Premessa: Questo è decisamente un racconto diverso, forse meno erotico, ma che non vuole dimostrare nulla se non raccontare una storia di pura fantasia, senza offendere i gusti di nessuno.
Angela riuscì a chiudere la porta dietro di se, le imprecazioni di sua madre rimasero fuori, anche questa volta era quasi andata bene. Con la lingua sentì il labbro inferiore, un sapore di sangue le confermò che il ceffone di sua madre le aveva procurato un piccolo taglietto. Doveva andarsene. Si doveva andare via da quella casa. Si avvicinò alla finestra fuori il cielo era grigio, la sua vita era grigia, tutto era grigio in quel posto, grandi palazzoni di edilizia popolare in un quartiere che col tempo era degenerato, abitato da ladri puttane spacciatori e balordi di ogni specie. Sua madre abitava lì, in un appartamento in affitto, suo padre mai conosciuto forse era uno dei tanti fidanzati di sua madre, una bella donna che col tempo si era degradata fare la prostituta o a viverre sempre semi ubriaca, a girare per casa mezza nuda convivendo sempre col balordo di turno che regolarmente la sfruttava e poi le dava un calcio e via. Dove andarsene, l’ultimo amico di sua madre era un tipo poco raccomandabile peggiore degli altri che si erano avvicendati prima, un bulletto che si credeva furbo, l’aveva guardata con occhi cattivi. “ tua figlia sta diventando bella, uno di questi giorni le insegno il mestiere così vi metto a battere in strada tutte due e guadagno il doppio.” Quelle parole ad Angela le avevano fatto venire la pelle d’oca, e ora doveva scappare se non voleva fare quella fine, era riuscita a sfuggire due o tre volte ad uno stupro e non voleva che fosse lui a prendere la sua verginità. Andava scuola dall’altra parte della città, vicino a casa di sua zia Ada, lei si che era una vera donna, aveva studiato, si era sposata con un ferroviere aveva una bella casa, amava stare con lei, specie da quando un anno fa era morto suo zio stroncato da un infarto. Sua zia era sempre felice di averla in casa, Angela sapeva farsi volere bene, era sveglia, sapeva fare tutte le faccende domestiche e lo faceva volentieri per sua zia che non aveva figli quindi la considerava e le voleva bene come una figlia. “ Questa casa è sempre aperta per te”, le diceva sempre. Spesso, Angela passava da lei per non tornare a casa, si sentiva bene con lei, ora doveva scappare, a quasi diciotto anni doveva decidersi. Mise dentro lo zaino i libri e in una sacca i pochi vestiti che aveva. Vestiva sempre in modo da non attirare l’attenzione, in classe passava quasi inosservata mentre vedeva le sue compagne vestirsi sempre in modo da attirare lo sguardo dei maschi, lei riusciva a scomparire anche in mezzo alla folla. Uscì piano dalla camera, sua madre era in bagno, chiuse piano il portone, quando stava per scendere le scale vide il balordo che saliva , in silenzio salì al piano dio sopra, lui entrò in casa, aveva le chiavi, scese, corse fuori e prese al volo il bus che l’avrebbe portata dall’altra parte della città, non si girò, forse sua madre non se ne sarebbe accorta della sua scomparsa che fra qualche giorno. Ada la vide davanti al portone, le sembrò un piccolo e indifeso uccellino, lei le raccontò gli ultimi avvenimenti, “ vieni , togliti questi abiti bagnati, fatti una doccia che ti riscalda io intanto ti preparo qualche cosa di caldo”. La sera Ada le disse che se voleva poteva decidere se dormire sul divano letto della cameretta o nel letto con lei. Quando si trovò distesa al suo fianco, le sembrò che finalmente si poteva rilassare, le mani della donna le massaggiavano le spalle, “ rilassati e non pensare a nulla, qui sei al sicuro”, lei sentiva uno strano languore crescere dentro di se, era dolce il modo in cui la zia l’accarezzava, e lei si lasciò andare. Lentamente si sentiva dentro una sensazione di benessere, la bocca della zia a poca distanza dalla sua, le parole appena sussurrate, le carezze erano dolcissime, “ che bel seno che hai zia, il mio è molto piccolo, posso toccarlo”, lei sorrise, “non disperare, presto diventerà grande anche il tuo, e lo puoi toccare”. Angela portò lentamente la mano sulla mammella, era soda, il capezzolo grande e duro, Ada ebbe un gemito ,….. muumummmmhhmmm, il contatto la faceva impazzire, allungò la sua mano sul seno della ragazza , lei si mise a tremare come una foglia, era uno strano languore quello che provava, quando Ada appoggiò le sue labbra alla sua bocca lei non oppose nessuna resistenza, si lasciò insinuare la lingua dentro la bocca e rispose con ardore a quel bacio, lunghissimo, che la fece vibrare come una corda di violino, mentre fra le sue cosce sentiva dentro un fuoco. La mano dal seno scese giù in mezzo alle cosce, lei le divaricò istintivamente le dita della donna le procurarono subito un piacere sconosciuto, …… humummmm … si sentiva scorrere dentro un misto di dolore e piacere inarrestabile, lei non sapeva reagire, rimase immobile, la zia temendo di esagerare non andò oltre, si tenne il suo corpo stretto a se e si addormentarono così. Durante il resto della settimana la sera continuarono a toccarsi sempre senza andare molto più in là, poi la sera del suo diciottesimo compleanno mentre stavano cenando la tv trasmetteva il telegiornale, il cronista si mise a leggere una notizia che gelò il sangue ad entrambe. In una sparatoria dentro un bar, il fidanzato di sua madre era stato ucciso, nel tentativo di ripararsi si era fatto scudo con sua madre, con il risultato di morire entrambi. I dieci giorni successivi furono tremendi, la Polizia che voleva sapere dei legami fra sua madre e il balordo morto, il funerale, tutte le altre cose misero Angela al centro dell’attenzione, e questo era una cosa che lei odiava da morire. Tornò con Ada nell’appartamento di sua madre, prese le ultime cose sue e vendette tutto il resto, poi si rese conto che non sapeva cosa fare dei soldi ricavati. “ Ci prendi la patente di guida, io mi devo operare al menisco, aspetterò fino a che tu non hai la patente poi mi opero”. Angela trovò che era una bella idea, cinquanta giorni dopo sventolava la patente davanti alla faccia di sua zia, che dalla contentezza l’abbracciò forte, le dette un lungo bacio in bocca. Una settimana dopo si recarono in uno studio ortopedico, di un caro amico di sua zia, mentre erano in sala d’aspetto videro entrare una signora con entrambe le gambe ingessate, su di una sedia a rotelle spinta da una badante straniera. “Ada, che ci fai qui?”,” Flavia, sei proprio tu?! “ Le donne si abbracciarono calorosamente mentre la badante si mise in un angolo a discutere in straniero con qualche d’uno al cellulare. Si raccontarono le rispettive vicissitudini, Flavia non la vedeva dal funerale di suo zio, era stata vittima di un incidente in montagna mentre era a sciare, una deficiente l’aveva investita fratturandole entrambe le caviglie, doveva togliere il gesso, era lì per quello. Girando lo sguardo chiese, ad Ada“ chi è questa bellissima cerbiatta che ti porti dietro? ”. Angela arrosì fino alla punta dei capelli, effettivamente col suo fisico minuto il viso tondo e gli occhi grandi e scuri sembrava veramente una cerbiatta. “ è mia nipote, una ragazza molto in gamba, ma un poco sfortunata.” Flavia la scrutò intensamente, lei si sentiva i suoi occhi entrare dentro la sua anima, poi le chiese cosa faceva, Angela riuscì a recuperare un po’ di voce e disse di essere al quinto anno di ragioneria. Ada aggiunse che era anche bravissima, “ ha la media del nove”. Flavia sorrise, “ se sei veramente brava io potrei avere bisogno di te, la mia commercialista fra poco andrà in maternità, e devo sostituirla quando ti sei diplomata cercami, anzi, dammi il tuo cellulare.” Tornando a casa Ada le raccontò di loro, che erano amiche di scuola, si erano frequentate moltissimo, poi la vita le aveva divise, si erano riviste al funerale di suo marito. “ E’ una donna molto potente, metà della città gli deve dei favori, mentre l’altra metà stà alle sue spettanze, può fare la tua fortuna, ha una lavanderia industriale creata da suo padre, lei la dirige e ne ha fatto una vera miniera d’oro. ” Due giorni dopo Flavia chiamò le due donne, “ la mia badante mi ha lasciato per problemi con il marito, io ho appena tolto il gesso e non riesco quasi a muovermi, averi bisogno di una mano.” Andarono a casa sua, una splendida villetta appena sulla collina davanti alla città, Angela entrando si rese conto che quella casa era bellissima, arreda con gusto totalmente femminile, era perfetta in ogni suo dettaglio. Flavia era davvero immobilizzata, si muoveva a mala pena con due stampelle. Mentre Ada metteva in ordine la casa , Angela la portò davanti alla sua scrivania dello studio, lei fece alcune telefonate, poi le disse “ hai la patente, mi porteresti in azienda”. Andarono con la vettura di Flavia, una sportiva degna di lei, Angela si sentiva tremare i polsi dalla potenza di quel veicolo, ma riuscì a dominarlo in maniera perfetta tanto che al ritorno lei le fece i complimenti. “ Comprendo che devi studiare, ma resteresti ancora con me, sono completamente sola, e non riesco quasi a muovermi, devo fare la ginnastica per rieducare i muscoli, ma ancora mi muovo malissimo e ho paura di cadere ?” le chiese Flavia. Ad Angela sembrava un sogno, quella splendida donna aveva bisogno di lei. Andò a casa prese i libri necessari e alcuni indumenti, poi tornò da lei. La sera dopo aver cenato, aveva cucinato Angela si misero sedute a parlare, lentamente riuscì ad aprirsi con lei, era tranquilla, fra donne, questo la faceva sentire bene, poi Flavia aveva un modo dolcissimo di parlare, quasi sommesso, dolce, mai aggressivo, Angela era affascinata dalla grazie, classe, e delicatezza che quella donna aveva, e glie lo disse. Al momento di andare a dormire l’accompagnò fina alla camera, l’aiutò a spogliarsi, lei aveva trentasei anni, ma sembrava averne venticinque al massimo. Pelle liscia, nessuna ruga, smagliatura, o un filo di cellulite, un corpo quasi perfetto, terza di seno abbondante, capelli rossi naturali, gambe lunghe toniche anche se ora il tono muscolare era basso sembravano sempre belle, mani con dita lunghe, occhi chiari, labbra e bocca non troppo grandi. Angela l’aiutò a distendersi nel letto, poi fece per andarsene, “ dove vai?, non potresti restare qui, è tanto grande questo letto che può ospitare entrambe, ma se hai paura di dormire con me……” Angela arrossì ancora, era timida, solo con sua zia si sentiva di spogliarsi, ma vincendo ogni paura disse che non vi erano problemi, si spogliò, mise il suo pigiama, si distese accanto a lei. Il mattino lei si levò, le preparò la colazione poi l’aiutò ad andare in bagno doveva fare una doccia, si spogliò nuda davanti a lei, Angela si sentiva strana, era eccitata dal suo corpo, il triangolino di peli rossi del pube era perfetto, la mise dentro alla doccia lei si appoggiò alla parete, cercando di lavarsi ma con scarsi risultati. Angela prese il guanto di spugna, da fuori si mise a lavarla, era incredibile, si stava eccitando a passare le mani sul suo corpo, anche lei non era indifferente alle sue carezze. Quando lei uscì, le preparò un telo di spugna per avvolgerla, lei si lasciò abbracciare, si appoggiò alla giovane, a fatica riuscì a portarla di nuovo in camera e a distenderla sul letto. Lentamente le passava l’asciugamano sul corpo, Flavia stava in silenzio, era eccitata dalla carezza della ragazza, aveva timore a muoversi, lei avrebbe potuto fraintendere le sue intenzioni, mentre lei era rapita da quel visetto e dalla fragilità di quel corpicino che desiderava moltissimo. Per un momento Angela smise di passare il panno sul suo corpo ora nudo davanti a lei, si sentiva dentro un profondo desiderio di baciarla, sua zia le aveva detto che Flavia non aveva mai frequentato dei maschi, che alle superiori quando andava a casa sua spesso si distendevano sul letto a baciarsi. Angela portò, la sua bocca vicinissima alla sua, lei attese che la giovane le fu vicina poi allungò la mano, la mise dietro il collo di lei, le bocche si unirono in un bacio interminabile, passionale, le lingue si inseguivano, si toccavano e si univano incessantemente. Flavia distesa Angela di lato a lei, le labbra percorsero ogni centimetro di quel giovane e acerbo corpo, la fece vibrare quando si mise in bocca il piccolo seno, lei ebbe un lunghissimo gemito ……. hmmmmuuhhmmmm …. Era bravissima!!!!!! .. Angela si rese conto subito che lei era veramente esperta nell’arte di amare una donna, le passò la lingua in ogni angolo del suo corpo, la fece vibrare come la corda di un violino, le fece emettere una melodiosa serie di suoni, di gemiti di vero piacere …. Siiiiiiii …. Daiiiiiiiii ….siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii …..hmmhmhhummumhm …… desiderava godere, ma lei indugiava alla fine Angela le prese la testa e la schiacciò sul suo bottoncino, ebbe subito un tremendo orgasmo che la scosse tutta ……. Siiiiiiiiiiiiiiiiiii ….. vengogooooooo!!!!!!! …….. siiiiiiiiiiiii ….. a quel punto si girò verso di lei, insinuò la sua testa fra le gambe di Flavia si scatenò a leccare, succhiare con impeto la fica di lei che alla fine dovette staccarsi e urlare di piacere ….. siiiiiiiiiiii … dolcissimoooo …amore … daiiii … siiiiii …. Godoooooo …. Vengoooooooooo!!!!! … si rigirò incollando la sua bocca all’altra, si strinse con passione quel giovane corpo. “ Ti amo, dal primo istante che ti ho vista, ti amo, ma se hai paura di questa cosa allora vattene, io non lo sopporterei che tu non mi amassi.” Angela aveva le lacrime agli occhi, la guardò con tutto l’amore che non aveva mai provato per nessuno, “ anch’io ti amo, ti ho desiderata da subito, mi sei entrata dentro al primo sguardo, spero di essere degna di te.” Fu subito amore. Amore grande completo senza riserve, un corpo e un’anima nel vero senso della parola. Nei quattro anni che seguirono divennero inseparabili. Flavia le insegnò tutto, in fabbrica le affidò sempre maggiori responsabilità. Angela era una dirigente perfetta, giusta con il personale, ma determinata con i clienti, le sue operaie l’ottanta per cento erano donne, l’adoravano sia per il modo di dirigere sia per li coraggio di dichiarare il sua amore per Flavia, la chiamavano “la signorina”. Nella vita quotidiana, Flavia fu una maestra perfetta, niente più vestiti anonimi, ma eleganza, classe e buon gusto divennero la sua abitudine, ma era a letto che la discepola superò la maestra. Angela era diventata fantastica nel far morire Flavia di piacere, la sua gioventù, la sua fame di sesso la stordivano, alla fine Flavia ne usciva ogni volta sfinita, ma sempre desiderosa di ricominciare, non era mai sazia del piacere che Angela le dava. Era quasi Natale, erano nel loro ufficio, “ sai da un primo bilancio credo che anche questo semestre sarà molto positivo, direi che alla fine avremo raddoppiato gli utili anche per quest’anno.” Flavia alzò lo sguardo verso il suo amore, sorrise, “ è merito tuo, da quando sei entrata in questa azienda abbiamo migliorato sempre, che ne dici di andare a festeggiare in quel locale nuovo di Marina”. “ Certo, così quella troia ti rimette gli occhi addosso, credo che si sia fatta un pensierino su di te.” A Flavia faceva piacere quella finta gelosia, le faceva capire che la piccola non abbassava mai la guardia, poi dentro di se mai e poi mai avrebbe permesso a nessuno di inserirsi nel loro amore. Quella sera si misero veramente belle, Angela una gonna al ginocchio con tacchi non troppo lati, non voleva sembrare più alta di lei, mentre Flavia sfoggiò un classico del suo repertorio, un completo giacca e cravatta da uomo, con in testa un Borsalino che vista da dietro poteva benissimo essere scambiata per tale, erano stupende, quando entrarono nel locale padrona le andò incontro, “ siete meravigliose, ” poi da vicino le disse a bassa voce, “saprei io cosa vi farei se potessi infilare la mia lingua in un certo posticino del vostro corpo”. Risero soddisfatte, passarono fra i tavoli tenendosi per mano, suscitarono il classico brusio a cui erano ormai abituate, ma un gruppetto di balordi commentò, pesantemente” ci penserei io a farle tornare ad adorare il cazzo.” Loro non se ne curarono erano abituate a tutto, poi non glie ne fregava nulla di quello che la gente pensava, cenarono scambiandosi effusioni e bacetti, poi decisero di tornare. La strada costeggiava per un tratto un bosco, era notte, faceva molto freddo, all’ uscita di una curva videro una vettura che sembrava uscita di strada, era notte, una persona era distesa in terra, subito uscirono dalla loro macchina, andarono a soccorrere il tipo. Fu il loro più grande errore. Improvvisamente Angela si sentì afferrare da due persone robuste, un tampone sulla bocca imbevuto di una sostanza che le fece subito perdere i sensi. Quando rinvenne era seminuda, quasi congelata, sentiva un fortissimo dolore sia sotto che dietro, era stata stuprata! “ Flavia, Flavia dove sei?, dove sei?? Rispondi. “ la vide riversa poco distante da lei, strisciò fino al suo corpo, non riusciva a reggersi in piedi, “ Flavia, amore rispondi , no!.... NOOOO!!!!! “…. Il suo grido squarciò il silenzio della notte lei la stringeva a se, ma la donna era morta, forse era più forte, si era ribellata alla violenza e aveva pagato con la vita la sua determinazione. Si trascinò fino alla strada una vettura con una coppia di fidanzati la soccorse, chiamarono aiuto. Fu di nuovo un incubo, il vuoto, la sua vita si era fermata, era sconvolta distrutta sfinita. Trovarono subito i cinque balordi che avevano fatto tutto, le avevano rubato borse e cellulari, si erano divertiti a riprenderle durante la violenza. Furono puniti in maniera esemplare, ma a lei non importava molto, Flavia non c’era più e lei si sentiva sola, distrutta, stanca di vivere. Dopo un mese circa fu convocata insieme a Ada da un notaio, Flavia di nascosto le aveva lasciato tutto tranne una baita in montagna che aveva regalato a Ada, ma la cosa importante era una lettera per Angela. Le diceva, in breve, che lei era stata tutta la sua vita, che lei l’aveva amata come nessun altro al mondo, che le aveva lasciato la sua attività affinche lei la facesse crescere come se fosse una loro creatura, falla diventare il monumento al nostro amore. Angela si riprese, da quel giorno solo il lavoro le interessava, solo lavoro, lei viveva per la lavanderia. Passarono due anni fatti solo di lavoro e passeggiate al cimitero, per lei non c’era spazio per altro, poi una sera, era vicino alle feste natalizie, periodo che lei odiava di più, una sua segretaria le disse: “ signorina, sono le venti è ora di chiudere.” Lei gli sorrise, si scusò e uscì, si mise alla guida per andare verso casa, ma era distratta dai suoi pensieri, le mancava tantissimo Flavia, non si rese conto che al bivio non era svoltata a destra ma aveva proseguito diritto e si ritrovò in aperta campagna, era buio, stava soffiando il vento che portava fiocchi di neve, lei sbagliò una curva, la macchina scivolò su di una lastra di gelo, fini in un fossato al lato della strada e sbatte con forza la testa sul vetro davanti, si era dimenticata di allacciare anche la cintura di sicurezza. Si risvegliò dopo un poco, i fari della macchina si erano spenti, lei si sentiva un forte dolore alla fronte, le colava del sangue, era sola, nel freddo come quella maledetta sera, desiderò morire. Dei grossi fari squarciarono la notte, un grosso SUV passò e si fermò, tornò indietro e ne discese un uomo, venne verso di lei, “ ei, stai bene?” aprì lo sportello lei gli svenne fra le braccia. Si risvegliò tre ore dopo in un letto d’ospedale, l’uomo era seduto vicino a lei. Ebbe un momento di paura, lei subito non riuscì a rendersi conto di dove si trovava. Lui era un tipo non troppo robusto, fisico normale, mani belle dita lunghe affusolate, ben curate, i capelli rossi corti, aveva un viso dolce, non esprimeva la classica durezza di un uomo, e i lineamenti erano dolci. Lui le parlava, lei girò lo sguardo verso di lui. “ meno male che si è ripresa, credevo di averla soccorsa troppo tardi, mi chiamo Andrea, sono nato in Germania, da un padre tedesco e madre italiana, lei è ginecologa in questo ospedale.” Angela lo ringraziò, era la prima volta che doveva qualche cosa a un uomo al difuori del lavoro, sembrava un ragazzo dolce, lei non riusciva a sentire disagio con lui. Passarono due giorni lei venne dimessa, lui si offrì di accompagnarla, venne a trovarla anche sua madre, quando entrò le due donne si riconobbero lei era la dottoressa che l’aveva visitata dopo lo stupro, ma professionalmente corretta non ne fece parola a davanti a lui. Lentamente Andrea si inserì nella sua vita, era dolce, premuroso, la faceva spesso sorridere, lo trovava simpatico, si rendeva conto che il giovane si stava affezionando sempre più, era diverso da tutti quelli che conosceva, sapeva intuire ogni suo desiderio e lo faceva con estrema dolcezza, cosa che spiazzava sempre Angela. Una sera lui l’aveva invitata a cena, era tutto perfetto, Angela aveva fatto un vero sforzo ad accettare l’invito, lo aveva fatto per non ferire l’amico, ma era a disagio, si rendeva conto di essere al centro dell’attenzione del giovane. Appena seduti a tavola lui le prese la mano, la guardò negli occhi , “ Angela credo di essermi innamorato di te.” lei ebbe una reazione eccessiva, “ no, questo no!!” si alzò da tavola e se ne andò via. Passarono alcuni giorni, lei era dispiaciuta, si rendeva conto dell’eccessiva reazione avuta, ma aveva paura, non voleva più che nessuno si innamorasse di lei. Cercò Andrea, ma questi non rispondeva, poi decise di passare all’ospedale, vi trovò la madre, “Andrea è una persona diversa da quello che credi, io capisco la tua reazione perche conosco la tua storia, ma lui no”. Angela si rese conto di aver sbagliato, almeno gli doveva delle spiegazioni. Se vuoi spiegarti con lui vieni questa sera a casa, lui torna dopo le venti. Angela si presentò a casa di Andrea, suonò alla porta, si vide aprire da una donna che assomigliava a lui, “ cerco Andrea, è in casa?,” accomodati, le rispose la donna , Angela era confusa, le sembrava la copia esatta dell’amico, non sapeva che lui avesse una sorella. Appena dentro ripete la richiesta di vedere Andrea, “ sono io Andrea.” Lei lo guardò senza capire, la donna si avvicinò” in Germania Andrea è un nome che si può utilizzare sia al maschile che al femminile, i miei genitori me lo hanno messo per il semplice motivo che io sono sia donna che uomo, sono un ermafrodite.” Angela rimase muta, per un momento non riuscì a focalizzare la cosa, lei era lì, vicino le sue mani le tenevano le sue, i loro occhi si incrociarono in un lunghissimo sguardo, ora capiva la dolcezza, era chiaro , la parte donna di lei sapeva benissimo come comportarsi con lei. “ io amavo una donna che si chiamava Flavia, era tutto per me, una sera ci hanno violentate stuprate, lei ha resistito e un balordo le ha stretto le mani sul collo fino ad ucciderla, capisci la mia diffidenza.” “ In Germania Andrea era una donna, mi sono innamorata due volte, la prima lui è fuggito, la seconda quando ha visto la mia diversità mi ha definito mostro, sono venuta in Italia, ho deciso di essere un maschio, e cosa vado a fare, mi innamoro di una donna che ama le donne, decisamente non ne prendo una.” Angela sentì che lui si poteva fidare, la guardò dritta negli occhi, le sue labbra si avvicinarono alle sue, le dette un timido bacio. Dentro di se aveva un grandissimo conflitto, l’amore per Flavia era chiuso per sempre nel suo cuore, ma era ora di voltare pagina, e lui/lei erano la perfetta soluzione, poteva amarla come donna accettare di avere il maschio senza doversi difendere. Andrea rimase un momento stupito, gli sorrise, “portami con te” le disse Angela, lei lo accompagnò in camera da letto, si mise a spogliarla , le sue mani si muovevano delicatamente sul suo corpo, Angela sentiva il desiderio crescere , quando furono nudi lei si rese conto che lei aveva un bellissimo corpo, non le importava se aveva anche un pene, si distese a 69, lo cominciò a baciare, leccare e lentamente la sua mano si strinse intorno a quel sesso sempre ripudiato, lo portò alla bocca leccandolo in maniera assolutamente inesperta, poi lo spinse un poco in gola, era dolce, lui non le imponeva nulla, le leccava la fichetta molto bene lei ebbe un lunghissimo orgasmo …. Unmmunmum … poi con decisione Angela si rigirò, salì su di lui, e con tantissimo coraggio appoggiò il glande all’apertura della sua fica, lo guardò negli occhi, “ prendimi, fammi sentire come una donna mi fa godere da uomo.” Spinse dentro di se quel fallo, le scorreva lungo le pareti, sentì un piacere diverso, poi una scarica elettrica sconvolse il suo cervello, lei aveva avuto il suo primo orgasmo ….. vengoooooo .. disse e si strinse a lui, un diverso amore stava nascendo dentro di lei.
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CHE TROIA CHE SONO ...
La appuntamento in piazza Arnaldo per le 23.Squilla il cellulare.Una voce femminile con accento russo mi chiede dove siamo.Le rispondo che siamo parcheggiati sulla salita per il castello e che davanti a noi ci sono un paio di posti liberi per parcheggiare.Dopo un minuto una Maserati bianca parcheggia davanti a noi.Lascia le luci di posizione accese. Sono loro. Quasi contemporaneamente scendiamo tutti e quattro dalle auto.Lui un tipo carino, un poa corpulento, ma con un viso interessante.Lei proprio bella.Capelli biondi tirati in una coda di cavallo, occhi azzurrissimi, bocca ben disegnata, trucco pesante agli occhi, fisico statuario.Ci presentiamo.Lui mi squadra da capo a piedi senza curarsi di mascherare la libido che gli leggo negli occhi.Gli accordi sono chiari.Salgo sul sedile posteriore della loro auto con il lui della coppia.Inizio subito a pomparlo, mentre Paolo e la bionda ci osservano dal finestrino, nascondendoci agli sguardi di chi passa.Ha un bel cazzo, sui 20 cm, diametro importante e tutto depilato, palle e buco del culo compresi.Mentre lo pompo guardo negli occhi la bionda.Cinque minuti e arriva la sborra.Mi lascio riempire la bocca senza togliere gli occhi da quelli della bionda che mi guarda con aria di sfida. Con la sborra in bocca aspetto che il lui si ricomponga.Scendo dalla macchina per seconda e mi piazzo davanti alla russa a cinque cm dal suo viso cazzo pi alta di me sono sicura che da quella distanza sente il profumo dello sperma del suo uomo Le sorrido, le faccio vedere la bocca piena di sborra e, sempre guardandola dritta negli occhi, ingoio la sborrata leccandomi le dita con consumata libidine.Lei mi sorride compiaciuta, lancia uno sguardo da intesa a Mister 20 e sale in macchina dalla portiera che ho lasciato aperta invita Paolo a seguirla Chiusa la portiera anche la tizia inizia subito a pompare.Si vede che le piace ciucciare. Gioca con la punta della lingua sulla cappella mentre con la mano sega la asta ad un ritmo velocissimo. Vuole farlo venire.Mentre lecca e pompa mi restituisce lo sguardo. Un poa la invidio adoro la prima sborrata di Paolo Da improvviso Paolo viene, mentre lei gli sta lavorando di labbra e lingua il filetto.La sborra schizza sulla addome (e sulla camicia) del mio porcone e sulla mano della troia che guardandomi negli occhi continua a segare ed a far uscire la borra dalla cappella devo ammettere che proprio eccitante Finita la schizzata la troia tuffa il viso sulla addome di Paolo imbrattandosi tutta la faccia di sborra e guardandomi sorridente.Poi inizia a leccarsi lo sperma dalla mano e dal polso imbrattati, ad aspirare la sborra rimasta dalla addome e dalla camicia di Paolo ed infine a pulirsi il viso portandosi lo sperma in bocca con le dita.Scende dalla macchina mi bacia sulla labbra Poi, guardandomi negli occhi, ingoia tutto.Dopo aver chiamato la padrona di casa stiamo andando a giocare nel retro del bar che ci piace tanto.La troia russa non sa cosa la aspetta; una sorpresa.Lei pensa che si stia andando da una altra coppia amica.Dopo il solito rituale al portone da ingresso entriamo nel parco giochi per troie.Appena entrati, del corridoio da ingresso si sentono gi i gemiti.La padrona di casa e seduta a gambe aperte su di un divano un tizio le sta leccando la figa e il buco del culo un altro le sta spingendo ritmicamente la testa a farsi pompare.Intorno a loro una decina di maschi si segano a quello spettacolo.Avvicinandoci vedo che la padrona di casa ha dello sperma secco sul viso e tra i capelli; in mano regge un bicchiere con dentro della sborra.Non ci hanno aspettati per iniziare a giocare.Il maschio che si sta facendo pompare viene e schizza tutta la sua sborra nel bicchiere.Appena ci vede Laura si stacca dal tipo che la sta leccando e, con il bicchiere in mano, ci viene incontro.Mi bacia con la bocca che sa di sborra e mi offre il bicchiere.Bevo un bel sorso e passo il bicchiere alla bionda per vedere la sua reazione.Intanto i maschi presenti continuano a segarsi e piano, piano si dispongono intorno a noi.La bionda guarda il suo lui con sguardo da troia, beve un bel sorso di sperma e fa per passare il bicchiere a Laura guardandomi negli occhi.Improvvisamente uno dei maschi mi prende per i capelli, mi invita ad inginocchiarmi davanti a lui e, mentre mi sta mettendo il cazzo in bocca, viene.Lo sperma mi va di traverso ed inizio a tossire come un ossesso.Mentre si placa la tosse la bionda si inginocchia vicino a me e, come se volesse offrirmi un sorso da acqua per aiutarmi a riprendermi, mi porge il bicchiere di sborra che troia Ea una sfida Prendo il bicchiere e guardando negli occhi la troia me lo svuoto in bocca povera cocca non sa che sono abituata a ben pi di un paio di sborrate per sera ingoio e comincio a prendere in bocca gli altri cazzi Siamo nel bar da una oretta scarsa continuano ad arrivare singoli il solito senso di nausea gi arrivato Paolo sta inculando la russa sul divanetto mentre questa pompa a ripetizione ha un buco del culo che sembra una autostrada il suo lui si sta godendo la scena segandosi io e Laura siamo in doppia lei uno in culo e uno in figa io uno in culo e uno in bocca Io e la russa siamo abbastanza provate Laura pi reattiva non ha bevuto come noi Arriva una altra sborrata ho perso il conto il senso di vomito a ricordarmi che sto esagerando ma che cazzo me ne frega incrocio lo sguardo della bionda nel momento in cui il cazzo che sta pompando le viene in bocca distrutta lascia uscire la sborra dalla bocca non riesce pi ad ingoiare abbiamo bevuto come vacche da quando siamo entrate Paolo se ne accorge le esce dal culo e glielo mette in bocca adora godersi quel tipo di scena lei non dice nulla pompa meccanicamente penso non sappia nemmeno che il cazzo di Paolo Poi succede Paolo schizza la bionda si mette una mano davanti alla bocca e corre verso il bagno Con la sborra in bocca la seguo e la vedo sboccare nel lavandino Con il senso di nausea al livello di guardia resisto sputo la sborra che ho in bocca sul palmo della mano e mi avvicino Cazzo distrutta il trucco intorno agli occhi completamente colato faccia e capelli sono pieni di sborra alza la testa si pulisce la bocca con un asciugamani di carta e mi vede riflessa nello specchio ancha io sono piena di sborra le metto il palmo della mano davanti alla bocca e le sussurro alla orecchio a€œmanda gi questa se sei capacea Il solo profumo della sborra la fa sboccare di nuovo vero ha ragione Paolo tremendamente eccitante vedere una bella troia vomitare sborra mi sento toccare il collo Laura ha la bocca piena la zoccola non fa fatica non ha bevuto un cazzo rispetto a noi stasera vuole limonarmi mi viene da vomitare Mister 20 ci sta guardando la troia russa sta ancora sboccando, ma lui ha il cazzo duro me la aveva detto al telefono che la sua troia sbocca spesso senza problemi pensavo fosse la solita esagerazione per convincerci ad incontrarli invece da come vomita e da quello che ho visto la bionda russa beve proprio senza ritegno Laura mi forza a baciarla apro la bocca lingue e sborra si fondono cazzo, quanta sono tentata di vomitarle in bocca ingoiamo tutte e due mentre ci baciamo mi viene da sboccare mi sgancio da lei non ce la faccio pi mister 20 mi guarda la sua troia ha smesso di sboccare mi prende per le spalle mi fa inginocchiare davanti al suo cazzo vuole venirmi in bocca proprio adesso oppongo resistenza mi mette il cazzo in bocca mi viene da sboccare mi tiene la testa premuta con una mano chiama la sua troia le dice di guardare come beve una vera troia La frase mi eccita ... voglio un cazzo in culo per rimanere eccitata mi divincolo da lui lo afferro per il cazzo e lo trascino verso il divano lo spingo a sedersi e mi inginocchio davanti lui gli riprendo il cazzo in bocca lui fa per cominciare a segarsi, ma gli spingo via la mano comando io sbocchino e sego io la bionda si inginocchiata vicino a me potremmo sbocchinarlo in due se volessimo ma lei ancora stravolta voglio un cazzo in culo mi giro a guardare chi ca dietro quattro o cinque tizi si stanno segando ne invito uno ad incularmi poi ricomincio a pompare mister 20 ridice alla sua troia di guardare e imparare come si fa le dice di vergognarsi a non aver resistito pi a lungo questa situazione mi sta eccitando da pazzi il tizio dietro di me comincia ad incularmi pazzesco sto godendo come una pazza la nausea si assopita come per magia anche se so che tra pochissimo torner ma non importa ho gi vinto sono io la pi troia del reame Pompo e sego, pompo e sego voglio la sborra il tizio dietro spinge di brutto con la mano libera cerco il buco del culo della troia vicino a me lo trovo cazzo entrano quattro dita come niente fosse ne ha presi di cazzi questa russa del cazzo con una mano sego il cazzo di Mister 20, con la altra esploro il buco del culo della sua troia sono straeccitata sento il tizio che mi sta pompando in culo che si prepara a venire lo sento uscire mi giro e lo faccio schizzare sul buco del culo della troia la sborra entra nel buco giro dietro la zoccola e comincio a leccarle la sborra nel buco del culo guardando dritto negli occhi il suo uomo lo vedo dimenarsi sul divano mentre si mena il cazzo la troia inizia a mugulare di piacere insisto con la lingua dentro il buco Mister 20 non ce la fa pi si sborra addosso lo guardo schizzare con la lingua infilata nel buco del culo pieno di sborra della sua troia torno da lui inizio a leccare lo sperma colgo lo sguardo di Paolo non si perso nulla arriva anche Laura guardo la orologio al polso di Mister 20 la una e un quarto la notte giovane Sono le 2 di notte.Ci siamo riprese.Laura e rimasta al bar.Siamo tutti e quattro in macchina.La bionda si rifatta il trucco le rimasta solo qualche ciocca di capelli a€œlaccataa stile a€œTutti pazzi per Marya .Ancha io mi sono sistemata, solo che lo sperma nei miei capelli un poa pi evidente chi se ne frega La serata non finita.Stiamo andando ancora a cazzi.I nostri porconi vogliono vederci ancora alla opera e noi siamo proprio due bambine cattive Piove peccato niente parcheggi Il lui della troia al mio fianco sta invitando dei singoli al Vipa s a Lonato.Lei gli suggerisce i nomi, lui li chiama e glieli passa.E proprio una grandissima zoccola non lo fa solo per compiacere lui le piace proprio mentre parla al telefono si tocca poi la accento russo mi fa morire comincio a toccarmi ancha io mi eccita sentire come la promette ai singoli La sborrata una di quelle mega abbiamo pompato questo cazzo meraviglioso per venti minuti buoni tutte e due le nostre bocche sono state solo per lui 28 cm di carne nera i nostri bei culetti sono distrutti ci sono 7 maschi in camera con noi e sono venti minuti che ci stanno sbattendo senza sosta solo il tempo di darsi il cambio che serata meravigliosa La sborra mi riempie la bocca la bionda pretende il limone la bacio appassionatamente ca sborra per tutte e due Ce la passiamo di bocca in bocca sei o sette volte poi, forti dello spettacolino, iniziano a sborrare anche gli altri Ce li dividiamo da buone amiche la bionda tornata in formissima io ho qualche problema la mia libido ne berrebbe ancora dieci, cento, mille ma il mio stomaco al capolinea Succede mentre sto limonandomi con la troia la quarta o la quinta sborrata mi stacco e volo in bagno sbocco cazzo incredibile la quantit di sborra che sto vomitando alzo la testa Paolo e il lui della russa mi stanno guardando tutti e due con il cazzo duro in mano guardo la zoccola sta ancora pompando sul letto mi guarda i suoi occhi ridono mentre con la bocca continua su e gi dal cazzo lei uno spettacolo io sto da schifo mi sciacquo la faccia e la bocca Paolo tenta di mettermi il cazzo in bocca non riesco devo rifiatare un attimo guardare la troia pompare mi eccita mi concentro su di lei cazzo se pompa di gusto Mister 20 si avvicina mi prende per mano mi accompagna al letto la zoccola continua a pompare mi fa sedere arriva anche Paolo sento il tipo insultare la zoccola entrambi mi accarezzano poi me lo dicono vogliono sborrarmi in bocca ora vogliono vedermi vomitare ancora non vorrei dentro di me questa perversione mi confonde sto male non voglio vomitare ancora ma sarei troppo troia a farlo mi inginocchio i due bastardi iniziano a segarsi di fronte alla mia faccia io mi infilo due dita in figa mi stanno guardando la ragazzina che ha appena vomitato sborra pronta ad ingoiare ancora forse sono malata fana culo posso farmi tutti cazzi che voglio forse a trenta anni smetter , ma adesso il primo a venire Mister 20 ormai scarico bevo tutta la misera schizzata poi viene Paolo scarico anche lui altra misera sborrata niente vomito troppo poca zoccola sta ancora pompando mi sostituisco a lei il cambio di bocca sortisce la effetto desiderato il bull si svuota tra gli spasmi cazzo questa si che una sborrata la mando gi tutta cazzo devo sboccare vomito sul letto solo sborra Dio che troia che sono se i miei sapessero che razza di troia sono Siamo tornati in piazza Arnaldo.Il mio ragazzo sar in giro da qualche parte.Io sono in macchina con due maiali quarantenni che hanno goduto a vedere due belle troie bere e vomitare sborra tutta sera e sto limonandomi come bacio della buona notte una bionda russa strafiga con la bocca al gusto di sperma Mmmh chiss perch, ma mi piace
21132
13
14 anni fa
AdamDTS,
32
Ultima visita: 9 ore fa
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la padrona
La padrona
Ti voglio confessare la mia sottomissione con la mia padrona, splendida padrona bisex mora alta perversa e sadica che dura ormai da quasi tre mesi.Oltre ai nostri incontri in cui lei dispone di me come meglio crede, mi ha imposto una rigida disciplina che devo seguire scrupolosamente.La prima costrizione è quella di una rigorosa depilazione totale in ogni parte del corpo intimità comprese.La seconda è indossare esclusivamente biancheria femminile che lei ha scelto per me e che fanno dalla più classica mutandina bianca al perizoma in pizzo oltre che ad una serie reggiseni e canottiere e magliette tutte rigorosamente da donna.La terza è di seguire i compiti per casa che mi vengono di volta in volta assegnati; dilatazioni anali, umiliazioni, piccole torture da fare sul mio corpo.Mercoledi scorso sono andato da lei come ordinato e l’appuntamento ero per le ore diciannove e come concordato ho aspettato davanti alla sua abitazione, in attesa del suo squillo per poter accedere.Ho atteso per oltre venti minuti, ma finalmente mi ha chiamato e mi ha fatto entrare da lei : la padrona stranamente mi accoglie con indosso un camice bianco ma trasparente e posso vedere che sotto indossa solo un paio di mutandine ed un reggiseno.Mi intima di spogliarmi e resto cosi solo con indosso un paio di perizoma azzurro ed il relativo reggiseno.Lei mi gira intorno mi fa divaricare gambe e braccia e constata che sono completamente depilato.Mi chiede se ho eseguito i compiti che mi ha prescritto ed io ovviamente gli rispondo di si e mi dice che glielo dimostri. Mi sposto per prendere la borsa quando una violenta frustata mi colpisce il culo e mi fa gridare dal dolore.Mi sono mosso dalla posizione di ispezione senza un suo permesso e per ciò vengo punito. Mi rimetto nella posizione iniziale e ricevo altri due colpi sempre sul culo un po’ meno forti dei precedenti.Dolorante vengo autorizzato a lasciare la posizione per prendere il cellulare: gli faccio vedere il filmato dove mi dilato l’ano con una serie di finti peni sempre più grandi.Mi ordina di togliermi anche gli ultimi indumenti mi fa mettere in ginocchio davanti a lei e comincia col farmi leccare i suoi piedi. Si apre il grembiule si scosta le mutandine e mi fa ammirare la sua passera, oggi è leggermente pelosa, e me la fa annusare. Il suo odore è forte, so che lo ha fatto apposta e mi intima di leccargliela.Mi chiede se mi è piaciuto, io rispondo di si e la padrona si avvicina, mi fa alzare e mi riprende il mano il cazzo. Resto sempre più stupito da questo comportamento, il
mio cazzo diventa duro e mi porta in un\'altra stanza dove c’è un televisore: la padrona si spoglia completamente mi guarda e fa partire un film porno sul video che mi ordina di guardare. L’ordine è perentorio: mi devo toccare mentre guardo il film e lo faccio con lei che mi guarda e mi porge un vassoi sul quale devo lasciare la mia sborra. Sono eccitatissimo e riesco a venire per ben tre volte ed alla fine della terza la padrona mi tocca i coglioni svuotati e mi fanno un po’ male ed il cazzo che mi brucia ed estremamente floscio ed io mi sento sfinito.Penso che il gioco sia stato quello ma mi illudo e la padrona mi mette un guinzaglio al collo e con dei strattoni decisi mi porta in bagno. Mi ordina di mettermi a quattro zampe e di tenere le gambe divaricate e mi mette una benda sugli occhi. Penso che da li a poco verrò sicuramente sodomizzato per il suo piacere è un po’ per il mio, e sento che stà già ungendo il mio ano con un liquido che scoprirò essere la mia sborra. Le sue dita entrano nel mio culo e lo preparano per bene e penso che la padrona non sia cosi’ male come sembra. Poco dopo però sento un piccolo fallo entrarmi dentro: è stranamente lungo e sottile e va in profondità. Dopo poco sento che si gonfia e dentro passare un liquido caldo che mi entra nell’intestino e mi provoca una sensazione di malessere e ciò che era un sottile piacere diventa un fastidio che mi provoca dei fortissimi crampi. Cerco di resistere ma è impossibile e la mia padrona mi impone di sbendarmi estrae rapidamente tutto l’arnese ed io faccio solo in tempo a sedermi sulla tazza del bagno per evacquare. La padrona mi applaude tenendo in mano fiera l’arnese che mi costringerà a riprovarlo da li a pochi minuto.Completamente esausto e senza forze penso che il gioco sia finito ma non è assolutamente cosi: la padrona mi impone di andare in una camera e di indossare oltre alla biancheria intima un completo da cameriere formato da gonna e camicetta. La padrona più tardi passera al trucco e alla parrucca rossa e guardandomi allo specchio sembro proprio una donna.La padrona mi fa scendere ed aspettare alla porta lei nel frattempo si è cambiata indossando il classico vestito in lattex con degli enormi spacchi laterali.Mi ordina di riordinare tutto il salotto ed io lo faccio, fino a quando suonano alla porta. Mi ordina di andare ad aprire ed incontro una bellissima donna, alta come la padrona (entrambe sul metro e ottanta) bionda e carnagione bianchissima, che entra in casa.Francamente sono sfinito: ho male ovunque ho una leggera nausea e le scarpe col tacco con cui cammino mi stanno massacrando i piedi.La padrona si accomoda con la sua amica sul divano e mentre io le verso da bere, cominciano a baciarsi e toccarsi. So che è una umiliazione già subita, io sarò costretto a vedere quello spettacolo senza potervi partecipare, ma scopro che ancora una volta il mio intuito ha fallito.La padrona abbassa la gonna e le mutandine della sua amica e scopre un magnifico cazzo duro ed enorme. Grande è la mia sorpresa ed ancora di più quando mi ordina di succhiarlo. Lo faccio e comincio a gustare quel cazzo meraviglioso nella mia gola.Sento le parolacce della padrona che mi denuda a mia volta, e mi intima di sedere sopra il cazzo del nostro ospite facendomi inculare.Il mio culo è già irritato ma il dolore che provò è inferiore al piacere che provo nel prendere quel cazzone in culo. Vengo quasi strappato da li e costretto ad inginocchiarmi e da quella posizione ad assistere alla mia padrona che scopa con l’ospite.La padrona finalmente viene ed è soddisfatta e mi lascia finalmente libero. Io resto con loro vestito da donna e ridiamo insieme, poi quando l’ospite se ne va, mi cambio velocemente e saluto la mia padrona che mi consegna i compiti per casa e ci diamo appuntamento per la prossima volta.
20089
0
14 anni fa
pandera, 60
Ultima visita: 1 settimana fa -
caricata su una macchina coi vestiti della zia
Voglio condividere con voi la mia prima esperienza da trav/trans.
A 20anni mi travestì da donna per un carnevale e poi andai a ballare con amici, senza sapere che molti dei presenti in disco mi avrebbero scambiata per donna e palpata, almeno finche non li cacciavo dicendo che ero maschio.
Una parentesi chiusa? niente affatto, quella sera mi mise molti dubbi, mi era piaciuto sentire il c,,,, di alcuni che gli si ingrossava mentre mi palpavano e ho pensato a quella sensazione a lungo, ma non avevo mai il coraggio di andare oltre il desiderio.
Quando comp' 21 anni trovai il coraggio; un giorno che i miei zii non erano in casa mi iniziai a vestire con le calze a rete, i tacchi e i vestitini di mia zia, pensai che mi sarei fermato a vedermeli addosso, invece un momento di eccitazione mi spinse in macchina, e con questa col cuore a mille andai lontano da casa e mi fermai in una zona poco frequentata.
Rimasi parecchio dentro la macchina, poi decisi di uscire e iniziai a camminare ai margini della strada finche non notai una macchina che fece piu di un giro per osservarmi; ero mlt nervosa, finche la macchina non si fermo vicino a me e l uomo mi disse di salire.
Mi porto in una zona deserta e inizio a palparmi, io mi feci toccare ma poi tirò fuori la sua mazza, non avevo mai avuto un c... di un altro cosi vicino, e dubitai ma lui mi disse di toccarlo e ubbidi, poi mi disse di aprire la bocca, e io ubbidi e me lo infilo fino in gola; una volta diventato enorme lo tolse dalla bocca e mentre io cercavo di dirgli che era la mia prima volta e non me la sentivo nel sedere, lui apri lo sportello e fece scendere a tt e due, mi prese per mano, mi porto vicino a un cespuglio, e poi spari dietro di me.
Avevo paura, e lo sentivo che mi alzava la gonna, sfilo le mutandine, mise la sua mano davanti alla mia bocca e poi inizio a penetrarmi; mi inculo per 20minuti sborrandomi dentro piu volte.
POi mi riporto alla macchina. tornai a casa rotta ma felice, e dovetti nascondere per sempre ql vestitino, perke nella foga me l aveva rotto.
18403
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12 anni fa
elibsx79, 42
Ultima visita: 12 anni fa -
La spiaggia
....Ciò che sto per raccontare, è accaduto solo qualche giorno fa; Sempre stata molto "liberale" nelle mie precedenti storie, in questa attuale invece, forse perché presa molto più seriamente, sono sempre stata molto fedele tenendomi solo il rapporto segreto con Francesca, la mia amica di sempre e qualcosa di più da solo qualche anno, come unico svago extra; ma quello che è accaduto qualche giorno fa mi ha dato da pensare e tuttora non so come interpretarlo, se dargli importanza oppure considerarlo un momento di debolezza da tenere nascosto.Comunque sia ve lo racconto, al limite sarete voi, lettori e lettrici a darmi qualche consiglio.Mi trovo in Spagna ormai da un mese, a Maiorca per l'esattezza; il mio fidanzato si è trasferito per lavoro, ed io ne ho approfittato per farmi delle belle vacanze prima di un inizio stagione durissimo che ci terrà lontani per un pochino; ovviamente dedico qualche ora al lavoro che posso comunque svolgere anche da qui, ma principalmente sole e mare. Come molti di voi sapranno la Spagna e le Baleari in particolare, hanno delle abitudini molto più libertine di noi in fatto di costume si e costume no; però anche io, che comunque appena posso lo tolgo, ci ho messo un po' di tempo ad abituarmi a questo nudismo spesso presente in spiaggia, senza però mai praticarlo; il classico topless sempre, e qualche volta ho azzardato qualche costumino un po' ridotto, senza però mai eccedere. Ai primi di agosto è arrivata anche Francesca con il suo fidanzato a farci compagnia e passare qualche giorno di vacanza. Con lei, già da anni, si è instaurato un rapporto saffico molto intimo e segreto anche se in presenza dei rispettivi fidanzati siamo semplici amiche d'infanzia, ed in questi giorni non abbiamo avuto occasione di rimanere sole in casa; qualche giorno fa però, Marco, il mio fidanzato, é dovuto tornare inaspettatamente a Milano per lavoro dove si fermerà fino a fine mese; Francesca con la scusa di rimanere a farmi compagnia si è fermata ancora una settimana lasciando che Daniel, il suo compagno, tornasse a Milano da solo; una cosa normalissima già accaduta un sacco di altre volte.Amiche di giorno ma amanti di notte,quello che ci unisce non è altro che un desiderio di qualcosa di diverso, di più dolce e delicato, ma nessun sentimento che vada oltre alla profonda amicizia che ci lega fin da piccine; questo ci permette di vivere le nostre vite normalmente incontrandoci quando lo desideriamo.Ormai sole da qualche giorno eravamo libere di andare dove volevamo, senza orari; spinte dalla curiosità eravamo andate in una spiaggia con nudismo consentito per provare a metterci al sole senza costume in mezzo ad altra gente; anche se nessuno ci avrebbe fatto caso non avevamo avuto il coraggio di togliere lo slip; l'idea mi eccitava parecchio e la mattina successiva decidemmo di riprovarci: bastava che una delle due prendesse il coraggio di farlo e molto probabilmente l'altra l'avrebbe seguita, così io decisi di forzare un pochino la cosa e di costringermi a prendere il sole nuda sotto gli sguardi degli altri. Al momento di vestirmi indossai un vestito di cotone elasticizzato a righe beige e marrone che partiva da sopra il seno e scendeva aderente fino a metà coscia e un paio di converse alte crema. Non presi il costume lasciandolo sul letto e, presa la borsa da spiaggia, senza dire nulla alla mia amica, ci dirigemmo alla spiaggia che distava un'oretta da casa.Durante il tragitto continuavo a pensare al fatto che una volta in spiaggia non avrei avuto alternative e la cosa mi eccitava parecchio. Solo mentre camminavamo sul bagnasciuga per raggiungere l'area libera dissi " sai che non ho il costume? L'ho lasciato sul letto". Francesca sorrise e mi disse " allora oggi sei obbligata!!"Trovammo un posto adatto, i più vicini erano ad una ventina di metri, stesi l'enorme pareo, mi tolsi le scarpe e dando le spalle ai "vicini" mi tolsi il vestito restando completamente nuda. Emozionata ed eccitata subito mi sdraiai a pancia in giù, come per nascondermi. Francesca in topless si sdraiò accanto a me. Mi sentivo gli occhi di tutti addosso anche se in realtà solo qualche passante si girava a guardarmi. Il tempo passava, il gioco mi piaceva, e piano piano le gambe prima serrate ora si stavano allargando come per mostrare il mio frutto a tutti i passanti. Ero ormai rilassata, mi girai a pancia in su; il sole picchiava, ne sentivo il calore si tutto il corpo, mi eccitava il mostrarmi, solo che Francesca non cedeva; gli presi un laccetto del costume e tirandolo glielo slegai; lei non fece nulla se non guardarmi con occhi interrogativi ma finendo per sorridere. Passai la mano sul suo ventre e preso l'altro laccetto feci lo stesso; la guardai, lei mi guardò, presi i costume con la mano e dicendole " fidati si sta benissimo" lo tirai mentre lei alzava leggermente il bacino, e glielo tolsi. Sguardi silenziosi durarono qualche istante per poi perdersi nel cielo; inconsciamente ci prendemmo per mano, come a cercare una certezza, una maggiore sicurezza. Il tempo passava, e ormai anche alzarsi e camminare nude quei metri che ci separavano dal mare in vista di tutti era una cosa fattibile. Nuotare nuda è una cosa che io amo e faccio spesso, farlo li però, in una spiaggia piena di gente, mi eccitava maggiormente. In più potevo ammirare Francesca in tutto il suo splendore, immersa nella natura; bionda, il seno tondo un pochino più grosso del mio ma comunque sodo, le gambe lunghe e dritte che si univano in quel frutto del piacere adornato da una sola e sottilissima striscia di peluria quasi impercettibile per dimensioni e colore chiaro. Camminavamo vicine nell'acqua puntando il mare aperto in cerca di una profondità maggiore; i nostri corpi si toccarono, si sfiorarono, si stuzzicarono; scappò un bacio, poi delle carezze; qualche istante ed eccoci, immerse nell'acqua cristallina fin quasi al collo, avvinghiate passionalmente. Ci baciavamo, ci carezzavamo, i corpi a contatto, i seni si massaggiavano, i miei contro i suoi, la morbidezza femminile tutto ci dava quei piaceri che un corpo maschile non può regalarti. Con la mano percepivo il viscido degli umori femminili vincere il freddo secco dell'acqua salata ad ogni carezza sulla sua liscia e morbida vulva, come sentivo scivolare la sua mano sulla mia; il contrasto del caldo degli umori che anche io emanavo ed il freddo dell'acqua che seguiva ogni sua carezza, mi produceva dei brividi di piacere immenso. Fu qualche breve minuto di piacere enorme ma poi con la frase " siamo in pubblico, non possiamo" Francesca si staccò per tornare a prendere il sole.Avrei voluto molto di più ma in effetti li, sotto gli occhi di tutti non si poteva, così tornammo verso la nostra postazione; camminando, man mano che l'acqua si abbassava sentivo la voglia persistere in me, ma ormai con il sesso all'aria non potevo nemmeno carezzarmi un poco per placarla; cercando con lo sguardo i nostri teli sulla spiaggia notammo che due uomini stavano prendendo posto non molto distanti da noi. Ci prese subito un senso di imbarazzo , ma non potevamo farci nulla e soprattutto non potevamo nemmeno stare in acqua tutto il giorno, così con disinvoltura tornammo al nostro posto proprio passando accanto a loro. Erano due ragazzi dal fisico statuario, tonici, depilati, biondi e abbronzati, ma che per fortuna ancora intenti ad organizzarsi, non ci degnarono nemmeno di uno sguardo parlando tra loro in tedesco; per movenze e aspetto troppo curato, molto probabilmente erano gay e la cosa ci rassicurò parecchio.Il tempo continuava a passare ero ormai tranquilla e rassicurata, ma quel celato desiderio non se ne andava; eravamo sdraiate tenendoci per mano, quando mi alzai e le dissi di venire con me; non ce la facevo più, avevo voglia di lei, delle sue carezze, del suo corpo, e averla accanto a me nuda in pubblico non faceva altro che accrescere questo desiderio; la presi per mano e nude prendemmo un sentiero che portava dietro le dune e la vegetazione che stava dietro la spiaggia. Il luogo era appartato e riparato da sguardi indiscreti, ci baciammo e subito ci stringemmo una all'altra; la sabbia calda sotto i piedi, il sole sulla nostra pelle nuda ed il morbido contatto dei nostri corpi palpati e carezzati dalle nostre mani era tutto un 'insieme di sensazioni meravigliose. Non ci volle molto per trovarci sdraiate direttamente sulla sabbia tra quei cespugli; in un attimo mi trovai con la testa tra le sue gambe aperte; leccavo e baciavo quel caldo frutto umido e viscido, godendone sapore e morbidezza per poi ritrovarmi infine in un meraviglioso 69; io stavo sopra e continuavo a leccarla mentre lei mi leccava e baciava; il sapore di Francesca, la sabbia calda, i corpi a contatto e le sue attenzioni al mio sesso mi portarono in una nuova e meravigliosa realtà. I nostri bacini cominciarono ad accompagnare muovendosi le attenzioni dell'altra; era un momento magico, quando d'un tratto sentii una mano appoggiarsi sulla mia schiena; di colpo mi fermai, mi voltai e alla vista dei due tedeschi che avevano preso posizione vicino a noi in spiaggia, nudi, scattai allontanandomi di qualche metro spaventata; "no non spaventatevi, pensavamo voleste compagnia" disse in inglese uno di loro, aggiungendo poi "abbiamo evidentemente interpretato male i vostri sguardi, scusate" e fecero per allontanarsi. "no non andate" li fermai; non so che mi prese, stavo facendo una pazzia, ma erano due corpi perfetti, modellati meravigliosamente e completamente depilati. Sedute una accanto all'altra col respiro affannato, Francesca mi guardò con guardo spaventato e interrogativo; "goditi il momento, nessuno lo saprà" le dissi. I due si avvicinarono, uno di fronte ad ognuna, con i membri eretti esattamente di fronte alle nostre facce; lo presi in bocca, era salato dal mare, cominciai a succhiarlo e leccarlo mentre guardavo Francesca che invece lo accarezzava timidamente. Continuai nella mia opera e quando mi rigirai verso di lei finalmente lo stava succhiando con un vigore incredibile e con una mano si carezzava la vulva; era entrata nella parte.Il mio partner mi fece alzare, mi girò e mi fece piegare a novanta appoggiandomi con le mani ad un tronco, portò il suo pene in contatto con la mia vagina e cominciò a spingere penetrando nel mio corpo; il suo pene scivolò meravigliosamente nel mio corpo fino a sbattere sui miei glutei con il ventre; Francesca intanto continuava la sua fellatio.Qualche minuto e lo feci sdraiare sdraiare in terra per salirci a cavalcioni infilandomi di nuovo su quel pene e cavalcarlo; il clitoride strusciava su quel ventre liscio mentre il pene scivolava dentro e fuori. Le sue mani mi palpavano i glutei e sentii un dito forzare il mio ano; subito portai con una mano della saliva su di esso, facilitandone l'ingresso; presto le dita divennero 2 che unite a quello che succedeva davanti mi regalavano brividi e scariche di piacere. Vidi Francesca rifiutarsi di continuare e lo sconosciuto dopo aver ricevuto il secondo rifiuto si avvicinò a noi; guardandolo, bagnai due dita di saliva e le portai al mio ano, allontanai le dita che già mi penetravano per sostituirle con le mie bagnandolo per bene; lo sconosciuto si avvicinò si mise in posizione e non appena tolsi le dita sentii il suo pene appoggiarsi per poi lentamente sprofondare nel mio retto; un gemito inconsapevolmente si disperse nell'aria, di nuovo avevo due uomini che mi penetravano; il ritmo presto divenne perfetto, Francesca in piedi mi guardava stupita mentre si toccava tra le gambe. Presto dei brividi intensissimi anticiparono una tensione di tutti i muscoli ed un orgasmo fortissimo m'invase.Di colpo spalancai gli occhi, ero distesa nel letto, la mia mano destra era sul mio intimo fradicio, il respiro affannato, ed il cuore sembrava uscire dal petto; Francesca, nuda, ancora dormiva accanto a me. È stato il sogno più intenso che abbia mai fatto, esprimendo forse il desiderio più nascosto.....Quando ci alzammo e preparammo, io indossai il vestito a righe e lasciai il costume a casa.La sensazione di imbarazzo e tensione ad essere nuda in mezzo a sconosciuti fu fortissima, come nel sogno, solo che Francesca non mi seguì e tenne lo slip.
17918
1
11 anni fa
elisa85ely,
26
Ultima visita: 4 anni fa
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