{"linkButtonClass":"stories-filter__top-new-button button button_default","href":"\/aggiungi-racconti","title":"Aggiungi racconto","displayFirstSpan":true,"firstSpanClass":"stories__top-new-button-icon","firstSpanContent":"\n<svg class=\"svg-icon icon-add-button-icon\">\n <use xlink:href=\"\/build\/sprite-83eb32dceb21b468932833be844ed846.svg#add-button-icon\"><\/use>\n<\/svg>","displaySecondSpan":true,"secondSpanClass":"stories__top-new-button-text","secondSpanContent":"Aggiungi racconto","checkDeactivatedProfile":true}
-
Assuefatta
Mi sovvieni segretamente in mente.Mi piace immaginarti a leggermi, per sprofondare in ogni sorta di limbo infernale, dove ti ricongiungerai a me con la voglia frenetica di appartenermi.Scaltra mi siedo in braccio. Poggio la mia mano destra sulla tua guancia, il pollice tremolante sulla tua bocca.Riesci a sentirlo?Accarezzandoti senza premere percorro la metà del labbro superiore, ogni singolo millimetro lentamente, salgo su fino allo zigomo, piano piano delicata quasi impercettibile, ti cullo con lo sguardo...torno alle tue labbra, apro la bocca, un cenno per chiederti accesso, la tua lingua si dedica a me, lenta mi abissa, accogliendomi. Semichiusa, vezzeggiando spudorata il mio dito morbido, si lascia dondolare dolcemente.La tua lingua irrora la mia pelle in un rincorrersi di attimi.Il dito umido scende sul mento e risale velocemente sulla tua fronte, con lieve forza ti spingo all’indietro, il collo si mostra lieve, poggio la bocca, lo percorro assuefatta dal tuo sapore, la tua pelle come spugna assorbe la mia saliva e ripasso la lingua segnando la prominenza sporgente del tuo pomo, impaziente risalgo alla bocca che come elisir disseta e preleva ciò che di te ho in bocca.Fulmineo mi afferri le spalle, ti fermi, mi guardi e ti dirigi con la bocca sul mio seno un leggero tepore mi paralizza, timido lo insidi esplorandolo, nel farlo porto indietro la testa ti offro quello che vuoi e il respiro si attorciglia con il tremolio del corpo come se stesse per compiere chissà quale impresa...indescrivibile la mia voglia risale per le braccia fino alle dita, le unghie in contrasto con le tue mani ti lacerano solcandoti le spalle...ti contrai nel dolore piacevolmente violento. Nel tremore mi fai alzare...mi giri, il tuo petto sulla mia schiena, risento la tue mani sul mio pube rilassato.Ti sento scendere fugace...mi irroro, discindi ogni pulsazione facendoti carico di ogni mio mugugno fermo in gola e ogni mio brivido che risveglia e anima la tua dannazione.Un tuo assennato lamento mi scuote, mi spingi in avanti...inginocchiandomi.Si concatenano i sospiri rubando la mia lasciva voglia di alzarmi, mentre le tue carezze ti conducono alla mia schiena, sfiori il mio tatuaggio...scivoli piano...chiudo gli occhi e ascolto i meati dei tuoi respiri inibiti da deboli fremiti e gaudenti brividi.Mi chiami per nome sussurrandomi all’orecchio “ti voglio”.Pochi secondi per baciarmi le spalle...m’inarco...sussurri nuovamente con tono più caldo “quanto sei bagnata?”Ti sento scivolare dentro, ti muovi senza uscire...ti sento sussultare...mi senti fremere. Capisci che sto per morire, trasudiamo tra un apnea e l’altra amandoci fino all’ultimo spudorato attimo.Impetuosi, dediti, arpionati ci doniamo alla più indecente delle nostre voglie...pochi secondi per arrenderci alla notte che baciandoci, sulla fronte, stringe gli ultimi istanti di noi.
Silver Rea
74
0
2 giorni fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Calore nel parcheggio
Ambientazione: Un parcheggio sotterraneo semideserto, illuminato da luci al neon fioche e tremolanti.
Personaggi:
Elena: Una giovane donna con lunghi capelli scuri e occhi verdi, vestita con un abito aderente.
Marco: Un uomo affascinante e sicuro di sé, con un sorriso malizioso.
Elena e Marco si incontrano per caso nel parcheggio. Odore di benzina nell'aria, lei appena terminato di fare la spesa, si appresta ad infilare le buste nel porta bagagli. Lui si avvicina al lei, l'atmosfera è carica di tensione erotica. Si scambiano sguardi intensi e sussurri sensuali. La passione cresce rapidamente, portandoli a esplorare i loro desideri nascosti tra le auto parcheggiate. Marco chiude con forza il porta bagagli, Elena si appoggia al cofano della macchina, mentre Marco la bacia con passione. Le loro mani si muovono con desiderio, esplorando i corpi l'uno dell'altra. Il suono dei loro respiri affannosi e dei baci riempie il silenzio del parcheggio. Lui la gira, le alza la gonna e le abbassa il perizoma. Geme Elena, ha capito che tra breve godrà come una ninfomane. Saliva sul cazzo, e glielo sbatte dentro con forza. Gemiti nell'aria si mischiano alle auto che passano in superficie. Solo due minuti e la riempie di sperma. Lo estrae e si allontana rimettendosi il membro nei pantaloni lasciando dietro di sé un'atmosfera carica di desiderio e la promessa di un incontro futuro.
314
0
2 settimane fa
FrankMilano,
46
Ultima visita: 3 giorni fa
-
La ricerca di Sofia
Sofia, una giovane donna indipendente e appassionata, si sentiva insoddisfatta della sua vita sentimentale. Dopo una serie di relazioni fallite, aveva deciso di concentrarsi su se stessa e sulla sua carriera. Tuttavia, sentiva la mancanza di una connessione intima, senza le complicazioni di una relazione seria.
Un giorno, mentre navigava online, si imbatté in un forum dedicato alle "scopamiche". Incuriosita, iniziò a leggere le storie e i consigli degli altri membri. Alcuni raccontavano di esperienze positive, basate sul rispetto reciproco e sulla comunicazione aperta. Altri, invece, mettevano in guardia sui rischi di fraintendimenti e delusioni.
Sofia decise di provare. Creò un profilo sul forum, descrivendo chiaramente le sue intenzioni e i suoi desideri. In breve tempo, ricevette diverse risposte. Tra queste, una attirò la sua attenzione: un uomo di nome Marco sembrava condividere la sua stessa visione di un'amicizia intima senza vincoli.
Dopo alcune conversazioni online, Sofia e Marco decisero di incontrarsi. La loro intesa fu immediata e la loro prima notte insieme fu intensa e appagante. Nei mesi successivi, si incontrarono regolarmente, costruendo un rapporto basato sulla fiducia e sulla complicità.
Tuttavia, col tempo, Sofia iniziò a provare sentimenti più profondi per Marco. Si rese conto che la linea tra amicizia e amore era più sottile di quanto avesse immaginato. Decise quindi di parlarne con Marco, che però non condivideva i suoi sentimenti.
Sofia si sentì delusa, ma non si pentì della sua esperienza. Aveva imparato molto su se stessa e sui suoi bisogni. Decise quindi di interrompere la relazione con Marco e di concentrarsi nuovamente sulla ricerca di un amore autentico.
Morale della storia:
La ricerca di una "scopamica" può essere un'esperienza gratificante, ma è importante essere consapevoli dei rischi e delle possibili complicazioni. La comunicazione aperta, il rispetto reciproco e la chiarezza delle intenzioni sono fondamentali per evitare fraintendimenti e delusioni.
871
0
2 settimane fa
FrankMilano,
46
Ultima visita: 3 giorni fa
-
Incontri casuali
L'altra sera il pub era affollato, il brusio della gente si mescolava alla musica soffusa, e io sorseggiavo la mia birra, rilassato dopo una lunga giornata. Non avevo programmi particolari, solo l’idea di passare la serata senza troppi pensieri.Poi l’ho vista.Seduta al bancone, una donna sui 45, forse 50 anni, l'età che mi manda letteralmente fuori di testa. Era lì, con lunghi capelli castani e uno sguardo che sapeva di esperienza. Indossava una camicetta bianca, leggermente sbottonata e jeans aderenti che esaltavano il suo corpo incredibilmente attraente. Mi ha lanciato un’occhiata, poi un sorriso. Ho ricambiato, alzando il bicchiere in un brindisi silenzioso.Dopo pochi minuti eravamo uno accanto all’altra, le parole scorrevano fluide, accompagnate da sorsi di vino per lei e birra per me. Parlava con una voce bassa e sensuale, ogni sua risata mi arrivava dritta allo stomaco. Non c'era bisogno di giochi di parole o allusioni, c'era già tutto nei suoi occhi e nei miei.Poi è arrivato il momento giusto. Un silenzio carico di tensione, uno sguardo più lungo del solito. Ha sfiorato la mia mano con la sua, e il calore del contatto mi ha acceso qualcosa dentro."Vieni con me," ha detto, senza aggiungere altro.Siamo usciti dal pub senza fretta, ma con un’urgenza silenziosa nei nostri movimenti. Nel parcheggio, le auto erano poche e le luci dei lampioni creavano ombre lunghe sulle siepi che circondavano l’area. Lei mi ha afferrato per il colletto della camicia e mi ha tirato verso di sé, le sue labbra si sono schiuse sulle mie in un bacio profondo, caldo, insaziabile.Le sue mani si muovevano sicure, esplorando, stuzzicando, accendendo ogni nervo del mio corpo. Io ho fatto lo stesso, scivolando lungo le curve del suo corpo, sentendo il tessuto sottile della sua camicia tendersi sotto il tocco delle mie dita.Ci siamo spinti oltre, tra le siepi, nascosti dagli sguardi indiscreti. L’aria della notte era fresca, ma tra di noi c’era solo calore. Le sue mani esperte sapevano esattamente cosa fare, come muoversi, come perdere il controllo. I vestiti sono diventati un ostacolo superfluo, sfilati con gesti impazienti, fino a che non eravamo lì, seminudi ma caldissimi.Il resto è stato un’esplosione di passione. I nostri corpi si cercavano, si trovavano, si univano in un ritmo naturale e travolgente. Lei era intensa, dominante, ma sapeva anche lasciarsi andare, lasciarmi spazio per guidare il gioco. Il fruscio delle foglie, i nostri respiri affannati, il battito accelerato dei cuori: tutto contribuiva a rendere il momento ancora più elettrico.Quando finalmente il desiderio si è placato, siamo rimasti lì per qualche minuto, ancora avvolti l’uno nell’altro, il respiro corto, i sorrisi soddisfatti. Poi, con una risata bassa, si è sistemata i capelli e mi ha lanciato uno sguardo complice."Non male per un incontro casuale, vero?" ha sussurrato.Ho annuito, mentre lei si allontanava piano, lasciandomi con il sapore delle sue labbra e il ricordo di una notte inaspettatamente stupenda.
338
0
3 settimane fa
FieryBoy91, 33
online -
L’uomo della stanza accanto
Un mese fa avevo prenotato un piacevole viaggio a Napoli, ed ero da sola come sempre quando. verso le 22 feci il check in un grazioso hotel non lontano dal duomo, ero davvero esausta quella sera..appena entrai in stanza la prima cosa che feci fu spogliarmi.. per comodità decisi di rimanere solamente in mutandine . entrai in bagno per lavarmi i denti e mettermi a letto quando bussò qualcuno la porta ed andai ad aprire . ero nuda ma non mi importava, aprii comunque pensando che fosse la receptionist che voleva chiedermi se era tutto ok con il mio check in . aprii la porta e mi trovai davanti un uomo di mezza età in giacca e cravatta che mi chiedeva se per caso avessi perso una sciarpa. Mi accorsi che aveva in mano proprio la mia sciarpa e ringraziandolo tolsi la mano che mi copriva le tette e per sbaglio rimasi in topless. Gli chiesi scusa ma notai che si era eccitato alla vista delle mie tette . Continuai a guardare in basso e ... mi stavo eccitando anch'io . Tra me e me pensai che era troppo grande per me, aveva sicuramente più di 45 anni e io solamente 19 . per un momento non mi importava la differenza d'età... lo invitai ad entrare... Lo feci sedere sul letto, gli toccai piano piano i pantaloni... lo avevo fatto eccitare davvero tanto Mi disse che doveva ritornare in stanza da sua moglie ma non mi importava. sei mai stato con una ragazza così giovane? Rispose di no ..
817
0
3 settimane fa
Piccola ebony,
19
Ultima visita: 3 settimane fa
-
Non volevo sentire nemmeno una parola
Vi racconto una storia .....Volevo solo scoparla. Non volevo sentire nemmeno una parola. Nemmeno una parola sospirata. Volevo solo che stesse zitta, che godesse per me, in quella notte silenziosa che profumava di rose rosse e vino bianco.Volevo solo scoparla, sentirla godere. Sentire la sua figa pulsare attorno al mio cazzo turgido. Il sesso non ha bisogno di amore.Il sesso ha bisogno di sudore, odore, unghia. Ha bisogno di baci e di schiaffi, di strette di mano e di intrecci di corpi.E quella sera le nostre lingue si scontravano, si abbracciavano. E non c’era bisogno di parole. Non c’era bisogno nemmeno di una parola.Mi bastavano i suoi occhi. Quegli occhi che mi guardavano dal basso e mi imploravano di scoparla. Di scoparla ancora.Per tutta la notte. Una lunghissima notte. Una notte meravigliosa.Nel frattempo le avevo aperto la stretta camicia e le avevo letteralmente strappato il reggiseno, liberando due magnifici globi di alabastro sormontati da grandi capezzoli rosati ben eretti che cominciai subito a stuzzicare.La denudai completamente, mordendole via il perizoma, poi mi girai su di lei per un 69 che lei approvò senza fiatare; così mi ritrovai a gustarmi la sua dolce fichetta e il ciuffo di peli scuri che la sormontava mentre lei, espertissima, si faceva scopare in bocca.“Godi, puttana”, le dicevo. E lei godeva.Godeva ad ogni mio colpo dentro di lei. Con le mani le afferravo i fianchi. Le schiaffeggiavo il culo tondo e sodo.Le afferravo quelle natiche in modo deciso, senza che potesse scostarsi dalla mia presa.“Stai godendo? Urlami che stai godendo”. E lei godeva. Eccome se godeva.Quando mi aveva preso il cazzo mi succhiava senza sosta, spingendosi da sola il mio membro fino in fondo alla gola.La sentivo ansimare e la bava le colava dalle labbra. Le lenzuola si erano inumidite. Ma non importava. Il sesso certe volte non deve essere pulito.Ha bisogno di carezze, quelle sì, ma non deve essere sempre pulito. “Fammelo succhiare”, continuava a dire lei.E cosa le dovevo dire? “Succhia, troia”. E lei succhiava. Mi leccava le palle, si strusciava la cappella sui denti.Lo afferrava di lato con le labbra come una cagna tiene tra le labbra il suo osso. Ed è questo il bello del sesso.Era come una fontana, bella lubrificata per il mio cazzo. La presi, la girai e la misi di lato sul divano.Che corpo, ragazzi, e che culo spettacolare. Comincio a scoparla forte, e più ansima più vado forte.“Mi piace da impazzire il tuo cazzo, mi piace da impazzire” ricordo che mi diceva tra una botta e l’altra."Godi troia, fammi sentire quanto sei puttana".Le mie mani affondavano nei suoi fianchi pieni, formosi, e da lì la tenevo ferma per far entrare quanto più cazzo possibile nel buco della sua vagina.La feci mettere a pecorina. Impugnai saldamente il mio pene e la penetrai con un solo colpo, strappandole un urletto ma dandomi subito da fare.A ritmo forsennato cominciai a pomparla, facendola venire un’altra volta, ma quel succo stavolta non finì nella mia bocca, ma lo raccolsi con la mano e lo usai per lubrificarle l’ano.Senza smettere di pomparla, le dissi: “Sei pronta?”“Me lo metti nel culo?” “Si! Si! Spaccami!”Non me lo feci ripetere due volte e, anche lì, con un solo colpo, un po’ più forte, la inculai.Che quando è vero, puro, completo, può essere anche terribilmente sporco. “Mettimelo dentro dai, voglio godere ancora”. E così avevo fatto, me l’ero preso in mano e glielo avevo ficcato dietro.Lei godeva. Urlava. Gemeva. Allora le avevo messo la mano davanti alla bocca perché stesse zitta.Certe volte nel sesso bisogna stare in silenzio. Ma solo per qualche secondo."Quanto di piace nel culo ... zoccola", "Ti piace quando ti spacco il culo ?????" "Strilla puttana tanto qui non ti sente nessuno"Per poi urlare di nuovo e dirle “Ti vengo nel culo, stronza”.E invece la stronza, la mia stronza, con un sorriso si era voltata e stesa nel letto. Si era stretta le tette con le mani.“Mettiti in piedi e vienimi addosso, ti prego”. Quella sera era nuda, bellissima.Col suo fisico morbido e quella quarta di tette che sembrava sempre straripare.Quella sera ero in piedi sul letto sopra di lei. Volevo solo scoparla. Volevo solo venirle addosso.Lei giocava con i sui capelli, sfregava le gambe, si toccava la figa guardandomi negli occhi.E io tenevo in mano il cazzo. E alla fine ha vinto lei.Mentre le ginocchia mi si piegavano, lo sperma bianco cadeva a fiocchi sul suo seno nudo.Il sesso ha bisogno di un sorriso. Quello che aveva lei, quella notte, in cui non c’era bisogno di parole.
302
0
4 settimane fa
MaxPallini,
60
Ultima visita: 4 settimane fa
-
È ancora buio.
È ancora buio.Leggera a piedi nudi, mi alzo senza fare alcun rumore, non voglio svegliarti.Accendo l’incenso mentre una fioca musica inizia a diffondersi. Riattizzo il camino, piccoli ceppi, non serve un forte fuoco, non la sua luce, ma un timido crepitio e un lento calore che ti penetri nell'anima portandoti pace.Spalanco le ante della finestra, lascio filtrare la flebile luce che annuncia il giorno.E’ piovuto stanotte...e piove ancora.L'odore dell'erba bagnata, il rollio del vento fra le secolari querce si insinua furtivo, mescolandosi al sottilissimo sibilo della pioggia invernale.Una allegra brezza frizzante si spinge verso il letto, quel letto che ci porta dritti in ogni limbo dell’inferno, io e te inabissati.Ti guardo, mentre il bollitore sublima il the all’ibisco e sapientemente si mescola al profumo del caffè che ho preparato per te.Ci siamo disgiunti congedandoci dopo stremanti amplessi, confidandoci con gli sguardi e i respiri che aspetteremo solo di ricongiungerci nella nostra invereconda esigenza di appartenenza, contorta e spregiudicata.Sento freddo, i capezzoli turgidi fanno capolino sotto la t-shirt, la pelle d oca che adorna il mio corpo mi risveglia la fame, eccitazione mista a paura, condanna e suggella la mia e la nostra carnalità.Apri gli occhi.Mi cerchi con lo sguardo, disteso al riparo dal pungente freddo, mi accenni un malizioso sorriso e mi accendi.Scivoli con sguardo morbido lungo la pelle del collo, ti soffermi sulla curva del seno che invoca un lieve tuo tocco.Tu sai come darmi piacere.Con il caffè bollente in mano mi avvicino, delicatamente a cavalcioni scivolo su di te, sento il tuo ventre in subbuglio, le tue mani sui miei fianchi mi spingono verso la tua bocca, come un anfora , ti saldi con le labbra e ti disseti dimenticando ogni spudorato imbarazzo pur di assaggiarmi.Resto ferma e contratta, il caffè ancora tra le mie mani, chino leggermente la testa voglio guardarti, un disperato assetato lamento accoglie le prime mie apnee labiali.Socchiudo gli occhi, boccheggio, cerco una risposta nella mia mente offuscata da un solo pensiero “ho voglia di te”.Cerco di riprendere il controllo, deglutisco, poggio il caffè e subito le tue mani mi afferrano i polsi, apro le labbra e ne esce un verso indistinto, a metà fra il gemito e un respiro strozzato.Le tue dita mi sollevano il mento, dandomi il tempo di rabbrividire e allo stesso tempo di rilassarmi, per poi ritrarmi di scatto, atomi che si vanno a ricomporre dopo una devastazione nucleare.Lo fai con estrema dolcezza mista a fermezza indecente.Immobile.Danzando, attraversano lo spazio, ci inghiotte tra i fiati, il lamentio della pioggia.Qualche parola di troppo, sorrisi accennati, lasciano un velo del nostro profumo nell’aria smossa dai corpi.Il baluginare di una sigaretta tra le nostre labbra sigilla l’attesa della prossima tempesta.Ti sfami, mi sfami divorandomi con passione.Essenza eterea, fatta di carne e sangue che pulsa, dolcezza e lussuria, sublime desiderio dei miei devoti umori. Dolce malinconico dolore, tangibile il tuo desiderio struggente di domarmi.La mia carne ti brama, la tua mente si lascia navigare dalla mia meravigliosa follia. Dolenza e piacere si fondono nei nostri corpi.Ti sento pulsare, un vulcano che trema di energia e potenza, pronto ad esplodere.Non resisto voglio sentirti venire nel caldo delle mie viscere, ancora ancora e ancora, affamati, assetati di un bisogno fisico e mentale. Declivo, quando accendi i tuoi occhi, guardi il mio seno danzare sotto la stoffa sottile della t-shirt, così fottutamente tenero quando, con voce ancora intorpidita, pronunci il mio nome.Scosti il lenzuolo, con ipnotico richiamo alle mie labbra assetate, ti offri ai miei baci via via più profondi.Sensuale, così sensuale quando sollevi il bacino in offerta silente, colgo il tuo primo sospiro.Guardo i tuoi occhi socchiusi, annunciarmi il piacere che ti nasce per poi morire nella mia bocca.Maschio, così Uomo quando dici di amarmi, tremo e mi perdo assuefatta di te.Mi spingi su un lato, fletti le mie gambe delicatamente, ti chini su di me, mi lecchi le labbra, poi un dito mi sfiora il seno, scendi giù sull'addome, stavi per andare oltre quando una scossa scende violentemente lungo il mio corpo, un'onda d’urto potente mi fa gemere, le tue dita, mi straziano in un movimento rotatorio, mi avvolgano, mi toccano. Fiumi di pensieri e immagini scorrono nella mia mente, finalmente libera, serena, in pace con la mia io.Pervasa da ondate di piacere, come un mare in tempesta, mi arrivi potente e liberatorio. Sento greve i muscoli spinti dagli spasmi farsi stretti fra le tue dita.Te ne accorgi e repentino affondi la testa fra le mie cosce.Ti accolgo bramante e straziante.Le mie dita fra i tuoi capelli dettano il ritmo di un lungo e trascinate e non pudico momento, accaldata, appagata chiudo gli occhi quasi a voler rivivere queste emozioni appena provate.Sento il tuo respiro forte, profondo, intenso.Piena di te, ovunque.Il piacere è immenso.Freno i miei movimenti.Voglio godermi questo momento perfetto. Col desiderio negli occhi, in un gioco di dolore e piacere, dentro e fuori di noi ritmicamente, inesorabilmente ci devastiamo l’anima.TI sento scorrermi dentro fra i miei umori disciolti e i tuoi, due fiumi che si incontrano, si abbracciano e si uniscono per poi formarne uno solo e con dirompente potenza si riversano in mare.Silver Rea
218
0
1 mese fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Gli amici portano Obbligo o verità al livello successivo
In una calda notte di luglio, cinque amici, ubriachi e curiosi, hanno deciso di giocare a Obbligo o Verità a casa di Eloisa. La zona giorno era illuminata delicatamente dalle luci delle fate, creando un'atmosfera intima piena di risate e bicchieri che tintinnavano. Seduti in cerchio sul morbido tappeto, la padrona di casa Eloisa ha sfidato. Ogni round di condivisione di segreti e sfide divertenti ha intensificato la loro intensità elettrica. Dopo aver indugiato con gli sguardi, le risate sono diventate flirt. “Dobbiamo dare un po' di pepe”, ha detto Alex, raggiante. “Rendiamo le sfide un po' più... interessanti”. La cerchia annuì e il tono cambiò quando cominciarono a sfidarsi in una maggiore intimità. Eloisa scelse subito una vittima innocente. “Elio”, sorrise maliziosa. “Obbligo o verità?”. Lui rispose: “Obbligo”, con uno sguardo diabolico. “Ti sfido a toglierti un capo d'abbigliamento”, rispose lei con umorismo. Elio rise e si tolse la maglietta, mostrando il suo petto tonico per la gioia del gruppo. Si sdraiò, godendosi l'attenzione. Dopo numerosi giri di sfide benevole e di verità spensierate, venne il turno di Adele. Ride mentre osserva la stanza. Sfido Mark a baciare la sua persona preferita. Tutti fissarono Mark, che guardò Eloisa. Si sporse dall'altra parte del cerchio e la baciò senza esitazione. Il bacio iniziò dolcemente, ma si intensificò con l'aumentare della passione. Gli altri amici risero e applaudirono, alimentando le fiamme. Ok, tocca a me! Gridò Mark, imbarazzato ma entusiasta dell'attenzione. Guardò Eloisa. “Obbligo o verità?”. “Obbligo”, disse lei, rinfrancata dal bacio. “Ti sfido a toglierti il top”, disse lui, eccitando l'assemblea. Eloisa sorrise e si tolse il top senza esitare, mostrando un reggiseno di pizzo nero che la rendeva più eccitata ed esposta. Tutti applaudirono ancora una volta, entusiasti. Le passioni sono alle stelleL'aria era elettrica. A ogni giro, le sfide diventano più difficili e il gioco diventa più divertente. Il gioco divenne una miscela esplosiva di desiderio e competizione mentre i bicchieri si versavano.Alex afferrò la bottiglia con un sorriso malvagio. "Sfido Adele a limonare per un minuto intero con la persona più sexy della stanza". Adele agì rapidamente. Guardò maliziosamente Elio, che deglutì forte e annuì con un sorriso. Cedettero alla sfida e si avvicinarono, le loro labbra si incontrarono affamate, elettrizzando la stanza. Il loro bacio si approfondì, le mani vagavano, i respiri erano pesanti. I due tornarono nel cerchio, incuranti degli altri. Anche in disparte, Eloisa sentì il calore. Mark era altrettanto affascinato, notò. Gli afferrò la mano senza pensarci. “Dovremmo unirci a loro”. Mark rise e la tirò vicino a sé finché non si toccarono. Quando si avvicinarono, le loro labbra si incontrarono in un bacio intenso, pieno dello spirito audace del loro gioco. Mentre il loro bacio si intensificava, le loro mani si muovevano l'una sull'altra, accendendo l'eccitazione. "Wow, le cose si stanno scaldando qui dentro", esclamò Alex, gli occhi illuminati. Il gioco era finito; L'entusiasmo era alto e i confini erano sfumati. Eloisa si accasciò all'indietro e trascinò Mark con sé finché non rimasero avvinghiati sul tappeto, eccitati. Mentre Elio e Adele si baciavano, l'atmosfera era entusiasmante. "Che ne dite di avanzare tutti?" Alex alzò il sopracciglio. Eloisa rimase immobile e guardò Mark con un'aria interrogativa. Il suo cenno rifletteva la sua determinazione e passione. Anche i loro amici si sono avvicinati.Dopo averli baciati ancora una volta, Mark si avvicinò a Eloisa e le intrecciava le dita nei capelli. Mentre i loro movimenti erano sincronizzati dal desiderio, lei si appoggiò a lui, percependo il suo calore. Mentre Adele ed Elio riprendevano la loro intensa conversazione, l'aria si riempiva di gemiti. Per non perdere l'occasione, Alex baciò la spalla di Adele mentre lei tastava con le mani Elio.Con i corpi che danzavano nell'eccitazione e nel bisogno, obbligo o verità si trasformò rapidamente in un'avventura di piacere condiviso. Mentre le mani di Marco si muovevano lungo il suo corpo e i loro respiri si mescolavano, i sensi di Eloisa si acuirono.A causa della loro eccitazione spontanea, ignorarono il gioco e si abbandonarono al desiderio, confondendo il loro ambiente. Il mondo si dissolse quando Eloisa e Mark si baciarono sul comodo tappeto. Mentre Mark intensificava il bacio, le sue mani scivolavano sulla vita e sui fianchi di Eloisa, le loro lingue si muovevano all'unisono nell'intensità del momento. Elio guardò Adele, che lo aveva trascinato a terra con le labbra impegnate in un abbraccio furioso, e mormorò: “Oh wow, sembra che non siamo gli unici ad essere eccitati”. Elio sentì la carne delicata di Adele sotto la camicia mentre si scioglieva in lui, rispondendo con entusiasmo al suo tocco. Sesso bollenteI polpastrelli di Marco scivolarono sulla gamba di Eloisa, sollevandosi mentre respiravano pesantemente. Lei sussultò quando lui la baciò, mandandole brividi lungo la schiena. Sentiva il fuoco tra loro, ogni carezza scatenava il desiderio. Dovremmo spingerci oltre? Alex suggerì con un sorriso diabolico, avvicinandosi alle coppie intrecciate con occhi maliziosi. “È giusto!” Adele parlò, fermandosi da Elio per guardare intorno al cerchio, con le guance arrossate dall'entusiasmo. “Tutti adulti qui...” Marco spinse il reggiseno di Eloisa fino a liberarle i seni, facendola tremare per l'eccitazione. “Oh Dio, Eloisa...” disse, fissandola con pura passione. Ammirò la risposta del corpo di lei al suo tocco prima di abbassarsi a baciare uno dei capezzoli. Eloisa sussultò e inarcò la schiena, afferrandogli i capelli. Sì, proprio così...”. Il calore di Adele avvolse Elio per tutto il cerchio. Le palpò il seno, sentì il battito del suo cuore aumentare mentre ne esplorava i contorni, perdendosi nella sua morbidezza. “Sei incredibile”, disse, baciandola di nuovo e alimentando il loro legame. Mentre ogni coppia indagava, Alex si avvicinava, attratto dal calore. Eloisa lo fulminò con lo sguardo e sorrise stuzzicandolo, invitandolo ad avvicinarsi. “Perché non ti unisci a noi?”, disse, seducente e promettente. “Sei sicura?” Disse Alex, con il battito accelerato. “Assolutamente”, sussurrò Eloisa, fissando gli altri due come se gli chiedesse di accettare. Alex si inginocchiò accanto al gruppo, aiutando Mark a togliere gli indumenti di Eloisa, con l'eccitazione alle stelle. Si comportarono in modo impeccabile, facendo scintillare ogni terminazione nervosa con i loro polpastrelli sulla sua carne. Mentre molte mani la esploravano, Eloisa si sentiva completamente desiderata. “È una sensazione incredibile...” mormorò, chiudendo gli occhi e sentendola. Elio e Adele si esplorarono ancora di più, incoraggiati dall'ambiente teso. Elio spinse dolcemente Adele all'indietro, baciandole il collo e la clavicola e assaporando i suoi mormorii sommessi mentre i loro baci si scaldavano. Le mise una mano sotto la gonna, stuzzicandole la coscia, poi si spostò più in alto, anticipando il calore. Adele gemeva, esortandolo, mentre si allungava verso di lui, desiderando di più. Mentre si occupavano di Eloisa, Mark e Alex la baciavano e la accarezzavano appassionatamente. Mark si assicurò che Eloisa fosse al centro dell'attenzione. Alex le disse: “Sei bellissima”, facendo arrossire Eloisa. Quando i due ragazzi la abbracciarono, Eloisa sentì un'ondata di desiderio. Fu travolta da un turbine di piacere, mentre le dita stuzzicavano e le lingue accarezzavano il calore del suo corpo. Ogni sospiro che emetteva la spingeva sempre più verso la felicità. Incoraggiata, ne implorava di più, mentre il suo corpo soffriva per liberarsi dal calore opprimente. “Tutti voi, voglio sentire ....”. Spogliandosi rapidamente all'unisono, i tre mostrarono con un rapido sguardo il loro bisogno intrinseco. Dietro Eloisa, Elio guardò Alex che le dava un bacio sul cuore. Le disse: “Hai un sapore incredibile” e fece roteare magistralmente la lingua, facendola sussultare un po'. Un'ondata di conforto investì Eloisa ogni volta che la sua lingua accarezzava la sua pelle sensibile.Un sorriso rassicurante si allargò sul volto di Elio mentre si avvicinava al suo ingresso. “Sei pronta?”, chiese. Il suo corpo bramava di essere toccato e lei annuì con entusiasmo. L'inebriante pienezza si infiammava nelle sue vene quando la spinta di lui accendeva il fuoco. Lo attirò con le sue grida di piacere. Mentre Elio prendeva gradualmente ritmo, i baci appassionati di Mark la incoraggiavano. In un bacio appassionato, Alex sondò la bocca e il corpo di Eloisa per assicurarsi che ogni centimetro si sentisse amato, stringendo il cerchio del piacere. Adele avvertì un calore crescente in mezzo al turbine. Il suo fervore si accese quando si rivolse a Elio in risposta alla scomparsa di Eloisa. “Mi faresti venire con te?”, implorò con voce pesante di desiderio. Mentre Adele prendeva il posto di Eloisa, Elio mormorò: “Assolutamente”. Affondò nel calore di Adele e la strinse a sé mentre si muovevano in perfetta sincronia, permettendo ad Adele di prendere il posto di Eloisa. Mentre un'ondata di desiderio reciproco attraversava la stanza, gemiti e risate travolgevano tutti, rafforzando il legame e abbattendo le barriere. Assecondando i loro desideri più profondi, ogni partecipante lasciò fluire i propri corpi in perfetta armonia. Gli amici non stavano più scherzando, ma stavano eseguendo una danza appassionata che rivelava il loro legame genuino attraverso l'unione di fiducia e piacere.
328
0
1 mese fa
annabohis,
27/25
Ultima visita: 1 mese fa
-
L'inferno della beatitudine
Mi sto bagnando, lo sento, lo vedi.
Non conosco il tuo viso ma so che stai sorridendo.
Mi volgi con una tale facilità che è quasi surreale.
Sento il tuo respiro,
con una mano mi aduli dolce,
mentre l’altra mi tiene stretta e ferma sotto di te.
Mi azzanni sul collo,
caldo,
dalla mia bocca trabocca un timido mugugno di piacere.
Scendi mi baci e mordi sulla spalla, sai quanto mi piace.
Ti inabissi dentro di me,
un colpo ben controllato.
Resti saldo,
mi lasci delibare il momento.
Le tue mani fluiscono sulla pelle,
stringono il mio culo,
sento i miei umori discendere e bagnarmi senza pudore le
cosce.
Detono in un prodigioso acme di piacere.
La tua mano mi spinge forte,
il tuo bacino è una barca durante la tempestarisucchiato gemi soffocando gli urli,
per accrescere quel momento.E’ l'inferno della beatitudine,
io ci sono immersa e senza volerlo provo ad alzare la testa,
per prendere respiro,la tua mano mi costringe come mai prima.Il mio corpo si tende e prepara,dimentico che devo respirare aria e respiro la tua pelle bagnata e profumata,
lecco più velocemente e vorticosamente che posso,mi entri dentro e non vuoi più uscire,sussulti collassando nella mia bocca..
I tuoi fiotti in una parabola mi bagnano il viso
e il seno, l’ultima stilla di lucidità, mentre gocce
collose rigolano lungo il mio addome.
Poco alla volta il respiro si calma e sento i muscoli rilassarsi.
L’accendino sottolinea la fine.
Per un attimo, cacciatore e preda,
le nostre esistenze di sono incrociate.
Io ti ho regalato la possibilità di uno sguardo inedito su come sono veramente.
Tu mi ha donato la voglia di riscoprirmi.
- Silver Rea -
220
0
1 mese fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Un angolo di paradiso
L’estate del 2023 è stata diversa rispetto alle precedenti 49. Forse come tutti gli uomini che raggiungono i 50, in me è nato un desiderio di cambiamento. Non lo so spiegare, non ci ho riflettuto, ma semplicemente mi sono accadute delle cose. Per essere sinceri, sono io che le ho fatte accadere.Prima ero troppo impegnato, lavoravo troppo, per questo ho deciso di rilassarmi e iniziare un nuovo percorso di vita: più leggero, più divertente e sicuramente più eccitante e diciamolo, anche più trasgressivo.La prima cosa che ho voluto sperimentare è stata quella di iniziare a conoscere il mondo libertino e i vari club privé vicino a dove abito. Ci sono andato non con la fissa di scopare a tutti i costi. Non sono il tipico singolo che importuna le coppie o si prende il pene in mano per masturbarsi guardando gli altri che fanno sesso. Certo, anche io mi eccito, ma la stessa cosa la posso fare a casa guardando un film porno; quindi, posso tranquillamente affermare di non essere un guardone. Mi piace l’interazione e il coinvolgimento, non amo la folla eccessiva e sicuramente non sono il tipo di mettermi in fila in una Gang Bang per infilarmi in qualsiasi buco a portata di mano.Ovviamente se si presentano delle occasioni ghiotte e particolari, sono il primo ad approfittarne.Ho conosciuto una donna molto particolare: bellissima, divertente, trasgressiva e con una particolare attrazione per il sesso, siamo coetanei e strani allo stesso modo. Lei abita a Milano e come secondo lavoro fa la sex-performer nei Club meneghini. Ultimamente ha anche girato un filmino molto spinto. Ci siamo subito presi in simpatia e abbiamo iniziato ad avere avventure particolari e stravaganti.Questo non è il racconto di una avventura con Federica, bensì è il racconto di come sono una vittima felice e alcune volte inconsapevole degli eventi e di come l’universo che ci governa mi pensa e si diverte a i regali per i miei 50 anni.Sono passati 4 giorni dalla serata tranquilla al Timida di Ravenna con Federica. Oggi è una giornata calda e stare a casa mi sta annoiando. Quindi decido di visitare A69 per vedere se ci sono messaggi. Come al solito ne trovo tantissimi, ma di uomini. Mi metto l’anima in pace e inizio a scorrerli per rispondere. Ci sono alcuni messaggi espliciti di offerte sessuali e poi ci sono gli altri che chiedono informazioni o si complimentano per i racconti.Arrivo su uno di un ragazzo torinese che scrive: “Mi ha colpito molto il tuo profilo e i tuoi racconti, anche se ne ho letto solo alcuni... Mi piacerebbe confrontarmi con te e ascoltare le tue avventure... Piacere Carlo” e allega una serie di foto del suo pene in tutte le salse.Io per educazione rispondo a tutti e in questo caso gli scrivo: “Ciao Carlo, grazie per il complimento e per l‘interesse. Per quanto riguarda una possibile amicizia, non ci sono problemi, ma visto le foto che mi hai inviato, penso che tu abbia altri fini. Ti dico subito che a me interessano esclusivamente le donne. Ho delle esperienze con trans, ma praticamente sono donne anche loro. Non mi interessano gli uomini”.Appena invio il messaggio, mi appare la notifica di un evento in un Club a Modena dove non sono mai stato. Visto che fa caldo e visto che il club ha una piscina e apre alle 14, decido di andare a usufruire dei suoi servizi e di partecipare all’ evento della serata. Andrò solo, mi porterò il mio fidato e-book e la crema solare, poi se sarò fortunato come la prima volta che andai al club di Minerbio, sarò felice di distrarmi e non finire il libro che sto leggendo.Arrivo al Club nel primo pomeriggio e noto subito che ci sono solo tre macchine parcheggiate. Non mi importa, tanto sono lì per rilassarmi al fresco della piscina, sicuramente la sera sarà più movimentata.Vengo accolto da una donna molto gentile e carina che mi spiega come funziona il tutto. Successivamente vado nel piccolo spogliatoio a cambiarmi.Esco in giardino e noto immediatamente una coppia intenta a scambiarsi effusioni sui lettini a bordo piscina. La coppia è adulta, ma non è un motivo sufficiente per evitare il gioco o farsi seghe mentali.L’uomo è seduto sul lettino alla destra di quello della donna che invece è sdraiata. La coppia sicuramente ha superato la sessantina, ma la pelle e il seno procace della signora sembra quello di una trentenne. Le tette superano la prova della gravità e non risultano essere schiacciate, bensì svettano verso l’alto. Il compagno ne approfitta per giocare con la lingua. Oltre ai massaggi circolari sui capezzoli eseguiti con maestria dalla lunga lingua, ogni tanto questi vengono risucchiati e stirati dalle labbra del fortunato compagno. Le dita della mano sinistra sono intente a dare piacere entrando e uscendo lentamente da una vagina completamente depilata e ordinata.Ovviamente non mancano gli spettatori: a pochi metri, infatti, ci sono due uomini che si trastullano il birillo. Fortunatamente sono discreti e non invadenti lasciando giocare la coppia in piena tranquillità. La signora cerca di mascherare l’orgasmo che raggiunge dopo pochi minuti mordendosi le labbra, tuttavia, il suo corpo con alcuni spasmi lo evidenziano invece che nasconderlo.Decido di immergermi in piscina al fresco dell’acqua a leggere. Il club rimane abbastanza vuoto, siamo praticamente in otto e il pomeriggio passa così in tranquillità.Alterno la lettura alla chat avviata con Carlo che ha continuato a scrivermi e a condividere le sue esperienze chiedendomi dei feedback e facendomi un milione di domande.Verso le 19 vengo avvertito che non ci sarà la cena per i pochi avventori del club e mi danno la possibilità di andare a cenare in centro a Modena per poi tornare dopo le 21. Suggerimento che accolgo volentieri. Non conoscendo la zona mi affido a TripAdvisor e trovo subito un ristorantino interessante.Durante la cena continuo a giocare con il telefono rispondendo ai vari messaggi e visitando profili, finché mi arriva un messaggio su Telegram.Il messaggio mi arriva da una ragazza Trans conosciuta su A69 ad inizio agosto, ma non ci siamo mai visti e abbiamo solo scambiato qualche chiacchera per approfondire la conoscenza.Il messaggio dice: “Che fai? Organizziamo aperitivo e nottata al Maxime e sfruttiamo la vasca idromassaggio per divertirci?”Io divertito un po' dalla situazione, perché proprio pochi istanti prima Carlo mi aveva chiesto come trovassi le compagne per le mie avventure, le rispondo: “Ciao, questa sera sono impegnato all’ Angolo di Paradiso di Modena. Naturalmente per un aperitivo e nottata Maxime non ho problemi. Fammi sapere tu quando sei disponibile, perché io non ho grandi problemi per organizzarmi, tranne questa sera.”Dopo qualche secondo, mi scrive che vorrebbe venire con me al Club se non ho già un’accompagnatrice e mi chiede se posso passare a prenderla a casa. Fortunatamente non abita lontano, mi bastano 20 minuti per andare a recuperarla e altrettanti per tornare al club. Pertanto, le chiedo l’indirizzo e vado a prenderla. In macchina continuiamo a conoscerci e a raccontare le nostre vite e le nostre storie.Daniela, questo è il suo nome, ha dieci anni meno di me e fa l’estetista, ha tanti amici, ma le piace conoscerne sempre di nuovi e in alcuni casi, ovvero quando è in calore, le piace incontrare uomini per una sana e divertente scopata. Fisicamente è alta quanto me, ovvero 180 cm, ha una quarta abbondante di seno, capelli scuri corti, uno sguardo ammaliante e delle labbra disegnate, simili a quelle di Jessica Rabbit sia per forma che colore. Indossa un vestito intero a strisce bianche e rosa, molto aderente e molto corto. Il vestito è praticamente uguale a quello che indossa Barbie nella locandina del Film appena uscito al cinema, ma attenzione io fisicamente sono il perfetto contrario di Ken; quindi, non siamo una coppia ben assortita.Durante il viaggio verso il Club vengo a sapere che lei lo frequenta spesso e che addirittura in alcuni giorni ci lavora anche. Infatti, quando arriviamo, tutti la salutano e le parlano. Le fanno anche notare che non è la serata Barbie, bensì è il Jungle Party; pertanto, sarebbe dovuta venire con un vestito tigrato e non rosa. Ma lei non fa una piega e dice a tutti semplicemente:“Ma tesoro io sono bellissima qualsiasi cosa indosso! Poi nuda sono ancora meglio!”.Inizia la serata e il club piano piano si popola, non è più il deserto che era nel pomeriggio. La musica si alza e si inizia a ballare. Alle 23 circa, Daniela mi prende per mano e mi invita a spogliarmi per andare dentro la Jacuzzi che si trova vicino alla piscina. Sono tutti a ballare pertanto la vasca è a nostra completa disposizione. L’acqua è molto calda, ma una volta dentro i nostri corpi iniziano ad ambientarsi.Daniela si avvicina al mio collo e inizia a darmi una serie di bacetti sensuali. Le sue mani intanto cercano il mio pene e lo trovano già pronto sull’attenti.“Tesoro sei già bello duro ed eccitato e non ho fatto ancora nulla!”In realtà è tutta la situazione che mi sta eccitando. Inoltre, ho davanti a me tue tettone fantastiche che la mia bocca e la mia lingua iniziano ad apprezzare con voracità. Mentre lei stimola la mia intimità, anche io cerco la sua. Iniziamo a toccarci reciprocamente e a baciarci. Il gioco però rimane nei limiti della decenza e ci limitiamo nelle nostre effusioni senza arrivare al sesso. Parliamo, beviamo, ci tocchiamo, ci succhiamo e ci baciamo praticamente per oltre quaranta minuti, fino a quando non arriva una coppia che vuole entrare anche lei nella Jacuzzi.Facciamo amicizia con la nuova coppia che in realtà sono solo amici e non amanti. Lui ha semplicemente accompagnato la sua amica curiosa a vedere cosa accade in un Club Privé. Sicuramente il suo intento è diverso, visto che lei è una bella donna, ma è abbastanza risoluta a non voler far nulla. La chiacchierata è piacevole sia per la compagnia, sia per il fatto che Daniela continua a toccarmi e a stimolare il mio pene, io di contro la tengo abbracciata da dietro strizzandole e massaggiandole il seno come se nulla fosse.Francesca, la nostra nuova amica, prova un po’ di imbarazzo a parlare mentre noi ci elargiamo effusioni e ad un certo punto decide di uscire e lasciarci soli.Daniela a questo punto mi dice: “Ho voglia del tuo cazzo, ma non mi piace scopare qui al club, andiamo al Maxime a divertirci, inoltre la vasca idromassaggio lì in albergo è più comoda.Velocemente ci asciughiamo e ci vestiamo. Un saluto veloce alle varie amiche di Daniela e al gestore che ci augura una buona continuazione.Saliamo in macchina e Daniela con uno sguardo profondamente intimidatorio mi fissa, mi mette una mano tra le gambe e mi fa una semplice domanda:“Ti da noia se mentre andiamo in albergo ti tocco?”Io le rispondo che assolutamente mi fa piacere e la lascio fare. A metà del viaggio, allarga le gambe, mi prende la mano destra e l’avvicina al suo sesso. Fortunatamente la macchina è automatica, pertanto posso dilettarmi anche io nel giochino manuale. Daniela sembra apprezzare, lo capisco sia dai piccoli versetti soddisfatti che emette e sia dalla sua mano che mi massaggia con intensità. Ogni tanto si allontana dal mio pene prigioniero dei pantaloni per darmi una carezza sulla guancia destra o sul braccio.Siamo arrivati. Il tempo di fare il check-in e di entrare in camera e Daniela mi spinge con energia sul letto facendomi cadere e sdraiare di schiena.Si avvicina, mi slaccia la cintura e i pantaloni. Con un unico gesto riesce a togliermi jeans e boxer. Anche lei si spoglia completamente. Si avvicina, prende il mio piede sinistro, lo alza fino al suo viso e inizia a leccarlo. Parte dalla pianta, non risparmia un centimetro. Poco dopo passa all’ alluce. Lo succhia e lo lecca come se fosse un piccolo cazzo. Ogni tanto lo morde e le sue labbra lo avvolgono, tiene gli occhi chiusi, ma l’espressione del viso è intensa e concentrata. Lentamente la sua lingua passa dal leccare l’alluce a leccare la caviglia, il polpaccio, la coscia e finalmente arriva a destinazione.Daniela prende il mio pene con la mano destra e lo alza, mentre con la sinistra inizia a massaggiare i testicoli. Inizia a muovere su e giù la mano facendo in modo che il suo pollice si scontri con la mia cappella, quando la mano raggiunge la base. Il contatto con il glande mi procura del piacere e lei continua questo giochino per alcuni minuti. Ogni tanto, quando arriva alla base, si ferma e mi scuote il pene fissandomi e passando la lingua sulle sue labbra.La masturbazione si interrompe, lei avvicina le rosse labbra al glande e gli regala un bacino. Poi piano piano scende continuando ad elargire bacini lungo tutta l’asta. L’attenzione passa ai testicoli che subiscono lo stesso trattamento. Poi ripete l’operazione a ritroso fino a fermarsi sulla punta.Daniela usa magistralmente la serpentina lingua passandola anche sulla base del glande leccandolo per tutta la circonferenza. Terminato il giro, dischiude le labbra e affonda la bocca quel tanto che basta per far sparire la cappella. Inizia così un lento pompino esclusivamente sulla punta. Il passaggio successivo è un deep profondo, ma lei sembra una professionista e lo ingoia completamente mantenendo la posizione per una decina di secondi. Il mio pene si gonfia in maniera paurosa, sembra addirittura più lungo e massiccio. Daniela riprende il lavoro di lingua, alternandolo a quello degli affondi. Quando la mandibola accusa stanchezza si aiuta con la mano destra.Passano venti minuti, cerca di venire perché si è stancata. Ha il fiatone. Mi invita a masturbarmi con la mano sinistra, mentre con la destra vuole che io giochi con il suo pistolino. Ci provo, ma con scarsi risultati perché non prende consistenza. Allora passa al piano B. Riprende il mio cazzo in bocca, ma questa volta inizia con le dita a stimolarmi la prostata: capitolo dopo un paio di minuti.Daniela si riposa qualche istante, ma poi la vedo alzarsi e andare in bagno, io rimango sdraiato sul letto. La sento armeggiare con la vasca idromassaggio. Dopo circa dieci minuti mi chiama e mi invita a raggiungerla. La vasca è piena di acqua e di schiuma. Ci sono le luci all’ interno blu e rosse che rendono l’ambiente soft e rilassante. La vasca è molto grande ci potrebbero tranquillamente entrare quattro persone.Ci immergiamo dentro l’acqua calda e Daniela aziona l’idromassaggio. Iniziano a essere prodotte tantissime bolle, ho dei getti direttamente sulla schiena e sui fianchi che mi massaggiano delicatamente.La mia compagna di vasca prende una saponetta, la scarta e poi inizia a passarla su tutto il mio corpo. Un massaggio lento e sensuale. Le bolle amplificano la sensazione della saponetta che passa sul collo, sulle spalle, sul petto e così via. Ad ogni passaggio il sapone rilascia una piacevole fragranza di viola. Sono così rilassato che anche quando il massaggio diventa più intimo, il mio fido amichetto rimane beatamente dormiente. Il massaggio è silenzioso; gli unici rumori sono quelli della televisione che avevamo acceso e sintonizzato su radio 105 prima di entrare in vasca e il rumore dell’idromassaggio.Dopo circa trenta minuti Daniela rompe il silenzio e mi chiede se mi è piaciuto il trattamento. Ovviamente la mia risposta è positiva e di rimando lei mi fa: “Bene ora tocca a te, prendi una saponetta e fammi vedere come la usi!”Io inizio a emulare ogni azione che lei ha perpetrato sul mio corpo, con lentezza e sensualità. Mi soffermo molto sul grande seno e alterno l’uso della saponetta alle mie labbra che si dilettano a stiracchiare i capezzoli. Poi la saponetta inizia un viaggio erotico su ogni curva che incontra e si sofferma sull’unica cosa che distingue Daniela da una donna biologica.Sembra gradire, però dopo un po' mi ferma e mi fa sdraiare nuovamente. Entrambi ora siamo sdraiati dentro la vasta, contrapposti, io con la testa da una parte e lei dall’ altra. I miei piedi sono di nuovo l’oggetto del desiderio di Daniela che riprende il Pedo-Pompino, ma questa volta si alterna su entrambi i piedi.Ad un certo punto divarica le gambe e avvicina il mio piede destro proprio al centro dove si trova il suo sesso e il suo ano. Fa in modo che il mio alluce inizi una penetrazione anale. Mi accorgo che il suo buchetto in realtà è molto elastico e molto aperto; infatti, la punta del mio piede lentamente riesce a profanarlo completamente.Daniela inizia a gemere e tenendo il piede per la caviglia, guida come un abile regista il ritmo della penetrazione. Tiene gli occhi chiusi e si concentra sull’ estasi che sta provando. Con l’altro piede cerco di massaggiarle il pene, ma è complicato, allora lo allungo prima sul seno e poi sulle labbra che lo catturano nuovamente.Il mio piede non è particolarmente piccolo, porto un 43 a pianta larga, ma ora, per metà si trova dentro quella che in alcuni racconti che ho letto chiamano Figa Anale. Provo una sensazione stranissima: il luogo dove dimorano le dita dei piedi è caldo e umido e morbidissimo. Daniela inizia a gemere più rumorosamente e ad un certo punto l’orgasmo arriva in tutta la sua grandezza, non lasciando dubbi sul lavoro fatto.Esco delicatamente da lei e rimaniamo dentro la vasca in silenzio per riprenderci dalle emozioni provate.L’acqua calda e le bolle inesorabili continuano a massaggiare i nostri corpi, le luci soffuse e colorate ci fanno sprofondare in uno stato di catarsi che rende le nostre anime più leggere e facili prede di un sonno ristoratore che lentamente ci rapisce. Un momento di lucidità mi fa destare, scuoto e sveglio Daniela, in modo da uscire dalla vasca e asciugarci. Ci dirigiamo verso il letto claudicanti e con gli occhi pesanti.Prima di addormentarmi mi viene in mente che domani mattina dovrò scrivere a Carlo, come promesso, per raccontargli di questa serata nata così per caso e con un finale particolare; nata da un desiderio di scoperta e curiosità per un nuovo luogo e poi divenuta un’esperienza unica in compagnia di una nuova amica, senza che io programmassi nulla in merito.Ti ringrazio di aver letto il mio racconto fino alla fine. Nella speranza che ti sia piaciuto, ti invito a votarlo e se ti va anche di lasciare un piccolo commento. Non sono uno scrittore professionista e la mia presenza su questo portale alla fine è solo un altro modo di essere un po' esibizionista; pertanto, mi fa molto piacere ricevere dei feedback. I miei racconti sono frutto delle mie esperienze, potrebbero essere considerati dei diari, ma non sono dei semplici resoconti, ogni tanto vengono conditi anche da un po' di fantasia per renderli più accattivanti.Sono sempre alla ricerca di nuove esperienze e ispirazioni, se volete mi potete contattare via mail [email protected] o anche su telegram come giorgal73 per fare proposte, suggerimenti o commenti. Ogni tanto aiuto anche qualcuno di voi a mettere per iscritto le proprie avventure/esperienze, non le pubblico sul mio account come miei racconti perché sono i vostri e non mi sembra corretto, vi chiedo solo di citarmi e magari darmi l’amicizia.
326
0
1 mese fa
giorgal73, 52
Ultima visita: 5 giorni fa -
Susanna e Carolina la strana coppia al Club Privè
Carla, una mia ex-compagna delle scuole medie si trova a Bologna per lavoro.Ieri mi ha chiamato per comunicarmi la sua trasferta da Roma e per chiedermi se potessi ricambiare il favore che mi fece tempo fa, ovvero ospitarla a casa. Nella mia testolina presero subito forma delle bellissime immagini perverse dell’esperienza passata e ovviamente la risposta fu affermativa.Sono arrivate le 18:30 e ricevo l’attesa e agognata telefonata della mia amica: “Ciao Giorgio, che fai? Io ho finito ora e sono stanca e tutta sudata. Mi posso fare una doccia quando arrivo a casa tua? Poi dopo ci organizziamo per la serata.”“Hola Carla, non faccio nulla di particolare, sto scrivendo un racconto. Per la doccia nessun problema anzi volendo ti posso lavare la schiena e toglierti il sudore ovunque con la spugna e altro.”“Giorgino, stai calmo. La cosa mi alletta, ma poi la serata andrebbe a farsi fottere. Io invece vorrei fare altro e casomai fottere dopo. Dai aspettami che arrivo.”Passano 30 minuti e Carla suona al mio campanello. La faccio salire e la casa. Poi prendo degli asciugamani e l’accompagno al bagno. Le rinnovo la proposta di aiuto, ma mi liquida con un bacetto sulla guancia destra ed entra nel bagno per farsi la doccia senza chiudere però la porta. Io faccio il bravo e vado ad aspettarla in soggiorno.Carla è stata abbastanza veloce e poco dopo la vedo arrivare. Come nei cartoni animati, mi cade a terra la mandibola. Indossa un vestito bianco che farebbe eccitare un eunuco.Praticamente la parte superiore dell'indumento è un top che copre completamente il seno, sorretto da una fascia legata dietro al collo. Il top in realtà è composto da due coppe collegate tramite un anello che unito alla fascia superiore. La coppa destra si allunga e scende verso la gonna collegandosi sulla parte alta. La gonna è lunga fino ai piedi, ma ha uno spacco così alto da avere il fianco sinistro completamente scoperto. Si nota che la biancheria intima è andata in ferie e quindi non è pervenuta a coprire eventuali vergogne.Carla mi guarda con aria divertita e sorridente e mi fa una semplice domanda: “Che dici, vado bene? C’è qualcosa che non va?”Ok, mi devo riprendere e iniziare a tentare di mettere due parole una dietro l’altra e che soprattutto abbiano un senso: “Va tutto bene, sei bellissima. Certo il vestito è più adatta a un Club Privé che a una cenetta domestica.”“Giorgino lo sai che la tua è una magnifica idea? Ne conosci qualcuno qui vicino dove si possa anche mangiare qualcosa, oltre a impiegare il tempo in modo proficuo divertendosi?”Addio alla serata che mi ero immaginato, però forse, qualcosa di stimolante poteva nascere e evolversi a mio favore.“Lo sai che, se il vestito fosse stato rosso, saresti stata uguale a Jessica Rabbit? Comunque si, ne conosco uno che è a circa 50 minuti da qui, fammi telefonare per vedere se c’è posto.”Mi collego un secondo a internet per prendere il numero di telefono e chiamo. Ovviamente quando dico che siamo una coppia e che vogliamo cenare, il ragazzo mi riferisce che non c’è nessun problema; il contributo è di 20€ e ci aspettano per le 21:30.Durante il viaggio cazzeggiamo un po', io allungo le mani ovunque, ma lei le allontana in modo poco convinto. Anche perché ogni volta la sua mano poi finisce vicino alle mie parti intime per giocarellarci, forse ha paura che le sporca il vestito.“Gio, mi è venuta un'idea, da ora noi siamo la Signora e il Signor Rabbit: tu Roger io Jessica. Quindi ci presenteremo così a tutte le persone che incontreremo, ti va di assecondarmi?“Ma tu sei Jessica! Cazzo sei perfetta. Sia per il vestito che per la pettinatura, certo i capelli non sono rossi, ma il tuo castano chiaro non ha nulla da invidiare. Comunque mi puoi chiamare come ti pare, il gioco mi eccita come la situazione che presto affronteremo. Che regole o limiti ci poniamo a proposito?”“Mio caro Roger(sorride), io direi di regolarci sul momento. Voglio guardarmi a torno e capire se troviamo o meno qualcosa che mi possa interessare. Se l’ambiente non mi piace o ce ne andiamo via subito o ci mettiamo in un angoletto solo noi due. Ti chiedo solo di tenermi vicina a te perché non voglio che nessuno mi tocchi senza il mio permesso. Mi proteggerai o mio cavaliere Conigliettoso?”Entriamo nel Club, facciamo la tessera e ci dirigiamo verso i tavoli per cenare. Non ci sono tante persone. Vediamo una decina di coppie adulte, molto adulte e 4 uomini abbastanza grandi anche loro. Sono tutti seduti a parlare e a mangiare. Qualche coppia si scambia effusioni e qualche evidente tastatina, gli uomini cercano di attaccare bottone con i mariti seduti accanto a loro.Noi siamo seduti abbastanza lontano dagli altri, ma per il momento ci sta bene, vogliamo mangiare tranquillamente.La tranquillità dura poco, vediamo in lontananza due donne che tenendosi per mano si stanno avvicinando al nostro tavolo.“Buonasera, disturbiamo? Possiamo sederci qui vicino a voi o volete stare soli?”Ci pensa Carla a rispondere, perché le due donne hanno qualcosa di particolare e come si sa la curiosità è donna.“Buonasera, nessun problema, c’è tanto posto. Comunque, piacere io sono Jessica e lui è Roger, con chi abbiamo il piacere di condividere il tavolo?”“Io mi chiamo Carolina, mentre lei è mio marito Maurizio, ma oggi è nei panni di Susanna, la mia compagna lesbica e molto porcella.”Carla è visibilmente eccitata e perplessa , non le pare vero di aver subito incontrato delle persone particolari e che sembrano anche essere divertenti e stimolanti.Carolina è una donna di 52 anni, molto formosa, lei si definisce un’amabile Curvy. Ha un seno molto prosperoso, credo sia una sesta come minimo. Ha i capelli neri raccolti in una lunga treccia che le scende frontalmente dalla spalla destra e appoggia sensualmente e con grazia sul seno. Indossa un vestitino molto leggero a fiori di colore rosa e che le arriva poco sopra le ginocchia. Un paio di sandali neri con lustrini argento.Maurizio, alias Susanna, indossa una parrucca bionda che arriva fino sopra le spalle. Ha degli orecchini a cerchio molto grandi e un piccolo piercing sul naso a sinistra. Anche Susanna indossa un vestitino bianco come Carla, ma molto meno sexy. Ha 49 anni e di corporatura è abbastanza magra. Il viso è molto femminile così come la camminata e il portamento in generale. Il tono della voce è molto simile a quella di una donna, ricorda molto quello di Maria De Filippi, diciamo che oltre al tono, anche tutto il resto la ricorda molto. Non è truccata in modo eccessivo e comunque, se Carolina non ci avesse detto che era un uomo, con la luce ambientale e la musica alta, sia io che Carla l’avremmo scambiata per una bella milf tranquillamente.Carolina risulta essere la chiacchierona del gruppo appena formato. Noi l’ascoltiamo rapiti e curiosi. Ci racconta che loro abitano in zona e che sono di casa al Club. Praticamente lo frequentano quasi tutte le settimane e amano trasgredire e incontrare sempre nuova gente.Il tempo sta passando velocemente e il locale inizia a popolarsi di più rispetto a quando siamo entrati. Stanno arrivano molti uomini singoli.Carla vorrebbe chiedere tante cose a Carolina, ma non ci riesce facilmente. La nostra nuova amica è un fiume in piena, per farla smettere di parlare bisognerebbe riempirle la bocca e io so pure con che cosa.Terminiamo di mangiare e Carla chiede a Carolina come ci si diverte al Club e quali segreti le può svelare per ottimizzare l’esperienza.Carolina con enfasi ed un pizzico di eccitazione inizia a raccontarci un po’ di cose. Susanna è taciturna, ogni tanto però si gira e cerca di capire chi c’è in giro e la vedo spesso muovere la mano destra che saluta alcuni uomini che entrano nel club.Carolina:” Ragazzi non c’è nessun segreto, tranne quello di essere liberi di fare tutto quello che volete. Qui ci sono molti spazi dove ci si può divertire: Una sauna, una vasca con idromassaggio, una piscina, molte stanze intriganti per ogni fantasia erotica. Spazi riservati solo alle coppie, ma dove possono essere invitati sia singoli che singole.”Continua a descriverci minuziosamente ogni opportunità che ogni spazio ci può offrire dandoci anche una serie di consigli. Ad un certo punto ci dice che il loro gioco sta per iniziare e se vogliamo li possiamo seguire e vedere cosa fanno. Oggi però non giocano con le coppie, quindi non ci invitano ad essere attivi.La strana coppia si alza, si prende per mano e molto lentamente e sensualmente, inizia il loro sexy percorso.Susanna sculetta in modo evidente e devo dire che il suo culetto fa una bella figura sembra quello di una teenager bello sodo e scolpito.Ad ogni passo si avvicina un uomo, da un bacio e una pacca sul culo a Susanna e si unisce alla viandante coppia. La situazione si ripete per altre 5 volte.Carla sottovoce: “Ma hai visto? Lo sanno che è un uomo? E poi perché nessuno rivolge la parola a Carolina?”Io con lo sguardo interrogativo quanto quello di Carla:” Boh, che ne so. Forse il gioco è quello. Continuiamo a seguirli e vediamo cosa succede”.Camminiamo, attraversiamo corridoi, vediamo stanzette strane e divani, con altrettanti avventori che si cimentano in performances da film porno.Su un divanetto c’è una coppia intenta a scopare, lui sotto, lei sopra seduta su di lui. Accanto, sia a destra che a sinistra, ci sono due uomini che si masturbano e ogni tanto le porgono il cazzo che lei amabilmente succhia.Su un altro divanetto ci sono due donne con le tette di fuori che si baciano e si toccano ovunque mentre vengono inculate da due ragazzi, presumibilmente i loro partner. C’è la musica abbastanza alta, ma riusciamo a sentire i gemiti delle ragazze.Carolina e tutta la comitiva arrivano a destinazione. Siamo in una stanza dove è posizionata una parete in legno alta circa 2-3 metri e larga 2mt con cinque buchi: tre nella zona superiore con il centrale più largo risetto ai laterali e altri 2 buchi nella zona inferiore.I 6 Uomini iniziano a toccare e a baciare Carolina mentre la spogliano lentamente. Le lingue affamate iniziano a invadere il corpo di Carolina. Sembra che si siano esercitati per mesi, quanto tutti sono coordinati.Due uomini in piedi lateralmente baciano e mordono le immense tette ora senza protezione del misero vestitino.Altri due sono posizionati in ginocchio uno a leccare il culo, l’altro davanti a cibarsi della passerona pelosa.I due maschietti rimanenti, dopo aver spogliato la ragazzona, ora sono con il cazzo in mano davanti a Susanna che si è inginocchiata e li sta spompinando con maestria. La sua lingua passa da un cazzo all’ altro come se non ci fosse un domani e succhia le cappelle con voracità.Gli uomini si alternano. Giocano con entrambe le ragazze, fino a quando Carolina non raggiunge un evidente orgasmo con un urlo che viene subito soffocato dalle lingue di due boys.Susanna continua il lavoro di bocca e di lingua senza sosta e senza fatica, ha l'espressione di chi sta mangiando il gelato più buono del mondo.Carolina viene accompagnata alla parete, due ragazzi alzano la parte superiore e fanno inserire la testa nel buco centrale e le mani in quelli laterali e riabbassano il tutto: la parete è praticamente una gogna. In seguito, fanno posizionare il culo di Carolina verso l’esterno cercando di creare un angolo adi 90 gradi, in modo che il suo buchetto sia facilmente accessibile e profanabile.Carla fissa in silenzio, ma grazie al cielo, mi ha messo una mano nei pantaloni e mi sta massaggiando il mio piccolo amichetto. Io contemporaneamente le ho inserito un paio di dita nella fica e molto lentamente la masturbo, con grazia e calma, non la voglio far venire, così come lei sta facendo il lavoretto a me con lo stesso intento.Nessuno fa caso a noi. Pensano a giocare esclusivamente con Susanna e Carolina. La scena è la seguente:Susanna prende in bocca il cazzo di un uomo, lo pompa per un paio di minuti. Il cazzo ora turgido e bagnato da litri e litri di saliva va da Carolina, la cappella si posiziona sul buchetto del culo e viene spinta dentro con decisione.Entra ed esce a ritmo costante e inesorabile.Gli uomini sono tutti in fila, uno dietro l’altro e aspettano il loro turno per essere inumiditi dalla sapiente bocca di Susanna e poi accolti dal goloso culone di Carolina. È’ una giostra infinita che termina solo con un nuovo orgasmo di Carolina.Carolina viene liberata.Si avvicina a Susanna che si trova sempre in ginocchio.Fa disporre nuovamente gli uomini in fila e a uno a uno li masturba fino a farli venire dentro la bocca del marito che goloso beve. Terminata la molteplice bevuta, Susanna con tutta la faccia sporca si alza e si dirige verso la gogna.Ora è il suo turno di essere imprigionata. L’unica differenza è che lei rimane vestita, le viene solo alzato il vestito fino ad avere il culo completamente accessibile.Il giro riprende a ruoli invertiti, ora Carolina bagna i cazzi degli amici e il culo di Susanna li asciuga.Carla si avvicina al mio orecchio e mi sussurra: “Voglio scopare. Cazzo sono tutta bagnata e ho una fottuta voglia di prenderlo in fica. Però non voglio altri, non li conosco e da quello che ho visto non so in quali strani buchi qui la gente metta il suo cazzo.”Le tolgo Le dita che ormai hanno preso residenza nella sua tana e andiamo a cercare un posto tranquillo solo per noi. Tutte le stanze private però sono occupate e Carla non vuole aspettare.Allora le faccio una proposta: “Ti ricordi che prima abbiamo delle coppie che scopavano su un divanetto? Se ci andassimo pure noi? Però tieni presente che qualche uomo potrebbe avvicinarsi. Che ne dici se li lasci toccare ed eventualmente ti limiti a fargli una sega mentre scopiamo?”Neanche risponde alle mie domande per quanto è in preda alla voglia e all’ eccitazione. Troviamo un divanetto libero e iniziamo a scopare con lei sopra. La gonna le da fastidio, ma non si vuole spogliare, non tira fuori neanche le tette lasciando i suoi capezzoli al sicuro dalla mia lingua.Mentre scopiamo si avvicina un sessantenne con il cazzo di fuori e ci chiede se può restare vicino a noi.Carla annuisce tra un gemito e l'altro, poi dopo qualche secondo, lo aiuta a masturbarsi solo con una mano.L’uomo è stato gentilissimo perché prima di venire si è staccato e allontanato in modo da non sporcare il vestito di Carla, che nel frattempo è venuta e ha raffreddato i bollenti spiriti.L’ora si è fatta tarda. Carla vuole tornare a casa per avere maggiore intimità e poi si è stancata del club. Prima di andare via però vuole salutare i nostri due nuovi amici che troviamo seduti davanti al bar.Per la prima volta sentiamo la voce di Susanna che ci chiede: “Allora vi siete divertiti e avete goduto tanto? Io e la mia dolce metà abbiamo fatto indigestione di cazzi e che cazzi! Siamo piene e soddisfatte, pronte per la prossima avventura”Carla non perde occasione per farle una domanda personale: “Scusa Susanna, io ho visto che te e tua moglie avete preso sei piselloni al naturale, ma non avete paura della malattie?”Susanna facendosi seria: “Le persone che hai visto non sono degli sconosciuti, sono nostri partner abituali. Ci facciamo sempre le analisi prima di incontrarci e verifichiamo di stare in salute. Se dovessimo aver rapporti con altri, usiamo sempre il preservativo e alcune pratiche non le facciamo. Sono venti anni che una volta al mese ci incontriamo con i nostri amici, anzi con i nostri fidanzati. Alcune volte li vediamo anche da sole e fuori da qui, frequentano normalmente la nostra casa”.Detto questo ci salutiamo dandoci un bacio e scambiandoci i numeri di telefono con la promessa di una futura pizza.Certo, la nostra esperienza al Club non è stata una delle migliori e neanche abbiamo approfittato delle varie occasioni che si presentavano, però abbiamo conosciuto due belle persone che anche alla loro età non hanno paura dei loro desideri e della loro sessualità. Visto che sono praticamente nostri coetanei abbiamo appreso la lezione e chissà in futuro forse approfitteremo.
298
0
1 mese fa
giorgal73, 52
Ultima visita: 5 giorni fa -
La professoressa e la studentessa di francese
Ricevo un messaggio su A69 inaspettato e particolare. Appena leggo il mittente (SoloXStudentessePorche), penso subito che a scrivermi sia un uomo e non una donna bsx come scritto nel suo annuncio. Prima di rispondere al messaggio; studio con attenzione l’annuncio di SxSp per carpire qualche informazione in più e fugare il sospetto che rimane latente in me.L’annuncio cita testuali parole: “Professoressa autoritaria di 45 anni cerca studentesse indisciplinate max 25 anni per impartire lezioni private.La studentessa deve essere magra, con seno abbondante, lato b disponibile e formoso; esclusivamente bsx come me per non porre limiti all’istruzione.Le lezioni potranno essere solo tra noi e in alcuni casi ci potrebbe essere la presenza anche di un professore maschio per punire eventuali marachelle in modo esemplare.Le studentesse verranno subito interrogate tramite una video chiamata per essere valutate immediatamente e capire se degne delle mie lezioni.Scrivetemi per candidarvi e con l’occasione ci scambieremo i contatti per l’esame propedeutico.Non rispondo a persone che non soddisfano la mia ricerca, inoltre assolutamente no a singoli e coppie.”Sull’ annuncio ci sono anche una decina di foto molto eccitanti. Le foto mostrano sempre due donne in situazioni tipicamente scolastiche, poco vestite e assolutamente porche.La foto principale, quella del profilo, forse, è la più casta. Sullo sfondo della fotografia c’è una lavagna con delle formule matematiche. Davanti alla lavagna c’è una ragazza posizionata a pecora su un tavolo. La ragazza indossa solo una gonnellina scozzese rossa che le fa vedere completamente il sedere. La parte superiore è completamente senza vestiti e si vedono due tette perfette che non temono la forza di gravità, i capelli lunghi neri le oscurano il viso.Accanto alla ragazza, in piedi, c’è una donna visibilmente più adulta, la Professoressa. Indossa una piccola camicia bianca annodata sul davanti molto scollata che fa intravedere un reggiseno nero, una gonna anche essa nera che le arriva sopra le ginocchia con uno spacco vertiginoso che non nasconde nulla. Dallo spacco esce una lunghissima gamba avvolta da una calza retta da un super sexy reggicalze in pizzo, sembra non portare l’intimo.La professoressa è biondissima con i capelli lisci e lunghi, il viso è sfocato, ma si vedono chiaramente degli occhiali con montatura bianca che ti fanno pensare a una parola: Troia.La professoressa ha un frustino da cavallerizza in mano, l’intento è quello di frustare quel bel culo che le è davanti.Le altre foto sono simili, sempre con le stesse 2 donne. In una la studentessa ha un libro in mano e il frustino è appoggiato sopra le sue tette.In un'altra, i capezzoli sono prigionieri di due pendagli e la professoressa l’abbraccia da dietro sorreggendole il seno.Poi ci sono foto ancora più intime: una mostra la brava studentessa con un plug anale e 2 dita della professoressa nella fica.Un’altra vede la studentessa sdraiata di schiena sul tavolo con le gambe in alto posizionate a V e un bel vibratore fallico che la trapana, mentre la professoressa le fa cadere delle gocce di cera sul monte di venere e anche più in basso.Sul profilo ci sono più di 30 foto, tutte con scene lesbo e BDSM soft. Le guardo tutte e decido che, anche se fosse un uomo a scrivermi, è giusto che rischi e risponda al messaggio.Il messaggio non è lunghissimo ed è molto chiaro:” Buongiorno Giorgal73, mi chiamo Anna. Sono una donna di 45 anni che non nasconde la forte propensione al sesso, soprattutto quello saffico. Non disdegno giocare anche con gli uomini, ma sempre in compagnia della mia giovane compagna. Da ragazza ebbi un’esperienza con la mia professoressa di diritto economico all’ università che mi segnò profondamente. Da allora mi piace essere io la prof e fare tanti giochi perversi.Vanessa, la mia compagna attuale, è quella che realmente è attiva con gli uomini in un rapporto a tre, io gioco solo con lei.Ho letto alcuni tuoi racconti, mi è piaciuto soprattutto quello nel quale ci sono 2 donne e dove evidentemente c’è una forte presenza di dominazione. Ti scrivo perché vorrei proporti un incontro.Durante l’incontro io dominerò Vanessa e tu guarderai, poi ad un certo punto, se le cose si scaldano, forse te la farò provare.Infine, ti chiedo di creare un racconto di questa esperienza, perché mi piacerebbe vantarmi che sono così brava che le mie gesta vengono addirittura scritte.”La mia sensazione che sia un uomo a scrivermi diventa quasi una certezza. Ma è mai possibile che una donna lesbica bellissima mi possa proporre un incontro con una ragazza giovane e fica? E’ praticamente la trama di un film porno, ma io non sono Rocco, sono un cinquantenne con la pancia e una cazzo normalissimo.Certo dello scherzo le rispondo: “Ciao Anna, ti ringrazio di avervi contattato e fatto una proposta alla quale non posso assolutamente rifiutare. Però, prima ti chiedo di fare una videochiamata per discutere dei dettagli e vorrei farlo faccia a faccia, così da non avere fraintendimenti o dubbi, un po' come gli esami che fai tu per le tue studentesse, quando vuoi mi puoi videochiamare su Telegram”.Sono sicuro che il mio cellulare rimarrà muto, la fantomatica professoressa è sicuramente una fregatura, o al massimo sarà un uomo con la parrucca bionda che vorrebbe divertirsi alle mie spalle e anche più sotto.Il telefono dopo una ventina di minuti inizia a vibrare. Ricevo una videochiamata, l’accetto. Cazzo la professoressa non è un uomo, anzi sembra quella della foto. Prima o poi dovrò svegliarmi, perché sicuramente sono nel bel mezzo di un sogno.Anna: “Piacere Giorgio, felice di conoscerti e vederti, spero anche di farlo dal vivo.”Io: “Piacere mio Anna, scusami, ma devo farti i complimenti perché sei bellissima. Ti avevo già visto nelle foto del tuo profilo, ma ora posso associare un volto a quelle immagini, un magnifico volto a quello che vedo. Non ti nascondo che fino a questo momento ho pensato che fosse tutto uno scherzo.”Anna: “Ora capisco la richiesta della videochiamata, infatti è la stessa mia tecnica per capire chi realmente interagisce con me. Comunque ti voglio rassicurare, non è uno scherzo. Come ti ho scritto, ho letto i tuoi racconti e mi è venuta voglia di esserne protagonista.Sono esibizionista, fino a questo momento ho soddisfatto la mia voglia tramite foto e video, ma farlo in un racconto è un altro livello.Le parole sono più forti e incisive delle immagini. La persona che legge usa la sua fantasia, ti vede nella sua testa, ti immagina come desidera, a me questa cosa fa godere solo a pensarla. Se per realizzarla devo avere un uomo a letto con me, allora è un sacrificio che posso fare. Allora cosa mi dici?”La risposta che comunico ad Anna è ovviamente positiva, lei contenta ed eccitata mi comunica l’indirizzo del suo studio (così lo chiama) dove riceve le studentesse. Si trova a Ferrara, precisamente in un piccolo comune dal nome Portomaggiore, a circa un’ora da casa mia.Arrivo da Anna che mi accoglie e mi dà alcune istruzioni relative all’ incontro.Anna: ”Ciao Giorgio, tra 30 minuti arriverà Vanessa. Lei è una ragazza con la quale mi vedo con una certa regolarità. Ho una grande complicità con lei, l’ho scelta per questa avventura perché le piace anche il pene e poi è una vera maialina. È la stessa ragazza delle foto presenti sul mio profilo.Queste sono le regole:- Non puoi interagire direttamente con noi, se non sono io ad invitarti.- Vanessa sarà bendata tutto il tempo.- Non devi parlare, a meno che non sia io a chiederlo.- Se ci avviciniamo a te, non devi toccarci e puoi fare esclusivamente quello che ti chiedo io.- Non ti devi toccare o masturbare, ti voglio sempre pronto.Tutto chiaro? Domande? Ancora convinto di proseguire?”Io: “Tutto chiaro Anna, nessun problema, sono abituato a prendere ordini. Poi già solo guardarvi sarà un qualcosa di unico per me e le regole mi sembrano semplici e facilmente rispettabili.”Dopo i vari preparativi, mi metto sul letto completamente nudo come da richiesta di Anna che fa entrare la sua studentessa preferita.Vanessa è vestita esattamente come nelle foto, la differenza è che questa volta non è nuda, indossa una canottiera viola ed è bendata. Anna invece ha un tailleur celeste con gonna cortissima e tacchi 15 a infiniti centimetri.Vanessa: ”Prof. Non vedo assolutamente nulla, mi avevi promesso che oggi mi insegnavi il francese, ma come faccio così?”Anna:” Tranquilla, fidati di me, oggi ti insegnerò a usare la lingua, a prescindere dal francese”Mentre Anna le dice queste parole, comincia a toccarle il seno e Vanessa fa finta di protestare tirandosi indietro e chiedendo perché la stesse toccando, che era li solo per imparare. Anna l’azzittisce mettendole due dita in bocca che subito vengono leccate e succhiate.La lingua di Vanessa gioca con le dita, come se in quel momento ci fosse un cazzo al loro posto. Quindi le lecca dalla base fino alla punta, che inizia a succhiare quando arriva alla sua prossimità e va avanti così, fino a quando Anna, non le alza la gonnellina e inserisce le umide dita dentro alla fica della studentessa, entra ed esce lentamente.A volte aumenta il ritmo, a volte si ferma, le tira fuori e si mette a massaggiare il clitoride.Vanessa: “Ma Prof. Che fa? Cosa succede? No, la prego non così. Ho la fichetta delicata. Ma io voglio studiare, voglio imparare”Anna toglie le dita e ora con entrambi le mani libere rimuove la canottiera di Vanessa con un movimento veloce e fluido, inizia a baciarle i seni. Io sento chiaramente il rumore del risucchio, sembra che Anna stia mungendo i capezzoli, ma invece di uscire il latte, escono dei mugolii profondi. Le proteste della studentessa diventano delle parole sussurrate intervallate ad mmm, sii e altre eccitanti versi.Le mani di Anna aiutano la sua lingua che schiocca e risucchia. Le dita pizzicano e tirano i capezzoli. Schiaffetti leggeri si abbattono ripetutamente su quel seno che diventa sempre più rosso.Vanessa a fatica e con tono ansimante dice: “Prof. Cosa mi sta facendo? A me non piacciono le donne, io amo solo i bei cazzi, lei è cattiva con me, le mie tette non le hanno fatto nulla, perché le picchia?”Anna si ferma, prende il viso di Vanessa tra le mani e inizia a baciarla con energia e impeto. La lecca le labbra, le succhia la lingua.Schiaccia la bocca su quella di Vanessa come se le dovesse succhiare l’anima. Il bacio non termina, va avanti per molto tempo.Vedo le labbra morse, la saliva che cola dai visi, le mani di Vanessa che tolgono la giacca di Anna e che iniziano ad accarezzare i capezzoli ora esposti e che diventano duri con la saliva che cadendo li bagna.Passano 10 minuti, loro sembrano non stancarsi mai. Io sono sul letto a cazzo dritto che mi godo in perfetto silenzio la scena.Ho un’immensa difficoltà nel tenere le mani a posto e non toccarmi. lo scroto si ispessisce e la sacca scrotale si appiattisce e si indurisce mentre i testicoli incominciano ad ascendere a causa dell’eccitamento che mi sta torturando. Devo essere bravo e resistere.Anna:” Bene, ora che abbiamo iniziato a riscaldare la lingua, dobbiamo fare in modo che si rafforzi, perché vedi Vanessa, il francese è complicato, ha bisogno di molto esercizio. La lingua deve poter andare giù e su per ore senza stancarsi, deve poter fare movimenti circolari e schioccare per avere un accento perfetto”Mentre Anna dice queste parole mette una mano sulla testa di Vanessa e la fa inginocchiare. Di contro Vanessa le tira giù la gonna che libera il Paradiso Perduto, non quello di Milton, ma la perfetta fica di Anna. Non è glabra, ci sono radi peli biondi che circondano delle labbra evidenti e con uno spacco chilometrico.La lingua di Vanessa inizia un lavoro, anzi un’arte, una maestria che difficilmente non porta ad un devastante orgasmo.Si vede che la studentessa ci mette impegno: non inizia subito a leccare la zona intima. Prima gioca con l’ombelico, la lingua rotea e si inserisce, le sue mani stringono i glutei, li accarezzano, li pizzicano. Poi intraprende un viaggio lungo e umido verso il monte di venere, piccoli morsi vengono dati e le dita iniziano ad esplorare l’intimità di Anna.Baci vengono dati ovunque, le grandi labbra vengono succhiate e tirate dalla bocca di Vanessa.Il gioco è così semplice, quanto efficace: Vanessa si avvicina con la testa, con la lingua muove verso l’esterno le grandi labbra. Poi con la bocca le aspira e inizia a tirarle per qualche secondo. Subito dopo apre la bocca e le libera.Come un elastico che torna a riposo si sente un umido sciocco e un roco godimento viene emesso da Anna. Le dita entrano ed escono nello stesso modo che Anna le ha insegnato poco prima.Ci siamo, dopo 15 minuti di una minuziosa e godereccia attività orale, arriva l’orgasmo. Un orgasmo rumoroso e bagnato. Immensamente bagnato. Anna schizza ripetutamente i suoi umori su Vanessa. Le sta facendo la doccia e lei a bocca aperta sta bevendo tutto. Noto che, mentre beve ha iniziato a masturbarsi con foga e anche lei viene quasi subito. Il viso di entrambe è in estasi.Vanessa ancora tremante schiaccia la bocca sulla vulva umida davanti a lei, apre la bocca tantissimo, quasi a voler mangiare la fonte del suo godimento.Non la sta mangiando, ma la sta masturbando. Apre e chiude le labbra come se stesse masticando, ma in realtà sono dei profondi massaggi che terminano sul clitoride risucchiandolo.Anna raggiunge il secondo orgasmo, direttamente nella bocca di Vanessa.Dopo qualche minuto e con la fica perfettamente pulita, Anna fa alzare Vanessa e riprende a baciarla. Questa volta è lei che gioca con la lingua, ma quello che riesco a vedere io, sono i morsi alle labbra di vanessa e i capezzoli che vengono torturati. Vedo le mani di Anna che si allungano verso una mensola posta alla sua destra. Prende due pendagli lunghi circa 5 centimetri, da una parte c’è una molletta e dall’ altra una pallina di ferro che sembra essere molto pesante.Mentre i baci e le torture alle labbra continuano, Anna fissa saldamente i pendagli ai capezzoli della brava studentessa: con due dita prende un capezzolo, lo tira, apre la molletta e la richiude, un forte gemito si fa strada e si manifesta. La pallina si trova all’ altezza del capezzolo, appena la molla si chiude, le mani si aprono e grazie alla forza di gravità la pallina cade tirando fortemente il seno, altro gemito e l’operazione si ripete, così come il gemito.Anna:” Brava la mia studentessa, mi hai fatto venire 2 volte di seguito e stai imparando bene la lingua. Però l’allenamento deve continuare. Ora ti farò usare la lingua nel modo a te più congeniale. Il Francese è una lingua emozionale cosa c’è di più emozionante di prenderlo in culo e in fica contemporaneamente? Ti ricordi il giocattolino che ho usato la settimana scorsa? Che dici lo vuoi di nuovo provare?”Vanessa:” Si prof., speravo proprio che me lo proponessi. E’ uno strumento didattico molto efficace e lo vorrei dentro di me sempre per imparare meglio.”Anna sorride e mi guarda, mi fa il segno del silenzio e con la mano destra imita il gesto della masturbazione. Capisco che vuole il mio cazzo duro e che quindi ora posso iniziare a giocare anche io.Nel frattempo, da una cassettiera, tira fuori una mutanda che io definirei quadri-cazzuta. Non l’ho mail vista, più tardi verrò a sapere che è stata fatta su misura. Quello che vedo è uno strapon formato da una cintura spessa 3 centimetri. Sulla parte frontale ci sono due peni di diversa dimensione e forma: uno per l’ano e uno per la vagina.Dalla parte opposta un altro pene lungo circa 10 cm, ma molto largo, infine dietro, all’ altezza dell’ano dell’indossatore, un plug anale anch’esso molto largo, quasi delle stesse dimensioni di quello frontale ancorato da un’altra cinghia che si congiunge con il frontale.Anna comincia ad indossarlo con l’aiuto di Vanessa sempre bendata, ma consapevole dei movimenti. L’operazione è veramente sensuale e mi eccita tantissimo, neanche fossi io a penetrarla.Vanessa si posiziona dietro Anna inginocchiandosi; la sua testa è perfettamente allineata con il sedere di Anna. Prende lo strapon e lentamente inserisce la parte frontale dentro la vagina della professoressa. Afferra con le mani i due cazzi frontali mettendo le mani a cono e tiene premuta la mutanda. Anna chiude gli occhi, noto un profondo godimento sul suo viso.Vanessa prima di inserirle il plug nel bellissimo culo di Anna inizia a inumidirlo con la sua lunghissima lingua, praticamente la sta scopando. Le allarga il buco più volte con le dita e le sputa anche dentro. Finito il lavoro preparatorio, le inserisce il plug anale e stringe le cinghie laterali per saldare il tutto e non far uscire i nuovi ospiti che hanno trovato le loro nuove e umide case. L’espressione di Anna è pura estasi, la vedo che anche da ferma sta godendo come una matta.Anna:” Grazie dell’aiuto Vanessa. Ora ti insegnerò una nuova posizione che ti aiuterà sicuramente a parlare in modo fluido il francese, avviciniamoci al letto. Inginocchiati a terra e appoggia il busto sul letto tenendo il sedere ben alto in modo che io possa entrare dentro di te facilmente.Prima apri bene la bocca e tira fuori la lingua, perché ti metterò un pene finto davanti alla bocca così da poter esercitare la lingua.”Anna mi fa segno di aprire le gambe e di scendere un po' verso Vanessa. Poi appena sono in posizione, le mette una mano dietro la testa e la spinge verso il mio amichetto felice di ricevere ora le giuste attenzioni.Appena Vanessa si abbassa, capisce che il pene non è finto e inizia a succhiarlo e a leccarlo in tutti i modi che le vengono in mente. Fa anche diverse esclamazioni:” Com’è buono, non sembra finto. Che bello è fatto veramente bene, sembra che si muova veramente”. Lecca e succhia anche i testicoli.Anna si posiziona dietro di lei e inizia a penetrarla con il doppio fallo, la riempie completamente. Io, tramite la sua bocca, sento la sua goduria e eccitazione. Anche la professoressa gode, i cazzi interni ad ogni movimento lavorando acne su di lei.Neanche fossi un ragazzino alla prima esperienza, vengo immediatamente. Sono troppo eccitato; la scena davanti ai miei occhi e i gemiti di entrambe le ragazze sono un afrodisiaco potentissimo. Vanessa non si stacca dal mio cazzo e non si perde neanche una goccia.Vanessa: “Professoressa, ho capito che c’è un professore, posso fargli una domanda?”Anna:” Certo, se non hai capito qualcosa è giusto che tu faccia le tue domande?”Vanessa: “Professore, senta, vorrei continuare a esercitare la lingua perché credo che il mio accento non sia ancora perfetto, lei se la sente, possiamo ripetere la lezione?”Io: “Vanessa, dammi solo 5 minuti, in modo da ricaricare la lezione”Vedo Vanessa sorridere e godere, perché Anna non si è fermata un secondo. Le sta riempiendo entrambi i buchi con lo strapon , i movimenti rimangono lenti e accompagnati dal tipico rumore di qualcosa che entra dentro un ambiente bagnato: ciaf ciaf.Io:” Vanessa, se vuoi possiamo riprendere l’interrogazione, mi raccomando ti devi impegnare perché ora non sono molto carico e potrei essere molto lungo.”Vanessa:” Non si preoccupi professore, ci penso io, vedrà che alla fine mi darà un voto molto alto!”In 5 minuti il mio cazzo riprende vigore, neanche avessi preso un’intera scatola di Viagra, anzi forse il viagra c’è l’ho davanti, visto che prima indossava una canottiere viola.Davanti io, dietro Anna, facciamo una lezione spettacolare. Sono passati circa 10 minuti dall’ inizio del secondo pompino e sento Anna godere, qualche secondo dopo arriva anche Vanessa, quasi contemporaneamente.Entrambe gridano la loro estasi, Vanessa aggiunge “Cazzo, Cazzo Cazzo” infinite volte e come se fosse una formula magica mi fanno raggiungere l'orgasmo anche a me.Vanessa ripulisce bene il banco di studio, Anna si stacca da lei e quando ha terminato la pulizia, le prende nuovamente con le mani il viso e la bacia profondamente. Non è un bacio erotico e basta, c’è qualcosa in più.Anna:” Vanessa, ora vai a farti una doccia, dammi qualche minuto e ti raggiungo anche io, il tempo di salutare il professore e arrivo”Ragazzi, è stata un ‘esperienza favolosa. Vanessa è stata sempre bendata, Anna si è dimostrata una donna unica e enormemente sensuale.Mi dispiace non non aver giocato con lei, ma gli accordi sono accordi e poi anche se c’è stato solo sesso orale, sono profondamente soffi sfatto.Cazzo una studentessa mi ha fatto due pompini favolosi e non sa neanche che aspetto io abbia, merita sicuramento 10 e lode come voto.Grazie Anna, grazie Vanessa. Se un giorno vi servisse nuovamente un menestrello per cantare le vostra epiche gesta, fatemi sapere, la mia penna per voi sarà sempre disponibile e pronta.
181
0
1 mese fa
giorgal73, 52
Ultima visita: 5 giorni fa -
LA funzione nascosta di telegram
Per la priva volta, dopo tanto tempo, ho compreso che Telegram può essere uno strumento utile.Era inizio maggio, quando annoiato, mi misi a giocare con il telefono. Feci una ricerca con Google e tra i risultati lessi che Telegram aveva una funzione per fare amicizia, bastava attivare “Persone nelle vicinanze”. Provai a vedere come funzionava e mi resi conto che la lista (circa 100 persone) era quasi completamente composta da singoli, c’erano solo 6 ragazze.Iniziai a cliccare sui nickname delle ragazze e 5 di queste 6 erano degli Scam, ovvero profili con ragazze molto belle e molto avvenenti che nelle info scrivevano ad esempio:” sono una escort disponibile per il sesso” oppure “sono disponibile per sesso scrivimi in privato pagato con un biglietto”. Tutti messaggi simili e tutti con un italiano abbastanza approssimativo che nascondevano la truffa delle ricariche.Una volta provai a contattare una di queste ragazze, mi rispose con un menù di prestazioni a dei prezzi molto bassi e allettanti. Mi chiese dove abitavo e guarda caso, lei abitava relativamente vicino a me. Scambiammo qualche messaggio, mi diede il suo indirizzo, chiedeva però, prima dell’incontro, un biglietto da acquistare in tabaccheria. Ovviamente non lo feci, lei continuò a messaggiarmi per qualche minuto e poi si arrese.Per amore della scienza provai anche con le altre, stessa strategia, stessi prezzi, tanto più che pensai fosse la stessa persona con profili diversi. Me ne mancava una sola da cliccare: Jennifer.Cliccai sul profilo di Jennifer e vidi che aveva pubblicato una decina di foto dove lei era nuda in diverse situazioni. Una ragazza normalissima, anzi una donna come le altre con un seno normale non molto grosso, dei fianchi un pochino larghi, magra e con uno sguardo da cerbiatta bastonata, ma sexy; insomma, una casalinga normalissima, ma nuda.Le scrissi un messaggio, già pensando che fosse come le altre, il messaggio era semplicissimo: “Ciao, ti faccio i complimenti per le bellissime foto e per il tuo corpo”. Dopo alcuni secondi, mi rispose.“Ciao mi chiamo Jennifer sono una modella amatoriale, ti ringrazio per i complimenti, mi piace essere fotografata, sono ungherese, ma mi sono trasferita da poco a Cervia”.Mi inviò poi delle foto, la prima era normale: Lei sdraiata sulla spiaggia in topless, la seconda la ritraeva mentre camminava in una pineta indossando una gonnellina arancione, ma non aveva le mutandine e si vedeva tutta la fica depilata.La terza la mostrava mentre faceva pipì. Poi varie foto mentre si depilava oppure si masturbava o inseriva dei falli in ogni suo buchetto.Iniziammo a scriverci e continuammo a scambiarci foto. Scoprii che Jennifer era di origini ungheresi, fin da piccola lei e la erano dei naturisti convinti e che quindi giravano sempre nudi per casa. Le piaceva molto il sesso ed essere fotografata.Oggi Jennifer ha 45 anni, ma quando ne aveva 20, fece molti film hard in Ungheria, non per soldi, ma perché le piaceva e le piace tuttora scopare. Al ‘età di 30 anni però interruppe la carriera di attrice perché divenne mamma e si concentrò esclusivamente sulla piccola, non perdendo però la voglia di divertirsi.Non si è mai sposata e ora abita in Italia presso uno zio un po' particolare. Come mi ha raccontato, lo zio è molto intimo, spesso le fa dei filmini spinti (che mi ha inviato e confermo che sono spettacolari), la tocca sempre e ogni tanto la scopa.Le presenta degli amici “fotografi” che le fanno degli shooting conditi da sesso senza limiti.Ieri mi messaggia e mi chiede se mi piacesse fare le fotografie e se mi andava di passare la giornata insieme a fare tante foto e a divertirci. Due nano secondi e il mio cazzo era già in tiro e non vedevo l’ora di incontrarla. Era giunto il momento di sentire la sua voce e così la chiamai.“Ciao Jennifer, è un piacere immenso sentirti, ti ringrazio per le foto che hai condiviso con me e ti confermo che mi piacerebbe scattartene delle nuove, dammi il tuo indirizzo e tra circa 1 ora passerò a prenderti.”“Ciao Giorgio, il piacere è anche mio e ti confesso che i vari messaggini scambiati, ogni volta mi hanno fatto bagnare, oggi ho la fica che vuole attenzioni, per me va bene un’ora così mentre ti aspetto mi depilo e mi preparo per te.”Le dissi subito che non si doveva depilare, perché volevo fare delle foto della sua fica con i peli e poi senza e che avrei voluto raderla io. Di risposta mi disse che era felice della proposta e che mi aspettava con impazienza.Mi serviva un luogo sensuale e unico, mi misi a googolare e alla fine trovai un love hotel a Bologna vicino alla stazione centrale. Durante il viaggio per raggiungere l’albergo parlammo di tante cose, di quello che le piaceva dell’Italia e degli italiani e anche di cosa la eccitava e cosa le piacesse fare. Mi raccontò della sua carriera nel mondo del porno e di quanto le piacesse.Arrivammo all’hotel dopo 1 ora. Entrammo nella camera subito dopo il self Check-in.La stanza non era grandissima, ma davanti a noi c’era una Jacuzzi di 2 metri, alla sua destra una croce di Sant’Andrea con un collare e delle polsiere in pelle, dietro un letto sospeso e un palo da Shibari di Bambo ancorato al soffitto.Neanche il tempo di entrare che Jennifer si tolse i pochi vestiti che aveva, mi mise una mano sul cazzo e inizio a leccarmi il viso e a mettermi la lingua ovunque.Era già nuda, quindi fu facile legarla alla croce. Le allargai le gambe e le legai saldamente alla croce, lei mi fissava, si passava la lingua sulle labbra e mi ripeteva con voce roca “Sei un porco e io la tua Troia, cosa mi vuoi fare? Perché mi hai legato? Ti voglio fottere fino a che il tuo cazzo non chiederà pietà”.Io mi abbassai e mi misi in ginocchio davanti alla sua bagnatissima fica, con le dita allargai le grandi labbra, le bacia e le succhiai per qualche minuto fino a che non diventarono belle rosse, a quel punto presi la macchina fotografica e iniziai a scattare delle foto con Jennifer che godeva sia per le mie stimolazioni che per le foto stesse. Mi chiese di inserire un dito, poi un altro e infine tutta la mano, era bagnatissima e anche se la mia mano era grande entrò tutta senza difficoltà, il problema era fare le foto con una mano sola e tenere a bada il mio cazzo.Dopo pochi minuti, gridò e ebbe un orgasmo lungo e bagnato, mi chiese nuovamente di essere liberata. Non lo feci.Andai in bagno, presi lo shampoo e dell’acqua, mi avvicinai e inizia a insaponare la fica a lungo, inserendo anche qualche dito dentro mentre la massaggiavo. Presi il rasoio e iniziai a raderla mentre gemeva e mi diceva le cose più perverse cha avessi mai ascoltato. Al termine, arrivò un nuovo orgasmo, il suo sguardo era profondo, gli occhi eccitati e da gran Troia, io stavo morendo, i testicoli iniziavano a farmi un po’ male e il cazzo sembrava esplodere.Non potevo resistere ad una fica aperta e depilata che si trovava proprio davanti alla mia bocca.Presi a succhiare e a leccare singolarmente le labbra, ormai evidenti e non più coperte dai peli. Il suo Clitoride era diventato un piccolo cazzo per quanto si era gonfiato, iniziai a succhiarlo, quasi come se le stessi facendo un pompino, era bello e ad ogni leccata emanava delle vibrazioni erotiche.Venne per l’ennesima volta, con degli spasmi lunghi e convulsi, mi inondò il viso e la pulii completamente con la lingua, facendola impazzire. Il sapore era dolce, un po' agro, ma inodore. Mi riempii la bocca con il suo nettare caldo e poi la baciai, mentre le liberavo le caviglie e i polsi.Jennifer salì le scalette del letto mostrandomi la sua dolce fica gocciolante e il suo bel culo, non resistetti e mentre saliva le diedi un altro paio di leccate, questa volta inumidendo anche la rosellina.“Fermati, basta con la fica, ora voglio che il tuo cazzo mi entri tutto dentro il culo e ci prenda la residenza. Mi piace godere con il culo, da giovane mi facevo solo inculare, mi piace sentirlo dentro, voglio che tu sia lento, mi piace sentire la cappella che entra e che esce.”Entrai facilmente, il suo culo era allenato ed effettivamente molto elastico. Era bellissimo, perché anche se largo, si chiudeva sul mio cazzo e mi permetteva di sentire le sue pareti umide e calde.“Entra piano porco, ora esci, metti la lingua dentro e sculacciami, siiii… dai ora rientra lentamente”Durai solo 5 minuti e le inondai il culo con 4 schizzi lunghi e anche io iniziai a tremare, le gambe mi cedettero e dovetti sdraiarmi.Lei si girò verso di me “Sono tutta sporca e tu devi pulirmi” si alzò e si sedette sulla mia faccia con il culo aperto e gocciolante.“Leccami e prendi tutta la tua sborra in bocca, ma non lo ingoiare, appena hai finito dammi una sculacciata per avvertirmi e poi baciami”.Le nostre lingue si intrecciarono diverse volte, ci scambiammo più volte la saliva mista al mio seme, fino a che lei non ingoiò tutto e si passò la lingua sulle labbra.“Sei stanco?”“Mi hai quasi ucciso, ho una certa età e praticamente mi hai fatto fare un film porno”“peccato volevo provare la Jacuzzi e fare altre foto”“Per questo non c’è problema, anche se il mio cazzo ora è nel paradiso dei maiali, possiamo sempre fare le foto e rilassarci dentro l’acqua calda”Jennifer, però non era molto d’accordo sul concetto del rilassamento ed in effetti anche il mio cazzo dopo una trentina di minuti resuscitò e per le successive 2 ore continuammo a divertirci e a godere, facendo le foto.Ho scoperto che lo sguardo e la perversione di Jennifer è meglio del viagra e fa miracoli.Abbiamo organizzato un altro incontro, questa volta per fare delle foto outdoor, probabilmente al Lido di Dante, dove c’è tanta natura e una pineta eccezionale come location artistica.
125
0
1 mese fa
giorgal73, 52
Ultima visita: 5 giorni fa -
La compagna di scuola
Ad inizio aprile ricevetti un messaggio su Facebook di una mio amico delle scuole medie inferiori che mi avvisava della creazione di un gruppo WhatsApp per organizzare una cena con tutti i compagni di classe dell' epoca.Ho subito pensato che rivedere dopo oltre 40 anni i miei ex compagni di classe poteva essere una cosa carina e divertente. Io ho dei ricordi meravigliosi: le prime cotte, i primi approcci con le ragazze e la scoperta della sessualità.Come carattere sono sempre stato molto socievole e anche se ero un secchione, ne approfittavo per essere sempre disponibile ad aiutare tutti, soprattutto le ragazze, sperando ogni volta in un qualche tipo di ricompensa.Però alla fine, le mie compagne mi volevano così bene che per loro ero solo un fratello e purtroppo andavo sempre in bianco.Sono passati 40 anni, le nostre strade si sono divise diverso tempo fa e ci siamo persi di vista, ognuno di noi ha accumulato esperienze diverse e sicuramente siamo cresciuti sia anagraficamente che mentalmente.Arriva il giorno della cena. Mi presento con un certo anticipo, anche perché vengo da fuori città, visto che qualche anno fa mi trasferii a Bologna e la cena era a Roma.Cominciarono ad arrivare i miei ex compagni di scuola, prima i maschietti, ormai grandi e con i segni evidenti dell' età e poi le femminucce che al contrario erano tutte splendide e in forma messe in tiro dall' occasione.Arriva Paola che ora fa l'insegnante di Yoga, biondissima con i capelli ricci, un sedere spettacolare, ma poco seno.Arriva Luisa: corrispondente estera per una testata giornalistica, mora con i capelli a caschetto, un vestitino a fiori quasi trasparente e con una 5 di seno meravigliosa e che lascia poco spazio alla fantasia.Dopo qualche minuto arriva Naomi, l'unica ragazza della classe un po' esotica, ha la mamma coreana e quindi il suo aspetto è quella di una tipica ragazza orientale, però molto bella. Lei fa la traduttrice per una compagnia asiatica, il suo vestitino a righe di seta e i suoi occhioni a mandorla fanno scopa con il rossetto rosso acceso che disegna perfettamente la sua bocca molto carnosa e praticamente perfetta.Infine arriva Carla, forse la più normale del gruppo, capelli neri lunghi fino alle spalle, occhi verdi smeraldo, indossa dei jeans e un maglioncino bianco che nasconde perfettamente il seno, visto che è non è molto grande, porta una seconda.Dopo 30 minuti di attesa ci sedemmo e iniziammo a cenare immersi nei ricordi e nelle cazzate che ogni giorno facevamo. Io ero seduto tra Carla e Naomi, parlammo sia del passato che del presente.Io confessai a Carla che da ragazzo ero follemente innamorato di lei, ogni qualvolta che l'aiutavo nei compiti, anelavo il suo bacio di ringraziamento e speravo sempre in qualcosa in più.Carla arrossì e mi disse: "non lo immaginavo, per me eri solo una persona gentile, quasi un fratello, che mi aiutava nei compiti, me lo potevi dire ! ", io di rimando le dissi che con il senno del poi ero proprio un pirla.Verso metà serata dovetti iniziare a salutare tutti perché dovevo tornare a casa in quanto non avevo trovato un albergo disponibile e mi aspettavano molte ore di viaggio. A quel punto Carla mi disse che se volevo mi poteva ospitare lei, tanto il figlio era a Barcellona per l'Erasmus e l'ex-marito era appunto EX.Finita la cena andai a casa insieme a Carla, continuammo a parlare e a ricordare sul divano in compagnia di due bicchieri di Nebiolo. Riuscimmo a finire la bottiglia tra una chiacchera e l'altra. Mi accorsi che una piccola goccia di vino era finita sul maglione bianco di Carla, glielo feci notare e lei, senza pensarci un secondo se lo tolse rimanendo con un reggiseno nero, ma trasparente.Carla:" Senti Gio, ho pensato che forse è giunto il momento di ricompensarti per tutte le volte che mi hai aiutato a scuola".Ok, da piccolo ero un pirla, ma ora che sono cresciuto, credo di essere diventato più audace e pertanto, senza che me lo ripetesse, ho fatto una cosa che da piccolo era impensabile per me: mi sono avvicinato, e fissandole gli occhi, le ho tolto il reggiseno.Davanti a me c'erano 2 seni piccoli, ma perfetti e poi i capezzoli... erano come due chiodi che aspettavano solo la mia lingua. Ho iniziato a succhiare prima il destro alternando dei piccoli morsi a dei massaggi con la lingua, per poi passare al sinistro e applicare la stessa tecnica. Con le mani e le dita massaggiavo il capezzolo che non aveva l'attenzione della mia lingua e intanto i gemiti di Carla aumentavano. Era bellissimo sentire il suo sapore e stava aumentando anche il mio desiderio di provare anche a sentirne un altro, quello più intimo e gustoso.Visto che Carla gradiva il gioco dei morsi, ogni tanto tiravo il capezzolo tenendolo stretto con i denti allungandole il seno senza esagerare e nel frattempo le sbottonavo i Jeans.Ad opera compiuta l'ho fatta alzare, e le ho calato i pantaloni e le mutandine con un solo gesto, intanto i capezzoli non erano più dei chiodi, ma degli appendi abiti, la mia bocca ha continuato a giocare, mentre le mie mani hanno stretto le sue chiappe ormai nude e in quel preciso momento, Carla inizia a tremare e ad avere il suo primo orgasmo.Senza darle tregua, la faccio stendere, le metto un cuscino sotto la schiena e inizia ad ammirare quella fica perfetta: Delle labbra grandi e succose, completamente depilata tranne un piccolo triangolino poco sopra il monte di venere."Carla lo sai che questo triangolino qui mi eccita tantissimo, sei veramente fica" di risposta:"Se vuoi, puoi dire anche che sono Troia, quel triangolino non l'ho fatto io, ma qualche giorno fa ho giocato con una nostra comune amica che mi ha depilato e me lo ha disegnato lei". Appena sentii quelle parole, la mia lingua iniziò a percorrere tutto il taglio della sua fica, insinuandosi ogni tanto, fra le pieghe delle grandi labbra, assaporando e leccando il dolce nettare che sgorgava copioso, fino ad arrivare al secondo orgasmo che la fece vibrare come una corda di violino."Carla, come stai? dal quel che vedo, forse hai bisogno di un po' di riposo e poi mi devi raccontare chi è la comune amica che ha fatto questa meraviglia"."Gio! va bene che ho 50 anni, ma non sono assolutamente stanca, ti prego mi devi Prendere, voglio che me lo metti dentro, lo voglio sentire, voglio godere ancora! e se sei bravo ti farò un bel regalo".Essere bravo, credevo che fino a quel momento non mi fossi comportato male. Comunque iniziai a scivolare dentro di lei lentamente, in modo da farle assaporare il piacere di essere posseduta. Le alzai le gambe e mordicchiandole i piedi iniziai ad aumentare il ritmo delle spinte. Ormai la sua fica era un lago di umori , dilatata e sensibile ad ogni affondo. Con le dita le prendo il capezzolo destro e inizio a tirarlo e lei urla di piacere, intanto il mio cazzo continua a muoversi dentro e fuori di lei con movimenti veloci, alternati ad affondi lenti. Non voglio ancora venire, quindi ogni tanto esco e le metto 2 dita dentro stimolandole contemporaneamente il clitoride, ogni volta che mi accorgo che sta per avere l'orgasmo, faccio il bastardo e mi fermo. Il gioco però dura solo 2 volte. Appena rimetto il cazzo dentro di lei, lentamente e mi fermo piantandomi dentro di lei profondamente, sento i primi tremori, avverto una strana contrazione e il mio cazzo viene come stritolato, mi sento bagnato, mi si bagna anche la faccia come se qualcuno mi avesse fatto la pipì addosso, era lei che iniziò a squirtare e a tremare contemporaneamente, al termine uscii da lei e l'abbracciai per qualche minuto."Allora sono stato bravo? me lo merito il regalo?"con un po' di fatica ricevetti la risposta: " Si sei stato bravino, quindi una piccola ricompensa te la meriti".Carla si alzò dal letto e andò verso il comodino, lo aprì e tirò fuori un vibratore anale."Questo è sempre un regalo della nostra amica, ma oggi lo voglio usare in modo più artistico, ti va?". Come ho detto prima, non sono più un ragazzino pirla, quindi le dissi l'unica cosa che potevo dire in quel momento: " Carla , fai tutto ciò che vuoi, considerami come il tuo sexy giocattolino, dimmi quello che devo fare e lo farò". I suoi occhi si illuminarono e inizio a fare un pompino al vibratore, poi se lo passò anche sulla fica e lo inumidì ancora di più con i suoi umori."Gio', vieni qui, sdraiati, prendi il cuscino che hai usato prima, ma questa volta mettilo dietro la tua schiena che ora inizio un bel giochino con le altre mia labbra e vedrai che che ti farò avere un orgasmo unico."Feci come mi ordinò, le sue labbra erano meravigliose, mi baciava il cazzo e me lo mordicchiava, un po' come avevo fatto io con i suoi capezzoli. Ad un certo punto alza gli occhi e mi dice guardandomi: " Ora farò entrare il tuo cazzo nella mia bocca fino alle palle, ma non sarà l'unica cosa a entrare". Inizia lentamente ad avvolgere il mio glande con le sue calda labbra, intanto la lingua cerca di entrare nella mia piccola fessura, ma appena inizia a scendere un pochino con la bocca, sento che lei inizia a inserire il vibratore nel mio culo, lentamente.Più scende con la bocca e più il vibratore entra dentro di me. Appena il vibratore si posiziona completamente dentro il mio culo, lo accende e inizia a il pompino più bello della mia vita. Le labbra vanno giù e su lentamente, si aprono e si chiudono sulla mia cappella, ogni movimento della sua bocca e le vibrazioni che profanano il mio culo, rendono quella pratica spettacolare e ricca di sensazioni. La sua sembra una tecnica sperimentata, studiata con metodologia per aumentare il piacere, soprattutto quando decide di sincronizzare i movimenti della sua bocca con il fare entrare e uscire il vibratore da me. Non resisto ed esplode nella sua bocca. Non fa uscire nulla, si stacca dal mio cazzo che continua a rimanere dritto, mi guarda e ingoia. Si passa la lingua sulle labbra, come se avesse gustato la cosa più buona del mondo e mi bacia.Abbiamo continuato a farci un po' di coccole, ma Carla ha voluto che riprendessi a leccarle la fica, buonissima e bagnata.La mattina seguente, mi sveglia con un meraviglioso pompino, ma questa volta senza vibratore. Comunque non si è persa una goccia del mio sperma e come la sera prima abbiamo limonato subito dopo."Gio' ,tra poco devo uscire, perché passa Naomi a prendermi per andare a fare delle commissioni. Se ti va puoi restare e magari pranziamo tutti insieme, anche perché questa mattina le ho mandato un messaggio e mi ha chiesto se poteva giocare anche lei insieme a te."Lo ripeto per l'ultima volta: ora non sono più un pirla ... quindi ho accettato senza nessuna remora, ma questa è un'altra storia.
184
0
1 mese fa
giorgal73, 52
Ultima visita: 5 giorni fa -
Corna per l’anniversario di matrimonio.
Mi chiamo Silvano, ho 51 anni, sono di media statura, fisico normale, capelli portati volutamente corti, perché sto cercando di rimediare ad un bel principio di calvizie, abbastanza vistosa, occhi scuri e da 25 anni son sposato con Alessia. Lei è una bella donna di 50 anni, dai capelli castani, portati abbastanza lunghi sulle spalle, un bel seno di una prorompente quarta misura che sta su abbastanza bene, i fianchi sono un po' arrotondati, ma non è grassa e, come ultima qualità è munita di un bel culo che è uno spettacolo su cui posare lo sguardo. A suo dire, le cosce non sono molto belle, ma per me sembrano due colonne di alabastro, perfettamente lisce e prive di inestetismi. Sessualmente parlando, siamo sempre stati una coppia molto attiva; a vent'anni, quando ci siamo conosciuti, avevamo entrambi fatto le nostre brave esperienze. Lei non aveva avuto relazioni stabili, ma si era divertita con diversi maschietti, sia facendo pompini, che facendosi aprire in ogni suo buco, in quanto ho potuto verificare che erano stati ben collaudati. Dal canto mio, avevo fatto alcune esperienze sia con donne che con qualche maschietto, scoprendo di avere una tendenza bisex, piacere che, negli anni, di tanto in tanto, ho rinverdito spingendomi a succhiare qualche cazzo duro e, a volte, me lo son fatto anche infilare nel culo, in quanto ho potuto constatare che mi piace sia darlo, che prenderlo. Durante tutti questi anni di matrimonio, ho vissuto diverse esperienze alquanto piacevoli con mia moglie, tipo l'esibizionismo in specie d'estate, su qualche spiaggia, dove lei metteva in mostra il suo bel seno, che non mancava di attirare l'attenzione di vari maschi; quell'esperienza serviva anche a coltivare la fantasia di avere un secondo maschio nel letto, cosa che lei non ha mai rifiutato, anche se, all'atto pratico, non si era mai concretizzato, tranne qualche situazione interessante che, alla fine, non ha avuto alcun seguito. Io, però, fantasticavo di veder la mia adorata mogliettina alle prese con un altro maschio ed era strano che lei, mentre facevamo l’amore, non si negava a certe perversioni, ma, anzi, si diceva disponibile ad esaudire ogni mia fantasia. Quando la scopavo, le dicevo che avrei voluto guardarla mentre si calava sul cazzo duro di un altro maschio e lei, a quelle parole, si eccitava da matti, esortandomi a trovarle un bel ragazzo, magari di colore, con un cazzo grosso e delle palle ben gonfie di saporita crema. Ovviamente io impazzivo al solo pensiero di poter realizzare un simile sogno. Poi, però, nella realtà, ogni volta che ne parlavo per organizzare, lei mi frenava, temeva troppo di essere sputtanata.
Intanto io avevo deciso che dovevo soddisfare ad ogni costo le nostre voglie. Si avvicinava il nostro venticinquesimo anniversario di matrimonio e così decisi che quella sarebbe stata l’occasione per fare avverare ogni nostra fantasia. Prenotai un viaggio a Parigi e le dissi che avremmo trascorso il fine settimana nella città dell’amore. Lei fu entusiasta dell’idea: finalmente un fine settimana da soli per rilassarci e star insieme in completa libertà. Scelsi un bell’albergo e, a sua insaputa, riuscii a contattare ed ingaggiare uno spogliarellista. Si trattava di un bellissimo ragazzo olandese, mulatto, giovane, e dotato di un cazzo davvero notevole. Parlai con lui al telefono e gli spiegai che avrebbe dovuto esibirsi per mia moglie, cui desideravo regalare una situazione davvero particolare e, se le cose si fossero messe in un certo modo, avrebbe dovuto far vivere a mia moglie una notte da sogno. Arrivammo a Parigi e trascorremmo la giornata passeggiando tra le meraviglie di quella città e pranzammo in un ottimo ristorante. Durante il pranzo, presi ad illustrarle il programma.
«Questa sera ho organizzato una cenetta a lume di candela sulla terrazza della nostra camera.»
Lei non ebbe modo di sospettare alcunché, ma, anzi, fu entusiasta all’idea. Rientrammo in albergo e, dopo una doccia ristoratrice, ci vestimmo per la serata. Lei ebbe ad indossare uno splendido abito nero, che le lambiva il ginocchio ed esaltava il suo corpo morbido e sensuale, mettendo in risalto la sua splendida quarta di seno, calze velate autoreggenti color carne e delle decolleté nere, con tacco alto, ma non esagerato. Ebbi a farle i miei complimenti, per quanto era bella e sensuale.
«Amore sei strepitosa! La tua prorompente sensualità viene esaltata dal tuo outfit di questa sera e, per ringraziarti di avermi fatto vivere 25 anni in tua compagnia, questa sera ho preparato un regalo speciale per te.»
Lei mi ha guardato sorridente e mi ha baciato con un trasporto unico, indice di profondo amore. Le chiesi se potevo bendarla, per far sì che la sorpresa fosse davvero tale.
«Amore, vorrei bendarti per render la sorpresa ancor più esaltante!»
Lei, non sospettando alcunché, mi lasciò fare. La bendai e la feci accomodare in mezzo alla suite. Le dissi che andavo a prendere il regalo e di non sbirciare. Aprii silenziosamente la porta e feci entrare il ballerino. Appena lui fu pronto, misi su la musica, mi spostai dietro di lei e le tolsi la benda dagli occhi. Alla vista del ragazzo che cominciava a ballare, scoppiò a ridere e mi abbracciò.
«Amore... che matto che sei! Sei la persona più ardita del mondo!»
Le chiesi se gradiva la sorpresa, in quanto quel ragazzo si sarebbe esibito in esclusiva per lei.
«Amore, questo è il mio regalo! Lui è Alex, un mulatto di nazionalità olandese e, questa sera, danzerà esclusivamente per te! È lui il tuo regalo!»
Alex cominciò a ballare in modo molto sensuale e, contemporaneamente prese a spogliarsi molto lentamente. Vedevo mia moglie che lo seguiva con attenzione ed avvertivo che si stava eccitando, anche se faceva di tutto per non darlo a vedere. Lo strip durò una ventina di minuti e, alla fine, Alex era rimasto con indosso un minuscolo tanga dorato, che, a mala pena, nascondeva il suo splendido affare, ancora barzotto. Cominciò ad avvicinarsi a mia moglie e si pose, con il cazzo ancora coperto, davanti al suo viso, mentre ballava con evidente sensualità. Mia moglie mi guardava e non sapeva cosa fare. Io mi avvicinai al suo orecchio e le diedi un suggerimento.
«Amore, è il tuo regalo: fanne ciò che vuoi. Siamo lontani da casa, non ci conosce nessuno, puoi sbizzarrirti come meglio credi! Dai, lasciati andare, vivi finalmente questa esperienza, tanto a lungo fantasticata!»
Ho letto nei suoi bellissimi occhi, la voglia di accarezzare quel membro ancora non rigido, ma qualcosa la tratteneva. Mi son fatto coraggio, ho preso in mano il cazzo di Alex e l'ho avvicinato alla sua bocca, invitandola implicitamente a succhiarlo.
«Dai, amore, prendilo in bocca, assapora il piacere di un altro cazzo e, soprattutto, goditi questo momento che si è creato.»
Lei avvicinò timidamente la bocca alla cappella e diede un fugace bacio, tuttavia non riusciva ancora a sbloccarsi. Allora le proposi di fare come facevo io.
«Avvicinati, amore, dai, succhiamolo insieme! Coraggio, non esitare: vedrai che piacerà anche a te!»
Ho afferrato l’uccello ancora barzotto, ho cominciato a succhiarlo fino a che non ho sentito che anche la sua lingua stava cominciando a leccare l’asta del ragazzo. Mi son spostato per permetterle di proseguire da sola e così si prodigò in un pompino da favola. Dopo una iniziale incertezza, prese a lavorare quella splendida mazza, che cominciava a lievitare nella sua bocca, oltreché tra le mani. Lo aveva bagnato tutto con la saliva e poi lo ha fatto scivolare lentamente in bocca, fin giù nella gola, mentre con le mani accarezzava le grosse palle, ricolme di nettare prelibato, che già pregustava di poter assaporare. Vedevo finalmente realizzati i miei desideri: mia moglie stava succhiando il cazzo di un altro uomo! Intanto, sotto la sua esperta bocca, il cazzo era diventato splendidamente duro e svettava, mentre lei faceva ne scomparire la cappella, succhiandola con avidità. Mi son di nuovo avvicinato e, mentre la osservavo come finalmente si gustava quello splendido cazzone, io ho preso ad accarezzare le grosse palle di Alex, che ha sollevato le mani e le ha poggiate sulle nostre teste, imprimendo, delicatamente, a mia moglie il ritmo della pompa, mentre accarezzava anche la mia testa che, in segno di dedizione, mi dedicavo alle sue palle, lisce e gonfie. Lui ha apprezzato sia la bravura di mia moglie, che la mia collaborazione.
«Che bocca, meravigliosa! Che gola profonda! Sei una fantastica pompinara e, credimi, detto da me è un vero complimento, dal momento che tante altre donne non riescono nemmeno a prenderne la metà di quello in cui riesci tu: ce l'hai quasi tutto in gola. In più, è davvero piacevole sentire il tuo uomo che collabora in quel che fai, assecondando e giocando con le mie palle!»
Slinguavo con voglia e dedizione quelle palle, assaporandone ogni lembo. Poi ho sollevato lo sguardo e lui ha capito che doveva dare compimento a quello che era il mio più profondo desiderio: veder mia moglie chiavata da quel grosso cazzo. A quel punto, infatti, Alex si è disteso sul letto con il cazzo durissimo in mano e mia moglie gli è salita a cavalcioni. Aspettavo da anni questo istante! Finalmente ho visto l’enorme cazzo di Alex scomparire, pian piano, centimetro dopo centimetro, nella figa bagnatissima di mia moglie. Anche lei ha capito: si è girata verso di me e mi ha sorriso; io le ho lanciato un bacio, esortandola a godere senza limiti.
«Sì, amore, così! Prendilo tutto, fin in fondo! Lascia che dilati e riempia queta tua splendida figa. Dai, amore, goditelo tutto!»
Lei ha cominciato a danzare su quel cazzo, godendoselo senza riserve. Mentre chiavava e godeva, mi ha chiamato accanto a sé: voleva che guardassi da vicino, mentre si lasciava infilare da quel membro durissimo.
«Amore, vienimi vicino. Stammi vicino e guarda quanto sto godendo, grazie a te! Finalmente sento di esser la troia che desiderato che fossi. Guarda, amore, come mi chiava. Guarda, amore, come permetto che questo cazzone enorme mi sbatta!»
L’ho baciata con foga e, mentre lo facevo, ho sentito, con mia grande sorpresa, che Alex mi aveva preso in bocca il cazzo e me lo stava succhiando. Anche lui era bsx?! Sentivo gli orgasmi di mia moglie che si susseguivano senza sosta.
«Amore, vengo! È fantastico come mi fa venire! Vengo ancora!»
Era incredibile la situazione che si era creata. Lei cavalcava Alex, mentre lui mi succhiava il cazzo ed io baciavo e carezzavo il seno di mia moglie. Dopo un ennesimo orgasmo, Alex si è tolto per un attimo il mio cazzo dalla bocca ed ha urlato il suo piacere, riempiendo il ventre di mia moglie con una sborrata colossale.
«Vengo! La tua figa è così calda e stretta, che mi fa sborrare! Sto sborrando!»
Subito dopo ha ripreso il mio cazzo in bocca ed ha preso a succhiarlo come se non ci fosse un domani!
Anch'io son venuto e nella bocca di Alex.
«Alex, vengo anch'io! Ti sto sborrando in bocca!»
Ho cominciato a riversare nella sua bocca tutta la mia crema, che lui ha ingoiato senza nessuna esitazione e poi, mentre baciavo mia moglie, scossa ancora dai brividi di piacere nel sentir la figa riempita. Alex ha ripulito con la lingua il mio cazzo, nettandolo da ogni singola goccia di sborra. Appena mia moglie si è tolta da Alex, mi son precipitato tra le sue gambe, per leccarla. Sentivo il sapore della sborra di Alex, mischiata agli umori di mia moglie.
«mhmm… Che meraviglia! Hai un sapore meraviglioso!»
Ero felice. Ci prendemmo un attimo di riposo, durante il quale mia moglie si complimentò con me, per averle fatto un regalo davvero speciale e, soprattutto, si mostrò contenta per aver finalmente rivelato il mio lato bisex.
«Amore, sei un porcello davvero stupendo. Non pensavo che avessi un lato bisex e questo mi fa immensamente piacere, perché con Sara, la mia amica del cuore, spesso e volentieri, quando siamo sole, ci diamo piacere tra noi e, quindi, sapere che anche mio marito sia un bisex, non fa altro che accrescere ancora più la gioia di vivere insieme a te! Adesso, però, voglio godere con entrambi, quindi, per favore, scopatemi entrambi contemporaneamente.»
Siamo andati avanti per ore, soddisfacendo tutti i desideri di mia moglie, anche quelli più intimi e segreti. Ha preso con gioia il cazzo di Alex nel culo, mentre io le scopavo la figa e poi volle esser scopata in figa, da entrambi.
«Siete meravigliosi! Mi state facendo impazzire di piacere! Vi voglio tutti e due davanti! Voglio sentire che mi spaccate la fica! Fatemi godere!»
Dopo averla fatta godere anche con una doppia in fica, lei mi ha fatto girare e, dopo avermi leccato per bene il buchetto, ha chiesto ad Alex di incularmi, mentre io le penetravo nel culo e, quando anche lei ha raggiunto l'orgasmo, mi son svuotato dentro di lei, mentre Alex mi scaricava nel culo tutto ciò che era rimasto nelle sue palle.
Far il culo a mia moglie, mentre venivo inculato, è stato qualcosa che mi ha fatto veramente delirare dal piacere. Dopo esser venuti, lei ha preso i nostri cazzi in bocca e li ha puliti alla perfezione, raccogliendo ogni singola goccia del nostro piacere e poi, dopo che ci aveva letteralmente spremuti come limoni, è andata soddisfatta a far una doccia ed io ho congedato il ragazzo.
«Grazie, Alex! È stato un vero piacere fare la tua conoscenza e, ancor più aver potuto assaporare il tuo membro, davvero fantastico!»
Lui mi ha stretto la mano e si è complimentato con me.
«Grazie a voi! Siete stati una coppia fantastica e riconosco che, infilarlo nel tuo culetto, mi ha mandato allo sballo.»
Poco dopo, mia moglie è uscita dalla doccia con indosso uno splendido completino intimo nero, che la rendeva quanto mai concupiscente. Si è avvicinata e mi ha baciato con una intensità nuova, mai provata prima. Sentivo ancora tra le sue labbra il sapore del cazzo di Alex. Lei mi ha sorriso contenta.
«Amore, hai fatto di me la donna più felice della terra, stasera! Adesso che abbiamo scoperto che ad entrambi piace giocare sia con maschi che con femmine, vorrei che, in futuro, i nostri orizzonti fossero ancora più ampi. È stato meraviglioso vederti godere sotto quel maschio, mentre mi facevi godere, ma, nello stesso tempo, voglio che anche tu mi veda dar piacere con la lingua alla mia amica, perché il solo pensarlo mi eccita moltissimo. Grazie, amore! Grazie per questo magnifico regalo e, adesso, nonostante io abbia goduto tantissimo, voglio far l'amore con te, perché finora ho solo scopato!»
Subito dopo ha ripreso di nuovo a succhiarmi il cazzo e, da allora, la nostra vita è diventato un vero idillio.
19
3
1 mese fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
Adesso siamo una coppia escort.
Il mio nome è Danilo, ho 25 anni, sono di media statura, capelli castani, occhi marroni, e sono sposato da due anni con Michela, mia coetanea, molto bella. Ha lunghi capelli biondi, occhi azzurri, un viso carino, dei seni di una terza piena, belli tondi con capezzoli piccoli e sporgenti. Il ventre è tonico, piatto, la fica ha labbra e clitoride ben pronunciati. A tutte queste qualità vanno aggiunti un culo tondo perfetto, sembra disegnato da Giotto, e delle gambe lunghe e sottili; insomma è una donna che, quando passa per strada, attira inesorabilmente l'attenzione dei maschi che l'incrociano. Ci conosciamo da quando avevamo sedici anni; dopo un periodo di fidanzamento, durante il quale abbiamo praticato sesso, senza però toglierle la verginità, ci siamo sposati e, alla prima notte di nozze, me l'ha donata con tutto l'amore possibile. Durante gli anni di fidanzamento, aveva imparato a succhiare il mio cazzo e ad ingoiarne il frutto che le riversavo in bocca. Per quanto mi riguarda, non sono un super dotato, diciamo nella media, né troppo lungo e neanche troppo spesso, ciò nonostante lei riesce ad ingoiarlo sempre con qualche difficoltà. Ci siamo sposati quando abbiamo compiuto 22 anni. Il primo anno è andato bene e le cose giravano alla grande. Lavoravamo entrambi nella stessa struttura alberghiera, io come cuoco e lei come impiegata in contabilità. Per poter lavorare più comodamente, abbiamo preso in locazione un grazioso appartamento a poca distanza dall’albergo. Era un po’ caro, ma ci consentiva di andare al lavoro senza utilizzare l’auto. Era situato in una bella palazzina di tre piani, più attico. In tutto erano sei appartamenti più l’attico, occupato dal proprietario, mentre gli altri erano in affitto come il nostro. Trovandoci in una zona piena di uffici, banche o studi di professionisti, gli altri appartamenti erano occupati da persone molto facoltose. Solo i due al primo piano erano occupati, singolarmente, da persone di mezza età, mentre al secondo, sul nostro stesso pianerottolo, vi erano due uomini, uno calvo sulla cinquantina e l’altro un moro trentenne, che condivideva l’appartamento. Al terzo piano vi erano, in uno, tre uomini di mezza età e l’altro, due giovani e due anziani; forse, in tutta la palazzina, i più vecchi vicini alla sessantina. Gianpaolo, il proprietario, era sulla quarantina, molto alto e dallo sguardo penetrante, ed abitava nell’attico. Per un anno, tutto è filato liscio. Vedevamo i nostri vicini solo di sfuggita, ma non vi erano particolari problemi, in quanto la serenità regnava sovrana. Poi, d'improvviso, è arrivato il covid, con il relativo blocco dovuto alla pandemia!
Entrambi abbiamo perso il lavoro entro i primi 3 mesi della pandemia. Ben presto i soldi cominciarono a scarseggiare. Abbiamo avuto accesso al sussidio di disoccupazione, ma era appena sufficiente a coprire le spese di base. Ben presto siamo arrivati al punto in cui avevamo difficoltà ad onorare l'affitto. Non è passato molto tempo prima che il padrone di casa è venuto ad esigere quanto gli dovevamo. Era un venerdì mattina, quando si è presentato alla nostra porta, chiedendo che gli pagassimo l'affitto, perché eravamo già in ritardo di due mesi. Gli abbiamo spiegato di trovarci un po’ in difficolta e lui ha riflettuto un momento e poi ci ha detto di esser nel suo appartamento alle 17:00. A quell'ora, abbiamo bussato alla sua porta; appena dentro ci ha fatto accomodare, mentre lui era ancora in piedi davanti a noi, mettendoci soggezione con la sua aria imponente.
«Ho consultato il report dei vostri pagamenti ed ho constatato che siete sempre stati puntuali nel pagamento dell'affitto; quindi, qual è il problema?»
Ho guardato mia moglie e poi ho cercato di spiegare le nostre difficoltà.
«Al momento siamo entrambi senza lavoro. A causa della pandemia, l’hotel ha chiuso per mancanza di clienti e ci ha licenziati entrambi. Adesso, stiamo aspettando un nuovo impiego, ma, al momento, abbiamo qualche difficoltà ad onorare i pagamenti.»
Lui mi ascolta, ci riflette un momento e poi ci dice che ha una idea.
«Credo che potremmo trovare un punto d'incontro. Hai una moglie che fa gola a tanti, perché bella e sexy; io sono un uomo single, con delle necessità, e conosco altri uomini single, che hanno le stesse necessita; hanno bisogno di soddisfarle e, purtroppo, con la pandemia in corso, son diventate ancor più pressanti ed urgenti.»
Pur avendo intuito il senso del suo discorso, gli ho chiesto maggiori dettagli.
«Cosa intendi? Che significa che ho una moglie carina e bella e cosa c’entra con le tue esigenze?»
Lui mi ha guardato con aria piuttosto severa e mi ha detto chiaramente cosa voleva da lei.
«Può farsi scopare ed esser pagata per questo. Con ciò che guadagna, ci può pagare l'affitto e, forse, anche qualcos'altro.»
La durezza delle sue parole, dette con una disinvoltura unica, mi hanno sconvolto. Mi volto e guardo mia moglie, che ha il viso stravolto e la immagino mentre viene scopata da altri uomini. Ripenso alla nostra vita sessuale passata. A causa dei miei orari di lavoro, scopavamo, in media, una volta o due a settimana, oppure addirittura una volta ogni due settimane.
Ero stravolto e lei non lo era da meno. Lui ha avuto un mezzo sorriso ironico e poi ci ha lasciato soli.
«Bene, vado a preparare qualcosa da mangiare; vi lascio soli a confrontarvi sulla decisione da prendere. Parlatene e trovate una soluzione, altrimenti mi vedrò costretto a farvi lasciare l’appartamento entro una settimana.»
Appena soli, ho guardato Michela e ho detto che non potevamo nemmeno pensare a fare una cosa del genere. Lei ha abbandonato il suo mutismo e mi ha esposto quella che era la sua riflessione.
«So che non ti fa piacere ed ho difficoltà anche a pensarci, ma ci troviamo bene nel nostro appartamento. Perciò non è il caso di crearsi troppi problemi: se non aderissi alla proposta del proprietario, perderemo casa e non avremo un posto dove vivere. Del resto il tutto non dovrebbe durare a lungo, perché, prima o poi, dovremo pur trovare lavoro? Non possiamo fare diversamente.»
Ero scioccato. Non volevo che lei propendesse per quella soluzione, ma, in cuor mio, sapevo bene che era l’unica e, poi, era una sua scelta. Ben presto lui è tornato nella stanza, mangiando un panino. Ci guarda e chiede se abbiamo deciso cosa fare.
«Allora, qual è la vostra decisione?»
Michela con voce tesa e nervosa, gli chiede maggiori dettagli.
«Cosa dovrò fare veramente?»
Lui risponde sempre mangiando.
«Io ti chiamerò ogni volta che vorrò far sesso con te, o quando avrò un altro maschio che vorrà pagare, per far sesso con te. Tuo marito ti seguirà attraverso un sistema di video sorveglianza, collegato a quello schermo.»
A quel punto, lei chiede quanto sarà il suo compenso e lui, allora, le tende la mano e la invita ad alzarsi.
«Penso che dovremmo vedere quanto sei brava, prima di parlare di soldi. Dai andiamo in camera, e tu seguici, devi vedere cosa fa, cosi, magari, impari qualcosa.»
Una volta nella stanza, vedo un letto matrimoniale e, in un angolo, un divanetto di velluto rosso, vecchio stile. Nell'altro angolo, vedo un videoregistratore su un supporto e lo guardo stupito, cercando di capire.
Lui intuisce il mio pensiero e mi spiega che serve per creare la pubblicità di lei come puttana, allo scopo di far valutare le sue prestazioni a chi è fuori, prima di accettare i suoi servigi. Si mette dietro la telecamera e le ordina di iniziare a spogliarsi. Michela lo fa procedendo lentamente, un capo dopo l’altro vengono fatti cadere per terra, finché non è nuda. Lui le ha fatto delle riprese, spostandosi sempre più vicino e, poi, appoggia la camera sul cavalletto e prende la macchina fotografica; le ordina di mettersi sul letto in pose sempre più oscene. Mi eccito e, nello stesso tempo, mi sconvolge tutto questo. Lui si complimenta con me per quello che lei sta mostrando.
«La piccola qui ha del potenziale enorme! Un gran bel culetto e delle tette davvero bellissime, per non parlare dalla fighetta ben rasata! Farai furore nella mia scuderia!»
Poi si spoglia, riprende la telecamera e si avvicina a lei. Ha indosso solo i boxer e le ordina di inginocchiarsi davanti a lui. Le fa allungare le mani e tirare giù i boxer. Vedo lo sguardo sconvolto di Michela, quando vede il suo cazzo! Io ho un cazzo nella media, sui 13 centimetri al massimo, ma il suo è davvero enorme: ben sopra i venti di lunghezza ed una circonferenza che spaventa! Grosso come il polso di Michela e con una cappella enorme!
«Adesso apri quella bocca da succhiacazzi e fammi sentire quanto sei brava a succhiarlo e prenderlo in gola!»
Mi chiedo come farà ad infilarlo in gola, dal momento che, a volte, ha difficoltà ad ingoiare il mio. Lei inizia a leccarglielo, facendo scorrere la bocca su e giù, lungo l’asta, che sembra lievitare ancora di più. Lui le dice che vuol sentire meglio la sua lingua e, quando lo fa, si vede che apprezza. Poi le mette una mano sul capo e comincia a spingerglielo sempre di più dentro la bocca, che, ad ogni affondo si dilata sempre di più. Lei si impegna e lui si complimenta, e questo mi stupisce non poco.
«Brava, vedo che lo stai ingoiando bene! Presto sarai ben allenata!»
La guardo attentamente e vedo che davvero si sta impegnando, anche se non riesce ad infilarsi quella trave in gola senza dover fare dei grossi sforzi per contrastare gli emergenti conati di vomito. Lui le ordina di infilarlo un po’ alla volta e lei lo fa con calma, un affondo dopo l’altro, fin quando vedo la sua gola gonfiarsi e il suo naso sbattere sul corpo di lui: lo ha tutto in gola! Io non ci ero mai riuscito!
«Brava puttanella! Lo hai preso tutto in gola! Adesso ti scopo la bocca e ci sborro dentro!»
Inizia a scoparle la gola e lei resta immobile, mentre lui si complimenta per il fatto che ha una gola stretta e che così lo farà venire molto presto.
«Brava cosi! Mi piace questa tua gola stretta! Ti sfondo tutta l’ugola e poi te la inondo! Brava, bocchinara! Avrai modo di succhiarne di cazzi, dopo questo risultato!»
La guardo, la vedo soffrire, ma continua imperterrita a prenderlo in gola.
Ancora qualche spinta dentro e fuori dalla gola e lui comincia a gemere; poi si svuota nella sua bocca.
«Bevi, che sborro! Adesso vengo! Che meraviglia! Mi stai spremendo il cazzo con la laringe!»
Lei ingoia con un po’ di difficoltà, ma non ne perde una goccia. Lo pulisce con estrema bravura e lui annuisce contento, poi glielo sfila e lei riprende fiato. Lui mi guarda e vede che ho il cazzo semiduro, che gonfia i miei pantaloni. Non ho potuto farne a meno. Vederle prendere in gola il suo cazzo, mi ha fatto eccitare. Lui la guarda e mi ordina di avvicinarmi. Giunto davanti a loro, lui ordina a Michela di aprimi i pantaloni.
«Dai, troia! Adesso succhia il cazzo del tuo uomo e mostragli cosa hai imparato, mentre io mi preparo per il secondo round.»
Lei si avvicina a me, mi slaccia i jeans e li abbassa. Mette la bocca sul mio cazzo e inizia a fare su e giù. Dopo averlo fatto scorrere su e giù per alcune volte, inizia a usare anche la lingua ed io mi ritrovo con il cazzo durissimo nella sua bocca. Sono stato colto da un raptus di pura lussuria: le ho afferrato la testa ed ho iniziato a scoparle la gola, ben sapendo che non sarei mai arrivato in fondo, allo stesso punto dove era arrivato lui. Ero così eccitato che lei mi ha guardato un po’ stupita, mentre io, con un gemito, mi son scaricato nella sua bocca. Ho visto le sue guance gonfiarsi e poi ingoiare anche la mia crema. Lui, che mi aveva osservato per tutto il tempo, ha fatto un mezzo sorriso ironico; poi si è avvicinato di nuovo e l’ha fatta stendere supina sul letto a cosce ben aperte. Le solleva le braccia, le lega i polsi alla testiera. Mi stupisce, ma lei non si oppone. Si inginocchia fra le sue cosce e vedo che lecca come un affamato la sua fica: la porta al piacere. La sento gemere, mentre lui le tortura il clitoride, succhiandolo fin quando raggiunge un orgasmo.
«No, porco! Così mi fai godere! Sei…meraviglioso! Dai, ancora!»
Gode, poi lui si solleva, mi guarda e si allunga su di lei; appoggia la grossa cappella far le piccole labbra di mia moglie. Dentro di me, penso che sarà dura per lei ricevere un simile arnese, dalle dimensioni cosi abbondanti.
«Rilassati, piccola, che adesso ti svergino per davvero! Fino ad oggi non sei mai stata scopata da un cazzo vero, ma, da oggi in poi, non avrai più problemi e ne potrai prendere quanti ne vorrai e di tutte le dimensioni. E tu, cornuto, guarda come la fotto e l'apro per bene una volta per tutte! Dopo questo lavoretto, il tuo non avrà più modo di sentirlo.»
Inizia a far scorrere il cazzo, strofinandolo lungo la fessura lucida di umori. La punta del suo cazzo separa le sue labbra rosa. Lei geme mentre lo sente premere contro il suo buco. Lui spinge i fianchi un paio di volte e lei urla, mentre il cazzo enorme si fa strada dentro di lei. Lui la guarda e commenta.
«Accidenti, come sei stretta! Non ho mai avuto una fica così stretta come questa tua! Sembri vergine davvero! Dopo questo passaggio, la tua piccola fica non potrà più far a meno di cazzi enormi come questo!»
Dentro di me, penso che sarà proprio così! Lui affonda lentamente, ma con decisone, un po' per volta, glielo pianta tutto dentro, fino alla radice. La vedo sobbalzare e spalancare la bocca, senza emettere alcun suono. Lui resta immobile e lei si rilassa, poi lui incomincia a pomparla con affondi sempre più lunghi e profondi. Lei, dopo un primo momento da passiva, adesso incomincia a godere e, quindi, lo asseconda, spingendo in alto il corpo per andare incontro a quel mostro che la sfonda. Urla e gode.
«Mi sfondi divinamente! Dai, più forte! Fammi godere ancora! Sei meraviglioso! Mai goduto così tanto! Dai, ancora! Vengo!»
Ora la pompa davvero forte, vedo colare il suo piacere mentre quella che era la mia figa si adatta alle nuove dimensioni. Mia moglie mi guarda, cercando comprensione, che, effettivamente, trova nei miei occhi. È vero la sto ammirando per come si sta facendo sbattere da questo energumeno che le sfonda la fica. Gode senza ritegno e poi, dopo l’ennesimo orgasmo, lui resta immobile ben piantato tutto dentro di lei: sta sborrando dentro mia moglie! Nello stesso istante lei ha di nuovo un orgasmo e vedo la sua fica che si contrae attorno al suo cazzo, mentre lui la riempiva.
«Ti inondo! Ti sto sborrando dentro! Lo senti! Mi stai risucchiando il cazzo da come si contrae la tua fica! Bellissimo! Che troia! Accidenti che gran troia ho trovato!»
Si sfila e vedo una gran quantità di crema sgorgar fuori dalla fica ancora oscenamente dilatata. Lui le scioglie i polsi ed io la guardo mentre lei adesso si sente in imbarazzo per aver goduto con lui davanti a me come una puttana.
«Adesso potete andare. Sei davvero brava; mi piaci molto e sei anche molto carnale! Vedrai quanti soldi ti faccio fare! Ti mando un messaggio per domani.»
Lei si riveste sommariamente e ce ne torniamo nel nostro appartamento. Non ci diciamo nulla e, dopo una rapida doccia, lei se ne va a letto. Io resto a meditare su tante cose che vorrei sapere, ma la vedo dormire: del resto era sfinita e, quindi, lascio perdere.
Per tutto il giorno dopo, la vedo un po’ nevosa, ma non le chiedo nulla. Lui ci manda un messaggio dicendo che ci aspetta alle 20:00 a casa sua. Appena giunti, ci ordina di entrare in camera, ordina a lei di spogliarsi ed a me di avvicinarmi: mi spiega come usare la videocamera.
«Voglio che fai delle riprese mentre la scopo.»
Appena nudo, le ordina di succhiargli il cazzo, finché non sarà diventato duro. Attraverso lo schermo della videocamera, ho visto la sua bocca muoversi su e giù lungo quel cazzo, che è subito lievitato, crescendo, a mio avviso, ancora più della sera prima. Lui, una volta eccitato, l’ha distesa sul letto con il viso in giù; le ha legato ancora i polsi alla testiera, poi le sistema un cuscino sotto il ventre, facendo sollevare il sedere. Intuisco il suo progetto e lo guardo, mentre lui adesso va a spiegarle cosa farà.
«Adesso ti apro anche dietro. Preparati a provare un po’ di dolore, ma vedrai che poi passa e ci proverai gusto.»
Ero sconvolto. Avevo provato in passato a farle il culo, ma lei si era rifiutata provando molto dolore con il mio cazzo, che non era nemmeno la metà di questo! L’avrebbe spaccata di sicuro. Lui invece non ha fatto altro che iniziare a lubrificarlo con del gel e poi, dopo un po', sentiamo suonare alla porta; lui mi dice di andare ad aprire. Resto stupito, ma eseguo. Apro e mi trovo davanti l’inquilino del nostro stesso pianerottolo, quello completamente calvo. Basito, lo vedo entrare deciso, dirigendosi in camera. Saluta il padrone di casa e poi si spoglia. Io lo guardo, mentre lui parla con Gianpaolo.
«Allora è vero che è vergine di culo? Non sai quanto ho desiderato questo momento! Adesso, le faccio un bel servizietto e tu, cornuto, riprendi bene quando le aprirò il culo!»
Sono sconvolto e mi sento mancare: un coinquilino che ci potrà incontrare ogni giorno? Michela sembra sconvolta, ma, essendo a faccia in giù, non vedo il suo volto. Gianpaolo, mentre il pelato si spoglia, mette del lubrificante sul dito medio e continua a lubricare il culetto di mia moglie, che cerca di dimenarsi facendo capire che non gradisce la sodomizzazione.
«Ti prego, no! Non l’ho mai preso nel culo! Mi farete malissimo!»
Andrea si è spogliato e vedo il suo cazzo che è lungo sì, ma di spessore inferiore a quello di Gianpaolo.
«Scherzi? Fermarmi? Ma lo sai da quanto ho voglia di incularti? Non mi è sembrato vero, quando lui me l'ha detto! Adesso ti sfondo!»
Michela ha iniziato a piangere, immaginando il dolore cui andava incontro. Andrea si era già lubrificato il cazzo e lo ha appoggiato al buchino molto stretto. Allora Gianpaolo le ha dato due sonore sculacciate e lei si è rilassata; Andrea mi ha guardato ed invitato a star dietro di lui in modo da riprendere per bene l'inculata di mia moglie. Mi son inginocchiato, ho inquadrato la scena e lui, con un colpo secco, le è entrato dentro. Lei ha gridato forte, mentre lui ha affondato in lei, senza pietà.
«Aaaahhhi!! Mi spacchi! Fa piano, me lo sfondi! Togliti che fa male! Esci, ti prego!»
Ma lui è rimasto insensibile alle sue richieste ed ha preso a pompare il culo di Michela, sempre più forte. Ho visto lei inarcare la schiena e piangere, mentre lui godeva come un pazzo furioso. Ho pensato che sarebbe venuto subito, invece era molto resistente: l’ha pompata a lungo, fin quando lei si è arresa, ha rilassato i suoi muscoli e lui ha goduto dentro il suo martoriato culetto, con un grugnito da vero porco.
«Che meraviglia! Sì, me lo godo tutto! Adesso te lo riempio di crema bollente! Ti sborro in culo, vacca!»
È rimasto piantato dentro di lei e ho visto le contrazioni dei suoi glutei, chiaro indizio delle schizzate che le stava donando: ne ho contate sei. Ad ogni contrazione, le riversava in culo una bella schizzata di sborra. Contento, se ne è uscito ed io ho filmato il culo di mia moglie ben aperto, da cui colava un rivolo di crema bianca e, per fortuna, senza segni di lacerazione. Mentre Andrea se n’è andato in bagno Gianpaolo ha preso, il suo posto. Di colpo le è entrato dentro, senza nessun riguardo. Lei ha sussultato e si è girata con lui che, sadicamente, le chiavava il culo.
«Adesso te lo finisco di rompere io! Lui ha solo aperto la via, ma io te lo apro del tutto!»
Io ero sempre lì a filmare ed ho visto che, mentre lui continuava a spingere il cazzo dentro di lei, Michela ha sbottato ancora una volta per il dolore. Potevo vedere il suo piccolo anello allargarsi per consentire l'ingresso di quel mostro. Lui non le ha dato tregua ed ha continuato a spingere.
«Rilassati, che è meglio, tanto non posso far a meno di sfondare un bel culo come il tuo! Devo sfondarlo completamente!»
Poi di colpo lo sfintere ha ceduto e lui è affondato tutto dentro di lei, che ha emesso un ennesimo grido, per poi quasi svenire. Lui le ha pompato il culo a lungo e poi le è venuto dentro a sua volta. Durante tutta l’inculata, Andrea si è fatto succhiare il cazzo, anzi, per esser precisi si è scopato la bocca di Michela, che doveva reggere Gianpaolo nel culo e l’altro in bocca.
Fortunatamente Andrea, questa volta, è venuto relativamente presto e le ha scaricato in bocca un’altra buona dose di crema.
«Bevi, zoccoletta! Bevi e succhia, che ti voglio anche scopare! Dai, succhialo, deve restar duro!»
Gianpaolo si è sfilato e Andrea ha preso a scoparla da dietro. L’ha fatta sollevare un po' e le ha infilato il cazzo in fica da dietro, pompandola a ritmo sostenuto. È durato una ventina di minuti e, infine, le ha sborrato in faccia. Soddisfatto se n’è andato, dopo aver dato una busta a Gianpaolo, che ha liberato i polsi di Michela e le ha detto che era tutto finito e si poteva rivestire.
Lei, stremata, non riusciva neanche a muoversi. Prima di uscire ci ha detto che, con questo, avevamo già pagato uno dei due mesi di arretrati, e ci ha dato un po’ di soldi in contanti.
«Questi te li ha lasciati Andrea. Vedrai non ti disturberà più; a lui piacciono solo i culi vergini: una volta chiavati, non hanno più alcun interesse. Adesso riposati, che presto ti faccio lavorare di nuovo.»
Siamo scesi nel nostro appartamento; lei ha aperto la busta e ci ha trovato cinque pezzi da cento. I due giorni successivi sono stati davvero duri per mia moglie. Sedersi, camminare, andare in bagno, era tutto un dolore. Pr tutta la settimana non lo abbiamo sentito e lei si è ripresa. Al sabato, ci ha detto di salire da lui verso le 19:00.
«A casa mia e non far tardi, che hai un cliente!»
Quando siamo entrati, mi è stato detto di sedermi sul divano nel soggiorno, così ho fatto ed ho visto Michela che veniva condotta da Gianpaolo in camera da letto. Ben presto è uscito fuori ed ha acceso la TV: c'era la telecamera accesa che mi mostrava ciò che succedeva nella camera. C'era un uomo, lì dentro. Aveva più o meno la stessa taglia di Gianpaolo. Le ha detto di spogliarsi e lo stesso ha fatto anche lui. Il suo cazzo non era grosso come quello di Gianpaolo, ma faceva comunque aver contezza di quanto il mio fosse piccolo. Ho sentito chiederle di iniziare a succhiargli il cazzo, cosa che lei ha fatto inginocchiandoglisi davanti; ha iniziato a lavorarlo di bocca e ben presto gli è diventato grosso e duro. Allora l’ha fatta sdraiare sul letto a cosce aperte, si è messo a leccarle la fica fin quando lei non è venuta. Lui allora si è disteso e l’ha fatta salire su di sé e lei ha iniziato a cavalcarlo, godendo molte volte. Ho visto Michela urlare di piacere, mentre lui, con le gambe inarcate, la sbatteva dal basso. Dopo un po' ha cambiato posizione: l’ha messa di lato ed ha continuato a scoparla molto energicamente.
Ha continuato a chiavarla per circa una trentina di minuti. Non so se dimostrava quella resistenza sebbene fosse venuto o, semplicemente, era il suo modo di ritardare al massimo la sua goduta; sta di fatto che quella sua galoppata l'ha fatta godere tantissimo! Alla fine le è venuto dentro con un grido forte, cosa che ha provocato in lei l'istinto ad abbracciarlo forte: era chiaro che la scopata le era piaciuta molto. Lui si sfila e vedo benissimo la sua fica ben dilatata, da cui esce un rivolo corposo di crema bianca. Una volta che il tizio ha finito, vedo consegnare dei soldi a Gianpaolo e va via. Subito dopo esce anche Michela. Gianpaolo le si avvicina e, sorridendo compiaciuto:
«Tieni, questa è la tua parte. Sono la meta dei soldi che ha appena pagato per averti. Sei stata davvero brava. Il tizio conosce molte persone cui piace divertirsi con puttane come te; vedrai la pubblicità che ti farà e quanti clienti sarà capace di procurarti.»
Le mette in mano due banconote da cento, lei gli sorride e torniamo a casa. Per le due settimane a seguire si ripete la stessa cosa. Lei scopa e io guardo. Poi è stata la volta di tre soli clienti, ma molto dotati, ed anche in quell'occasione lei ha dimostrato di esser in grado di reggere bene l'impatto: non si è negata e li ha presi con disinvoltura: ormai era ben allenata. In tutte le volte succedute nel tempo, ho visto Michela godere molto, mentre il sesso fra di noi era divenuto inesistente. Dopo che lei aveva scopato, in silenzio mi recavo nel bagno e mi segavo facendo scorrere nella mia mente le immagini di lei che godeva fra le braccia di quegli sconosciuti. Poi tornò il suo primo cliente, chiedendole, questa volta, il culo. Inizialmente lei ha mosso qualche resistenza, ma lui è stato irremovibile, allora ha dovuto cedere: se l’è inculata con tanto piacere da parte sua, un po’ meno da parte di mia moglie, ma, in definitiva, ormai era ben aperta in tutto. Anche in questa occasione Gianpaolo si è complimentato con Michela per avergli fatto fare bella figura. Ormai lei era sempre più lanciata verso il piacere di vendersi e, non mostrava più alcun ritegno. Non era più una questione di necessità economica a spingerla, ma il piacere di esser trattata da puttana che le metteva foga addosso e la faceva scopare con entusiasmo, che era poi la caratteristica che piaceva tanto ai clienti, al punto da tornare a cercarla. Poi ci fu un notevole cambiamento anche per me. Un pomeriggio, Gianpaolo mi dice che ha bisogno di un piacere da parte mia. Deve accontentare un cliente molto particolare e non ha nessuno di cui potersi fidare e, se gli presto il mio aiuto, possiamo considerarci liberi da ogni obbligo nei suoi confronti. Ne parlo con Michela, che mi spinge ad accettare. Tutto quello che mi chiede Gianpaolo è di recarmi a casa sua e il resto me lo avrebbe detto lui di persona.
Appena entrato, mi fa fare una doccia e poi, nudo, mi lega le mani al letto, mi benda, quando sento delle voci che mi rigirano prono e mi legano a gambe aperte. E' allora che intuisco che non dovrò esser l’oggetto di un desiderio gay. Una lingua mi si infila fra le chiappe. Provo a ribellarmi, ma sono immobilizzato, cerco di dissuaderlo, ma ottengo l’effetto contrario.
«No, non voglio! Il mio culo non è in vendita! Non sono frocio! Non mi piace farmi inculare!»
La voce ride e poi mi dice che, se mi agito, per lui sarà ancor più piacevole.
«Sì, dai, ribellati! Adoro chi non si sottomette! Ti sfonderò il tuo bel culetto e, se non ci stai, mi ecciti di più! Dai, agitati pure che mi eccita!»
Mi lecca e cerco di serrare le chiappe per evitare la sodomizzazione; però mi sento aprire con forza e dopo poco una bruciante cappella si appoggia al mio sfintere. Serro le natiche, ma vengo sculacciato con forza e, alla fine, sono costretto ad allentare le chiappe; in quel preciso momento un cazzo molto grosso mi sfonda le reni. Mi sento trafiggere e spaccare davvero il culo. Urlo ed imploro, ma non serve ad altro che eccitare il porco che mi pompa per un tempo che a me sembra eterno. Mi sfonda a lungo il culo, poi me lo farcisce con una dose di crema incredibile. Non la finiva più di schizzare nel mio culo. Alla fine resta per un po’ immobile, sempre piantato dentro, poi lo sfila di colpo ed avverto che ho il culo ridotto ad una voragine. Lui me lo mette davanti alla bocca, mi obbliga ad aprirla e me lo infila dentro.
«Adesso me lo lecchi e succhi bene, che voglio mi ritorni duro. Se sarai bravo, ti scopo ancora un po’ il culo e poi ti vengo in bocca, altrimenti ti infilo una mano su per il culo e te lo sfascio per davvero.»
Terrorizzato da questa prospettiva, lo succhio come se non ci fosse un domani, dopo di che mi scopa di nuovo il culo e, alla fine, si scarica nella mia gola. Avverto dei conati di vomito mentre mi sborra in bocca, ma sono costretto a reprimerli, anche perché ho il cazzo in gola e lui mi tiene chiuso il naso: se volessi respirare, devo ingoiare! Alla fine se ne va e Gianpaolo mi libera. Sono a pezzi, ma lui è soddisfatto.
«Bravo! Adesso che anche tu hai il culo rotto, ti troverò dei buoni clienti, cosi sarai anche tu a guadagnare!»
All’inizio non mi piaceva per niente, ma poi mi son adeguato.
Alla fine della pandemia, io e mia moglie abbiamo continuato ad esser una coppia di escort, pronti a soddisfare ogni cliente e, adesso, i soldi non sono più un problema.
21
1
1 mese fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
Un incontro bdsm indimenticabile
Stavo leggendo alcune pagine sul sito di incontri che frequento, quando, un annuncio mi ha incuriosito e mi sono soffermato. Ho visionato la pagina e mi hanno catturato in particolare le foto pubblicate. Una bellissima donna, assieme al suo compagno, si mostrava con una espressione voluttuosa e molto sexy, aveva intorno tanti sexy toys molto particolari, sicuramente utilizzati in pratiche BDSM. Infatti, nel messaggio introduttivo della pagina si indicava proprio la preferenza per incontri di sesso con pratiche BDSM.
Il messaggio pubblicato era molto invitante, quindi, scrissi loro dicendo che avevano catturato la mia attenzione e che l’idea di essere in qualche modo oggetto dei loro interessi BDSM mi piaceva. Scrissi, inoltre, che non avevo mai avuto nessuna esperienza BDSM e la cosa stuzzicava la mia fantasia sessuale.
Loro risposero in brevissimo tempo. Dopo alcuni contatti tramite e-mail ci siamo scambiati il numero dei cellulari e ci siamo sentiti diverse volte parlando in modo esplicito dei nostri desideri. Mi ritrovai a condividere quello che dicevano. Chiacchieravamo liberamente e facevamo progetti su cosa fare insieme.
In una delle conversazioni mi chiesero se fossi disponibile a raggiungerli a casa per passare una serata insieme, abitavano in una città vicina alla mia. Ho risposto immediatamente che ne sarei stato felice. Quindi restammo d’accordo che il sabato successivo ci saremmo visti, loro mi indicarono il loro indirizzo e mi fornirono tutte le spiegazioni necessarie per raggiungerli.
Durante quella conversazioni mi hanno mandato un paio di foto di nudo, alcune erano evidentemente fatte in diretta durante la telefonata, erano veramente foto molto esplicite.
Lei era alta circa 1,70, bionda, con grandi tette e una figa liscia e rasata. Lui un moretto alto circa 1,85 dal fisico snello. Era completamente depilato, il suo cazzo sembrava abbastanza grosso e lungo.
Quel sabato in cui stavo guidando verso la loro casa ero molto eccitato per l’incontro che da lì a poco avrei avuto. Le loro indicazioni mi condussero alla loro casa facilmente. Arrivato nel vialetto della loro villetta, molto tranquilla con un bel giardino intorno, ho suonato al campanello come da accordi.
Lei mi ha aperto ed è uscita dalla porta di ingresso indossando solo una vestaglia di seta nera, mi ha, quindi, invitato ad entrare dentro casa. Lui stava aspettando in salotto, era già seminudo e indossava un sospensorio nero di pelle che lasciava tutte le sue chiappe libere, la cosa mi è sembrata strana ma ormai ero in ballo e, quindi, dovevo ballare.
Si presentarono con i loro veri nomi, Giulia e Antonio, non con i nickname utilizzati in chat.
Giulia disse: "Prima di fare qualsiasi cosa vogliamo essere sicuri che tu sei d’accordo con tutto ciò di cui abbiamo discusso."
Risposi: “Si, certamente. Mi va di mettermi in gioco con voi.”
Lei, si tolse la vestaglia e rimase con un corsetto gotico in pelle che lasciava libere tutte le parti erotiche del suo corpo, seno e figa, era una visione bellissima.
Poi, con movimenti rapidi, senza nessuna perdita di tempo, mi aiutò a togliermi i vestiti. Ero quasi nudo in un attimo.
Quindi mi spinse verso Antonio chiedendomi di inginocchiarmi tra di loro. Il mio viso era all’altezza del suo grembo. Antonio, subito dopo, si era inginocchiato davanti a me e mi ha afferrato e massaggiato le palle.
Giulia, accarezzandomi da dietro, disse: "Fattelo venire duro per me, tesoro. Lo voglio assaporare."
Una profonda sensazione di piacere mi invase quando lei mi strinse il pacco, masturbando il mio cazzo. Iniziò ad accarezzarmi in simultanea con il suo lui.
Poi lei si abbassò strofinando il suo viso sul mio cazzo.
"Succhialo, tesoro. Fallo diventare duro. Mi piace vedertelo fare!" disse suo marito che la baciò sulla guancia.
Lei aprii la bocca e lasciò scivolare il mio pene dentro.
Antonio le ordinò: "Non fermarti, succhiaglielo finché non te lo dico io di smettere." Lei obbedì.
Lui gli teneva la testa con entrambe le mani spingendo il mio cazzo in profondità dentro di lei. All’inizio con movimenti lenti e calmi, poi con spinte più lunghe e in profondità. Mi stava facendo scopare la sua bocca fino giù nella gola.
Antonio esclamò: "Brava, ti piace essere scopata in bocca?"
Lei annuì con un gesto del capo continuando a farsi fottere tra le labbra.
Ad un certo punto, Antonio le disse qualcosa all’orecchio, Giulia si è alzata e si è allontanata. Tornò con alcuni oggetti, non li vedevo chiaramente ma immaginavo cosa fossero.
Cercai di girarmi per vedere meglio ma Antonio mi tirò indietro la testa e mi disse: “Non guardare. Ti metteremo un collare e delle manette come uno schiavo. Mi piace averti così. Va bene?"
Riuscii solo a grugnire un sì. Cercai di chiedere qualcos’altro ma non ci riuscii perché prima che me ne rendessi conto mi fecero indossare un collare di pelle e delle manette ai polsi.
Lui le allacciò molto strette. Le mie mani erano ammanettate insieme davanti, io ero ancora in ginocchio sul pavimento.
Giulia continuava a baciarmi la verga e a stringermi le palle tra le mani mentre Antonio proseguiva a dirmi: "Ti imbavaglierò perché devi essere il nostro schiavo, non devi poter protestare. Va bene?"
Non riuscii ad annuire o scuotere la testa.
Lui disse: "Sì, a lui va bene."
Quando disse queste parole, la mia testa fu tirata indietro, mi è stata infilata tra le labbra una palla di silicone, una ball gag costrittiva davvero grande che mi ha riempito la bocca. L'hanno legata stretta sulla nuca. Io tentavo di dimenarmi e cercavo di gridare ma qualsiasi possibilità mi veniva impedita dalla palla che avevo in bocca.
Giulia e Antonio mi hanno detto di rilassarmi che ora sarebbe venuto il bello della serata: "Ora inizia il vero divertimento. Andrà tutto bene, vedrai che ti piacerà." Le loro mani mi accarezzavano le palle e il cazzo e mi pizzicavano i capezzoli.
Mi ritrovai con le mani legate da manette, il collo chiuso in un collare legato alle manette con una catena e la bocca bloccata da una palla. Tremavo al pensiero di cosa potessero farmi da lì a poco. Ma, allo stesso tempo, la situazione mi eccitava da morire.
Mi sono rilassato per quanto potevo vista la situazione e ho cercato di adattarmi alle loro richieste. Ero abbastanza sicuro che avrei preferito andarmene subito. Ma era troppo tardi ormai.
Mi sono calmato anche perché era evidente la mia impotenza in quelle condizioni, non potevo oppormi al loro volere.
Loro mi presero per le braccia, mi fecero alzare e mi condussero nella camera da letto.
Quando entrammo dentro mi accorsi che c'era al centro della bella stanza una strana panca metallica con fibbie per immobilizzare.
Un po’ impaurito e non potendo parlare per la palla infilata in bocca feci una certa resistenza per non avvicinarmi a quell’oggetto.
Giulia mi spiegò con voce ferma: “Tranquillo, non aver paura, continueremo a giocare. Rilassati è una panca con le cinture per tenerti fermo, sono regolabili per adattarsi perfettamente al tuo corpo. Starai benissimo durante i nostri giochi.”
Aggiunse Antonio, con una certa rudezza: “Sarai umiliato e soggiogato al nostro volere, ti sottometteremo e sarai totalmente indifeso mentre farai ciò che ti ordineremo. Devi accettare il tuo destino e trarre il maggiore piacere possibile dalle cose che ti faremo.”
Ero titubante ma non potevo scappare o andare via, quindi fui costretto ad accettare il gioco perverso che mi imponevano.
Mi fecero sdraiare sopra la panca con il petto, ero a faccia in giù. Mi incatenarono le gambe.
Mi ritrovai legato ad una panca a 90 gradi, con le ginocchia appoggiate su due supporti della panca stessa. Faccia in giù guardavo il pavimento, le mie gambe erano divaricate con il mio piccolo buco del culo e le mie palle esposte al loro volere. Il cazzo pendeva liberamente assieme alle palle.
Ho sentito Giulia scivolare sul pavimento e adagiarsi sotto la panca. In quella posizione poteva continuare ha leccarmi la verga.
Antonio mi disse: "Ok, per ora Giulia ti sollazzerà con la sua bocca, però vedi che non è finita qui, ora ti useremo e tu dovrai stare alle nostre voglie. Per prima cosa ti infileremo un plug anale per allargarti il buco del culo, poi passeremo ad un grosso dildo. Ti piacerà vedrai. Ok"
"Mummphh … scherzi!!! Non mi sono mai trovato in una situazione simile, il mio buco è completamente esposto al loro volere, mi faranno male sicuramente!” pensai.
Antonio continuò dicendo: "Lo scopo di questa pratica è di farti abituare al dolore fino a farlo diventare un piacere intenso, vedrai sarà eccitante.”
Non avendo la possibilità di rispondere a queste sue parole per via della palla di silicone in bocca, lui disse: “Non protesti, significa che dici ok! Vero?"
Annuì con la testa.
"Avrai bisogno di molta pratica per raggiungere il piacere estremo delle pratiche BDSM, noi sappiamo come condurti in questo sentiero di lussuria, sappiamo farlo bene. Ti faremo arrivare al confine estremo del piacere passando dal dolore, sentiero tortuoso dove le sensazioni si amplificano." Ha detto.
Era difficile concentrarmi mentre Giulia mi succhiava il cazzo, nel frattempo Antonio allargava e sondava il mio culo.
Ha iniziato infilandomi dentro il culo un piccolo ugello di una bottiglia di lubrificante per renderlo viscido e scivoloso. Poi mi infilò, facendolo scivolare dentro, un plug anale di silicone.
Lo sentì ronzare e vibrare dentro di me, era la mia prima esperienza di penetrazione in una situazione del genere, senza possibilità di scelta. Quindi quel plug mi sembrava enorme!
Io, nel frattempo, costretto dalla posizione e dai movimenti di Antonio, non potevo vedere ma solo sentire che Giulia, oltre a succhiarmi il cazzo, masturbava quello suo finché lui non è quasi venuto.
Antonio, chiedendogli di fermarsi, si è tirato indietro e ha cercato di trattenersi per non venire. Troppo tardi, con un leggero gemito ha iniziato a spruzzare il suo sperma sulla mia schiena, sentivo il calore del suo seme scivolare su di me e le mani di Giulia che lo spargevano sul mio corpo.
"Oh Dio!" Hanno detto entrambi all'unisono.
"Ha … ha … ha,” sorrise Giulia guardandomi, poi disse: “sembri una patetica sgualdrina, ora ti fotto il buco." Con un movimento veloce e brusco mi ha tirato fuori il plug e lo ha reinserito, operazione che ha fatto più volte.
Pensai: "Di nuovo, cazzo, dovrò sopportarlo ancora per tanto tempo."
Antonio si avvicinò, ispezionando il suo lavoro nel buco del culo e disse: "Quando ti reputerò pronto, ricomincerò a fotterti il culo, ma questa volta con il dildo più grosso, sarà infilato tutto dentro, fottuta troia."
Poco dopo, tirò fuori il plug e, senza aggiungere una parola, mi infilò delle dita per cospargermi ancora di lubrificante, poi prese un grosso dildo nero dritto e nerboruto e lo appoggiò nel mio buco stretto, senza nessuna delicatezza lo spinse dentro.
Ero così bagnato e scivoloso che quel grosso cazzo divaricò il mio sfintere senza problema, me lo sentivo dentro e una forte sensazione di pienezza mi avvolse.
Senza pensarci un attimo lui lo spingeva dentro il mio culo fino in fondo più e più volte.
"Mummph! Oh … cazzo!" pensai mentre Antonio stava torcendo e muovendo su e giù il cazzo nero nel mio culo. Lo spingeva il più possibile in profondità.
Mi venne davvero dura la verga, ero eccitatissimo e venni spruzzando il mio seme sulla faccia di Giulia che era di nuovo sdraiata sotto la panca.
Giulia dopo avere leccato ancora il mio cazzo e raccolto tutto lo sperma che avevo eiaculato, mi disse: "Ricordati che sei qui come un regalo per me, vero? Quindi ora devi compiacermi."
Annuì, paura ed eccitazione si mescolavano sul mio viso.
Quando le vidi raccogliere la frusta di pelle, il panico incominciò ad invadere tutto il mio corpo e la mia mente.
Camminando dietro di me Giulia allungò la mano per accarezzarmi il mio culo già profanato da un dildo.
Io mi irrigidì completamente quando sentì il primo tocco della sua mano, un sussulto di paura mi pervase.
Mentre mi toccava e accarezzava il culo, i fianchi, le gambe, la pancia, iniziò a fare scorrere la frusta su e giù su di me.
Sentii un gemito provenire da lei mentre girava le code di cuoio su tutto il mio corpo. Io dalla paura iniziai a dimenarmi.
Lei disse: “Ti farò sentire un altro tipo di eccitante dolore, ma non devi spaventarti.”
Allontanò la frusta dalla mia pelle, la sollevò, poi la abbassò bruscamente, in direzione del mio culo.
Anche se mi attendevo una cosa del genere, sobbalzai sulla panca emettendo un brusco respiro. Avevo sentito le strisce di pelle sulla mia carne e, paradossalmente, il mio cazzo diventava di nuovo completamente rigido.
Lei continuò a picchiare con la frusta le mie chiappe e, poi, anche la schiena. Quelle parti del mio corpo erano indolenzite e sicuramente rigate di rosso per le strisce di pelle che mi colpivano. Sentivo dolore ma allo stesso tempo un fine piacere e desiderio che non si fermasse.
Mi domandavo: “Per quanto tempo sarò in grado di mantenere il controllo prima di dover sfogarmi di nuovo con una eiaculazione?”
La sensazione di piacere cresceva in me. Capivo che non sarei stato in grado di resistere a lungo.
Lei, giocando con il mio fondo schiena, disse: “Ci divertiremo un sacco stasera, voglio assicurarmi che tu sia ben disposto e duri per tutto il tempo necessario," sussurrò bruscamente "se ti libererò la bocca, ti comporterai bene? Non devi dire nulla o sarai punito."
Annuii esitante. Nell'istante in cui mi liberò la bocca dalla palla, istintivamente iniziai a dire: “Ti prego Giulia liberami le mani e le gambe vorrei ….”
Lei mi bloccò la bocca con una mano, raccolse la frusta e mi colpì la schiena lasciando di nuovo delle strisce rosse dove la pelle annodata mi colpiva.
Disse: “Sai che pagherai per questo, vero? Ti avevo detto che non dovevi parlare ma tu non ascolti gli ordini. Ora sarai punito!"
Afferrandomi dai capelli mi tirò la testa bruscamente e mi rinfilò la palla di silicone di nuovo in bocca. Poi prese una benda dal tavolo e me la legò saldamente sugli occhi.
Continuò a frustarmi sulla schiena e sulle natiche. Questa volta mi diede anche alcuni colpi, non so quanto volontari, direttamente sulle palle e in parte sul pene. Un dolore intenso pervase il mio corpo con quei colpi.
Le sensazioni che provavo mi piacevano, essere dominato da una donna era eccitante. La testa costretta in una posizione innaturale, la schiena curva e culo esposto e vulnerabile, il pene e le palle a penzoloni.
Dopo lunghi minuti, lei disse: "Va bene per ora, ti lascerò in pace. Però ...".
Quel “però” mi colse di sorpresa, mi sentivo completamente indifeso, ora ero anche al buio. Ero veramente in preda al panico mentre lei armeggiava intorno a me.
Ero bloccato, indifeso, bendato, in una strana posizione. Il mio unico possibile salvatore poteva essere Antonio che per un lungo periodo ha fatto solo da osservatore.
Nella mia mente giravano tutte le cose che mi avrebbe potuto fare Giulia vista la mia impossibilità a reagire. Speravo che Antonio intervenisse in mio soccorso ... speravo in un suo intervento per liberarmi da tutti quei legacci. Non sapevo se fosse ancora lì vicino a guardarmi, stavo attento ai rumori intorno a me e non mi muovevo dalla posizione in cui ero.
All'improvviso le mie domande trovarono risposta quando sentì una manata colpirmi sul sedere. Rimasi sorpreso, il respiro mi si è bloccato in gola. Si chinò e mi sussurrò bruscamente all'orecchio: "Ti sono mancato tesoro? Sono tornato. Ora è il momento di giocare con me".
Antonio ora era dietro di me, presumibilmente guardava le mie chiappe umide. Allargandole ha fatto scivolare dentro di nuovo il dildo. Dentro e fuori dal mio sfintere. In profondità, più in profondità, fino in fondo.
Togliendo la mano dal dildo, mi disse: “Se lo lasci cadere, se lo fai scivolare fuori te ne pentirai amaramente.”
Mi guardava sicuramente stringere disperatamente le chiappe per tenere dentro il giocattolo. Cominciò ad accarezzarmi con la frusta di cuoio. Non riuscivo a capire esattamente dove si trovasse mentre muoveva le strisce di pelle sulla mia schiena.
Le fibbie alle caviglie stavano iniziando a lasciare il segno nella pelle quando, all'improvviso, senza alcun preavviso, lui mi colpì il ventre, vicino le parti intime.
Mentre mi colpiva di nuovo ho sentito il rumore sordo del dildo scivolato fuori dal mio culo, era caduto sul pavimento sotto la panca per via delle contrazioni che mi provocavano i colpi di frusta.
Borbottando per il disappunto, Antonio si chinò di nuovo vicino al mio orecchio: "Ti avevo avvertito," sussurrò "ti avevo chiesto di fare una cosa semplice e mi hai disobbedito".
Pensai non potendo parlare per via della palla in bocca: "No, per favore … farò di meglio... te lo prometto".
Lui mi disse: “Ora subirai la mia ira e ti punirò, questa volta mi assicurerò che tu non te ne dimentichi."
Posò la frusta e afferrò, quello che poi ho capito essere una lunga cinghia di cuoio.
Disse: "Ti ricordi quando tuo padre ti sculacciava con la cintura quando ti comportavi male?" Tirando indietro il braccio, fece roteare la cinghia, colpendomi forte il culo.
Il bruciore e il dolore che la cinghia provocava sarebbe stato più che sufficiente per rendere la cosa molto particolare ma, il suono della pelle che schioccava quando colpiva il mio fondo schiena non faceva che intensificare l'effetto.
Iniziò a lavorare su tutto il mio corpo con la cinghia. Dal culo, alle cosce, alla schiena. Ogni volta che la cinghia mi colpiva mi dimenavo, ansimavo, sicuramente la mia pelle era rossa per i colpi subiti.
Poi, all’improvviso Antonio passò con il colpire con la cinghia lo stomaco, proprio tra l'ombelico e la gabbia toracica. Parte molto sensibile. In ultimo, con una forza limitata, mi colpì sui testicoli, provocando in me una sensazione strana tra dolore ed eccitazione che mi fece irrigidire ancora di più il pene.
Pensai: “Mi piace essere frustato anche sui testicoli, non ci avrei mai pensato che potesse essere così eccitante.”
Io mi contorcevo, incapace di trattenermi dal cercare di divincolarmi dalle fibbie. Ogni colpo con la cinghia arrossava un po' di più la mia pelle. Sentivo colpirmi più volte, ancora, e ancora, e ancora. Il respiro mi si bloccava in gola.
Si chinò di nuovo vicino al mio orecchio: "Lo tieni dentro per me questa volta?" sibilò.
Annuì rapidamente, disperatamente, con un movimento della testa.
Lui spinse il dildo di nuovo dentro di me, lavorandolo nelle mie viscere umide di lubrificante, fottendomi con esso. Lo spinse dentro riempiendomi. Tirandolo fuori e poi facendolo scivolare di nuovo dentro, cominciò a fottermi in modo rude.
Mentre iniziai a contorcermi, mi sussurrò: "Non ti ho ancora dato il permesso di eiaculare. Se vieni prima che ti dico che puoi, capirai che le prime cinghiate sono state solo uno scherzo".
Sentì il vibratore iniziare di nuovo a ronzare. Facendo scivolare il giocattolo mi ricordò di nuovo di tenerlo dentro.
Io ansimavo, poi lanciai alcuni gemiti, mentre lo spingeva dentro di me.
Ogni volta che seppelliva il dildo in profondità nel mio culo lo sfilava completamente. Ho compreso che da lì a poco sarebbe successo qualcosa di diverso, ma non sapevo cosa.
Dopo poco ho compreso che sarei stato usato come una troia da Antonio, infatti, eliminato il dildo, ha iniziato a scoparmi con il suo cazzo duro. Lentamente all'inizio, poi bruscamente, spingendolo dentro con forza. Con le mani, mi afferrò dai fianchi, stringendo forte per tenermi fermo, impedendomi di dimenarmi o oscillare. "Vuoi venire per me, baby?" chiese, guardandomi dimenare e contorcermi, "Alla mia piccola sporcacciona piace farsi scopare il culo."
Io dico nella mia mente: "Oh dio! Per favore! Per favore, posso venire? Per favore lasciami venire!"
Antonio, comprendendo il mio stato, disse: "Ancora non devi venire anche se ne hai voglia baby ... non ancora. Voglio che tu venga con Giulia, però prima devi essere la mia schiava."
Si spostò davanti, facendo scivolare la mano intorno al mio corpo mentre Giulia rimetteva il dildo dentro. Tirandomi via la benda con l'altra mano, vidi che si era tolto il kilt ed era completamente nudo, il suo cazzo duro proprio davanti alla mia faccia. Tolse la palla di silicone slacciando la fibbia.
Quindi spinse il suo cazzo nella mia bocca, tenendo la mia testa con una mano mentre Giulia mi fotteva con il dildo guardando il mio buco del culo pulsare a tempo con il vibratore.
Iniziò a scoparmi la bocca, spingendo il suo cazzo in profondità nella mia gola.
Contemporaneamente Giulia, osservando e godendosi la scena, ha iniziato a masturbarsi la figa, prendendo il suo clitoride sensibile e gonfio tra le dita.
Mentre Antonio mi martellava forte in bocca, sentivo Giulia ansimare lavorando sul suo clitoride.
Mi sentivo soffocare mentre mi fotteva la gola. Sentivo il suo cazzo pulsare tra le mie labbra mentre la mia lingua lo sfiorava. Sentivo il vibratore spingersi in profondità nel mio culo serrato. Iniziai a sentire i gemiti di Antonio: "Dio tesoro ... sto per venire ... sto per venire nella tua bocca ... oh cazzo tesoro sì ... succhiami ... voglio che tu venga con me ... vieni per me quando ti sparo in gola il mio sperma ... ohhhhh cazzo sì!"
All’improvviso, con vibrazioni per tutto il corpo iniziò a schizzare nella mia bocca, nella mia gola, fui costretto a deglutire velocemente per tenere il passo con i suoi getti di sperma. Lui continuò ad avere spasmi, a tremare.
Mi teneva stretta la testa, tentavo con movimenti del mio corpo di liberarmi, cercando di contorcermi per togliermi dalla sua presa.
Succhiavo freneticamente, disperatamente, il mio corpo lavorava senza un pensiero cosciente, desideravo ora solo bere fino all'ultima goccia del suo sperma mentre aveva gli spasmi, ancora, ancora e ancora, tutto il suo corpo sconvolto dalle convulsioni mentre cavalcava la cresta di un orgasmo potente. Pensavo così di soddisfare tutte le sue voglie e, quindi, essere liberato da quella costrizione.
Lui teneva la mia testa tra le sue mani mentre il suo respiro rallentava fino alla normalità, le mie caviglie erano ancora strette nelle fibbie, mi accorsi che Antonio guardava il mio corpo. Si allontanò un attimo e ritornò con una macchina fotografica e fece alcune foto del mio corpo striato di rosso dalle frustate, luccicante di sudore, lo vedevo sorridere: "Perfetto!" mi disse, "Amerai queste foto!"
Con la macchina fotografica immortalò tutta la scena, cogliendo ogni mio lato, ogni dettaglio.
Mentre scattava, mi spiegava: "La maggior parte delle persone vuole solo le foto erotiche in posa. Noi vogliamo avere una scena vera. C'è una grande differenza tra le foto di qualcuno che è stato legato e fotografato in posa e qualcuno che ha appena attraversato una sessione intensa, picchiato e scopato duramente".
Poi mi chiese: "Cosa ne pensi? Giulia deve essere messa al centro del gioco? Ho bisogno di aiuto per fare questo?"
Senza aspettare una mia risposta, Antonio disse: “Certamente, anche lei ora dovrà essere assoggettata al mio volere e tu mi aiuterai in questo.”
Con movimenti rapidi mi ha liberato dai vincoli che mi legavano alla panca, ero di nuovo libero di muovermi anche se con difficoltà per via della posizione tenuta per tanto tempo. Quindi ha detto a Giulia: “Adesso è il tuo momento, devi obbedire al tuo padrone. Quindi sdraiati sulla panca.”
Giulia ha ubbidito immediatamente e Antonio l’ha legata con le fibbie sia le mani sia i piedi. Ora era lei sdraiata a pancia in giù con il culo e la sua bella figa per aria.
Con fare autoritario Antonio mi disse: “Lecca e lubrifica il culo e la figa di Giulia, poi ti dirò cosa fare schiavo.”
Non me lo feci ripetere due volte, mi inginocchiai e cominciai a leccare prima il dolce buco del culo di Giulia per poi passare alla sua figa, e in ultimo sul suo clitoride.
Lei si dimenava e gemeva di piacere, per un lungo tempo fu questo il mio compito. Poi Antonio mi ordinò: “Lavora sul culo, leccalo e lubrificalo. Poi siccome sei stato bravo te la puoi scopare, ma sempre e solo nel culo. Questo è il mio volere!”
Dopo queste parole di Antonio mi concentrai sul bel buco del culo di Giulia, prima con la lingua leccandolo e infilandola dentro, poi leccandomi le dita per farle scivolare dentro di lei, prima uno, poi due dentro il suo stretto anello anale di carne. Mi stava implorando di smetterla e tuttavia quel buco affamato delle mie dita pulsava e si allargava per farle entrare più in profondità.
Immedesimandomi nel gioco BDSM, tendo la mano aperta e davanti a lei mentre le ordino: "Sputa nella mia mano, troia." La sento irrigidire quando la chiamo troia, segno sottile della sua ribellione.
Dopo che mi ha sputato nelle mani diverse volte, aggiungo il mio sputo alla mia mano e poi lubrifico il suo buco mentre le chiedo: "Dimmi di cosa ha bisogno il tuo culo da troia?”
Senza esitazione, gemendo dolcemente, Giulia rispose: "Prendi il mio ... buco. Fottimi con vigore. Fammi godere del tuo cazzo."
"Se è quello che vuoi ti fotterò a dovere mia piccola troia." Le risposi mentre schiaffeggiavo il suo culo.
Gli allargavo le chiappe mentre appoggiavo la mia verga sul suo buco.
Lei facilita l’apertura di quella piccola fessura stretta e, anche se ci volle un po' di attenzione e pazienza, infilai il mio cazzo in profondità dentro di lei.
Lei si irrigidì, io la tenevo stretta dai suoi fianchi e le infilai ancora più in profondità il mio membro duro.
Lei urlava, gemeva di piacere. Antonio la prese in contropiede e le ha fatto scivolare rapidamente il suo cazzo nella bocca.
La scopavo con movimenti lunghi, nella stanza risuonavano i colpi del mio ventre sulle sue chiappe, i suoi gemiti e i miei si alzavano nella stanza mentre cercavo di inchiodare il suo culo.
Avvolgendo le mie braccia intorno lei le pizzicavo e massaggiavo i capezzoli. Il suo corpo vibrava tanto quanto le mie gambe.
Disse Antonio: "Siamo un bel trio ... fanculo il mondo, adesso, sei la nostra cagna, senti ... possiede il tuo culo, ed io ti sfondo la bocca, eh... eh?" mentre le schiaffeggia la faccia un po' più forte e la trapana come un selvaggio.
Il mio corpo è coperto di sudore per l’intensità del momento, sento il mio sperma caldo essere pronto ad uscire.
Mi chino su di lei mentre la mia verga penetra dentro le sue viscere: “Sto per esplodere ... sto per far spruzzare tutto il carico di sperma ... dentro ... aarrgghh ... aaahhh ... ah ... ahhhh ... cazzo sì ... ahhhhh!"
Anche Giulia vibra ed è pronta per venire, sento che sta raggiungendo l’apice del piacere e, all’improvviso mugugna: “aarrgghh ... aaahhh ... ahhhh ...... ahhhhh!”
I nostri corpi caldi e sudati tremano mentre il mio sperma schizza dentro il suo caldo, stretto, ano.
Antonio le schiaffeggia la faccia mentre le viene in bocca: " aarrgghh ... ah ... ahhhh ... sì … sì … vengo … vengo."
Giulia grondava di sperma sia dalle chiappe sia dalle labbra, il suo volto era sereno e traspariva la sua soddisfazione per aver goduto e fatto godere i suoi due partner della serata.
La liberammo dalle fibbie e ci rilassammo appoggiati sul letto. Dopo un po’ lei disse: “Voglio una serie di questi incontri. La prossima settimana faremo bondage con nodi giapponesi. Sei disponibile sabato prossimo?"
Risposi: “Non so cosa siano i nodi giapponesi ma ti dico un sì convinto, ci sarò”.
Un sorriso si allarga sul mio viso mentre penso alle settimane a venire.
15
2
1 mese fa
Al2016,
62
Ultima visita: 1 ora fa
-
Afflussi complessi
E’ solenne. Imperiosa è carezzevole, delicata, piacevolmente pacifica l’aria marina.La mia immaginazione corre solitaria, spensierata, mille occhi rivolti verso l’alto in quel gioco meraviglioso che accende la mia fervida immaginazione.Il mare, la mia estensione. Ho sempre avuto questo amore smisurato per lui.La sua brezza, mi solleva mi spinge impetuosa, vibra come fosse viva. Mi vira, improvvisamente mi scaraventa nei miei pensieri, si pensieri. Per qualche attimo immobile e subito dopo nuovamente in volo sullo strato del cielo azzurro, un fremito impazzito e rieccomi scendere quasi in picchiata verso un altra riflessione, lassi, poi risalgo audace e maestosa. Sotto di me la striscia bianca della battigia, dall’alto, pare essere la mia strada, strana a volte perfettamente dritta, un attimo dopo maledettamente tortuosa. Mi affido alla brezza, mia unica complice. Adoro questa sensazione mattutina, mi carica, mi accende. I pescatori, sembrano tante piccole formiche laboriose, indaffarati a preparare le barche per la prossima uscita in mare, altri a riparare le reti, le nasse adagiate a riva, strumenti rurali che si tramandano da padre in figlio. Conosco bene, cosa vuol dire per loro, quanto sia vivo dentro di loro il mare. Mio nonno era un pescatore, ho imparato da lui ad amare il mare. Da piccola in piena notte partivamo per andare a pescare, non era il suo lavoro, ma il mare era per lui casa. Lo aspettavo sulla spiaggia, mia nonna mi copriva bene, mi sentivo viva, libera. In quella attesa mi perdevo a guardare il cielo, mi sentivo sospesa tra acqua e aria, era bellissimo.Quando sentivo il motore della barca, mi alzavo velocemente e come una piccola sirenetta mi lanciavo in mare. Nessuna paura, Dio che sensazione, mi sentivo cullata dall’acqua, avvolta da grandi braccia e nelle mie orecchie quel riecheggiare di suoni sembrava quasi una cantilena. Mio nonno spegneva il motore e mi aspettava sulla barca, mi porgeva la mano e mi tirava su. Mi baciava sulla fronte, poi sussurrava “tua nonna ci sgriderà”. Ero felice, aspettavamo l’alba sulla barca. Ero sempre scalpitante, emozionata. Ogni alba mi insegnava un colore nuovo, un lembo da aggiungere, un pezzo nuovo. Quel silenzio rombante è lo stesso di oggi...è sempre la stessa spiaggia...è sempre lo stesso mare...è sempre lo stesso rituale. Si un rituale che ripeto quasi ogni giorno. Arrivo, mi fermo un attimo sul lungomare, mi sporgo leggermente dalla ringhiera.”Sono qui...buongiorno!”“Dove mi porti stamattina?”Dopo aver avuto il suo consenso mi spingo verso la scaletta in legno, mi siedo sul primo scalino, tolgo le scarpe e inizio a scendere. Quando i piedi si combinano alla sabbia, capisco esattamente la direzione da prendere. Un abitudine che mi accompagna da anni, si quando posso corro da lui, mi rigenera.Quella mattina, dopo una notte di pioggia e vento, decido di andare al mare. Di solito quando il tempo è brutto il mare sembra furioso, adoro il mare in burrasca, mi calma. Decido di andare verso ovest.A passi lenti, respiri lunghi e profondi, l’odore della salsedine m’inebriava, la sentivo penetrare il mio naso e arrivava ai miei polmoni con tutta la sua forza, mi alleggeriva, mi pervadeva ogni poro, a momenti mi paralizzava.A quell’ora i gabbiani indisturbati, ripuliscono, dai rimasugli della pesca, le piccole barche, l’odore del pesce fresco è fortissimo. Quei piccoli gusci di noce a volte diventano ostacoli, perché adagiate frettolosamente lungo la battigia, sei costretta a raggirarle. Quella mattina ricordo che mi spostai a filo d acqua, a quella distanza le onde avevano già perso la loro forza, solo uno strato sottile di porosa schiuma bianca, accarezzava i miei piedi e cancellava le impronte che dietro di me lasciavo. L’impatto era davvero straordinario, freddo e caldo allo stesso tempo, il desiderio di sapere cosa mi aspettava più avanti, quali emozioni mi sarebbero esplose nel petto, la mente che sfidava il volo dei gabbiani.E’ sempre uguale, quella immagine, passano gli anni ma lei sembra non sentire lo scorrere del tempo, resta immutata come a voler preservare, la sabbia, la bonaccia notturna, il legno bagnato delle barche dei pescatori, la vegetazione, la tempesta ed il post tempesta, la rugiada salmastra lo sciabordio delle onde. L’ ho intravisto anche quella mattina, anche lui è sempre lì, lo vedo da anni, è uno scorcio di quella immagine eterna, si fonde armonicamente con l’odore del mare, i suoi colori profumano di alghe e conchiglie con una nota finale di sale. E’ una presenza fugace e silenziosa, se ne stava lì, assorto e quieto.Un uomo schivo, solitario e timido. Gli passo sempre alle spalle, rallento per guardare sempre furtivamente la sua tela, i suoi colori sempre decisi, penetranti, anche quella mattina andò così, come sempre, mi abbozza un sorriso, lo guardo, sorrido, i suoi occhi sono il prolungamento del mare. Non voglio proseguire, oggi no e silenziosamente mi lascio cadere alle sue spalle, incrociando le gambe. Quell'uomo, dal volto serio e dallo sguardo impenetrabile, distaccato dal mondo, dipinge i colori della mia anima, viva, appassionata, sensibile a tratti buia, enfatica, incandescente e soprattutto irrazionale, si molto irrazionale, mai avrei pensato che sarei rimasta a guardarlo.E’ un aderenza che mi trattiene, una alchimia, quella tela è la mia pelle. Sento il respiro come fosse fiume in tumulto, che scorre con l'intima necessità di perdermi nella immensità di quel mare, mi sento addosso il bisogno della sua essenza, in uno strano modo si mescola al mio delicato modo di osservarlo.In modo assiduo quella tela diventa un bisogno di raccontarsi, io ascolto la voce dei suoi pennelli, sfiora i miei silenzi e il mio sguardo lambisce i suoi movimenti.Vorrei frenare i pensieri, che nervosamente mi frullano velocissimi in testa e per farlo devo alzarmi e correre, un delirio mentale, una fune che ti stringe fino a non farti respirare.“Non andare, non ho ancora finito”.La sua voce ha uno strano vibrare, sono confusa, non capisco cosa è cambiato, quel uomo, amichevole scorcio di qualcosa a me familiare, è un rombo denso, un rombo confortante, m'infonde calma apparente, è un disastro in mente, non riesco a muovermi, sono travolta da furia cieca e tumulti corporali che non so come gestire. Si avvicina, mi sfiora il viso e delicatamente sposta i miei capelli dietro l’orecchio. Senza parlare, senza dirci nulla ci stiamo desiderando, cercando e incontrando. Questo gesto mi fa razionalizzare tutto, ma faccio finta d’ignorare, in realtà non so esattamente cosa succederà. E’ la prima volta che ci troviamo così vicini ma è come se i nostri corpi si conoscessero. Una goccia bagna le mie labbra e improvvisamente un frastuono irruppe nel nostro silenzio.“Piove”.Rimango in silenzio, la pioggia incalza la sua caduta incessante e non sento il bisogno di premurarmi a correre. Percepisco una sensazione di calore, prima di sentirmi in simbiosi con la sabbia, attraverso quelle gocce che, accarezzano la mia pelle e dolcemente vanno a morire sul suolo. Quelle gocce come un rituale di purificazione sono una carezza che cerca di amplificare il suo profumo, sembra che prevedano ogni sua mossa, dal capo scivolano lungo seni, pancia, cosce, il loro passaggio una scossa che pare provenire dal suo corpo. Gli sguardi non cedono, mi fissa le labbra ed io le sue, il bisogno insopprimibile di bere a quella fonte di dolcezza mi tormenta. Il suo volto lentamente si avvicina inaspettatamente, io lo seguo. Le bocche si fermano a pochi millimetri, i nostri respiri tremano, accelerano la corsa, il sangue fluisce e pulsa come lava di vulcano. Un movimento involontario e le nostre lingue si mescolano vogliosamente. E’ un bacio lunghissimo, insaziabile, solo il temporale, si accorge di noi. Aromi di luoghi lontani il vento impetuoso fa levitare, il cielo ora è plumbeo, lavato, è una grigia lastra di vetro.Noi soli, carnali, eccitati come fosse la prima volta, come ci si accingesse a compiere qualcosa di segretamente proibito.Noi soli, la voglia di spogliarci, di toccarci, di scoprirci. Le mani brancolanti di desiderio, non conoscono luogo, giochi, eccitazione che cresce e tracima. I nostri occhi infuocati, le carezze piene di cura, delicate e sfacciate allo stesso tempo. La pioggia incessante continua, mi afferra i polsi e mi spinge verso il basso. Lentamente si china su di me, mi ritrovo sulla sabbia, sento aprirsi la mia camicia che ormai e letteralmente inzuppata d’acqua, vorrei dirti che non posso, che non voglio, che non è giusto credo, ma la tua pelle bollente contrasta la mia fredda, il tepore del tuo corpo sul mio, l’irregolare ritmo del tuo respiro non mi fanno cedere. Mi stai letteralmente consumando il corpo con le mani, sento le dita scivolare ovunque e la tue mani scaldarsi ad ogni tocco. Mi torturi il seno, ci giochi, lo stringi forte e lo tiri passando poi a delle prese più lente e delicate muovendo ancora con quelle maledette dita sui miei capezzoli ora più turgidi che mai. I sospiri, i piccoli lamenti accompagnano il tutto, la voglia matta di capire cosa stia succedendo, la confusione più totale è accompagnata da un dito e poi due dentro la mia bocca, le decanto facendo scorrere la lingua lentamente, in modo da sentirle, la saliva calda che riempe la mia bocca e sporca la tua mano mentre insisti, il respiro adesso è affanno, quasi nuda e quella saliva calda mentre il cuore crepita forte nel petto. Ricordo perfettamente la sua presa che stringeva forte il mio collo, mi stava letteralmente sconvolgendo i sensi, lo sentivo strusciare forte, movimenti ritmici quasi a tempo di pioggia, la sua bocca si spalancava per poi richiudersi mentre si mordeva chiaramente le labbra. I corpi, ormai, si contorcevano liberi da ogni restrizione, pregni di ogni piacere dovuti non più a quelle mani e braccia possenti ma ai suoi moti oscillanti, lo sentivo insinuarsi, mentre il controllo della mente era ormai perso. L’odore del mare, noi, lo sconvolgimento ed il fiato corto era tutto ciò che rimaneva di quello scorcio che aveva cambiato ogni nostra prospettiva. Ci perdemmo nel senso dei pensieri, mentre la pioggia dissolveva e placava ogni turbamento. L’aria fresca calmava i corpi e ammansiva la pelle invaghita e sedotta. Fissammo quell’immagine lavata e celata da un riverbero gonfio di morsi, piacevole arrendevolezza delle rapidi acque, incagliate negli afflussi complessi di molecole danzanti.Un temporale s’innesca, scatena ogni sua furia è impossibile controllarlo, possiamo solo arrenderci, sussurra i tuoi respiri al silenzio, cattura ogni suo impeto, fatti sentore dei suoi venti, sii maestrale e poi libeccio. - Silver Rea -
118
0
1 mese fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
un ricordo indelebile.
Mi chiamo Giulia, sono una bella ragazza dagli occhi scuri, capelli neri lunghi, un bel seno prosperoso, bel fisico snello, un bel culetto alto e tondo molto ambito, e cosce davvero belle. Dopo anni di fidanzamento, tra circa sei mesi mi sposo. Oddio, mi sposo! Questa cosa mi sconvolge! Mi sposo? Non sembro molto convinta, cioè voglio sposarmi e Federico è sicuramente un buon marito, ma voglio solo un buon marito? Altre domande si affollano nella mia testa e continuano a crearmi ansia e confusione. Stiamo bene insieme, siamo due persone impegnate nel nostro lavoro ed abbiamo diversi interessi in comune. Ad esempio, entrambi amiamo la vita e le vacanze "plein air", anche se questa cosa fa impazzire più me che lui. Quando sono in vacanza, a me piace muovermi, esplorare e, soprattutto, godere dei profumi e dei sapori del territorio che sto visitando, mentre lui è molto più pantofolaio. In effetti, questo è un po' il suo difetto: non avere troppa fantasia e preferire i soliti cliché. Ancora dubbi, ancora incertezze che mi portano a ripetere sempre la solita domanda: mi sposo? Anche nel sesso il suo comportamento è alquanto ripetitivo, è qualcosa che, se per un verso mi dà tranquillità e sicurezza, dall’altro mi genera anche delle insoddisfazioni. L'ho già cornificato una volta con un maschio maturo, che sono la mia passione, e con quell'uomo ha vissuto momenti indimenticabili, in occasione di una vacanza dove, oltre ad imparare ad andare in immersione, mi son lasciata sommergere dal piacere che lui mi ha dato. È stato un momento particolare della mia vita, una parentesi che, ogni volta che chiudo gli occhi, ricordo con estremo piacere. In quel caso mi son sentita veramente femmina, ma anche puttana. Poi, son tornata alla vita di tutti i giorni, al continuo ripetersi di gesti e cose talmente inutili che, alla fine, non provi nemmeno più il gusto di farle. Però mi sposo. Ormai è assodato ed anche dato così tanto per scontato, che mi fa quasi paura. Eppure non dovrei, perché lui è un bravo ragazzo, una persona su cui puoi contare sempre, un buon lavoratore e, sicuramente, sarà anche un buon padre, ma... è questo che voglio? Sì, lo voglio! Me lo ripeto ogni mattina guardandomi allo specchio e mi rimprovero di queste mie incertezze. Ogni mattina, quando mi lavo la faccia e mi preparo ad affrontare l'ennesima monotona giornata, mi guardo allo specchio e mi rimprovero.
"Giulia, basta! Giulia smettila di avere queste incertezze, queste paure! Giulia è ora che ti sposi o diventerai vecchia, tardona e zitella."
Faccio sempre un profondo respiro, poi mi preparo e, come ogni giorno mi chiudo nel mio ufficio, tra quattro pareti, dove passo otto ore del mio tempo a far cose assolutamente scontate; ma, ogni tanto, la mia fantasia mi fa evadere e, con la mente, ripercorro gli splendidi momenti che ho trascorso all'Isola d'Elba, con il mio istruttore di sub e questo pensiero mi eccita, mi fa bagnare le mutandine e, più di una volta, mi sento costretta ad andare in bagno a masturbarmi, in silenzio, per non fare rumore e poi asciugare i miei umori e, una volta uscita da quell'angolo di mondo in cui mi son proiettata per alcuni istanti, immaginando di esser ancora tra le braccia di quel maschio possente, torno alla mia vita di tutti i giorni. Così, lentamente, passano giorni, settimane e anche mesi e, nel frattempo, si avvicina sempre più la data dell'evento e, con essa, aumenta la mia insoddisfazione, il mio stress, e la mia confusione. Naturalmente cerco di nascondere al meglio questo mio dissidio interiore, sfoderando un sorriso dolce e abbracciando e tenendo stretto il mio uomo, facendogli sentire che sono completamente pronta per questo fatidico passaggio della vita.
In realtà mi sento uno schifo: l'unica che se n'è accorta, è la zia Maria, sorella di mia madre. È un’arzilla vecchietta che mi adora, come se fossi sua figlia. Mi fa molto piacere passar del tempo con lei, perché, fin da piccola, ho avuto un rapporto alquanto speciale con questa donna che, nei primi anni della mia vita, mi ha accudito come una baby-sitter, in quanto mia madre lavorava e era lei che si prendeva cura di me. Negli anni, il nostro rapporto è diventato sempre più intimo e riservato ed è l'unica persona al mondo che ha capito il mio stato, la mia indecisione, di cui, spesso e volentieri, confido anche a lei. Quando siamo a meno di tre mesi dal matrimonio, un pomeriggio che ero passata a trovarla, un giorno di pioggia in cui mi sentivo ancor più depressa e, soprattutto, ansiosa, indecisa e molto stressata, lei si è subito accorta del mio disagio e le sue parole sono state un vero toccasana.
«Gioia mia, hai un aspetto veramente preoccupante. Non è possibile che la mia adorata nipotina, che tra poco diventerà una signora, abbia quest'aria così abbattuta, così depressa. Amore mio, confidati con tua zia e dimmi che cos'è che non va. Non posso vederti ridotta così. Sei uno straccio! Dovresti esser felice nell'ansia di sposarti, mentre, invece, sembri una vittima sacrificale. Se non ti vuoi sposare, non lo fare!»
Sedute sul divano, lei mi tiene stretta tra le sue braccia, come ha sempre fatto, fin da piccola. Abbasso gli occhi, perché non riesco a reggere il suo sguardo e, con una voce malinconica cerco di non farla preoccupare più di tanto, ma lei che mi riconosce bene, mi solleva il mento e mi guarda dritta negli occhi.
«Giulia, hai bisogno di cambiare aria. Prendi questo tuo futuro marito e vattene per un paio di settimane lontano da tutto e da tutti. Avete bisogno di riposarvi tutti e due. Vi ho visto insieme domenica scorsa e mi sembrate due zombi, non due persone che stanno per sposarsi. Siete sfiniti, stressati e, soprattutto, troppo confusi. Il matrimonio è l'unione di due persone che mettono la loro vita sullo stesso piano e condividono il bene e il male, ma, soprattutto, la complicità del rapporto che dovrà convivere tra di loro. Domenica scorsa sembravate due persone che stanno per stipulare un contratto di lavoro, non un matrimonio! Gioia della zia, vattene! Dammi retta, prenditi un momento di pausa!»
Faccio un profondo respiro e cerco di capire come fare per non impensierirla, ma lei che mi conosce bene subito mi spiega cosa devo fare.
«Ho un amico in Toscana, che ha uno splendido agriturismo, a ridosso di un meraviglioso parco naturale, annesso alla sua proprietà, ha anche un piccolo maneggio con alcuni cavalli e, se non ricordo male, alla mia nipotina piace molto cavalcare; quindi, prenditi due settimane di ferie e poi trascina tuo marito in quel posto, a passare quindici giorni senza pensare a nulla.»
Mi guarda fissa negli occhi ed io rifletto sulle sue parole; poi prendo il telefono e parlo con il mio futuro marito. Dieci minuti di dura conversazione, per giungere alla conclusione che per lui è praticamente impossibile prendere le ferie prima delle nozze. Provo ad insistere, ma tutto quello che ottengo da lui è la sua classica risposta.
«Giulia, non posso fare come mi pare! Capisci che nel mio lavoro non mi posso assentare, senza una lunga preparazione e/o programmazione; di conseguenza, se ne hai proprio bisogno, va pure tranquillamente da sola! Tu puoi prendere le ferie come e quando vuoi, quindi, se senti di dover staccare la spina, va pure. Il matrimonio è quasi tutto organizzato, quindi non dobbiamo far altro che attendere la data fisata per le nozze, per cui se senti la necessità di rilassarti, fa pure come vuoi. Io ti amo e non ho riserve mentali a lasciarti andare. Giulia, non insistere, perché non posso venire!»
Guardo mia zia ancora più imbufalita di prima. Lei scuote il capo e mi stringe a sé con forza, consolandomi.
«Capisco tutte le tue preoccupazioni ed anche l'indecisione che ti assale ed è proprio per questo che ancora una volta ti esorto a prenderti una vacanza, da sola, anche così può andar bene se sta bene a lui.»
Annuisco e le dico che sono pronta. Chiamo la mia dirigente e mi faccio assegnare due settimane di ferie a partire dalla settimana successiva. Nello stesso tempo, lei chiama il suo amico Mario e prenota un soggiorno presso di lui. Quando sta per chiudere la comunicazione, lei gli dice che gli manderà una foto di me e, soprattutto, si raccomanda con lui, affinché sia trattata davvero con i guanti bianchi. Mi scatta una foto quasi a sorpresa e poi, prima di inviarla, aggiunge una didascalia.
"Mario, per cortesia prenditi cura della mia nipotina. Sei una persona di cui mi fido ciecamente e sono sicura che saprai come farla rilassare, perché ne ha estremamente bisogno! "
Lui risponde che non ci son problemi, che tratterà sua nipote nello stesso modo in cui si è preso sempre cura di lei, ogni volta che gli ha fatto visita ed è stata ospite nel suo agriturismo. Tre giorni dopo, mi metto in viaggio. Lungo il tragitto, rifletto su tutto quello che mi sta capitando e mi sento ancor più indecisa. Prima di partire, ho fatto sesso con Federico, ma ancora una volta non è stato niente di che. Per lui il sesso è l'equivalente di una ginnastica da letto; nessuna fantasia, nessun momento particolare, solo gesti abitudinari ed estremamente ripetitivi. Mi bacia, mi accarezza, mi masturba quel tanto che basta per farmi bagnare, poi, mi sale sopra e mi penetra; si muove abbastanza velocemente e, quando sente che ho raggiunto un orgasmo, lui si muove ancora un po' più in fretta e, da quando assumo la pillola, mi viene dentro. Dopo di che rimane qualche istante ancora dentro di me, poi mi bacia, si gira e si mette a dormire. A volte penso che, e ne sono convinta, più che far sesso, al lui tutto questo serva solo per svuotarsi le palle. Perciò penso anche che, se qualche volta lo cornifico, è quasi un atto dovuto verso me stessa! Accidenti! Con questi ragionamenti, non arriverò da nessuna parte. Ancora confusione. Ancora momenti di infinita incertezza.
Seguendo le indicazioni, ben presto arrivo all'agriturismo di Mario e, quando scendo dalla vettura, mi viene incontro un bel maschio, alto, con i capelli corti, completamente bianchi, gli occhi marroni e un fisico tipico di chi fa una vita sana, all'aria aperta. Abbastanza alto, con una corporatura massiccia e la pelle abbronzata, non dal sole estivo, ma da una vita all'aria aperta per tutto l'anno. Ha le braccia forti, le mani grandi e mi accoglie con un grande sorriso.
«Buongiorno, signorina Giulia! Benvenuta nel mio agriturismo! Mi fa piacere aver la nipotina di Maria come mia ospite. Questa mattina mi ha telefonato sua zia e mi ha raccomandato di farle passare qualche giorno di puro relax, perché dice che ne ha davvero bisogno. Le comunico, fin da ora, che è molto fortunata, perché, non essendo ancora periodo di ferie, lei è la mia unica ospite e, poiché mia moglie è fuori per tutto il mese, io mi prenderò cura di lei personalmente e spero di soddisfare tutte le sue esigenze.»
Mi fa entrare nella parte centrale dell'edificio, che consiste in uno splendido casale, completamente ristrutturato. Un misto di pietra e legno, bellissimo; mi assegna una camera spaziosa e molto luminosa. Il letto è in ferro battuto, come quelli di una volta e, dalla finestra grande, che dà sul retro della struttura, posso ammirare, fin da subito, la splendida piscina che c'è a poca distanza. Faccio un profondo respiro, sistemo le mie cose e decido che voglio spegnere la mente e cancellare tutti i miei pensieri.
Mi guardo allo specchio e mi impongo di rilassarmi!
"Adesso, Giulia, pensa solo a divertirti: sole, aria pulita e tanto relax, dovrà esser questa la tua vita per i prossimi quindici giorni."
Mi sdraio sul letto e trovo che è comodissimo; è un ulteriore conforto che, fin da subito, mi fa render conto che sicuramente sarà più che benefica, per me, questa vacanza. La sera, a cena, chiedo a Mario se è possibile andare a cavallo e lui mi dice che il mattino dopo mi farà trovare un magnifico baio, che potrò cavalcare tranquillamente, essendo una bestia molto docile, abituata ad esser cavalcata da estranei. Il mattino dopo mi sveglio con il cinguettio degli uccelli e già questo mi mette di buon umore. Mi alzo e mi vesto per andare a cavallo e, quando mi presento in cucina, Mario mi ha preparato una ricca colazione; mi fa accomodare, mentre ride e scherza con me.
«Venga, signorina Giulia, assaggi queste prelibatezze che dalle sue parti sicuramente non arrivano! Una bella ragazza come lei, deve fare una colazione ricca ed abbondante.»
Mi piace la sua spontanea allegria e, mentre assaggio del buon latte fresco e della marmellata squisitissima, lo guardo e sorrido.
«Grazie, Mario, lei è una persona veramente fantastica! Se non è un disturbo per lei, vorrei che evitasse di chiamarmi signorina, ma semplicemente Giulia. Mia zia mi aveva detto che lei è una persona veramente brava e disponibile, e mi rendo conto che non aveva esagerato per niente! Questa colazione, poi, è appetitosa.»
Dopo aver assaporato i sapori di questa terra, insieme andiamo al maneggio e, quando mi fa vedere Duca, il magnifico baio che ha preparato per me, resto a bocca aperta. È un animale stupendo, con il pelo completamente marrone e criniera e coda completamente nere, come i miei capelli; quando mi ci avvicino, l'animale scuote il capo con chiaro apprezzamento di quel che vede, perché quando sollevo la mano per accarezzargli il muso, lui abbassa la testa e si lascia accarezzare tranquillamente.
«Molto bene, Giulia! Duca ha capito che sei una persona tranquilla e che si può fidare di te, per questo ha chinato il capo per farsi accarezzare. Dai, andiamo a fare una bella passeggiata.»
Monto in sella e mi rendo conto che è davvero un animale stupendo. Facciamo una bella cavalcata, passando in mezzo a campi coltivati, a boschi, e saliamo anche un ripido pendio, fino ad arrivare ad una vecchia torre perfettamente restaurata, di cui Mario ha le chiavi e me la fa visitare; insieme saliamo fino alla sommità, da dove si può ammirare quasi l'intera estensione del parco, fino al mare, che dista, in linea d'aria, qualche chilometro. Faccio dei profondi respiri, chiudo gli occhi, mi sento bene. Quando li riapro, vedo che lui mi osserva e mi rendo conto che è proprio un bel maschio; dentro di me prende forma una strana curiosità. Mi chiedo quanto intima possa esser l'amicizia che lo lega a mia zia. Quando me ne ha parlato, ho notato che le brillavano gli occhi ed ora vedo questo splendido esemplare di maschio che mi osserva ed i suoi occhi sono carichi di desiderio. È un bel maschio maturo e, per me, rappresenta una forte tentazione. Mentre torniamo a cavallo verso l'agriturismo, rifletto molto su questa cosa e, dentro di me, prende forma l'idea di lasciarmi andare e godere con lui. Passiamo due giorni a far cavalcate molto belle. Ho visto luoghi e posti veramente incantevoli e il terzo giorno, essendo una bella giornata di sole, nel pomeriggio, mi consiglia di sdraiarmi a riposare a bordo piscina. Dietro suggerimento di mia zia ho portato il costume e, quando mi sdraio al sole, sento forte il desiderio di provocare un po' questo maschio che, in questi due giorni, non ha fatto altro che indugiare con lo sguardo sul mio corpo, mentre, più di una volta, ho notato che aveva il pacco gonfio; la cosa mi ha fatto bagnare, ripetutamente, gli slip. Mi sdraio al sole e, di proposito, slaccio la parte superiore del costume, mettendo in evidenza il mio splendido seno, inviando un chiaro messaggio a lui, per fargli capire che, forse, può anche osare con me. Mentre sono sdraiata al sole, lui mi chiede se voglio qualcosa di fresco da bere e, quando me lo porta, la mia provocazione raggiunge il massimo.
«Mario, saresti così gentile da spalmarmi un po' di crema sulle spalle?»
I suoi occhi brillano nel sentir le mie parole e, dopo aver preso il flacone della crema, io mi sdraio prona e divarico un po' le gambe; ho le mie splendide chiappe in bella mostra, in quanto il costume, formato da una brasiliana molto sottile, dietro si è infilato nel solco, lasciando il mio culetto completamente scoperto. Faccio un profondo respiro, chiudo gli occhi e mi rilasso. Sento le sue mani che iniziano dal basso, a massaggiare prima i miei piedi, con un movimento lento e molto rilassante e poi, lentamente, salir su, lungo le cosce; più che un semplice spalmare di crema, mi rendo conto che mi sta facendo un vero e proprio massaggio rilassante. Sentir le sue mani sul mio corpo, mi fanno illanguidire al punto da farmi emettere umori in quantità. Vorrei sentirlo osare, ma lui, in maniera impeccabile e professionale, mi spalma la crema su ogni parte del mio corpo, senza mai far nulla di sconveniente e, quando raggiunge la base del collo, continua il suo massaggio rilassante ed io mi sento rilassata, serena e, soprattutto, molto eccitata. Poi mi giro, mi sdraio supina e lui ricomincia dai piedi e si muove lentamente, sempre in maniera impeccabile, anche se io, con un fare veramente provocatorio, divarico le gambe, per fargli vedere la macchia di bagnato presente sul mio costume. Sono fradicia. La mia lumachina schiuma in una maniera pazzesca e lui non può non essersene accorto, ma mantiene imperterrito il suo comportamento. Quando arriva ai miei seni, mi spalma la crema in maniera più sensuale, massaggiando bene il mio corpo e, solo con la punta del pollice, sfiora più di una volta i miei capezzoli, ormai duri e grossi, irti come spini. È rimasto per tutto il tempo in silenzio, ha visto il mio corpo sussultare e il mio respiro divenire sempre più accelerato, mentre ho visto il suo pacco talmente gonfio, che mi ha stupito per le dimensioni di ciò che si dovrebbe celare sotto la stoffa. Finita l'operazione, mi fa un bel sorriso e rientra in casa; io resto sdraiata, con una voglia pazzesca di scopare questo maschio, che, in maniera così discreta e, nello stesso tempo, molto sensuale, ha massaggiato il mio corpo dalla testa ai piedi. Ho desiderato ardentemente sentire le sue mani sulla mia patatina, ma lui ne è rimasto sempre a debita distanza, senza mai fare nulla di sconveniente. Ho voglia di lui! Ho voglia di farmi sbattere da questo maschio maturo, che suscita tutto il mio interesse! Quando è calato il sole, sono andata in camera mia, mi son fatta una bella doccia, poi ho indossato una minigonna elasticizzata ed ai piedi dei sandali con il tacco a zeppa, che hanno avuto il merito di inarcare il mio splendido culetto; sopra tenevo solo una camicetta bianca, chiusa da due bottoni, senza indossare alcun tipo di intimo, né sopra né sotto. Mi siedo a tavola e scopro che ha cucinato del cinghiale in una maniera deliziosa. Non ho mai mangiato una pietanza più buona ed è stata anche annaffiata da del Chianti Gallo Nero che ha scaldato molto il mio corpo e sciolto completamente i miei freni inibitori. Abbiamo parlato amabilmente e, finita la cena, lui si è alzato in piedi, mi ha preso per mano e, dopo avermi stretto un attimo a sé, mi ha baciato, infilando la sua lingua nella mia bocca. Ho sentito premere contro il mio ventre il suo grosso membro che, sicuramente, stava soffrendo dentro i pantaloni. Abbiamo limonato molto, mentre le sue mani forti e vigorose hanno stretto il mio culo, schiacciando il mio corpo contro il suo. Quando ci siamo staccati, mi ha guardato dritto negli occhi e la sua voce è stata quanto mai melodiosa.
«Adesso, adorabile puttanella, ti darò una di quelle ripassate, come non ne hai mai avute, in vita tua!»
Non ha detto altro. Mi ha preso per mano e siamo entrati in camera, ci siamo spogliati velocemente e, quando mi son trovata davanti alla faccia il suo membro, son rimasta assolutamente sbalordita. Non troppo lungo, forse sui 18-20 cm, ma di ottimo spessore. Duro, dritto, con delle grosse venature ed una cappella non esageratamente grossa, ma rossa e lucida; subito mi son sdraiata di fianco a lui che ha infilato la sua testa tra le mie cosce, facendomi avvertire l'opera della sua lingua, che mi ha portato in paradiso. Ha preso a leccare la mia ostrica, passando ripetutamente la lingua tra le sue pieghe e indugiando molto sul bottoncino, facendomi tremare di piacere. Poi è sceso giù verso il basso, ha infilato la sua punta anche dentro il mio buchetto posteriore e questo mi ha fatto capire quanto fosse porco questo maschio. L'ho ripagato accogliendo il suo membro in bocca e l'ho succhiato come se non ci fosse un domani. Quasi speravo di sentirlo sborrare nella mia bocca, ma, per quanto mi fossi data da fare, lui ha continuato a scoparmi la bocca, muovendo il bacino avanti e indietro, mentre io già ero venuta due volte. Poi mi ha rigirato, mi ha trascinato sopra di sé, facendomi impalare sopra quella splendida verga dritta e dura, che ora mi penetrava e mi apriva dilatando la mia vagina e facendomi sentire veramente piena.
«Adesso, mia dolce puttanella, cavalcami. Sono il tuo stallone che vuole esser cavalcato da una bella puledra come te! Godi, finché vuoi, perché ti avverto, fin da ora, che sono un maschio più che resistente! Fin quando non ti avrò stremata a suon di orgasmi, continuerò a pomparti senza mai smettere.»
Praticamente son venuta solo nel sentire quelle sue parole. L’ho cavalcato e son venuta non so quante volte. Poi mi ha messo prima di lato, sbattendomi come fossi un tappeto. Sentivo il suo membro pomparmi con un continuo movimento di avanti/indietro e, dopo alcuni orgasmi, ha cambiato di nuovo posizione e, questa volta mi ha preso da dietro. Sentirmi stringere i fianchi, mentre il suo grosso membro sprofondava dentro di me fin in fondo, mi ha fatto urlare di piacere e, dopo esser venuta altre due volte, ho sentito che il suo ritmo è cambiato e, d'un tratto, mi ha detto che avrebbe sborrato.
«Giulia, sto per sborrare! Godi ancora che poi, quando starò per venire, uscirò!»
Ero talmente eccitata che mi son girata e l'ho guardato con espressione imbestialita.
«Esci cosa? Non ti azzardare! Sborrami dentro, perché prendo la pillola, e poi, soprattutto, perché voglio sentire come un maschio come te, mi annaffia le ovaie!»
Non si è fatto certo pregare. Ha preso a sbattermi ancora più forte e, d'un tratto, ho sentito un'ondata di calore che si riversava dentro il mio ventre, mentre lui godeva come un porco.
«Tieni, troia Prendila tutta! Senti come annaffio le tue ovaie? Senti come si sborra una puttanella come te?»
Ho goduto sia nel sentirlo riempirmi Il ventre, che nel sentirmi chiamare puttanella. Il turpiloquio, in certi momenti, mi eccita moltissimo, mentre, al mio futuro marito, è una cosa che non piace per niente. Dopo essersi ben svuotato dentro di me, si è sfilato, si è sdraiato di lato ed ha appoggiato una mano sopra il mio capo, indirizzando la mia bocca immancabilmente sul suo splendido membro ancora intriso del suo e mio piacere. In questo caso sono io che non mi son tirata indietro. Ho preso a leccare e succhiare quella splendida mazza, che, poco dopo, era di nuovo già pronta, per un'altra lunga cavalcata. Mi ha fatto sdraiare di lato, voltata di spalle e, dopo averlo inzuppato di nuovo dentro la mia vagina, ricolma di sperma, lo ha estratto e lo ha puntato al mio culetto.
«Giulia rilassati, perché voglio il tuo culo. Lo hai così bello e provocante, che mi sentirei di fargli una scortesia ad ignorarlo. Rilassati, perché baderò a non farti male, anzi ti assicuro che ti piacerà molto.»
Ho fatto solo un bel respiro ed ho sentito il suo membro scivolare dentro il mio intestino, perfettamente pronto ad accoglierlo. Era da una vita che ero stata scopata dall'altro maturo e non prendevo più un gran bel cazzo nel culo, in specie perché il mio futuro marito, non me lo aveva mai chiesto e, di conseguenza, non solo ho gradito molto le attenzioni che mi stava riservando Mario, ma ho iniziato a godere ancora di più. Anche in questo caso, mi ha scopato bene ed a lungo, facendomi godere tante altre volte, per, infine, inondarmi l'intestino con un'altra bella scarica di sbroda, che mi ha donato tanto di quel piacere da rendermi finalmente soddisfatta. Nei restanti tredici giorni che sono rimasta con lui, mi ha scopato tanto, e in ogni luogo. Una volta, addirittura a cavallo, seduta sulla sella con lui, voltata di spalle. Si è rivelato quello che avevo esattamente immaginato, un magnifico toro, che mi ha fatto godere molto e riempito ogni buco con ingenti sborrate. L'ultimo giorno, mentre preparavo la valigia, nel sistemare le mie cose, la mia attenzione è stata attirata dalla scatola delle pillole anticoncezionali e, per un attimo, mi si è gelato il sangue. Quando avevo preparato la valigia per venir via, avevo preso dal cassetto una scatola intera di pillole anticoncezionali, senza rendermi conto che ho preso quella con la data scaduta. Era una scatola vecchia che mi era rimasta nel cassetto e che, pensavo di smaltire portandola in farmacia, dove c'è l'apposito cassonetto per i medicinali scaduti, ma, nella fretta, l'avevo confusa con quella con il principio attivo e, considerando che in questi quindici giorni, ero in piena ovulazione, sono certa che sono stata ingravidata. Non dico niente a Mario e, durante tutto il viaggio di ritorno, penso che non dirò niente nemmeno al mio futuro marito. Quando mia zia mi vede, mi sorride, mi abbraccia e mi dice che ho un aspetto da favola e che così di sicuro posso affrontare il matrimonio. Passano gli ultimi due mesi e mi accorgo di esser incinta; ne faccio partecipe il futuro marito, mostrandogli la scatola di anticoncezionali scaduta e dicendogli che è stata opera sua prima che andassi in vacanza. Naturalmente lui non ha sospettato nulla e si è detto molto felice di sapere che ero incinta. Il giorno delle nozze, qualcuno nota il fatto che il mio vestito era un po' troppo gonfio davanti ed ho notato che mio marito faceva intendere, a chi gli chiedeva se ero già in attesa di un bimbo, che, modestamente, era stato lui ad aver già colpito. L'unica persona che si è avvicinata a me è stata mia zia Maria e, parlandomi un po' in disparte, sorridendo, mi ha chiesto quanto ne avessi avuto piacere a trascorrere la mia vacanza da Mario.
Ho sorriso a mia zia e le ho detto che era stata qualcosa che non avrei mai più dimenticato. Lei mi ha dato un bacio ed una carezza sul ventre, dicendo ancora con un accentuato sorriso:
"Sì, si vede che di fatto non lo potrai mai dimenticare!"
14
1
1 mese fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
Armonico dondolio
I rivoli di un acqua , rami intessiti, scorrono in modo gerarchico nella fontana di Spato d’Islanda, puri come la luce del sole, divampa ogni impura pulsione. Virtù del suo non tacere, corrode e leviga. Uno stato d’impazienza, che non è distanza, voluto e cercato nella moltitudine dei pensieri. In punta di piedi mi lascio alle spalle il profumo dolciastro del glicine, abbraccia morbosamente l’accesso della mia anima, addolcendo la fuga di nuvole nere e ignorando gli intrecci all’interno, staffilate cesellate disordinatamente sui lembi sospesi. E’ la debolezza di un sogno che nasce dall’esterno della notte, che intossica l’attesa di una manovra inversa che ti scaraventa nel solenne giudizio di una notte che ti vizia.
Mi cerchi...ti trovo...mentre la fragranza del buio infuria contro i rivi del lago, la svelta fuga ed ecco la sanguigna vena d’impeto crepuscolare. Una mente che legge tra le righe, un cuore che piano si espande, si sfoga, si ciba. Natanti per mari di sogni, frammenti di specchi, oceani immensi nelle fauci del cielo ebano. Non conoscono debolezze, anche se feriti, confusi e rabbiosi. Sensazioni imprigionate che solo noi riusciamo a strapparci fuori dall’odore salmastro dei giorni tutti uguali.
Un fremito sul collo, là dove si addensa il mio fiato, un atteggiamento superbo e maestoso, resti fermo, istanti muti. Ti guardo furiosa, come a volerti dilaniare e sopprimere. Il più pericoloso dei sentimenti, l’infatuazione d’amore che, con la sua scure affilata incede lentamente nelle insenature dei sentimenti. Un gemito inarticolato percorre la gola, intimorito dal fragore dei tuoni del corpo e dalla veemenza degli fiati, vorrei andarmene.
Rimango sospesa, i pensieri incalzano in modo sconnesso nell’udire due esseri, che si avvicinano e respirano nello stesso momento l’odore pungente della pelle, diluito a quella dell’aria, impregnata di esalazioni lavate dagli scroscii delle mani. Un dissennato e disperato lamento e ogni mio timore svanisce, ti genufletti sul mio viso, risvegliando in me la sete, dannazione inconvertibile, da lasciarti trafiggere. Pennellate lente ma estremamente decise, la saliva che penetra in ogni tuo incavo di pelle, fustigandoti lentamente come la più rigida delle punizioni. Il crepitio delle tue pulsazioni, lapilli litici di tefra, che infuocano il richiamo di ammansirti a docile despota. Le aspirali concentriche labiali con la dedizione ti recidono il respiro, ardirai la mancanza di fiato e subito dopo limerai quell’illogico sudore, che sentirai graffiarti spudoratamente. Attraverso i tuoi occhi ammiro minuscoli fragili filamenti rossi, nascondigli del vento che affusola una tiepida grandine, ammutina seducendo il mio spirito. Una danza che si dispiega consonante fra le aure che sussurrano tra loro, fiere e indomabili, investono ogni cosa prima di sparire oltre la riga dell’orizzonte...i viaggi senza meta portano via il nostro odore. Sei pulsante nelle vene del mio deliro, mi aggrappo alla tua pelle, catturo l’attimo che squarcia dal brivido, più intimo, di un ricordo che assorbe stilla dopo stilla la tortura dei sensi, nella successione armoniosa di una scia d’acqua che scroscia a sorpresa e pulisce tutto.
Tutto è silenzio.
Spogliati ancora, in piena luce e fatti guardare, il respiro ora rapido, poi si arresta. Mi reclami sussurrando roche parole di desiderio, attese e invocate, dolce violenza. I seni invitanti, il pube lucido già di desiderio. Non resisti, ti chini per mordermi strappandomi un grido sorpreso. Scendi lento nella penombra, scivoli leggero come una drappo di seta, mi avvolgi. Le dita percorrono la pelle dei fianchi, la dolce curva della schiena, precede
l’ impeto, mi circonda e ti permea, si infila in tutte le tue pieghe, finemente turbato dalla brezza. Il mento verso il cielo, ogni tuo intimo riflesso è un sottile ticchettio di piacere, mi abbandono a questa pioggia che ti corteggia, ti seduce e ti conquista lenta ,fluisce calda, sulla pelle liscia, in bilico tra i tuoi arpeggi.
Piove dentro le mie ossa, brucia e corrode ogni lascito. Una lacrima bollente, che scava voragini nello spato d'islanda, acqua indomabile che trasforma le viscere e consuma il midollo. Sui vetri della mia anima la condensa di vapore ha nascosto il passaggio della luna.
E mentre il glicine, robusto, veglia i corpi smarriti, l’acqua nel buio più cieco a piedi scalzi si fa tempesta.
Affluisco il pennello nella pietra, l’ inchiostro di china si abbandona alla carta di riso ingiallita, libra nell’affanno lento.
Ondeggia fluente e sottile, come armonico dondolio d’altalena, ricama la fine del racconto.
- Silver Rea -
183
0
1 mese fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Il fiume dei vizi
La pioggia cade, fitta, sospinta da una astrusa brezza marina, insolita per un pomeriggio di primavera. Le nuvole grigie, la sabbia bagnata, gli ombrelloni chiusi. Le onde del mare tanto agitato non mi spaventano nè mi angosciano. Intrecci, brevi illusioni, scivolano in questo meriggio di scirocco. Tra i silenzi, implicito respiro fra i fuggivi sguardi solitari, aneliti del passato che forse sceglie il tormento: l’ingenua verità di poche parole, il timore e l’ansia, immagini chiare vissute con consapevolezza. Le ombre bussano alla finestra della mia anima tra il lamento di queste alte palme. Riecheggia nelle orecchie un penetrante Debussy e un sommesso tono di pioggia che decanta forsennato la sua direzione. Lacrime calde lustrano le ferite. E’ freddo fuori, è fredda l’aria, la terra, l’anima, il cuore. Mi imbarco nei miei voli liberi, sezioni di strati sospesi nell’abisso di mare e cielo. L’aria è una carezza di polvere finissima, pervasa da una porosa umidità, si mescita in uno spigliato profumo etereo. Il suono del pianoforte si avvicina languido e soggiogante, fantasioso e inatteso.
Amo ascoltarlo, allucinazione che bacia la bellezza, donandoci un’istante di fuggevole realtà.
Ogni mia, infinitesima, ribollente cellula segreta diventa ossessione...mi piace prestarmi a quel richiamo che turba e destabilizza, mi altera, mi prende, mi ingoia.
Senza respirare, quasi da sembrare una dolce punitiva pena, mi trascino sul divano. Lentamente tolgo le scarpe, una luna livrea mi spia. Uno svariato e sfacciato binomio mi tenta, un’elegia suadente, semplice e delicata, impreziosisce un silenzio fanatico...il fruscio della calza nera, un reticolato ampiamente visibile...del tutto dissacrante con le scarpe da tennis bianche.
Un timido prélude volteggia fra il profumo sovrastante del sandalo e piccoli incerti aliti che sanno di cuoio...il tempo breve di un battito di ciglia...e via l’altra calza.
Ho l’impressione di essere una folata di vento, di quelle che si espandono libere, in modo inciso, da riuscire ad emanare e dilatare ogni piccola molecola di odore e colore. Mi pervade il desiderio vorace di accarezzarmi...l'anulare destro sfiora timidamente i contorni del seno, mentre una vibrante sembianza di fumo, di quella sigaretta stretta fra indice e medio, si contorce in quel mio mondo interiore e libero. Il mio sguardo, perso fra la più smodata lussuria, penetra tra le trame setose della camicia, la carne freme, le gambe si contraggono come in segno di difesa, le dita sono spilli roventi che tramutano la limerenza rossa come il più barbaro dei rubini birmani, convulse disegnano i miei brividi.
Ogni momento è corrotto da una lirica infinita di miraggi accattivanti, labirinti di essenza laboriosa latente, sfrontata fame di demoni che dirigono ancora il mio oscuro senso delle cose. Ribatto sui tasti del delirio...dischiudo le gambe...istante breve...l’incoscienza che si realizza sotto forma di fuoco...impulsi dissoluti...insolente voglia...mi sfioro. Avida come un segreto amante, tesso un’intrisa e votiva trama, pudore contaminato dalla più armonica orchestra di fiati...Mi prendo tutto...fremito dopo fremito...inarco rigidamente la schiena...e ti vedo maliziosamente ammirarmi, nomade in questi miei istinti di perdizione assoluta, mille occhi, mille mani, mille bocche, sembri un incorruttibile vulnerabile. Mi intravedo nei tuoi occhi, docile, perfida megera che tramuta l’aria in proibito, dissolvenza profonda di un momento che t’inghiotte lentamente nel fiume dei miei vizi.
La mia casta lingua lava l’ultimo rigolo di santo sudore, un sofisticato sniffo di zagara avvolge una pura sensazione di appartenerti...il sapore di un attimo che annega ogni deflusso di peccato...Ti guardo dal basso, fai scivolare delicatamente la mano fra le mie gambe, come fossi la più delicata delle lavande orientali, incandescente, percezione del mio ultimo gemito di silenzio, talmente profondo che lo senti strapparti simmetricamente il petto quando il tuo lento flusso, il mio corpo accoglie come un ramo infinito di talee...aleggia prepotente e fluida la Rêverie...noi prigionieri di irruenti attimi...in questo abisso tumultuoso...veementi istinti ci addensano.
- Silver Rea -
181
0
1 mese fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Rei unius
Ero ancora fradicia e grondante di piacere dopo aver preso il cazzo senza sosta per ore, quando sentiamo tutti i dispositivi gracchiare.
- Lasciali perdere, ci pensano i miei servitori...
I servitori del Re erano cavalieri mascherati che smanettavano giorno e notte navigando la rete come Capitan Harlock.
Mi piaceva.
Adoravo quella sensazione di pericolo che aleggiava continuamente nelle nostre vite!
Adoravo quell'odore di sperma e sesso che si confondeva con gli algoritmi dell'Intelligenza Artificiale.
Lui era un Genio, di quelli veri, puri, assetato di conoscenza e della mia figa umida.
Era un mistico folle col cazzo sempre turgido e la mente in fibrillazione.
Mi eccitava come nessuno e riusciva continuamente a stupirmi con le sue infinite maschere.
- Vieni qui, troia!
Aveva imparato a dire le parolacce, non ci era affatto abituato ma con me era riuscito a lasciarsi andare completamente.
- Succhialo bene e sputaci sopra che ho ancora voglia di scoparti.
Ubbidivo.
Non perché fossi obbligata ma perché c'era in lui la capacità di impersonare la Legge e di farla sinceramente adorare.
La sua legge era il mio massimo piacere ed ubbidire solo naturale conseguenza.
Era un Dio con un cazzo enorme e magnifico, vera opera d'arte naturale e con la mente più profonda dell'Universo.
- E adesso sbrigati a godere che dobbiamo andare!
Era fatto così, anche se ero già venuta tre volte e se avevo la figa dolorante, voleva vedermi venire ancora ed in fretta perché dai bip dei dispositivi aveva già intuito che dovevamo lasciare l'albergo per rifugiarci altrove.
Ero esausta e non accennavo a venire ma il tono imperioso ed il suo sguardo grave me lo imponevano mentre da dietro me lo infinfilava profondamente nel culo.
Oh se mi piaceva! Da morire.
Ma di venire non ne volevo sapere!
Così ogni tanto usava questo sistema, mi immobilizzava completamente solo con la mente e mi scopava duramente senza che potessi muovere un muscolo.
Ero in sua balia. Totalmente.
E questa totale sottomissione, questo annullamento completo mi elevava in zone sconosciute dell'universo dove noi due eravamo una cosa sola.
Era un mistico piacere così folle, tenebroso e profondo che nessuna donna, credo, avrebbe potuto sopportarlo, senza morirne.
Tranne me.
11
1
1 mese fa
Red1Rose1301Satan,
19
Ultima visita: 6 giorni fa
-
Una vacanza a reggio calabria.
Mi chiamo Mario, ho 65 anni e sono di media statura, capelli completamente bianchi, fisico abbastanza snello e ben modellato, anche se dovrei dimagrire di qualche chilo. Ho gli occhi marroni, sono sposato da 43 anni con Anna, una bella donna oggi di 64 anni, dal fisico snello, capelli biondi a caschetto, occhi color grano, un bel seno di una terza misura, che, nonostante l'età, è ancora alto e sodo. Il ventre è abbastanza piatto, nonostante due gravidanze, oltre uno splendido culetto a mandolino, che incornicia delle cosce lunghe e ben tornite, prive di qualsiasi forma di cellulite o difetto. A seguito dell'insistenza di una coppia di amici, che abbiamo conosciuto quest'anno durante una vacanza a Lampedusa, appena passato il Capodanno, ci siamo recati nella loro città: Reggio Calabria. Strategicamente avevo scelto di viaggiare la sera del primo dell'anno e, dopo circa 8 ore e mezza di viaggio, siamo arrivati a destinazione e siamo stati accolti da Angela e suo marito Carlo: una simpaticissima coppia. Lei, una moretta di 50 anni, non troppo alta, con un bel seno leggermente ritoccato ed un bel culetto, labbra carnose perfette per i pompini. Ci siamo conosciuti durante una vacanza ed abbiamo solo giocato relativamente insieme, senza giungere ad uno scambio di coppia in quanto non vi era stata l'occasione, ma ora sembra giunto il momento di divertirci veramente. Carlo è un “simpatico ragazzo”, anche lui sulla cinquantina, follemente innamorato della moglie, cui concede ogni divertimento, anche se, a sua volta, ha delle piccole soddisfazioni. Poiché avevano nella mattina alcuni impegni di lavoro, io e mia moglie ci siamo riposati alcune ore dopo il lungo viaggio. All’ora di pranzo ci siamo ritrovati tutti e quattro assieme e l'atmosfera è diventata subito allegra e frizzante. Durante il pranzo, però, ha squillato il telefono di Angela, che si è alzata da tavola e si è spostata per rispondere e, dopo alcuni minuti, è tornata ha guardato Carlo e ci ha fatto una interessante proposta.
«Considerando che anche voi, come noi, siete una coppia libertina, avevamo organizzato per domani sera un incontro con una coppia di amici che abbiamo qui a Reggio; con essi abbiamo stretto amicizia in questi ultimi cinque mesi. Sono persone nostre coetanee, molto simpatiche, allegre, pulite e molto rispettose, con le quali ogni tanto ci incontriamo per provare il piacere dello scambio di coppia. Renzo e Marina erano desiderosi di fare la vostra conoscenza, ma si era verificato un piccolo inconveniente che aveva impedito l'incontro; allo stato, vorrei sapere se foste disposti a conoscerli questa sera, insieme ad un'altra coppia di loro amici, che abitano dall'altro lato dello stretto a Messina. È una coppia che noi non conosciamo, ma ce ne hanno parlato tante volte senza che si fosse mai creata l'occasione di stare insieme a loro. Questa coppia oggi attraversa lo stretto per venir a prendere l'aereo qui nel nostro aeroporto per recarsi a Torino, dove trascorreranno l'Epifania con la loro nipotina, nata proprio questa notte. Capisco che forse sarete stanchi e che non abbiamo avuto molto tempo per parlarvi di loro, oltreché dei nostri amici qui di Reggio, quindi una eventuale indisponibilità sarebbe più che giustificata.»
Guardo mia moglie, che mi sorride, ed io ricambio; è quanto basta per dirci tutto. Infatti Anna che gli risponde:
«Non penso che ci siano particolari problemi per me, casomai è lui che forse è un po' stanco, avendo guidato per tutta la notte.»
Io ribadisco che non ci sono problemi e allora Angela, contenta, chiama di nuovo la sua amica, prende mia moglie sottobraccio e ci salutano, lasciandoci a tavola.
«Bene…bene… benissimo! Dai, Anna, vieni con me che abbiamo un sacco di cose da fare e poco tempo disponibile.»
Immediatamente se ne vanno e Carlo, ridendo mi dice che le rivedremo, sì e no, a malapena, pochi minuti prima di uscire da casa! Anche noi due usciamo a far due passi e parliamo di tante cose. Mi racconta che hanno conosciuto Renzo e Marina casualmente, alla fine di agosto, un giorno che avevano deciso di passare alcune ore al mare, in una zona dove c'è una bella spiaggia, ma, giunti sul posto, c'era talmente tanta di quella gente, che non vi era nessuna possibilità di stendere nemmeno un telo per terra. Era stato Renzo che, avendo notato la sua disperazione per l'assenza di un buco dove sistemarsi, lo aveva chiamato; in un primo momento non ricordava nemmeno dove lo avesse visto, ma, una volta chiariti i dettagli, erano stati proprio Renzo e Marina ad invitarli a sistemarsi insieme, sotto il loro ombrellone, in quanto avevano dei lettini resi disponibili per l'imprevista assenza degli amici di Messina, che non avevano potuto raggiungerli. Era stata quella l'occasione in cui aveva preso atto che Marina amava l'esibizionismo, in quanto sfoggiava un micro costume, che sembrava inesistente e allora Angela, per non esser da meno, si era adeguata alla situazione, sfoggiando il suo splendido topless. Naturalmente, con due strafighe di quella portata, sulla spiaggia s'era sviluppato un bel via vai di maschi, che venivano ad ammirare più da vicino la loro procacia e, spesso e volentieri, aveva anche notato che Marina, quando vedeva un bel maschio, magari con il pacco gonfio e bene in evidenza, spalancava le cosce e mostrava la sua fighetta, così poco celata dal sottile, quanto esiguo, perizoma. Da lì a finire a letto, il passo era stato breve. Era stata un'esperienza nuova per entrambe le coppie, in quanto Carlo e Angela non avevano mai fatto lo scambio di coppia, mentre Renzo e Marina erano più adusi a selezionare singoli e giocare con loro, in quanto Marina adorava farsi possedere da due maschi contemporaneamente.
«Vedrai, Marina ti piacerà, perché è una gran porca: ama succhiare, mentre viene scopata in uno dei suoi buchi. Se non ti offendi, vorrei consigliarti di prendere un piccolo aiuto chimico, perché, ti assicuro, che è una troia veramente insaziabile!»
Mi porge una pastiglia di Viagra e io gli rispondo dicendogli che, nonostante i miei 65 anni, è la prima volta che assaggio un simile prodotto.
«Non mi sono mai dopato, ma, questa volta, voglio provare anche questa esperienza, per me del tutto nuova!»
Ingoio la pastiglia dietro suo suggerimento, cosa che fa anche lui, dicendo che l'effetto lo avremo esattamente al momento giusto. Sono veramente intrigato da questa novità, ma anche curioso di vedere se è realmente utile. Rientrati in casa, entrambi ci prepariamo con una bella doccia e indossiamo dei semplici pantaloni con camicia, per il molto caldo che fa. Vediamo rientrare le nostre donne con dei pacchetti in mano e subito si chiudono in camera; Carlo, ridendo, mi informa che ne avranno ancora per un'oretta e così è stato: alla fine si son presentate ed erano entrambe, veramente belle. Anna indossa un vestitino leggero che le arriva a metà coscia di colore nero, mentre Angela ne indossa uno di colore azzurro, che mette in risalto ancor più il nero dei suoi capelli. È chiaro che nessuna delle due, sotto, indossa l'intimo, perché i capezzoli premono contro la stoffa sottile e sembra quasi vogliano bucarla. Con la macchina di Carlo ci rechiamo a casa di Renzo e Marina, situata fuori Reggio, in alto sulle colline e, quando giungiamo a casa loro, notiamo che, nel piccolo piazzale della villetta che si affaccia sullo stretto, ci sono due auto e subito ci viene incontro una splendida donna di media statura, che abbraccia Angela e la saluta molto affettuosamente.
«Angela, amore! Benvenuta! Questa splendida bionda dovrebbe esser la tua amica del Nord?»
Io mi metto a ridere e preciso che siamo del centro Italia. La mia battuta suscita molta ilarità e l'atmosfera si fa subito allegra e giuliva. Marina tiene le due donne sotto braccio e le porta dentro casa seguita da noi; una volta dentro, facciamo le presentazioni e scopriamo che la coppia messinese, è costituita da persone davvero belle. Lui, Carmelo, alto più o meno quanto me, capelli brizzolati ed un bel fisico asciutto, mentre lei, Luisa, detiene un bel seno gonfio, anche questo sicuramente oggetto di un piccolo ritocco, ed un culo prominente, che incornicia delle cosce lunghe e ben tornite. Entrambi hanno gli occhi scuri, mentre lei porta i suoi lunghi capelli biondi, raccolti a coda di cavallo. Tutti ci sentiamo subito a nostro agio, facendo sì che l'atmosfera si riscaldi ancor più con piccole battute a doppio senso ed ammiccamenti vari, che ci portano in breve ad esser rilassati quanto basta. Ci sediamo a tavola per cenare, ma ben presto ci rendiamo conto che nessuno ha voglia di mangiare, soprattutto dopo le grandi abbuffate delle festività e, così, Marina mette su un po' di musica ed inizia a ballare insieme ad Angela. Più che ballare le due donne si accarezzano e subito Luisa si avvicina a mia moglie, le prende la mano ed inizia a ballare con lei, ma non passa molto che la sua bocca si avvicina a quella di mia moglie e le due donne prendono a limonare in maniera dolce, ma anche molto intensa. La scena è subito oggetto dei nostri commenti, in specie di quelli di Carmelo, che ben presto scaldano l'atmosfera, rendendola quasi incandescente
«Accidenti, che grinta! Amico mio, tua moglie sembra proprio piacere molto alla mia: guarda come limonano!»
Ben presto le due donne non si limitano solo a limonare, ma le loro mani vanno ad infilarsi sotto i rispettivi abiti e le vediamo gemere di piacere. Senza indugiare oltre, Marina trascina Angela all'interno di una stanza e tutti quanti le seguiamo. Rapidamente le quattro donne sono nude e si danno ad un fantastico cunnilinguo, formando un quadrato erotico veramente sconvolgente. Renzo e Carmelo si spogliano velocemente, mentre io e Carlo lo facciamo un po' più lentamente, presi come eravamo ad osservare le nostre donne avvinghiate in un 69 davvero di fuoco. Luisa è distesa sotto mia moglie e la fa godere leccando con molta intensità la sua ostrica profumata e, mentre mugola di piacere, la bocca di mia moglie diventa l'oggetto del desiderio di Carmelo, che le infila in gola uno splendido membro, di ottimo spessore, anche se non troppo lungo, come, del resto, sono anche quelli degli altri tre presenti. Mia moglie prende a succhiare quello splendido membro e, ben presto, diventa l'oggetto anche del desiderio di Renzo, che si posiziona dietro di lei e inizia a penetrarla lentamente. Io divento l'oggetto delle voglie di Luisa, che viene a succhiare il mio membro ormai completamente duro e, poco dopo, sale su di me e mi cavalca volgendomi le spalle, per continuare a guardare mia moglie, che ora viene scopata da Renzo, mentre succhia il cazzo di Carmelo. Anche Carlo vuole la sua parte e, così, si sdraia e si fa cavalcare da mia moglie, che si impala sul suo membro; a quel punto Anna, si gira ed invita Carmelo ad entrarle lentamente nel culo.
«Mettimelo dentro. A me piace esser presa in doppia!»
Lui non si fa certo pregare e, dopo aver lubrificato un po' il buchetto di mia moglie, le scivola dentro, infilando il suo splendido membro, tutto fino alle palle. Una volta riempita davanti e dietro, Anna riprende a succhiare il terzo membro, suscitando lo stupore delle donne, che la guardano con evidente ammirazione.
«Caspita, che forza: se ne sta godendo tre in contemporanea! Ecco una cosa che non mi è mai riuscita! Guarda come li ha sincronizzati bene! Accidenti, che troia spettacolare!»
Mentre osservano mia moglie che gode presa da tre maschi, io, a mia volta, continuo a farmi cavalcare da Luisa, mentre, con entrambe le mani, masturbo sia Marina che Angela e, ben presto, anche loro iniziano a godere e, dopo ogni orgasmo, si scambiano di posto sopra di me e, alla fine, tutte e tre, vengono scopate da me, che le faccio godere, mentre osservo mia moglie che urla di piacere sotto i colpi di tre maschi, che non le risparmiano nulla. La sbattono duramente e lei gode sempre di più, dimostrando di esser una femmina superba, in grado di soddisfare tre maschi insieme! Dopo ogni orgasmo, li fa ruotare nei suoi buchi e, così, alla fine, ognuno ha potuto godere di ogni anfratto del suo corpo. Alla fine, si inginocchia davanti a tutti e tre, che si masturbano velocemente e le schizzano, tra faccia, bocca, seno e l'intero corpo, tutto il loro piacere, suscitando ancora di più lo stupore delle altre donne, che si avvicinano e la guardano con ammirazione.
«Ma sei fantastica! Ecco un'altra cosa che non mi riesce di fare! Sentire che mi schizzano addosso. Mi piacerebbe molto, ma quando sono lì lì per farlo, mi prende uno strano senso di pudore e non mi riesce di mostrarmi così troia da farmi schizzare ovunque. Ma come fai ad esser così disinvolta?»
Anna le guarda un po' stupita e poi chiede loro da quanto tempo sono entrate nel mondo della trasgressione. Quasi tutte rispondono che è una cosa avvenuta abbastanza di recente, da non più di qualche anno. Luisa allora chiede ad Anna da quanto tempo lei si è data alla trasgressione. Anna sorride e le risponde che con me è stata sempre una trasgressione! La risposta fa sorridere Luisa, che non sembra abbastanza convinta.
«Mi sembra un po' esagerata come risposta. Hai più o meno la nostra età e mi sembra davvero strano che voi due abbiate potuto esser così libertini, pur avendo figli e quant'altro.»
Ora è Anna che diventa curiosa.
«Hai detto che io ho la vostra età? Scusa, ma tu, quanti anni hai?»
Luisa la guarda ridendo e le risponde che ha 51 anni e lo stesso viene confermato anche da Marina, mentre mia moglie sa benissimo che Angela ha 50 anni, così, ridendo, ribadisce il suo concetto.
«Luisa, forse ti stupirà, ma quando tu succhiavi il biberon, io succhiavo già, come minimo, due cazzi per volta!»
Vedo lo stupore negli occhi delle donne e Angela ride e conferma a tutte che Anna è sicuramente più grande di loro. Incredule, pretendono di leggere la carta d'identità di mia moglie e quando scoprono che lei ha 64 anni, Luisa fa un gesto che ci lascia davvero tutti sorpresi. Si inginocchia ai piedi di mia moglie e, dopo averli baciati, sollevano lo sguardo carico di vera ammirazione.
«Ti voglio rendere omaggio, perché lo meriti! Sicuramente sei una magnifica gran troia e voglio sperare che, quando avrò la tua età, riuscirò ad avere la tua stessa disinvoltura nel prendere tre maschi, o forse anche più, contemporaneamente! Tu, per me, sei un esempio da tenere come scopo per la vita.»
Mia moglie si abbassa, fa alzare Luisa e la abbraccia, la bacia in bocca e poi, dopo averla fatta sdraiare sul letto, inizia a leccarla ed a farsi leccare la crema che ricopre ancora il suo corpo. È un gesto così erotico, che ci fa tornare il cazzo duro a tutti quanti e, poiché io ancora non son venuto, dopo aver fatto godere Luisa ancora con la bocca, si gira verso di me e mi invita a sdraiarmi; fa salire la sua amica su di me e la fa impala di nuovo sul mio membro e, dopo averla fatta allungare sul mio corpo, si rivolge a Carlo e lo invita a possederla nel culo. Sento il membro di Carlo farsi strada all'interno del culetto di Luisa e, una volta che lui è ben arrivato fino in fondo, mia moglie si volta verso Renzo e lo invita a farsi succhiare da Luisa. Sotto lo sguardo attento di mia moglie, la donna rimane praticamente passiva, mentre noi tre le pompiamo i nostri cazzi dentro i suoi buchi, ed il piacere inizia a sconvolgere questa femmina, che si sente piena e riempita in ogni suo orifizio. Gode bene ed a lungo e, alla fine, è proprio Carmelo il primo che le schizza addosso una sborrata, dopo che si è fatto succhiare il cazzo a lungo da Marina e Angela insieme. Le sborra in faccia, urlando di piacere.
«Tieni, meravigliosa puttana! Prendi la mia sborra in faccia, che non immagini da quanto tempo desidero fare questa cosa su di te! Finalmente ho una moglie troia anch'io!»
Dopo averle schizzato in faccia la sua sborra, lascia il posto agli altri due che ricoprono il viso di Luisa con le loro copiose sborrate, facendo sì che la donna impazzisca di piacere, per subito dopo esser ripulita dalla lingua delle altre femmine. Anch'io sono al limite; dopo aver inarcato un po' le gambe, prendo a sbatterla dal basso, facendola godere ancora e, poi, cerco di sfilarmi e sborrarle in faccia anch'io, ma lei mi blocca e mi chiede di riempirle il ventre.
«No, resta dentro! Voglio sentire la tua sborrata dentro di me.»
Mi svuoto in lei e, una volta che l’ho farcita per bene, lei si solleva e si sdraia a cosce aperte, poi si gira verso Carmelo e vedo l'uomo inginocchiarsi tra le sue gambe e prendere a leccare la crema che sgorga dalla fica di sua moglie, appena farcita.
«Adesso che mi hai visto fare una cosa che desideri da tanto tempo, fai questa cosa che anch'io desidero da tanto tempo!»
È evidente che tra loro vi era un accordo, che ora viene onorato da ambo le parti.
Trascorriamo il resto della serata a giocare ancora con loro e anche Marina e Angela vengono prese in doppia, suscitando l'estremo piacere dei loro maschi.
È stata una bella esperienza per tutti, ma, soprattutto, è stata una bella soddisfazione per Anna, che si è sentita gratificata dal fatto di esser un punto di riferimento per l'ammirazione che quelle tre giovani puttanelle le tributavano, avendo, a loro volta, bisogno di esser guidate verso una ennesima esperienza trasgressiva.
10
2
1 mese fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
Un gioco particolare.
Mi chiamo Paolo, ho 56 anni, sono di media statura, capelli brizzolati, occhi scuri ed un fisico ben curato e tonico. Sessualmente parlando, ho una bella dotazione, sia in lunghezza che in circonferenza. Son da sempre stato bisex. Il sesso mi piace in tutte le sue forme: non disdegno una bella donna, ma mi eccita anche un bel maschietto. Son sposato da 35 anni con Daniela, una bella donna di tipo mediterraneo. Alta, mora, seno abbondante ed un bel culo sodo e sporgente che, ovviamente, ho provveduto a godere da tempo. Lei non conosce il mio lato bisex che, in vero, non è che emerga spesso; solo a volte, quando non me l'aspetto, mi prende il desiderio di un bel cazzo, sia in bocca che in culo e, allora, soddisfo le mie voglie. Abbiamo una figlia, Simona, ormai grande di 32 anni, che è la copia esatta della madre da giovane, con cui ho un bellissimo rapporto di amicizia e complicità. Come professione sono architetto e lavoro per una grande impresa edile, che ha cantieri in tutto il mondo. Qualche tempo fa, di ritorno da Dubai, dopo una settimana trascorsa in quel posto, mentre sbarcavo dall'aereo, erano le 23:00, ho avvertito il bisogno di andare in bagno. Con la mia valigia, mi son recato nel primo wc che ho trovato. Data l’ora, era vuoto. Ho espletato la mia minzione e, quando son uscito, avevo il cazzo in mano perché avrei voluto lavarlo e perciò mi son avvicinato al lavandino. Da uno degli altri bagni, è venuto fuori un bel ragazzo sulla trentina, che mi ha guardato e, fatto un sorrisetto, senza esser infastidito dalla mia condizione non certo passabile. Anche lui aveva il membro in mano con la chiara intenzione di lavarselo. Per un attimo siamo rimasti immobili, a guardarci. Anche lui aveva un bel cazzo. Mi guarda e vede che lo osservo, si avvicina e toccandosi cerca di farselo venir duro. Mi scatta il desiderio di succhiargli il cazzo! È così che mi succede quando si scatena il mio lato bisex. Lo voglio! Lo guardo, la cosa mi eccita e aspetto: sta giocando le sue carte, vuole mettermi alla prova, per vedere se lo desidero. Ci riesce, perché mi avvicino e glielo prendo in mano; è ben duro, grosso e teso. Mi abbasso per prenderlo in bocca e inizio a spompinarlo. È surreale questa cosa. Siamo in un bagno pubblico dell’aeroporto, dove potrebbe entrare chiunque e ci mettiamo a fare i maiali senza tener conto di niente. Davvero sconvolgente. Affondo in gola quella verga così potente e succosa. Gli accarezzo le palle, che sento esser belle piene. Lui geme di piacere.
«Bravo, succhiamelo tutto! Cazzo, sei fantastico! Che bocca! Altro che la mia ragazza: tu sei meglio, vengo!»
Avverto che si tende, per poi sborrare, schizzando un fiume di sperma in parte nella mia bocca ed il resto in gola. Lo pulisco alla perfezione, poi lui mi fa sollevare e mi ricambia il favore. Se lo infila in gola e mi succhia come una idrovora. Nemmeno io reggo molto e gli faccio dono di una copiosa quantità di crema, che lui ingoia tutta, senza perdere nemmeno una goccia. Si alza, mi sorride e se ne va. Passa circa un mese, una sera mia moglie mi dice che avremo il fidanzato di nostra figlia a cena. Mi prega di non far tardi e di passare a ritirare il dolce, che ha ordinato in pasticceria. Giungo a casa e sento Simona che ride, in sala, mentre sembra stia apparecchiando; mi fiondo in cucina con il dolce, saluto mia moglie che mi sollecita, dicendo che, a breve, è pronto in tavola. Vado in sala e, quando il giovane si volta, mi ritrovo il ragazzo del bagno in aeroporto.
«Papà, lui è Mirko, il mio fidanzato!»
Lui mi riconosce subito ed io avverto un certo disagio, ma cerco di non darlo a vedere, nonostante l’imbarazzo fosse alle stelle, per entrambi. Ci sediamo a tavola e tutto sembra svolgersi nell'assoluta normalità. Si dimostra gentile, affabile e molto educato. Parliamo di tante cose e poi, dopo aver consumato il dolce, io e lui ci ritroviamo da soli per un attimo. Lui mi parla con un tono sereno, pacato.
«Voglio sperare che non ci siano problemi fra noi. Amo troppo tua figlia, ma, a volte, mi sento preso da momenti di piacere del tipo bisex. Lei non sa di questa mia inclinazione e vorrei che restasse segreta fra noi.»
Lo guardo e gli faccio presente che è la stessa cosa che capita a me. Il discorso finisce al sopraggiungere delle donne. Il giorno dopo, Simona, a tavola, mi chiede cosa penso di Mirko.
«Allora, papà, ti piace Mirko?»
Le sorrido e rispondo in maniera molto diplomatica.
«Sì, mi sembra un bravo ragazzo. Da quanto tempo è che state insieme?»
«Da un anno e otto mesi.»
Mi diverto un po' a scandagliare il rapporto che hanno fra loro.
«Bene! Molto bene; quindi, ci sei stata a letto?»
Lei ha un attimo di vero imbarazzo.
«Ma, papà, che domande fai?»
La guardo, lei è arrossita, poi mi abbraccia e mi bacia, in modo un po’ troppo voluttuoso, per esser solo il bacio di una figlia.
«Scusa, Simona, ma sai... un padre si preoccupa sempre per la sua bambina, quindi, che mi dici: è bravo a letto?»
Mi sorride ed annuisce, con aria complice. Passano due mesi e, una sera, li abbiamo di nuovo a cena. Vedo che con mia moglie sono molto in sintonia e anche mia figlia sembra più rilassata. Durante la cena ci comunicano che hanno trovato un appartamentino molto grazioso e vorrebbero andarci a convivere. Resto un attimo un po’ sorpreso, ma loro si mostrano così decisi che non mi oppongo. Dopo alcuni giorni Mirko mi chiama in ufficio e mi chiede se ho un po’ di tempo, per raggiungerlo nel loro appartamentino, per prendere atto di piccole modifiche da apportare, onde renderlo più confortevole. Appena dentro, mi rendo conto che tutto è a posto e che, quindi, era solo una scusa per avermi lì con lui. Senza esitare, mi si inginocchia davanti e mi apre i pantaloni per succhiarmi il cazzo, per altro già duro.
«Scusami, ma, da quella sera, mi torna spesso il desiderio di succhiarti il cazzo.»
Lo lascio fare e lui mi regala una pompa sublime. Lo succhia e lo ingoia senza sosta, fin quando gli regalo una buona razione di crema, che ingoia senza nessuna esitazione. Eccitato gli rendo il favore, ma lui mi invita a seguirlo sul letto; ci spogliamo nudi e, eccitati da un veloce 69, lo penetro, facendolo davvero godere.
«Sì, dai, sfondami il culo! Cazzo, che meraviglia! Mi spacchi lo sfintere, ma è bellissimo!»
Me lo godo davvero bene e, alla fine, si prende ancora in gola un’altra buona razione di crema prelibata, che ingoia fino all’ultima stilla. Appagati, ci mettiamo un attimo a parlare. Lui si giustifica con me.
«Non mi fraintendere, adoro tua figlia e, se lo vorrà, un giorno ci sposeremo, ma con te mi sento davvero una troia: il tuo cazzone nel culo, mi ha mandato ai pazzi!»
Gli rispondo che avverto anch'io lo stesso desiderio; che anche a me piace moltissimo scopare con lui. Passano altre tre settimane e, un pomeriggio, mentre siamo intenti a godere fra noi, arriva Dario, suo padre, che ci trova avvinghiati in un 69 da urlo.
«Bene! Lo sospettavo che eri bisex, ma non avrei mai pensato che ti facessi scopare da tuo suocero. Su, fatemi posto, che voglio divertirmi anch’io.»
Si spoglia nudo e si unisce a noi. Dario è un bel maschio. Alto come è, un po’ più grande di corporatura ed età (ha quasi sessant’anni), è dotato di una bella verga, non troppo lunga, ma di notevole spessore, anche più della mia. Ci godiamo Mirko insieme, scopandolo a turno e, alla fine, gli inondiamo la bocca di crema.
Non ancora appagato, Dario ci succhia entrambi e, dopo, siamo io e suo figlio a sfondargli culo e gola, per poi schizzarvi dentro il nostro piacere. Da quel giorno, per due mesi, ci divertiamo noi tre, a godere insieme. Mi faccio inculare da Dario e anche da Mirko. Ricambio il piacere inculando entrambi. Poi, un pomeriggio, mentre Dario e me, siamo intenti a divertirci, in attesa che arrivi Mirko, a sorpresa arriva Simona e ci trova nudi, mentre ci stiamo reciprocamente succhiando, in un bel favoloso 69.
«Ma papà... credevo che tu… insomma, non avrei mai pensato che potessero piacerti i maschietti. E tu, Dario, che ci fai con il cazzo di papà in bocca?»
Siamo molto in imbarazzo, quando, improvvisamente, entra in casa Mirko che, non vede Simona in camera con noi e ci urla che vuole divertirsi anche lui.
«Arrivo! Preparatevi, che oggi son così carico, che vi sfinisco! Vi voglio godere entrambi al massimo!»
Entra in camera, vede noi nudi e Simona che ci guarda. Il suo viso si trasforma in una maschera di stupore. Simona, invece, non fa una grinza, prende e si spoglia nuda, avvicinandosi a me.
«Dai, fammi posto, che il tuo cazzo lo voglio assaggiare anch’io!»
Io, la guardo basito, e obietto.
«Ma, Simona, non puoi! Sono tuo padre: è incesto!»
Lei non si scompone, mi guarda e poi replica.
«Ma come: Mirko può farsi sfondare il culo da suo padre ed io no? Ma che stai dicendo? Se è incesto per me, lo è anche per lui! Non tengo conto di certe cazzate! Adesso ho deciso che voglio godermi il tuo cazzo, dal momento che avrei voluto farlo già da tempo. Fammi posto e datti da fare, che voglio godere con tutti voi! Tu, amore, sei contento vero, se mi scopo loro due? Se non vi sta bene, vi sputtano davanti alle vostre mogli e poi con tutti quelli che vi conoscono.»
Senza aggiungere altro, se lo prende in bocca e mi regala una pompa bellissima. Lo ingoia con molta disinvoltura, mentre Mirko fa la stessa cosa a suo padre. Poi mia figlia mi fa distendere supino e mi sale sopra, impalandosi su di me. Se lo infila tutto dentro ed inizia a godere tantissimo. Ha due orgasmi in rapidissima successione, poi si gira e bacia il suo fidanzato, che viene inculato dal padre.
«Amore, mi fa godere; amore, il cazzo di mio padre, mi sfonda! Godo! È bellissimo! Tu lo sapevi e non me ne hai fatto parola. Porco! Vengo!»
Abbraccia lui e godono insieme. Poi si cambia; lei si impala sul cazzo di Dario che la sfonda in culo, facendola urlare di piacere.
«Amore! Mi sfonda il culo! Cazzo com’è grosso! Vengo! Amore, vengo!»
Ha un ennesimo orgasmo, poi lui la fa distendere su di lui, lei apre le gambe e mi invita a scoparla insieme a lui.
«Dai, papà, prendimi davanti! Voglio sentirlo anche in pancia! Dai, infilzami tutta e tu, mio adorabile frocio e cornuto, dammi il tuo da succhiare!»
Sono sbalordito da quanto si sta rivelando zoccola mia figlia, ma l’assecondo volentieri, perché mi eccita l’idea di prenderla in tre. Gode e le facciamo schizzare anche l’anima. Il primo a schizzare è Mirko, che le inonda la gola.
«Amore, bevi! Dai, zoccola meravigliosa, bevi che sborro!»
Vedo le sue guance che si gonfiano e poi deglutire velocemente. Poi è la volta di Dario, che le inonda il culo. Quando Dario si sfila, afferra Mirko e lo obbliga a leccare la crema che sgorga dal culo sfondato di mia figlia.
«Avvicinati e lecca; guarda come gliel’ho aperto: è una voragine!»
Lui si sdraia dietro di lei, che adesso ho messo di lato, e lecca sia il culetto sfondato, da cui sgorga di tutto, che il mio cazzo che scopa, ancora con vigore, mia figlia.
Poi arrivo anch’io nel suo ventre e lei ci gode ancor di più.
«Sborro, amore di papà! Eccomi!»
Lei mi sente e gode.
«Sì, papà, ti sento: è bellissimo sentirsi inondare dal seme che mi ha generato! Vengo!»
Mi sfilo, ma lei, nonostante sia sfinita, ci succhia tutti e le regaliamo le ultime gocce della nostra crema. Poi abbraccia Mirko e lo bacia intensamente.
«Ti amo! Ti amo! Ti amo! Pazzo, amore mio! Dimmi che da oggi in poi, ci godremo questi due maschioni cosi ancora virili e ben dotati! Dimmelo! Promettimelo!»
Mirko le promette che sarà libera di chiavare a suo piacimento. Poi si gira e mi dice una cosa di cui non ero a conoscenza.
«Non crediate che sia finita così! Io e mamma, quando tu non ci sei, ci divertiamo a leccarci con molto piacere. Adesso che ho scoperto tutto questo, sappi che, presto, lei sarà dei nostri!»
Dario la guarda un po’ sconsolato, ma Mirko si mette a ridere.
«Non credere che mamma non si fosse accorta che sei più gay che etero e, in più di un'occasione, mi ha ospitato nel vostro letto, dicendo che era meglio con me che con uno sconosciuto.»
Non è passato molto tempo, che ci siamo ritrovati tutti e sei in un letto molto ampio e ciascuno di noi, ha colto il piacere che voleva.
È stato un vero piacere scopare Ada, la madre di Mirko. Una bella donna un po’ più magra di mia moglie, ma decisamente TANTO troia. Si è presa il mio cazzo nel culo, quello di Dario davanti ed il figlio in gola, mentre mia moglie e mia figlia le stuzzicavano le tette.
Da giorni mia figlia ci ha comunicato di esser incinta. Le ho chiesto se conosceva chi di noi potesse averla ingravidata e lei mi ha sorriso e baciato in bocca, esordendo:
«Spero, possa esser stato tu, papà!»
7
1
1 mese fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
Ombre e luci
Non sapeva come comportarsi... I suoi occhi vagavano attraverso la stanza fermandosi su un dettaglio per poi riprendere la loro esplorazione in disperata cerca di un appiglio o di una porta. Eppure, la porta era aperta, o meglio, chiusa, ma non a chiave. La guardavo divertito mentre mi fumavo una sigaretta. Proprio sopra la mia testa, c'era il cartello "Vietato fumare". Anna lo guardò, sorrise, e finalmente trovò la scorciatoia che cercava. Tese il dito ad indicarmi la scritta mentre sorrideva. Mi girai a guardarla e sorrisi anch'io. Faceva freddo, ed eravamo nudi entrambi. Lei sotto le coperte ed io sul divano di fronte. A lato, un piccolo bagno, a sinistra, una larga porta finestra di vetro che dava sul mare.
Anna era andata in crisi perché non si aspettava una moltitudine di cose. Come tutti, dava per scontato un infinita di cose e cosi facendo si era chiusa parte del cuore e del cervello. Le avevo semplicemente chiesto come stesse. Una domanda non relativa al sesso di una notte memorabile, era una domanda rivolta a lei. Non sapeva che rispondere. Siamo abituati alla sveltina, il tempo é prezioso, anche se lo sprechiamo tutto al lavoro. Anna usciva ogni fine settimana con le amiche per andare in locali. Erano un gruppo di cinque, tutte con vite passate difficili, decise e disposte a non appartenere mai più a nessuno. E dunque, facevano sesso con tutti, ragazzini che potrebbero essere i loro figli, ragazzi ed uomini, mai troppo grandi o vecchi. Come dicevano loro ridendo, "non vogliamo mummie". Con quel fare, si era persa la magia dell'amore. Il sesso porta all'orgasmo certo, esattamente come camminare porta lontano. Ma la direzione che scegli determina ciò che vedi; chi si inoltra nel buio, chi preferisce la luce.
Anna si alzò e venne verso di me. Era media alta, non magra, rossa, carina, ma sopratutto intrigante. Mi si sedette sopra a gambe larghe, e mi baciò. Un bacio lungo e dolce. La sigaretta fini di consumarsi tra like mie dita bruciandomi leggermente. Non mi importò. C'era tanta dolcezza e passione in quel bacio che mi ci perdetti. Era il minuto uno.
Minuto tre. Anna si staccò, e mi si mise accanto. prese la mia mano e se la mise tra le gambe chiaramente facendomi capire cosa voleva. Poi prese il mio membro e lo mise in bocca. Non si mosse più mentre le toccavo il clitoride massaggiandola in diversi modi, di tanto in tanto andando a cercare un po di umido nella fessura che gocciolava. I sussulti del suo clitoride attraversavano il suo corpo e raggiungevano la sua bocca. Benché non si muovesse con la bocca, sembrava di essere in continuo movimento dentro di lei.
Minuto 8. Ho il cazzo cosi duro da sembrare un pezzo di legno. Anna comincia a muovere la bocca, lentamente, su e giu, mentre infilo le dita nella sua figa. I raggi del sole rischiarano i nostri corpi, li riscaldano quando sono gia bollenti.
Minuto 12. Anna si alza, e si infila sopra di me. Ha gli occhi chiusi, é immobile, trema un pò. Le tocco i seni, piano, poi li li pizzico, li abbandono, le sfioro i fianchi, il collo, delicatamente, le orecchie, lei sussulta, e lo sento sul mio cazzo. Che meraviglia.
Minuto 20. Ho la mano sul collo di Anna. Non la soffoco, la tengo, ancorata e legata e ma. Il mio cazzo pulsa, lo sento, ci ,muoviamo ancora piano.
Minuto 23. Anna si alza, lo faccio anch'io. Si sdraia sul divano che sembra un letto. Vado a prendere il telecomando e metto un canale di musica, ed alzo il volume. Poi mi avvicino ad Anna. Lei apre le gambe e se le mantiene con le braccia. Mi guarda maliziosa. Non me lo faccio ripetere, le entro dentro, e spingo. Grida un pò. La scopo ad un ritmo regolare. Lei bagna, e dunque é un piacere infinito. Sento la sua figa che gode, si stringe a me, diventa quasi impossibile penetrarla talmente è stretta. Continuo ad insistere, e lei a godere. Io mi godo il suo orgasmo, un infinta di scariche sul cazzo. È bellissimo.
Minuto 25. Anna si é rilassata dopo l'orgasmo. Non ho smesso di scoparla. Mi piace ul suono che si produce, ed i liquidi che fuorescono dalla sua figa e che ricoprono il mio cazzo. La crema bianca faceva sparire il colore nero del mio cazzo e faceva sembrare la sua figa ancor piu rossa in quanto era contornata dalla stessa sostanza bianca.
Minuto 28. Feci girare Anna. Poi, in mezzo al biancore delle nostre godurie, la presi. In modo deciso questa volta. I suoi capelli tra le mie mani, e con l'altra mano, a schiaffeggiarle il culo. Ero deciso ad andare fino in fondo...
Minuti 31. Lascia i cappelli di Anna, e lei cominciò a muovere il culo attorno al mio cazzo. Era brava. Cercava i suoi punti piu sensibili. C'era tantissimo erotismo in quel suo gesto. Stranamente, si fidava. Di se stessa. Ascoltava il suo corpo e lo affidava. Sentivo le contrazioni della sua figa diventare sempre più riavvicinate. E poi di un tratto si irrigidì e rimase cosi per almeno un paio di minuti attraversata da brividi. Io in lei in quel momento, vivevo il paradiso. L'orgasmo di una donna é il paradiso di un uomo.
Minuto 35. Andammo al letto. Mi sdraiai sopra di lei. Ci baciammo, e facemmo l'amore. Lasciai che mi racontasse di lei, il suo corpo un libro, lasciai che si aprisse e racontasse di se, delle su delusioni, delle sue aspettative. La lasciai essere per poter essere. E fummo. La passione ci travolse e travolgemmo ogni centimetro dei nostri sensi.
Minuto 48. Stavamo sudando. Andammo sotto la doccia. La aprimmo, entrò prima lei, e si mise a pecora. La seguii, e la presi. L'acqua era tiepida, piacevole. Lo scroscio era regolare, quasi una musica. Ne segui il ritmo scopandola. Fu un altro angolo di paradiso, gocce di acqua che svolazzavano ovunque insieme a sensazioni che si originavano da ogni parte del copro.
Minuto 55. Mi accesi un altra sigaretta. Ero ancora duro. Eppure era stata una notte di sesso. Infatti... di sesso. Ora era diversa. La guardai e le chiesi: "Come va?"...
Minuto 55. Prima che possa rispondere, squilla il suo cellulare. Risponde, conversa, e poi mi sorride. Mi dice che era la sorella, e che avrebbero dovuto pranzare assieme. Anch'io guardai l'orologio, avevo un pranzo previsto con la mia ragazza.
Due ore dopo, entrai nel ristorante dove avevo appuntamento con Mary, la mia ragazza. La trovai al primo colpo di occhio; ed era seduta con Anna, sua sorella.
4
1
1 mese fa
Blacknoble,
45
Ultima visita: 1 settimana fa
-
Re.bis.muto
Mi aveva portato Marco, ad una di quelle noiosissime riunioni in cui si ricordano i vecchi fasti nobiliari e si ripercorrono le gesta di Re e Regine defunti.
Erano tutti molto compiti, fedeli al loro sacro ruolo che io non capivo affatto; pochissime le donne ed anche queste avevano un'aria ammuffita, grigia, sdrucita.
Cosa ci facevo tra di loro? Perché mi ero lasciata trascinare lì dentro?
Mi mancava l'aria.
Giunse un uomo, alto, in abito blu, con la barba ed i capelli biondi e prendeva la parola da un piccolo pulpito rivolto verso di noi.
Affascinante avrebbero detto le mie amiche... in me invece montava qualcosa di sordo che non sapevo decifrare.
Perché quell'uomo si prestava a quella recita? Perché si sottometteva a quella finzione?
Perché? Perché? Perché?
Lo osservavo meglio. I suoi occhi blu brillavano di vita e tristezza allo stesso tempo e le sue grandi mani sembravano non aver accarezzato una donna da tanto, tanto tempo.
La camicia bianca era abbottonatissima ma si intuivano ampie spalle ed un petto virile.
È bello.
Di una bellezza indecifrabile e fin troppo formale.
Parlava con lentezza, misurando le parole e senza pesanti accenti, rivolgendosi a noi come a degli amici.
Non diceva niente di interessante, niente che suscitasse il mio interesse, niente che mi muovesse qualcosa dentro.
L'unico dettaglio che mi sconvolgeva era quella sua militare compostezza, acquisita nei secoli da rigide educazioni.
Era quella sua parlata fluida e melliflua che volevo disgregare.
Rompere.
Spaccare.
Come un bambino con un giocattolo, lo volevo aprire per guardarci dentro dove nessuno osava e dove nessuno vedeva.
Nudo, spogliato di quel pesante passato e di quegli stemmi inutili.
Nudo ed ansimante sul mio letto mentre percorrevo tutto il suo corpo con la mia lingua avida.
Marco era estasiato, la storia della regina Margherita compiva su di lui strani miracoli, era quasi eccitato dal racconto di quell'alto Signore.
- È il Re! Non l'hai capito?
Il Re? Ma cosa dice questo cretino?
Non siamo mica in monarchia!
Abbozzo senza convinzione.
- La mia famiglia tornerà agli antichi fasti!
La famiglia di Marco era composta da un'odiosa madre che mi detestava perché non vestivo secondo vetuste convenzioni incomprensibili e da suo padre, un uomo senza nervo succube di una megera.
Ragionavo su quali dovessero essere gli antichi fasti di una simile coppia sperando di non trovare risposte.
- Così poi tu sarai baronessa!
Non me ne fregava niente di essere baronessa, Marco non riusciva a farmi godere come avrei voluto, anche lui limitato da ciò che i suoi genitori avrebbero dovuto pensare di lui.
Io volevo lasciarlo ma trascinavo ancora questa storia già finita, per ignavia.
- ...e questo è tutto!
Il Re ci sorrise e per un attimo è sembrato che mi avesse letto nel pensiero ed approvasse la mia scelta di liberarmi di quel fidanzato.
Mentre il Re si avvicinava a noi potevo sentire il suo profumo, appena accennato e potevo scorgere nei movimenti una certa timidezza che mal si sposava con il suo ruolo.
Chissà come gode un uomo così!
Le dirà le parolacce?
Le sculaccerà le donne?
Chissà se saprebbe usare quelle grandi mani sul mio corpo...
I pensieri mi sfuggivano dalla testa, uno dietro l'altro si rincorrevano e non riuscivo a fermarli.
Averlo vicino mi procurava una forte emozione, il suo campo magnetico mi stordiva.
- Ti senti bene?
Marco si era accorto che qualcosa non andava, ansimavo e mi ero fatta rossa in viso inoltre mi pareva che il Re mi avesse strizzato l'occhio!
Non era possibile.
- Si sì, è il caldo.
Mentre abbassavo lo sguardo notavo il gonfiore che il Re mostrava sotto i pantaloni attillati e questo mi agitava ancora di più perché non riuscivo più a dominare le sensazioni del mio corpo.
Mentre i due parlano di casate e linee di sangue il mio desiderio schizzava alle stelle e desideravo solo di essere scopata a morte da quell'uomo sconosciuto!
Cosa mi stava accadendo?
E soprattutto, perché?
4
1
1 mese fa
Red1Rose1301Satan,
19
Ultima visita: 6 giorni fa
-
Notte calda con un amante senza inibizioni
Quando la sera salii al suo appartamento, l'aria era frizzante. Prima mi aveva mandato un'e-mail e per tutto il giorno mi ero soffermata su ogni singola parola ignobile. La adoravo perché era così schietta. Aveva il dono di dire le cose giuste per irritarmi, fantasticare sulle sue labbra sul mio cazzo e di prendersi il tempo necessario per dimenticare tutto di me.Entra nell'appartamento attraverso la porta parzialmente aperta. Le candele tremolavano nella luce bassa della stanza, dipingendo ombre morbide sulle pareti. Il suo amato ritmo blues suonava dolcemente in sottofondo, creando un'atmosfera seducente. Il profumo di cannabis pungente e vaniglia delle candele aleggiava nell'aria. La sua capacità di creare un ambiente perfetto era eccezionale.La vidi subito dopo aver aperto la porta. Si era rilassata sul divano, indosso un abito fluido che le slanciava la figura nei punti perfetti. Ha avuto gli occhi socchiusi e sfocati e i capelli un po' spettinati. Alzò gli occhi per incontrarmi e fece un sorriso malizioso con le labbra leggermente divaricate, come se avesse atteso il mio arrivo per tutta la sera.La sua voce era bassa, quasi un canto di fusa, quando disse: “Sei venuto davvero”. Inarcò la testa di lato, come se avesse capito la soluzione prima di me.Non risparmiai parole quando affrontai l'argomento. “Dopo l'e-mail iniziale?” Anche se ero a pochi metri di distanza, ho respirato il suo calore avvicinandomi. “Come potrei astenermi?”.Mentre il suo sorriso si allargava, si spostò sul divano, scoprendo più carne mentre il vestito le si arrotolava sulle cosce. Aveva la capacità di impazzire. “Pensavi che fosse bello, eh?”, disse, con un tono spensierato ma che lasciava intendere un pizzico di bisogno.Chinandomi, la avvicinai a me facendole scivolare le mani intorno alla vita. Quando le mie labbra sfiorarono leggermente il suo orecchio, dissi qualcosa. È tutto il giorno che ci penso. Riguardo a te. A proposito di quella tua bocca spalancata. Inoltre, la sensazione di stare in ginocchio è piuttosto piacevole.I suoi respiri tremanti mi fecero capire che la tenevo esattamente dove volevo. Quando le parlavo in quel modo, lo adorava. Mentre faceva scorrere le dita sul mio petto, mi strinse il colletto della camicia. “Allora permettimi di dimostrartelo”, mormorò, premendo le labbra contro le mie. “Lo voglio fortemente; te lo mostrerò”.Si inginocchiò davanti a me, i suoi occhi maligni fissi sui miei, e non disse più nulla. Si comportava sempre così, entusiasta ma composta. La gioia che provava per la sua attuale posizione di dominio su di me era palpabile nei suoi occhi.Con mani lisce e ferme, aprì la mia cintura e io la guardai con stupore. Era evidente che era incredibilmente abile in questo. Quando mi tirò giù i jeans, il mio cazzo era immediatamente eretto e premeva contro di essi; il suo sguardo famelico rivelò che si stava leccando le labbra.Quando si chinò verso di me, con la lingua che sfiorava appena la punta, gemetti e affondai le dita nei suoi capelli, stringendoli forte. Stava giocando con me, facendomi aspettare e provocandomi. Mi arresi e le lasciai fare questo gioco, visto che le piaceva.Giochi aperti e regole sempliciCon un colpo secco, mise le dita intorno al mio cazzo e cominciò a succhiarlo teneramente. Quando i miei fianchi si spinsero leggermente in avanti, mi sfuggì un gemito udibile. “Non stuzzicare”, dissi con voce bassa e graffiante. Dissi: “Ti prego, prendilo tutto”.Mentre i suoi occhi sfioravano i miei, vidi un sorriso che le balenava sulle labbra mentre mi guardava. La mia impazienza, e soprattutto i momenti in cui ero sul punto di perdere la testa, erano le sue parti preferite. Mi attirò più vicino, le sue labbra scivolarono lungo la mia lunghezza fino a raggiungere la base del suo collo. Anche se le veniva l'acquolina in bocca e gli occhi le lacrimavano, non si tirò indietro. Non era mai stato il suo obiettivo.“Brava ragazza”, dissi con tono minaccioso, mentre la mia presa sui suoi capelli si faceva ancora più rigida. Tutto, per favore. Fai capire quanto adori il membro di tuo padre.In effetti, ci riuscì manipolandomi con le labbra, prendendomi in profondità, tirandosi indietro, e poi prendendomi ancora di più la volta successiva. Era la sua passione e si sentiva completamente a suo agio nel farlo. La sua mascella serrata sopra di me e la saliva che le scorreva sul mento erano sufficienti a mandarmi in fibrillazione.Aveva il ritmo giusto, incessante e ipnotico. Mentre la sua lingua si contorceva e accarezzava, sentivo la mia presa su di lei aumentare. Lei assorbiva tutto, con lo sguardo fisso sul mio, e quel bisogno era ancora lì e bruciava, mentre i miei fianchi cominciavano a muoversi da soli, spingendo sempre più a fondo nella sua bocca.“Sembri così seducente con il mio membro in bocca”, osservai, la mia voce tinta di desiderio. “Vuoi che tuo padre ti calpesti tutta?”.La cosa finì lì, mentre lei gemeva entusiasta intorno al mio membro. Mentre il familiare calore e la stretta nel mio ventre si intensificavano, spinsi più forte, la mia mano la guidava e la teneva in posizione. Con un basso rantolo, affondai in profondità e ben presto mi feci strada nella sua gola, denso e caldo.Con la sua lingua che mi lavorava continuamente, succhiò fino all'ultima goccia, senza perdere un colpo. Quando mi ritrassi, mi guardò, con le labbra gonfie e scivolose, un sorriso soddisfatto che le si allargò sul viso mentre le leccava.Ripetei: “Brava ragazza”, mentre il mio respiro rimaneva pesante. “Ma c'è ancora molto da fare”.Quando la vidi salire sul letto, si posizionò tra le mie ginocchia e le sue labbra si chiusero ancora una volta su di me. Non volevo ostacolarla mentre adorava il mio cazzo. Mentre mi accarezzava, rendendomi gradualmente ma inesorabilmente duro, mi appoggiai allo schienale, presi il telefono e la guidai con la mano libera, che si infilò di nuovo nei suoi capelli.Non si è mai rilassata. Si compiaceva della mia reazione mentre mi trascinava, guardando come gemevo e stringevo i pugni. Perché era così insistente, ero felice di cedere alla sua intransigenza. Era bravo a soddisfare i miei desideri ed era il mio giocattolo sicuro.Il modo in cui mi tormentava con la lingua e mi succhiava il cazzo era proprio come volevo. Non aveva bisogno di parole: le sue labbra parlavano. Sapevo che quella sarebbe stata la notte più lunga e meravigliosa della mia vita mentre sentivo i miei muscoli tendersi ancora una volta, pronti per la battaglia
265
0
1 mese fa
annabohis,
27/25
Ultima visita: 1 mese fa
-
La più intensa notte della mia esistenza
Una circostanza che ha trasformato tutto
Un incontro non pianificato è stato il catalizzatore che ha messo in moto tutto. La mia amica mi ha presentato a Sofia durante un evento sociale che stava organizzando. Il suo sorriso adorabile e la sua straordinaria capacità di sostenere una conversazione senza sforzo mi hanno catturato. Quando abbiamo iniziato a parlare dei nostri interessi comuni per la letteratura, i viaggi e la musica, abbiamo scoperto rapidamente quanto avevamo in comune. Essere in sua compagnia sembrava così naturale, però, ed è stata la cosa che mi ha sorpreso di più. Non si poteva negare l'irresistibile attrazione della sua energia.
Tutto è iniziato con un incontro inaspettato che nessuno aveva previsto. Sofia mi è stata presentata durante una festa organizzata da un amico. Il suo sorriso accattivante e la sua straordinaria capacità di sostenere una conversazione senza sforzo mi hanno attratto a lei nel momento in cui ci siamo incontrati. I nostri interessi comuni per la letteratura, i viaggi e la musica hanno reso chiaro fin da subito che eravamo molto simili. Essere in sua compagnia è stata la cosa più sorprendente per me, perché sembrava così naturale. La sua energia aveva un'irresistibile attrazione magnetica.
Una connessione che non avevo mai sperimentato
Come inizio, abbiamo parlato di musica, viaggi e letture. Tuttavia, sembrava che le nostre anime si avvicinassero sempre di più ad ogni frase. Un'intelligenza acuta e un interesse genuino per il mondo erano evidenti nelle sue risposte sempre nuove. Non avevo mai avuto questa sensazione di spontaneità e di accordo.
Man mano che passavano le ore, il clima si trasformava sempre di più. Attimi che non richiedevano parole, sguardi prolungati, sorrisi più affettuosi. Poco a poco, la celebrazione, che all'inizio era apparsa così normale, si trasformava in qualcosa di straordinario. Capii che quella sarebbe stata la svolta della serata quando Sofia mi suggerì di fare una passeggiata. .
Un istante al di fuori del tempo
L'intensità era palpabile in ogni movimento e tocco. Siamo stati in grado di apprezzare davvero la reciproca compagnia e di cogliere ogni aspetto poiché non eravamo di fretta. Sembrava che non ci fosse nessun altro sulla Terra a parte noi due mentre attraversavamo il globo. In questo spazio ristretto, non c'era disonestà e amore e desiderio puri al cento per cento.
Ci siamo sdraiati uno accanto all'altro e ci siamo abbracciati a lungo dopo il picco. Respirava regolarmente mentre la sua testa poggiava sulla mia spalla. Anche se siamo rimasti in silenzio, il tempo che abbiamo condiviso è stato profondo. In quei momenti, ho sentito come se il mio legame con lei si fosse approfondito oltre qualsiasi cosa avrei potuto immaginare con qualsiasi altro individuo. Il nostro linguaggio era uno che poteva essere compreso solo da coloro che avevano sperimentato qualcosa di così personale e significativo come ciò che avevamo condiviso.
Quell'esperienza ha lasciato un'impressione profonda sul mio essere. Quando ho fatto il sesso migliore, ho capito che non si trattava solo di piacere fisico. Si trattava di entrare in contatto con un'altra persona, di fidarsi di lei e di essere sinceri con lei. Condividere le proprie preoccupazioni, i propri desideri e i propri sentimenti senza aver paura di essere vulnerabili è la chiave del successo in questa impresa.
Anche se è passato molto tempo da allora, ricordo ancora quel momento con un senso di gratitudine e calore. Non solo mi ha insegnato ad apprezzare il desiderio, ma mi ha anche insegnato a comprendere la profondità emotiva che si cela nel rendere l'intimità genuinamente unica. E forse questa è la chiave per fare il sesso migliore della tua vita; non è solo un atto, ma piuttosto qualcosa di molto più significativo che unisce i cuori e le anime l'uno dell'altro.
184
0
1 mese fa
annabohis,
27/25
Ultima visita: 1 mese fa
-
Sesso con un ex fidanzato
Fantasie divertenti
Dopo una lunga giornata di lavoro, sono al molo, pronta a prendere la mia barca per tornare a casa. Vado al bagno come al solito, mi tolgo il reggiseno per rilassarmi e sentire l'aria sul mio grande seno, e poi vado al bar per un bicchiere di vino. Finalmente trovo il posto più stabile, che si trova da qualche parte sopra la linea centrale. Con il telefono in mano e un bicchiere al mio fianco, mi sto rilassando sul traghetto di ritorno a casa mentre leggo il giornale. Posso vedere i miei capezzoli premere contro il tessuto del mio vestito a scollo, e le mie grandi tette che pendono.
Metto il telefono in grembo per noia e apro Messenger. Mi ha mandato una foto del suo enorme cazzo con la sua bellissima testa, e il pensiero di vederlo fare magie lì, nella mia bocca, o nel mio culo, fa sciogliere di nuovo la mia fica.
Faccio le fusa, diventando sempre più debole e bagnata. Rispondo inviandogli via email una foto salvata della mia vagina umida e dicendo: "Mi piacerebbe metterci le labbra intorno."
"Così bagnato," risponde.
"Serve questo?" chiede, inviando un altro dei suoi enormi cazzi, questa volta carico di palle.
Il suo enorme cazzo nella mia figa esposta è nella mia mente. Rispondo, "E baciarlo," immaginandolo nella mia bocca così come i miei capezzoli induriti. Sobbalzo quando la barca colpisce un'onda, facendomi gemere, ma non a causa della sua splendida foto del cazzo.
Mentre lo shock continua a travolgere la mia vagina, rispondo: "Bacialo, leccalo, succhialo."
Finale inaspettato
Sento qualcuno dire, "Così cattiva in pubblico," dietro di me, e gemendo perché riconosco la voce, i miei capezzoli si induriscono e la mia vagina si apre e inizia a fluire. Procedi verso il bagno e solleva la gonna. Mi solleva e mormora, "ORA," nel mio orecchio mentre guarda giù verso le mie grandi tette.
Rimbalziamo al ritmo del movimento della barca, e quando usciamo a poppa e vediamo una testa con dischi verdi, lui guarda con desiderio i miei capezzoli esposti che rimbalzano nel mio vestito.
Sbatté la porta dietro di lui dopo averla aperta e spingendomi dentro. Urlo, "Scopami come se fossimo su una barca," mentre la sua mano scivola sotto il mio vestito, trova il mio buco umido e toglie le mie mutandine bagnate.
Gli palpo il suo enorme e desideroso cazzo dopo averlo sbottonato. Sentirmi una puttana è quello che voglio. Esigo, "Fammelo senza protezione," e metto la mia gamba sulla sua vita.
Le sue mani sollevano il mio vestito, rivelando le mie tette, che lui palpeggia mentre spinge il suo cazzo su e lascia che il viaggio accidentato della barca mi faccia scendere sul suo cazzo duro. Mi dondolo su e giù sul suo cazzo e mi irrigidisco mentre il suo cazzo in espansione scopa la mia figa umida e stretta, facendo oscillare la barca e colpire un'onda molte volte. Gemito e divento più rigida su di lui mentre lui afferra i miei capezzoli sodi.
Sento la barca che mi spinge più forte verso di lui mentre raggiunge il mio punto più alto, e lo scopo giù sul suo grande, succoso cazzo nudo mentre la barca si gonfia. Entrambi gemiamo mentre lo sentiamo espandersi dentro di me, e urlo mentre la mia vagina bagnata viene colpita rapidamente e con forza mentre lui stringe i miei seni più forte.
Alzo la gamba più vicino e la avvolgo attorno a lui, così che sia profondo dentro di me e le sue palle colpiscano il mio ingresso umido. Mentre la barca sobbalza di nuovo, le sue mani iniziano a inviare meravigliosi scossoni di dolore attraverso i miei seni, spingendo il suo grosso cazzo nel mio fianco.
Le sue mani stanno iniziando a farmi lividi i seni mentre scopiamo così forte che sento che sto per venire. Mi scopa più forte mentre rispondo, stringendo il suo cazzo indurito e venendo giù sui suoi alti, mentre gli passo le mani tra i capelli e lo bacio.
Mentre sento i miei fluidi scivolare sul suo cazzo nudo, sentiamo i motori rallentare. Gemendo mentre lui scopa più a fondo, sento i miei fluidi stringere e scorrere sul suo cazzo. Mormoro, "Più veloce, o ci incagliamo," e lui mi lecca e mi penetra più rapidamente. Mentre lo abbraccio e inizio a gemere, sento il suo cazzo tremare dentro di me.
Mentre la barca mi tira giù, le sue palle si stringono e mi scopa, mandando su il suo sperma. Quando lo sento riempirmi con il suo sperma caldo e scopiamo più forte, squirto e urlo forte. Poi mi riempie con il resto del suo sperma caldo, e io spruzzo sul suo cazzo."Caspita, è così dannatamente caldo!"
Lui tira giù il mio vestito e mi dice: "Ora dobbiamo uscire di soppiatto dal bagno." Condividiamo un bacio. Prima che lui si sblocchi
112
0
1 mese fa
annabohis,
27/25
Ultima visita: 1 mese fa
-
Corna vecchie e nuove.
Mi chiamo Stefano, ho 34 anni, sono di media statura, occhi scuri, capelli neri, fisico tonico, ben strutturato. Da nove anni, sono sposato con Francesca, mia coetanea, alta più o meno quanto me, bionda, capelli corti a caschetto. Ha una bella bocca ampia e labbra carnose, perfette per far pompini, cosa che le viene benissimo. Il seno, poi, è un vero spettacolo! Una quarta piena a goccia, capezzoli grossi e ben pronunciati. Anche il culo è una meraviglia, alto, tondo, sodo, posto alla sommità di splendide cosce, che lei ama curare moltissimo. Durante questi nove anni, la nostra vita è scorsa sempre tranquilla e serena, con qualche alto e basso come accade a tutte le coppie che lavorano e, sul piano sentimentale, non posso certo lamentarmi, mentre, su quello sessuale, ho da poco scoperto d'esser stato, almeno una volta, cornificato. Di recente stiamo vagliando l'ipotesi di avere un figlio e questo argomento è emerso proprio durante l'ultima vacanza trascorsa al mare. Un giorno, mentre eravamo in spiaggia, lei, ovviamente in bikini molto esigui, in quanto è una cui piace provocare, iniziammo un dialogo sulla famiglia, i bambini, e decidemmo che era giunto il momento di averne uno anche noi. Lei mi ha avanzato una insolita richiesta.
«Andiamo a casa, tu esci per rientrare solo alle 21:00: vedrai cosa mi son inventata per noi due.»
Arrivammo a casa per le 18:00, feci una doccia veloce e raggiunsi i miei amici al bar, per una partita a carte, nell’attesa che scoccassero le 21:00, come voluto da mia moglie. Rientrai in casa e trovai il soggiorno illuminato solo da candele, il tavolo apparecchiato elegantemente e, sopra di esso, una di quelle campanelle che si usano per chiamare la servitù, sotto cui c’era un biglietto con scritto di azionarla, e cosi feci; mi voltai ed apparve lei in intimo sexy e quanto mai sensuale. Il mio cazzo era già duro e lo divenne ancora di più! Ci sedemmo a tavola ed iniziammo la cena, poi, ad un certo punto, mentre stappavo la seconda bottiglia di vino, mi fece una specifica domanda:
"Mettere al mondo un figlio, è una grande responsabilità; dovremo esser consapevoli e soprattutto uniti, perché voglio che cresca in un ambiente tranquillo, sereno, circondato dal nostro amore, dal nostro affetto e, soprattutto, deve riguardare un impegno reciproco. Ti senti davvero pronto? Sei consapevole che questo comporterà delle rinunce, dei sacrifici, delle condizioni a volte anche stressanti, durante le quali io e te dovremmo mantenere la calma e, soprattutto, mantenere sempre unita la famiglia per il bene della nostra progenie?»
Ho guardato Francesca e le ho assicurato che, personalmente, mi sentivo pronto, ma volevo esser sicuro che anche lei fosse convinta come me. Lei ha bevuto un sorso di vino, poi ha ripreso il discorso.
«Ho riflettuto abbastanza sulla questione e sono convinta che, se io e te saremo una coppia forte e decisa, questa esperienza sarà per entrambi bellissima. Direi che, per prima cosa, dobbiamo mettere in chiaro alcuni aspetti del nostro rapporto, che potrebbero apparire come ombre. Sono soprattutto le ombre quelle che voglio far emergere. Sono a conoscenza del fatto che hai scopato quella gran troia di Marina e non riesco a capire, cosa puoi aver trovato in lei di tanto interessante. Voglio che mi racconti per filo e per segno come, quando e quante volte, te la sei portata a letto.»
Colto di sorpresa, ho sorseggiato un po' di vino, per poterle rispondere in maniera soddisfacente.
«Ho scopato con Marina, solo due volte. La prima volta è stata dopo aver scoperto che tu mi avevi fatto le corna; mentre, la seconda, ci son andato, perché ho avuto il sospetto che tu me le avessi fatte di nuovo. In tutti e due i casi, è stata una scopata senza alcuna enfasi particolare, senza nessun coinvolgimento e, devo dire che, sinceramente, i bocchini li fai meglio tu.»
Ho letto, per un attimo, lo stupore nei suoi occhi, quando le ho rivelato che sapevo di avermi cornificato e così l'ho esortata a raccontarmi, ciò che sapevo. Ho deciso di lasciarla parlare e, nel frattempo, riempii di nuovo il mio calice di vino. Iniziò nel confessarmi quello che successe il giorno del tradimento, quando si era lasciata sedurre da un ragazzo, che frequentava la sua stessa palestra. Poi le ho chiesto se era tutto qui quello che aveva da raccontarmi, essendo io convinto che, in realtà, l'avesse fatto, come minimo, un’altra volta.
«Tutto qua? Mi sembra un po’ poco, o no?»
Ho visto Francesca deglutire, poi ha appoggiato il bicchiere che aveva in mano ed ha proseguito nella sua
«No, è vero, c’è dell’altro. Ricordi il primo anno di matrimonio, la prima estate che non lavoravo e andavo spesso al mare con la mia amica Silvia? Entrambe ci mettevamo sempre in topless, a quei tempi. Mentre eravamo sdraiate con le tette all’aria, sentivo lei che parlava al telefono con il suo fidanzato, di nome Sandro che, poco dopo, ci raggiunse in spiaggia, assieme ad un suo amico di nome Luca. All'epoca, Sandro aveva un grosso motoscafo d'altura e, raccolte le nostre cose, ci portò al piccolo porticciolo, dove ci imbarcammo sul potente mezzo; lui lo spinse subito al largo, in direzione dell'isola che c'è davanti alla costa. La giornata era splendida, il sole era caldo ed il mare calmissimo, così ci invitò a metterci nude, cosa che lui e il suo amico fecero immediatamente. Non avevo certo intenzione di tradirti, ma, sia Sandro che Luca sfoggiarono due mazze veramente notevoli. Silvia si mise subito nuda e stava seduta a prua del potente mezzo a cosce aperte, mostrando la fica già iper bagnata. Sandro si è avvicinato a lei e, mentre Luca pilotava, si è inginocchiato e le ha offerto il suo cazzo da succhiare, cosa che lei fece immediatamente. È bastato poco per farlo diventare qualcosa di veramente bestiale: un cazzone lungo ben oltre i 20 cm., di notevole spessore, che lei, un po' a fatica, riusciva a ingoiare solo a metà. Mentre osservavo la scena, mi son sentita bagnare in una maniera pazzesca; ero seduta vicino a Luca, quando lui mi ha chiesto se volevo tenere il timone in mano e, così, si è spostato leggermente indietro e mi ha lasciato il posto, affidandomi la guida del mezzo; lui si è posizionato dietro di me ed ho sentito il suo membro che cresceva, infilato tra le mie natiche. Quando le sue mani son scese in basso ed hanno cominciato a masturbarmi, mentre con la bocca mi baciava da dietro sul collo, non ho capito più niente. Lui ha spento il motore e, subito dopo, si è abbassato ed ha preso a leccarmi tra le cosce, facendomi sbrodolare come una cagna. Ho iniziato a godere sotto i colpi della sua lingua che, sapientemente, martellava il mio clitoride, mentre insisteva a scorrere lungo le pieghe della mia ostrica, scivolando giù, fin in fondo, a lambire la rosetta grinzosa del mio culetto, per poi risalire e ricominciare tutto da capo, raccogliendo tutti gli umori che sgorgavano dalla mia fica. D'un tratto, ho appoggiato le mani sul suo capo e l’ho schiacciato contro il mio corpo, perché ero scossa da un orgasmo devastante.
«Non ti fermare! Non ti fermare, che sto per godere! Oddio, vengo! Vengo! Ancora, più forte! Ora vengo!»
Ha dovuto sorreggermi, perché le gambe davano segno di cedere e lui mi ha preso in braccio e mi ha adagiato sopra il tavolo che c'era dietro di noi; poi si è sollevato in piedi e mi ha presentato davanti alla faccia uno splendido cazzo lungo, anche più del tuo, ma, soprattutto, decisamente più grosso, con una cappella che sembrava una grossa fragola, rossa e matura. Me lo ha appoggiato alla bocca e poi, lentamente, ha cominciato a pomparmi con un movimento di avanti e indietro, scopandomi la gola. Ho leccato e ricoperto di saliva quella splendida verga e, dopo averla ben bagnata con la mia saliva, ho iniziato a farla penetrare giù per la gola, fin quando son riuscita ad averla quasi tutta dentro, facendo sì che lui esultasse di gioia.
«Che bocca! Sandro, avevi ragione! Questa è più brava della tua a far bocchini! Se lo prende in fica come in gola, la farò impazzire.»
Mi ha pompato la bocca per un po', muovendo il bacino avanti e indietro e poi si è spostato; lo ha posizionato fra le pieghe della mia ostrica, completamente fradicia di umori e, con due spinte decise, me lo ha infilato tutto dentro. Ho sentito le pareti della mia vagina aprirsi, dilatarsi, per accogliere quella fantastica intrusione, che mi stava letteralmente spaccando in due. Quando è arrivato in fondo, la dura cappella è andata a sbattere contro la cervice e mi ha provocato un misto di dolore/piacere che, come una scarica elettrica, mi ha scosso il cervello, facendomi urlare per il forte godimento.
«Vengo! Oddio, mi fai venire già! Continua, non ti fermare!»
Non si è certo fermato. Ha preso a sbattermi con colpi fortissimi, facendomi urlare ancora e, mentre stavo godendo come una troia, d'un tratto Sandro si è avvicinato insieme a Silvia e, mentre lei si è messa seduta nella "dinette", lui si è avvicinato e mi ha infilato il suo grosso cazzo in bocca. Aveva appena sborrato dentro la mia amica, così mi son trovata il suo cazzo ancora quasi duro, per cui non feci resistenza a prenderlo in bocca e succhiarlo per bene. Intanto Luca continuava a sbattermi con violenza ed io godevo come una troia in calore. Mi sentivo piena, riempita sia in bocca che in fica, godevo senza ritegno, urlando a bocca piena. Ad un tratto Sandro si è seduto accanto a Silvia e, subito dopo, Luca mi ha sollevato di peso e, mentre mi teneva in braccio, si è abbassato così da far in modo che il mio culo si trovasse proprio sopra la punta del cazzo di Sandro che, aiutato da Silvia, me lo ha spinto tutto nel culo, senza alcuna esitazione. Una doppia in piena regola. Era la prima volta che la facevo ed ho goduto fin quasi a stordirmi. Mi hanno sborrato dentro entrambi e poi Silvia mi ha leccato i buchi ben farciti; per tutto il giorno abbiamo preso cazzi in ogni buco. Abbiamo chiavato con loro per altre tre volte, poi Sandro e Silvia sono andati a vivere in un'altra città e non li ho più visti, mentre con Luca non ci ho più scopato.»
Guardo allibito Francesca. Mi rendo conto che mia moglie ha fatto la troia con due maschi, senza che ne sapessi nulla, convinto che mi avesse fatto cornuto una sola volta. Sorseggio un po' di vino e sento il mio cazzo duro che preme nei pantaloni; lei se ne accorge e così mi prende per mano e mi conduce in camera da letto. In un momento siamo nudi, lei si sdraia accanto a me e mi prende il cazzo in bocca, succhiandomelo come solo lei sa fare. Chiudo per un momento gli occhi ed immagino lei inginocchiata davanti ad un altro, cui sta succhiando il cazzo; senza quasi neanche rendermene conto, le vengo in bocca all'istante. Ingoia la mia crema, poi, dopo averlo ripulito per bene, continua a succhiarlo ancora un po', per poi salirmi sopra ed infilarselo dentro; scopro che la sua figa è completamente fradicia. Si muove su di me e basta poco anche a lei per raggiungere l'orgasmo. Ha ancora il mio membro nella sua mano, quando si allunga su di me, ed unisce la sua bocca alla mia; sento, tra le sue labbra, il sapore della mia crema. La tua lingua si infila con prepotenza nella mia bocca e, insieme alla mia, esegue una danza erotica, che mi eccita ancor più. Quando si stacca, mi guarda fisso negli occhi ed io, senza neanche rendermene conto, le chiedo se c'è ancora altro da sapere. Lei sorride e poi appoggia la testa sul mio petto.
«Sì, c'è ancora qualcos'altro da sapere, ma io ti ho chiesto di esser completamente sincero con me, quindi, raccontami cosa hai fatto insieme a Federica e suo marito!»
Appoggio una mano sul suo capo e la faccio girare verso di me, la guardo negli occhi.
«Amore, io non ho fatto... Cioè, voglio dire, non c'è stato niente tra... Ecco, loro volevano provare l'emozione di un gioco un po' spinto e così mi hanno coinvolto. Volevano provare l'esperienza di un car sex, e così ho accettato di far la parte del guardone, ma son rimasto solo fuori a guardare e mi son segato, mentre loro due, in auto, scopavano. Piuttosto, dimmi, cos'altro c'è da sapere?»
Lei ha continuato a tenere il mio membro in mano, segandolo pian pianino, poi ha di nuovo appoggiato la guancia sul mio petto ed ha proseguito nella sua confessione.
«L'anno scorso anno, quando ho partecipato alla cena aziendale, ricordi, son andata insieme alla mia collega e, al ritorno, abbiamo dato un passaggio al nuovo direttore della nostra filiale della banca dove lavoro. Era Roberto, un bell'uomo sulla cinquantina. Quando siamo arrivati a casa sua, ci ha invitate a salire un attimo da lui, per il bicchiere della staffa e, una volta dentro, ho capito che tra lui e la mia collega c'era qualcosa, così, ho finto di volermene andare, ma loro mi hanno trattenuto. Son rimasta ed ho visto loro due che hanno preso a giocare, poi, la mia collega si è girata verso di me e, dopo avermi abbracciato, mi ha baciato in bocca. Non avevo mai fatto una simile esperienza e la cosa mi ha eccitato molto, soprattutto quando poi ho sentito premere sulle mie chiappe, il duro membro di Roberto, che ha preso a baciarmi sul collo ed a spogliarmi lentamente. Senza rendermene neanche conto, mi son trovata nuda, sdraiata sul tappeto a leccare la figa della mia amica, mentre Roberto, da dietro, leccava la mia. Ho avuto un orgasmo molto intenso e, subito dopo, ho sentito un grosso membro, che si faceva strada nella mia figa e riempiendola tutta, fin in fondo. La mia collega allora si è girata e si è sdraiata sotto di me; ha preso a leccarmi il clitoride, mentre lui, da dietro, mi pompava con forza. Stimolata da sotto e pompata da dietro, ho avuto due orgasmi sconvolgenti e poi, d'un tratto, lui ha preso a sborrare, lo ha tirato fuori e mi ha schizzato sopra la figa, facendo colare il seme sulla bocca della mia amica, che era lì ad attendere quella conclusione. Abbiamo continuato a leccarci a vicenda tutte e due, mentre lui, ben presto ha avuto di nuovo il cazzo duro e così, prima ha scopato un po' la mia amica, poi mi ha messo di nuovo a pecora e mi è entrato deciso nel culo, con una spinta secca, che mi ha anche fatto un po' male. Anche in questo caso, lei da sotto, mi leccava ed io ho goduto come una maiala, soprattutto quando lui, dopo il mio ennesimo orgasmo, si è sfilato, ci ha fatto mettere guancia a guancia, per poi schizzarci la sua sborra in faccia, definendoci troie! Ho scopato con lui altre tre volte, fin quando non ha avuto un infarto è andato in pensione anticipata. Adesso sai per fila e per segno tutte le corna che ti ho messo e questo dovrà esser ben chiaro tra di noi; se mettiamo al mondo un figlio, dobbiamo far in modo che la nostra unione funzioni, quindi io mi son svuotata la coscienza e credo che anche tu abbia fatto lo stesso; ora non ci resta che decidere su due cose: la prima, è come la metteremo se uno di noi due ha voglia di far sesso extraconiugale; la seconda, è: riusciremo ancora ad esser sinceri coì come abbiamo fatto ora? Perché, se tra di noi non c'è lealtà e sincerità, la nostra unione non potrà funzionare e, di conseguenza, la creatura che metteremo al mondo, si troverà in serie difficoltà ed io questo non lo voglio per niente.»
Mentre parlava, sentivo il mio cazzo tornare di nuovo duro e, dopo averla fatta sdraiare sotto di me, mi son messo tra le sue cosce e gliel'ho infilato tutto dentro; ho cominciato a sbatterla come un ossesso. Lei ha iniziato a godere e ad incitarmi ancora di più a scoparla quanto più forte possibile.
«Dai, amore, chiavami più forte! Il tuo cazzo mi fa impazzire! Mi rendo conto di aver fatto la troia, mettendoti più di un paio di corna, ma il mio cuore è sempre stato tuo, anche se il mio corpo, di tanto in tanto, era a disposizione della frenesia di qualcuno. Scopami forte, amore, che vengo!»
L'ho scopata davvero bene, facendola venire più volte; lei ha goduto fino a sentirsi stremata, poi, sono venuto dentro di lei e, sfinito a mia volta, mi son sdraiato di lato. Per qualche istante siamo rimasti in silenzio, poi ho avanzato una proposta a mia moglie.
«Mettiamo al mondo un figlio! Continuiamo ad esser sinceri come lo siamo stati questa notte e, soprattutto, quando uno di noi due ha voglia di una scopata extra, senza crearci dei problemi troviamo la persona giusta e lo facciamolo insieme! Sì, non guardarmi con espressione stupita: facciamolo insieme, significa che, quando tu avrai voglia di un altro cazzo, te lo dovrai chiavare davanti a me e, se io avrò voglia di qualcos'altro, lo farò con te presente.»
Lei mi ha abbracciato, baciato e detto che era perfettamente d'accordo con me. Abbiamo fatto tutte le analisi necessarie e, un anno dopo, lei ha partorito uno splendido maschietto. La nostra unione è diventata ancora più forte, anche per il fatto che, durante la gravidanza, lei ha voluto farsi scopare da un altro maschio, davanti a me e, sempre insieme, abbiamo anche ospitato una coppia con lei incinta, ed abbiamo fatto uno scambio di coppia, provando la forte emozione di vedere il proprio compagno interagire con un'altra persona. Ora sto cambiando il pannolino a mio figlio, mentre mia moglie è sdraiata nel letto coniugale, mentre si fa montare da due maschi molto dotati, perché aveva voglia di una doppia penetrazione in piena regola!
Sono un cornuto? Non m'interessa, né me ne faccio un problema! Tutto quello che so, è che amo mia moglie, lei è sincera con me e nostro figlio crescerà sano e felice tra genitori che si amano alla grande.
6
0
1 mese fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
Flamenco
Adoro sentire la lingua scivolare lenta sul mio labbro inferiore, costretta tra i denti, in cerca di quel sapore di te. Un istinto incondizionato per assaporare quell’istante in cui le nostre bocche si cercano. La testa ricorda ciò che il tempo ha cancellato: l’odore, così intenso da farmi chiudere gli occhi e sentirlo vivo, pulsante. Sono passate solo poche ore, sul letto è ancora impresso il disvelarsi della nostra voglia, coperto dall’effimero drappo di un nero tessuto, ho bisogno di un caffè, i piedi scalzi sfidano il freddo del marmo e arrivo in cucina. Fuori piove, è buio, amo la luce arancione dei lampioni, amo questi ciottoli bagnati, lucidi, arrotondati, lenti che deformano i riflessi scomponendoli in onde morbide. Amo questa nebbia densa e gelida che ammorbidisce i contorni degli oggetti. Gli alberi spogli, le panchine tristi e vuote, amo guardare dalla finestra a quest’ora della notte. Al buio il tatto è un alleato formidabile, tra le tante tazzine riesco a scegliere la mia preferita, bombata in vetro. Apro la bustina della capsula del caffè, inalo avida l’essenza e subito dopo la lascio scivolare nella macchinetta. Qualche goccia sulle dita che passo rapida sulle labbra. Ti intravedo dalla cucina, nel letto e la voglia di te mi rapisce. Con la tazzina in mano, faccio partire la musica, una chitarra, che batte il quattro quarti di un flamenco, ritmo sensuale, fluido, battente. La melodia si mescola all’odore del caffè. In accordo con la musica, i piedi battono sul pavimento, le punte scivolano lungo rette linea delle mattonelle. Avanzo decisa, slanciata, sicura, nella mia maglietta, tenue velo contro il gelo che scende inesorabile. I capelli che ondeggiano, corvini, lucidi e lisci. Scivolo sul divano, le gambe sul bracciolo. Mi raggiungi, le tue mani sulle mie ginocchia, con una leggera pressione le apro, sento le dita accarezzarmi e poi dentro di me sino a cercare il piacere, che arriva veloce. Sudata e ansimante, ti faccio spazio, docile ma non remissiva. Un abbraccio mi cinge i fianchi. Mi guardi. Occhi accesi, fissi nei miei. Lo spazio tra i nostri corpi si annulla. Contatto di mondi diversi, attratti come astri celesti, separati e uniti da invisibili forze. Devi aver sentito la musica. Fai scivolare la mia maglietta, le spalle sulla pelle del divano. Attendi, carezzando con lo sguardo le mie forme. Rido, mi guardi con quel misto di stupore e ammirazione. Poi ti fermi, ti volti, so cosa vuoi, conosco quello sguardo che fende l’aria d’attorno. La tua mano si protende, incontra la mia, lentamente mi leghi i polsi, mi tiri a te. Ora è danza. Le nostre gambe intrecciate, la pelle nuda, volteggi, scendi vertiginoso lungo le mie cosce tese, risali seguendo la linea morbida del mio corpo. La musica incalza e noi non ci risparmiamo. M’inarchi all’indietro, mi sostieni scendendo fino a baciare le rotondità del mio seno. L’abbraccio alle spalle, contatto caldo e sensuale. I nostri fiati corti, i nostri corpi sudati e appiccicosi, i nostri cuori che pompano sangue a più non posso, lentamente le tue mani si muovono sul collo, movimenti circolari con le dita che premono sui nervi; l'alito caldo che muove i capelli alla base della nuca. Brividi che percorrono tutta la schiena, il mio corpo reagisce al tocco, si rilassa e si eccita allo stesso tempo, tu lo senti e ti piace. La musica domina la stanza, solo il tuo respiro percepisco, un respiro lento e uno più accelerato con momenti di sospensione quando l'eccitazione si fa più forte, non resisti, la testa si perde nelle sensazioni scaturite da quelle mani che scivolano sulle spalle e tra le scapole. Fa caldo, dentro il corpo brucia, vorrebbe liberarsi e dare sfogo al desiderio che preme dalla pancia verso il basso, le tue mani che mi graffiano la pelle in movimenti frenetici, su e giù come una danza, le dita leggere come farfalle e la pelle d'oca affiora.
Un tremito.
I nostri corpi vicini, che si avvolgono come se fossero fuoco. Ma il fuoco è dentro, indomabile vuole esplodere in tutta la sua forza. Le gambe si schiudono, come un richiamo, i due corpi si avvicinano di più, cedono, le barriere emotive cadono, le tue mani ora salde sui miei seni, la tua bocca appoggiata alla spalla mi morde, lentamente ma deciso, scivoli tra le gambe dischiuse e prendi possesso di tutto, i respiri si fondono in un unico ritmo, il peso dell'uno sull'altro, ancora e ancora, un desiderio che sembra non cessare, una fame, un delirio.
Affondi i colpi sempre più con forza e precisione, danzi contorcendoti.
Mi baci ancora, mi tocchi. Emetti un gemito, chiudi gli occhi. Sento il tuo calore avvolgermi da dentro. Non è più la trasgressione o l’eccitazione del momento a farmi godere, è il tuo corpo come una calamita per me. Non resisto che pochi minuti, in un impeto ti stringo forte fra le gambe.
Mi sento morire. Ti guardo, le nostre lingue si cercano nel buio, continui con forza in un ritmo frenetico, velocemente, sempre più, quando in un incedere incalzante di grida di piacere e dolore, ti ritrai bagnando il mio ombelico ed il seno, finché esausto ti lasci andare su di me.
Il fuoco è domato, restiamo avvinghiati fino al cedere dei sospiri sopiti ma ancora uniti.
Silver Rea
97
0
1 mese fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Alizarina e magenta!
Lascio che lei mi guardi.
Spalle al muro,
le piastrelle nere rilucenti orlate di rose rosse,
spinose dal portamento ampolloso,
senza le foglie seghettate,
petali vellutati dai colori brillanti,
un rosso falum che si spinge fra l’alizarina e il magenta
screziato.
La fragilità dei suoi petali,
la finezza delle sue sfumature,
Lei,
vogliosa,
non sposta lo sguardo da quella mia parte nuda,
tra l'ombelico e le ginocchia,
rigidamente composta e
scomposta fra il suo essere regina e l’accentuata aria che sa
di zenzero e pepe, di legno di agar e limbanolo fragranza
che ti avvezza in un'altra dimensione.
Lei, fatale tanto accattivante quanto sfuggente.
Io immerso nell’acqua davanti a lei.
Amo la sua passione per le calze nere...
velate,
un sottile reggicalze,
che segna la sua carne,
con una accentuata balza liscia,
decorata da pendenti a pois.
Ordinatamente vanno a formare sul retro una riga
posteriore tratteggiata,
che scende giù fino al tallone nascosto dalle sue decolté
rosse vernice.
Riemergo dall’acqua,
in piedi davanti a lei.
Lei mi guarda prima i piedi,
poi guarda me negli occhi,
riabbassa lo sguardo,
famelico,
nerboruto e gonfio.
Mi divora tutto meticolosamente.
Si gode la vista eretta, umida e contratta.
Si genuflette, davanti a me,
carezzandomi le caviglie,
lentamente mi lecca i polpacci,
poi poggia le mani sui miei piedi.
Risalendo apre avidamente la bocca e la chiude sopra il
mio ombelico, degustando il mio sapore.
Mi gira le spalle,
allarga le braccia,
le mani completamente aperte si poggiamo su quelle rose,
divarica leggermente le gambe,
la sua inquietudine è spalancata,
bagnata.
Il suo calore sudato e la sua femminilità selvaggia già
ansimano.
Mi chino, sfilo le sue scarpe,
scalza geme avvolta dalla mia lingua,
nudo ancora,
metto le mani nelle sue calze
sfilandole.
Mi attacco alle sue spalle,
mi contraggo nel sentire scorrere il suo piacere,
le mani sui suoi capezzoli turgidi la torturano dolcemente
insidiandola.
Non sa cosa aspettarsi,
la mia bocca sulle sue spalle,
assapora lieve e dolce la pelle che sa di muschio,
morsi decisi.
Si irrigidisce quando sente la mia mano che poggia sulla
testa e la spingo al muro.
Due corpi nudi che si conoscono senza vergogna,
che imparano a donarsi l’un l’altro in un crescendo di
sensazioni.
Mille tremori,
trattenuti,
respiri e rochi sussurri,
con disperata lentezza,
ansano vestiti da luminoso sudore,
visi distesi in un sereno sorriso,
nascosto dalle disordinate cascate delle nostre voglie.
Percepisce il mio essere, estraneo del il suo corpo,
un laccio incombe.
In un respiro profondo si rilassa, cercando di stare il più
morbida possibile con le braccia.
Faccio penzolare ripetutamente sul corpo, il cordino nero
di pelle,
l'accarezza preparandola.
La sovrasto, facendola sentire minuscola e indifesa,
passo il laccio attorno al suo collo,
lo blocco,
la mia attenzione è catturata dal suo respiro a pochi
centimetri dalle mie orecchie e dalla mia pelle,
mi piace ascoltarlo,
mi lascio cullare e trasportare dal suo alito che sa di pesca.
Il sottofondo di musica inizia a diventare ovattato e nel
giro di pochi istanti,
il suo braccio sinistro è immobilizzato dietro la schiena,
ma a differenza del solito,
la corda tende verso l 'alto così da impedirle ogni
movimento, le gambe discostate da muro e quel laccio che
dal collo cattura il polso è altamente intrigante.
Mi sento in bilico e allo stesso tempo stabile.
Lei si spinge piano verso di me e il tutto si assesta,
facendomi gemere.
Nel giro di qualche passaggio anche la gamba destra è
avvolta dal laccio che a spirale scende sulla sua coscia fino
alla caviglia.
Ora non è più libera.
Con una mano sotto al mento,
alzo la sua nuca e ciò che trovo è il Suo sguardo, che
mi scruta,
arrivandomi in profondità,
mi mette a nudo,
spietato e inarrestabile,
reso ancora più intenso da quella dannata bocca che
ritmicamente morde il suo labbro superiore. Sono
completamente impotente, inerme e alla fine crollo,
abbassando il mio.
Mi fa sentire tremendamente sottomesso non riuscire a
tenergli testa,
in questo gioco di sguardi.
La fisso nuovamente.
La mia soddisfazione nel vederla contorcersi e mugolare
sotto queste attenzioni è palese,
su di me,
ha l' effetto della benzina gettata sul fuoco.
Sono perso tra il laccio che la stringe e il bruciore dei
suo artigli sulla mia gamba,
Mi abbandono alle emozioni che mi dona.
Tendo il laccio,
che trattengo con una mano, mi accorgo che nonostante la
sofferenza, lei sta ridendo, sto bene.
Mi sfugge un lamento.
Lei mi guarda.
Mi lascia fare.
Cerco di rilassarmi mentre sento salire l’onda del mio
piacere.
Sento piccoli tremiti lungo la schiena,
i muscoli dell’addome si contraggono.
Non voglio godere,
almeno quello,
non voglio che vinca.
Ma non ci riesco.
La sento viva, la sua pelle soda,
liscia,
quel profumo di donna.
Le sue cosce sempre aperte,
generosamente pronte ad accogliermi,
ma soprattutto i suoi capezzoli,
morbidi e sodi da stuzzicare continuamente.
E’ un’estasi quando si muove sensuale e assatanata.
Bollente dentro di lei mi travolgo.
Gli occhi pieni di piacere, incontrollato e incontrollabile.
Sembra non avere fine!
- Silver Rea -
71
0
1 mese fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Una coppia speciale.
Marco e Laura vivono insieme da anni. Si erano incontrati per caso, ma sarebbe più giusto dire scontrati in un parcheggio, quando lei urtò la macchina nuova di lui. Dopo un momento di puro furore, lui, uscendo dalla macchina, si vide davanti una splendida femmina, venticinque anni, alta, probabile quarta di seno, con tutte le curve al posto giusto.
«Mi scusi, non l’ho fatto apposta.»
Esordì lei. Lui, da quel momento, si era già dimenticato del danno, era rimasto affascinato da lei. Si scambiarono i rispettivi dati per l’assicurazione e scoprirono che abitavano nella stessa via, ma a qualche km di distanza; lei, che aveva avuto i danni minori, si offrì di accompagnarlo al lavoro nei giorni in cui la sua auto sarebbe stata in riparazione. Da quel momento, cominciarono a frequentarsi e, a finire a letto insieme, il passo fu breve. Va detto che la prima volta fu un po' tesa per entrambi; venivano da esperienze alquanto deludenti e, nello scoprirsi disinibiti, fece loro sciogliere la tensione. Decisamente fu un buon inizio, che diede seguito ad altre occasioni di sesso, cui entrambi partecipavano in maniera un po' limitata. Fu dopo l’ennesima scopata che lui si decise a parlare.
«Sono consapevole delle mie doti e dotazioni, non proprio al massimo. Tu mi piaci, con te mi trovo proprio bene, sei calda, un po' frenata nell’iniziativa, ma poi, quando ti scateni, sei il tipo di donna che ho sempre cercato, quindi, se non ti vada bene, dimmelo e pace.»
Lei lo guardò con occhi lucidi.
«NO! Non è come pensi, tu sei fantastico; è che io... non so come dirtelo. Con te sto bene, mi piace tutto, è che, in passato, ho avuto delle fregature a fidarmi per cui mi è un po' difficile lasciarmi andare, ma tu mi piaci tantissimo.»
Dopo questo chiarimento, le cose migliorarono. Continuarono a frequentarsi e, un giorno, decisero che sposarsi era una cosa da fare per avere la giusta libertà in tutto. Passato il primo anno, il loro rapporto sembrava destinato alla monotonia, quando una sera, a letto, parlando di un collega di lei che le faceva una discreta corte, lui scoprì che, a pensare che lei potesse tradirlo, lo faceva eccitare tantissimo. La prese con impeto, si scatenò, le cominciò a leccar la fica, immaginava che da quelle labbra dolci, che stava succhiando, potesse sgorgare la sborra del suo amante che l’aveva appena posseduta e si mise a succhiarla come un assetato, facendola impazzire di gioia.
«Sì… così … vengo!»
Le sue grida riempirono la stanza e, per non spaventare i vicini, lui si rigirò e le infilò il cazzo in bocca.
«Sì … dai, succhiami!»
Urlò lui, cosa assolutamente superflua, dal momento che lei lo aveva ingoiato tutto. Poi la prese con impeto, le infilò dentro il cazzo in un solo colpo, mentre lei si divertiva ad esortarlo.
«Dai … sì … spingi … dai …spaccami…»
E lui la pompava sempre con nella testa l’immagine di lei fra le braccia di un altro. Fu una scopata sconvolgente, l’orgasmo arrivò nello stesso momento per entrambi, lui le riversò dentro un fiume di sborra. Sfiniti, col fiato corto, si distesero l'una accanto all’altro, lui le chiese se le era piaciuto, ma lei esitò qualche istante nel rispondere.
«Mi hai sconvolto, ma ho avuto l’impressione che stessi scopando come se gareggiassi con un altro. Scusa, mi rendo conto della cazzata, ma ho avuto questa impressione.»
Lui la baciò con tutto l’amore che provava per lei, quindi confessò la sua fantasia.
«Sì, in un certo senso hai ragione, ma non so come spiegarti, perché quello che ti dirò potrebbe offenderti. Per un momento ho immaginato che tu, mentre parlavi del tuo collega, potessi averci scopato.»
Lei ebbe un sussulto, lo guardò con occhi stupiti, lui si sentì gelare.
«Scusa, non volevo offenderti, ma mi sono eccitato, sai … io non…»
Lei lo abbracciò fortissimo, poi anche lei scoprì le sue carte.
«È vero, mi rendo conto che non sono una super fica, ma non credevo che ti potessi eccitare così, ma se ti fa piacere, o se mi scopassi sempre così, allora puoi pensare quello che vuoi.»
Fu l’inizio di una nuova vita per entrambi. Da quella sera, cominciarono a fantasticare su tutto e tutti. La cosa che, per molto tempo, li rese due assatanati di sesso, fu il racconto di come lei aveva scoperto il sesso. Laura, all’inizio era titubante, ma poi, dietro le forti insistenze di lui, si lasciò convincere.
Tutto era iniziato un’estate, lei aveva solo diciassette anni, era in vacanza dai suoi nonni in campagna. Una mattina erano tutti spariti, lei si rese conto di esser sola e, cercando di capire dove potessero essere, arrivò al casale vicino casa, dove il vicino, il vecchio Bruno, aveva un toro da monta. Quella mattina facevano montare la giovane vacca di suo nonno. Lei si ritrovò nascosta dietro il fienile. C’erano il nonno, Bruno e la moglie di questi. Lei si nascose dietro il fieno e si vide tutta la scena del toro che montava la vacca. Lei non aveva mai visto un simile spettacolo: erano tutti eccitati, lei si sentiva bruciare fra le gambe, mentre con lo sguardo fisso sul cazzo del toro, sentiva un languore allo stomaco. Era eccitata, lo vide infilare quel meraviglioso arnese dentro la vacca, lo vide spingere e la femmina muggire, soddisfatta. In lei, in quel momento, prese forma l’idea che quello era un vero cazzo! Tutti assistevano eccitati alla monta. I due maschi si divertivano a stuzzicare la femmina che avevano vicino e, quando l’animale finì e scese dalla vacca, la donna si avvicinò, mentre commentava che la vacca doveva essersi divertita, si mise a sfidare i maschi ad esser all’altezza del toro. Ne seguì che il nonno si mise a strusciarsi alla moglie di Bruno, che, a sua volta, si faceva succhiare il cazzo, poi, tutti e tre si distesero sul fieno vicino a lei e la donna si prese il cazzo del nonno dentro il culo, con un grido misto di dolore e piacere.
«Piano! … Mi fai male! Porco! … sì … dai spingilo tutto dentro!»
Mentre si godeva il nonno, l’altro si mise in modo da infilarle il cazzo in fondo alla gola.
«Dai, succhiami bene, che poi ti scopo!»
Disse il marito. Poco dopo mise in atto quanto previsto. La fece girare, senza sfilarle il cazzo dal culo e, in un solo affondo, le piantò tutto il palo dentro la fica. Lei ebbe un grido da animale ferito, la bocca era spalancata.
«… aaahhhhiiiii…Piano! … Siete due maiali bastardi!»
Poi, cominciò a godere.
«Sì … dai, più forte! …VENGO! … mi fate morire!»
Urlò con tutto il fiato che aveva. Per Laura fu uno spettacolo fantastico. Lei sentì forte il bisogno toccarsi la micetta bollente, regalandosi alcuni orgasmi sconvolgenti. Nei giorni che seguirono, si mise di punta con suo nonno. Lui aveva il cazzo più grosso di tutti, lei lo voleva. Alla fine lui, una mattina, la fece inginocchiare nella stalla e tirata fuori la sua bestia, le impartì i primi rudimenti.
«Dai piccola, vediamo che sai fare; succhialo bene.»
Ma, per quanto la sua bocca fosse ampia e le labbra carnose, a mala pena riuscì a infilarne la metà. Lo succhiava con vero impegno, lui godeva:
«Sì …da brava, succhia così! … sei proprio brava… meglio di tua nonna.»
Lei nell’udire quelle parole, sentiva la fighetta bruciare di desiderio. Quando stava per decidersi a farsi scopare, lui le infilò di più il cazzo in gola e venne.
«…UHUMMM … piccola… sì … bevi e ingoia, che ti crescono le tette.»
Una serie impressionante di schizzi si riversò in bocca, lei cercava di contenere tutto, ma alcuni rivoli le fuoruscirono dalle labbra, era buona, era dolce e subito la trovò piacevole. Lui si calmò, lei raccolse anche le gocce uscite, lui sorrise.
«Mi hai sfinito! Questa mattina mi sono scopato tua nonna, ora sono esausto. Vorrei farti godere, ma sono ammosciato. Però, se vuoi, io…»
E così dicendo la sollevò e la distese su di una balla di fieno. Le tolse le mutandine fradice, si mise a leccarle la fica con la sua rugosa lingua. Faceva su e giù in maniera da introdurre la punta, ogni volta che percorreva lo spacco. Lei cominciò a godere come mai prima.
«Sì … mi … fai …no! … vengo! … sì … Vengo! ... continua!»
Fu scossa da brividi incredibili, che la facevano tremare tutta. Per tutta l’estate, lui continuò a farle succhiare il cazzo, lei divenne bravissima, ma, sebbene volesse di più, non vi fu nessuna possibilità. Durante l’inverno, aveva avuto altri cazzi da succhiare, ma mai nessuno tanto grosso quanto quello di suo nonno o Bruno. Decise che spettasse a loro il dovere di sverginarla. L’anno dopo, preferì passare alcuni giorni in campagna da suo nonno: era decisa a mettere in pratica la sua idea. Passarono alcuni giorni e lei si divertiva a provocare i due maschi, tanto che Bruno, un giorno, chiese a suo nonno.
«Ma la ragazzina è in calore, come una vacca?»
Lui sorrise e annuì.
«Credo che voglia esser montata.»
L’occasione arrivò con la mietitura. Di giorno mietevano e poi, con il fresco della notte, facevano i covoni. Quella sera finirono verso le undici, mangiarono dei panini. Mentre mangiavano, lei notò che suo nonno e l’altro, si divertivano a far bere le donne, ma non lei. Le fu chiaro che volevano ubriacarle, cosa che avvenne poco dopo. Sbronze, le donne si addormentarono. Essi, allora le proposero di andar a fare il bagno al fiume, cosa cui lei aderì con piacere. Raggiunto il posto, si misero nudi. Immersi nell’acqua incominciarono a toccarla dappertutto, lei si eccitava tantissimo, loro avevano già i cazzi durissimi. La portarono a riva e, distesala sull’erba, cominciarono a leccarla tutta. Erano due demoni, le cui mani erano presenti in ogni parte del suo corpo. Lei era in preda ad una frenesia tremenda: li voleva, li succhiava, li prendeva in bocca.
«Sei proprio brava!»
Le dissero insieme. Poi suo nonno si distese supino, lei salì su di lui e si impalò su quel magnifico palo. Sentiva la grossa cappella aprirsi la strada in lei, lo sentiva penetrare nella sua fica, che si dilatava al passaggio di quella enorme nerchia. Lei non provò nessun dolore, ma solo piacere, che divenne orgasmo nel preciso istante in cui lui raggiunse il fondo.
«Oddio che bello! … sì … VENGO!»
Urlò, tremando tutta. Aveva avuto il suo primo orgasmo; era quasi svenuta dal piacere. Mentre scopava con suo nonno, l’altro le aveva piantato il cazzo in gola. Letteralmente dentro la gola. Lo succhiava con determinazione, ma lui aveva un’idea diversa dal venirle in bocca. La fece distendere sul nonno e, lubrificato il culo con della saliva, cominciò ad entrar lì.
«Fa piano, credo che sia vergine anche lì.»
Suggerì suo nonno, mentre agevolava l’amico ad entrare. Lui fu delicato, ma, appena dentro, prese a pomparla con impeto e forza. Lei, in preda ad un delirio erotico, prese ad incitarli.
«Si … forza, spanatemi tutti i buchi! …vengo! … godo! … sì, spaccatemi, tori meravigliosi … come una vacca!»
La scoparono tantissimo, sborrando insieme dentro di lei. Lei si mise d’impegno e riuscì a farli tornare duri. Il seguito fu che i due si scambiarono i posti. Quando suo nonno entrò nel culo, lei ebbe un brivido di paura, ma il piacere che la sommerse, fu tantissimo. Dopo quella notte, solo due altre volte lei ebbe l’occasione di scopare con loro. Poi i suoi genitori si trasferirono in un’altra città per lavoro, lei avvertì subito la mancanza di un grosso cazzo che potesse riempirla. Per due o tre anni non riuscì mai a trovare un vero toro, che la facesse godere tanto. Poi un giorno, per caso, vide un muratore, che stava lavorando alla ristrutturazione di casa sua, pisciare. Aveva un cazzo degno di questo nome, era grosso e molto largo di circonferenza. Decise di averlo. Notò che lui, a differenza degli altri, non andava a pranzo a casa, ma se lo portava e mangiava sul luogo di lavoro. Tornò casualmente a casa durante la pausa pranzo, lo vide solo che mangiava, gli si parò davanti e, sollevata la gonna, gli mostrò la fica nuda.
«Io, anzi lei, avrebbe fame.»
Lui non se lo fece ripetere due volte. Tirò giù i pantaloni, scoprendo quel magnifico cazzo già semiduro. Lei si inginocchiò, lo prese in mano e se lo portò alla bocca. Lui le pompava il palo dentro la gola.
«Da brava ... succhialo, che poi te lo pianto dentro.»
A quelle parole lei si scioglieva. La sua fica era un lago, si sollevò e, giratasi si mise a 90 gradi.
«Che aspetti, dai ti voglio!»
Le infilò dentro il cazzo in un colpo solo. Lei ebbe un orgasmo immediato.
«Aprimi tutta! Sì… dai, fammelo uscire dalla gola!»
La pompava con impeto, quasi con violenza. Godette come non faceva da tempo. Le sborrò dentro, spingendo sempre più in profondità quel magnifico palo.
«Sì … vacca … tieni sborro!»
Da quel giorno, lei divenne la sua amante e, per tre anni, fino a che la sua ditta non lo mandò a lavorare all’estero, passò del tempo, durante il quale, lei non riuscì più a trovare un altro toro degno di quel nome, poi, casualmente il destino le fece incontrare Marco. Lei decise che, per ora, andava bene così. Era dolce, fantasioso a letto, pur essendo normodotato ci sapeva fare, aveva un qualche cosa di porco, che a lei piaceva, anche se non sapeva bene cosa fosse. Durante tutti i suoi racconti, lui la scopava con incredibile libidine, eccitandosi sempre più alle sue parole. Poi fu la sua volta di raccontare le sue esperienze di maschio. Marco sorrise: lui di cose non ne aveva molte, viveva in una famiglia dai principi rigidi. Tutte le sue esperienze giovanili si erano ridotte a tante seghe. Durante il militare, una sera che era in libera uscita, vide una splendida fica e decise di farsi una scopata. Lei lo invitò a casa sua, si spogliò e solo allora lui si rese conto che lei era, in realtà, un travestito con perfette sembianze femminili. Era eccitato, lei gli fece subito un pompino e lui venne immediatamente. Lei sorrise e continuò a succhiarlo, il cazzo rimase duro, lei si girò e lui le infilò il cazzo in culo. Fu sconvolgente, godette come non mai. Dopo essersi calmati, lei chiese se gli era piaciuto e se sarebbe tornato di nuovo, lui disse di sì e, nei mesi successivi, non solo lui l’inculava con forza, ma una sera, mentre lei gli succhiava il cazzo, si girò e lui si trovò davanti alle labbra il cazzo di lei, per cui lo prese in bocca. Fu bellissimo, lo succhiò e ne godette tanto e, quando lei sborrò, Marco ingoiò tutto. Aveva fatto il suo primo pompino. Dopo questa esperienza il travestito, sorridendo, gli fece una nuova proposta.
«La prossima volta, ti inculo io!»
E fu così. Per quanto lui era sempre affascinato dalle donne, dopo quella volta, prese a non disdegnare anche un bel cazzo in gola o in culo. Dopo essersi rivelati il loro passato, Marco e Laura cominciarono a viver il loro rapporto felicemente. Consapevoli dei loro desideri ed esperienze, la loro vita sessuale ha avuto un diverso indirizzo. Prima hanno frequentato alcuni prive', ma, poco dopo, si son resi conto che era troppo scontato. Allora hanno pubblicato un’inserzione su un sito apposito, dove selezionare le persone giuste e i calibri desiderati. Lei si è rivelata inflessibile sulle dotazioni desiderate. Spesso incitava i suoi amanti a sfondare il culo a lui, che impazziva di piacere, sia nel veder la sua donna scopata da tutti liberamente. Oppure si eccitava nel sentire in che modo avevano goduto di lei e, questo lo eccitava tantissimo, come si eccitava quando un bel cazzo lo penetrava e lo pompava divinamente. Tre giorni fa, hanno festeggiato il loro decimo anniversario con una gang, veramente tremenda. Durante l’orgia, cui hanno partecipato dieci selezionatissimi super, ma super per davvero, extra dotati, lui ha potuto vedere quanto sia diventata vacca la sua Laura. Mentre uno le infilava il cazzo in fica e un altro si accingeva alla solita inculata, il primo lo ha esortato a penetrarla anche lui nella fica. Entrambi le sono penetrati dentro, ed è stato qualcosa di incredibile. Due extra insieme e direttamente nella fica! Lui è rimasto basito, mentre lei ha cominciato a godere da paura.
«Sì, ne prendo due: cazzo! …. Piano! … Mi sfondammmummmm…»
Un altro le si era appena infilato in bocca. È quasi svenuta dal tanto godere. Incredibilmente lo hanno fatto anche con il culo: in due dentro, anche dietro. Dopo averle ben lubrificato il buco, ampiamente spanato, le hanno infilato due cazzi insieme, ed anche qui lei ha goduto da urlo.
«PIANO! piano! Mi SGARRATE IL CULO! … porci sfondatemi …sì che … Godo! bellissimo!»
La sborra è schizzata a fiumi. Entrambi li hanno spremuti come limoni e si son fatti riempire tutti i buchi. Stremati, son rimasti distesi sul letto, lui ha abbracciato la sua Laura e, con la bocca ancora piena di sborra, l’ha baciata, e le ha sussurrato:
“Buon anniversario, amore.”
Penso siano una coppia veramente speciale.
3
2
1 mese fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
Fumo.
A notte fonda mi piace buttarmi sul tappeto, solo silenzio, accendo l’ultima sigaretta, adoro guardare il fumo dal basso, si eleva lentamente verso l’alto. Una luce soffusa, cangiante fra l’ambra e il quarzo citrino. Si diffonde l’odore di oppio per tutta la stanza. Il fumo sinuoso levita, come una sublime danza di ofidi, un rituale, un combattimento dove ognuno cerca di placare le proprie voglie, attorcigliandosi tra di loro in un groviglio. Piano il fumo delinea chiaramente un corpo di donna morbido, curvilineo, avvolgente, madido. Chissà perché non mi sento sola, il tuo respiro lo sento, mi accorgo di te. Delicatamente mi sfili la sigaretta dalle dita, ora dalle nostre bocche aleggia sopra di noi, la scia del fumo. Secondi, attimi poi scompare, lascia il posto a nuovi deliri.Noi restiamo li, storditi, distesi, scarmigliati, occhi dischiusi, alterniamo il silenzio del fumo alle risate convulse.Sul tappeto i bicchieri, sfilacci di tabacco, i tuoi pantaloni, un paio di libri, la nostra bottiglia di vino ormai vuota, stranamente ancora in piedi come a voler avvertirci che forse dovremmo stare a distanza.Vorrei assaggiarti, sorseggiarti, ma diventerei molesta.No non funziona così...Sono la donna di fumo, ho un corpo morbido, curvilineo, avvolgente, madido. A volte sono anche sfuggente e inaffidabile, ho timore che se ti mostrassi il mio essere, come un sortilegio woodoo mi pianteresti gli aghi sul corpo, facendomi sanguinare fino a dissanguarmi. Mi fermeresti nella tua testa e non mi faresti più vivere ciò che voglio vivere, ho bisogno di qualcuno abbastanza sapiente da ricrearmi ogni giorno, soffiando fiato sul mio corpo, così da modellarlo costantemente e guardarlo fino a consumarlo.Ad uno così potrei mostrarmi davvero , con la pelle bianca, pallida. Con le labbra impastate di succo di ciliege. Con le braccia fatte di rami di fiume. Con gli occhi accesi di furia di mare. Con voce di vento dannato. Vorrei abbracciarti stretto, forte da farti sentire i miei sensi schiacciati sulla tua schiena, strusciare i capezzoli sulla tua pelle, il mio respiro che ti soffoca.Vorrei farti guardare il fumo uscire dalle nostre bocche, languidamente sfiancati su lenzuola sudate, mentre il torpore delle nostre voglie ci avvolge, toccarci fra le cosce, con minuziosa lentezza, esasperata a tocchi, senza bisogno di correre.Mi dissolverei fra le tue mani. Potresti rendermi ferma oppure impetuosa, liquida, come un torrente che non riconosce il suo letto.Le tue mani, umide di me, le guideresti fino alla mia bocca, con devozione leccherei ogni dito, come nella stagione più calda l’ hibiscus syriacus cerca l’ultima goccia di acqua per la sua instancabile fioritura. Come un ofide scivolerei sopra di te al ritmo della tua voce, mi salderei con la stretta della tua presa sui miei fianchi. Il ritmo lento inversamente proporzionale alla nostra fame, le spinte decise che ci rendono preda e predatore disvelando tutto ciò che c’è di nascosto. Rasente raschio la pelle, avidamente ti bagno e mentre ti guardo, il fumo scompare, sono le cinque, dovrei dormire.Penso...sapresti realizzarmi? - Silver Rea -
104
0
2 mesi fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Ghiaccio...
Lei mi inebriava, l’amavo a tal punto da non riuscire nemmeno a sfiorarla, mi annientava la sua voglia, ed io avevo imparato a placare la sua smania. A volte i suoi giochi cervellotici mi portavano ad essere condottiero delle sue complicate trame. MI ritrovavo come sempre a dover domare la sua fame e dover stare al suo artificio che più la rendeva inquieta. Gli sguardi, smarriti l’uno nell’altro, la situazione ci infiammava ancor prima di essere nudi. Lei era quella che faceva sempre la prima mossa e come consuetudine mi regalava la nudità del suo corpo, provocava in me un folle turbamento. Ogni cosa tolta, lei prima di buttarla a terra, mi guardava intensamente, la sua lingua meccanicamente girava intorno e bagnava le sue labbra, prendendo delle pause, questo fare era un misto tra tortura ed impulso a toccarla. Silenziosamente la raggiunsi alle spalle, per respirare il suo profumo e riempire di lei miei polmoni, col naso sfioravo avidamente il suo collo, mentre lei, quasi come se non ci fossi, continuava senza interruzioni.Il tappeto era ormai invaso di ciò che lei aveva tolto, la luce pervasa della stanza, metteva a fuoco il suo corpo, dai capelli alle labbra al suo seno, dai fianchi fino ai suoi piedi, distratto da quella visione, iniziavo a sentire i primi tremiti e perdevo ogni comando del mio corpo. La seguivo col il mio sguardo, ora sdraiata sul sul letto, lo sfizio di levarmi i vestiti e seguirla era immenso, ma rinunciai e continuai a giocare pur sapendo di prolungare la mia tortura.Fremevo dal voler addossare le mie mani su di lei nuda, il mio sguardo si pose su un bicchiere, non so cosa fosse il contenuto ma mi avvicinai e presi il ghiaccio contenuto in esso. La mia testa iniziò a fantasticare e a guidarmi, usai il ghiaccio come fosse un pennello, e lei la mia tela da dipingere. Con un tocco leggero e delicato percorrevo con il ghiaccio il suo corpo e la sua pelle fremeva ad ogni mio tocco lento, i suoi occhi chiusi e le sue labbra semi aperte, erano induzioni al mio voler continuare. Il suo respiro iniziava ad accelerare.Sentivo la sua eccitazione, i capezzoli turgidi erano l’unica resistenza che incontrava il mio tocco, che continuava senza darle tregua nel suo lento percorso.I miei occhi la seguivano mentre le sfioravo le labbra, poi delicatamente mi dirigevo lungo il collo, passavo tra suoi seni fino ad arrivare lentamente al suo ombelico. Lasciai il cubetto di ghiaccio, mi spostai per prenderne un altro lo misi in bocca e poi lo fermai tra le labbra. Iniziai da dove ero rimasto, dal suo ventre.Il suo bacino s’inarcava voglioso, le sue mani stringevano le lenzuola, sentivo il mio pulsare nei pantaloni, guidato dal ritmo del suo respiro veloce, passavo sul suo pube, poi sui fianchi, inumidivo ogni centimetro del suo corpo. Le sue gambe aperte erano esplicitamente l’invito che ogni uomo aspetta, col ghiaccio ero sceso fino ai piedi, ora percorrevo risalendo la gamba, fino a posarmi al centro del suo essere, calda, vogliosa, era essenza stessa del desiderio. Continuava la sua dolce tortura, lentamente e come avrei voluto fare con la mia lingua, passavo e ripassavo su di lei, il suo corpo fremeva, la sua mano mi afferrò decisa la spalla attraverso la mia camicia, sentivo le sue unghie affondare nella mia carne, qualche gemito iniziai ad alternarmi con il mio respiro al suo.Non volevo perdere la magia di quel momento affannoso, portai due dita sulla sua bocca, mentre il ghiaccio le regalava pennellate di piacere, prima con la lingua e poi succhiandole avidamente fece sue le mie, mentre cercavo per quanto possibile di accelerare i movimenti del ghiaccio. Le sue unghie misuravano il suo piacere, impaziente di appagarla, con le mie dita bagnate dalla sua saliva, andai a stringerle delicatamente un capezzolo, un sibilo di piacere ruppe il silenzio anticipando il suo impeto, gli spasmi del suo corpo mi regalarono il suo orgasmo, restò immobile, io aspettai che il suo respiro tornasse pian piano alla normalità, mi persi dentro il suo sguardo mentre lei mi guardava negli occhi e con un dito disegnava le mie labbra. Silver Rea
110
0
2 mesi fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Ti disegno---
Ti disegno a carboncino, su carta ingiallita ruvida, quella carta che sa di vecchio, impreziosita dal passare del tempo.Tratti scolpiti, leggeri, calcolati e pieni di sfumature. Sei quello schizzo di cui vado fiera, quello che scruti e riguardi percorrendo le linee dei fianchi e con la punta del dito sfumo il carboncino, delineando il tuo profilo, ti accarezzo immaginandoti. Ti rendo vivo, davanti ai miei occhi, gioco con luci e ombre, come farei con te nella realtà, ritrarti nella più indecente delle pose, ma rendendoti etereo. M’infervoro nel vedere la mia mano disegnare ogni particolare del tuo corpo, tutto di te attrae il mio istinto animale, persevero a dare forma al tuo corpo, immaginandoti al centro del mio sguardo, ti divoro e ammaliata dal tuo essere diventi la mia opera migliore. Come stregata non riesco a staccare le mani da quella carta ruvida, come nel più selvaggio dei momenti in cui mi coinvolgi, un sciame di sensazioni che esplodono dentro di me, non metterei mai fine al godere di te, avvinghiata avidamente al tuo corpo bramoso di passione. Neanche il tuo più intenso orgasmo farebbe fermare la mia mano, ti abbozzo fino a renderti perfetto, quello che solo io posso vedere. Mi separerei da te sfinita, distrutta da quella frenesia mentale che solo tu riesci ad accendere. Ritornerei a posare le mie mani su di te, a possederti, a farti mio, a goderti. Come un disegno a carboncino, sei li immobile, a deliziarmi come una viziosa peccatrice. Silver Rea
90
0
2 mesi fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
Fiore screziato.
Sempre di corsa...Devo mettere le scarpe!Per un batter d’occhi, stranamente, non sento più nulla, continuo aciondolare a tempo con il mio corpo di donna, fra le note di un malizioso marcato soul, adesso muto.In momenti come questi mi sento grande, smisurata, sconfinata nel senso di vasta, eccelsa...dominante.Mi piacerebbe avvolgere, annettere tutto con quest’urlo silenzioso, primordiale e secluso.Vorrei riuscire a palesarti questa parte di me, disinibita, solare, avvolgente.Farmi leggere, da fuori in tutta la mia svariatezza, perché è quello che sono, sono caos, sono varietà, mescolanza, ammasso, ingombro, superflua ma necessaria.La pura verità è che la mia essenza più profonda è questa, mutevole, copiosa, inafferrabile.L'unico rumore che più che rumore, è bailamme, lo fai tu nella mia testa affollata e piena.I pochi e ovattati fiati che sento, arrivano da una spiaggia vuota e fosca. Risuona in lontananza, al di là dei miei pensieri indefiniti, la lenta bruma, che sale dal mare, avanza e mi avvolge nelle sue spire e tu incauto viandante incedi.Dolce si leva un malinconico canto, che inconsapevole rapisce l'anima di coloro che se ne lasciano ammaliare. ..Attendi, pacato e silente, persuaso da quel gorgheggio che inesorabile incanta.Danza la nebbia, ovattata e fusa alla risacca del mare; persa nei miei pensieri, quasi non mi accorgo che il mare, dolcemente mi sfiora i nudi piedi.Un fiore arancione screziato di nero, si lascia sciabordare dall’onda, è la mia malinconia, è la mia apparente calma.Lo raccolgo, lo intramo fra i capelli.Sola, svestita di tutto, do voce a pensieri sparsi e spregiudicati.È una libertà a cui non riesco a rinunciare questa, un momento tutto mio di cui non posso fare a meno.È il mio diritto alla confusione, il diritto al tempo che mi serve per assimilare qualcosa che ancora mi toglie il fiato.Cammino, gli occhi si incantano e si inceppano sulla tua figura.Appeso alla salmastra e fitta nebbia che sembra voler proteggerci, non c'è spazio per altro oggi, se non la stessa voglia di sfamarmi ancora di te.Toccarti per la prima volta.Nuda.Desueta a quello stesso fottuto desiderio che, da quando ti ho conosciuto, ha iniziato a consumarmi lentamente.Assillo che è capriccio, capriccio che è smania, smania che è desiderio latente di averti.Mi piombi davanti, sussulto, uno scambio di sguardi, mi parli, io ascolto.Mi tocco i capelli nervosa perché la mia testa, mi porta già altrove.Sulla tua pelle, fra la tua voce e il tuo gusto.Mi immagino fra le tue gambe, già nella mia bocca, la tua pelle che mi sfiora. Nelle mie fantasie, io, già ti blandisco.Risuona il soul, inquieta, mi ritrovo a ciondolare.Ho voglia delle stesse sensazioni ora, ed è un piacere che fa male, fisicamente, come tutte le volte che non lo posso soddisfare.Sfilo via gli slip, madida e gonfia pulsa violentemente, la sfioro, raccolgo i copiosi umori, porto le dita alla bocca, lappo il mio sapore.Ritorno in camera da letto per mettere le mie scarpe rosse col tacco, sempre quelle.Nuda, completamente nuda, non perché ho tolto i vestiti ed ogni cosa.Non perché il mio seno è libero come tutto il resto.Nuda perché scoperta, nuda perché vera, nuda perché senza vergogna mi offro a te sbattendoti in faccia tutta la mia eccitazione.Come ogni prima volta, la stessa frenesia.Con il fuoco negli occhi di chi non desidera altro che schiudersi, farti godere e godere.Con l’irragionevole impeto di chi non pensa ad altro che averti addosso e dentro.Alzo la gamba e poggio il piede sul comodino. Le unghie corte e smaltate, il tacco 12 bene in vista.M’insinuo, il bacino ondeggia sulle dita.Vagheggio!L’impressione di sentire la tua lingua, farsi strada, scavare.I denti accarezzarmi, mordermi, farmi male.Mi spingo leggermente in avanti, i capelli sciolti cadono e mi coprono il viso. Li sposto di lato, li tengo fermi mentre sento i respiri intensi diventare gemiti. Vorrei sentirti dentro, assaggiare il tuo corpo nudo e adorarlo.Sentire il rumore della tua carne che urta sulla mia, perdermi nel suono di ogni parola indecente sussurrata all'orecchio, detta in bocca e soffocata in gola.La conosci la voglia ho.Ti guardo negli occhi, mentre mi abbasso in avanti solo per morderti le labbra e sfiorarti con il mio seno, le mani sulle cosce mentre mi afferri, mi stringi e torturi i capezzoli turgidi.Toccarmi sinuosa e lasciva mentre danzo al ritmo dei tuoi colpi decisi.Il piacere che provo pervade ogni centimetro di questa pelle, le dita affondano più velocemente, sento il tuo fiato sul collo.Mi sento cedevole.La voglia di te mi inchioda a questo assolo, questo orgasmo vecchio e nuovo che, si issa, lievita e mi riporta a quel dannato giorno in cui tutto è cominciato. È tutto sulla mia schiena il caldo di questa estate.Gocce di sudore scivolano dal collo lentamente, fino al ventre e alle cosce leggermente divaricate.Sono stremata, bagnata e sfatta, sto per cedere.La saliva che lascio colare dalla bocca, scende piano sulla pelle già umida. La stendo sul seno, sul viso, poi la riporto alla bocca.Le dita vanno sempre più a fondo. È un rito antico il mio, la canzone che da giorni mi risuona in testa.Mi sembra di sentirla ora, come ornamento al mio godimento.Quelle parole aumentano le mie paranoie, forse dovrei ingoiarle, rimandarle indietro, anche se l'unica cosa di cui ho voglia adesso sei tu.Una morsa insopportabile mi stringe lo stomaco.Le emozioni si confondono, sorrido, gemo, godo.Chiudo gli occhi soddisfatta e appagata.Mi guardo allo specchio, non vedo la donna fine ed elegante di poco prima. Il rossetto sbavato, lacrime annerite dal rimmel mi rigano il viso di piacere, i capelli arruffati sul viso sudato.Amo questa immagine di donna.Sono io, che mantengo contorni incerti, sempre pronta a variare...sono quel fiore arancione screziato di nero che porta con sè la magia dell’attimo.Silver Rea
107
0
2 mesi fa
SilverRea,
49
Ultima visita: 6 ore fa
-
In trepidante attesa.
Mi chiamo Gianmarco, 42 anni, sono di media statura, capelli leggermente brizzolati, occhi scuri, fisico assolutamente normale, né grasso né magro. Da oltre 12 anni, sono sposato con Letizia, che di anni ne ha 40. Se io sono un maschio nella norma, lei è una strafiga da paura! Alta m. 1.75, capelli rossi e ricci, occhi verdi, una splendida bocca larga e labbra molto sensuali, una meravigliosa quarta di seno, un bel ventre piatto e un meraviglioso culo a mandolino, che sovrasta splendide cosce lunghe e ben tornite. Stiamo insieme da 15 anni e, sia durante il fidanzamento che, in particolare, dopo il matrimonio, ho preso ad apprezzare la condizione di cuckold. Mi è sempre piaciuto veder mia moglie corteggiata, insidiata e desiderata da altri maschi e, questo fatto, ha creato un'intesa tra noi, che va ben oltre i normali canoni del rapporto matrimoniale. La nostra complicità ci porta a vivere situazioni talmente intriganti e belle, da farci godere di situazioni che, a prima vista, potrebbero sembrare strane o sconvenienti. Una di queste situazioni si verificherà domani sera, quando Letizia andrà a cena con i suoi colleghi di lavoro. È impiegata in un gruppo finanziario e, nel suo ambito lavorativo, è abbastanza nota per esser una femmina calda e vogliosa che, quando decide di godere, si lascia scopare anche da più maschi insieme. Ciò che però mi fa impazzire, è come tutta questa cosa viene organizzata. Io e lei, con il tempo, abbiamo realizzato un vero e proprio percorso, che ci consente di godere, in maniera diversa ma, nello stesso tempo, uguale sia per sensazioni che per il piacere che ci dona. Quando lei esce a cena con i colleghi, o altre persone, per prima cosa si mostra ai miei occhi eccitati, mentre si prepara e si abbiglia per l’occasione. Segue sempre un rituale ben preciso. Dopo aver passato una mattina dall'estetista e dalla parrucchiera, una volta a casa, si prepara per la sua uscita serale. La prima cosa che fa è una doccia, poi, nuda, entra in camera da letto e, sull'intero corpo, si spalma una crema idratante, che fa diventare la sua pelle morbida e liscia, come una pesca. Nel frattempo io, dietro sua specifica richiesta, ho preparato sul letto tutto ciò che lei ha deciso di indossare per la serata. Intimo molto fine e bello. In buona sostanza, ciò che indosserà come intimo, sarà un reggiseno nero di pizzo finissimo, come il perizoma e reggicalze coordinato, per sostenere delle calze velatissime che fasciano le sue splendide cosce. Sopra avrà una gonna nera che le arriva a metà coscia e fascia il suo culetto, rendendolo ancor più invitante e sensuale. Infine una camicetta bianca, da cui trasparirà l’intimo, e sarà tenuta molto sbottonata, per mostrare il suo favoloso decolté. Ai piedi calzerà degli stivaletti dall’immancabile tacco alto e sottile. Naturalmente assisto a tutta la preparazione e lei si lascia guardare con estrema malizia. Una volta che lei è uscita, la prima cosa che faccio è quella di andare a controllare sotto il cuscino del letto, dove è posizionato un segnale particolare che serve a rendere il gioco ancor più eccitante. Se lei ha deciso di scopare con la persona con cui esce, posiziona sotto al cuscino, il perizoma che ha indossato per l'intero giorno, altrimenti, se non ha voglia, non vi mette niente. In questo caso, mi ha detto che sarà presente alla cena il suo direttore generale, con cui lei scopa regolarmente, quindi, so già che si farà sbattere da lui e farà la porcella con lui al massimo delle sue possibilità, per completare il tutto con me, quando rientrerà a casa. Ecco, è questo il bello del nostro gioco: sì, perché per noi questo è un gioco! Lei può scopare con chi vuole, ma non lo fa perché non sono in grado di soddisfarla, bensì perché con gli altri crea situazioni che, in realtà, ci sconvolgono da morire. Per noi è estremamente eccitante portare avanti questo gioco, che prevede che io resti in attesa del suo ritorno, affinché mi faccia godere a raccontarmi come si è fatta possedere, montare e riempire in ogni buco. È una cosa che fa con il piacere di entrambi, perché sa quanto saremo eccitati una volta che saremo di nuovo assieme. Può sembrare assurdo, pazzesco, assolutamente incredibile, eppure mia moglie gode dopo, ossia quando torna e gioca con me, raggiungendo un tipo di orgasmo che è assolutamente diverso da quelli che avrà provato con i maschi con cui è stata. È una questione celebrale, oltre che fisica, che rende il nostro rapporto unico, incredibile, e assolutamente pieno Ora, appena uscita, son andato in camera a prendere il suo perizoma ed ho iniziato ad annusarlo, per recepire l'odore della sua fica. Poi, verso mezzanotte, mi spoglio e mi infilo sotto le coperte tutto nudo, aspettando il suo rientro. Mentre aspetto, inizio a toccarmi, riprendendo ad annusare il suo perizoma, strofinandolo sulla cappella, ormai completamente eccitato. È una sensazione incredibile! Unica! Sono preso dall'eccitazione e comincio, mentre mi masturbo, a inveire contro di lei, con frasi sempre più pesanti.
“Ma che troia che sei! Una puttana da bordello! Una zoccola che si fa sbattere da tutti! Dai, torna a casa, lurida puttana! Torna da tuo marito, che non ne può più di aspettarti! Dai, torna dal tuo maritino in calore!"
Io intanto continuo a toccarmi e sono eccitato al punto che devo rallentare, altrimenti vengo prima che arrivi mia moglie. Per qualche istante mi fermo, faccio dei profondi respiri, perché non voglio venire. Poi, però, la mia mente viene di nuovo sconvolta dall'odore della sua fica che promana dal suo perizoma e farmi riprendere lo strofinio della cappella contro le lenzuola. Chiudo gli occhi ed immagino lei stretta tra uno o più maschi, che gode, che urla di piacere, che viene riempita in ogni buco. Tutto questo mi ha eccitato così tanto, che mi sprona a scriverle un sms con cui l'imploro a tornare, perché non ce la faccio più. Lei mi risponde in maniera secca e categorica.
“Non provare a schizzare: resisti, che tra un'ora torno; se non fai come dico, non te la faccio più né vedere, né assaggiare!”
Naturalmente queste sue risposte hanno l'effetto contrario, perché io mi eccito ancora di più. I secondi sembrano minuti ed i minuti sembrano non passare mai. Alla fine, anche se dopo un po' di tempo, mi perviene un suo messaggio, con cui mi informa: "sto arrivando!" Incredibilmente la mia eccitazione si calma, sono pronto: adesso si gioca! Aspettare fino a questo punto, è stato qualcosa di eccitante, sconvolgente, forte e doloroso, ma, da questo momento in poi inizia il piacere vero e proprio. Mi infilo il suo perizoma che ho annusato per tutta la sera, mi sistemo a pecorina sul letto ed aspetto, come una vacca in calore, il suo arrivo. Anche questo fa parte del rituale del nostro gioco. Quando lei entra, deve trovarmi carponi sul letto, con il viso appoggiato al materasso, inginocchiato e con il culo in aria. Appena la sento entrare in soggiorno, ho un sussulto e devo trattenermi dal non sborrare: sono talmente eccitato, che basterebbe veramente poco ed è questo il momento più difficile dell'intera serata. Entra in camera e prima si gusta lo spettacolo di un uomo completamente eccitato e sottomesso ai suoi ordini; poi si avvicina e, da dietro, mi infila la mano tra le gambe, prendendo in mano il cazzo. Comincia a menarmelo da dietro, come se stesse mungendo una vacca e mi racconta quanto è stata porca e provocante, con i colleghi di lavoro, e di quanto si sia fatta sbattere dal suo capo.
«Molto bene! Vedo che hai eseguito alla lettera i miei ordini e questo mi fa molto piacere. Ora, mentre ti mungo come una vacca, ti racconto di come quel magnifico toro del mio capo, mi ha portato nel parcheggio del ristorante e, dopo avermi fatto sdraiare sul cofano della sua Maserati, mi ha strappato il perizoma ed ha preso a masturbarmi a cosce aperte, in mezzo al piazzale, con il rischio di esser visto da chiunque passava. Mi ha fatto godere, masturbandomi, poi mi ha fatto abbassare e mi ha infilato in bocca un cazzo che è il doppio del tuo: quasi mi soffocava, da quanto me lo ha spinto giù per la gola, dicendomi che ero la sua troia. Mi ha scopato un po' in bocca, poi mi ha sollevato e, dopo avermi aperto le gambe, mi ha fatto sdraiare sul cofano e me lo ha spinto tutto dentro; ha preso a sbattermi come una puttana da strada! Ho goduto molto nel sentirmi sfondare da lui e poi, quando ho sentito che era prossimo a sborrare, ha stretto le gambe dietro di lui e mi sono fatta riempire tutta per te!»
Sentire il suo racconto mi sconvolge e lei lo sa benissimo, perché aspetta solo che io sborri. Il mio cazzo esplode facendomi avere dei sussulti di godimento totale! Una sborrata, oserei dire, colossale! E lei sorride, contenta, mentre continua a mungere il mio cazzo.
«Bravo, il mio cornuto! Svuotati tutto! Lasciami spremere fino all'ultima goccia, perché adesso voglio godere anch'io!»
Finito di esser munto e di godere, mi giro verso di lei che si è già messa in posizione sul letto. È rimasta vestita, con stivali e tutto il resto. Apre le gambe in modo osceno e mi accorgo che il perizoma che aveva quando è uscita, ora non c’è più e, in qualche modo, conferma le sue parole. Tutto questo mi sconvolge ancor più e, eccitato, infilo la testa fra le sue gambe, prendendo a leccarle la succosa e bagnata fica, stracolma del nettare del suo amante. Anche lei, come me, resite per poco e, dopo un attimo, ha un orgasmo violento.
«Vengo, porco! Continua a leccarmi! Senti come mi ha sfondato quel maiale! Senti come mi ha riempito di crema prelibata, per te! Amore, vengo, continua! Leccami tutta!»
Gode e si rinnova il piacere del nostro gioco. Poi, mentre lei si gode il suo orgasmo, io mi riprendo in mano il cazzo, ancora eccitato, e lei di colpo mi spinge di lato e mi cavalca. Sento il mio membro scivolare dentro la sua vagina ancora intrisa di sborra e la sento aperta, dilatata; lei mi scopa muovendo il bacino avanti e indietro, fin quando gode di nuovo. L’orgasmo che ha provato è stato devastante per lei.
«Vengo! Finalmente, godo! Amore, mi fai godere solo tu! Quel porco mi ha scopato, son venuta, ma non ho goduto! Amore, è adesso che godo per davvero! Sborrami in faccia, dai, adesso!»
Lei se lo sfila, io lo impugno e mi sego davanti alla sua faccia, come un pazzo furioso, fino a farlo emettere altra sborra, ma, questa volta, sulle sue labbra e viso. Restiamo immobili, sconvolti e senza fiato, poi mi avvicino alle sue labbra e cominciamo a baciarla ed a limonare, gustando e trasmettendoci la sborra ancora calda da una bocca all'altra; mentre facciamo questa porcata, lei mi sega ancora ed io le pianto tre dita nella fica, prendo a masturbarla furiosamente, fin quando non raggiunge l'orgasmo totale, quello finale.
«Amore, vengo! Vengo, non ti fermare! Bellissimo! Amore, vengo!»
Mi abbraccia, mi bacia e si stringe forte a me con le lacrime agli occhi per la gioia. La sua voce e le sue parole sono la più bella melodia che un uomo possa mai sentire.
«Grazie, amor mio! Anche questa sera mi hai fatto vivere delle emozioni davvero sconvolgenti! Sei una persona fantastica, che ha capito che io ho bisogno di queste sensazioni forti, che si possono vivere solo se la coppia è unita e si ama come noi due. Come ti ho detto, ho scopato con lui, ma ho goduto con te. Non è il suo cazzo grosso che mi ha fatto impazzire, ma la sensazione che mi stava riempiendo la figa, perché sapevo che tu avresti voluto leccarla; ciò è servito a farmi tornare al più presto possibile da te. Ti amo. Sei la persona più importante che sia mai apparsa sulla terra ed io sono la donna più fortunata del mondo a poterti stringere fra le mie braccia e godere con te!»
Le do un bacio carico d'amore e poi ci lasciamo avvolgere dalle braccia di Morfeo.
Forse agli occhi di tanti, io sono un cornuto e lei una puttana, ma a noi non interessa niente di tutto questo. Noi siamo convinti che questo nostro modo di far sesso, sia quello più appagante e, nello stesso tempo, più trasgressivo tra quelli mai provati.
Quindi non c'interessa granché del giudizio della gente.
4
2
2 mesi fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
Quella puttana della sposa.
Mi chiamo Paolo, ho 27 anni, sono un ragazzo normale, di media statura, moro, occhi scuri, fisico snello, non palestrato. Sono anche un tipo simpatico, allegro, con un piccolo problema, che mi ha reso la vita fino a questo momento non troppo felice. Il mio piccolo inconveniente è costituito dal fatto che ho tra le gambe un membro di circa 25 cm e, soprattutto, di notevole spessore. È questo che, fino ad ora ha costituito per me un serio problema. Non è facile trovare delle coetanee, che apprezzano una simile dotazione. Da qualche mese ho risolto il problema grazie ad un'amica di mia madre, la signora Maria. Lei è una cinquantenne, che si dice abbia sempre fatto una vita molto allegra e spensierata, fin da quando era ragazza. In effetti è una bella donna, alta, bionda, con una quarta di seno ed un bel culo tondo, che amo sfondare ripetutamente. Nella sua vita ha avuto due mariti, il primo ha divorziato poco dopo la nascita di sua figlia Pamela, avvenuta circa una ventina di anni fa, perché l'aveva sorpresa a letto con due maschi e il marito se n'è andato portando con sé la figlia. Dopo di lui, ha avuto un altro marito, molto più anziano, dal quale ha avuto un figlio, Marco, un ragazzo che conosco abbastanza bene. Di Pamela non so molto, se non il fatto che ha vissuto per tanti anni con suo padre ed è tornata in città, solo dopo la morte di lui ed è andata a vivere con sua madre. Maria l’ha fatta assumere nello stesso studio dove lavora lei, come impiegata. Poco dopo questa assunzione, Pamela si è legata sentimentalmente al figlio del titolare dello studio, un puttaniere di prima categoria. Vedovo da alcuni anni, son sicuro che, oltre a portarsi a letto Maria, deve aver dato anche una bella ripassata a Pamela. Come dicevo, lei si è fidanzata con il figlio del titolare, un ragazzo dall'aspetto poco eclatante, rispetto alla bellezza di Pamela, che è una bella donna, alta, snella con una quarta di seno ed un culo a mandolino spettacolare, mentre lui è un ragazzo bassino, abbastanza cicciottello e mi son sempre domandato cosa avesse trovato Pamela in lui. In effetti la spiegazione è relativamente semplice: ha un sacco di soldi e le lascia tutta la libertà possibile, inoltre sono anche convinto che è il padre, il vero toro da monta di Pamela. La conferma a questo mio sospetto è venuta a galla proprio oggi, durante la cerimonia del matrimonio tra Pamela e Luigi. L'evento si svolge in una villa seicentesca presa in affitto dal catering per la cerimonia. La villa ha annessa anche una piccola cappella, dove verrà celebrato il matrimonio e tutti gli invitati sono già arrivati e aspettano la sposa. Io mi sto annoiando e, così, decido di far un giro per la villa, perché ho anche voglia di far pipì. Chiedo ad un cameriere dove posso trovare una toilette e lui mi indica lo scalone che porta al piano superiore; salgo e mi trovo davanti ad un corridoio, dove sono presenti diverse porte. Provo ad aprirne alcune e scopro che la maggior parte son chiuse a chiave e, quando arrivo in fondo al corridoio, vedo che questo fa un angolo con un’altra porta. La trovo aperta ed entro dentro; mi trovo nella stanza che, forse, è adibita alla camera riservata alla sposa, perché sul letto c'è il suo abito da sposa da indossare. Mi chiedo dove sia la sposa, in quanto non la vedo presente nella stanza, ma vedo la porta del bagno, entro ed espleto la mia minzione. Quando esco, sono sorpreso da alcune voci, che sento provenire da quello che sembra esser l'esterno della stanza, costituito da un balcone, cui si accede tramite una grossa finestra. Mi affaccio e non vedo nessuno, mentre sento ancora più chiare le voci e capisco che provengono dalla camera adiacente, che avevo trovato chiusa. Stupito mi avvicino al finestrone, che è chiuso solo da una grossa e pesante tenda. Un lembo, non perfettamente chiuso, mi permette di guardare ciò che accade all'interno. Quello che vedo, mi conferma i sospetti che nutrivo. C'è Pamela, circondata da alcune persone. Indossa solo delle autoreggenti bianche e delle scarpe alte, con il tacco. È nuda, in mezzo a quattro uomini che, lentamente, uno dopo l'altro, riesco ad identificare. Fra di loro ho riconosciuto subito Giulio, il padre dello sposo, e Andrea, fratello del suocero di Pamela, oltre altri due individui che mi son rimasti anonimi, non potendo veder bene i loro volti. Riesco a notare, tra uno sguardo e l'altro, il sorriso di Pamela, felice e disinvolta tra quattro cazzi. Ho subito la conferma che, se Maria è una troia, Pamela, sua figlia, non è da meno! Giulio sta in mezzo alle cosce della nuora e la pompa con forza, contento di godere nella vagina stretta e pelosa della nuora.
«Che meraviglia! Hai una fica cosi stretta ed elastica, che mi calza il cazzo come un guanto! Che troia meravigliosa! L’ho capito subito che eri la persona giusta per sposare quel fesso di Luigi. Con una vacca come te in casa, avrò sempre da divertirmi!»
Ai lati di Pamela, c’erano i due individui che all'inizio non ero riuscito a vedere in volto. Quello più grosso, le dà il cazzo da succhiare, mentre l’altro le scopa il seno, strofinando la verga sui capezzoli e tra le grosse zinne. Infine riconosco il fratello del suocero che stava dietro Giulio ad osservare la scena, segandosi il cazzo che teneva appoggiato a uno dei piedi di Pamela. Ho avvertito una tremenda erezione premere nelle mie mutande e subito mi son liberato il cazzo ed ho preso a segarmi, molto lentamente, osservando la scena davvero particolare ed eccitante. Dopo averla sentita godere, Andrea si è rivolto a Giulio, reclamando la sua parte.
«Andiamo, togliti! Te la sei già goduta abbastanza! Adesso me la voglio scopare anch'io! Dai, che poi dovremo far posto agli altri.»
Giulio si è spostato e ha lasciato spazio al fratello, che, con la verga dura in una mano, si è avvicinato alla fica di Pamela.
«Adesso te la sfondo io queta bella fica. Il mio è più grosso del suo e lo sentirai tutto fino in fondo, troia!»
Prima di scoparla, si è divertito ad eccitarla sbattendo con un certo vigore il membro sul clitoride di Pamela. Lei gemeva, vogliosa.
«Dai, mettimelo dentro! Mi fai impazzire così! Sei un porco! Scopami!»
Lui, di colpo, è entrato tutto dentro fino in fondo, con una stoccata davvero secca, energica, che l’ha fatta sussultare. È rimasto, immobile per qualche secondo e poi ha iniziato a pomparla, aumentando man mano la velocità ed il vigore. Giulio si godeva la scena, masturbandosi in disparte ed i due individui erano quasi al culmine del piacere, sotto le sapienti leccate della lingua di Pamela, mentre Andrea non smetteva di compiacersi della fica stretta della sposa.
«Accidenti che fica calda e bagnata! Avevi ragione: è una gran porca!»
L’ha pompata, facendola godere anche lui, per poi sfilarsi e lasciare il posto a uno dei due che, a quel punto, ho potuto veder bene: erano i testimoni dello sposo e, precisamente, i suoi due cugini. Avrei dovuto immaginarlo! Giulio, intanto, ha preso la testa di Pamela fra le mani ed ha iniziato a scoparle la bocca; poi, con un grugnito, le ha riversato in gola tutto il suo piacere. Dopo di lui, a turno, tutti e tre si son scaricati nella bocca di Pamela, che non si è rifiutata di ingoiare tutto, dandone dimostrazione a bocca aperta. Soddisfatti i loro istinti e, scopata per bene la giovane sposa, tutti hanno lasciato Pamela, uscendo dalla stanza attraverso la porta che, in realtà, era solo chiusa dall'interno. Ora, però, mi rendo conto che Pamela dovrà entrare in camera sua per indossare il vestito, quindi faccio un passo indietro ed entro nella camera, nascondendomi dietro la tenda. Lei passa dal terrazzo e torna nella sua camera. È ancora nuda, con addosso solo le autoreggenti.
Appena entra in camera, la guardo e le sorrido, mentre lei rimane per un attimo sorpresa della mia presenza.
«Ho visto con piacere che te li sei goduti tutti, senza perdertene neanche una goccia del loro piacere.»
Lei si volta e mi guarda, mentre io, con il membro in mano, mi sego lentamente. Leggo lo stupore sul suo viso, quando realizza che tipo di mazza esagerata ho in mano.
«Ma, accidenti! Tu… sei così dotato? Non sapevo: come hai visto a me servono più maschi, per soddisfarmi. Ma, con un simile giocattolo, sono certa che mi avresti appagata appieno. Dai fammelo assaggiare solo un po', perché non ho tempo.»
La guardo, mi avvicino con aria spavalda, sempre tenendo in mano la mia grossa mazza, ancora più dura, se possibile. Lei rimane un attimo ad osservarla, poi si inginocchia davanti a me e spalanca la sua bocca; più della metà della mia verga, viene ingoiata dalle sue fauci. È molto brava, la sua lingua si muove velocemente lungo l'asta e, dopo avermelo impugnato con una mano, lo regge saldamente fermo, mentre continua a leccarmelo su e giù, scendendo in basso fino alle grosse palle piene, che accoglie ripetutamente nella sua bocca, succhiandole, per poi risalire lungo l'asta, fino a raggiungere di nuovo la punta ed infilarsi ancora gran parte della mia verga, giù per la gola. È molto brava, ma io ho voglia di fottere questa puttana e, così, la prendo per le spalle, la faccio sollevare e, dopo averla messa piegata a 90, con le mani appoggiate sul letto, appoggio la punta del mio membro fra le labbra della sua vagina, ancora dilatata e, con una spinta lenta, ma decisa, comincio a scivolare dentro di lei. È bagnata fradicia! La vagina si apre e sento il mio membro scivolare giù tutto, fino in fondo. Quando la punta sbatte contro il fondo, lei spalanca la bocca senza emettere alcun suono, mentre, osservando bene, mi accorgo che c'è ancora un pezzo rimato fuori. Allora lo sfilo per buona parte e lo riaffondo con ancor più decisione; ad ogni colpo, la sua vagina si dilata ed il mio membro entra sempre più in profondità, dentro di lei. Solo quando il mio corpo aderisce completamente al suo, la sua bocca
emette un flebile lamento, un mugolio profondo.
«Mi stai sventrando! Mi sembra di aver una mano piantata dentro il mio ventre! Sei enorme! Mi fai impazzire! Muoviti! Sfondami tutta! Perché finalmente ho trovato un maschio vero.»
La guardo e sorrido in maniera alquanto compiaciuta; inizio a pomparla con gusto, muovendomi e spingendo con vigore la mia verga tutta dentro, fin quando vedo che sussulta ad ogni mio affondo, quando cioè la punta sbatte sul fondo. Ha un orgasmo devastante, seguito da un altro, quasi istantaneo. Subito dopo, mi guarda con occhi estasiati dal piacere e mi supplica di venire, perché ormai non c'è più tempo.
«Ti prego, vieni! Dai, per favore, perché adesso devo andarmi a sposare! Però, sia ben chiaro, che uno come te, non me lo lascerò sfuggire! Dai, vienimi dentro, riempi questo mio ventre, con il tuo piacere.»
La guardo un po' stupito, perché non mi era sembrato di sentir dire agli altri di omettere di venirle dentro, onde scongiurare che, durante tutta la cerimonia, potesse colare, così, senza esitazione, riprendo a sbatterla con ancor più forza e le scarico dentro un'ingente quantità di crema, che la manda letteralmente in estasi.
«Ti sento! Sento che mi stai riempiendo la fica! E' meravigliosa questa sensazione di sborra calda dentro di me: non potrò mai ringraziarti abbastanza!»
Mi sfilò da lei e vedo il mio membro ricoperto da un miscuglio di umori, miei e suoi, e lei, senza nessuna esitazione, si gira, me lo prende in bocca e me lo ripulisce fino all'ultima stilla. Poi, mi guarda e mi prega di lasciarla da sola, perché ora deve chiamar sua madre che l'aiuterà ad indossare il vestito. Esco e, mentre percorro il corridoio, vedo salire Maria sullo scalone; allora mi nascondo dietro una colonna ed evito di incrociare il suo sguardo. Scendo e mi dirigo verso la chiesa, dove trovo Luigi in trepidante attesa. Ci sono anche i quattro che se la sono appena scopata; li guardo e penso che il povero, ed ignaro cornuto, avrà sempre corna fresche e ben lucidate, con simili parenti in casa. Poi vedo arrivare Pamela e, quando mi passa di lato, mi regala un sorriso che non passa inosservato al padre dello sposo, che mi fissa, cercando di capire il motivo di quel saluto. Raggiunto l'altare e svolto il normale rito, si arriva al momento del fatidico bacio; sono tutti sorridenti i quattro che le son venuti in bocca, e sono sicuro che la puttanella ha ancora forte il sapore di sperma nella sua bocca.
«Lo sposo può baciare la sposa...»
Con voce solenne, il Prete ha pronunciato la frase, prima che, con fare piuttosto impacciato, Luigi, lo sposo, si voltasse verso Pamela e le ha sollevato il velo. Nel momento in cui le labbra di lui si sono unite a quelle di lei, ho notato come una specie di smorfia, nel constatare che il sapore della bocca di sua moglie aveva qualcosa di molto diverso dal solito.
Naturalmente Pamela non gli ha dato modo di capire e lo ha baciato con passione. Quando si sono staccati, lei gli ha sorriso e poi, con fare complice, si è girata, prima verso i quattro, poi verso di me e, facendo in modo che lui capisse, gli ha sussurrato all’orecchio: "E' suo".
11
1
2 mesi fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
-
È uscita con il suo bull.
Mi chiamo Luciano, ho 49 anni, di media statura, capelli corti tendenti al bianco, un po’ in sovrappeso ed ho un cazzetto davvero corto, appena 12 cm in piena erezione. Sebbene queste mie carenze o qualità poco avvenenti, sono sposato da 25 anni con Valeria, una strafiga alta, bionda, occhi chiari, un seno pieno ed armonioso di una quarta piena, un bel paio di cosce lunghe che culminano in un culo molto prominente, che attira lo sguardo di tanti maschi. È proprio questo il mio problema, anzi, croce e delizia allo stesso tempo. Si, lo ammetto, sono un gran cornuto! Tempo addietro, mi son reso conto che una donna come Valeria, non poteva accontentarsi di un cazzo piccolo come il mio ed anche poco resistente. Ne abbiamo parlato pacatamente e lei non ha fatto altro che confermare l'amore che provava per me.
«Amore, io sto bene con te! Ti amo, sei un uomo meraviglioso, che mi ha sempre reso felice e contenta. Sei gentile, premuroso, dolce, affettuoso, mi copri di regali in continuazione, perché dovrei servirmi di un altro maschio? Il sesso? Pazienza! Anche sotto questo aspetto, mi hai sempre fatto godere, anche se non in maniera sconvolgente, ma va bene lo stesso: ne sono contenta.»
Purtroppo ero io a non esser contento. Avrei voluto che si divertisse e fosse appagata da un vero cazzo, che la riempisse tutta! Solo l’idea di lei tra le braccia di un altro, mi provocava un'erezione tale da farmi male! Era questa la vera ragione per cui la esortavo a tradirmi.
«Amore, non posso non riconoscere quanto mi renda felice il tuo ribadire di amarmi, che ti sta bene il rapporto che hai con me, ma io ti vorrei vedere appagata anche dal punto di vista sessuale. È chiaro che, con la mia scarsa dotazione, non posso soddisfarti come meriterebbe una bella donna dotata di una prorompente sensualità come la tua. Mi accorgo, sai, dei maschi che ti guardano con desiderio, cupidigia. Tu, amore, susciti l'irresistibile desiderio di possederti, di esser scopata per bene ed a lungo, per questo motivo vorrei raggiungere un accordo con te: puoi chiavare con chi vuoi, ma dovrai permettermi di assistere ai tuoi incontri di sesso o, se proprio non dovesse esser possibile, raccontarmi cos'è avvenuto nei minimi dettagli tra te ed il tuo amante. È questo tutto ciò che ti chiedo!»
Alla fine, son riuscito a convincere la mia Valeria. Iniziò a farsi chiavare da alcuni maschi che la intrigavano particolarmente e, per sentirsi sicura, li faceva venire in casa, dove io, nascosto giù nella tavernetta, assistevo alla monta attraverso un sistema di telecamere a circuito chiuso, dotate di audio: quelle immagini mi stimolavano al punto da farmi segare con tutto l'ardore possibile. Era sconvolgente sentir come me la trattavano da troia e lei che ne godeva alla grande.
«Dai, puttana, succhiami il cazzo! Sei una troia! Vacca, mettiti in ginocchio, che ti sfondo il culo!»
E lei godeva. Finalmente vedevo la mia Valeria soddisfatta e riempita di sborra in ogni buco. È stato proprio in occasione di uno di questi incontri, che un bull, dopo averla montata e riempita, le ha impartito un ordine ben preciso.
«Adesso, resta così! Devi rimaner piena, senza pulirti e, quando torna quel cornuto di tuo marito, devi fargli leccare tutta la mia sborra!»
Al solo immaginare ciò che lui le aveva ordinato, mi ha fatto sborrare senza toccarmi. Appena lui se n'è andato, son corso in camera ed ho trovato la mia Valeria esattamente come lui l'aveva lasciata: distesa sul letto abusata e distrutta dal tanto piacere, ma soprattutto riempita, in ogni buco, da quelle sue generose sborrate. Ho leccato tutto, come un pazzo! Mentre mi dedicavo a ripulire i suoi buchi, la mia dolce mogliettina mi teneva il cazzo in mano e mi dichiarava quanto godesse a sentire la mia lingua che rimuoveva tutta la sborra di cui era piena.
«Mio adorato cornuto, sei contento? Ti è piaciuto come questo toro mi ha chiavato? Dai, leccami tutta! Pulisci questa mia fighetta riempita dalla sua crema! Bravo, così Continua, che adesso farò sborrare anche te!»
Mi segava lentamente e, dal mio cazzetto, partivano schizzi in continuazione.
«Che bravo, il mio cornutello! Guarda come schizzi, mentre lecchi la crema di un vero maschio che mi ha montato come una gran vacca!»
Le sensazioni che provavo erano da impazzire. L'eccitazione si prolungava per giorni, spronandomi a segare per almeno due o tre volte al giorno. Ormai non la scopavo più. Aspettavo solo che il toro di turno la riempisse per poi leccarla e segarmi come un pazzo. Poi è apparso Max e con lui le cose sono radicalmente cambiate. Quando è venuto a scoparla, la prima volta a casa, io non ero presente e, al ritorno, quando ho visionato i filmati delle telecamere, ho capito che Valeria aveva trovato un maschio che le provocava sensazioni da sballo. Alto, massiccio, imponente, dominante e con un cazzo fuori dal comune. Lungo ben oltre i venti centimetri, dotato di una grossa cappella dello spessore decisamente notevole. Si potrebbe dire che, come diametro, si avvicinava molto ad una lattina di birra. Quando lo ha sfoderato dai pantaloni e l'ha mostrato agli occhi stupiti di Valeria, ho notato subito di quanto fosse rimasta meravigliata, facendomi capire che questo sarebbe stato quello che l'avrebbe definitivamente soddisfatta sotto tutti i punti di vista. Di sicuro mia moglie lo aveva stimato come suo bull personale. Fin da subito, lui ha preteso che lei glielo prendesse in bocca e, nonostante provasse ripetuti conati di vomito a causa di quelle dimensioni innaturali, alla fine Valeria è riuscita a ingoiare più di tre quarti di quel mostro di carne. Poi lui l'ha messa in ginocchio a pecora e, lentamente, l'ha penetrata, reggendola ben ferma per i fianchi, fin quando non è arrivato a toccare le splendide chiappe di mia moglie. Valeria ha urlato di dolore e piacere nello stesso tempo.
«Piano, Max, che mi spacchi! Sei immenso! Mi stai sverginando di nuovo! È bellissimo! Scopami forte! Che toro meraviglioso!»
La scopava con colpi fortissimi, devastanti, e lei ha preso a godere urlando il suo piacere in continuazione. Le è venuto dentro e, quando glielo ha sfilato, ho visto che la fica di mia moglie era ridotta ad una voragine; ma non si è limitato solo a quello: ha preteso che lo prendesse di nuovo in bocca allo scopo di farlo irrigidire perché voleva farle anche il culo. Vi ha provveduto con estrema perizia,
facendola urlare di dolore prima e di piacere dopo. È stato qualcosa di incredibile vedere con quanto spirito di sopportazione, e totale devozione, Valeria si sia sottomessa a quel maschio che l'ha dilatata al massimo, sebbene lei non fosse nuova a quel tipo di penetrazione. Quando lei me ne ha parlato, al mio rientro a sera, nonostante fosse letteralmente devastata da quella monta sconvolgente, vedevo nei suoi occhi la contentezza di aver finalmente trovato un maschio capace di farla impazzire. Dentro di me, ho provato il terrore di aver perso per sempre mia moglie.
«Amore, è un toro fantastico! Mi ha posseduto e dominato in continuazione! Puoi verificare visivamente come mi ha ridotto ogni buco ed appurare anche quanta crema hai da leccare!»
Ho raccolto e leccato veramente tanta crema, molta di più di quella che gliene avevano lasciata altri maschi, prima di lui.
«Amore, son felice per te che hai trovato, finalmente, un maschio che ti faccia impazzire. Io ne sono infinitamente felice, ma, nello stesso tempo, tempo che potresti innamorarti di lui ed abbandonare me, povero cornuto, da solo e per sempre.»
La sua reazione è stata istantanea e decisa.
«Luciano, non scherzare! Togliti dalla testa che io possa lasciare un meraviglioso cornuto come te! Ma dico: stai scherzando? Con te sono la tua regina, la troia che ti provoca tanto piacere mentre si fa sbattere da altri e poi, una volta piena, si rivolge a te, per farsi ripulire, mentre per lui sarei solo una delle tante, che lui monta e basta! No assolutamente no! E' vero che lo voglio, ma come toro, lo adoro come maschio, mi fai impazzire quando mi sfonda e son felice che mi riempie, nella prospettiva che, dopo, anche tu avrai il tuo piacere nel venire a leccarmi; per tutto questo, non commetterei mai l'errore di abbandonare un uomo come te, che mi ama, mi adora, per diventar come tante altre femmine insignificanti, come potrei diventare per lui.»
Non potete immaginare quanta emozione mi abbia dato sentir quelle sue parole, per cui, tranquillizzato, ho continuato a leccare e pulire i suoi buchi, ripieni allo stremo della crema di Max.
Una settimana dopo, lui ha chiesto a mia moglie di incontrarsi fuori e, per la prima volta, Valeria è uscita con il suo bull.
È stata una sorpresa per me, quando, tornato a casa, ho trovato un suo biglietto con cui mi informava che sarebbe andata a cena con lui e che avrei dovuto aspettare pazientemente il suo ritorno, perché mi avrebbe fatto impazzire a modo suo.
Quando, verso l’una di notte, l'ho sentita rientrare, ero psicologicamente ridotto in uno stato pietoso! Mi ero segato tutta la serata, senza mai venire, fermandomi sempre un attimo prima di sborrare, perché volevo che la mia Valeria mi trovasse così, pieno, pronto ad esplodere, nel sentire il racconto di come avesse trascorso la sera con Max.
«Ciao, amore; sei sveglio?»
«Ciao, sì, certo; ti stavo aspettando. Tutto bene?»
«Sì, sì, vado in bagno, mi spoglio e ti raggiungo.»
«Ok, dai, amore, ti aspetto.»
Sotto le coperte mi son sfiorato l'uccello durissimo. Era dalle 20:00, più o meno, che ero in quello stato. Prima sul divano, con una lettura stuzzicante, e poi a letto, completamente nudo, a fantasticare. Adesso era oltre l’una di notte. Ho sentito la porta del bagno aprirsi e richiudersi.
«Eccomi, amore.»
Si è sfilata le mutandine nell'oscurità della camera, rischiarata dalla sola luce della luna, che filtrava dalla finestra aperta e, completamente nuda, si è infilata sotto le coperte. Mi ha poggiato una mano sul petto, mi ha baciato a stampo sulla bocca; si è fermata per un attimo, guardandomi negli occhi dicendo: “ciao amore” e, questa volta mi ha cacciato la lingua in bocca, prendendo a limonarmi. L’ho ringraziata.
«Umhnmm, cazzo, come baci, amore! Mi fai impazzire!»
Il suo corpo, caldo e morbido, era letteralmente spalmato sul mio. Poi, ha fatto in modo che una gamba mi sfiorasse il cazzo. Ho sentito il suo ventre caldo appoggiarsi sul fianco della mia gamba. Ho cominciato anch'io a slinguarla, mangiandole lingua e labbra. Lei era sulla mia sinistra, china su di me, io sdraiato supino. Ho alzato il braccio destro e le ho poggiato una mano dietro la nuca, per slinguarla meglio. Ho sentito la sua bocca calda sulla mia, la sua saliva che invadeva la mia bocca con un sapore di vino misto a qualcosa di salato, amaro. Un brivido è partito dal cervello ed ha raggiunto il cazzo durissimo, sotto le coperte. Mi sono staccato e l’ho guardata.
«Allora? Com'è andata?»
«Bene, amore! Anzi, benissimo; sei curioso?»
«Non lo vedi? Secondo te, sarò curioso?»
«Non so, tesoro, dimmelo tu. Sei davvero curioso? Ummmhuumm… vediamo un po', fammi sentire… oooh… ma...ummhuunnmm…come ce l'hai duro, amore?»
Ha detto cosi, mentre con la mano, scendendo dal petto lungo l'addome, è andata a tastare l'asta davvero durissima. Poi ha continuato a tenermi sulle spine.
«Sei curioso, ma hai anche voglia, amore mio, ummh, senti qui, sembra voglia esplodere da un momento all’altro!»
«Certo che ho voglia, è da quando sei uscita che ho voglia; non resisto più: il cazzo mi scoppia.»
«Vuoi che ti faccia godere, amore? Vuoi che te lo meni un po’, e…»
Ero impaziente!
«Voglio che mi racconti! Dai, racconta: cosa hai fatto? Voglio sapere tutto!»
Lei si divertiva a torturarmi psicologicamente.
«Cos'ho fatto, io? Un aperitivo e poi a cena.»
Ero ansioso da morire!
«Oh, davvero? E cos'ha fatto lui? Dai, cosa avete fatto, cosa ti ha fatto lui, cosa gli hai fatto tu, dai, non resisto più!»
Lei mi ha fatto letteralmente morire.
«Non sei solo curioso allora, perché sei un porcello, oltre che curioso, e… vuoi sapere se sono una porcella anch'io, vero?»
Giocava a suo piacimento con la mia voglia!
«Sì, brava, voglio sapere se sei una troia, se stasera hai fatto la porcella. Se ti ha trattato da troia!»
«E tu? Cosa vorresti amore? Vorresti che io avessi fatto la troia con Max o preferiresti di no?» Aveva proprio deciso di farmi morire.
«Vorrei che…vorrei che tu avessi fatto…»
Lei indugiava.
«A giudicare dal tuo cazzo, si direbbe quasi che vorresti che la tua mogliettina avesse fatto la troia con Max, stasera…»
«Vorrei…e…uumhuhmuu…»
«Cosa, amore? Non sei geloso? Non hai paura che lui possa esser migliore di te?»
«Sì, sono geloso, certo che lo sono, ed ho paura, ma…»
«Ma cosa? Hai paura, ma il pensiero che io faccia la troia con Max ti manda ai matti?»
«Sì, cazzo, ho paura, ma impazzisco se penso…»
«Cosa? Se pensi cosa, porcellino?»
«Se penso che… sei uscita da sola con lui, io…»
«uhnmmmm… è durissimo amore. Dimmi… se pensi che…?»
Ero devastato dal piacere e lei si prendeva gioco di me.
«Se penso che tu, stasera, abbia...fatto...»
«Abbia fatto... cosa, amore? Dimmelo! Dimmi cosa ti sarebbe piaciuto che facessi.»
«Che tu abbia fatto la porcella con lui... Sìì...impazzisco... sono pazzo di gelosia e questo mi fa impazzire.»
«uuuhmmm…. Bravo, il mio porcello! Ti eccita sapere di aver una moglie porcella. Sei pazzo, ma il tuo cazzo è durissimo. Sei un porco, un grande porco, ed io sono una...sono una "troia", è vero che lo sai? Stasera sono stata proprio una troia con Max!»
Ero al limite.
«Se continui così, mi fai…»
«Se... cosa? Se continuo a menartelo, sborri subito, porco? Non resisti e me la farai tutta in mano? Ma come? Sborri senza nemmeno sapere cosa abbiamo fatto io e Max?»
«Fermati, cazzo, così vengo, cazzo, non ce la faccio...»
A questo punto lei mi ha sconvolto.
«No, non sborrare subito, amore! Adesso mi fermo un po' e ti racconto di come questa sera ho fatto la troia con Max e due suoi amici!»
«Cosa? Cosa? Non ti sei fatta scopare solo da lui, ma anche da due suoi amici? Fermati! Non farmi sborrare subito, ma raccontami tutto quello che è successo!»
Lei si è fermata. Me lo ha serrato forte nella mano, stringendo forte anche le palle. Il dolore ha rallentato l’orgasmo.
«Ecco, sono ferma: questo mio cazzetto, perché è mio, vero? Non resiste? È troppo eccitato, poverino! Adesso ti racconto tutto, ma, se sborri prima che ho finito, riceverai una punizione! Chiaro?»
Ero disposto a tutto pur di sapere.
«Dopo l'aperitivo, siamo andati a cena in un piccolo ristorante e, appena entrati, lui mi ha fatto metter seduta ad un tavolo, dove c'erano già altre due persone. Mi ha presentato ai suoi amici, Mario e Bruno, due maschi veramente molto interessanti. Abbiamo cenato simpaticamente ed abbiamo parlato del più e del meno, senza mai toccare l’argomento sesso e, appena finita la cena, siamo andati a casa di Bruno. Appena dentro, Max mi ha stretto a sé e mi ha baciato, poi mi ha spogliato nuda davanti a quelli.
«Ragazzi, lei è Valeria, la troia di cui vi ho parlato. Ha lasciato suo marito a casa per venir qui a scopare con me, ma, poiché voglio farle provare un'emozione molto forte, ho deciso che anche voi due, questa sera, avrete il piacere di riempire i suoi buchi, perché, una volta tornata a casa, quel cornuto di suo marito dovrà provvedere a
ripulire a fondo.»
Al sentire quelle sue parole e ad immaginarla stretta tra tre maschi, mi ha praticamente sconvolto.
«Cazzo, amore, mi fai impazzire...non ce la faccio, cazzo...non resisto!»
«Vuoi che lo faccia schizzare questo tuo cazzetto? Sei sicuro di volerlo? Non ho finito la storia e, perciò, saresti soggetto alla punizione; quindi, dimmi che vuoi che faccia?»
Ho fatto un lungo respiro e le ho chiesto di proseguire il racconto.
«Continua a raccontarmi di come hai fatto la troia, amore…dimmelo… lo voglio sapere!»
«Lo vuoi davvero sapere? Ebbene sì, sono una troia! Sai perché sono una troia? Perché improvvisamente, quando ho sentito le loro mani addosso, non ho capito più nulla e, l'unica cosa che volevo, era godere, cosa che hanno fatto con solerzia, facendomi letteralmente impazzire! Mi hanno portato in camera da letto ed hanno preso a leccarmi in ogni buco, poi mi hanno offerto i loro cazzi da spompinare Hai già potuto constatare che quello di Max è di per sé una gran bella mazza, ma anche quelle degli amici non erano da meno. Anzi, credo che quella di Mario sia stata anche più lunga, di tutte le altre. Me le hanno infilate in gola, senza nessun riguardo e poi hanno cominciato a riempirmi ogni buco: mi scopavano tutti e tre insieme.
Mi hanno chiavato fica e culo in contemporanea, mentre il terzo me lo infilava sempre in bocca. Ho preso a godere in continuazione, senza soluzione di continuità e loro si alternavano nei miei buchi, scambiandosi di posto ogni qualvolta raggiungevo un orgasmo. Mi hanno scopato per più di tre ore di fila. Son venuti tutti e tre per ben due volte, riempiendo ogni mio buco con la loro crema. Ora son piena, farcita come un bignè e, a questo punto devi solo decidere se vuoi che ti faccia venire con una sega, oppure vuoi che mi sieda sul tuo viso e ti permetta di leccare tutto ciò che sgorga dai miei buchi sfondati, mentre io te lo continuerò a segare fin quando non schizzi.»
Ero al collasso!
«Amore, proprio non lo so!»
«Cosa non sai, cazzetto? Deciditi! Che vuoi che faccia?»
Mi ha devastato. Si divertiva ad infierire su di me con sadismo.
«Così sai che... che mi piace...»
«Lo so, porco, che ti piace così…»
Poi ha ripreso ancora a muovere la mano prima giù, poi su, ma molto lentamente.
«Se continui... così… io…»
«Vuoi che mi fermi?»
«Così, cazzo, non... non resisto così, cazzo…»
«Vuoi che mi fermi?»
«Sì, fermati. Dunque lui sa che sono un cornuto e sa anche che scopi con me?»
«Certo che lo sa! Come sapeva che avresti guardato le registrazioni di quando è venuto a scopare a casa nostra. Stasera ho fatto la troia con Max; sono stata la sua puttana, stasera! E lo sai cosa mi ha detto: la prossima volta, viene a casa nostra con i suoi amici e ti farà metter seduto davanti al letto, con le mani legate dietro la schiena, cosicché potrai guardarmi mentre loro mi chiavano, mi scopano come una troia e mi riempiono di sborra in ogni buco.»
Nel sentire le sue parole, ho sborrato all'istante.
«Cazzo! Amore, … sì, sborro! Amore…, cazzo, sborro!»
Sono esploso nella sua mano.
«Sì, porco, vieni! Accidenti, ma quanta ne avevi? Ce l'avevi pieno il cazzetto? Mi hai riempito la mano. Che porco che sei, amore! Un vero porco. Dai, adesso, pulisci i miei buchi!»
Ero sconvolto, ma infinitamente felice.
«Sì, sono un porco e tu sei una fantastica troia, amore, che mi fa impazzire. Dai, lasciami leccare i tuoi buchi!»
Si è seduta sul mio volto ed io son rimasto basito. Aveva culo e fica slargati a dismisura e da essi colava di tutto.
«Quanta ne hai, amore! Che sborrate ti hanno lasciato dentro!»
Ho preso a leccare e pulire assaporando bene quel mix di farciture. Era un sapore molto inebriante e, mentre facevo godere la mia Valeria con la lingua ed assaporavo bene quel cocktail di piaceri, senza rendermene conto, son venuto di nuovo, senza toccarmi, perché, per un attimo, un pensiero ha folgorato la mia mente.
Sarà di sicuro più che bello vedere quei tre maschi sfondare mia moglie e, al solo pensarlo, son venuto di nuovo-
5
0
2 mesi fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa