I racconti erotici più recenti
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L'ultimo sogno Realizzato
Ho realizzato tempo fa uno dei miei ultimi sogni, e vorrei condividerlo con voi. Dovete sapere che anni fa, mi avevano offerto un lavoro come accompagnatrice, lavoro che ovviamente rifiutai per mille ragioni che non sto qui a spiegare, ma che sono facilmente intuibili. Non sono donna, ma ho un aspetto molto femminile e non passo inosservato agli occhi soprattutto di uomini maturi e facoltosi.
Ho sempre detestato le etichette perché non rappresentano ciò che una persona è realmente, al di là dei gusti sessuali definirmi gay, bisex, fluido, non binario ecc non mi identifica. Quindi non mi sono mai dato una classificazione in scala per fare parte della comunità LBGTQ+. Come dicevo, il mio aspetto che sul web potrebbe apparire fake, del resto chi è troppo perfetto agli occhi della massa è sempre fatto con la IA, oppure ritoccato con il famoso Photoshop, ma vi assicuro che il sottoscritto non ha bisogno di ritocco fotografico, ne di apparire chi non sia.
Chi mi ha incontrato sa benissimo che non sono un prodotto di una IA, e il fatto che sia stato più volte contattato da varie agenzie di Milano molto importanti, ben dimostra la mia autenticità. Prima della sua chiusura, fui pure contattato da agenti dell'agenzia 'Diva Futura' che i più attenti ricorderanno sicuramente come l'agenzia porno gestita da Riccardo Schicchi, colui che lanciò Moana Pozzi e Ilona Staller negli anni ottanta.
Ho sempre rifiutato questo tipo di offerte di lavoro perché mai ritenute degne del mio tempo e della mia attenzione. Inoltre non ho mai voluto rovinare la mia reputazione avendo una vita sociale ben radicata. Come si dice, la fortuna bussa una volta sola, e se non le apri hai perso un'occasione importante che non ritorna. A me le occasioni invece a dispetto del detto, sono sempre tornate, e puntualmente rispedite al mittente.
Quella volta chissà perché, ho voluto accettare una di quelle offerte, realizzando così un ultimo sogno rimasto nel cassetto troppo a lungo. E di sogni modestamente ne ho realizzati parecchi. Avevo delle foto su una chat che ormai ha chiuso da poco tempo chiamata 'Digiland' sul portale Libero, un giorno chattando come al solito tra le stanze dedicate agli utenti, entro in contatto con questa persona, che dice di essere un imprenditore abbastanza conosciuto.
Un imprenditore che passa il suo tempo in una chat con tutti gli impegni che dovrebbe avere lo trovai subito ridicolo. In chat si sa, ognuno si spaccia per chiunque pur di fare colpo sugli altri. Le chat ormai sono diventate una vetrina per mettersi in mostra e non un posto per passare il tempo. Accertato che l'uomo in questione, fosse davvero chi diceva di essere, mi fece subito una proposta secca. Mi disse che se quello in foto ero davvero io, voleva assumermi come accompagnatrice.
Avrei dovuto mettere dei vestiti da donna eleganti che mi avrebbe fornito lui, truccarmi, e accompagnarlo a delle cene o pranzi d'affari. Non capivo perché proprio io, perché non cercava una Escort o una vera donna? Non ho mai capito, del resto pur avendo un aspetto totalmente femminile, non avevo mai indossato abiti di quel genere prima d'ora. L'uomo insistette mettendo sul piatto anche una cifra non indifferente che mi fece riflettere un'attimo. Mi servivano soldi e subito, il lavoro che avevo al momento non mi garantiva uno stipendio alto, e avevo dei conti arretrati da chiudere in tempi brevi.
Valutando i pro e contro, accettai l'offerta dell'uomo che si premurò di darmi informazioni più dettagliate a telefono, ma prima voleva una dimostrazione che fossi io il soggetto delle foto caricate sul profilo della chat. Ovviamente la cifra che metteva era alta, e voleva garanzie. Decidemmo così di incontrarci e parlare dei dettagli direttamente di persona. Concordammo di vederci in un bar di zona, e puntualmente mi presentai all'appuntamento.
Aspettai anche più a lungo del dovuto, ma dell'uomo nessuna traccia. Stavo per alzarmi e tornare a casa, mi dissi tra me che forse era stato uno dei soliti scherzi di qualche troll del web per verificare se avessi davvero fatto quell'incontro. Ma prima che potessi pagare le tre birre ordinate e uscire dal locale, l'uomo scusandosi per il ritardo si presentò davvero. Era un uomo vestito elegante sulla sessantina d'anni, viso ben rasato, fisico ancora in buona forma, una leggera abbronzatura, e un classico accento milanese alla Berlusconi. Un tipo originale non c'è che dire.
Mi fece subito i complimenti notando pure com'ero meglio di persona piuttosto che in foto, dove la mia immagine sembrava finta e creata con la IA a suo parere. Eppure per scattare i selfie uso sempre delle fotocamere digitali non dei cellulari. Non capivo come potevo risultare fatto con la IA. L'uomo come già spiegato per telefono, mi ribadì i dettagli del lavoro che avevo accettato di svolgere, oltre la somma che mi avrebbe versato in modalità assegno o bonifico, li dipendeva dalla mia scelta.
Al vestiario avrebbe pensato lui, e mi avrebbe fatto recapitare tutto a casa con un corriere. L'importante era che tenessi un atteggiamento e un aspetto più femminile possibile. A lui serviva una vera donna in tutto, non importava se non avevo le tette o la figa, l'importante era l'aspetto estetico. Gli garantii che per quella cifra, avrei pure potuto farmi crescere un paio di tette, ma l'uomo rise dicendo che non era necessario, bastava l'immagine esterna.
Avevo solo una settimana di tempo per prepararmi, perché il primo viaggio d'affari lo avrebbe fatto mi disse proprio la settimana dopo quell'incontro tra noi, e voleva avere già a disposizione la sua accompagnatrice. Dunque passai una settimana di totale femminilizzazione. Arrivarono i vestiti qualche giorno dopo, erano tutti abiti firmati e costosi di una certa eleganza. Roba che potevano permettersi solo vip o donne di un certo rango sociale. Intimo completo di calze a rete e collant di vari colori, perizomi, corpetti, reggiseni, reggicalze, vestiti scollati a paillettes, roba che avrebbe fatto impallidire pure la Rodriguez o la Ferragni.
Provai tutto il vestiario con i vari abbinamenti di intimo, e cambiai diverse pettinature per adattarli ai vestiti in questione. Avendo lunghissimi capelli biondi lisci, potevo adattare la mia pettinatura allo stile dell'abbigliamento da indossare. Mentre mi guardavo allo specchio di casa, immaginai l'effetto che avrei fatto tra tanti uomini che mi avrebbero guardata e desiderata. Mi eccitai e sbrodolai masturbandomi sul letto con addosso l'intimo. Per me era una novità, non avevo mai fatto un lavoro simile in vita mia, ma era talmente eccitante che il gioco valeva la candela.
Ero sicura, perché ormai pensavo totalmente al femminile essendo lì come donna, che in quelle cene e pranzi non mi sarei limitata a fare presenza. So benissimo cosa succede agli incontri d'affari di un certo tipo, ed ero sicura che avrei dovuto soddisfare più di un cliente del mio Boss, cosa che mi faceva letteralmente impazzire. Arrivò il fatidico giorno del mio debutto come accompagnatrice, ero nervosissima ma cercai di darmi un contegno. Il primo appuntamento d'affari l'uomo che chiamerò per privacy Massimo, lo ebbe in Svizzera a Lugano, dove ci recammo con la sua auto con tanto di autista, non ricordo che macchina fosse, ma pareva tanto una limousine, era un salottino con vari confort all'interno, io seduta accanto all'uomo dietro, e l'autista vestito impeccabile davanti.
Non vi descrivo l'intera mattinata perché sarebbe lunga, sebbene molto emozionante avere gli occhi di tutti puntati addosso, non ci furono eventi da segnalare, quindi passo oltre. Arriverei subito al pranzo, dove mangiammo in un costoso ristorante credo fosse da Cracco o roba simile, io che più del McDonald's o Burger King non frequento, essere da Cracco con i prezzi che ha onestamente... Terminato il pranzo costoso, e sbrigate le formalità tra i due uomini, ero ormai entrata nel mio personaggio. Credo pure di aver fatto un'ottima impressione all'uomo con cui trattava il mio principale, ormai lo chiamavo così. Non mi sbagliavo sul fatto che ci sarebbe stato un dopo - pranzo, perché il mio principale mi diede le chiavi di una camera d'albergo dove poco prima si era registrato, dicendo di aspettare in stanza il suo collega d'affari, e di fare tutto ciò che l'uomo mi avrebbe chiesto di fare, senza fare commenti, e senza fare domande di nessun genere. Ci sarebbe stato un extra molto cospicuo se avessi soddisfatto il tizio mi disse.
Non ho battuto ciglio, ho preso le chiavi annuendo semplicemente, chiamai l'ascensore dalla hall dell'albergo, e salii in camera. Aspettai qualche minuto che si presentasse l'uomo che dovevo soddisfare, e mi preparai a ricevere il mio primo e sicuramente non unico extra per quel lavoro in più che stavo facendo. Ero diventata una escort di lusso in meno di poche ore, e la cosa mi eccitava parecchio. Mentre mi spogliavo e mi mettevo nel letto matrimoniale della camera, pensavo a quante vere donne avrebbero voluto essere al posto mio, e mi sentivo davvero fortunato.
L'uomo che avevo difronte era un bel tipo, sulla sessantina come il mio principale, un bel cazzo duro e un fisico passabile nonostante un po' di pancetta e troppo dopobarba che mi dava la nausea. Gli presi in mano il cazzo e me lo portai alle labbra rosse, facendolo sparire nella mia bocca. Iniziai a succhiare avidamente mentre lui godeva come un maiale, prendendo in mano il mio e segandomi piano piano. Scostai i lunghi capelli dal viso e lo feci quasi venire subito, sentivo già delle calde gocce in bocca, che presto si trasformarono in un getto caldo che ingoiai tutto fino all'ultima goccia alzando lo sguardo e fissandolo negli occhi.
Era dolce, molto dolce il suo sperma. Segno di un uomo che mangia molti zuccheri, come del resto avevo visto a tavola, dove si era fatto portare una razione doppia di tiramisù. Tolsi il suo cazzo ancora duro dalla mia bocca, per assecondare i suoi desideri. Mi fece mettere a pecora, posizione che personalmente detesto, ma che accettai senza problemi, lui si mise sulla mia schiena, infilandosi dentro al mio culetto già bello lubrificato, entrando fino alle palle pelose, iniziando a fare avanti e indietro velocemente, mi stava cavalcando da vero fantino, e pareva piacergli molto.
Ad ogni stantuffata che l'uomo mi dava, ho benedetto il giorno un cui ho capito che mi piaceva il cazzo. Non mi sono mai vergognata di ammetterlo, essendo pure una femmina mancata, era nel mio destino. Mia madre me lo aveva ripetuto milioni di volte che avrei dovuto nascere femmina. E si sa che al proprio destino non si sfugge. Ero li in una camera d'albergo a cinque stelle, sul letto con tanto di lenzuola di raso, a farmi rompere il culetto da un uomo di cui nemmeno conoscevo il nome, ma che alla fine, mi avrebbe lasciata soddisfatta e con una bella somma. Mia madre non sarebbe stata fiera di me mi dissi, ma lei purtroppo non c'era più, e io non mi vergognavo affatto di godermi quel cazzo che mi stava sfondando tutta.
Con mia profonda delusione l'uomo non durò molto, dopo qualche altra pompata nel culo mi scaricò dentro un litro di sperma caldo che accolsi rilassando i muscoli delle natiche e godendomi quella lunga ingravidata. Ne fece davvero tanta devo ammetterlo. Rimasi supina sul letto con ancora il suo sperma colante dal buchetto slabbrato, i capelli schiacciati sul viso e sulla schiena. Mentre lui si ricompose dopo essersi lavato accuratamente nel bagno della camera, oltre ai doverosi complimenti per la bellissima scopata, "ero molto meglio io di tante donne che gli avevano portato" disse, lasciandomi sul comodino del letto una somma in contanti di 500€. Per nemmeno mezz'ora di sesso avevo guadagnato la paga che era pari alla mia nell'attuale lavoro che facevo in un mese. Ed era solo la "mancia extra", il compenso intero doveva ancora arrivare dal Boss che mi aveva assunta.
Boss che fu molto soddisfatto del mio operato come prima mattinata, ma mi disse che potevo fare meglio, molto meglio, avevo del potenziale per diventare una vera puttana per gente facoltosa. Onestamente non sapevo se era quello il lavoro che avevo un mente di fare per il mio futuro gli risposi. Però la situazione mi piaceva molto, e mi ritrovai a riflettere su ciò che l'uomo mi aveva appena accennato. Amavo gli uomini e mi piaceva il cazzo, non potevo scegliere un lavoro migliore pensai.
Ero sola, nessuno a cui rendere conto di ciò che facevo, avrei guadagnato un sacco di soldi, e avrei avuto uomini tutti i giorni con cui scopare oltre a conoscere gente importante che mi avrebbe sempre fatto comodo. L'unica cosa che mi preoccupava, era che potessi innamorarmi di un cliente. Io mi conosco bene, ho già avuto relazioni con uomini sbagliati di cui mi ero innamorata dopo solo una scopata. Purtroppo sono così, se trovo un uomo che mi prende il cuore oltre che il culo, perdo la testa.
Ci avrei pensato su risposi alla fine, al momento mi interessava finire la settimana per cui mi ero impegnata, dopodiché avrei valutato se continuare o meno.
La settimana passò rapidamente, e avevo intascato molte mance extra, oltre ad essermi fatta rompere il culetto ed essere stata ingravidata da diversi uomini facoltosi. Stavo davvero pensando di continuare quel lavoro che oltre a rendere molto a livello economico, mi stava dando piaceri unici ogni giorno in città diverse d'Italia, perché all'estero non potevo andare non avendo il passaporto e la carta d'identità non valida per l'espatrio.
Il mio principale era diventato quasi un padre, mi aveva regalato un cellulare personalizzato con cui chiamarmi per sapere sempre come stavo dopo ogni rapporto, e sapse qualcuno si fosse comportato male. Era davvero premuroso non c'è che dire. Avevamo preso una bella confidenza. Il problema che tenevo però accadde l'ultimo giorno di lavoro, eravamo a Genova per un meeting, e io ho accompagnato come al solito il mio principale.
C'erano diversi uomini con cui avrei dovuto finire a scopare prima di chiudere la giornata. E tra questi uomini c'era pure lui, Gianni (nome di fantasia) quello che purtroppo mi fece perdere la testa tanto da farmi innamorare al primo colpo di cazzo dentro me. Avevamo iniziato bene, anzi benissimo. Lui era un uomo diverso dagli altri frequentati durante la settimana, e diverso perfino da quelli con cui scopai prima di lui.
Era bello brizzolato, aveva quel fascino dell'uomo maturo che io ho sempre amato, e aveva un bel cazzo lungo e duro con cui mi stava facendo impazzire seduta sulle sue ginocchia saltellando su e giù. No, Gianni era diverso da tutti, e lo avevo capito subito appena mi diede il primo bacio. Restammo incollati e abbracciati a lungo su quel letto.
Mi chiese che posizione preferivo, cosa che nessuno in precedenza aveva mai fatto. Tutti nonostante i complimenti e le mance, mi avevano trattata da puttana, Gianni no, lui mi stava trattando da persona, da donna non da un oggetto da sfondare riempire e poi dire "e stato meraviglioso.. grazie ciao". Con lui non era un lavoro, con lui era vera passione che ben presto si sarebbe trasformata in amore con la A maiuscola.
Fu mentre gli saltellavo sulle gambe, con il suo cazzo che entrava e usciva dal mio culetto slabbrato che il mio cuore iniziò a battere più veloce in petto come se volesse uscire. Iniziai a provare sensazioni che conoscevo fin troppo bene. E alla fine, mi trovai a versare lacrime senza motivo, che scendevano dalle mie guance senza freni. Eravamo faccia a faccia, e l'uomo vedendo la mia reazione smise di scoparmi, temendo di avermi fatto male in qualche modo. Lo rassicurai dicendo che stavo benissimo.
Il problema dissi, era che mi ero innamorata di lui. L'uomo senza togliere il suo cazzo duro dentro di me mi abbracciò forte, ricambiando in pieno il mio sentimento. E stato il momento più bello di tutta quella settimana. Non mi fregava niente dei soldi in quel momento, non mi fregava più niente di nessuno, volevo solo fare l'amore con l'uomo che avevo scoperto di amare, e lo facemmo.
Da quell'istante, non fummo più cliente e la sua puttana, mi sentivo un po' come Julia Roberts in Pretty Woman, avevo trovato il mio Richard Gere. Non credo di riuscire a spiegarvi la situazione in cui mi trovai, perché a parole non si può davvero spiegare. Mi fece alzare delicatamente dal suo cazzo che uscì dal mio culetto con un leggero risucchio, passando dalla sedia al letto.
Mi misi sdraiata su un fianco con lui dietro di me a tenermi sollevata una gamba con la calza a rete nera, e mi penetrò nuovamente con dolcezza mentre voltavo la testa scostando i lunghissimi capelli biondi per baciarlo nel frattempo lui spingeva dentro di me tutto se stesso. Con un braccio piegato mi reggevo, con l'altra mano libera, lo aiutavo a spingere più dentro possibile ad ogni affondo. Volevo mi entrasse dentro l'anima.
Ho goduto come mi è successo poche volte nella vita. Mentre sentivo la sua lingua dentro la mia bocca, e il suo respiro affannoso. Che momento meraviglioso, non potete nemmeno immaginare cosa ho provato. Farsi scopare è bellissimo, ma fare l'amore non ha prezzo. Gianni mi sfondò a dovere, e poi dicono che gli uomini di una certa età non riescono ad avere resistenza...
Mi ingravidò completamente, e a differenza degli altri uomini, questa volta, sarà stata suggestione dell'uomo con cui lo stavo facendo, ma giuro che mi sentivo davvero in quello stato. So che non è clinicamente e fisiologicamente possibile, ma era come se fossi davvero incinta, e in uno stato di benessere mai provato. Restammo a lungo in quella posizione anche dopo che il suo cazzo si era ormai afflosciato.
Fu una decisione davvero difficile da prendere, ma alla fine, una puttana, perché quello ero diventata, che si innamora dei suoi clienti non va bene per niente. Le Escort, le accompagnatrici, chiamatele come vi pare, non possono innamorarsi nel fare il loro lavoro. Ringraziai infinitamente il mio principale, che mi diede la cifra pattuita per quella settimana più le mance che avevo preso in precedenza, e mi disse testuali parole: Chris.. e davvero un peccato che non vuoi continuare. Ma comprendo le tue motivazioni. Mi lasciò il cellulare dicendomi che se per qualsiasi ragione avessi cambiato idea, potevo cercarlo con quel telefono speciale. Lui sarebbe stato contento di rivedermi. Lo ringraziai nuovamente tenendo il cellulare, ma ben sapendo che non lo avrei mai più rivisto. Così è stato.
[email protected]
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0
3 ore fa
Chris R88,
37
Ultima visita: 3 ore fa
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L'ultimo sogno Realizzato
Ho realizzato tempo fa uno dei miei ultimi sogni, e vorrei condividerlo con voi. Dovete sapere che anni fa, mi avevano offerto un lavoro come accompagnatrice, lavoro che ovviamente rifiutai per mille ragioni che non sto qui a spiegare, ma che sono facilmente intuibili. Non sono donna, ma ho un aspetto molto femminile e non passo inosservato agli occhi soprattutto di uomini maturi e facoltosi.
Ho sempre detestato le etichette perché non rappresentano ciò che una persona è realmente, al di là dei gusti sessuali definirmi gay, bisex, fluido, non binario ecc non mi identifica. Quindi non mi sono mai dato una classificazione in scala per fare parte della comunità LBGTQ+. Come dicevo, il mio aspetto che sul web potrebbe apparire fake, del resto chi è troppo perfetto agli occhi della massa è sempre fatto con la IA, oppure ritoccato con il famoso Photoshop, ma vi assicuro che il sottoscritto non ha bisogno di ritocco fotografico, ne di apparire chi non sia.
Chi mi ha incontrato sa benissimo che non sono un prodotto di una IA, e il fatto che sia stato più volte contattato da varie agenzie di Milano molto importanti, ben dimostra la mia autenticità. Prima della sua chiusura, fui pure contattato da agenti dell'agenzia 'Diva Futura' che i più attenti ricorderanno sicuramente come l'agenzia porno gestita da Riccardo Schicchi, colui che lanciò Moana Pozzi e Ilona Staller negli anni ottanta.
Ho sempre rifiutato questo tipo di offerte di lavoro perché mai ritenute degne del mio tempo e della mia attenzione. Inoltre non ho mai voluto rovinare la mia reputazione avendo una vita sociale ben radicata. Come si dice, la fortuna bussa una volta sola, e se non le apri hai perso un'occasione importante che non ritorna. A me le occasioni invece a dispetto del detto, sono sempre tornate, e puntualmente rispedite al mittente.
Quella volta chissà perché, ho voluto accettare una di quelle offerte, realizzando così un ultimo sogno rimasto nel cassetto troppo a lungo. E di sogni modestamente ne ho realizzati parecchi. Avevo delle foto su una chat che ormai ha chiuso da poco tempo chiamata 'Digiland' sul portale Libero, un giorno chattando come al solito tra le stanze dedicate agli utenti, entro in contatto con questa persona, che dice di essere un imprenditore abbastanza conosciuto.
Un imprenditore che passa il suo tempo in una chat con tutti gli impegni che dovrebbe avere lo trovai subito ridicolo. In chat si sa, ognuno si spaccia per chiunque pur di fare colpo sugli altri. Le chat ormai sono diventate una vetrina per mettersi in mostra e non un posto per passare il tempo. Accertato che l'uomo in questione, fosse davvero chi diceva di essere, mi fece subito una proposta secca. Mi disse che se quello in foto ero davvero io, voleva assumermi come accompagnatrice.
Avrei dovuto mettere dei vestiti da donna eleganti che mi avrebbe fornito lui, truccarmi, e accompagnarlo a delle cene o pranzi d'affari. Non capivo perché proprio io, perché non cercava una Escort o una vera donna? Non ho mai capito, del resto pur avendo un aspetto totalmente femminile, non avevo mai indossato abiti di quel genere prima d'ora. L'uomo insistette mettendo sul piatto anche una cifra non indifferente che mi fece riflettere un'attimo. Mi servivano soldi e subito, il lavoro che avevo al momento non mi garantiva uno stipendio alto, e avevo dei conti arretrati da chiudere in tempi brevi.
Valutando i pro e contro, accettai l'offerta dell'uomo che si premurò di darmi informazioni più dettagliate a telefono, ma prima voleva una dimostrazione che fossi io il soggetto delle foto caricate sul profilo della chat. Ovviamente la cifra che metteva era alta, e voleva garanzie. Decidemmo così di incontrarci e parlare dei dettagli direttamente di persona. Concordammo di vederci in un bar di zona, e puntualmente mi presentai all'appuntamento.
Aspettai anche più a lungo del dovuto, ma dell'uomo nessuna traccia. Stavo per alzarmi e tornare a casa, mi dissi tra me che forse era stato uno dei soliti scherzi di qualche troll del web per verificare se avessi davvero fatto quell'incontro. Ma prima che potessi pagare le tre birre ordinate e uscire dal locale, l'uomo scusandosi per il ritardo si presentò davvero. Era un uomo vestito elegante sulla sessantina d'anni, viso ben rasato, fisico ancora in buona forma, una leggera abbronzatura, e un classico accento milanese alla Berlusconi. Un tipo originale non c'è che dire.
Mi fece subito i complimenti notando pure com'ero meglio di persona piuttosto che in foto, dove la mia immagine sembrava finta e creata con la IA a suo parere. Eppure per scattare i selfie uso sempre delle fotocamere digitali non dei cellulari. Non capivo come potevo risultare fatto con la IA. L'uomo come già spiegato per telefono, mi ribadì i dettagli del lavoro che avevo accettato di svolgere, oltre la somma che mi avrebbe versato in modalità assegno o bonifico, li dipendeva dalla mia scelta.
Al vestiario avrebbe pensato lui, e mi avrebbe fatto recapitare tutto a casa con un corriere. L'importante era che tenessi un atteggiamento e un aspetto più femminile possibile. A lui serviva una vera donna in tutto, non importava se non avevo le tette o la figa, l'importante era l'aspetto estetico. Gli garantii che per quella cifra, avrei pure potuto farmi crescere un paio di tette, ma l'uomo rise dicendo che non era necessario, bastava l'immagine esterna.
Avevo solo una settimana di tempo per prepararmi, perché il primo viaggio d'affari lo avrebbe fatto mi disse proprio la settimana dopo quell'incontro tra noi, e voleva avere già a disposizione la sua accompagnatrice. Dunque passai una settimana di totale femminilizzazione. Arrivarono i vestiti qualche giorno dopo, erano tutti abiti firmati e costosi di una certa eleganza. Roba che potevano permettersi solo vip o donne di un certo rango sociale. Intimo completo di calze a rete e collant di vari colori, perizomi, corpetti, reggiseni, reggicalze, vestiti scollati a paillettes, roba che avrebbe fatto impallidire pure la Rodriguez o la Ferragni.
Provai tutto il vestiario con i vari abbinamenti di intimo, e cambiai diverse pettinature per adattarli ai vestiti in questione. Avendo lunghissimi capelli biondi lisci, potevo adattare la mia pettinatura allo stile dell'abbigliamento da indossare. Mentre mi guardavo allo specchio di casa, immaginai l'effetto che avrei fatto tra tanti uomini che mi avrebbero guardata e desiderata. Mi eccitai e sbrodolai masturbandomi sul letto con addosso l'intimo. Per me era una novità, non avevo mai fatto un lavoro simile in vita mia, ma era talmente eccitante che il gioco valeva la candela.
Ero sicura, perché ormai pensavo totalmente al femminile essendo lì come donna, che in quelle cene e pranzi non mi sarei limitata a fare presenza. So benissimo cosa succede agli incontri d'affari di un certo tipo, ed ero sicura che avrei dovuto soddisfare più di un cliente del mio Boss, cosa che mi faceva letteralmente impazzire. Arrivò il fatidico giorno del mio debutto come accompagnatrice, ero nervosissima ma cercai di darmi un contegno. Il primo appuntamento d'affari l'uomo che chiamerò per privacy Massimo, lo ebbe in Svizzera a Lugano, dove ci recammo con la sua auto con tanto di autista, non ricordo che macchina fosse, ma pareva tanto una limousine, era un salottino con vari confort all'interno, io seduta accanto all'uomo dietro, e l'autista vestito impeccabile davanti.
Non vi descrivo l'intera mattinata perché sarebbe lunga, sebbene molto emozionante avere gli occhi di tutti puntati addosso, non ci furono eventi da segnalare, quindi passo oltre. Arriverei subito al pranzo, dove mangiammo in un costoso ristorante credo fosse da Cracco o roba simile, io che più del McDonald's o Burger King non frequento, essere da Cracco con i prezzi che ha onestamente... Terminato il pranzo costoso, e sbrigate le formalità tra i due uomini, ero ormai entrata nel mio personaggio. Credo pure di aver fatto un'ottima impressione all'uomo con cui trattava il mio principale, ormai lo chiamavo così. Non mi sbagliavo sul fatto che ci sarebbe stato un dopo - pranzo, perché il mio principale mi diede le chiavi di una camera d'albergo dove poco prima si era registrato, dicendo di aspettare in stanza il suo collega d'affari, e di fare tutto ciò che l'uomo mi avrebbe chiesto di fare, senza fare commenti, e senza fare domande di nessun genere. Ci sarebbe stato un extra molto cospicuo se avessi soddisfatto il tizio mi disse.
Non ho battuto ciglio, ho preso le chiavi annuendo semplicemente, chiamai l'ascensore dalla hall dell'albergo, e salii in camera. Aspettai qualche minuto che si presentasse l'uomo che dovevo soddisfare, e mi preparai a ricevere il mio primo e sicuramente non unico extra per quel lavoro in più che stavo facendo. Ero diventata una escort di lusso in meno di poche ore, e la cosa mi eccitava parecchio. Mentre mi spogliavo e mi mettevo nel letto matrimoniale della camera, pensavo a quante vere donne avrebbero voluto essere al posto mio, e mi sentivo davvero fortunato.
L'uomo che avevo difronte era un bel tipo, sulla sessantina come il mio principale, un bel cazzo duro e un fisico passabile nonostante un po' di pancetta e troppo dopobarba che mi dava la nausea. Gli presi in mano il cazzo e me lo portai alle labbra rosse, facendolo sparire nella mia bocca. Iniziai a succhiare avidamente mentre lui godeva come un maiale, prendendo in mano il mio e segandomi piano piano. Scostai i lunghi capelli dal viso e lo feci quasi venire subito, sentivo già delle calde gocce in bocca, che presto si trasformarono in un getto caldo che ingoiai tutto fino all'ultima goccia alzando lo sguardo e fissandolo negli occhi.
Era dolce, molto dolce il suo sperma. Segno di un uomo che mangia molti zuccheri, come del resto avevo visto a tavola, dove si era fatto portare una razione doppia di tiramisù. Tolsi il suo cazzo ancora duro dalla mia bocca, per assecondare i suoi desideri. Mi fece mettere a pecora, posizione che personalmente detesto, ma che accettai senza problemi, lui si mise sulla mia schiena, infilandosi dentro al mio culetto già bello lubrificato, entrando fino alle palle pelose, iniziando a fare avanti e indietro velocemente, mi stava cavalcando da vero fantino, e pareva piacergli molto.
Ad ogni stantuffata che l'uomo mi dava, ho benedetto il giorno un cui ho capito che mi piaceva il cazzo. Non mi sono mai vergognata di ammetterlo, essendo pure una femmina mancata, era nel mio destino. Mia madre me lo aveva ripetuto milioni di volte che avrei dovuto nascere femmina. E si sa che al proprio destino non si sfugge. Ero li in una camera d'albergo a cinque stelle, sul letto con tanto di lenzuola di raso, a farmi rompere il culetto da un uomo di cui nemmeno conoscevo il nome, ma che alla fine, mi avrebbe lasciata soddisfatta e con una bella somma. Mia madre non sarebbe stata fiera di me mi dissi, ma lei purtroppo non c'era più, e io non mi vergognavo affatto di godermi quel cazzo che mi stava sfondando tutta.
Con mia profonda delusione l'uomo non durò molto, dopo qualche altra pompata nel culo mi scaricò dentro un litro di sperma caldo che accolsi rilassando i muscoli delle natiche e godendomi quella lunga ingravidata. Ne fece davvero tanta devo ammetterlo. Rimasi supina sul letto con ancora il suo sperma colante dal buchetto slabbrato, i capelli schiacciati sul viso e sulla schiena. Mentre lui si ricompose dopo essersi lavato accuratamente nel bagno della camera, oltre ai doverosi complimenti per la bellissima scopata, "ero molto meglio io di tante donne che gli avevano portato" disse, lasciandomi sul comodino del letto una somma in contanti di 500€. Per nemmeno mezz'ora di sesso avevo guadagnato la paga che era pari alla mia nell'attuale lavoro che facevo in un mese. Ed era solo la "mancia extra", il compenso intero doveva ancora arrivare dal Boss che mi aveva assunta.
Boss che fu molto soddisfatto del mio operato come prima mattinata, ma mi disse che potevo fare meglio, molto meglio, avevo del potenziale per diventare una vera puttana per gente facoltosa. Onestamente non sapevo se era quello il lavoro che avevo un mente di fare per il mio futuro gli risposi. Però la situazione mi piaceva molto, e mi ritrovai a riflettere su ciò che l'uomo mi aveva appena accennato. Amavo gli uomini e mi piaceva il cazzo, non potevo scegliere un lavoro migliore pensai.
Ero sola, nessuno a cui rendere conto di ciò che facevo, avrei guadagnato un sacco di soldi, e avrei avuto uomini tutti i giorni con cui scopare oltre a conoscere gente importante che mi avrebbe sempre fatto comodo. L'unica cosa che mi preoccupava, era che potessi innamorarmi di un cliente. Io mi conosco bene, ho già avuto relazioni con uomini sbagliati di cui mi ero innamorata dopo solo una scopata. Purtroppo sono così, se trovo un uomo che mi prende il cuore oltre che il culo, perdo la testa.
Ci avrei pensato su risposi alla fine, al momento mi interessava finire la settimana per cui mi ero impegnata, dopodiché avrei valutato se continuare o meno.
La settimana passò rapidamente, e avevo intascato molte mance extra, oltre ad essermi fatta rompere il culetto ed essere stata ingravidata da diversi uomini facoltosi. Stavo davvero pensando di continuare quel lavoro che oltre a rendere molto a livello economico, mi stava dando piaceri unici ogni giorno in città diverse d'Italia, perché all'estero non potevo andare non avendo il passaporto e la carta d'identità non valida per l'espatrio.
Il mio principale era diventato quasi un padre, mi aveva regalato un cellulare personalizzato con cui chiamarmi per sapere sempre come stavo dopo ogni rapporto, e sapse qualcuno si fosse comportato male. Era davvero premuroso non c'è che dire. Avevamo preso una bella confidenza. Il problema che tenevo però accadde l'ultimo giorno di lavoro, eravamo a Genova per un meeting, e io ho accompagnato come al solito il mio principale.
C'erano diversi uomini con cui avrei dovuto finire a scopare prima di chiudere la giornata. E tra questi uomini c'era pure lui, Gianni (nome di fantasia) quello che purtroppo mi fece perdere la testa tanto da farmi innamorare al primo colpo di cazzo dentro me. Avevamo iniziato bene, anzi benissimo. Lui era un uomo diverso dagli altri frequentati durante la settimana, e diverso perfino da quelli con cui scopai prima di lui.
Era bello brizzolato, aveva quel fascino dell'uomo maturo che io ho sempre amato, e aveva un bel cazzo lungo e duro con cui mi stava facendo impazzire seduta sulle sue ginocchia saltellando su e giù. No, Gianni era diverso da tutti, e lo avevo capito subito appena mi diede il primo bacio. Restammo incollati e abbracciati a lungo su quel letto.
Mi chiese che posizione preferivo, cosa che nessuno in precedenza aveva mai fatto. Tutti nonostante i complimenti e le mance, mi avevano trattata da puttana, Gianni no, lui mi stava trattando da persona, da donna non da un oggetto da sfondare riempire e poi dire "e stato meraviglioso.. grazie ciao". Con lui non era un lavoro, con lui era vera passione che ben presto si sarebbe trasformata in amore con la A maiuscola.
Fu mentre gli saltellavo sulle gambe, con il suo cazzo che entrava e usciva dal mio culetto slabbrato che il mio cuore iniziò a battere più veloce in petto come se volesse uscire. Iniziai a provare sensazioni che conoscevo fin troppo bene. E alla fine, mi trovai a versare lacrime senza motivo, che scendevano dalle mie guance senza freni. Eravamo faccia a faccia, e l'uomo vedendo la mia reazione smise di scoparmi, temendo di avermi fatto male in qualche modo. Lo rassicurai dicendo che stavo benissimo.
Il problema dissi, era che mi ero innamorata di lui. L'uomo senza togliere il suo cazzo duro dentro di me mi abbracciò forte, ricambiando in pieno il mio sentimento. E stato il momento più bello di tutta quella settimana. Non mi fregava niente dei soldi in quel momento, non mi fregava più niente di nessuno, volevo solo fare l'amore con l'uomo che avevo scoperto di amare, e lo facemmo.
Da quell'istante, non fummo più cliente e la sua puttana, mi sentivo un po' come Julia Roberts in Pretty Woman, avevo trovato il mio Richard Gere. Non credo di riuscire a spiegarvi la situazione in cui mi trovai, perché a parole non si può davvero spiegare. Mi fece alzare delicatamente dal suo cazzo che uscì dal mio culetto con un leggero risucchio, passando dalla sedia al letto.
Mi misi sdraiata su un fianco con lui dietro di me a tenermi sollevata una gamba con la calza a rete nera, e mi penetrò nuovamente con dolcezza mentre voltavo la testa scostando i lunghissimi capelli biondi per baciarlo nel frattempo lui spingeva dentro di me tutto se stesso. Con un braccio piegato mi reggevo, con l'altra mano libera, lo aiutavo a spingere più dentro possibile ad ogni affondo. Volevo mi entrasse dentro l'anima.
Ho goduto come mi è successo poche volte nella vita. Mentre sentivo la sua lingua dentro la mia bocca, e il suo respiro affannoso. Che momento meraviglioso, non potete nemmeno immaginare cosa ho provato. Farsi scopare è bellissimo, ma fare l'amore non ha prezzo. Gianni mi sfondò a dovere, e poi dicono che gli uomini di una certa età non riescono ad avere resistenza...
Mi ingravidò completamente, e a differenza degli altri uomini, questa volta, sarà stata suggestione dell'uomo con cui lo stavo facendo, ma giuro che mi sentivo davvero in quello stato. So che non è clinicamente e fisiologicamente possibile, ma era come se fossi davvero incinta, e in uno stato di benessere mai provato. Restammo a lungo in quella posizione anche dopo che il suo cazzo si era ormai afflosciato.
Fu una decisione davvero difficile da prendere, ma alla fine, una puttana, perché quello ero diventata, che si innamora dei suoi clienti non va bene per niente. Le Escort, le accompagnatrici, chiamatele come vi pare, non possono innamorarsi nel fare il loro lavoro. Ringraziai infinitamente il mio principale, che mi diede la cifra pattuita per quella settimana più le mance che avevo preso in precedenza, e mi disse testuali parole: Chris.. e davvero un peccato che non vuoi continuare. Ma comprendo le tue motivazioni. Mi lasciò il cellulare dicendomi che se per qualsiasi ragione avessi cambiato idea, potevo cercarlo con quel telefono speciale. Lui sarebbe stato contento di rivedermi. Lo ringraziai nuovamente tenendo il cellulare, ma ben sapendo che non lo avrei mai più rivisto. Così è stato.
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3 ore fa
Chris R88,
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Ti presto il mio bull.
Mi chiamo Rosanna, ho 27 anni, sono alta, mora, occhi neri, labbra carnose, fisico snello, seno di una terza abbondante, un bel ventre piatto, un culo alto a cuoricino, posto al culmine di cosce lunghe e ben tornite. Da tre anni sono sposata con Luciano, mio coetaneo, un ragazzo dolce, molto premuroso, innamorato e, da qualche tempo, anche felicemente cornuto. Siamo stati fidanzati per due anni e, quando mi ha conosciuto, Luciano era ben consapevole che a me il cazzo piaceva, che me ne godevo diversi già da diverso tempo. Nonostante tutto, quando mi son fidanzata con lui, ho cercato di esser una brava compagna ed anche una buona moglie. Luciano è un bel ragazzo, con un bel fisico ed anche munito di una discreta dotazione, ma ha una scarsa resistenza. È bravo ad eccitarmi, a volte mi fa anche godere con mani e bocca, ma, al momento della penetrazione, tutto si risolve in pochi minuti. Ricordo di essermi sfogata con Lucrezia, una mia amica, proprio su questo punto.«Capisci, amica mia? A volte puoi trovare l'uomo giusto per soddisfare ogni tuo bisogno, perfetto per te sotto ogni aspetto, ma lo scenario più comune è che puoi trovare un uomo che ti dà solo la metà di ciò di cui hai bisogno. Trovi un uomo partner perfetto, ma che a letto non vale niente. Allora, cosa può fare una ragazza?» La risposta di Lucrezia è stata ovvia, quanto automatica.«Trovati un toro! Un tizio con un cazzo duro come la roccia e capace di scoparti come una troia, ogni volta che hai bisogno di godere all'impazzata. Fa come me; parlane con tuo marito e fa in modo che capisca che tu hai bisogno di chiavare, che non vuoi farlo di nascosto, perché sarebbe un tradimento, mentre se avessi il suo consenso, potrebbe esser qualcosa che farebbe piacere anche a lui. Ormai mio marito è un cornuto convinto e, se vuoi, gli faccio scambiare due parole con il tuo, così potrà rendersi conto che non è il solo ad esser cornuto, che noi femmine abbiamo bisogno di un cazzo che ci rivanghi per bene ed a lungo, per soddisfare la nostra libidine.»Così è stato! Ci siam trovate entrambe le coppie una sera a cena, con il proposito di aprire la discussione su quell'argomento, su cui noi tre eravamo già d'accordo; una volta aperto l'argomento, Roberto, il marito di Lucrezia, in maniera molto seria e pacata, ha riferito che sua moglie veniva regolarmente montata da un toro, in media due volte a settimana, e questo serviva ad accrescere la stabilità della coppia, rendendo entrambi soddisfatti e felici; lui, per primo, era contento a veder la moglie ben riempita.
Luciano ha chiesto altri dettegli e Roberto non si è fatto pregare. «Quello che si scopa mia moglie si chiama Rodolfo ed è un vero toro da monta; possiede un bel cazzo grosso, sempre duro e, soprattutto, molto resistente e, quando viene, riempie Lucrezia così tanto, che impiego circa una decina di minuti per raccogliere tutta la sbroda che le lascia dentro.»Luciano mostra una certa sorpresa in relazione a quest'ultima affermazione. «Come...voglio dire: che significa * raccogli? *… Cioè, lei non va in bagno a lavarsi?»Roberto si mostra molto sorpreso da questa domanda.«Cosa? Certo che no! È qualcosa di infinitamente bello leccare la sua fighetta, allorché è stata riempita dal toro; inoltre non puoi immaginare quanto sia bello vederla slabbrata ed aperta tipo voragine, da cui cola tutta quella sbroda. È proprio quello il bello del gioco! Perché dovrei privarmi di un piacere così grande e, soprattutto, perché dovrei privar mia moglie del piacere di sentirsi ripulita dal proprio amore, dopo che un altro maschio le abbia squassato la figa?»Lucrezia ha sorriso ed ha avanzato una proposta.«Se vuoi, ti presto il mio Bull; così, tanto per far una prova e poi trarre le tue conclusioni.»Ho guardato Luciano, che non riusciva a spiccicar parola; dapprima è rimasto in silenzio, poi, ha abbassato lo sguardo ed ha fatto un cenno di assenso con il capo. Al che Lucrezia ha chiamato Rodolfo e si è messa a parlare con lui, chiedendogli se fosse disponibile a raggiungerci subito. Ovviamente lui non si è fatto pregare e, dopo una ventina di minuti, era a casa dell'amica. Quando è arrivato, mi sono trovata davanti un bel ragazzo, alto, fisico prestante e, dopo le presentazioni, Lucrezia lo ha invitato a prendermi per mano e portarmi direttamente in camera da letto. Appena nuda, lui si è accorto che la mia povera fighetta non riceveva le attenzioni che meritava: in effetti non veniva chiavata da giorni, per cui ne avevo un disperato bisogno. Gli ho quasi strappato i vestiti di dosso; credo che la mia eccitazione gli abbia prodotto qualche tentennamento, perché solo allora il suo cazzo ha iniziato a mettersi sull'attenti. Me lo son trovato davanti alla faccia, esattamente come me lo ero immaginato. Un bel cazzo lungo, dritto, con delle grosse venature, che lo rendevano ancor più desiderabile, seducente, sormontato da una meravigliosa cappella livida e, sotto, due palle grosse, sicuramente piene di crema, che avevo intenzione di gustare, fino all'ultima goccia. Senza alcuna esitazione, ho avvolto le labbra intorno alla cappella ed ho iniziato a far ruotare la lingua intorno alla punta. Ben presto ho preso a far scivolare dentro/fuori dalla mia bocca, quello splendido fallo, leccando l'asta ed accarezzandola, mentre facevo scorrere la bocca su/giù.
Appena sentitosi nelle adeguate condizioni, lui mi ha fatto sdraiare a cosce aperte ed ha iniziato a leccarmi la fighetta, in maniera dolce e infinitamente piacevole. Al solo sentire quella sua lingua calda sulle mie labbra grondanti e sul clitoride, mi ha fatto quasi avere un orgasmo; ho mosso i fianchi ed ho sollevato il corpo dal letto, spingendo la mia intimità contro il suo viso, sempre più e sempre con più forza. La sua lingua sembrava quella di un formichiere; si faceva strada nella mia figa in una maniera fantastica, anticipandomi il piacere che avrei provato allorché quel grosso cazzo fosse penetrato dentro di me. L'ho implorato di infilarmi il suo cazzo in profondità, dicendo quanto lo desiderassi più di ogni altra cosa. «Prendimi! Mettimelo dentro! Fammelo sentire tutto! Mettimelo dentro, che sto bruciando di voglia! Chiavami forte!»Ha sorriso in maniera soddisfatta, poi si è inginocchiato tra le mie cosce ed ho sentito quella splendida verga farsi strada tra le pieghe della mia ostrica; ha cominciato ad entrare ed ha continuato a farlo finché non è giunto in profondità; solo allora ha preso a chiavarmi con forza, in maniera molto vigorosa. Lo sentivo tutto dentro, fino in fondo ed l'ho anche sentito sbattere con la punta contro la cervice; ho sollevato le gambe sulle sue spalle per poterlo accogliere al meglio. Per un attimo ho girato lo sguardo ed ho visto Luciano che mi osservava, con il cazzo fuori dai pantaloni e, accanto a lui, c'era Lucrezia e Roberto, che mi guardavano: lei sorrideva soddisfatta, mentre masturbava entrambi i cornuti. Ho avuto alcuni orgasmi molto rapidi, intensi, poi mi ha girato e mi ha messo carponi davanti a sé; me lo ha spinto di nuovo dentro con un colpo solo, costringendomi ad inarcare la schiena per reggere l'urto di quel colpo, simile a quello di una bestia. Ha allungato una mano fino alla base del mio collo e mi ha costretto ad abbassarmi, facendomi restare con il culo in aria, così da potermi montare a suo piacimento, mantenendo il totale controllo di me. Mi ha scopato a lungo facendomi venire più volte, un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità. Cazzo, quanto ne avevo bisogno; finalmente mi sentivo posseduta, montata, chiavata, sfondata ed aspettavo solo di esser riempita. Lui, invece, dopo avermi fatto godere ancora una volta, si è sdraiato e mi ha ordinato di succhiargli il cazzo. Sconvolgente per me questa cosa: adoro crogiolarmi con un cazzo in bocca e, trovarlo ricoperto dei miei umori, mi ha eccitato ancor di più. Me lo sono passato in bocca, succhiandolo bene e cercando di farlo penetrare il più possibile in gola; per una buona decina di minuti, durante i quali lui ha continuato a tenere tre dita ben piantate dentro la mia fighetta, muovendole in modo da continuare a pomparmi, quasi avessi ancora il suo membro dentro.
Una volta soddisfatto, mi ha trascinato su di sé ed io non ho battuto ciglio; ho afferrato quel membro e l'ho indirizzato contro la mia fighetta ancora bollente, perché ancora desiderosa di tanto cazzo. Ha lasciato che lo cavalcassi ancora per un bel po', facendomi godere molto, poi, quando ho rallentato il ritmo, lui ha semplicemente inarcato le gambe ed ha preso a sbattermi da sotto, facendomi urlare come una cagna.«Così mi sfondi!!! Mi fai godere!!! Cazzo, vengo! Vengo ancora!»Ero davvero sconvolta! Nessuno dei miei precedenti amanti mi aveva mai chiavato a quel modo e così a lungo. Ero estasiata per quanto piacere stavo provando. Non ancora soddisfatto, mi ha messo di nuovo in ginocchio davanti a sé e, per l'ennesima volta, me lo ha spinto tutto dentro con forza bestiale. L'ho sentito di nuovo arrivare fin in fondo e sbattere la punta contro la bocca dell'utero, che ha reagito provocandomi un'onda di piacere sotto forma di orgasmo ancor più devastante. Mi sentivo dominata, sottomessa a questo toro meraviglioso. Ha continuato a spingere sempre più forte ed anche i miei gemiti si sono fatti più forti, finché, finalmente, siamo esplosi entrambi in un orgasmo nello stesso momento.«Vengo! Vengo! Mi fai impazzire così! Riempimi! Riempimi tutta!»Mi ha riempito davvero tanto! Ho sentito il calore del suo sperma allagare la mia vagina, mentre me lo spingeva dentro con dei colpi sempre più duri. Poi, è rimasto immobile, si è girato verso Lucrezia ed ha sorriso. La mia amica si è avvicinata assieme a mio marito e, dopo aver baciato il suo Bull in bocca, ha invitato mio marito a procedere nel suo compito.«Adesso, Luciano, sei tu che devi far godere tua moglie; ti sei già sborrato due volte addosso, ora sdraiati e va a leccare la crema che questo toro meraviglioso le ha schizzato dentro!»Un po' a malincuore, Luciano si è sdraiato sotto di me e, all'inizio, l'ho sentito un po' indeciso, ma poi ha preso a leccare proprio per bene, raccogliendo tutta la sbroda che gli colava in bocca. Lucrezia, intanto, aveva preso in bocca il membro di Rodolfo e lo stava lucidando in maniera perfetta. Ho quasi avuto un nuovo orgasmo al sentir la lingua di mio marito, poi mi son sollevata e sono andata a ringraziare quel maschio, che mi aveva fatto godere tanto.«Rodolfo, grazie, sei stato davvero magnifico! Ora, dovrò trovarmi anch'io un toro come te, che venga a montarmi.»
Lui mi ha sorriso e mi ha detto che un suo cugino, Michele, era ancor più dotato di lui e, in questo momento, non aveva nessuna vacca da montare; quindi, se mi fosse piaciuto, avrei potuto provare anche lui. Naturalmente ho accettato all'istante, mi son fatta dare il suo contatto telefonico e, mentre tornavo a casa, insieme a mio marito, ripensavo all'esperienza appena fatta, quasi da non credere e ne parlavo in maniera molto entusiasta con lui.«Amore, ti rendi conto che è stata un'esperienza inusitata? Poter avere un toro, che mi tratti come la sua troia personale e riuscire a raggiungere con lui l'orgasmo proprio nello stesso momento, è qualcosa cui proprio non si può rinunciare. Amore, spero che questo Michele accetti di venirmi a montare regolarmente, come fa Rodolfo con Lucrezia. Non trovi che sarebbe stupendo?»Mio marito ha sorriso.«Sì, amore, sarebbe stupendo! Mi son convinto anch'io che tu hai bisogno di un toro che venga a montarti regolarmente e farti godere, come ho visto fare questa sera.»Non abbiamo perso altro tempo; lo abbiamo invitato due giorni dopo e, quando Michele si è presentato a casa, subito mio marito lo ha accolto con calore e lo ha portato direttamente in camera da letto, dove ero già nuda, sdraiata sul letto, ad aspettarlo a cosce aperte. Anche in questo caso è stata un'esperienza davvero travolgente. Mi ha scopato per quasi due ore ed è venuto due volte, sia nella fighetta, ormai spanata e ridotta ad una voragine, che nel mio culetto, che lui ha definitivamente rotto, perché munito di un fallo anche più grosso di quello di Rodolfo. Naturalmente Luciano ha assistito a tutta la monta in silenzio e, alla fine, è stato felice di raccogliere tutto ciò che sgorgava dai miei buchi, dilatati oltre ogni immaginazione. Ora, finalmente, anch'io ho il mio toro fisso, che viene regolarmente a farmi godere in maniera più che appagante, soddisfacendo le mie voglie da troia incallita.
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21 ore fa
baxi18,
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Ultima visita: 21 ore fa -
Brucio Dentro
Premessa...Questo non è un vero e proprio racconto. È uno stato d’animo nudo, fotografato direttamente dalla mente che lo sta vivendo. Un pensiero impudico, carnale e viscerale catturato nell’istante in cui brucia... Nel silenzio che fa male, ci sono ancora io...Sola, sul bordo del letto sfatto, le lenzuola impregnate del tuo odore.Le gambe dischiuse senza vergogna, una mano che scende lenta, avida, perché il vuoto dentro di me brucia più della tua assenza.Sento il sangue pulsare forte nel mio centro più caldo.Le dita scivolano facili nel mio umido desiderio, mentre ti immagino che mi prendi senza pietà.Le tue mani forti che mi stringono i fianchi, che mi aprono di più, che mi spingono contro il muro come se volessi entrarmi nell’anima attraverso la carne.Brucio dentro.È un fuoco liquido che cola tra le cosce, che mi fa contrarre dal profondo.Immagino la tua bocca che mi divora lenta, poi famelica, che assapora ogni goccia della mia voglia, mentre io ti afferro i capelli e ti tengo lì, annegandoti nella mia carne ardente.Mi tocco più intensamente adesso.Le dita affondano nel mio calore stretto, il pollice che accarezza quel punto pulsante e gonfio.Il ritmo è lo stesso delle tue spinte: profondo, possessivo, disperato.“Più forte,” sussurro al buio, come se tu fossi qui.E spingo più a fondo, fino al limite, perché dolore e piacere si fondono in un’unica fiamma.I seni tesi, la pancia che si contrae, il respiro spezzato.Ti voglio dentro fino in fondo all’anima.Voglio sentirti sbattere nel mio ventre più segreto, voglio che mi prendi come se mi odiassi e mi amassi nello stesso istante.Voglio i tuoi morsi sul collo, le tue mani che mi segnano la pelle, voglio il tuo calore che mi invade mentre mi scuoti fin nelle viscere, mentre mi sfondi l’anima a ogni colpo.Vengo pensando a te che mi riempi completamente, che mi marchi dentro, che mi lasci col tuo fuoco che stilla fuori mentre io continuo a pulsare, scossa da spasmi che non finiscono mai.Ma dopo il fuoco resta.Brucio ancora.
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2 giorni fa
SilverRea,
51
Ultima visita: 1 giorno fa
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