I racconti erotici più recenti
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La mia prima volta con una donna (racconto autobiografico)
**La mia prima volta con una donna** *(racconto autobiografico, con qualche variazione richiesta dalla linea editoriale)* Eravamo alla fine degli anni Ottanta. A quell’epoca Internet e le chat non esistevano, ma esisteva un mezzo affascinante, una sorta di chat vocale ante litteram: una rete di ricetrasmettitori chiamati in gergo "baracchini". La sera, come nelle chat pubbliche, ci si radunava tra uomini e donne, ragazzi e ragazze, e se scattava simpatia, ci si isolava per parlare in privato con la persona che interessava. In quel periodo conobbi due donne: una ragazza della mia età (maggiorenne) e una signora molto più grande, che ne aveva trentadue. Negli anni Ottanta non c’erano le stesse paure di oggi, e dopo qualche sera chiesi alla ragazza giovane di incontrarci. Lei mi diede il nome della via per andarla a trovare direttamente a casa sua – cosa che oggi sarebbe impensabile. Così, un pomeriggio, mi recai in quella via e suonai al campanello. Ma ad aprirmi la porta non fu la ragazza, bensì una bella donna: era quella di trentadue anni con cui parlavo. Parlammo tutto il pomeriggio insieme e lei mi invitò di nuovo a casa sua. Nell’arco di un mese sbocciò una bellissima storia d’amore. C’era solo un problema: era sposata. Nonostante ciò, la passione era intensa per entrambi. Era la mia prima storia, la prima volta che toccavo il seno – molto grosso – di una donna. Non era il primo bacio, perché avevo già baciato una ragazza di sette anni più grande un anno prima. Io, dopo due mesi, volevo fare l’amore con lei, ma lei resisteva. Fui molto paziente, e non era facile per un ragazzo appena maggiorenne! Finché, dopo nove mesi, mia nonna partì per una settimana in montagna. Casa libera! Lei si fece accompagnare dalla sua amica, che sapeva di noi. Non fu semplice organizzarsi: non esistevano i cellulari. Ma finalmente entrammo in casa di mia nonna. Non avevamo tantissimo tempo, era pomeriggio. Nove mesi di desiderio. Non ce la facevo più. La mia prima volta avvenne sul letto della camera di mia nonna. Lei era molto carina (e lo è ancora, nonostante gli anni; siamo rimasti amici) ma soprattutto estremamente dolce. I nove mesi di attesa avevano portato me e lei a un livello di innamoramento e desiderio oltre ogni limite. Mi fece mettere a sedere sul letto. Cominciammo a baciarci con una passione incredibile e poi... fu lei a condurre il gioco, con estrema delicatezza e con uno sguardo di un'intensità d'amore incredibile. Cominciò a scendere sempre più giù, finché per la prima volta sentii il piacere. Tutto fatto con estrema dolcezza, piano piano. Già in quel momento non era facile resistere! Lei rimase in ginocchio per un po', senza mai staccarmi gli occhi. Vederla mentre lo aveva in bocca mi fece andare in paradiso. Devo dire che di donne ne ho avute in seguito, ma lei – forse il primo amore, forse perché era una Donna – è stata una delle migliori. La voglia aumentava. Fu il mio momento: sentii il suo odore di donna e il suo sapore... che nettare! Non sono affatto tutte uguali... Lei produceva molto succo, in brevissimo era completamente fradicia. Arrivò il momento della verità: la prima volta con lei, donna con molti anni più di me, e io ragazzino, senza preservativo. Un rischio: e se avessi eiaculato dentro? Io ero sopra di lei, con dolcezza ma deciso. Entrai: il paradiso. Lei, innamoratissima e sensibile, con un irrefrenabile desiderio, cominciò a godere subito. In pochissimo tempo ebbe l'orgasmo. Cambiammo posizione e la feci godere anche a pecora, ma l’eccitazione era troppo forte e non durammo molto. Venni dopo quindici-venti minuti e sparsi il mio seme sui suoi seni molto grossi; lei mi finì con la bocca. Le volte dopo era golosa del mio seme e lo avrebbe sempre desiderato. La storia andò avanti per due anni. Fui io a volerla rompere: lei non mi bastava più e stare senza di lei il weekend mi faceva stare male. Nonostante ciò, l’amicizia è continuata. Lei è sempre una donna eccezionale.
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5 ore fa
NoteDiPassione,
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Ultima visita: 2 ore fa -
L'anziana vicina - Parte 2
Elena entrò in camera da letto senza accendere la luce. La stanza era immersa in una penombra dorata, filtrata dalle tende pesanti. Il letto era grande, con lenzuola di lino chiaro e un copriletto leggero in seta color avorio. Luca la seguì, chiudendo la porta dietro di sé.Elena si fermò ai piedi del letto e si voltò verso di lui. Senza dire una parola, si slacciò lentamente la cintura del caftano. Il tessuto scivolò dalle sue spalle e cadde a terra con un fruscio leggero.Rimase nuda davanti a lui.Il suo corpo non era quello di una giovane donna, ma conservava una bellezza matura e affascinante. I seni erano pieni, pesanti, con i capezzoli scuri e già tesi. La vita era leggermente più morbida, i fianchi larghi e femminili. Le gambe, lunghe e ancora ben tornite, terminavano con quei piedi eleganti che tanto lo avevano colpito. La pelle era chiara, con qualche ruga leggera qua e là, ma curata e profumata di sandalo.Luca la guardò senza riuscire a parlare.Elena non si coprì. Anzi, si lasciò osservare, con una calma quasi regale.«Vieni» disse piano.Luca si avvicinò. Lei gli slacciò la camicia, poi i pantaloni, con gesti lenti e sicuri. Quando gli abbassò i boxer, il suo membro scattò fuori, già duro e teso. Elena lo guardò con un piccolo sorriso soddisfatto.«Era da molto tempo...» mormorò, senza continuare la frase, passandogli una mano sul petto.Si sdraiò sul letto, appoggiandosi sui gomiti. Allungò una gamba e gli sfiorò la coscia con il piede nudo.«Prima di tutto…» disse, guardandolo dritto negli occhi, «voglio che mi baci i piedi. Mi sembrava avessi detto che ti piacevano...»Luca sentì un brivido corrergli lungo la schiena. Si inginocchiò ai piedi del letto, prese delicatamente il piede destro di Elena tra le mani e lo portò alla bocca.Lo baciò con reverenza. Prima la pianta, poi l’arco, poi ogni dito, uno per uno. Elena emise un sospiro lento, quasi impercettibile. Quando lui cominciò a succhiare l’alluce, lei piegò leggermente la gamba e gli accarezzò la nuca con l’altro piede.«Così…» sussurrò. «Bravo.»Dopo qualche minuto, Elena ritrasse il piede e aprì lentamente le gambe. La sua fica era già umida, le grandi labbra gonfie e lucide.«Ora vieni qui» disse, la voce più roca. «Voglio sentirti dentro di me.»Luca salì sul letto. Si posizionò tra le sue gambe e si abbassò su di lei. Elena gli prese il viso tra le mani e lo baciò con passione mentre lui la penetrava lentamente, centimetro dopo centimetro.Era stretta. Calda. E molto bagnata.«Ahh…» gemette piano Elena, inarcando la schiena. «Sì… così.»Luca cominciò a muoversi con ritmo profondo e misurato. Elena gli avvolse le lunghe gambe intorno alla vita, incrociando le caviglie dietro la sua schiena. I suoi piedi premevano contro i glutei di lui, spingendolo più a fondo a ogni colpo.«Più forte» mormorò contro la sua bocca. «Non trattarmi come se fossi fragile. Sono ancora una donna.»Luca obbedì. Aumentò il ritmo, scopandola con più forza, mentre lei rispondeva con gemiti sempre più intensi. I seni di Elena ondeggiavano a ogni colpo. Le sue unghie gli graffiavano la schiena.Dopo qualche minuto, Elena lo fece fermare.«Aspetta» disse, il respiro accelerato. Si girò lentamente sulla pancia, poi si mise a quattro zampe, sollevando il culo morbido verso di lui. I suoi piedi rimasero ben piantati sul materasso, eleganti e tesi.«Da dietro» ordinò dolcemente. «E voglio che mi tocchi i piedi mentre mi scopi.»Luca la penetrò di nuovo. Questa volta più profondamente. Elena gemette forte, stringendo le lenzuola tra le dita. Mentre la scopava con decisione, lui le afferrò i piedi e cominciò a massaggiarli, stringendoli, accarezzandoli.«Luca…» ansimò Elena, la voce spezzata dal piacere. «Sto per venire… non fermarti.»Venne poco dopo, con un gemito lungo e profondo, il corpo che tremava mentre le pareti interne lo stringevano ritmicamente. Luca resistette ancora qualche secondo, poi si ritirò e venne anche lui, schizzando caldo sulla curva del suo sedere e sulla parte bassa della schiena.Per qualche istante rimasero così, immobili, solo i loro respiri affannosi che riempivano la stanza.Poi Elena si sdraiò sulla schiena, esausta, ma con un sorriso soddisfatto sulle labbra. Luca si lasciò cadere accanto a lei. Lei gli accarezzò il viso con una mano, pigramente..«Vedi?» mormorò, ancora un po’ senza fiato. «Non sono poi così vecchia.»Luca la guardò. Aveva i capelli bianchi sparsi sul cuscino, il viso arrossato, il corpo lucido di sudore. Era bellissima,a suo modo.«No» rispose piano, chinandosi a baciarla sulla bocca. «Sei perfetta.»Elena sorrise contro le sue labbra.«Allora resta qui stanotte» disse. «Voglio svegliarmi sentendo il calore di un giovane uomo accanto a me.»
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1 giorno fa
Basil,
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Ultima visita: 3 ore fa -
E riecco Silvia...
Mia moglie ha organizzato un piccolo evento. Questa nostra amica Silvia (la Silvia del primo racconto) ha partecipato un mese fa e ieri ha voluto portare sua madre, io sono sempre presente a questi eventi per dare una mano a mia moglie.Ieri Silvia è arrivata con una minigonna...non tanto corta....ma quanto basta per mettere in mostra le gambe...e lei conosce la mia passione per le gambe...Prima che iniziasse la conferenza chiede a me e mia moglie se potevo accompagnarla a casa perché aveva un altro impegno con sua figlia e per questo era venuta con l'auto di sua madre. Il mio aiuto per mia moglie consiste nell'allestire la location e siccome era tutto pronto potevo accompagnarla. Saliamo in macchina e mi avvio verso casa sua...più o meno 45 minuti dalla location dell'evento. L'ultima volta che ci eravamo visti c'erano stati degli scambi di sguardi ma non ho voluto dare peso per non illudermi. Appena partiti chiedo come stava suo marito e se stava lavorando al pomeriggio o notte, lui fa solo quei due turni, lei mi risponde "pomeriggio" e subito dopo mi ha detto "... quanto tempo abbiamo?.....io non nessun impegno" e mentre lo ha detto ha allargato leggermente le gambe....come un invito....gli ho messo la mano sulla coscia e gli ho risposto "....il tempo necessario..." e ho cominciato a salire con la mano fino ad arrivare alle mutandine...erano umide...aveva programmato questo incontro...e quindi ho preso una strada di campagna per andare in un posto tranquillo che conoscevo. Mentre mi davo da fare anche lei si è fatta avanti e con la mano dalla coscia è salita al rigonfiamento che andava aumentando...mi ha slacciato i pantaloni e mi ha aiutato a tirarli giù...io ero già dentro di lei con le dita...lei si è chinata su di me e me lo ha preso in bocca...sembrava lo desiderasse da tempo...se l'è gustato come fosse un gelato... fortunatamente sono arrivato sotto l'albero d'acacia che conoscevo...con lei che succhiava in quella maniera io cominciavo a non capire più nulla! L'ho lasciata fare ancora un po'...non ho spento la macchina...ieri faceva un caldo micidiale...non c'era nessuno nella campagna....mi sono sfilato pantaloncini e mutande... sono sceso e sono andato dalla sua parte...il tempo che sono arrivato da lei si era già tolta le mutandine... l'ho fatta scendere e l'ho fatta mettere a 90 gradi e gli ho leccato la figa...era profumata...aveva programmato tutto... l'ho fatta venire e senza aspettare l'ho penetrata mentre ancora aveva orgasmi...stavo sudando tantissimo e mi sono tolto la maglietta...ho dato colpi lunghi e decisi...mi sono fermato un paio di volte per non venire subito....poi ho aumentato il ritmo fino a venire...stavo per tirarmi fuori ma lei mi ha tenuto...e sono venuto dentro...e lei insieme a me...ho fatto ancora un po' di movimenti pelvici mentre il mio seme gli colava dalle cosce...Dopo più di vent'anni ci siamo ritrovati e nulla è cambiato...l'attrazione è sempre fortissima...forse per quello teniamo le distanze...per non rovinare i matrimoni che tutto sommato funzionano...non so quando ci vedremo ma sarà meglio non da soli o ci saltiamo addosso di nuovo. Quello che c'è tra noi è pura attrazione sessuale, caratterialmente non andremmo molto d'accordo....ma sul sesso siamo esplosivi.L'ho accompagnata a casa, mi fatto dare una rinfrescata per rimettermi in ordine. Ieri è stata una giornata bollente in tutti i sensi...
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2 giorni fa
Faber,
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Ultima visita: 2 ore fa -
Trentino tremolante 🐽
Questa storia è liberamente ispirata a un’esperienza reale che un utente ha condiviso con noi. Ha chiesto lei stessa di trasformarla in un racconto erotico. Vittoria e Giovanni vivevano in un vecchio maso ristrutturato sulle colline sopra Trento. Lui lavorava come ingegnere in una ditta li vicino. lei aveva fatto la mamma a tempo pieno per i loro due figli, ormai già grandicelli. Dopo anni di routine, Vittoria aveva deciso di riprendersi il suo corpo: sei mesi di palestra dura, dieta ferrea, e finalmente si sentiva di nuovo desiderabile.Quella sera di fine estate il Trentino era ancora caldo. I bambini erano dai nonni per il fine settimana. La casa era silenziosa, illuminata solo dalle luci soffuse della camera da letto che dava sulla valle.Vittoria era sdraiata sul letto in reggiseno di pizzo nero e perizoma, i capelli castani sparsi sul cuscino. Giovanni entrò dalla porta del bagno con un sorrisetto strano. Si baciarono con fame, lingue che si intrecciavano, mani che già esploravano. Quando lei gli infilò la mano dentro i boxer rimase di sasso.«Cazzo… ma cos’è questo?» sussurrò con voce tremante.Il cazzo di Giovanni sembrava enorme. Le sue dita non riuscivano più a chiudersi intorno. Lui le aveva messo uno sleeve spesso e lungo, di silicone morbido ma rigido, che trasformava il suo membro già rispettabile in una verga grossa e venosa, quasi oscena.«Fidati di me, amore» mormorò lui baciandole il collo. «Voglio farti sentire cose che non hai mai provato.»Vittoria aveva il cuore a mille. Era sempre stata vanilla: niente giocattoli, niente masturbazione, solo sesso “normale” per dieci anni di matrimonio. Ma quella sera qualcosa dentro di lei si ruppe.Giovanni le aprì le gambe, si inginocchiò e iniziò a leccarla con voracità. Lingua sul clitoride, due dita dentro, poi tre. La stava preparando. Vittoria ansimava, stringeva le lenzuola, guardava quel mostro di silicone che oscillava tra le gambe del marito.«Ti prego… mettimelo dentro» implorò.Giovanni si posizionò. La punta grossa premette contro la sua figa già fradicia. Spinse piano. Vittoria spalancò gli occhi e la bocca in un gemito strozzato mentre sentiva le pareti dilatarsi come mai prima. Centimetro dopo centimetro, quel cazzo finto-gigante la apriva, toccava punti che non sapeva esistessero. Quando fu completamente dentro, lei tremava già sull’orlo dell’orgasmo.«Scopami» ordinò con voce roca.Giovanni iniziò a muoversi. Prima lento e profondo, poi sempre più forte. I colpi diventarono violenti, il suono bagnato della figa di Vittoria riempiva la stanza insieme ai suoi gemiti sempre più acuti. Venne la prima volta dopo pochi minuti, contraendosi violentemente intorno a quel grosso intruso. Giovanni non si fermò. La girò a pecorina, le afferrò i fianchi e la martellò da dietro, le palle che sbattevano contro il clitoride.«Sei la mia troia stasera» ringhiò, e Vittoria, invece di scandalizzarsi, si eccitò ancora di più.Venne una seconda volta, urlando, con la faccia premuta sul cuscino. Le lenzuola erano già bagnate del suo squirt. Vennero forte entrambi in una vibrazione di umori e odori. E rimasero li ad abbracciarsi e farsi le coccole finché non si addormentarono.La mattina dopoVittoria si svegliò con la figa ancora pulsante e sensibile. Giovanni era già in cucina a preparare il caffè. Lei scese con solo una maglietta lunga, si avvicinò da dietro e gli infilò la mano nei pantaloni della tuta.«Ancora?» rise lui.«Ancora» rispose lei, già bagnata.Lo spinse sul divano del soggiorno, gli abbassò i pantaloni e prese in bocca quel cazzone. Non era abituata, ma la voglia era troppa. Lo succhiò con fame, saliva che colava, cercando di prenderne più che poteva in gola. Giovanni le teneva la testa e spingeva piano.Poi indosso di nuovo lo sleeve e la fece sedere sopra di lui. Vittoria scese lentamente su quella grossa asta, gemendo a ogni centimetro. Quando fu tutta dentro iniziò a cavalcarlo con forza, le tette che rimbalzavano, le mani di lui che le strizzavano il culo. La luce del mattino entrava dalla finestra, illuminando il suo viso arrossato dal piacere.Venne di nuovo, bagnandogli il ventre e le cosce.Nel pomeriggio la portò in camera, la legò dolcemente i polsi alla testiera del letto con la cintura dell’accappatoio e la scopò di nuovo in missionaria. Questa volta le mise anche un piccolo vibratore sul clitoride. Vittoria urlò, pianse di piacere, venne così forte che per qualche secondo perse quasi i sensi.La sera, prima di andare a riprendere i bambini, Giovanni la prese un’ultima volta contro il muro della doccia. Acqua calda, sapone, il suo corpo premuto contro le piastrelle mentre lui la penetrava da dietro con quel grosso sleeve, una mano a strofinarle il clitoride.«Voglio che diventi la mia zoccola personale» le sussurrò all’orecchio mentre lei veniva per l’ennesima volta.Vittoria, con la voce rotta, rispose solo: «Sì… sono tua.»Da quel giorno, Vittoria non fu più la stessa. Pensava al sesso continuamente. In macchina, al supermercato, mentre cucinava. Sognava il cazzo grosso di suo marito, sognava di essere presa in modi sempre più spinti. E Giovanni era più che felice di accontentarla. Grazie per la lettura nomi e posti sono inventati per privacy spero di avervi reso felici e bagnati 😈
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2 giorni fa
༺VerbaErotika༻,
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Ultima visita: 2 ore fa
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