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L'impicciona
Ogni volta che io e mia moglie siamo soli a casa facciamo festa e stasera sarà una di quelle sere, finalmente. Tra le varie sveltine rubate ai giorni ordinari, quando i bambini sono dai nonni ci ritagliamo un’intera serata per qualche giochino, per un po' di romanticismo e per qualche scopata fatta come si deve. Quando ci sono queste serate faccio sempre una specie di preparazione: mentre lavoro, da solo nel mio laboratorio, guardo al cellulare qualche porno a bassissimo volume. Senza toccarmi, già guardarne qualcuno mi carica, mi eccita e mi fa pregustare quello che mi godrò stasera. In più mi faccio venire qualche idea, mi faccio ispirare da qualche posizione o da qualche pratica piccante e insolita.
L’unico rischio, mentre lavoro, è che possa entrare qualcuno, ma sono sempre coperto e nessuno può vedermi: se dovesse succedere, e qualche volta è capitato, blocco il video e nessuno si accorge di niente.
Oggi è una giornata tranquilla, si è vista poca gente e quindi sono abbastanza rilassato mentre lavoro, e nel frattempo una bella ragazza in POV succhia un cazzo mentre si masturba con un dildo, godendo e dicendo tante porcherie. Bell’idea giocare con un dildo: potremmo farlo anche noi stasera.
Mentre sono assorto tra lavoro e sogni pornografici, la porta si apre ed entra Antonia, la cugina di mia moglie.
“Hei, come va?”
Blocco il telefono, spegnendo il video e faccio finta di niente come al solito.
“Ciao! Tutto bene, si lavora. Come mai in giro a quest'ora?”
Mi alzo dal mio banco e le vado incontro per salutarla.
“Oggi è il mio giorno libero e quindi sono in giro per commissioni. Passavo di qui e volevo salutarti"
Appena mi vede avvicinarmi mi accorgo che mi squadra dalla testa ai piedi e sgrana appena appena gli occhi. Esito un momento e poi mi guardo: forse sono particolarmente sporco o qualcosa del genere. No…ma sotto ai miei pantaloni si vede che sono in po' barzotto…ma mi dico che non lo avrà notato.
“Allora, com’è il nuovo lavoro?” le chiedo per mostrare disinvoltura.
“Un po' monotono, ma non è male. Il tuo invece sembra particolarmente divertente!”
Mi lascia perplesso e non capisco che voglia dire, o forse capisco ma preferisco pensare che voglia dire altro.
“Ma no, è come sempre, solo che è un lavoro soddisfacente”
“Eh lo vedo!” ridacchia squadrandomi di nuovo “ma è un servizio incluso per tutte le clienti o mi devo sentire lusingata?”
Ora so esattamente di cosa sta parlando e arrossisco tanto da sentire distintamente il calore della mia faccia.
Antonia mi sorride tranquilla: “Non ti preoccupare, so che possono fare questo effetto” e mentre lo dice si porta una mano su una delle sue grosse tette.
Antonia ha un davanzale davvero considerevole: non saprei dire nemmeno che taglia sia, ma ha due tette enormi, che servirebbero quattro mani per sollevarle. Non le mette in mostra, ma sono comunque molto evidenti e oggi indossa una maglietta non tanto scollata, ma che comunque lascia intravedere l’inizio del lungo solco tra i suoi bei seni. Ora che ne ha parlato, mi ritrovo con gli occhi bassi sul suo petto a guardale le tettone mezzo imbambolato, mentre lei, sempre scherzosa, mi riprende:
“Se le fissi ancora per un po' devo farti pagare il biglietto”
Imbarazzato comincio a farfugliare qualcosa: “Ma no, è che…non è per te…stavo…”
“Ah non è per me? Ti viene duro lavorando? Questa mi è nuova.”
La sua disinvoltura mi lascia interdetto, ma mi fa anche pensare di poter dire quello che voglio: “Stasera io e Anna siamo soli…quindi mi stavo facendo venire qualche idea per la serata…non so se mi spiego”
Antonia mi guarda incuriosita e divertita e mi chiede qualche dettaglio in più, allora io le spiego il mio modo di prepararmi: le dico della serata, dei porno mentre lavoro, delle fantasie con cui mi eccito. Non so perché glielo sto dicendo, ma la sua malizia mi mette a mio agio quindi, continuando a parlare, il cazzo torna bello barzotto nei pantaloni.
“E alla fine ti fai anche una sega…?” domanda Antonia maliziosa. Io esito e non rispondo.
“Dai, me lo puoi dire ormai, ti fai una sega o no?”
“...si, alla fine, per scaricarmi un po' e per durare di più stasera”
“E mi sembri già abbastanza carico” ribatte guardando il rigonfiamento tra le mie gambe. Sembra quasi ipnotizzata, dal suo sguardo sembra voglia proprio scoprire cosa nascondo nelle mutande e quindi mi faccio coraggio e me la rischio.
“Funziona lo stesso anche se me la fa qualcun altro, la sega”
Le parti si sono invertite, Antonia rimane con le labbra socchiuse come ad aspettare una risposta che però non le viene in mente. Mentre lei rimane ferma con un’espressione confusa da innocente, io la supero e chiudo la porta del laboratorio a chiave.
“Si, insomma, dovrò farmi una sega ad un certo punto, ma visto che sei qui potresti provvedere tu. Che ne dici di darmi una mano?”
“E Anna? Siamo cugine”
“Anna non lo saprà, ma avrai contribuito a rendere migliore la sua serata di sesso. Non ti piacerebbe partecipare, in qualche modo?”
Mi avvio verso il retro del laboratorio guardandola negli occhi per invitarla a seguirmi, Antonia fa qualche passo verso di me, incerta ma curiosa.
“Bella scusa…ma poi sarebbe solo una sega o hai in mente di andare oltre?”
“Una sega. Mi aiuti a svuotare le palle e basta, a meno che tu non voglia fare altro…”
“No no…non sono quel tipo di ragazza, cosa credi? Me lo hai chiesto gentilmente e quindi ti aiuto a segarti, ma niente di più.”
Quando arriva nel retro del locale mi trova già con i pantaloni abbassati e il cazzo a mezz’aria, me lo guarda e non riesce ad evitare di passarsi la lingua sulle labbra. Si posiziona di fronte a me e me lo accarezza delicatamente, poi si porta la mano alla bocca, la lecca da cima a fondo e comincia a segarmi per davvero.
“Come ti piace la sega? Delicata o più irruenta?”
“Aah…delicata, proprio come stai facendo ora, ma ogni tanto mi piace se lo stringi un po' nella mano.”
“Così?” e stringe forte la mia mazza nella sua mano morbida “che ne pensi? Ti piace così?”
“Aaaah si, sei bravissima…mmh hai il tocco delicato. Non è facile trovare una donna brava con le seghe”
“Ore ed ore di allenamento. Ci sono tanti cazzi in giro che, se potessero, racconterebbero meraviglie di queste mani”
“E di queste belle tettone cosa direbbero?” Mentre dico così comincio ad allungare le mani verso i suoi seni mastodontici. Ma Antonia si ritrae un po', per sottrarsi al mio tocco “eh no, avevamo detto solo una sega!”
“Si, per te solo una sega, ma non avevamo stabilito regole su quello che avrei fatto io” e dicendo così afferro con le mani quelle coppe enormi, strizzandole nelle mani delicatamente. Antonia chiude gli occhi quando gliele stringo e mi insulta “sei uno stronzo…mmh…non erano questi i patti”
“E cosa dovrei fare? Non voglio perdermi la possibilità con questo ben di Dio a portata di mano. Dai tiriamole un po' fuori, facciamogli prendere aria.”
Antonia mi guarda male ma con un’espressione da porca dipinta sul viso, lascia per un attimo il cazzo, che ormai è dritto e duro, e si sfila la maglietta tirando fuori il reggiseno: a vederle così, quasi nude, mi viene voglia di tuffarmici in mezzo. “Guardale, poverine, costrette lì dentro.”
Mi metto dietro di lei e le abbraccio i seni imponenti da dietro, soppesandoli per bene. Antonia mi afferra il cazzo dal davanti e continua a segarmi: “magari toccandomi le tette riesci a sborrare prima”. Tra me e me penso che non ne ho la minima intenzione, ora voglio sfruttare questo momento al massimo, ma le dico “certo, tu continua a segarmi, da brava. A loro ci penso io”.
Dicendo così infilo le mani nel reggiseno, sfioro i capezzoli, ci gioco un po' così, poi le tiro fuori, liberandole dalla loro costrizione. Antonia geme, il mio massaggio le sta piacendo molto a quanto pare; io le accarezzo i seni, pizzico delicatamente i capezzoli e strizzo nelle mani quell’abbondanza. Ma ora voglio di più.
Mi metto di nuovo di fronte a lei e alle sue bellissime tette, Antonia continua la sega con dedizione mentre io mi fiondo a succhiare a turno i capezzoli.
“Ah! Mmh si stronzo, leccale, succhiale…mmh quando ti ricapita di avere delle tette così a disposizione…ahhh”
Penso che abbia ragione, quindi ci do dentro leccandole in lungo e in largo, immergo la faccia in quelle meraviglie e con piccoli schiaffi delicati le faccio sbattere contro la mia bocca. Antonia stringe forte il mio cazzo nella mano mentre mi sega e inizia a gemere più forte, quasi dei piccoli urli “aaah! Piano, stronzo! Mmmmhh sono molto sensibili, trattale bene…aaaah ti decidi a sborrare o no?”
“Non ci penso nemmeno. Continua a fare il tuo dovere, troia, che stai andando molto bene. Aaah, lo senti come pulsa?”
“Non sono una troia, brutto stronzo, sono una brava ragazza” ribatté Antonia segandomi ora con foga “Si mmh, lo sento…sborrami in mano, dai!”
“Non ancora, non ho ancora finito con te. Inginocchiati che voglio fottere queste belle tettone.”
“Non erano questi i patti!”
“Si invece. Una sega è sempre una sega, anche se è fatta con le tette. Dai, non lamentarti che sei arrapata quanto me, troia. Se ti mettessi una mano tra le gambe troverei un lago bollente.”
Antonia mi guarda con aria di sfida e inizia ad inginocchiarsi di fronte a me; mentre scende il mio cazzo duro sbatte sotto alle sue tettone. Mi guarda dritto negli occhi mentre si mette il cazzo al centro del petto prosperoso e mi dice: “non lo scoprirai mai, porco schifoso. Non farei mai una cosa del genere a mia cugina: la mia figa bagnata te la puoi sognare.”
“Allora lo ammetti che sei bagnata! Ah si, fatti scopare le tette, troia.”
“Stai zitto e scopa, stronzo. Aah, si, quanto mi piace…mmmh vai pompa per bene!”
“Aah che goduria, non me lo sarei perso per niente al mondo…si si si” nel frattempo guardavo il mio cazzo completamente fagocitato da quelle grosse tette e questo mi faceva arrapare ancora di più. La cappella spuntava appena un po’ sopra ad ogni colpo e Antonia teneva la testa chinata e la guardava fare capolino verso la sua faccia. Quella cappella chiedeva a gran voce di essere presa in bocca e ad ogni colpo lei si chinava sempre di più. Sicuro di quello che stava per succedere decisi di godermi lo spettacolo senza dire nulla.
Mentre spingevo il cazzo sul suo petto, Antonia iniziò ad ansimare sempre di più con piccoli gemiti, apriva pian piano la bocca sempre di più fino a quando non decise, da sola, di dare il giusto traguardo alla corsa di quella cappella arrossata di piacere: la sua bocca. Ogni volta che affondavo il cazzo nelle tette, sentivo la cappella avvolta dalle labbra calde e dalla lingua bagnata di Antonia.
“Aah si, brava, brava la mia troietta! Mhhh…mi hai letto nel pensiero.”
“Mh…mh…mh…anche se sei uno stronzo hai un cazzo molto gustoso…mmh…mmh…ma non è un pompino, non ci eravamo accordati per un pompino…”
“Si, fai finta che non ti piaccia…aaah” le abbasso di nuovo la testa per ficcarglielo ancora in bocca “si, troia…ah ah ah…si vede che ti fa schifo il cazzo…succhiamelooo.”
Antonia non fa nemmeno finta di ribellarsi e si fa accompagnare dalla mia mano al pompino che, secondo lei, non sta facendo. Sono quasi pronto a sborrare, il cazzo mi pulsa fortissimo e non so per quanto resisterò. Le vorrei inondare la bocca, ma non voglio costringerla: nonostante gli insulti che ci stiamo scambiando, non voglio umiliarla facendole fare una cosa contro la sua volontà. Per mia fortuna Antonia sembra non volersi togliere il mio cazzo dalla bocca, allora decido di avvisarla: “oh cazzo, sto per sborrare…aah non resisto più!”
A queste parole, lei lascia cadere le sue magnifiche tette dal mio cazzo, si sistema per bene e comincia a pomparmi come una vera professionista. Fa scorrere la mia mazza nella sua bocca fino a farla quasi scomparire, mulinando la lingua intorno e succhiando sempre più forte.
“Sto venendo…! Aah, così ti riempio la bocca! Aaaah..!”
A quanto pare non ne vuole sapere di staccarsi, più io ripeto che sto per sborrare, più forte succhia e lecca. Allora non mi trattengo più: con un grugnito libero le mie palle e le riempio la bocca. Antonia geme, accoglie la mia sborra calda ad occhi chiusi, gustandosi gli schizzi che le arrivano in gola. Dopo essere venuto, il mio cazzo, esausto, inizia ad afflosciarsi pian piano e scivola fuori dalla bocca bollente di Antonia che tiene le labbra serrate per ripulirlo bene. Allora ingoia tutto e apre la bocca con un sospiro di soddisfazione e un sorrisetto da maiala.
“Lo sapevo che eri una grande porca. Com’era la mia sborra? Te la sei gustata?”
“Sei un maiale schifoso: non si chiedono certe cose ad una brava ragazza come me” risponde fintamente piccata mentre si rassetta alla bell’e meglio. Mentre si sistema siamo ancora uno di fronte all'altra e Antonia si infila una mano nei pantaloni, si massaggia per un attimo la figa con due dita, poi le tira fuori e le avvicina alla mia bocca. “Ecco, assaggia la mia figa bagnata stronzo, succhia bene le mie dita perché è l’unica cosa che avrai da me.”
Mentre dice così mi ficca due dita in bocca ed io inizio a succhiarle, a leccarle prendendo tutti i suoi umori: ha una figa così buona che potrei tornare duro anche subito. “Mmh…che spettacolo che sei. Sei molto più porca di quello che pensassi. Non vedo l'ora di assaggiarla di persona, questa bella passerina.”
“Non ci sperare, non succederà mai brutto stronzo” mente Antonia. “Adesso vado che mi hai fatto perdere già abbastanza tempo con le tue perversioni." Si avvicina all’improvviso e mi infila la lingua in bocca e mi bacia a lungo e con passione. Io la afferro per il culo e la tiro verso di me per sentire le sua tettone contro il mio petto. Poi si stacca, si gira e va via dicendo: “poi fammi sapere come va la serata di sesso, voglio anche i dettagli. Ciao stronzo.”
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1 ora fa
MikeDafne,
33
online
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Sesso libera disponiblo adesso per una incontra sessuale oscena
Piacere di accontentarmi, mi chiamo Giulia, ho 32 anni e attualmente sono disponibile per un incontro sessuale a pagamento e vengo pagata tramite bonifico Poste pay che si può fare in tabaccheria. Ti invierò i miei orari di prezzo se sei interessato.
Possiamo fare tutto, tesoro, sesso maturo, anal, ingoiare, succhiare, pompino scoperto, sodomia, pecorina e molte altre cose cattive
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Telegram :@Emmagachh
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0
5 ore fa
Emmavera,
35
Ultima visita: 1 ora fa -
Rosa antico
I tuoi occhi mi scrutano. Abbasso lo sguardo e le mie ciglia scure proteggono i miei occhi lucidi. La mia pelle si colora di un rosso sfacciato mentre il tuo profumo e il tuo calore mi svegliano.
Mi stringi alle spalle, le braccia mi soffocano il corpo. Mi prendi per mano e ci spostiamo davanti alla finestra.
Un tramonto viola-arancio si appoggia sull’orizzonte basso punteggiato di alberi, alcuni piccoli e gialli, altri alti, svettanti, appuntiti e verdi. Le colline innevate sono tinte di rosa antico. Qua e là cipressi e abeti che, come viandanti stanchi, prendono fiato fermi in un lunghissimo sonno. E, mentre riposano, ascoltano le nostre voci.
Il campanile ci guarda dall’alto col suo unico occhio tondo e la bocca aperta: lo sbadiglio di un vecchio stanco. Due alberi spogli come sentinelle e i rametti secchi dei cespugli bassi ricamano la neve vicino ai suoi piedi.
Intravedo il tuo riflesso nel vetro, ti sorrido. Ancheggio leggermente, languidamente, mentre mi sbottono la camicia. Un bottone alla volta. Ti osservo: ad ogni bottone il tuo desiderio cresce.
Nuda, davanti a te, mentre il fuoco del tramonto danza sulla mia pelle candida. Scaldandomi. Scaldandoci.
Il tuo sorriso involontario fa capolino tra i miei rossori. Girandomi attorno assapori la mia bocca con lentezza. Inumidisci il respiro, mischi la mia essenza con la tua. Tocchi morbidi, leggeri, piccoli gesti, gemiti involontari carichi di desiderio, avvicinamenti impercettibili, richieste implicite ma chiare, a tratti crudeli. Non posso restare indifferente quando sento di appartenerti: la carne ci chiama. Impossibile pensare di sottrarsi a quel desiderio smanioso, antico e potente quanto le forze che lo attraggono.
Ti cerco con le mani. Sollevi lo sguardo e capisco che mi vuoi immobile. Lecchi il mio seno, fra le labbra stringi i capezzoli, forte da causarmi un piacevole dolore. Scendi ancora fino all’ombelico, lo bagni, lo baci mentre le mani scivolano fra le mie gambe. In ginocchio davanti a me, spingi il viso contro il mio pube, senti il mio odore, senti il mio bacino venirti incontro mentre le tue dita libere mi usano.
Ti insinui nei miei sensi, torturandomi di piacere. La stoffa tesa dei tuoi pantaloni che ti sfrega ti dà quasi sollievo: vorresti fosse la mia mano, ti accontenteresti della tortura di una mia carezza, un’oscena palpata che ti darebbe l’estasi.
Resto ferma, a viverti, mentre tu continui a farmi pulsare. Distintamente posso sentire tutte le dita della tua mano, tu le mie unghie sui tuoi pantaloni. Ti stringo e sento il tuo respiro sul mio collo, la tua bocca in un lago di piacere. Vorrei esplodere mentre le mie pulsazioni sono a mille.
Persi in frenetici giochi ci rincorriamo, vaghiamo disperati alla ricerca di altro con cui soddisfare i nostri appetiti, mentre i morsi incessanti ci sfamano. Una pozione alchemica in grado di ottenebrare la ragione e risvegliare i sensi.
Uno scambio irruento ma aggraziato di ruoli e di istinto: ti ritrovo fra le mie cosce, per accogliere ciò che il tuo corpo e il mio, quanto la tua anima e la mia, bramano. Un affondo dolce quanto agognato, lento quanto basta a perdermi completamente. Amani uniti in una ritmica danza, scandita da ansimi crescenti.
Le curve sinuose di due corpi uniti brillano di passione dietro a un vetro infranto al tramonto. Adoro ammirare la terra nuda che si preserva in attesa di un po’ di tepore. Mi piace guardare gli alberi tutti innevati che sembrano fantasmi liberi.
Il paesaggio cambia, i suoni sono ovattati e tutto piomba nel silenzio… ma non il tuo. Lo sovrasti, annaspando dolcemente tra i fiocchi di neve, condotto alla deriva, mano nella mano dell’unica donna che ami.
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11 ore fa
SilverRea,
51
online
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Inaspettato...
La desideravo…l’avevo solo sentita per telefono dopo una chat arrivata li per sbaglio, quasi per gioco, quasi un caso….Un caso…? Ma poi l’ho voluta sentire al telefono, e la sua voce mi ha fatto rabbrividire piu’ delle parole che per chat mi aveva scritto…Rabbrividire veramente! Quei brividini che dall’attaccatura dei capelli scendono giu’ per il collo e la schiena…Ma anche a Lei, il mio tono di voce profondo e pacato era piaciuto…avevamo deciso di vederci, ma non vederci cosi’, in modo casuale, scontato….no….
Ero in Hotel. L’aspettavo, fremendo, la porta era socchiusa, le luci erano spente…..solo una abat jour accesa, discreta, con un fazzoletto rosso sopra…
Erano i suoi tacchi che avanzavano, piano, nel corridoio, era Lei, ne ero sicuro…non ne vedevo l’ora…chissà se anche Lei…chissà, l’avrei intuito a breve…
Ero dietro la porta…il suo profumo è entrato prima di Lei, e Le ho detto solo chiudi, da dietro….la sua figura era come l’avevo immaginata, bramata, sinuosa, i capelli lunghi, sciolti, un vestitino semplice che fasciava il suo corpo…Il viso, chissà com’era…ma io volevo solo una cosa, esplorarne il profilo, conoscerla in un modo piu’ arcaico, selvaggio:farmi guidare dai suoi odori, dal suo sapore…Mi eccitava tantissimo…..Ha chiuso la porta, ed io le ho preso le mani…per tranquillizzarla….le ho baciato la fronte…..poi gli occhi….poi una guancia…..e poi…..e poi quella meravigliosa bocca….l’ho presa con la mia….le sue labbra erano come le mie, carnose, umide, desiderose, dolci….incredibilmente dolci…le nostre lingue hanno iniziato a danzare…..eppure non si conoscevano….e non ho potuto fare a meno di appoggiarmi su di Lei….il mio membro era dusirssimo….si muoveva in circolo contro di lei, come la mia lingua , i miei baci….l’ho presa in braccio, io sono altissimo, Lei era mia….non smetteva di baciarmi….l’ho adagiata sul letto….le ho tolto le sue Loboutin nere…sapeva che i tacchi mi avrebbero fatto impazzire ancor di più, se mai fosse stato possibile….E i suoi piedi….morbidissimi, profumati….li ho baciati a lungo…sono salito su quelle caviglie morbidissime, su quelle gambe che non volevo finissero mai, per i fremiti che sentivo in Lei ad ogni mio bacio adorante….la parte del vestito che copriva i suoi slip era su, ormai….e mi avvicinavo all’origine del suo eccitante e fragrante odore…i suo sesso….leggermente bagnato, ma ormai desideroso della mia bocca…Sono stato cattivo….ho seguito coi miei baci i contorni degli slip…..prima a destra, poi a sinistra….e Lei si inarcava…..no me lo diceva, ma mi voleva….lo sentivo…Non se l’aspettava quando con la mia bocca le ho spostato i suoi slip e l’ho letteralmente magiata….ha avuto un brivido…l’ho sentita quella scarica….e il suo nettare mi ha reso finalmente felice…..era mio…..L’ho stavo letteramente succhiando da Lei….e Lei gemeva….non desideravo altro….sentirLa gemere…ma di piacere, di attesa…i miei pantaloni magicamente sono volati via….il mio membro fuoriusciva dai boxer. E La voleva….e l’ho presa con tutto il mio ardore, la mia passione….e mentre mi muovevo dentro Lei il vestito e’ volato via, e i suoi seni finalmente erano miei….potevo succhiarli, sapevo che Le avrebbe dato piacere prenderLa a morsetti. Li…..e Lei si muoveva sempre piu’, sempre piu’…..,ma poi mi ha regalato quello che desideravo e non Le avevo chiesto….”Fermati….Voglio venire sulla tua bocca, Ti prego….”e cosi’ e’ stato:Il suo clitoride gonfio e pulsante , le sue piccole labbra tumide….erano mie….Le ho dato i baci piu’ profondi…..e Lei mi ha regalato l’estasi….Le sue contrazioni, il suoo ano che saliva ritmicamente, come se la sua vagina fosse animata da vita propria, mi hanno fatto esplodere….Ho goduto a lungo anch’io…e poi….E poi non e’ finita come Lei mi aveva detto al telefono….”alla fine mi alzero’, mi rivestirò e andrò via come sono venuta…..al semibuio….”. No, spogliati, accarezzandoci, abbiamo continuato a gemere e godere la notte intera….Spossati abbiamo dormito abbracciati…Inaspettato…
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0
16 ore fa
Stefano,
53
Ultima visita: 3 ore fa
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