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Red1Rose1301Satan 19 anni
Femmina
Belluno, Italia
Ultima visita: 6 giorni fa
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Re.bis.muto

Mi aveva portato Marco, ad una di quelle noiosissime riunioni in cui si ricordano i vecchi fasti nobiliari e si ripercorrono le gesta di Re e Regine defunti.
Erano tutti molto compiti, fedeli al loro sacro ruolo che io non capivo affatto; pochissime le donne ed anche queste avevano un'aria ammuffita, grigia, sdrucita.
Cosa ci facevo tra di loro? Perché mi ero lasciata trascinare lì dentro?
Mi mancava l'aria.
Giunse un uomo, alto, in abito blu, con la barba ed i capelli biondi e prendeva la parola da un piccolo pulpito rivolto verso di noi.
Affascinante avrebbero detto le mie amiche... in me invece montava qualcosa di sordo che non sapevo decifrare.
Perché quell'uomo si prestava a quella recita? Perché si sottometteva a quella finzione?
Perché? Perché? Perché?
Lo osservavo meglio. I suoi occhi blu brillavano di vita e tristezza allo stesso tempo e le sue grandi mani sembravano non aver accarezzato una donna da tanto, tanto tempo.
La camicia bianca era abbottonatissima ma si intuivano ampie spalle ed un petto virile.
È bello.
Di una bellezza indecifrabile e fin troppo formale.
Parlava con lentezza, misurando le parole e senza pesanti accenti, rivolgendosi a noi come a degli amici.
Non diceva niente di interessante, niente che suscitasse il mio interesse, niente che mi muovesse qualcosa dentro.
L'unico dettaglio che mi sconvolgeva era quella sua militare compostezza, acquisita nei secoli da rigide educazioni.
Era quella sua parlata fluida e melliflua che volevo disgregare.
Rompere.
Spaccare.
Come un bambino con un giocattolo, lo volevo aprire per guardarci dentro dove nessuno osava e dove nessuno vedeva.
Nudo, spogliato di quel pesante passato e di quegli stemmi inutili.
Nudo ed ansimante sul mio letto mentre percorrevo tutto il suo corpo con la mia lingua avida.
Marco era estasiato, la storia della regina Margherita compiva su di lui strani miracoli, era quasi eccitato dal racconto di quell'alto Signore.
- È il Re! Non l'hai capito?
Il Re? Ma cosa dice questo cretino?
Non siamo mica in monarchia!
Abbozzo senza convinzione.
- La mia famiglia tornerà agli antichi fasti!
La famiglia di Marco era composta da un'odiosa madre che mi detestava perché non vestivo secondo vetuste convenzioni incomprensibili e da suo padre, un uomo senza nervo succube di una megera.
Ragionavo su quali dovessero essere gli antichi fasti di una simile coppia sperando di non trovare risposte.
- Così poi tu sarai baronessa!
Non me ne fregava niente di essere baronessa, Marco non riusciva a farmi godere come avrei voluto, anche lui limitato da ciò che i suoi genitori avrebbero dovuto pensare di lui.
Io volevo lasciarlo ma trascinavo ancora questa storia già finita, per ignavia.
- ...e questo è tutto!
Il Re ci sorrise e per un attimo è sembrato che mi avesse letto nel pensiero ed approvasse la mia scelta di liberarmi di quel fidanzato.
Mentre il Re si avvicinava a noi potevo sentire il suo profumo, appena accennato e potevo scorgere nei movimenti una certa timidezza che mal si sposava con il suo ruolo.
Chissà come gode un uomo così!
Le dirà le parolacce?
Le sculaccerà le donne?
Chissà se saprebbe usare quelle grandi mani sul mio corpo...
I pensieri mi sfuggivano dalla testa, uno dietro l'altro si rincorrevano e non riuscivo a fermarli.
Averlo vicino mi procurava una forte emozione, il suo campo magnetico mi stordiva.
- Ti senti bene?
Marco si era accorto che qualcosa non andava, ansimavo e mi ero fatta rossa in viso inoltre mi pareva che il Re mi avesse strizzato l'occhio!
Non era possibile.
- Si sì, è il caldo.
Mentre abbassavo lo sguardo notavo il gonfiore che il Re mostrava sotto i pantaloni attillati e questo mi agitava ancora di più perché non riuscivo più a dominare le sensazioni del mio corpo.
Mentre i due parlano di casate e linee di sangue il mio desiderio schizzava alle stelle e desideravo solo di essere scopata a morte da quell'uomo sconosciuto!
Cosa mi stava accadendo?
E soprattutto, perché?

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