal vortice che hai creato, rompe ogni residuo indugio. Con un movimento fluido e deciso, allarga le gambe sul lettino, offrendosi completamente alla vista e all'esplorazione. "Marco... avvicinati... ti prego," mormora lei con una voce che è un graffio, tanto è carica di desiderio. Mentre ti porti di lato, vicino al suo fianco, la sua mano corre istintivamente verso di te, cercando il profilo rigido della tua patta che tende i pantaloni. Quando le sue dita stringono quel gonfiore, Miky emette un gemito di puro sollievo, come se toccarti fosse l'unica cosa in grado di tenerla ancorata alla realtà mentre sta per naufragare nel piacere. Franco è rapito. Si è posizionato esattamente tra le sue cosce, le ginocchia che quasi sfiorano il metallo del lettino. Il suo viso è a un soffio da quel pizzo nero inumidito. Inspira profondamente, chiudendo gli occhi per un istante per assaporare il profumo intenso e naturale che emana il corpo di Miky, un mix di eccitazione e pelle riscaldata. Con il pollice, inizia a premere e ruotare con precisione chirurgica proprio sopra il clitoride, attraverso il tessuto sottile del perizoma. La pressione è decisa, ritmica. "Sei bollente, Miky... emani un calore incredibile," sussurra lui, e la sua voce vibra proprio lì, contro la sua intimità. Miky inarca violentemente il bacino, la mano che stringe la tua patta si fa ancora più possessiva, mentre con l'altra mano afferra il lenzuolino di carta del lettino, stropicciandolo. I suoi capezzoli, che tu continui a stimolare, sembrano quasi pulsare a ogni tocco di Franco. "Guarda, Marco," dice Franco senza alzare lo sguardo, "guarda come il pizzo si modella sotto la mia pressione... è quasi un peccato che sia ancora lì a coprire tanta bellezza." Il dottore solleva appena lo sguardo verso di te, vedendo Miky che ti accarezza con foga mentre lui la lavora dal basso. Franco ti guarda con un’intensità che tradisce quanto stia faticando a mantenere il controllo professionale. Le sue dita sono ancora premute contro quel pizzo nero, che ormai è diventato un tutt'uno con la pelle umida di Miky. "Marco," mormora sollevando appena gli occhi verso di te, "questo tessuto è l'ultima cosa che mi separa dalla verità. Che dici... deve restare ancora lì o è il caso di toglierlo per completare l'esame?" Tu non hai dubbi. Con un sorriso carico di sfida e di orgoglio, rispondi con voce ferma: "Ma sì, Franco... è ovvio. Toglilo. Voglio che tu veda quanto è bella e quanto è pronta." A quelle parole, Miky emette un sussulto che le scuote tutto il corpo. Franco, con una lentezza quasi cerimoniale, infila i medi sotto i laccetti laterali del perizoma. Vedi il pizzo nero scivolare lungo le sue cosce sode e lisce, rivelando finalmente in tutta la sua gloria la perfezione del suo sesso, curato con quella rasatura brasiliana che lascia scoperta una pelle rosata e lucida, tesa dal desiderio.L'odore di Miky ora invade lo spazio tra loro. Franco rimane per un attimo in apnea, sopraffatto dalla visione di quella vulnerabilità così curata. "Mio Dio, Marco... è un capolavoro," sussurra, mentre le sue dita, ora finalmente libere da ostacoli, si posano direttamente sulla carne viva.Miky inarca il bacino con una forza tale che la sua mano sulla tua patta stringe ancora di più, quasi a volersi fondere con te mentre l'altro uomo la esplora senza più filtri. Franco inizia a separare con le dita le grandi labbra, esponendo alla luce della lampada il centro della sua eccitazione.L'aria nello studio è ormai satura di un desiderio primordiale. Miky ha perso ogni inibizione: con un movimento fluido e potente, punta i talloni sul lettino e solleva il bacino verso l'alto, offrendo la sua fica perfettamente rasata al viso di Franco. È un gesto di abbandono totale, un invito che il dottore accoglie con un gemito di fame repressa. Franco afferra le sue cosce sode per tenerla ferma e, un istante dopo, vedi la sua lingua guizzare con precisione su quel bocciolo teso e lucido. Miky lancia un grido che squarcia il silenzio della villetta, un suono di puro piacere che vibra contro le pareti. Vedere un altro uomo, un estraneo così distinto e autoritario, osare lì dove solo tu sei stato per anni, ti provoca una scarica di adrenalina insopportabile.Non riesci più a restare solo a guardare. Con le mani che tremano leggermente per la foga, slacci i jeans e cali i boxer. La tua eccitazione esplode libera, tesa e pulsante verso il viso di tua moglie.Miky, sentendo il calore della tua pelle vicino al suo volto, apre gli occhi velati dal piacere. Mentre la lingua di Franco continua a lavorare senza sosta tra le sue gambe, lei allunga le mani e ti attira a sé. La sua bocca, calda e ancora bagnata dai baci del dottore, avvolge il tuo cazzo con un trasporto disperato, cercando un contatto che la tenga unita a te mentre l'altro la sta portando al culmine.Tu sei lì, in piedi tra il lettino e il dottore, testimone di una danza a tre incredibile: sotto di te, Miky ti possiede con la bocca; sotto di lei, Franco la divora con una passione che ha travolto ogni etica medica.Franco solleva per un attimo lo sguardo verso di te, con le labbra lucide e il fiato corto, e vedendo come Miky ti sta onorando, sussurra una proposta che cambierà per sempre il vostro giocoL'aria è diventata talmente pesante che si potrebbe tagliare con un coltello. Franco si solleva appena, restando inginocchiato tra le gambe di Miky, con le labbra ancora lucide e il respiro che esce a scatti. Ti guarda fisso negli occhi, e in quello sguardo non c'è più traccia del medico: c'è un uomo che ha assaggiato un piacere proibito e ne vuole ancora, ma in una forma diversa. "Marco..." mormora con una voce che sembra venire dal profondo del petto, "lei è incredibile. Ma guardarti mentre la marchi con la tua presenza mi sta facendo impazzire. Che ne dici... facciamo cambio? Voglio che tu senta quanto è calda e pronta ora che l'ho preparata io, mentre io mi prendo cura della sua bocca." Miky, sentendo quelle parole, sgrana gli occhi marroni, passando lo sguardo da te a lui. La sua mano, ancora stretta attorno a te, trema visibilmente. Non ha mai vissuto nulla di simile, ma l'idea di averti dentro di sé mentre l'uomo che l'ha appena esplorata così profondamente le riempie la bocca è la vetta estrema del suo desiderio.Lei si stacca lentamente da te, lasciando un ultimo bacio umido sulla punta, e si sposta leggermente sul lettino per farti spazio, mentre Franco si solleva e si posiziona all'altezza del suo viso."Vieni, Marco," la invita il dottore con un cenno del capo, "prenditi quello che è tuo, mentre io continuo a 'visitarla' da quassù." Il lettino ginecologico cigola sotto il peso della vostra passione, trasformandosi nel palcoscenico di un’estasi che ha travolto ogni limite. Ti posizioni tra le gambe di Miky, che sono spalancate e vibranti, offrendoti quella perfezione rasata che Franco ha appena finito di preparare per te.Quando entri in lei, lo fai con una spinta decisa, carnale. Miky emette un gemito profondo che si spegne direttamente contro la pelle di Franco. Non l'hai mai vista così: è "infoiata" in un modo che ti sconvolge e ti eccita fino al midollo. Mentre tu la possiedi ritmicamente, lei si dedica al dottore con una fame insaziabile, usando tutto il suo sapere per onorare il "bastone" di Franco e accarezzandogli i testicoli con una maestria che ti lascia senza fiato. Franco, in piedi sopra di lei, tiene le mani intrecciate nei capelli castani di tua moglie, guidando il suo ritmo mentre osserva, rapito, il punto in cui tu affondi in lei. I suoi occhi incontrano i tuoi in una sfida di puro piacere condiviso. Senti Miky stringersi attorno a te, i suoi muscoli vaginali che pulsano all'unisono con i movimenti della sua bocca su Franco. Il suono della carne che si scontra e i sospiri rochi del dottore creano una sinfonia erotica che non dimenticherete mai. Miky è il ponte tra voi due, un centro di piacere puro che sta per esplodere. L'intensità nello studio ha raggiunto il punto di rottura. Il ritmo dei tuoi affondi si fa serrato, potente, mentre senti i muscoli di Miky stringersi intorno a te in spasmi sempre più frequenti. Lei è in uno stato di trance erotica: le sue mani artigliano le natiche di Franco mentre la sua bocca lavora con quella maestria da "fenomeno" che conosci bene, accogliendolo con una foga che lascia il dottore quasi senza respiro. Franco ha la testa gettata all'indietro, le vene del collo tese, mentre le sue mani guidano la testa di Miky in un ritmo forsennato. "Ci siamo, Marco... non resisto più!" ringhia lui, cercando il tuo sguardo per l'ultima volta. Tu senti l'ondata montare dalle gambe fino alla schiena. Con un ultimo, profondissimo affondo, ti blocchi contro di lei, premendo il tuo ventre muscoloso contro il suo bacino mentre la riempi completamente, sentendo il calore del tuo seme che si diffonde all'interno della sua fica pulsante. Miky lancia un grido soffocato, un suono che le vibra nel petto mentre anche lei esplode in un orgasmo devastante che le fa inarcare la schiena.Proprio in quell'istante, Franco cede. Con un sussulto violento, lui corona la dedizione di Miky, marchiando la sua bocca con la prova del suo piacere. Lei non si ritrae, anzi, accoglie tutto con una voracità che ti rende orgoglioso, confermando la sua natura più profonda davanti a te.Rimanete così per lunghi secondi: il silenzio dello studio rotto solo dai vostri respiri pesanti e dal battito accelerato dei cuori. Miky si accascia sul lettino, lo sguardo perso nel vuoto, lucida di sudore e di piacere, con la consapevolezza che da stasera nulla sarà più come prima. Mentre Miky giace ancora sul lettino, con lo sguardo perso e i segni del piacere di entrambi ancora addosso, il silenzio viene rotto dal rumore secco di Franco che si riveste con una calma glaciale. Non c’è traccia di imbarazzo in lui, solo un’autorità nuova, quasi predatoria. Si sistema la camicia, si infila il camice bianco senza abbottonarlo e si siede alla scrivania, osservandovi mentre vi ricomponete. "Bene," esordisce con una voce ferma, che taglia l'aria. "Direi che abbiamo stabilito un ottimo protocollo di cura. Marco, hai una moglie straordinaria, ma stasera abbiamo capito che il suo corpo risponde a stimoli che tu, da solo, non puoi più darle da solo."Si alza, si avvicina a voi e mette una mano pesante sulla tua spalla, mentre con l'altra solleva il mento di Miky, costringendola a guardarlo negli occhi. "Da oggi in poi, le visite saranno regolari. Non voglio che saltiate nemmeno un appuntamento. Miky, il tuo benessere d'ora in avanti dipenderà da quanto saprai essere ubbidiente qui dentro. E tu, Marco... dovrai imparare a goderti lo spettacolo del suo cedimento totale sotto le mie mani. Ci siamo capiti?" Miky abbassa lo sguardo, un brivido le percorre la schiena, mentre tu senti che quel patto silenzioso è diventato un vincolo reale."Potete andare. Vi aspetto giovedì prossimo. E Miky... indossa qualcosa di ancora più trasparente. Mi facilita l'esame." Uscite dallo studio con la sensazione di aver lasciato le chiavi della vostra intimità in quella villetta.
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4 ore fa
Mitch,
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Ultima visita: 1 ora fa -
La mia prima volta con una donna (racconto autobiografico)
**La mia prima volta con una donna** *(racconto autobiografico, con qualche variazione richiesta dalla linea editoriale)* Eravamo alla fine degli anni Ottanta. A quell’epoca Internet e le chat non esistevano, ma esisteva un mezzo affascinante, una sorta di chat vocale ante litteram: una rete di ricetrasmettitori chiamati in gergo "baracchini". La sera, come nelle chat pubbliche, ci si radunava tra uomini e donne, ragazzi e ragazze, e se scattava simpatia, ci si isolava per parlare in privato con la persona che interessava. In quel periodo conobbi due donne: una ragazza della mia età (maggiorenne) e una signora molto più grande, che ne aveva trentadue. Negli anni Ottanta non c’erano le stesse paure di oggi, e dopo qualche sera chiesi alla ragazza giovane di incontrarci. Lei mi diede il nome della via per andarla a trovare direttamente a casa sua – cosa che oggi sarebbe impensabile. Così, un pomeriggio, mi recai in quella via e suonai al campanello. Ma ad aprirmi la porta non fu la ragazza, bensì una bella donna: era quella di trentadue anni con cui parlavo. Parlammo tutto il pomeriggio insieme e lei mi invitò di nuovo a casa sua. Nell’arco di un mese sbocciò una bellissima storia d’amore. C’era solo un problema: era sposata. Nonostante ciò, la passione era intensa per entrambi. Era la mia prima storia, la prima volta che toccavo il seno – molto grosso – di una donna. Non era il primo bacio, perché avevo già baciato una ragazza di sette anni più grande un anno prima. Io, dopo due mesi, volevo fare l’amore con lei, ma lei resisteva. Fui molto paziente, e non era facile per un ragazzo appena maggiorenne! Finché, dopo nove mesi, mia nonna partì per una settimana in montagna. Casa libera! Lei si fece accompagnare dalla sua amica, che sapeva di noi. Non fu semplice organizzarsi: non esistevano i cellulari. Ma finalmente entrammo in casa di mia nonna. Non avevamo tantissimo tempo, era pomeriggio. Nove mesi di desiderio. Non ce la facevo più. La mia prima volta avvenne sul letto della camera di mia nonna. Lei era molto carina (e lo è ancora, nonostante gli anni; siamo rimasti amici) ma soprattutto estremamente dolce. I nove mesi di attesa avevano portato me e lei a un livello di innamoramento e desiderio oltre ogni limite. Mi fece mettere a sedere sul letto. Cominciammo a baciarci con una passione incredibile e poi... fu lei a condurre il gioco, con estrema delicatezza e con uno sguardo di un'intensità d'amore incredibile. Cominciò a scendere sempre più giù, finché per la prima volta sentii il piacere. Tutto fatto con estrema dolcezza, piano piano. Già in quel momento non era facile resistere! Lei rimase in ginocchio per un po', senza mai staccarmi gli occhi. Vederla mentre lo aveva in bocca mi fece andare in paradiso. Devo dire che di donne ne ho avute in seguito, ma lei – forse il primo amore, forse perché era una Donna – è stata una delle migliori. La voglia aumentava. Fu il mio momento: sentii il suo odore di donna e il suo sapore... che nettare! Non sono affatto tutte uguali... Lei produceva molto succo, in brevissimo era completamente fradicia. Arrivò il momento della verità: la prima volta con lei, donna con molti anni più di me, e io ragazzino, senza preservativo. Un rischio: e se avessi eiaculato dentro? Io ero sopra di lei, con dolcezza ma deciso. Entrai: il paradiso. Lei, innamoratissima e sensibile, con un irrefrenabile desiderio, cominciò a godere subito. In pochissimo tempo ebbe l'orgasmo. Cambiammo posizione e la feci godere anche a pecora, ma l’eccitazione era troppo forte e non durammo molto. Venni dopo quindici-venti minuti e sparsi il mio seme sui suoi seni molto grossi; lei mi finì con la bocca. Le volte dopo era golosa del mio seme e lo avrebbe sempre desiderato. La storia andò avanti per due anni. Fui io a volerla rompere: lei non mi bastava più e stare senza di lei il weekend mi faceva stare male. Nonostante ciò, l’amicizia è continuata. Lei è sempre una donna eccezionale.
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1 giorno fa
NoteDiPassione,
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L'anziana vicina - Parte 2
Elena entrò in camera da letto senza accendere la luce. La stanza era immersa in una penombra dorata, filtrata dalle tende pesanti. Il letto era grande, con lenzuola di lino chiaro e un copriletto leggero in seta color avorio. Luca la seguì, chiudendo la porta dietro di sé.Elena si fermò ai piedi del letto e si voltò verso di lui. Senza dire una parola, si slacciò lentamente la cintura del caftano. Il tessuto scivolò dalle sue spalle e cadde a terra con un fruscio leggero.Rimase nuda davanti a lui.Il suo corpo non era quello di una giovane donna, ma conservava una bellezza matura e affascinante. I seni erano pieni, pesanti, con i capezzoli scuri e già tesi. La vita era leggermente più morbida, i fianchi larghi e femminili. Le gambe, lunghe e ancora ben tornite, terminavano con quei piedi eleganti che tanto lo avevano colpito. La pelle era chiara, con qualche ruga leggera qua e là, ma curata e profumata di sandalo.Luca la guardò senza riuscire a parlare.Elena non si coprì. Anzi, si lasciò osservare, con una calma quasi regale.«Vieni» disse piano.Luca si avvicinò. Lei gli slacciò la camicia, poi i pantaloni, con gesti lenti e sicuri. Quando gli abbassò i boxer, il suo membro scattò fuori, già duro e teso. Elena lo guardò con un piccolo sorriso soddisfatto.«Era da molto tempo...» mormorò, senza continuare la frase, passandogli una mano sul petto.Si sdraiò sul letto, appoggiandosi sui gomiti. Allungò una gamba e gli sfiorò la coscia con il piede nudo.«Prima di tutto…» disse, guardandolo dritto negli occhi, «voglio che mi baci i piedi. Mi sembrava avessi detto che ti piacevano...»Luca sentì un brivido corrergli lungo la schiena. Si inginocchiò ai piedi del letto, prese delicatamente il piede destro di Elena tra le mani e lo portò alla bocca.Lo baciò con reverenza. Prima la pianta, poi l’arco, poi ogni dito, uno per uno. Elena emise un sospiro lento, quasi impercettibile. Quando lui cominciò a succhiare l’alluce, lei piegò leggermente la gamba e gli accarezzò la nuca con l’altro piede.«Così…» sussurrò. «Bravo.»Dopo qualche minuto, Elena ritrasse il piede e aprì lentamente le gambe. La sua fica era già umida, le grandi labbra gonfie e lucide.«Ora vieni qui» disse, la voce più roca. «Voglio sentirti dentro di me.»Luca salì sul letto. Si posizionò tra le sue gambe e si abbassò su di lei. Elena gli prese il viso tra le mani e lo baciò con passione mentre lui la penetrava lentamente, centimetro dopo centimetro.Era stretta. Calda. E molto bagnata.«Ahh…» gemette piano Elena, inarcando la schiena. «Sì… così.»Luca cominciò a muoversi con ritmo profondo e misurato. Elena gli avvolse le lunghe gambe intorno alla vita, incrociando le caviglie dietro la sua schiena. I suoi piedi premevano contro i glutei di lui, spingendolo più a fondo a ogni colpo.«Più forte» mormorò contro la sua bocca. «Non trattarmi come se fossi fragile. Sono ancora una donna.»Luca obbedì. Aumentò il ritmo, scopandola con più forza, mentre lei rispondeva con gemiti sempre più intensi. I seni di Elena ondeggiavano a ogni colpo. Le sue unghie gli graffiavano la schiena.Dopo qualche minuto, Elena lo fece fermare.«Aspetta» disse, il respiro accelerato. Si girò lentamente sulla pancia, poi si mise a quattro zampe, sollevando il culo morbido verso di lui. I suoi piedi rimasero ben piantati sul materasso, eleganti e tesi.«Da dietro» ordinò dolcemente. «E voglio che mi tocchi i piedi mentre mi scopi.»Luca la penetrò di nuovo. Questa volta più profondamente. Elena gemette forte, stringendo le lenzuola tra le dita. Mentre la scopava con decisione, lui le afferrò i piedi e cominciò a massaggiarli, stringendoli, accarezzandoli.«Luca…» ansimò Elena, la voce spezzata dal piacere. «Sto per venire… non fermarti.»Venne poco dopo, con un gemito lungo e profondo, il corpo che tremava mentre le pareti interne lo stringevano ritmicamente. Luca resistette ancora qualche secondo, poi si ritirò e venne anche lui, schizzando caldo sulla curva del suo sedere e sulla parte bassa della schiena.Per qualche istante rimasero così, immobili, solo i loro respiri affannosi che riempivano la stanza.Poi Elena si sdraiò sulla schiena, esausta, ma con un sorriso soddisfatto sulle labbra. Luca si lasciò cadere accanto a lei. Lei gli accarezzò il viso con una mano, pigramente..«Vedi?» mormorò, ancora un po’ senza fiato. «Non sono poi così vecchia.»Luca la guardò. Aveva i capelli bianchi sparsi sul cuscino, il viso arrossato, il corpo lucido di sudore. Era bellissima,a suo modo.«No» rispose piano, chinandosi a baciarla sulla bocca. «Sei perfetta.»Elena sorrise contro le sue labbra.«Allora resta qui stanotte» disse. «Voglio svegliarmi sentendo il calore di un giovane uomo accanto a me.»
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3 giorni fa
Basil,
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Ultima visita: 19 ore fa -
E riecco Silvia...
Mia moglie ha organizzato un piccolo evento. Questa nostra amica Silvia (la Silvia del primo racconto) ha partecipato un mese fa e ieri ha voluto portare sua madre, io sono sempre presente a questi eventi per dare una mano a mia moglie.Ieri Silvia è arrivata con una minigonna...non tanto corta....ma quanto basta per mettere in mostra le gambe...e lei conosce la mia passione per le gambe...Prima che iniziasse la conferenza chiede a me e mia moglie se potevo accompagnarla a casa perché aveva un altro impegno con sua figlia e per questo era venuta con l'auto di sua madre. Il mio aiuto per mia moglie consiste nell'allestire la location e siccome era tutto pronto potevo accompagnarla. Saliamo in macchina e mi avvio verso casa sua...più o meno 45 minuti dalla location dell'evento. L'ultima volta che ci eravamo visti c'erano stati degli scambi di sguardi ma non ho voluto dare peso per non illudermi. Appena partiti chiedo come stava suo marito e se stava lavorando al pomeriggio o notte, lui fa solo quei due turni, lei mi risponde "pomeriggio" e subito dopo mi ha detto "... quanto tempo abbiamo?.....io non nessun impegno" e mentre lo ha detto ha allargato leggermente le gambe....come un invito....gli ho messo la mano sulla coscia e gli ho risposto "....il tempo necessario..." e ho cominciato a salire con la mano fino ad arrivare alle mutandine...erano umide...aveva programmato questo incontro...e quindi ho preso una strada di campagna per andare in un posto tranquillo che conoscevo. Mentre mi davo da fare anche lei si è fatta avanti e con la mano dalla coscia è salita al rigonfiamento che andava aumentando...mi ha slacciato i pantaloni e mi ha aiutato a tirarli giù...io ero già dentro di lei con le dita...lei si è chinata su di me e me lo ha preso in bocca...sembrava lo desiderasse da tempo...se l'è gustato come fosse un gelato... fortunatamente sono arrivato sotto l'albero d'acacia che conoscevo...con lei che succhiava in quella maniera io cominciavo a non capire più nulla! L'ho lasciata fare ancora un po'...non ho spento la macchina...ieri faceva un caldo micidiale...non c'era nessuno nella campagna....mi sono sfilato pantaloncini e mutande... sono sceso e sono andato dalla sua parte...il tempo che sono arrivato da lei si era già tolta le mutandine... l'ho fatta scendere e l'ho fatta mettere a 90 gradi e gli ho leccato la figa...era profumata...aveva programmato tutto... l'ho fatta venire e senza aspettare l'ho penetrata mentre ancora aveva orgasmi...stavo sudando tantissimo e mi sono tolto la maglietta...ho dato colpi lunghi e decisi...mi sono fermato un paio di volte per non venire subito....poi ho aumentato il ritmo fino a venire...stavo per tirarmi fuori ma lei mi ha tenuto...e sono venuto dentro...e lei insieme a me...ho fatto ancora un po' di movimenti pelvici mentre il mio seme gli colava dalle cosce...Dopo più di vent'anni ci siamo ritrovati e nulla è cambiato...l'attrazione è sempre fortissima...forse per quello teniamo le distanze...per non rovinare i matrimoni che tutto sommato funzionano...non so quando ci vedremo ma sarà meglio non da soli o ci saltiamo addosso di nuovo. Quello che c'è tra noi è pura attrazione sessuale, caratterialmente non andremmo molto d'accordo....ma sul sesso siamo esplosivi.L'ho accompagnata a casa, mi fatto dare una rinfrescata per rimettermi in ordine. Ieri è stata una giornata bollente in tutti i sensi...
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3 giorni fa
Faber,
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