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Michela - Prima volta da un ginecologo uomo
Il viaggio in auto verso quella villetta fuori Novara è accompagnato da un silenzio carico di elettricità. Tu guidi, stringendo il volante con una mano, mentre con l’altra, cerchi quella di Miky per rassicurarla. Lei è nervosa, si sistema continuamente i capelli e il bordo del vestito, ignara che quel tuo "tranquillizzarla" parlando di mani esperte e sguardi clinici sia proprio ciò che sta alimentando il tuo desiderio segreto.Arrivati allo studio, l'ambiente è elegante, ovattato. Quando la porta si apre, appare il Dottor Franco: 57 anni, un uomo distinto, con occhiali dalla montatura sottile e un camice bianco impeccabile che trasmette un’autorità calma. Ti stringe la mano con fermezza e rivolge a Miky un sorriso professionale ma profondo. "Nessuna tensione, signora. È solo un controllo," dice con una voce bassa che sembra vibrare nell'aria.Venite fatti accomodare nello studio. Mentre Franco compila la cartella clinica, i suoi occhi cadono inevitabilmente sulla figura di Miky. Tu osservi tutto dalla tua sedia: vedi come lo sguardo del medico indugi per un secondo di troppo sul décolleté della sua seconda, e poi come risalga verso i suoi occhi marroni."Bene, Michela. Possiamo accomodarci di là per la visita," dice Franco alzandosi. Lei ti lancia un’occhiata furtiva, quasi a cercare protezione, ma tu le fai un cenno d'assenso, con il cuore che ti batte a mille.Entrate nella stanza attigua. Il medico indica il paravento: "Può spogliarsi lì dietro, signora. Tolga tutto dalla vita in giù e indossi il camice monouso. Marco, lei può restare qui accanto se la fa sentire più tranquillo."Mentre Miky si nasconde dietro il paravento, senti il fruscio dei suoi vestiti che cadono. Immagini le sue mani che sfilano quella brasiliana eccitante, preparandola all'incontro con gli occhi e le mani di un altro uomo. Franco, intanto, si infila con calma i guanti in lattice; il rumore del materiale che aderisce alla pelle ti fa scattare un brivido lungo la schiena. Miky esce dal paravento, tesa, con il camicino che copre appena l'eccezionale sodezza del suo sedere. Si sdraia sul lettino ginecologico e appoggia i talloni sui supporti. Franco si posiziona tra le sue gambe, regolando la lampada alogena che illumina perfettamente la zona."Si rilassi, Michela. Divarichi pure leggermente le ginocchia..." mormora il dottore.Tu sei lì, a pochi centimetri, testimone del momento in cui le dita del medico sfiorano per la prima volta la pelle di tua moglie. Franco regola la lampada alogena, e la luce bianca e fredda investe con precisione chirurgica l'intimità di Miky. Vedi le sue dita guantate che si muovono con una sicurezza estrema, ma noti un dettaglio: il suo respiro si è fatto appena più profondo. Davanti a sé ha uno spettacolo raro: la pelle di Miky è liscia, perfetta, quel taglio "alla brasiliana" così curato mette in risalto ogni contorno, e l'assenza totale di peli anche verso l'ano rivela una cura di sé che non può lasciare indifferenti.Il dottore fa un piccolo cenno con la testa, quasi un involontario apprezzamento estetico prima di procedere. "La sua igiene e cura sono impeccabili, signora," mormora Franco con una voce che ha perso un briciolo di distacco professionale.Miky arrossisce leggermente, le sue cosce sode vibrano per un istante sul lettino. Tu osservi Franco: vedi come i suoi occhi, dietro le sue lenti, indugino sulla simmetria di quelle forme. Non è più solo un controllo; senti che lui ha percepito la disponibilità inconscia nell'aria e la tua presenza silenziosa sembra quasi dargli un tacito permesso. Lui scivola con un dito, sfiorando appena il clitoride mentre si prepara per l'esplorazione interna, un gesto che potrebbe sembrare tecnico ma che dura un secondo di troppo. Miky sussulta appena, un piccolo brivido che le percorre le gambe divaricate."Rilassi i muscoli, Michela... ecco, brava così," dice lui, mentre la sua mano si inoltra con una confidenza che va oltre il protocollo. Il contrasto tra il lattice lucido e la pelle ambrata di tua moglie è un'immagine che ti si fissa nel cervello.Tu sei lì, immobile, a guardare un altro uomo che tocca il tesoro più intimo di tua moglie, e noti che Franco, alzando per un attimo lo sguardo su di te, sostiene il tuo contatto visivo con una sfida silenziosa, come se avesse capito esattamente cosa stai provando.Franco, percependo il tuo silenzio complice e l'immobilità di Miky, decide di osare, ammantando il suo gesto di una falsa necessità medica.«Michela, sento una leggera tensione muscolare profonda. Devo procedere con un massaggio esplorativo per assicurarmi che le pareti siano rilassate», dice lui con un tono che non ammette repliche, ma che nasconde una nota di eccitazione. Invece di limitarsi a una pressione rapida, Franco inizia a muovere le dita guantate con una lentezza calcolata, ritmica. Non è più la freddezza di un esame: è una carezza interna, decisa e profonda. Vedi Miky sussultare; le sue mani afferrano i bordi del lettino, le nocche si fanno bianche. Non è dolore, è la sorpresa di una sensazione troppo intensa per essere solo "medica".Ma il dottore non si ferma lì. Con la mano libera, si appoggia con delicatezza sull'interno coscia di tua moglie, risalendo lentamente verso l'inguine. I suoi occhi, da sopra la mascherina e gli occhiali, si piantano nei tuoi per un istante. È una sfida: ti sta mostrando quanto potere ha su di lei in quel momento.«Ecco, vede Marco? La zona è molto reattiva... oserei dire sensibile», commenta lui, mentre il suono del lattice che scivola tra le grandi labbra perfettamente depilate di Miky riempie il silenzio della stanza.Miky emette un piccolo respiro strozzato, un gemito che cerca di trattenere in gola. Il suo bacino si solleva appena, involontariamente, assecondando la mano del medico. Franco allora fa un passo più avanti, quasi incuneandosi tra le sue gambe spalancate, e con il pollice inizia a sfiorare con insistenza proprio quel punto che la brasiliana di solito protegge.Tu sei lì, a un passo. Vedi tutto: la pelle di tua moglie che si imperla di sudore, il rossore che le sale sul petto, e la mano di quest'uomo che la esplora con una confidenza quasi possessiva.Il tuo cenno d'assenso è la scintilla che scioglie l'ultima resistenza di Miky. Quando i suoi occhi marroni incontrano i tuoi e leggono quel permesso silenzioso, lei si abbandona sul lettino, espirando profondamente e lasciando che la testa ricada all'indietro.Franco coglie al volo il cambiamento di atmosfera. La sua professionalità diventa ora una maschera sottile dietro cui agisce con una sensualità quasi predatoria. Con una mano continua quel movimento ritmico e profondo all'interno, mentre con l'altra, approfittando della posizione perfetta di Miky, scivola verso il basso.Le sue dita guantate percorrono la linea sottile che separa l'ingresso vaginale dall'ano, soffermandosi sulla pelle liscissima. "La conformazione è perfetta, Michela... raramente si vede una cura così profonda di ogni dettaglio," mormora lui, e la sua voce ora è un sussurro roco che arriva dritto alle orecchie di tua moglie.Con una mossa decisa, Franco divarica leggermente i glutei sodi di Miky con il pollice e l'indice, esponendo alla luce della lampada quella zona perianale così rosata e priva di imperfezioni. Inizia a picchiettare e poi a massaggiare con il polpastrello proprio lì, con una pressione che non ha più nulla di clinico.Miky emette un gemito più lungo, un suono che vibra nella stanza e che ti arriva dritto allo stomaco. Le sue gambe, ancora appoggiate sui supporti, hanno un fremito involontario, le dita dei piedi si contraggono. È chiaramente eccitata, sopraffatta da quel contatto proibito davanti a suo marito.Franco solleva lo sguardo su di te; nei suoi occhi c'è una luce di trionfo e intesa. "Vede come reagisce, Marco? Il corpo di sua moglie è un tempio di sensibilità. Sente come pulsa sotto le mie dita?"Mentre dice questo, il dottore aumenta il ritmo, alternando la pressione interna a quella esterna sulla zona perianale, creando un gioco di contrasti che sta portando Miky al limite. Lei morde il labbro inferiore, il petto sale e scende velocemente, e quel seno sodo sussulta a ogni tocco del medico.Franco si ferma, sfilando le dita con una lentezza studiata che strappa a Miky un ultimo, involontario sospiro. Il rumore del lattice che si stacca dalla pelle umida riecheggia nel silenzio dello studio. Lui rimane un istante a guardare l'opera del suo esame, poi, con un sorriso professionale che però non riesce a nascondere una luce di sfida negli occhi, si sfila i guanti."Bene, Michela. Per oggi abbiamo finito. La reattività è ottima, ma per un quadro completo avrei bisogno di rivederla tra qualche giorno," dice lui, mentre si lava le mani al lavandino, dandovi le spalle. "Dobbiamo eseguire un Pap test e, visto che ci siamo, vorrei fare una palpazione accurata dei seni. Sa, alla sua età la prevenzione è tutto, e un tessuto così tonico merita un'attenzione particolare."Miky, con il viso ancora arrossato e il respiro che stenta a tornare regolare, scivola giù dal lettino. Cerca di recuperare la sua compostezza, ma le tremano leggermente le mani mentre raccoglie la sua brasiliana di pizzo dietro il paravento. Senti il fruscio dei tessuti che tornano al loro posto, coprendo quella perfezione che Franco ha appena finito di violare con lo sguardo e con il tocco.Quando esce da dietro il paravento, è bellissima: i capelli un po' scompigliati, gli occhi lucidi e quell'imbarazzo eccitato che la rende irresistibile. Non riesce a guardare Franco direttamente negli occhi mentre lui le porge il modulo per l'appuntamento."Ci vediamo giovedì alle 18:30? Sarà l'ultimo appuntamento della giornata, così avremo tutto il tempo necessario," propone il dottore, scambiando con te una stretta di mano che sancisce un patto silenzioso.Uscite dalla villetta e l'aria fresca di Novara vi investe. Vi incamminate verso l'auto in silenzio, ma senti che tra voi tutto è cambiato. Miky cammina con quel suo passo deciso, il sedere sodo che oscilla sotto il vestito, e tu sai che sotto quel tessuto lei sta ancora sentendo il calore delle dita di Franco.Siete in macchina, la portiera si chiude e vi isolate dal resto del mondo.Il silenzio nell'abitacolo è denso, quasi solido. Mentre metti la marcia e ti allontani dalla villetta di Franco, osservi Miky con la coda dell'occhio: guarda fuori dal finestrino, si tormenta una ciocca di capelli castani e il rossore sulle sue guance non accenna a sparire.«Allora Miky...» esordisci con tono apparentemente casuale, ma studiando ogni sua minima reazione. «Com’è andata? Come ti è sembrato il dottore? A me è parso un ottimo medico, molto scrupoloso. E poi, ammettiamolo, è anche un bell'uomo, no? Non come certi dottori orsi e trasandati che si vedono in giro. Questo Franco ha classe.»Miky si schiarisce la voce, cercando di recuperare quel contegno da "moglie ignara", ma senti che la sua voce è un’ottava sopra il normale. «Ma sì, dai Marco... è andata abbastanza bene. Pensavo peggio, sai, l’idea di un uomo mi metteva ansia, invece...» Fa una pausa, sistemandosi meglio sul sedile e sentendo l'attrito della sua brasiliana sulla pelle ancora sensibile. «È stato molto professionale. Forse un po' diretto, ma credo sia il suo modo di fare.»Tu sorridi tra te e te. Sai bene che quel "diretto" è un eufemismo per il modo in cui l'ha toccata e guardata sotto i tuoi occhi.«Mi fa piacere che ti sia sentita a tuo agio,» insisti, stuzzicandola. «Perché ha insistito molto per quel controllo ai seni giovedì sera. Ha detto che vuole dedicarti tutto il tempo necessario essendo l'ultima visita della giornata. Mi è sembrato quasi... colpito dalla tua forma fisica. Non capita tutti i giorni una cinquantenne come te, Miky.»Lei si volta verso di te, e per un attimo i suoi occhi marroni incrociano i tuoi verdi. C'è una scintilla di consapevolezza, come se stesse cercando di capire quanto tu abbia visto o quanto ti sia piaciuto vedere. «Dici? Mi è sembrato solo molto pignolo,» risponde lei, ma poi aggiunge a bassa voce: «Però sì... è un uomo che sa il fatto suo. Mi ha messo un po' in soggezione quando mi guardava così da vicino.»Sorridi mentre guidi, sapendo esattamente quali corde toccare. "Beh, Miky, pignolo è dire poco," commenti con un tono quasi ammirato. "Ho notato come ti osservava... sembrava che non volesse perdere nemmeno un dettaglio della tua cura. Quando ti ha fatto quel massaggio per la 'tensione', ho visto che hai avuto un brivido. Mi è sembrato che le sue mani fossero molto... sicure. Ti ha dato fastidio?"Miky si morde il labbro, lo sguardo fisso sulla strada davanti a sé, ma senti che il suo respiro si fa di nuovo corto. "No.…fastidio no," risponde a voce bassa, quasi confessando un segreto. "È che... non mi aspettavo che un dottore toccasse in quel modo. Era molto... presente, Marco. Sentivo il lattice dei guanti ovunque, e quando ha iniziato a insistere su certi punti... beh, mi sono sentita mancare il fiato per un attimo."Si sposta sul sedile, come se il ricordo di quel contatto sulla sua pelle perfettamente depilata le causasse un fremito improvviso. "E poi il modo in cui mi parlava... sembrava che sapesse esattamente cosa stessi provando. Mi sono sentita osservata in un modo in cui non mi sentivo da anni, e il fatto che tu eri lì a guardare..."Lascia la frase a metà, ma il modo in cui stringe le cosce sode tradisce l'eccitazione che sta cercando di domare.Sorridi, mantenendo lo sguardo fisso sulla strada, ma con un tono di voce che si fa più basso, quasi confidenziale."Sai Miky," esordisci, "ho la sensazione che giovedì la visita ai seni sarà molto, molto approfondita. Forse anche più di quella di oggi. Franco mi è sembrato un tipo che non lascia nulla al caso, e quando parlava della tua tonicità... beh, i suoi occhi dicevano chiaramente che vuole controllare ogni centimetro con estrema cura."Miky resta un attimo in silenzio, assorbendo le tue parole. Senti il fruscio del suo vestito di seta mentre si muove nervosa sul sedile. "Dici? Addirittura, più di oggi?" sussurra, e c'è una nota di eccitazione malcelata nella sua voce. "In fondo è solo un controllo ai seni, Marco...""Certo," ribatti tu con un mezzo sorriso, "ma un medico così esperto sa che per sentire eventuali noduli deve premere bene, manipolare con calma. E con quel seno che ti ritrovi, sodo com'è, dovrà impegnarsi a fondo per sentirlo bene tra le dita. Immagino già come ti farà stendere, come farà scivolare le mani partendo dalle ascelle fino alle punte... e tu sarai lì, di nuovo sotto la sua luce, senza nulla addosso sopra la vita."Lei prende un respiro profondo, il petto che si alza e si abbassa visibilmente. "Mi metti ansia se me lo descrivi così," dice lei, ma intanto vedi che le sue dita stringono convulsamente la borsa che tiene in grembo. "E poi ci sarai di nuovo tu a guardare... non ti dà fastidio che un altro uomo mi maneggi così tanto?"Le tue parole scivolano nell'abitacolo dell'auto con una calma che a Miky deve sembrare quasi innaturale, ma che in realtà nasconde tutta la tua eccitazione."Tranquilla, non ti preoccupare per me..." le dici, allungando una mano verso la sua coscia, sentendo la compattezza del muscolo sotto il vestito. "Io sarò lì accanto a te per qualsiasi evenienza, ok? Non ti lascio sola."Miky sospira, un suono che è a metà tra il sollievo e un brivido. "Mi rassicura saperti lì," mormora lei, voltandosi finalmente a guardarti. "Ma c'è qualcosa nel modo in cui mi guardava Franco... e nel modo in cui tu guardavi lui... che mi fa sentire come se fossimo tutti e tre complici di qualcosa che non dovrebbe succedere in uno studio medico."Tu sorridi, mantenendo il segreto del tuo desiderio di vederla "cedere" alle attenzioni di un altro uomo. "È solo un'impressione, Miky. È la tensione del momento. Pensa solo che giovedì sarai di nuovo su quel lettino, e lui si prenderà cura di te con la stessa... precisione di oggi. Anzi, di più."Il resto del viaggio prosegue in un silenzio carico. Immagini già la scena di giovedì sera: lo studio quasi buio, solo la luce focalizzata sul busto di tua moglie, e le mani di Franco che affondano nella morbidezza soda del suo seno, mentre lei, con gli occhi chiusi, cerca il tuo sguardo per avere il permesso di godere di quel tocco estraneo.
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1 giorno fa
Mitch,
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Ultima visita: 1 giorno fa -
Michela dal fisioterapista (secondo incontro)
L’odore di oli essenziali e aria condizionata investì Michela non appena varcò la soglia dello studio, scatenandole un brivido immediato che dalle vertebre cervicali scese dritto fino al bacino. Il corpo della tua donna ricordava tutto. Il massaggiatore tarchiato vi accolse con lo stesso cenno distaccato dell'altra volta, ma nei suoi occhi cinici passò un lampo di riconoscimento animale. Questa volta non servirono molte parole.«Dietro il paravento, signora. Stesso protocollo. Solo la brasiliana», ordinò l'uomo con quella voce profonda e priva di fronzoli che Michela aveva imparato a subire.Mentre lei si spogliava tu ti accomodasti sulla solita poltrona di pelle nell'angolo buio, con il cazzo che già rispondeva alla tensione elettrica della stanza. Quando Michela uscì da dietro il paravento, notasti subito il cambiamento. La sua brasiliana nera incideva i suoi fianchi morbidi, ma i suoi movimenti erano più lenti, quasi rituali. Salì sul lettino di pelle e si stese a pancia in giù, infilando il viso nel foro poggiatesta. Le sue natiche bianche e monumentali svettavano, tese e vulnerabili, in attesa del primo contatto.Il massaggiatore iniziò con esasperante calma. Versò un rivolo generoso di olio scaldato sulla schiena di tua moglie, facendolo colare lungo la colonna vertebrale fino alla fessura del culo. Le sue mani enormi da massaggiatore iniziarono a compiere cerchi concentrici, lenti e pesanti. Nessuna fretta. L'uomo impastava la carne vellutata di Michela con movimenti calcolati, mirati apparentemente a sciogliere i muscoli, ma studiati per riattivare la memoria biologica del suo degrado. Michela emise un gemito soffocato nel foro, mentre la pelle iniziava a scaldarsi e a diventare lucida sotto lo strato d'olio.Le mani viscide dell'estraneo scesero progressivamente verso la linea lombare. Con flemma spietata, l'uomo infilò i pollici sotto il bordo della brasiliana abbassandola con un movimento fluido fino a scoprire interamente i due emisferi sodi di tua moglie. Michela sussultò leggermente, stringendo le dita dei piedi sul lettino, ma non si oppose. Sentire il distacco gelido con cui tu assistevi dalla poltrona le stava già accendendo le guance. Fu in quel momento di assoluta quiete che la porta secondaria dello studio si aprì senza fare rumore. Fece il suo ingresso un secondo uomo, molto più giovane del primo, alto, con spalle larghe e avambracci muscolosi coperti da una leggera peluria scura. Indossava la stessa divisa bianca, tesa sul petto. Il massaggiatore anziano gli rivolse un cenno d'intesa con la testa.«Michela», la chiamò l'uomo tarchiato con tono autoritario, mentre continuava a massaggiare lentamente la carne delle sue chiappe. «La tua contrattura è profonda e ha bisogno di una terapia d'urto. Oggi ho chiamato il mio assistente. Faremo un trattamento intensivo a quattro mani. Rilassati».A quell'annuncio, Michela sollevò di scatto la testa dal foro, girando il collo di lato con gli occhi sbarrati e lucidi di pura confusione. Un secondo estraneo stava per violare i confini del suo corpo. Cercò disperatamente il tuo sguardo nell'angolo buio. «Marco...» sussurrò con un filo di voce tremante, implorando un limite a quell'escalation. Tu rimanesti immobile sulla poltrona, guardandola dritto negli occhi con totale distacco. Le rivolgesti quel sorriso ambiguo e calmo che per lei è sempre una condanna: «Fai silenzio, Michela. Sanno quello che fanno. Lasciali lavorare entrambi».La tua sentenza spazzò via l'ultima barriera psicologica. Michela riaffondò il viso nel foro, mentre il respiro le si faceva corto e affannato. Il massaggiatore più giovane si posizionò dall'altro lato del lettino. Versò altro olio caldo sulle proprie mani enormi e le appoggiò contemporaneamente a quelle del collega sulla pelle di tua moglie. Quattro mani viscide e pesanti iniziarono a impastare il corpo di Michela all'unisono. Il ritmo era volutamente lento, una tortura calcolata. Mentre l'uomo tarchiato si concentrava sulla schiena e sui fianchi, le mani del giovane massaggiatore scesero decise sul monumentale culo bagnato d'olio. Le sue dita lunghe e nodose iniziarono ad affondare nella carne soda di tua moglie, stringendo le chiappe con una violenza fresca e vigorosa, producendo un rumore viscido e umido che rimbombò nello studio.Michela sentiva la differenza di tocco, di calore e di pressione dei due estranei che si spartivano la sua carne sotto i tuoi occhi estasiati. Lo shock di essere palpeggiata contemporaneamente da due uomini, unito alla totale passività di suo marito sulla poltrona, le scatenò dentro una scarica di calore pazzesca. La sua passera reagì da sola al brivido della sconsacrazione multipla: un flusso caldissimo di umori iniziò a sbrodolarle copiosamente tra le cosce, impregnando completamente la brasiliana.Il giovane massaggiatore percepì immediatamente quell'umidità. Con un sorriso cinico stampato in faccia, fece scivolare i pollici bagnati d'olio lungo la fessura del culo di Michela, spingendosi deliberatamente verso il basso fino a infilare i polpastrelli tra le labbra turgide e sbrodolate della sua fica. Nello stesso istante, l'uomo anziano le afferrò la nuca con una mano, premendole il viso contro il lettino.Il massaggiatore anziano lanciò un’occhiata d’intesa al collega più giovane. La coordinazione tra i due era perfetta, cinica, studiata per spezzare ogni residua dignità della tua donna. Con movimenti fluidi e felini, i due estranei cambiarono posizione attorno al corpo inerte e sbrodolato di Michela, modificando la geografia di quel degrado terapeutico. L’uomo tarchiato si spostò lentamente verso la testa del lettino. Si posizionò esattamente davanti al foro poggiatesta dove Michela teneva affondato il viso lucido di sudore. Le sue mani enormi e viscide d’olio ripresero a muoversi con esasperante calma, partendo dalla base del collo per poi scendere lungo la colonna vertebrale. Spingeva i palmi con forza, massaggiando la schiena vellutata con cerchi concentrici che arrivavano fino all’inizio della linea lombare, sfiorando appena la parte alta delle natiche.Durante questo movimento, l’uomo anziano sfruttò la sua posizione. Fece un passo in avanti, premendo con decisione il proprio bacino contro il bordo superiore del lettino, esattamente a pochi centimetri dal naso e dalle labbra di tua moglie. I suoi pantaloni bianchi da dottore erano ormai tesi al limite, incapaci di contenere la forma prepotente del suo cazzo duro. Michela, intrappolata con la faccia nel foro, percepì immediatamente quel blocco di carne marmorea che premeva contro la struttura di plastica, proprio sopra la sua testa. Il calore mostruoso e l’odore muschiato dell’uomo le arrivarono dritti alle narici, scatenandole un brivido di pura sottomissione. Nel frattempo, il massaggiatore più giovane si era posizionato ai piedi del lettino, esattamente dietro il fantastico culo bagnato d'olio di Michela. Da quella prospettiva, la vista era totale: la brasiliana, ormai del tutto spostata di lato e incastrata nella piega dell’anca, lasciava la fessura lucida e i due emisferi bianchi completamente esposti alla sua mercé.Il giovane non perse tempo. Versò altro olio caldo direttamente sulle cosce di tua moglie, facendola sussultare per lo sbalzo termico. Le sue mani lunghe e nodose iniziarono a risalire con flemma spietata dai polpacci verso l'interno coscia, esercitando una pressione decisa che faceva dondolare la carne soda sul lettino. Poi, con un movimento deliberato, affondò le dita pesanti nel culo di Michela. Iniziò a impastare le chiappe con una violenza vigorosa, producendo quel rumore viscido, umido e sguazzante che rimbombò nello studio.Michela si trovava così stretta in una morsa d’eccitazione animalesca e vergognosa. Sentiva le mani dell’anziano che le battevano sulla schiena, mentre il cazzo duro dell'uomo incombeva sulla sua testa; contemporaneamente, le dita vigorose del giovane stavano massaggiando con forza la carne delle sue natiche da dietro. Lo shock di quella doppia stimolazione, unito alla totale passività con cui tu assistevi dalla poltrona nell'angolo buio, le fece saltare completamente i circuiti inibitori.La sua passera, violentata psicologicamente da quella complicità multipla, reagì da sola con una scarica di calore pazzesca. Un nuovo, abbondante flusso di umori caldissimi iniziò a sbrodolarle lungo le cosce, colando direttamente sul lettino di pelle. Il giovane massaggiatore se ne accorse all'istante: interruppe per un secondo il massaggio alle chiappe e fece scivolare i pollici bagnati d'olio lungo la fessura, affondando le dita direttamente tra le labbra turgide e sguazzanti della sua fica.Michela lasciò andare un gemito acuto e strozzato nel foro del lettino, mentre le dita dei piedi si contraevano per l'intensità di quel contatto proibito. Voltò leggermente il collo di lato, per quanto la pressione dell'anziano glielo consentisse, cercando disperatamente i tuoi occhi nell'oscurità. Il suo viso era completamente scarlatto e bagnato di lacrime di eccitazione. «Marco... ti prego... sono in due...» sussurrò con un filo di voce, implorandoti di mettere un freno a quel degrado. Tu rimanesti immobile sulla poltrona di pelle, godendoti ogni singolo millimetro della sua sconsacrazione. La guardasti dritto negli occhi, con il cazzo che ormai ti spaccava i pantaloni, e con un tono gelido e autoritario le rispondesti: «Non parlare, Michela. Guarda dove sei. Loro sanno come curarti, quindi stai ferma e lasciati “curare” da entrambi». «Bene signora, adesso si giri pure a pancia in su. Dobbiamo sbloccare la tensione anteriore», esclamò il massaggiatore anziano, con un tono di voce visibilmente deciso. Michela, con il viso rosso e il respiro corto, assecondò l'ordine. Si voltò lentamente sul lettino di pelle. Nel girarsi, si rese conto di essere totalmente esposta: la brasiliana era ancora incastrata sul fianco, lasciando la sua passera bagnata e il suo seno sodo completamente scoperti e vulnerabili davanti a te che guardavi immobile dalla poltrona nell'angolo buio. I due massaggiatori cambiarono rapidamente posizione. Si disposero ai due lati del lettino, posizionandosi entrambi all'altezza del viso di tua moglie. Michela si trovò così bloccata al centro di una morsa perfetta, con i due estranei che la sovrastavano dall'alto con i loro pantaloni bianchi tesi al limite. Senza perdere un solo secondo, i due uomini iniziarono a palpare il corpo di tua moglie all'unisono. Il massaggiatore anziano, alla sua destra, affondò la mano enorme e viscida sul seno sodo di Michela, massaggiando la carne vellutata e schiacciando un capezzolo turgido tra le dita nodose. Contemporaneamente, allungò l'altro braccio verso il basso, andando a infilare il dito medio bagnato d'olio direttamente tra le labbra della sua fica. Alla sua sinistra, il massaggiatore giovane compiva gli stessi identici movimenti speculari: una mano stringeva con violenza l'altro seno, mentre le sue dita lunghe risalivano l'interno coscia per andarsi a mischiare a quelle del collega nell’intimità di Michela.La stanza fu sommersa dal rumore viscido e sguazzante delle quattro mani che lavoravano contemporaneamente sulla carne di tua moglie. Le dita degli estranei entravano e uscivano a ritmo calcolato dalla sua passera caldissima, mischiando l'olio e gli umori che continuavano a colare sul lettino. Michela emetteva gemiti acuti e continui, inarcando involontariamente il bacino a ogni ditata profonda, completamente sopraffatta da quel doppio godimento. Fu a quel punto che l'uomo più anziano decise che era il momento di accelerare il degrado. Bloccò per un istante le dita nella passera di Michela e le piantò gli occhi cinici sul viso bagnato di sudore. «Guarda come sei ridotta, Michela... Senti come godi sotto le nostre mani», grugnì l'uomo con voce roca e spietata. «Adesso basta fare la timida. Allunga le mani. Aiutaci a liberare la tensione. Tira giù le zip e tira fuori i nostri cazzi». A quell'ordine così grezzo e diretto, Michela ebbe un sussulto violento. Voltò gli occhi disperati e lucidi verso la tua poltrona nell'angolo buio, cercando la tua protezione di marito o il segnale di un limite invalicabile. Ma tu eri lì, immobile come un re sul tuo trono di voyeurismo, con gli occhi sbarrati e un sorriso di assoluto compiacimento. La guardasti dritto negli occhi e con un cenno impercettibile della testa le intimasti di obbedire. Accettando finalmente il proprio destino di cagna, Michela sollevò le braccia tremanti lungo il lettino. Allungò le mani bagnate d'olio verso le cerniere tese dei due uomini ai lati del suo viso. Con movimenti lenti ma decisi, afferrò i cursori metallici e tirò giù entrambe le zip all'unisono. Il doppio rumore metallico dello scorrimento risuonò nello studio come una condanna definitiva.I pantaloni bianchi si aprirono e gli slip cedettero. I membri dei due estranei — due blocchi di carne enormi, venosi e già lucidi di umori — scattarono fuori, liberandosi con violenza. Come due sonori schiaffi, i due cazzi andarono a colpire le guance bollenti e arrossate di tua moglie, posizionandosi a pochi centimetri dalle sue labbra spalancate. A quel contatto e a quella vista, la fica di Michela ebbe un sussulto violento, sbrodolando un altro flusso caldissimo di fluidi che andò a colare sul lettino di pelle. Michela non perse un solo istante: la bramosia e l’eccitazione l'avevano ormai travolta completamente. Allungò il collo sul lettino di pelle e iniziò a pomparli entrambi contemporaneamente, muovendo la testa da un lato all'altro con un'avidità animalesca che annientava definitivamente la sua dignità di moglie devota.Spalancava la bocca al massimo, accogliendo prima il membro enorme e venoso dell'anziano e poi, subito dopo, tuffandosi con la gola sul cazzo del massaggiatore più giovane. Il rumore viscido delle sue labbra bagnate e della sua saliva mischiata agli umori dei due estranei rimbombò nello studio come una sinfonia cruda, un suono osceno che ti fece sussultare il sangue nelle vene. Nel frattempo, le quattro mani degli uomini continuavano a muoversi a ritmo selvaggio sulla sua carne: le dita dell'anziano e del giovane entravano e uscivano contemporaneamente dalla sua fica e dal suo buco del culo, spingendola a un'intensità di godimento mai provata prima. Mentre Michela si strozzava e sputava l'anima sui due cazzi duri, tu ti alzasti parzialmente dalla tua poltrona nell'angolo buio. Non potevi più contenere la foga. Con le mani tremanti per l'eccitazione, tirasti fuori il tuo cazzo duro, che ormai ti spaccava le cuciture dei pantaloni, e iniziasti a menartelo con violenza davanti a quello spettacolo di sottomissione multipla.Michela, con il mento completamente lucido di bava e gli occhi colmi di lacrime per lo sforzo, si staccò per un solo istante dal cazzo del giovane. Girò la testa verso l'angolo buio e vide che ti stavi segando guardandola. Quella vista le scatenò dentro una scarica di calore pazzesca; la sua fica ebbe un sussulto violento. Fissandoti con gli occhi sbarrati e persi nel degrado, urlò il tuo nome con una voce roca, sospesa tra la supplica e il piacere puro: «Marco! Guarda come mi lascio usare... Marco, guardami mentre mi sbattono i cazzi in faccia!»Sentire tua moglie che ti invocava in quel modo, mentre si faceva sditalinare da due estranei e puliva i loro cazzi con la lingua, fu la conferma del suo totale battesimo del degrado. Il massaggiatore anziano, eccitato all'inverosimile dal tuo gesto e dal richiamo di Michela, le afferrò di nuovo i capelli con violenza, inchiodandole la testa. «Zitta, cagna! Non interrompere il ritmo e succhiaci perbene entrambi», le ordinò l'uomo con voce roca e impastata, ricacciandole tutto il membro in gola per continuare a martellarle la bocca, mentre il giovane si posizionava subito dietro di lui, pronto a prendere il suo posto.Sentendoti chiamare in causa, non potesti più resistere nell'angolo buio. Ti alzasti a passi lenti e deliberati, con il cazzo duro in mano. I due massaggiatori ti guardarono arrivare con un ghigno cinico e, capendo all'istante le tue intenzioni, si scambiarono un'occhiata d'intesa per orchestrare l'umiliazione finale. L'uomo anziano afferrò saldamente le ginocchia di tua moglie e, con una mossa decisa, le allargò le gambe al massimo, spalancando completamente il suo culo bagnato d'olio e la sua passera sbrodolata davanti al tuo viso. Tu ti fiondasti senza esitazione tra le sue cosce. Affondasti la lingua in profondità, iniziando a leccare la fica e il buco del culo di Michela a ritmo selvaggio, mischiando la saliva con il sapore acre dei fluidi e dell'olio dei due estranei. Michela, sentendo quel tocco del marito che legittimava tutto, emise un gemito disperato e profondo, inarcando il bacino per farsi sconsacrare totalmente da te. Mentre Michela godeva in modo incontrollabile sotto i colpi della tua lingua, i due massaggiatori decisero che era il momento del sigillo definitivo. Eravate tutti al limite, travolti dalla bramosia di quella sottomissione multipla. L'uomo più giovane le serrò le dita nodose tra i capelli alla nuca, tirandole indietro la testa per costringerla ad aprire la bocca e tirare fuori la lingua, mentre l'anziano si piazzò esattamente di fronte a lei. «Forza, ingoia tutto, cagna!», grugnì l'uomo tarchiato con voce roca e spietata. All'unisono, i due estranei scaricarono una colossale, densa e abbondante sbrodolata di sperma caldo direttamente nella sua gola spalancata. Schizzi di latte bollente le colpirono le tonsille, le labbra e le guance, colandole sul mento. Michela mandò giù ogni singola goccia con avidità, strozzandosi e deglutendo quel mix bollente senza fiatare, mentre tu continuavi a devastarle la passera con la lingua dal basso. Ma il vero degrado del degrado doveva ancora compiersi. Qualcosa che andava oltre la semplice sottomissione fisica e che spezzava l'ultimo, inviolabile tabù dell'intimità coniugale. L'uomo anziano, con un sorriso cinico e il fiato corto, le afferrò di nuovo il mento viscido e le ordinò di guardarlo. Senza darle il tempo di respirare, si chinò su di lei e la baciò sulla bocca con violenza, infilandole la lingua tra le labbra ancora sporche di sperma fresco. Michela non si ritrasse: accettò quel bacio profondo, limonando con bramosia con lo sconosciuto sotto i tuoi occhi estasiati. Subito dopo, il massaggiatore più giovane prese il posto del collega: le afferrò la nuca e si fiondò a sua volta sulla sua bocca, scambiando con lei una limonata umida e selvaggia che rimbombò nello studio. Tu, rialzando la testa dalle sue gambe sguazzanti, restasti a guardare quella scena immobile, quasi incredulo. Sapevi che Michela si era sottomessa al tuo volere, ma vedere tua moglie cedere l'intimità assoluta del bacio a due estranei, mischiando i loro umori in bocca, fu la conferma definitiva: la sua vecchia vita di moglie devota era finita per sempre, sostituita da una totale degradazione sessuale.Un quarto d'ora dopo, Michela si rivestì dietro il paravento, infilandosi i vestiti sopra la pelle ancora appiccicosa. Uscì con lo sguardo basso e le gambe che ancora tremavano per l'intensità di quel doppio martellamento. Tu ti alzasti semplicemente dalla poltrona. Non servivano altre parole. Rivolgesti un ultimo, silenzioso cenno d'intesa e di complicità ai due uomini, che vi guardarono andare via con un ghigno cinico stampato in faccia. Afferrasti Michela per il braccio e vi avviaste lungo il corridoio del palazzo anonimo, diretti verso l'auto per il lungo, silenzioso rientro a Novara.
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1 giorno fa
Mitch,
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Da sempre cornuto
Ho deciso di scrivere alcuni episodi, tra i più significativi e belli della mia vita di coppia e di come sono riuscita a trasformare mio marito da persona super gelosa (ma comunque cornuto a sua insaputa) a cuck. Sono tutti episodi di vita reale e di incontri di sesso che vedono me (Lucrezia) protagonista a cui piace da sempre, fare tanto sesso e farlo adesso senza problemi e timori di essere scoperta da mio marito, è ancora più bello. Devo dire che comunque sono una che fa tanta selezione e vista la mia esperienza (oggi ho 57 anni) mi porta a discernere ed a scegliere gli uomini che mi intrigano e mi eccitano. Quelli qui narrati, sono solo fatti veri vissuti sin da quando ero una giovane ragazza a cui è sempre piaciuta la trasgressione e fare sesso, la sola fantasia è relegata ai nomi di alcuni protagonisti. Alcuni aneddoti, sfaccettature, fatti, dinamiche sono raccontati come sono stati riferiti dai bull successivamente a quando sono accaduti. Oggi, che ho fatto soccombere suo malgrado, mio marito voglio condividere queste dinamiche seguendo un filo logico dall'inizio alla fine, che si snoderanno in diversi racconti, del mio percorso che mi ha condotto fin qui.
Oggi racconterò come ho iniziato a cornificare fin da fidanzata quello che poi sarebbe diventato mio marito facendolo in seguito diventare cuck. Lui, oggi mi lascia scopare con gli uomini, chi scelgo io e poi gli racconto tutto a casa al mio ritorno, non facendolo mai assistere alle mie performance sessuali perchè con lui vicino non mi disinibisco come piace a me fare.
L'unica regola che lui mi ha imposto e che io ho accettato, è che tranne il mio bull fisso, non dovevo scopare con uomini del nostro circondario, regola ad oggi, infranta solo una volta con un mio amico che in seguito racconterò. Io gli dico quasi tutto quando torno da scopare e lo faccio sborrare segandolo e documentando i miei incontri.
Lui intelligentemente ha capito che dopo aver scoperto che lo tradivo di nascosto non si poteva tornare indietro ed ha accettato la sua condizione di cuck ben sapendo che non mi soddisfaceva a letto anche perchè sborra subito ed io tutto questo non perdevo occasione per dirglielo.
Da allora ho capito che è bellissimo scopare senza timori e senza inibizioni di moglie traditrice, provare nuove emozioni e con garbo provocare. In questo contesto mi identifico solo io, in quanto lui sa bene che non soddisfa le regole minime del sesso e non ci pensa nemmeno a scopare con altre donne.
Da questa complicità sopravvenuta ha scoperto che io lo tradivo da subito fidanzati pur non facendomi lui mai mancare il sesso perchè all'epoca scopavamo due/tre volte al giorno. Seppe questo perchè glielo raccontai in seguito.
Io avevo (ed ho ancora oggi) un amico (Maurizio) che anche da fidanzata mi scopava. Con Maurizio è stato sempre un cordone ombelicale di solo sesso mai interrotto, anche lui infatti era prima fidanzato e poi sposato, ma abbiamo sempre fatto sesso anche se non sempre con la stessa frequenza.
Questo mio amico di circa 9 anni più grande di me, quando ero una giovane ragazza di 20 anni mi aveva prima sedotta, rassicurata e protetta per via della sua esperienza, e pian piano mi conquistò fino a quando non seppi resistere alle sue continue avances sempre più esplicite. Devo dire che io ho perso la verginità a 18 anni con il mio primo fidanzato e lì avevo capito che fare sesso è fantastico se fatto bene.
Arrivai a scopare con Maurizio perchè succedeva in quel periodo che andavo a lavorare vicino al suo negozio e così pian piano ci conoscemmo e prendemmo confidenza e lui da porcone non disdeganava battute, doppi sensi, allusioni per farmi capire che mi desiderava e a me, la cosa non dispiaceva. Infatti spesso quando ero in giro per la città, capitava di lasciare il mio motorino piaggio vicino il suo negozio con il suo compito di controllarlo, fin quando una volta di queste, avendo entrambi ormai la consapevolezza che volevamo scopare, mi fece entrare nel negozio, dove parlammo un pochino e dopo ammiccamenti più o meno espliciti, chiuse la porta di ingresso a chiave e andammo nel retro dove chiuse anche la seconda porta, mi strinse a se, ci baciammo con tanto ardore e foga, ci toccavamo dappertutto, fin quando si sbottonò i pantaloni e tirò fuori il suo cazzo in evidente erezione e mi invitò a prenderlo in bocca, cosa che io feci subito senza tentennamenti, dopo questo bel pompino in cui assaporavo il suo cazzo, notai una folta peluria eccitante e soprattutto due coglioni grossi che gustavo con mani e bocca, mi fece alzare e mi fece appoggiare ad una scrivania mi mise di lato il mio perizoma e mi infilò dentro il suo cazzo, iniziando a sbattermi con vigore, ma non durò nemmeno tanto sborrando sul pavimento, talmente era la sua voglia di me. Quello fu l'inizio della nostra relazione, che come detto, ancora oggi dura. All'epoca quando potevamo ci davamo appuntamento e ci vedevamo la sera andando con la macchina in zone isolate a consumare le nostre voglie, altre volte lo facevamo in negozio. Tutto questo comunque mio marito lo seppe successivamnete perchè da me raccontato.
Quando mi sposai per un periodo il mio rapporto con Maurizio si interruppe, perchè andammo via dalla città per motivi di lavoro e quando tornavo non era semplice organizzare, anche se in verità qualche volta avvenne comunque di vederci e scopare. Dopo 6 anni trascorsi via, quando ritornammo in città in pianta stabile, ripresi il mio normale rapporto godereccio con lui anche se non è mai stato un rapporto assiduo nel vederci spessissimo per via dei nostri impegni e perchè anche lui uomo sposato. Maurizio per tanto tempo è stato l'unico uomo del mio circondario con cui ho fatto sesso, fino a 5 anni fa, in cui sorprendentemente e inaspettatamente ho allacciato un rapporto di sesso con un mio amico di infanzia che in seguito descriverò.
Nel suo rapporto di cuck raccontai queste cose a mio marito solo a percorso completato e quando gli dissi una volta che dovevo vedermi con un uomo e lui insistentemente mi chiedeva chi fosse gli dissi di Maurizio (che lui conosce di vista), dicendogli che era l'uomo con cui da sempre lo avevo cornificato. Gli precisai e gli spiegai che mi piaceva scopare con Maurizio perchè persona, a modo, seria, sposata, e ciò mi rendeva sicura, sessualmente pur non essendo un superdotato mi faceva godere con le sue palle belle grosse, la sua folta peluria nera e perchè dopo la prima sborrata non viene quasi più. Sapevo della sua discrezione e con lui ero appagata in un normale contesto di amante che mi scopava e nulla di più si pretendeva nel nostro rapporto. Essendomi liberata di questo peso rendendo partecipe mio marito di quello che mi piaceva fare e ancora mi piace, il livello delle mie porcate con Maurizio si è alzato e ancora oggi facciamo tanto bel sesso libidinoso andando in b&b, case che lui riesce ad avere a disposizione, hotel ecc., tornando a casa ogni volta piena e soddisfatta di lui che sempre più si dimostra sfrontato e porco. Infatti oggi, spesso mi ordina di andare agli appuntamenti senza intimo perchè lo eccita tantissimo trovarmi senza intimo e adesso mi scopa anche nel culo cosa che all'inizio non gli consentivo e dopo le nostre 4/5 ore di sesso avendomi sborrato ovunque, mi ordina che la sera non mi devo lavare perchè dice: "il cornuto deve sentire l'odore della mia sborra, stasera non devi farti toccare da lui, devi tenerti dentro la mia sborra", e io lo accontendo sempre limitandomi a fare una sega al cornuto mentre gli racconto quello che abbiamo fatto, facendogli vedere le foto e i video che ci facciamo, i nostri baci e tutto quello che si possa fare durante una scopata tra amanti, facendolo sborrare quasi immediatamente. Maurizio ancora oggi, non sa che io ho reso cuck mio marito e che egli è a conoscenza della nostra relazione, anche perchè nel trasporto del nostro sesso lo derido dandogli del cornuto mentre Maurizio con tanta foga mi penetra e mi fa godere da porco incallito quale egli è.
Questo è il mio racconto di come tutto è iniziato, appena avrò il tempo racconterò di altre vicende di sesso che mi hanno visto protagonista con altri bull e che mi hanno dato tanto piacere.
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1 giorno fa
Mastromaurizio,
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Corna fresche in diretta.
Mi chiamo Antonio, ho 56 anni, sono di media statura, capelli bianchi, occhi scuri, fisico leggermente in sovrappeso. Da 36 anni sono sposato con Carla, mia coetanea, bella donna dai capelli biondi, occhi chiari, seno grosso, una quarta piena che ancora regge bene, fianchi un po' larghi ed un bel culo alto e sodo, che fa da cornice a cosce ben tornite. E' davvero tanto che siamo insieme; ci eravamo conosciuti giovanissimi sui banchi di scuola e la nostra storia è cresciuta col passare degli anni; ormai, da una decina, son diventato marito cuckold; ho sempre gradito veder mia moglie ammirata e corteggiata da altri maschi, e credo di esser stato fatto cornuto più d'una volta, ma, come già detto, è solo da una decina di anni che siamo riusciti a aprirci e stabilire che ero orgoglioso a sapere che lei, di tanto in tanto, si concedesse a qualche maschio. Era un periodo in cui il nostro rapporto era alquanto stagnante, soffocato da impegni di lavoro, dalla vita frenetica, dalla crescita di nostra figlia, e così, quando lei si è iscritta all'università, noi due siamo di nuovo tornati ad esser una coppia; in quel momento, abbiamo toccato con mano che il nostro rapporto aveva bisogno di un po' di pepe ed io son riuscito, con calma e pazienza, a farle capire che, se avesse voluto scopare con altri, non ero contrario, a condizione che ne fossi sempre informato e, possibilmente, dopo, fossi dettagliatamente informato su quanto avesse fatto. Devo ammettere che mia moglie, in questi dieci anni, non si è mai comportata in modo da farmi sentire in imbarazzo, anche se, in media, cinque o sei volte l'anno, mi aveva cornificato abbondantemente; lo scorso anno ha iniziato a frequentare un ragazzo giovane, sui 30 anni, di nome Roberto. Ho capito che questa storia l'aveva intrigata molto di più delle precedenti, perché aveva cambiato look, ad uscire più spesso e, soprattutto, la vedevo più allegra, radiosa, davvero felice. All'inizio mi aveva raccontato delle performances di questo ragazzo, conosciuto casualmente quando, essendo tecnico informatico, era entrato nel suo ufficio per dei lavori di aggiornamento al suo pc. Tra di loro era scattata una vera attrazione e lei aveva cominciato a frequentar casa sua. Mi son accorto del cambiamento anche dal fatto che lei, dopo un po' ha smesso di parlarmi di lui, anche se continuava ad uscirvi assieme e frequentarlo, così abbiamo affrontato l'argomento e, alla fine, mi ha raccontato ogni cosa. Lei gli aveva detto di me che ero un maritino particolare e così, poco prima della partenza per le ferie estive, si organizzarono in maniera da farmi assistere a qualche loro amplesso, portandomi a casa suaQuel giorno la vidi particolarmente radiosa; mi confessò che, per questo suo giovane bull, nutriva un particolare sentimento, certamente non materno, ma nemmeno amore forte; la sua era una forte passione basata molto sull’attrazione fisica. Aveva indossato un bel vestito aderente, che le modellava bene le forme appena morbide, ma non grasse; delle splendide autoreggenti nere con il pizzo alto e delle scarpe con tacco 12 a spillo, che rendeva il suo incedere ancor più sensuale e gradevole. Siamo giunti dall'altro lato della città e ci siamo fermati davanti ad un palazzo; lei mi ha invitato a seguirla.«Dai, cornuto, saliamo; il mio giovane bull sarà qui tra poco e, vedrai, ti piacerà…» Mentre salivamo in ascensore, mi ha indicato le sue tette.«Gliele farò succhiare subito, perché a lui piace molto farlo come piace anche a me: lo sai bene, vero, cornuto?» Ho sorriso e confermato le sue parole. «Sì, certo che lo so, amor mio… ti fa eccitare molto sapere ti succhino i capezzoli!» Ho notato che aveva le chiavi di casa e, appena entrati, lei si è mossa con perfetta padronanza dei luoghi, dimostrando di conoscerli da tempo. Si è seduta in attesa dell'arrivo di lui e mi ha guardato, mentre io guardavo in giro per la casa. «Ti piace questo appartamento? Qui dentro lui mi ha scopato tante di quelle volte, che non c'è più un posto che non abbia fatto da sfondo alle nostre furiose godute. Ora, puoi dirti pronto per vedere, finalmente, tua moglie far la troia con un altro?» Ho sorriso e le ho detto che ero immensamente felice; speravo proprio di vederla godere da matti. D'un tratto si è aperta la porta di casa ed è arrivato un bel ragazzo alto, fisico prestante, capelli neri, occhi scuri, che ha subito abbracciato e baciato mia moglie sulla guancia; lei, dopo un attimo, lo ha baciato in bocca, davanti a me. Dopo aver limonato per un po', si è girata verso di me ed ha fatto le presentazioni.«Antonio, amore... lui è Roberto... il mio giovane Bull; Roby, lui è.… mio marito, felicemente cornuto!» Lui mi stringe la mano e, subito dopo, mia moglie, sebbene sia alle prese con il bull, fa in modo da non dimenticarsi di me: mi sorride maliziosa e mi fa il gesto delle corna, davanti a lui. Neanche lui appare per niente intimidito dalla mia presenza; e pensare che mia moglie mi aveva riferito che lui fosse soggetto ad una certa timidezza… alla faccia! Lei se lo pomicia con molta passione; capisco che questa storia è diversa… noto che tra loro c'è un vero trasporto e questo conferma le parole dette da mia moglie qualche giorno prima. Amoreggiano per qualche minuto sul divano, poi mia moglie decide che è il momento di scopare. Non si erano ancora spogliati, ma lei è già molto eccitata perché sa di esser sotto i miei occhi. Ho preso il cellulare per scattare delle foto e lei me lo permette, sorridendo.«Dai, cornuto, muoviti! Fallo prima che andiamo in camera a scopare, fammi qualche altra foto, inquadrami per bene, perché, tra poco, sarò tutta sua e, quando dico *tutta*, significa che non intendo negargli nulla: tu sai bene che non scherzo!» Conosco mia moglie e, quando si mette in testa certe idee è irremovibile e, questa volta, mi sembra davvero molto decisa a godere sotto i miei occhi, in maniera assoluta. Subito dopo se lo porta in camera da letto, notando ancora che conosce bene la strada. Iniziano a spogliarsi sotto il mio sguardo ed io la immortalo su altre foto. Mi avvicino per darle un bacio. «Ti amo e voglio vederti godere tanto!» Sorride maliziosa, mentre ricambia il bacio, mi mostra di nuovo il gesto delle corna e poi guarda lui, che è rimasto in silenzio, ma capisco che si sono intesi a gesti. Infatti, poco dopo, lei mi scaccia dalla camera. «Mio dolce cornuto, per ora vattene fuori della stanza; lui vuole star un pochino da solo con me. Se vuoi, potrai spiarci, ma dal di fuori alla porta; sarà lui a farti cenno quando potrai entrare; dai, vai fuori dalle palle, amor mio.»Provo un brivido fortissimo nel sentirmi cacciar fuori, perché volevo ammirare la sua performance, però, mi rendo conto che è lui che dirige il gioco. Prima di ubbidire al loro volere, le scatto ancora una foto. Carla sorride, mentre capisce che sto cercando di ritardare l'uscita dalla stanza ed allora ripete il gesto delle corna.«Basta, Antonio! Lasciami sola con lui... ci puoi spiare da dietro la porta, se vuoi!» Faccio per uscire, ma lui mi trattiene un attimo.«Ma no, lascialo ancora un po'! Così gli mostro quanto mi piace leccare la tua bella figa succosa!» Mi è chiaro che il bull cerca di umiliarmi ancora di più, nel farsi vedere come divora la figa di mia moglie; questa cosa mi manda fuori di testa. Mi avvicino e, per agevolare l’opera di lui, tengo sollevate ed aperte le sue cosce. La mia dolce mogliettina mi ringrazia, ridacchiandomi in faccia e facendo ancora il gesto delle corna. Poi si rilassa, abbandonandosi alla lingua del suo bull che lecca e divora la sua figa. Lo guardo con quanta avidità la divora, mentre giro intorno al letto, sentendomi crescere prepotenti le corna; mai vista mia moglie così presa da un uomo, che lei considera *suo* in tutto e per tutto! Per un attimo il mio cuore ha tremato! Mi rendo conto che per lui sta provando certamente qualcosa di diverso. Ora capisco quando, durante i nostri ragionamenti, ebbe a dirmi che le sarebbe piaciuto avere un Bull fisso, non il solito amante occasionale, e vedere con quanto piacere ora si lascia prendere da lui davanti a me, mi fa comprendere quanto sia forte la passione che provano l'uno per l'altra, anche se mia moglie mi ha assicurato che tra loro è solo sesso, condito da tanto trasporto, piacere e, soprattutto, affetto profondo. Risuonano ancora nella mia testa, le parole che mi disse allorché cercò di spiegarmi questo concetto: non ci sono dubbi, perché lo vedo concretizzato davanti a me.«Amor mio, stai tranquillo! Con lui sarà solo sesso, un pochino più intenso di altre volte, ma sarà sempre e solo sesso; nessuno mai potrà sostituire il mio amato cornuto. Mi piace, è giovane, molto virile e vigoroso, ma tu sei quello che mi ama e mi permette di avere momenti come questo!»Le ho creduto. Sono convinto che anche questa storia, dopo un po' finirà, ma ora mi rendo conto che sto per capire quanto lei si sia sentita presa da questa avventura, che già dura da alcuni mesi e mi rendo conto che, con lui, finalmente posso considerarmi, di fatto, cornuto, compiacente e sottomesso ai loro desideri. Lo osservo mentre sta ancora divorando la figa di mia moglie che, ovviamente, gode tantissimo e, quando vedo che lui le infila un dito dentro, mi avvicino timidamente e provo a infilarne uno nel culo, ma lui mi blocca in malo modo!«Cornuto, che cazzo fai! Non la devi toccare: vattene!»Umiliato e, nello stesso tempo felice nel vederlo geloso, mi sposto e lo lascio fare; mi rendo conto che ha il pieno controllo su mia moglie. Carla mi guarda e sorride contenta, poi lo fa sdraiare e, finalmente, inizia a lavorare il suo membro: devo dire che ha proprio un gran bel cazzo! Lungo circa una ventina di centimetri, ma è lo spessore che lo rende particolare. È grosso, largo, con delle venature in rilievo, che lo rendono ancora più concupiscente; ha una cappella grossa e rossa, molto lucida. Carla passa la sua lingua sopra quell'asta, scivola verso il basso e si dedica anche alle palle, che lecca e succhia; noto che lui gradisce molto. Poi di colpo si gira verso di me. «Adesso, cornuto, basta! Adesso vattene! Togliti dalle palle… ti diremo noi quando potrai raggiungerci; va fuori di qui! Ti chiameremo quando sarà il momento di aiutarlo ad indossare il preservativo, ma, se ti dimostrerai docile ed ubbidiente, forse ti chiameremo anche prima…»Ride, mentre io abbasso il capo, ed esco. Tornò per un istante sul divano e mi siedo, poi sento i suoi gemiti e allora, silenziosamente, torno nel corridoio e mi nascondo dietro la porta; la guardo attraverso lo spiraglio dello stipite. Vedo qualcosa che mi sconvolge! Mia moglie sta scopando a pelle il suo bull! Questa cosa mi eccita e mi sconvolge nello stesso tempo! Si fa scopare a pelle da lui? Non che mia moglie possa restar incinta, è già in menopausa, però... Cazzo, a pelle? Sono eccitato da morire e, mentre la guardo, mi rendo conto che, osservarla mentre viene montata in maniera così decisa, è qualcosa di sconvolgente! Mi sposto leggermente verso la porta e, sempre utilizzando il cellulare, realizzo un breve video. Carla però si è accorta di me e mi ha detto di allontanarmi!«Cornuto, te ne vuoi andare? Voglio scopare in pace con lui, senza te tra i piedi!»Questa cosa mi ha umiliato, ma, nello stesso tempo, eccitato così tanto che quasi son venuto senza toccarmi. Mi son allontanato un po' e poi son tornato a spiarla, attraverso quello spiraglio: l'ho vista godere tantissimo. Roberto era inginocchiato tra le sue cosce e la pompava con un ritmo molto sostenuto; lei ha urlato di continuo il suo piacere.«Così, amore, mi piace! Così mi piace: è bello quando me lo sbatti tutto dentro, fin in fondo! Dai, fammi godere ancora tanto! Ancora, vengo!»Ha avuto un nuovo fantastico orgasmo e lui si è fermato un attimo. «Va bene, cornuto, puoi entrare!»Un attimo ero davanti a loro! Carla mi ha lanciato uno sguardo civettuolo.«Mi son appena fatta scopare a pelle da lui. Ho visto che hai fatto un filmato, quindi dimmi: quanto ti eccita questa cosa?»Ero sconvolto ed eccitato, così le ho detto di continuare.«Amore, se lo hai fatto, vuol dire che avevi voglia di farlo! Ti prego, fallo ancora! Voglio vederti godere, mentre lui ti scopa così!» Lui si è voltato verso di me e mi ha fatto capire che dovevo tener le sue cosce alzate, mentre lui ora si divertiva a sbattere il suo grosso randello contro il clitoride di mia moglie, che gemeva contenta. Ogni tanto glielo spingeva dentro per un po' e poi lo tirava fuori, lo strofinava sul suo bottoncino e Carla si eccitava sempre di più. «Così mi fai impazzire! Cornuto lo vedi com'è mi fa impazzire così! Dai Roby mettilo dentro!»Lui invece ha continuato a tenerlo appoggiato sullo spacco della sua figa e si è allungato su di lei e i due si sono baciati in bocca e questa cosa mi ha sconvolto ancora di più. Ho sempre saputo che mia moglie non aveva mai baciato nessuno in bocca ma vedere che lo faceva con lui dopo essersi fatta scopare a pelle, mi ha fatto capire quanto intimo fosse il loro rapporto. Ho capito che lo amava e questa cosa mi ha fatto tremare il cuore e nello stesso tempo mi ha fatto venire direttamente senza toccarmi. In quel momento ho capito che il gesto era destinato a me per farmi capire che questo era molto più della sensazione che ti si crea dentro nel vederla con un cazzo in bocca di un altro, o scopata senza preservativo, ma anche molto più di vederla inculata a pelle. Era la dimostrazione dell'amore che provavano l'uno per l'altra. Poi lui la prepara ancora per scoparla a pelle ed io, dal momento che mi è stato concesso di esser presente, mi do da fare offrendo l’aiuto che posso. Vedo che lei è pronta e lo sono anch’io, tenendole la fica aperta; lo è anche lui, mentre la fruga titillandola con il cazzo. Poi, di colpo, cambia e mi intima di tener le gambe di mia moglie sollevate per aria.«Tieni le sue cosce aperte e ben alzate, che adesso le faccio qualcosa che la farà impazzire!»Immediatamente lui se la incula con un affondo secco; vedo Carla spalancare la bocca e poi portare una mano sul suo clitoride: si masturba velocemente, mentre gode con lui. «Sì, così, spingilo tutto dentro; fai vedere a questo cornuto come sei riuscito ad aprirmi bene il culo; sei l'unico che me lo mette nel culo e mi fa godere da pazzi; Roberto, scopami forte, perché voglio godere anche in questo buco.» L'ha scopata con una violenza quasi animalesca e lei ha avuto un altro orgasmo; poi si è fermato e lo ha tirato fuori. Mi è stato chiaro che cercava di prolungare il suo piacere, ritardando, in qualche modo, l'orgasmo, ma Carla era di tutt'altro avviso.«Cornuto, vieni qui, mettiti sdraiato sul letto con la testa tra le mie cosce! Roby, mettimelo nel culo, mentre lui me la lecca!»Mi son sdraiato sotto di lei, che si è messa in ginocchio davanti a lui. Roberto non ha avuto un attimo di esitazione e glielo ha infilato dentro, in maniera molto decisa, prendendo a sbatterla con forza. Era sconvolgente vedere le sue grosse palle ondeggiare avanti/indietro ogni volta che glielo spingeva dentro e sentire Carla godere mi ha fatto quasi impazzire. «Leccami, cornuto, che adesso mi faccio sborrare dentro! Sì, mi faccio riempir bene il culo, oppure, chissà, mi faccio sborrare in figa, così hai qualcosa in più da leccare!»Sono venuto un'altra volta senza toccarmi. Roberto la scopava alternando il suo cazzo dentro i suoi buchi e poi, quando Carla ha raggiunto un nuovo orgasmo, si è girata e lo ha pregato di riempirla.«Roby, amore, sborrami dentro! Ti ho promesso che potevi farlo in sua presenza e, come vedi, l'ho fatto mettere nella posizione migliore per assistere a questa farcitura.» Roberto ha preso a sbatterla nella figa con dei colpi molto forti e, d'un tratto, è rimasto immobile, piantato dentro di lei; ho visto le contrazioni del suo membro e dei suoi coglioni, facendomi capire che stava eruttando dentro mia moglie una ingente quantità di sbroda. È rimasto immobile per quasi due minuti, continuando a pompare dentro di lei; poi, lo ha tirato fuori e subito una notevole quantità di crema bianca, si è riversata nella mia bocca; ho leccato tutto con avidità. Carla intanto aveva preso il suo membro in bocca e lo stava ripulendo, raccogliendo fino all'ultima goccia del suo succo prelibato. Ha fatto sì che gliela ripulissi per bene, raccogliendo ed ingoiando tutto ciò che le fluiva dalla vagina; poi si è spostata e mi ha guardato sorridendo, mentre stava ancora abbracciata a lui. Ha portato il dito indice e mignolo sulla sua figa e le ha infilate all'interno; poi le ha tirate fuori, completamente bagnate ed ha sorriso contenta.«Cornuto, guarda queste: sono "corna" fresche per te e ben lucide!»In quel momento, ho adorato mia moglie. Roberto è ancora il suo bull fisso; spesso e volentieri viene a dormire a casa nostra e scopa Carla a lungo e bene. Di recente mi ha detto che ora vuole farle provare una doppia, perché avrebbe un suo amico molto dotato, che è interessato ad una pratica di questo tipo. Son impaziente di veder realizzato questo nuovo programma.
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2 giorni fa
baxi18,
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