Ultimi registrati
I racconti erotici più recenti
-
Submissio et Imperium
Questo dittico nasce come una ferita aperta divisa in due voci.
Submissio è la resa totale.La voce di chi si offre fino al midollo, consegnando corpo, volontà e respiro senza possibilità di ritorno.
Imperium è la presa irrevocabile.La voce di chi accoglie quell’offerta, la stringe e la fa propria fino a cancellarne i confini.
Non sono due monologhi separati, ma le due facce della stessa intensità:l’una non esiste senza l’altra.Dove finisce la cessione, comincia il dominio.Dove si chiude il guinzaglio, si spegne ogni via di fuga.
Un dialogo muto, carnale e implacabile,scritto nella lingua annosa del potere e della resa senza scampo.
Submissio et Imperium
Submissio
Con un bacio diabolico,con ogni millimetro di pelle che si fa membrana sensibile,con ogni stilla di miele che già trema sul bordo della resa,ti dono me stessa fino al midollo.
Con un bacio perverso,ti cedo non solo la scelta:ti consegno il respiro,il battito,il diritto silenzioso di smontarmi e rimontarmisecondo la tua sete.
Stringi tra le dita il guinzaglio,tienilo corto,implacabile,domina la mia libidine fino a farla diventareun’unica, lunga, tremante preghiera.Accendi il mio fuocoe poi governane la fiammacome si governa un elemento.
Come creta viva e calda,sfiorami,accarezzami,poi affonda,plasmami,ridisegnamifino a che la forma che prendosia soltanto la tua volontà fatta carne.
La lussuria non ci avvolge:ci penetra.Permea le cellule,fluisce nel sangue come un fiume caldo e scuro,sublima i pensierie annienta ogni volontàche non porti il tuo nome.
La mia brama è già liquefatta.Sorbiscilacome si sorbe il nettare più puroe più proibito,lascia che ti coli lungo la golafino a diventare parte di te.
Con un bacio viziosoaffondi nelle mie linfe,scendi fino al fondodove non esiste più separazione,e quando riemergimi porti con te,inesorabilmente,legata alla tua pellecome una seconda, tremante verità.
Imperium
Ti osservo mentre ti offri.Già ogni millimetro di tesi fa superficie sensibile,già ogni stilla tremaprima ancora che io la tocchi.
Con un bacio perfidoti marchio.Non ti prendo...ti riconosco.Ogni goccia di miele che colaè già mianel momento stesso in cui abbandona la tua pelle.
Con un bacio immoraleti tolgo la possibilità di scegliere.La tua volontà diventa un velo leggeroche io sollevo e metto da partecon la stessa naturalezzacon cui si scopre un corpo.
Il guinzaglio è cortoperché così voglio vederti:tesa,presente,interamente concentratasul filo sottile che ci unisce.Tiro, e tu rispondi.Allento, e tu tremante attendi.Non ti guido...ti contengo.
Sei argilla.Ma non quella fredda.Sei argilla calda, umida,che si apre sotto le mie manie chiede, senza parole,di essere modellatafino all’ultima curva.
La lussuria non ci avvolge...io la dirigo.La faccio entrare nelle tue cellule,la faccio scorrere nel tuo sanguefinché i tuoi pensierinon sono altro che il mio nomeripetuto a fior di respiro.
La tua brama è già liquefatta.La bevo.La assaporo lentamente,lascio scendere nelle mie viscerecome il nettare più densoe più sacro.
Con un bacio corrottoaffondo nei tuoi fluttinon per perdermi,ma per reclamare il fondo.E quando riaffiorotu sei,presa,contenuta,miafino all’ultima stilla,fino all’ultimo respiro,inesorabilmente.
26
2
4 ore fa
SilverRea,
51
Ultima visita: 2 giorni fa
-
Preludio a corde tese.
Preambolo:Il racconto che segue nasce da as.i.am ...dalla sua presenza, dalla sua voce, da ciò che ha saputo muovere senza mai forzare...Non è stata una semplice conversazione, ma un incontro che resta. Un passaggio condiviso con una persona che, in ogni sua sfumatura, si rivela sorprendentemente interessante. Una presenza matura, composta, che non invade mai...accompagna. Ti prende per mano con una delicatezza quasi inusuale e ti introduce, con passo lento e sicuro, nel proprio mondo. Di lui non c’è nulla da decifrare. Non servono chiavi, né interpretazioni. C’è solo la possibilità di viverlo...di lasciarsi attraversare dalla sua quiete, dalla sua misura, da quella intensità discreta che non chiede attenzione ma la merita.A lui va la mia gratitudine più sincera...per la generosità con cui ha aperto quello spazio, per la cura con cui lo ha reso abitabile, e per avermi permesso di attraversarlo senza mai farmi sentire ospite. Grazie! Vi consiglio di leggere questa pagina in compagnia dell’Adagio per archi di Samuel Barber.Lasciate che la musica inizi qualche secondo prima delle prime parole e accompagni l’intero svolgimento della partitura, fino all’ultimo silenzio. Il brano, nella sua lentezza quasi intollerabile e nella sua tensione mai del tutto risolta, è la chiave d’ascolto più fedele a ciò che vi sto per raccontato. Questa non è una storia. È una partitura. Quattro movimenti per orchestra d’ombre e di carne, scritti in una tonalità minore che non risolve mai del tutto. Si esegue al buio, o quasi. Si ascolta con la pelle.I – Andante solenneII – Adagio sospesoIII – Allegro febbrileIV – Coda sospesaNessun applauso alla fine. Solo il residuo di un’eco che continua a vibrare nelle corde ancora tese.I – Andante solenneLa stanza si apriva come un primo movimento in re minore.Altezza di soffitto che tratteneva l’eco, pareti di un grigio caldo che sembravano assorbire la luce invece di rifletterla. Al centro, il letto...una piattaforma isolata, distante da ogni muro, immersa in una penombra densa come un accordo tenuto troppo a lungo. La luce, filtrata da una tenda pesante, cadeva in strisce lente, quasi a tempo di battuta.Su quella superficie nera lei giaceva già legata.Le calze a rete stretta di seta, ancora calde del suo corpo, erano state trasformate in legacci. Avvolte attorno ai polsi e alle caviglie con precisione, poi fissate da lunghe strisce di nastro opaco color cenere. Le mutandine, strappate una sola volta, erano diventate il nodo centrale di ogni vincolo...un frammento di tessuto intimo che ora teneva prigioniera la stessa pelle che aveva protetto. Ogni lieve tensione produceva uno scricchiolio secco, come il pizzicato di una corda di contrabbasso.Sopra gli occhi, la maglietta nera arrotolata fungeva da benda. La bocca restava ancora libera.Accanto al fianco destro, sul lenzuolo, giaceva l’oggetto di vetro scuro. Pesante, freddo, dalla curva leggera.II – Adagio sospesoCominciai dalle mani.Le dita aperte, bloccate dalle calze e dal nastro, erano già una dichiarazione. Le sfiorai prima con il dorso, poi con i polpastrelli, tracciando linee lente lungo i tendini, premendo sui punti dove il sangue batteva più forte. Poi la bocca. Lingua calda che scivolava tra le sue dita, le prendeva una a una, le tratteneva con una lentezza quasi rituale. Un tremore le salì lungo le braccia e si disperse nelle spalle, come un’onda che attraversa l’orchestra e poi si spegne.Continuai. Interno del polso. Piega del gomito. La linea delicata sotto l’ascella. Ogni punto veniva assaggiato, abbandonato, ritrovato più tardi con un tocco diverso. La tenevo in uno stato di attesa permanente, come un pedale tenuto sotto un’armonia che non risolve.Quando finalmente la mano scese tra le cosce, la trovai già aperta, già lucida. Non entrai subito. Sfiorai soltanto. Indice e medio che scivolavano lungo le pieghe esterne senza mai separarle del tutto, pollice che premeva sul piccolo bottoncino gonfio con pressione irregolare, a tratti quasi assente. Un suono basso le uscì dalla gola. Allora aprii. Due dita scivolarono dentro il suo centro con una lentezza solenne, si curvarono, cercarono, trovarono. Allo stesso tempo il pollice premette sulla soglia nascosta, la circondò, la penetrò solo con la punta. La doppia invasione era sincronizzata ma non uguale...dentro di lei un ritmo lento e profondo, nella soglia proibita una pressione quasi statica, che aumentava di millimetro in millimetro, come due sezioni orchestrali che si inseguono senza mai coincidere.La lingua arrivò dopo.Dalla soglia risalì, raccogliendo tutto, fino al piccolo bottone, poi di nuovo giù. Non c’era fretta. Solo un movimento circolare, paziente, che alternava l’ingresso delle dita e leccate lunghe. Le calze e il nastro scricchiolavano ogni volta che lei cercava di chiudere le gambe o di sollevare i fianchi. Non poteva.III – Allegro febbrileMi alzai.Presi la sfera nera. Gliela posai prima sulle labbra, la feci sentire, fredda e liscia. Poi la spinsi dentro. I denti si chiusero intorno alla sfera. La cinghia di cuoio le strinse dietro la nuca con un click secco, netto come un colpo di timpano. Il suono che uscì dalla sua gola fu un gemito rotto, umido, quasi liquido, soffocato dalla sfera stessa.Solo allora presi l’oggetto di vetro.Lo passai prima sulle pieghe già gonfie e bagnate, lo feci scivolare avanti e indietro senza entrare. Poi lo spinsi dentro il suo centro con una sola, lunghissima spinta. Lei si inarcò. Le dita della mia mano libera tornarono alla soglia nascosta, questa volta due, che entrarono lentamente mentre il vetro continuava a muoversi. Il contrasto era voluto...il freddo liscio dell’oggetto e il calore vivo delle mie dita. Alternavo. A volte il vetro restava fermo in fondo, mentre le dita lavoravano la soglia con movimenti circolari. A volte estraevo il vetro e lo spingevo contro l’apertura proibita, lo facevo entrare solo con la testa, poi lo ritiravo e lo rimettevo nel suo centro. Ogni passaggio era accompagnato dalla mia voce bassa, quasi un sussurro, che le diceva quanto fosse aperta, quanto fosse presa, quanto il suo corpo stesse cedendo pezzo per pezzo.La mano destra, l’unica libera, la guidai a chiudersi intorno alla mia tensione viva. Non doveva muoversi. Doveva solo tenere. Sentire.IV – Coda sospesaIl tremore partì dai polsi legati. Salì lungo le braccia, attraversò le spalle, scese nel ventre. La sfera nera smorzava i suoni, ma non riusciva a nasconderli del tutto. Quando il piacere la travolse, fu una contrazione lunga, violenta, che le fece tendere ogni muscolo contro le legature. Il nastro strise. Le calze scricchiolarono. L’oggetto di vetro venne spinto fuori a metà dalla forza delle sue spasmi. Io lo riafferrai e lo tenni dentro, fermo, mentre le dita continuavano a muoversi nella soglia con delicatezza crudele, prolungando ogni ondata.Quando il corpo si abbandonò, infine, era lucido di sudore e di altro. La maglietta nera si era spostata abbastanza da lasciar vedere un occhio semiaperto, vitreo.Mi mossi allora sopra di lei.Le ginocchia ai lati della testa. Le mani che aprivano leggermente la cinghia della sfera, quanto bastava. E poi la mia pienezza calda che scivolava dentro quella bocca ancora tremante, oltre la sfera di gomma, fino in fondo. Non mi mossi subito. Restai lì, fermo, sentendo solo il calore, la lingua che si muoveva per riflesso, il respiro che le usciva dal naso contro la mia pelle.Poi, lentamente, cominciai a muovermi.Brevi, profonde spinte. Il silenzio della stanza si riempì del suono umido della sua bocca e del leggero scricchiolio delle legature. Il piacere salì in me come un’onda lunga, solenne, inevitabile. Quando arrivò, fu una scarica silenziosa e totale...il corpo si tese, il respiro si spezzò, e tutto si riversò dentro quella bocca ancora legata, mentre lei restava immobile sotto di me, accolta e prigioniera allo stesso tempo.Il silenzio tornò a riempire la stanza.Solo il suono del respiro che si faceva di nuovo regolare e il leggero scricchiolio delle legature ogni volta che un postumo brivido la attraversava.Come un preludio che non risolve.Come una musica primordiale che resta sospesa nell’aria.
53
0
20 ore fa
SilverRea,
51
Ultima visita: 2 giorni fa -
Cinzia ha bisogno di un idraulico...parte seconda
Abbiamo pranzato a letto chiaccherando di naturismo, sono sempre stato incuriosito da questa pratica. Ho scoperto che a dispetto di quanto pensassi naturismo e nudismo non sono la stessa cosa... fondamentalmente sì ma ci sono delle piccole differenze. Abbiamo passato un paio d'ore a parlare e scherzare sul naturismo. Io la termostato di domande e poi la prendevo in giro. In ogni caso io le ho detto che non avrei avuto nessun problema a praticarlo "...a certo! Così ti scoperesti mezza comunità!! Ma non è proprio come pensi...non sono mica tutte porche come me! ahahah" mi disse ridendo di gusto "...allora mi toccherebbe scoparti in ogni angolo e senza tregua..." le dissi. Vidi una lucina accendersi nei suoi occhi "...in che senso in ogni angolo? Nel senso di luogo o vorresti scopare ogni angolo del mio corpo...?" la sua voce era diventata sensuale e la sua mano andò sulla mia coscia per poi salire "...perché ogni angolo del mio corpo è a tua disposizione..." a quelle parole la mia eccitazione si riaccese realizzando cosa intendesse "...io voglio esplorare da cima a fondo il tuo corpo...molto a fondo..." dissi io e lei "... è quello che speravo...".Liberammo il letto in un batter d'occhio...la fantasia era partita nelle nostre menti...non stavamo più nella pelle. Andai a prendere i preservativi Lei si allontanò un attimo e tornò con un flaconcino in mano "...ci servirá questo..." disse con un espressione maliziosa. Io non so come faccia ma Cinzia mi fa eccitare anche solo con uno sguardo...chimica...alchimia...non lo so....so solo che ce l'avevo già duro senza che mi toccasse."...oh! Ti sei già portato avanti...come me del resto" mi prese la mano perché la toccassi...anche lei si era portata avanti...era bagnata. Me lo prese in bocca come se volesse consumarmelo...come li fa lei i pompini non me li ha mai fatti nessuna...fantastica! Dopo un po' la fermai perché altrimenti sarei venuto e non volevo...la feci mettere a pecorina con la faccia appoggiata sul materasso e cominciai a leccarla...fino al buco del culo...questo la faceva impazzire e di conseguenza aumentava la mia eccitazione...mentre leccavo la figa misi la punta del pollice nel buco del culo "...oohh siiii..." andai più a fondo senza mai smettere di leccare "...non smettere...scopami tutta...". Io non smisi ma avevo una gran voglia di scoparmi la sua figa e così feci...lei urlò di piacere quando la penetrai...lasciai il pollice nel culo e presi a scoparla forte...le si teneva aggrappata alle lenzuola...i suoi gemiti aumentavano ed io aumentai l'intensità "...mettimelo nel culo ti prego..." mi disse affannata passandomi il lubrificante...io mi misi il preservativo...dopo aver lubrificato iniziai a penetrarla nel culo molto lentamente...un po' alla volta...pensavo fosse più dura entrare...ma lei lo aveva già preso altre volte e quindi la penetrai più agevolmente di quanto pensassi "...siii...così! Scopami fino in fondo! Siiii..." per me era la seconda volta e la prima, con mia moglie, non andò bene...questa volta invece non mi feci problemi e cominciai a spingere sempre di più...lei cominciò a masturbarsi...il buco del culo si era adattato perfettamente al mio cazzo ma scorreva benissimo...lei godeva ad ogni mio colpo...ed io pure stavo godendo come non mai...i nostri gemiti si trasformarono in urla...riuscii a sentire che si stava sditalinando freneticamente...questo per me fu il culmine e spinsi tutto quello che potevo "...io vengoooo...vengoooo..." urlò lei "...siiii..." urlai io dando gli ultimi colpi decisi...lei ebbe orgasmi multipli...le contrazioni mi fecero godere più del solito...lo tirai fuori e tolsi il preservativo...lei fece una cosa che non mi sarei mai aspettato...me lo prese di nuovo in bocca "...mi piace da impazzire il tuo sapore..." la lasciai fare pensando che tanto non si sarebbe rialzato...ma non si fermò... continuò fino a farmelo diventare di nuovo duro...fino a farmi venire nuovamente...e come l'altra volta ingoiò tutto fino all'ultima goccia.Io ero sfinito e lei pure...ci addormentammo accoccolati fino a quando il mio cellulare suonò riportandomi alla realtà...
152
0
1 giorno fa
Fabermack,
60
online -
Il mio amante maturo.
Mi chiamo Lucrezia, ho 23 anni, sono di media statura, bionda dai capelli lunghi, occhi chiari, seno non eccessivamente grosso, una terza misura, ventre piatto ed un culetto che rappresenta l'attrazione particolare dei maschi, perché alto, tondo e sodo; anche le mie cosce sono belle e ben tornite. Ero una studentessa universitaria in ginecologia. Per frequentare l'università, mi ero trasferita in un'altra città ed alloggio in un palazzo, dove avevo una stanza tutta mia, condividendo l'appartamento con altre tre studentesse. Erano simpatiche e, spesso e volentieri, si divertono ad uscire con dei ragazzi, poi, quando tornavano, si vedeva chiaramente che avevano scopato, fino allo stremo; al contrario, per me il sesso rappresenta qualcosa di particolare. Avevo appena compiuto 18 anni, quando durante la prima estate al mare da maggiorenne, mentre ero in vacanza con la mia famiglia, sono rimasta affascinata da Paolo, uno splendido maschio cinquantenne, proprietario del lido dove avevamo affittato l'ombrellone. Già nel secondo giorno, ero cotta di lui: mi piaceva il suo aspetto di uomo maturo, abbronzato, con gli occhi chiari, i capelli bianchi ed un fisico abbastanza bello e prestante. La terza sera, son uscita con lui; mi ha portato in un piccolo appartamento sul mare e lì, per la prima volta, ho scoperto il sesso. È stato qualcosa di magnifico, perché mi ha fatto godere tantissimo prima con mani e bocca, e poi, quando mi ha fatto scivolare il suo splendido membro nella vagina, ho sentito solo un lieve fastidio simile ad una puntura e, subito dopo, ho provato un piacere sconvolgente. Per dodici giorni, sono stata la sua amante: mi ha insegnato tutto. Ho imparato a succhiar bene e ingoiare la sua sbroda; mi ha sverginato anche il culetto e, devo dire, che è stato un lavoretto fatto alla perfezione, perché, ancora oggi, godo molto a prenderlo dietro. Da quel momento in poi, il piacere, per me, consiste nel fatto di poter godere insieme ad un maschio maturo. Ho avuto altri due amanti, tutti cinquantenni, e mi hanno veramente fatto impazzire di piacere. Quando mi son trasferita in questa città, non avevo amanti e non ho accettato la compagnia dei miei coetanei. Lo scorso anno, quando mi son trasferita in questo nuovo alloggio, ho scoperto che, due piani sopra quello che occupo io, abita Alberto, un bel maschio cinquantenne. L'ho incontrato un paio di volte in ascensore ed ho sentito i suoi occhi indugiare sul mio culetto, facendomi bagnare le mutandine. Era sempre in compagnia di una signora, probabilmente sua moglie, e quindi non abbiamo fatto altro che scambiarci uno sguardo. Poco dopo le feste di Natale, sono riuscita a scambiare alcune parole con lui, oltre ad ottenere un contatto telefonico e, da allora, abbiamo cominciato a comunicare sempre via sms. All'inizio erano messaggi carini, poi son diventati sempre più spinti e, alla fine, piuttosto erotici. Mi ha sconvolto quando mi ha mandato una foto del suo membro: lungo, grosso, dritto con una splendida cappella rossa e delle palle enormi, sicuramente piene di crema prelibata, che ho desiderato assaporare. Mi son masturbata furiosamente osservando quella foto. Dopo una settimana mi ha mandato un messaggio, dicendo che sua moglie sarebbe stata fuori per due giorni e voleva trascorrere una serata con me. Ero elettrizzata ed ho deciso che avrei goduto con lui senza riserve. Ho indossato uno splendido completo intimo, reggiseno e perizoma sottile, una minigonna con uno spacco laterale, tenuta chiusa solo da un bottone e, sopra, una camicetta bianca piuttosto semplice, autoreggenti, tacchi alti; ho coperto tutto, con un lungo cappotto e son salita fino al suo piano, quando ho bussato alla sua porta, mi tremavano le gambe. Appena aperta la porta, mi son trovata davanti un bell'uomo vestito con dei pantaloni ed una semplice camicia; una volta entrata, mi ha abbracciato e mi ha baciato in bocca; in quel momento ho sentito le mie gambe sciogliersi per l’emozione.«Finalmente! Morivo dalla voglia di averti tra le braccia!»Ero così emozionata, che quasi non riuscivo a parlare.«Anch'io avevo tanta voglia di te; sono così emozionata, che...»L'ho baciato ancora e poi ci siamo guardati per un attimo negli occhi; lui mi ha preso per mano e mi ha portato direttamente in camera da letto. Mi ha spogliato lentamente, osservando con ammirazione il mio corpo.«Lucrezia, sei bellissima! Sei un fiore di donna, che intendo cogliere; desidero sentire a lungo il tuo profumo dentro di me.»Mi son bagnata nel sentire le sue parole. Anche lui si è spogliato nudo e, finalmente, ho potuto vedere dal vivo quel meraviglioso membro, che appariva ancora più bello; mi ha fatto sdraiare sul letto ed ha iniziato a succhiarmi i capezzoli, mordendoli un po' tra i denti, mentre le sue mani passavano ripetutamente all'interno delle mie cosce, fino a sfiorare la mia intimità, senza mai affondarvi dentro. Poi ha preso a far scorrere la sua bocca sul mio corpo e la sua lingua è andata a giocare anche con la mia intimità. Ha preso a leccarmi ed a raccogliere il nettare che sgorgava come un fiume in piena, ho avuto un orgasmo quasi all'istante.«Così mi fai godere! Così mi fai godere subito! Oh no, vengo! Alberto, vengo!»Mi ha leccato in una maniera sconvolgente, poi ha sollevato lo sguardo e mi ha fatto una domanda, che mi ha sorpreso non poco.«Hai mai ricevuto un bacio nero?» L'ho guardato senza capire e lui ha sorriso, mi ha fatto girare e mettere in ginocchio davanti a lui; ha incollato la sua bocca contro il mio buchetto e la sua lingua è andata a giocare tra le pieghe del mio fiorellino; allora ho capito a cosa si riferiva. Mentre la sua lingua giocava con il mio buchetto molto palpitante, le sue dita hanno preso ad accarezzare la mia vagina, che gocciolava in una maniera indecente. Naturalmente, per una come me, che ama il rapporto anale, sentire quella lingua che andava lentamente ad insinuarsi dentro il mio buchetto, era qualcosa di sconvolgente. Ho avuto un altro orgasmo e lui ha raccolto i miei succhi e li ha spinti con la lingua dentro il mio buchetto; poi si è sollevato, ha posizionato la punta del suo membro contro quella rosetta grinzosa ed ho sentito i miei muscoli aprirsi al passaggio del suo fallo che mi veniva spinto dentro, delicatamente. L'ha fatto con calma, senza fretta ed io, nel sentirmi riempire il culo da quella spranga enorme, ho avuto un orgasmo all'istante.«Mi fai impazzire, così! Adoro prendere il cazzo nel culo e voglio sentire il tuo tutto dentro, fin in fondo! Dammi solo un po' di tempo per far abituare i miei muscoli alle tue dimensioni e poi scopami senza ritegno!»Alberto è rimasto quasi immobile. Ho sentito il suo membro pulsare dentro di me e questo mi ha eccitato ancora di più. Dopo un po' di tempo ha cominciato a muoversi lentamente, scivolando piano avanti/indietro e, ogni volta che entrava, me ne spingeva ancora un po' all'interno. Lentamente me lo ha infilato tutto nel culo. Quando ho sentito aderire il suo inguine alle mie chiappe, ho avuto un orgasmo istantaneo. «Vengo! Alberto… vengo!»Nonostante l'orgasmo provato, lui è rimasto quasi immobile, tutto dentro di me ed ho sentito che le pareti dell'ano si adattavano per effetto del piacere che mi dava. Poi ha cominciato a muoversi, prima lentamente, poi con un movimento sempre più veloce e profondo. All'inizio, ho provato una sensazione strana, perché mi sentivo veramente riempita, ma, ben presto, ho preso ad assecondare il movimento, spingendo il mio corpo indietro, andando incontro al suo membro, che ora mi entrava tutto dentro e, quando arrivava in fondo, mi dava un colpo secco, provocando un urlo. Era sconvolgente il ritmo con cui mi montava: ha afferrato i miei capelli usandoli come briglie e mi ha cavalcato veramente alla grande. Mi ha montato dicendo che ero la sua giovane puledra.«Così! Così si monta una giovane giumenta come te! Sei una cavallina tutta da domare!» Ho avuto due orgasmi sconvolgenti, a distanza molto ravvicinata. Lui mi ha spinto in avanti distesa sul letto ed ha continuato a montarmi con dei colpi sempre più forti: sentivo il suo membro affondare alla grande nel mio culo, che era da tempo che non provava tanto piacere. Poi, all'improvviso, ha preso a sborrare nel culo e me ne ha scaricata dentro tantissima: ad ogni schizzo, mi dava un colpo secco e lo sentivo arrivare ancora più in fondo.«Tieni meravigliosa, puttanella! Lo senti come ti riempio questo culetto meraviglioso?»Ho avuto un altro orgasmo, mentre sentivo che mi sborrava dentro. È rimasto un po' sopra di me, poi è scivolato fuori ed io son corsa in bagno, perché sentivo colare tanta sborra dal mio culetto ben dilatato. Mi sono svuotata, mi son data una bella pulita e, quando sono tornata a letto, lui era appena tornato, perché aveva fatto lo stesso nel doppio servizio. Mi ha abbracciato e mi ha coccolato coprendomi di baci; poi, dopo una decina di minuti, ho sentito ancora forte il desiderio di scopare con lui, così mi son abbassata ed ho preso il suo membro in bocca, che nonostante la recente sborrata, non aveva perso molto della sua consistenza. L'ho succhiato con amore, leccato e segato e me lo son spinto in gola, quasi a soffocarmi; ben presto è tornato ad esser duro come l'acciaio. Mi son sdraiata di lato, a cosce aperte e, sorridendo, l'ho invitato a chiavarmi ancora.«Adesso scopami forte! Come hai appena fatto al culo, mi devi sfondare la figa!»Si è inginocchiato, ha appoggiato quel cilindro di carne contro il mio spacchetto ed ha sollevato le mie gambe, fino ad appoggiare i talloni sul suo petto; poi, con una spinta decisa, lo ha spinto tutto dentro di me! Ho inarcato il corpo per reggere il colpo e l'ho sentito arrivare fin in fondo; la punta ha sbattuto con forza contro la bocca dell'utero ed ho provato una specie di dolore nel percepire quel colpo forte, che ha avuto il pregio di eccitarmi ancora di più. Mi teneva entrambe le gambe bloccate tra le sue braccia e mi scopava con dei colpi fortissimi, che mi arrivavano sempre più in fondo e, anche in questo caso, il numero di orgasmi raggiunto è stato incalcolabile. Ha mostrato d'esser un vero toro da monta: mi ha spaccato la fighetta con la stessa intensità di come mi aveva sfondato il culo! Dopo l'ennesimo orgasmo, improvvisamente è rimasto immobile ed ho sentito un'ondata di calore riempire completamente la mia vagina. Mi ha schizzato dentro un torrente di sborra bollente, che mi ha fatto godere fuori misura. Siamo rimasti abbracciati e ci siamo addormentati così. Non era neanche sorto il sole, che mi stava di nuovo penetrando con il suo magnifico membro; io, nonostante sentissi il mio corpo dolorante e la vagina completamente irritata, ho risposto ai suoi colpi, spingendo il mio corpo in avanti, fin quando lui non mi ha riempito di nuovo con un'altra generosa sborrata. Mi ha baciato, poi son andata in bagno, mi son lavata e l'ho raggiunto in cucina, dove abbiamo fatto colazione. Ho recuperato i miei vestiti e, nell'istante in cui uscivo, dalla porta accanto è uscito il figlio del suo vicino, un ragazzo carino, timido, con due piccoli occhiali tondi, che mi ha guardato un attimo, poi ha guardato anche lui ed ha salutato con un cenno della mano: per un attimo è rimasto immobile. Ero decisamente in imbarazzo, ma mi son diretta verso l'ascensore ed anche lui è entrato con me. Appena partito l'ascensore, Luca, così si chiamava il ragazzo, che avevo già incontrato altre volte, sia nel fabbricato che fuori, mi ha sorriso e mi ha detto: "Buona giornata, Lucrezia!" Quando la porta dell'ascensore si è aperta al mio piano, lui l'ha bloccata per un attimo e mi ha guardato dritto negli occhi.«Io non ho visto niente e non mi interessa quello che fai con lui, ma… mi piacerebbe offrirti una pizza!»In quel momento ero un po' preoccupata, così per cercare di capire cosa avrei dovuto aspettarmi da lui, ho accettato e la sera dopo siamo andati a cena in pizzeria. È stato molto carino e dolce, abbiamo parlato di tante cose, tranne del fatto che mi aveva visto uscire dalla porta dell'appartamento di Alberto. Dopo la pizza siamo andati in centro a vedere gli addobbi di Natale; in quel frangente, lui ha preso la mia mano e ci siamo messi a camminare come due fidanzati. Ad un tratto, davanti a una vetrina di intimo, mi ha detto che il modello che era esposto in vetrina, gli sarebbe piaciuto vederlo addosso a me! «Lucrezia, io so di non esser molto bello e neanche prestante, ma… vedi io… tu mi piaci molto e… sono innamorato di te. Ho 25 anni, lavoro come impiegato ed ho un buon reddito; non mi dispiacerebbe, fidanzarmi con te, per poi sposarti!»Sono rimasta sbalordita dalle sue parole e così ho cercato in qualche modo di sviare il discorso, mentre invece ho scoperto una realtà che non conoscevo. «Luca, tu sei un gran bravo ragazzo, mi sei anche simpatico, ma… voglio dire: non ci vuole molta fantasia per capire cosa ero andata a fare in casa di Alberto, quindi, capisci che non sono proprio quella che si può definire una brava ragazza?» La sua risposta mi ha lasciato senza parole.«Guarda che io non voglio una brava ragazza! Ti ho sentito godere con lui per tutta la notte e mi son tirato più di una sega, immaginando quanto sarebbe stato bello poterti vedere, mentre ti facevi scopare; la mia camera è proprio a ridosso del muro della sua e io sento tutto anche quando scopa sua moglie, che, quando gode, mugola intensamente, mentre tu hai proprio goduto a voce piena. Mi eccita l'idea che lui ti monti e mi piacerebbe vederti scopata da lui! Lucrezia, io voglio una donna come te!»Ammetto di esser rimasta veramente a bocca aperta. Mi son fatta ripetere le sue parole, che lui ha confermato in ogni singolo dettaglio. Gli ho detto che ci avrei pensato ed ammetto di non aver dormito per niente quella notte. Abbiamo cominciato a frequentarci un po' e mi son anche fatta scopare da lui; devo dire che, anche se non ha la dotazione di Alberto, comunque mi ha fatto divertire abbastanza. Ho raccontato questa cosa ad Alberto e quando gli ho detto che a Luca sarebbe piaciuto vedermi godere con lui, ha detto che era una cosa che si poteva fare. Lo abbiamo fatto il sabato successivo, a casa di Luca. Alberto mi ha abbracciato e baciato davanti a lui, poi mi ha spogliato e mi ha fatto godere molto con bocca e mani, mentre Luca si teneva il cazzo in mano e si segava lentamente. Era una situazione assolutamente incredibile per me, mai provata e, nello stesso tempo mi sentivo un po' in imbarazzo, ma anche molto eccitata! Quando Alberto ha appoggiato il suo membro contro il mio buchetto e me lo ha spinto dritto nel culo, avevo il cazzo di Luca in bocca e lui ha sborrato all'istante; Alberto se n'è accorto ed ha sorriso, e in un momento in cui eravamo soli Alberto mi dato un prezioso consiglio,«Lucrezia, un ragazzo così, devi sposarlo all'istante, senza pensarci su due volte! È già un cornuto perfetto; sposalo e vedrai che per l'intera tua esistenza, potrai godere con tutti i cazzi che vorrai, perché uno così, se non li trovi tu, te li va a cercare lui!»Sono stata fidanzata con lui per tre anni, durante i quali Alberto ha continuato a montarmi alla grande e Luca ha anche imparato a venire a leccare i miei buchi, una volta riempiti alla grande da lui. Appena laureata, ci siamo sposati e, la prima notte di nozze, è stato Alberto che mi ha scopato davanti a lui e mi ha spruzzato dentro tanta di quella sborra, che Luca ha faticato un po' a raccoglierla tutta. Da tre mesi porta la gabbietta, perché Alberto vuole avere l'esclusiva a sborrare nella mia figa. Da un mese lavoro in una clinica privata, dove c'è il primario che è un bel maschio maturo, che ha già, per un paio di volte, allungato una mano sul mio culo e quando ha visto che gli ho sorriso, mi ha fatto sentire la consistenza del suo pacco. Purtroppo non ci posso far niente: quando vedo un maschio maturo che mi intriga, immediatamente affiora in me la gran troia che sono.
509
0
1 giorno fa
baxi18,
56
Ultima visita: 1 giorno fa
Cerca incontri sessuali nella tua città
-
Incontri di sesso Milano
-
Incontri di sesso Bergamo
-
Incontri di sesso Brescia
-
Incontri di sesso Monza
-
Incontri di sesso Como
-
Incontri di sesso Roma
-
Incontri di sesso Torino
-
Incontri di sesso Varese
-
Incontri di sesso Napoli
-
Incontri di sesso Genova
Annunci di sesso nelle vicinanze
Fai parte della nostra comunità
Iscriviti al Desiderya
- Registrazione gratuita
- Chat di sesso privato
- Profili reali