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La mia prima esperienza con la peretta
questo è il racconto di come è nata questa passione.. particolare....
La mia prima volta
Era l’estate del 1988,
In quel periodo ero fidanzato con una ragazza 22 anni del mio paese da circa un anno, io a quell’epoca avevo 21 anni.
I nostri rapporti in quel periodo si limitavano al petting in particolar modo alla masturbazione. Arrivammo ad un punto del nostro rapporto che cercavamo entrambi qualcosa di diverso.
Difatti un giorno dopo aver fatto sesso, preso l’argomento fantasie sessuali gli chiesi se durante in nostri rapporti poteva tenere in mano la peretta poiché come oggetto mi eccitava da pazzi……lei mi affermò che non ci sarebbero stati dei problemi, l’unica cosa era che non la possedeva,
Cosi eccitati come non mai andammo in farmacia, entro lei (io fuori che mi gustavo la scena) chiese una peretta con cannula bianca numero 12 da circa 450 ml.
In macchina mentre rientravamo a casa dei genitori, con una domanda secca mi chiese
“ Cosa ne dici se la peretta la tenessi in mano…. ma per fartela?”
Ed io “ ma sei sicura?, non saprei!”
Lei “ sai è da quando ero bambina che desidero farla a qualcuno, mi eccitava vedere mia madre somministrare la peretta ai miei fratelli”
Per un paio di settimane non riuscivo a dormire, pensando a tutta la situazione. Manco a farlo apposta si presentavano situazioni certo non favorevoli per mettere il tutto in pratica.
Pochi giorni dopo, i suoi genitori andarono per una visita improvvisa a parenti, quindi lasciarono un biglietto alla mia ragazza con il pranzo pronto.
Non le sembrò vero mi avvisò subito per telefono dicendomi
“Preparati che stasera ti faccio la peretta!“ disse euforica.
Io li impietrito, è vero che da bambino ne avevo subito tante, però per sesso era diverso sentivo una sensazione di paura ed eccitazione.
Verso le 17.00 mi presentai a casa sua, la trovai in minigonna e stivali lunghi con una maglietta trasparente, mi afferrò per mano e mi disse
“dai vieni”
E aggiunse
“sembri terrorizzato, sappi che io vado fino in fondo, anche se tu avessi cambiato idea, oggi ti farò la peretta lo stesso!!”
Io lì senza riuscire a dire niente, e forse niente potevo aggiungere alla bellezza della situazione, la segui in cucina.
Arrivati in cucina lei comincio a mettere su l’acqua per la camomilla, ne mise circa due litri.
Appena calda mise le bustine di camomilla e disse
“adesso aspettiamo che raggiunga la temperatura giusta”.
Difatti appena raggiunta la temperatura giusta prese la peretta esercito una forte pressione togliendo l’aria e la lascio andare in modo di aspirare il liquido, dopo di che punto la cannula in su
fece uscire uno schizzo di liquido per poi riemergere la cannula nella camomilla.
Prese tutto l’occorrente e mi porto in camera già sistemato con
asciugamani e un telo di plastica
sotto, mi fecce spogliare mi mise a pancia in giù e tiro giù le mutande, lei si tolse la maglietta e il reggiseno restando solo con le mutandine e quei fantastici stivali lunghi, sentii finalmente il suo indice che esplorava il buco, praticando un messaggio misto a solletico fino ad infilarlo, subito dopo tolse il dito e appoggio la cannula che con dei strani movimenti riuscì ad inserirla tutta dentro. A questo punto mi disse
“ adesso viene il bello sia per te sia per me!”
Senti il liquido caldo irrompere dentro, dallo specchio dell’armadio vidi lei che premeva con due mani con forza deformando in un’attimo la peretta per poi spremerla fino all’ultima goccia
Lei mugolando dal piacere mi disse
“ e bellissimo sentire lo spruzzo della peretta! “
In questa maniera mi fecce tre perette, l’ultima mista con aria.
“ adesso il liquido lo devi tenere almeno un quarto d’ora! “
Nell’attesa del quarto d’ora prese il mio pene in mano comincio ad andare su e giù e leccandolo con la punta della lingua, dopo un quarto d’ora con quella piacevole tortura, andammo in bagno e cosi mi scaricai con un getto di camomilla impressionante, subito dopo arrivo lei con la peretta e mi disse con tono di comando
“ chinati un po’ in avanti!!”
Infilò la cannula e mi prese il pene in mano, e inizio un giochetto alternando il movimento della mano destra sul pene con i colpetti della sinistra sulla peretta provocando schizzi ripetuti fino a farmi raggiungere un orgasmo sconquassante, in contemporanea con lo svuotamento completo della peretta grazie alla forte pressione esercitata della sinistra.
Finita la peretta ci mettemmo a letto per rilassarci con lei che si fumava una sigaretta, immancabile dopo il rapporto.
Questi giochi ci accompagnarono per sei bellissimi anni.
Gianni
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6 mesi fa
Peretta67,
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Ultima visita: 4 mesi fa
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In italia al lavoro
In Italia storia 1
Storia vera, un po' romanzata, i nomi e i posti sono di fantasia, sarò molto sintetico, ambientato nel 2018
Lavoro in una multinazionale, un giorno in ufficio entrò Marina, sui 40 anni io 10 di più, magra alta, non bellissima ma un bel fisico, poche tette, era una che quando passava la guardavano, era del ufficio amministrazione, la conoscevo solo per qualche chiacchera in mensa ma non avevamo mai avuto rapporti diretti, visto che ero solo iniziò a parlare, prima sulla ditta, del suo ufficio e poi di cose in generale, io non avevo molto lavoro e incominciai a raccontarle storie della nostra ditta facendola ridere, poi mi disse che aveva sentito Lucia, che lavorava nel suo ufficio e che mi salutava, io sorrisi ma non dissi nulla, con Lucia scopavamo anni prima, lei era di un'altra città sposata, veniva nella nostra ditta una settimana al mese, quando veniva scopavamo perché lei stava in un appartamento offerto dalla ditta, poi aveva cambiato lavoro e ditta, non viaggiava più e ci sentivamo solo sporadicamente per gli auguri, tra noi c’era l’accordo di non rivelare mai a nessuno la nostra tresca.
Poi finito l’orario di lavoro andammo verso il parcheggio auto e continuammo a discutere, nel bel mezzo della discussione disse “Io lo so che con Lucia scopavate, me lo ha detto lei, e mi ha detto che con te si è trovata benissimo un ottimo amante, sicuro e fidato” poi aggiunse “certo eravate due ottimi amanti, tutti e due sposati con figli, niente coinvolgimenti, la migliore situazione e per me facevate bene” non stava bleffando, sapeva cose che solo Marina poteva dirgli e poi mi ricordai che erano ottime amiche, risposi “si vero ci siamo divertiti e non ci sentiamo in colpa ”poi aggiunsi subito“ anche io e te potremmo diventare amanti” lei fece una faccia di sorpresa (pensai subito di aver esagerato) ma poi vidi subito che cambiò espressione il che mi fece capire che era questo il suo scopo, non si aspettava di aver raggiunto così presto.
Fece finta di pensarci, poi disse “sì… si può fare” adesso era molto più sicura di se, io rilanciai “niente innamoramenti solo sesso, niente telefonate kilometriche, solo messaggi, voglio la libertà di fare tutto, scopare, pompini, leccate di figa, sborrate, ho avuto anche una frequentazione nel mondo fetish, mi piace, ma solo pratiche soft, tu puoi anche dire di no, per il rapporto anale non lo cerco e non sono ossessivo, per rispetto verso la mia donna lo faccio solo se me lo chiedono, se a te non va non te lo chiederò mai”
Lei ci pensò un po' poi disse “però… la cosa mi piace da morire, sono stanca di fare la brava ragazza, voglio essere anche troia, si voglio che mi insegni anche il fetish di te mi fido, mi piace lo sperma in bocca e fare pompini, io sono una Dracula di sangue bianco, per il rapporto anale mi piace ma ogni tanto e voglio che tu quando lo vuoi fare mi prendi e mi inculi cosi di brutto, anche se urlo, solo così mi piace… io con mio marito abbiamo solo rapporti tradizionali e rari, per questo cerco altro”
Visto che passavano i nostri colleghi dietro di noi, se solo ci avessero sentito, andammo in un locale a prenderci un aperitivo e a festeggiare. La discussione continuò lei disse “siamo anche fortunati, la mia madrina è anziana e sola ed è in una RSA, solo io ho le chiavi di casa sua, ed è una casa singola, è l’ideale… e poi dopo 2 figli ho avuto un problema alle ovaie, sono sterile, puoi anche non usare il preservativo”
Io dissi “ bene, così ci possiamo anche tenere dei vibratori e Sex Toy (grazie alla mia amica di Londra ero diventato un esperto)…come ce l’hai la figa ? pelosa o depilata” lei si mise a ridere “adesso è pelosa, ma stasera mi depilo” io dissi “bene, importante che sia ben curata…stasera quando ti depili mi mandi una foto di come è venuta, ok ?” lei rimase a bocca aperta, poi sorrise maliziosa e disse “va bene… te la mando…cavolo Marina mi aveva detto che eri vulcanico… va bene per la foto…non vedo l’ora che mi chiavi e che mi fai tutto quello che vuoi, cavolo sono già eccitata…”
Io risposi “si …vedi sei troia…ma sei la mia troia” nel parcheggio la limonai, infilai la mano nelle sue mutandine e con l’indice del dito glielo infilai su per la figa, lei si abbandono e gemette, era bagnatissima ma smisi subito perchè ogni tanto passava gente.
Ci mettemmo d’accordo per venerdi, nel pomeriggio, in auto il mio cervello incominciò a frullare idee, pensai a Lucia che non mi aveva detto niente ma sicuramente si erano sentite, pensai che anche se abitava in altra città e se Marina fosse stata d’accordo in futuro potevamo chiamare anche lei, mi eccitai pensando a tutte e due che mi leccavano in cazzo, sì si poteva fare, mi misi l’indice in bocca e assaporai il sapore della figa di Marina.
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6 mesi fa
willywin,
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Ultima visita: 1 settimana fa
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Una scappatella di mia moglie.
Mi chiamo Paolo, ho 38 anni, sono alto 1.80, occhi scuri, capelli neri, spalle larghe, fisico ben modellato. Da 10 anni sono sposato con Ester, una bella donna bionda, di 36 anni, alta quasi quanto me, con un bel corpo dalle curve morbide, ma non grassa. Ha avuto una gravidanza e il suo seno è cresciuto, rimanendo sempre e comunque ben sodo; il suo culetto è diventato ancor più tondo e le sue cosce sono lunghe e ben tornite. Ci conosciamo da quasi una quindicina d'anni, perché frequentavamo lo stesso gruppo di amici e, man mano, abbiamo scoperto di star bene insieme, così, dopo quattro anni di fidanzamento, ci siamo sposati. L'arrivo di Lucilla, nostra figlia, ha cementato ancor più la nostra unione, che già poteva contare su una intrigante complicità di coppia. Ester, a letto, è una vera bomba erotica, le piace tutto del sesso, bravissima nell’orale ed anche nell’anale. Quando ci siamo conosciuti, lei aveva avuto solo qualche amorazzo di poco conto e solo un vero fidanzato che, per due anni che era durata la loro storia, le aveva insegnato diverse cose sul sesso, ma, soprattutto, l'aveva iniziata ai piaceri del sesso anale, anche perché lei aveva voluto mantenersi vergine. Durante gli anni del fidanzamento, e fino al periodo della gravidanza, Ester ha sempre accettato che la fantasia facesse parte dei nostri giochi erotici. In più di un'occasione, abbiamo fantasticato di possibili avventure, sia di lei con un altro, sia di me con un'altra donna, ma, come spesso accade, queste fantasie restavano relegate al solo momento, senza venir mai fuori dalle pareti domestiche. Sono un tecnico informatico che lavora per un'azienda che si occupa di sicurezza. Le banche sono le nostre migliori clienti e per esse elaboriamo sofisticati sistemi informatici; poiché sono considerato abbastanza esperto, quest'anno, per una serie di circostanze ed all'ultimo minuto, ho dovuto rinunciare alle ferie, perché di tre colleghi addetti a questo settore, uno ha avuto un grave incidente e l'altro ha raggiunto l'anzianità per la pensione. Per non compromettere le ferie di mia moglie, lei ha raggiunto, insieme a nostra figlia, sua sorella, che ha affittato una villa con piscina, insieme alla cugina di suo marito ed ai suoi suoceri, in una splendida isola del Tirreno. Le ho accompagnate al traghetto e, dopo aver salutato mia moglie, ho fatto qualche battuta con lei.
«Meravigliosa creatura! Sono consapevole che sei una gran bella donna, che viaggia da sola con una bambina e, quindi, di certo sarai oggetto delle attenzioni di tanti maschi, quindi, ti prego, nel caso tu volessi cedere alla tentazione, ti chiedo solo di esser onesta con me e di raccontarmi ogni cosa.»
Dopo un attimo di stupore, mi ha dato un piccolo pugno sul petto e subito ha messo in chiaro le cose.
«Calmati, maschione! Non ho intenzione di cedere a nessuna tentazione, perché vado in vacanza con mia sorella, i suoi suoceri e mia figlia, mentre tu resti a casa da solo, quindi fa bene attenzione, perché, se mi accorgo che qualche cagnetta è venuta a rosicchiare il mio osso, quando torno te lo taglio!»
Ci siamo messi a ridere e poi ho atteso che la nave partisse prima di tornare in città. La sera ci siamo sentiti a telefono. Mi ha subito raccontato che sono tutti impazziti per Lucilla e che la coccolano e ci giocano, così lei è libera di rilassarsi a bordo piscina.
Le ho detto che mi mancava.
«Lo sai amore che mi manchi? Dimmi, come sono i suoceri di tua sorella? Non me li ricordo bene. Inoltre, la mia dolce mogliettina ha ricevuto qualche complimento per il suo nuovo costume da bagno? Non credo che un bikini di classe, che mette in mostra gambe e culo, possa passare inosservato.»
Lei si è messa a ridere.
«Mi hanno dato tutti una buona occhiata, ma è tutto finito lì e ti assicuro che è meglio così! Forse il mio costume è un po’ troppo audace per il contesto nel quale mi trovo.»
Due sere dopo, mi ha raccontato che, durante il giorno, alcuni amici di Alessia, sua cugina, una splendida ragazza di 24 anni, erano venuti a casa ed era stata riempita di complimenti da un ragazzo, Andrea, di appena 25 anni che, a quanto pare, le aveva dichiarato che, per essere una signora, era molto sexy, in special modo con il bikini nuovo. Eccitato, le ho chiesto di esibirsi un po' di più.
«Dai, giocaci un po'! In fondo che hai da perdere? Sei sempre tu a fermare il gioco, se non ti va!»
Lei mi ha rimproverato.
«Ma ti vuoi dare una calmata? Sono in vacanza con persone che non conosco e non mi metto a fare cazzate, solo per farti eccitare. Fatti una bella doccia gelata, che è meglio!»
Ero convinto che tutto sarebbe finito così. Due sere dopo, mi ha raccontato che Andrea era stato in piscina con lei la sera prima, durante una festa. Lui le si era avvicinato da dietro in acqua e le ha aveva messo le mani ai fianchi, così per farle uno scherzo.
Era rimasta quanto mai sorpresa, anche perché era piuttosto alticcia, quasi ubbriaca, quindi non gli ha allontanato le mani. Lui doveva aver interpretato quel comportamento come un invito ed ha allungato una mano sul suo inguine, prendendo a massaggiarlo. Lei lo ha lasciato fare per un paio di secondi, poi, di colpo, ha realizzato quello che stava facendo e subito si è allontanata da quell'approccio, così esplicito.
«Mi dispiace che sia successo. Ero un po’ stordita dai troppi bicchieri di prosecco bevuti, ma ti assicuro che è stato solo un approccio innocuo, che non si ripeterà più!»
Forse perché ero troppo eccitato e mi mancava, la esortai a divertirsi con lui, senza lasciarsi coinvolgere molto. Ebbi anche a chiederle che aspetto avesse Andrea.
«È un bel ragazzo, alto, prestante, biondo, occhi chiari, un bel fisico, con l’aria di uno che sa di piacere. Ha un bel pettorale, grandi braccia ed un sorriso magnetico.»
«Allora, dai, divertiti a stuzzicarlo! Dai, fammi sognare!»
Lei ha riso di me e mi ha ripetuto di darmi una calmata, tanto non sarebbe successo nulla! La sera dopo, nel giorno prima del rientro a casa, mi ha chiamato sul tardi. Mi ha comunicato l’orario di arrivo del traghetto, ma ho percepito che aveva un tono di voce sommesso, quasi preoccupato.
«Ester, c’è qualche cosa che non va? Ti sento preoccupata. Dimmi, che è successo? Lucilla sta bene?»
Lei ha fatto un profondo respiro e poi mi ha risposto.
«Sì, la piccola sta benissimo: sono io che non sto bene.»
Le ho chiesto cosa l’affliggeva e lei non mi ha risposto subito.
«Sto bene, ma dovremmo parlare io e te da soli, guardandoci negli occhi.»
Ho insistito, ma lei non ha aggiunto altro.
«È una cosa che ci riguarda, ma non solo noi: anche Andrea. Ma ne voglio parlare a voce con te.»
Son rimasto in silenzio ed il cazzo mi è esploso negli slip. Ho fatto mille supposizioni, ma nessuna era certa e quindi ero sconvolto, ma anche molto eccitato. Il giorno dopo, l’ho aspettata al traghetto e, appena scesa, mi ha baciato. Era un po’ preoccupata, ma io l’ho rasserenata.
«Sta calma: non ci sono problemi, ok? Poi ne parleremo con calma tra di noi.»
Ha abbozzato un mezzo sorriso e poi siamo andati a casa. La sera, nel nostro letto, mi ha raccontato tutto.
«Ieri mattina, mia sorella ha portato Lucilla ed i suoi figli, al parco giochi, poi a pranzo da McDonald’s e mi ha invitato a rilassarmi, di godermi al massimo l’ultimo giorno di vacanza. Andrea era a casa con sua cugina ed è andato a fare una nuotata. Sua cugina è dovuta uscire per una commissione non sapendo che io era ancora in casa, ancora a letto: era convinta che fossi con i piccoli e mia sorella, quindi, a casa, eravamo rimasti soli, io e Andrea. Quando mi son alzata, ho trovato Andrea in bagno, che si stava cambiando. Non sapeva che fossi lì e, quando sono entrata, l’ho sorpreso nudo, mentre si asciugava.»
L’ho guardata e mi ha fatto un mezzo sorriso. Ero piuttosto eccitato e un po’ ansioso allo stesso tempo.
«Vai avanti, continua.»
«Ho visto bene Andrea e son rimasta piuttosto sorpresa dal suo cazzo alquanto grosso e dalle palle pelose. Quando mi ha visto, ha sorriso.
“Buongiorno, bella signora!”
«Io son rimasta immobile a fissare il suo cazzo. Ho visto che aveva preso ad aumentare di volume, crescere e crescere: era molto grosso. Lui mi si è avvicinato, mentre io ero immobile, stregata da quel membro cosi grosso: il doppio del tuo! Mi ha preso una mano e l’ha messa alla base dell’asta e io, come uno zombie, ho preso ad accarezzarla, su e giù. Lui ha emesso un sospiro profondo e si è appoggiato al lavandino. Poi ha sollevato le mani e le ha messe sulle mie spalle, spingendomi giù ed inginocchiarmi, cosa che ho fatto senza esitazione. Ho preso il suo grosso cazzo in bocca e l'ho succhiato, facendolo gemere di piacere.
“Oooohh, sì, finalmente! È da quando ti ho visto che ho desiderato sentir le tue labbra sul mio cazzo! Dai, bella signora, fammi sentire come succhia una bella milf come te!”
«Ero stregata, inebetita da quella mazza che, a mala pena, riuscivo ad accogliere in bocca! Era enorme! Ho abbassato ancora un po’ la testa e gli ho succhiato le grosse palle pelose. Erano gonfie e piene di crema, la mia fica era un lago: credo di esser venuta senza toccarmi!»
“Sì, brava, così si lecca un cazzo! La sentivo che eri un'esperta! Mi fa impazzire sentirmi leccare le palle!”
«Dopo un po', mi ha sollevato e ha iniziato prima a baciarmi forte, poi, toltami la maglietta ed i pantaloncini del pigiama, è stato lì ad ammirarmi per qualche secondo.»
“Che gran fica! Sei davvero una bella topa! Accidenti quanto sei soda e sensuale! Ti voglio!”
«Subito dopo si è avventato sui miei capezzoli, già appuntiti e duri.»
Eravamo distesi ed ho notato che mia moglie, mentre parlava, si era eccitata mentre raccontava la sua avventura. Le ho chiesto di continuare, lei mi ha guardato con uno sguardo languido e poi...
«Dopo il seno, è sceso giù prima sull’ombelico, sempre continuando a massaggiarmi i seni. Poi è sceso ed ha trovato il mio "cespuglio d'oro", così l’ha definito.»
“Bellissima! La tua fica, ricoperta da questo magnifico vello biondo, rende l'idea di un vero e proprio "cespuglio d'oro"! Me la voglio divorare tutta!”
«Mi ha fatto appoggiare al mobile del bagno e si è dedicato al mio clitoride, che, come sai, sporge quando sono eccitata ed io, in quel momento, ero al massimo dell'eccitazione! Mi ha leccato e son venuta quasi subito.
«Sì, dai, continua! Mi fai impazzire! Dai che … dai che …che vengo! Vengo! Non ti fermare!»
«Ero sconvolta! Eccitata e non capivo più nulla, volevo solo godere! Lui però ha continuato a leccarmi, fin quando non son venuta due volte e si è gustato tutto il mio nettare; poi mi ha fatto adagiare distesa sul pavimento, si è allungato su di me e me lo ha messo dentro con una sola spinta, decisa e vigorosa. L’ho sentito entrare tutto in maniera tale da dilatarmi e riempirmi di colpo.»
“Senti, bella troia, come ti sfondo? Sei il mio sogno! Era da tempo volevo scoparmi una signora, una come te che il cazzo se lo sa godere.”
«Ha portato le mani sotto di me, mi ha afferrato e stretto per le natiche e mi ha dato un bacio molto passionale! Lo sentivo scatenato e molto vigoroso nello scoparmi. Ho avuto due orgasmi molto ravvicinati e, quando anche lui è giunto al culmine, nell'accorgermene, gli ho chiesto di non sborrarmi dentro.
«Esci! Non venirmi dentro! Schizzami in bocca o dove vuoi, ma non dentro!»
Lui mi ha guardato un po’ stupito, ma poi è uscito ed io mi sono sollevata: in quel momento lui mi ha ricoperto viso e seno di sborra.
“Tieni, bella troia! Prendi la mia crema in faccia, puttana!”
«Mi ha fissato mentre mi copriva di sborra con un sorriso davvero compiaciuto.»
“Grazie per aver realizzato una delle mie più belle fantasie: scopare una donna madre e moglie, sexy come te!”
«Io ho allungato una mano ed ho spremuto il suo cazzo, fin quando non è uscita anche l’ultima goccia, poi mi son alzata e mi son infilata nella doccia. Lui è rimasto un attimo a guardarmi, poi è entrato nella doccia con me. Ha iniziato ad insaponarmi e questo mi ha eccitato di nuovo, ma anche lui era tornato duro.»
“Scusami, ti ho trattato da troia, ma non lo sei! Sei una bella donna ed io un cretino. Credevo che, sembrando un duro, mi sarei divertito di più, invece avrei dovuto trattarti con più dolcezza!”
«Tutta un’altra persona! Di una dolcezza unica! Ero stupita ed eccitata da questa nuova situazione al punto che, senza pensarci su due volte, ho afferrato il suo cazzo durissimo e me lo son messo di nuovo dentro, lasciandomi scopare nella doccia, come se quanto appena successo non fosse mai esistito. Mi ha fatto godere ancora per due volte, poi si è sfilato ed io mi son inginocchiata e gli ho fatto dono di un pompino strepitoso; questa volta, però, ho deciso di ingoiare il suo sperma fino all’ultima goccia. Era abbastanza buono, leggermente salato, ma buono.
«Adesso vattene. Non voglio che qualcuno scopra tutto questo e spero che sarai un galantuomo, senza far parola con nessuno!»
Lui mi ha sorriso e dato un bacio.
“Sta tranquilla, saprò esser assolutamente discreto! Ti ammiro come donna e come madre e non metterò mai a repentaglio la tua reputazione! Per me la cosa finisce qui! In futuro, se ti incontro di nuovo, non farò nulla che possa metterti in imbarazzo! Grazie, sei stata meravigliosa, esattamente come immaginavo!”
«Subito dopo se n’è andato ed io sono scesa in piscina, dove circa una decina di minuti dopo, mi ha trovato Alessia.
«Ciao, hai visto Andrea?»
Son rimasta per un attimo stupita e l’ho guardata; le ho detto di non aver visto Andrea e di non saper nemmeno che fosse in casa. Lei si è messa in costume e siamo rimaste tutta la giornata insieme, a prendere il sole. Mia sorella è tornata nel pomeriggio ed i bimbi erano contenti ed emozionati per esser stati al parco giochi. Andrea è ricomparso a sera; a cena si è comportato con me come se nulla fosse successo. Sono dispiaciuta di essermi lasciata andare con quel giovane, perché non vi era motivo: oggi sarei tornata e tu mi avresti fatto godere come sempre, del resto. Mi dispiace amore, ma la tua dolce mogliettina non ha saputo resistere al desiderio ed alla voglia di farsi scopare, dopo solo due settimane di astinenza. C'è una cosa però che devi sapere: lui non mi è venuto dentro ed io, in questi giorni, sono nel periodo di massima fertilità e spero di non esser rimasta incinta. È una cosa a cui ho pensato dopo, a mente fredda, e non so come gestirla. Adesso ho il timore che potrei esser incinta di lui. Lo so che è una remota possibilità, ma non è da escludere.»
L'ho guardata dritto negli occhi, poi le ho dato un bacio e l'ho tranquillizzata.
«A lui hai detto solo di non venir dentro, però non gli hai precisato che non eri protetta, giusto?»
Mia moglie annuisce e allora io continuo.
«Se sei rimasta incinta, sarà un nostro segreto, altrimenti andremo avanti come sempre abbiamo fatto. Voglio solo sapere una cosa: ti è piaciuto? Hai goduto molto con lui?»
Ester mi guarda in faccia, sorride ed annuisce, poi mi bacia e allora anch'io l'ho baciata, l'ho abbracciata, sono salito su di lei e l'ho trovata completamente bagnata. L'ho penetrata fino in fondo ed ho cominciato a sbatterla, facendola godere molto e, alla fine, le son venuto dentro! Lei è rimasta un attimo sorpresa quando ha sentito che mi svuotavo dentro di lei, poi mi ha abbracciato e baciato con le lacrime agli occhi. Stranamente non è rimasta incinta ed abbiamo ripreso la nostra vita di tutti i giorni, anche se, ogni tanto, la sera, mentre facciamo sesso, il nome di Andrea compare nelle nostre fantasie.
Non lo abbiamo più rivisto e, dopo quella volta, mia moglie non ha più voluto vivere nessun’altra esperienza come quella, adducendo a pretesto che non usava precauzioni, ma, da tre mesi, ormai prende la pillola. Chissà che non mi faccia provare di nuovo il piacere di sentirmi fatto "cornuto"
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6 mesi fa
baxi18,
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Ultima visita: 2 settimane fa
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Fior di loto.
Sono Roberto, autista di bus da noleggio da diversi anni. La storia che voglio raccontare è successa circa tre anni fa. Il mio lavoro mi piace perché mi porta in giro per l’Europa, con turisti di tutto il mondo; in genere la guida ti dice dove devi andare, mentre tu devi solo esser concentrato a guidare il bus. Le guide, in genere, sono donne, ma anche tra i passeggeri a volte c’è qualche fica in caccia, quindi di avventure ne capitano spesso e molte, ma la volta in cui conobbi Yoko fu tutta particolare. Il mio capo mi dice: domani carichi a Roma dei turisti giapponesi; andrai in Toscana, Umbria e Venezia. Mi affida il programma e via. Il giorno dopo, all’aeroporto di Fiumicino, carico cinquanta piccoli giapponesi e la loro guida, Yoko, una fighetta molto carina. Mi prende in disparte e mi chiede se conosco i posti dove andremo: è la prima volta che viene in Italia. Parla quasi bene la lingua, ma vuole far bella figura e chiede il mio aiuto. Mi diventa subito simpatica e decido di star dalla sua parte. Mi fa morire dal ridere quando mi chiama "Lobelto", l’erre, per lei. non esiste. Si scusa facendo inchini, tutti ti salutano sempre con l’inchino. Il resto del gruppo è composto per lo più da persone anziane, molto educate e tranquille, tranne quando siamo in viaggio. Scattano foto a tutto e due tipette mostrano di interessarsi un po’ a me, ma la presenza continua di Yoko non lascia molto spazio. Il viaggio è tranquillo: da Roma andiamo in Toscana, risalendo la penisola passiamo prima per Tarquinia. Qui Yoko dimostra tutta la sua preparazione teorica, tanta, ma anche la scarsa conoscenza pratica. In questo sono io a venirle incontro, lei fa una bella figura ed io guadagno “punti.” Poi procediamo in su, verso Viterbo: altri punti per me. Mi piace, è molto simpatica e assolutamente inesperta di trasporti turistici italiani, ma fa di tutto per imparare e per questo non propone nulla se prima non mi ha consultato. Pranzo sul lago di Bolsena e via verso il nostro albergo a Chianciano. Lì sarà la base da cui ci muoveremo nei prossimi giorni. Arrivati quasi a sera, per le innumerevoli soste per scattare le solite mille foto al secondo, ci ritroviamo per la cena. Tutti mangiano, poi vogliono girare per la cittadina, nonostante siano stanchi per il viaggio. Io consiglio a lei serata libera: domani avremo molto da girare e vedere. Le chiedo, poi, se vuol vedere un posto speciale che io conosco lì. Lei mi guarda con aria incuriosita, accetta. Le chiedo di mettersi una comoda tuta e prendere costume e accappatoio, che la porto a far il bagno in un posto che pochi conoscono. Poco dopo torna e andiamo. Percorriamo circa dieci minuti di strada a piedi, e ci inoltriamo dentro una stradina di campagna.
Dopo esser discesi lungo un viottolo, ci troviamo sotto una rupe. Dalla roccia, a metà costone, sgorga un piccolo rivolo d’acqua calda, sotto c’è un laghetto che di notte, con la luna piena, è di una bellezza da mozzare il fiato. Ci spogliamo e, solo allora, mi comunica di non aver il costume; io la guardo e dico:
«Non fa nulla, siamo solo io, te e due coppie immerse nel lago. È notte, chi ti vede? Hai l’intimo? Lascia quello, se proprio vuoi.»
Ci spogliamo ed entriamo in acqua, la temperatura è perfetta, né troppo calda, né fredda. Si rilassa, mi viene vicino e mi sussurra.
«Lobelto è stupendo, mi piace tanto; mi licolda un posto vicino casa mia a Osaka. Glazie, mi ci voleva ploplio.»
Ne rido, mi fa morire ed intenerire. Le sto molto vicino permettendo che i nostri corpi si tocchino. Quando penso che sia il momento di provare un qualche approccio, vengo disturbato dal passaggio delle due coppie, che salutano e se ne vanno. Allora gioco la carta "cascata". La conduco più avanti, fino al costone roccioso, passando dietro l’acqua, c’è un punto dove la roccia ha una rientranza e forma una specie di grotta, proprio dietro il flusso dell’acqua, che, vista da dietro, con la luna piena in controluce, produce un effetto magico. Lei si tiene vicino a me, la magia del posto, la voglia reciproca di toccarsi, il desiderio. Me la ritrovo fra le braccia. Le nostre bocche si uniscono in un bacio dolcissimo, ma appassionato, che non lascia dubbi. Le mie mani iniziano ad esplorare il suo corpo. I suoi seni sono piccoli, ma molto sodi, duri, i microscopici capezzoli attirano la mia attenzione. Le tolgo l’intimo, è nuda, mi appoggio ad una roccia piatta dietro di me. Attiro il suo corpo su di me, che, in proporzione, è il doppio del suo. Mi fa morire. Le sue mani mi esplorano dappertutto. La sua bocca è inarrestabile, mi bacia e succhia, le mie mani arrivano al suo sesso. La sua fica è ricoperta da un pelo liscio, stupendo, le insinuo un dito dentro, è strettissima, lei intanto ha scoperto il mio cazzo.
«Ma è … ma è enolme!»
Esclama stupita.
Veramente, non che io sia un super dotato, ma ho comunque quasi una ventina di centimetri ed una discreta circonferenza, ma a lei è sembrato enorme.
«Non ho mai fatto l’amole con un uomo eulopeo. I giapponesi son più piccoli.»
Parla con voce rotta dall’emozione. Io intanto ho cominciato a toccarla e la voglia prende il sopravvento. Lei si comincia a scaldare.
«Sì… sì… uhumummmmmm...»
La sento eccitata. Mi accarezza il cazzo che, nel frattempo, è diventato veramente grosso e duro. Mi sollevo dall’acqua e le permetto di prenderlo in bocca. Lo guarda estasiata. Si mette a leccarlo, non riesce ad inserirlo in bocca: è troppo per lei. La faccio alzare, le sollevo le cosce, mi abbasso e inizio a passar la lingua su quel pelo liscio e morbido; insinuo la lingua dentro, e sento che comincia a gemere di piacere.
«Sì … Lobelto …SI'…huummmm…»
Vado avanti fino a quando, di colpo, si irrigidisce e mi regala un primo stupendo orgasmo: viene scuotendosi tutta.
«Godo!... Lobelto… Mi fai molile (あなたは私を死なせます= Mi fai morire)
Poi pronuncia alcune parole nella sua incomprensibile lingua, ma credo fossero dovute al piacere che provava. Mi sollevo, mi giro, mi metto con la roccia alle spalle, la faccio salire sopra me. Lei si posiziona sopra il mio cazzo, ed io inizio a strusciarlo lungo lo spacco della sua fica; lei esita, ma è eccitatissima.
«Ti plego: fa piano.»
Delicatamente inizio a far entrare il mio cazzo, lei si apre al massimo. Non è vergine, ma comunque entro lentamente. Sento le pareti della fica aderire perfettamente al mio cazzo. È stretta, sembra un guanto. Apre la bocca, la vedo quasi urlare, mi muovo molto lentamente, mi rendo conto che per lei non deve esser facile. Anche per me era la prima volta che mi scopavo una giapponese e cercavo di esser più dolce possibile. Lei mi guarda, sento il mio cazzo arrivare in fondo. Ne rimane fuori circa meno della metà. Resto fermo, voglio che adegui la sua vagina alla mia presenza; mi guarda, mi fa cenno d’assenso con la testa; allora esco e rientro in lei.
«Sì…Piano … sì…mi piace sì…dai…»
Incomincio a pomparla di gusto, è strettissima. Il mio cazzo resta mezzo fuori, se spingo oltre, sento il fondo della sua fica. Quando lo faccio, lei ha una smorfia di dolore. Mi metto più basso, lascio a lei la possibilità di metter i piedi per terra, così potrà calibrare la penetrazione a suo piacimento. Lei intuisce e incomincia uno stupendo su e giù. Viene a ripetizione e, dopo l’ennesimo orgasmo, si distende sfinita sul mio corpo, avvicina la sua bocca alla mia. Mi parla con un filo di voce.
«Lobelto, mi fai molile!»
La guardo e le rispondo con un sorriso.
«Veramente io non ho ancora cominciato!»
Mi guarda stupita: la giro, la metto di nuovo sulla roccia e comincio a pomparla con un ritmo più accelerato. Gode urlando e il rumore dell’acqua copre i suoni; infine le scarico dentro una sborrata interminabile. Lei, per il piacere mi conficca le unghie nella schiena, mi bacia con passione. La sua lingua cerca la mia e restiamo abbracciati dentro l’acqua per un tempo interminabile. Una volta usciti, siam tornati in albergo che era tardissimo: il giorno dopo, lei mi ha parlato in disparte.
«Glazie, ho plovato con te quello che vuol dile fale l’amole. Spelo che nei giolni a venile, vollai ancola il mio colpo.»
Non potevo desiderare amante più calda, appassionata e vogliosa di lei. La scopai tutte le sere e, prima di partire, volle che la prendessi anche nel culo. L’ho rivista due anni dopo; mi buttò le braccia al collo e mi stampò un bacio in bocca, davanti a tutto il gruppo.
«Lobelto, mi falai molile ancola?»
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baxi18,
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La metamorfosi di Eva (capitolo 4)
Alla fine ha aperto la porta, Eva era un po' affannata ma era tutto era apposto, la cena si è svolta regolarmente ed io ho ringraziato per la pazienza dimostrata per il mio ritardo.Durante la cena, sguardi a parte ci fu, oltre il loro toccarsi con le gambe una richiesta insolita da parte di Rex;-“ perché non ci scambiamo i numeri di cellulare, così avremo modo di contattarci direttamente per ogni evenienza?”Io certamente non ne sentivo la necessità, ma capivo la loro esigenza, ormai Eva, schiava più dei suoi desideri che del suo cazzo ha condiviso subito questa idea, ovviamente ho aderito fingendo di capire che questa cosa, un domai si sarebbe potuta rendere utile.Così è stato, ora sapevo che i due amanti avrebbero potuto contattarsi in privato senza passare dal mio controllo, ed è per questo che la mattina successiva fingendo un gusto al mio cellulare mi sono fatto prestare quello di Eva.La cosa è passata quasi inosservata da lei, senza pensare che avrei potuto farci installare una app nascosta per poterla spiare senza che venisse notato niente.“Il guasto al mio cellulare è stato una cosa da poco” così ho detto a lei appena gliel’ho restituito con un grazie e dicendo;-“ ora tesoro sono più tranquillo, sapendo che puoi contattarmi per eventuali bisogni.La mia tranquillità era data soprattutto dal fatto che ora ora ogni volta che lei riceveva una comunicazione od un messaggio avrei potuto ascoltare o leggere tutto quanto. Così sono andato a lavoro che lei stava ancora a letto.È passata solo un ora che ecco la prima telefonata che Eva riceve dal suo nuovo toro da montae.... R:-“ pronto, Eva?”E:-“Si pronto, sono ancora a letto e stavo proprio pensando ad ieri sera.”R:-“ si guarda, sono stato tutta la notte con il cazzo ritto, ho dovuto due seghe per potermi calmare, l’arrivo di tuo marito a in quel momento proprio non ci voleva.”E:-“ ti capisco benissimo, per voi uomini......”R:-“ dovrai rimediare a questa TUA MANCANZA quanto prima”E:-“ certo lo so, non avrei voluto questo, ma come potevo fare?”R:-“ da oggi questo problema non ci sarà più, quando tuo marito sarà a lavoro ci penserò io a a soddisfarti.”E:-“ non vedo l’ora, dopo aver vissuto quella esperienza non faccio altro che pensarti”.La conversazione sta pendendo un piega diversa e....R:-“più che altro penserai al mio cazzo, viste le dimensioni !”Un po’ di silenzio da parte di Eva, difficile per lei negare spudoratamente quanto detto da lui e portare il discorso su una sua ipocrita posizione di amore e affetto sarebbe stato impossibile.E:-“ e va bene, lo ammetto, inutile dire bugie, hai un bel cazzo e non vedo l’ora di provarlo!”R:-“ mettiamo subito le cose in chiaro, sono io, anzi..... è il mio cazzo che non vede l’ora di riempirti, te l’avevo detto, tu dipenderai solo dal desiderio che avrò di usarti per soddisfare Il mio cazzo”.Dura, semplice e palese verità. Il silenzio di Eva diventa lunghissimo, sicuramente starà facendo un sacco di congetture e sento da parte sua la decisione più saggia, sta prendendo tempo.E:-“ scusa ma stanno suonando alla porta devo lasciarti ciao ciao”Così chiude la conversazione, ma deve fare in fretta, deve prendere delle decisioni importantissime perché lui sicuramente tra poco la richiamerà per affermare il suo totale dominio e lei dovrà o dire no grazie o assoggettarsi supinamente ai suoi voleri.Passano ancora una quindicina di minuti e lui si fa nuovamente sentire, ormai era una lotta tra due persone che pur desiderando la solita cosa avrebbero assunto ruoli opposti, le condizioni le aveva dettate lui e, in una guerra vengono dettate sempre dal vincitore e lui si riteneva “a ragion veduta” già tale.Il telefono suonava a vuoto, ad Eva occorreva ancora più tempo per decidere, era chiaro!!Da essere comandante ad essere retrocessa a schiava. Intanto il telefono ha smesso di suonare.Mi immagino Eva immersa nei suoi pensieri, non perché non sapesse come sarebbe andata a finire, ma solo perché si era resa conto che il suo desiderio di avere un cazzo grosso a disposizione l’avrebbe penalizzata in molte altre cose, ma il cazzo grosso è il cazzo grosso, lo voleva ed è così che questa volta è stata lei a chiamarlo.E:-“ciao, mi devi scusare, ma era arrivata una mia amica e cacciarla mi sarebbe dispiaciuto. Tra un discorso ed un altro ho avuto modo di riflettere sulle tue esigenze ed ho capito che desidero avete questa esperienza!”R:-“ bene bene, speravo proprio in questo, perché vedi..... io non intendo avere rapporti sentimentali, ma solo carnali, tu mi piaci e non vedo l’ora che tu ti faccia scopare”.E:-“ va bene, se le cose stanno così dimmi te quando desideri venire a fare l’amore.”R:-“non pensare che dicendo “a fare l’amore” cambi qualcosa, tu sarai il giocattolo sessuale del mio cazzo e sarai la mia troia, da te vorrò tutto e non tollero un tuo rifiuto”.E:-“si, va bene, ma se una volta mi sentirò poco bene potrai capire?”.R:-“ si si, come vuoi ma io domani mattina vengo e ti voglio scopare, anzi.... fatti trovare a letto pronta all’uso, organizzati che non uso il preservativo, se non desideri sentire dolore procurati del lubrificante, ti scoperò a pelle”.E:-“ per quello non devi preoccuparti, prendo la pillola, mio marito esce di casa alle otto generalmente, se arrivi alle nove saremo sicuri!”.Ormai tutto procedeva come previsto, sono rimasto un po’ sorpreso per la sottomissione dimostrata da Eva, non me lo sarei immaginato.Tornato a casa ho trovato lei come se niente fosse successo, vestita in modo normale, nessuna attenzione, niente cenetta intima, il mio approccio per delle coccole non ha avuto nessun seguito, forse era già proiettata a quello che avrebbe fatto la mattina successiva.La cosa che mi ha sorpreso è stata una telefonata fatta da Rex e...R:-“ ciao, come va””?”Io;-“ mah, credimi, sempre più incasinato, dovrò iniziare a fare straordinari”.R:-“ dai dai, vedrai che passerà questo periodo. Ma ti ho chiamato per complimentarmi per la cenetta di ieri sera, ma soprattutto per complimentarmi per tua moglie, una donna veramente brava in tutti i sensi, una moglie come la tua la vorrei anch’io!!! Ma Eva come sta, cosa dice”Io:-“ vero, ti auguro di trovare la persona giusta, così potremo contraccambiaci le visite per delle cenette, Eva sta bene, ha detto di salutarti e che vorremmo nuovamente di incontrarti. Ma scusami, devo chiudere ho da fare, ciao a presto.”Ero già a guardare le tv mentre Eva stava riordinando le ultime cose in cucina e ragionavo tra me e me e mi ripetevo, vero..... una mogliettina come la mia sicuramente è speciale, ma sarà più speciale per te che ne trarrai i benefici senza gli oneri.Eva era stanca ed ha preferito andare a letto, dopo poco l’ho seguita, l’ho abbracciata a cucchiaio e pensa e ripensa, anche senza volerlo mi è venuta una bella erezione, ovviamente in quella posizione Eva ha sentito e:-“ voglio provare a tenerti un po’ a digiuno, non ti dispiace vero tesoro?”Io:-“ ma che discorsi fai, a parte non t’ho chiesto di fare l’amore ma se proprio pensi che mi faccia bene questo si fa così.”E:-“ si amore, ultimamente lo abbiamo fatto troppo spesso, occorre un po’ di relax, buona notte!”Ormai la troia aspettava l’indomani mattina per perderne uno molto più grosso e:-“notte amore” un bacetto su una spalla ed ho spento la luce.La mattina come sempre mi sono alzato, come sempre l’ho lasciata a letto, l’ho salutata e appena pronto sono uscito per andare a lavorare.Ho voluto vedere subito però cosa stava facendo lei sicuramente non sarebbe rimasta a letto aspettando lui, infatti.... la cam del corridoio mi ha fatto vedere lei molto agitata andare in bagno, tornate in camera, li in tutta fretta ha riordinato tutto, ha indossato una camicia da notte in seta a fiocco, a righe verticali, molto sexy, cortissima che da metà chiappe in giù lasciava tutto a vista.Ma è arrivato lui a suonare il campanello, lei...correndo in punta di piedi, nudi, è andata ad aprirgli, dopo saluti quasi formali lei per farsi notare ha fatto una giravolta veloce su se stessa facendo alzare ulteriormente la sottoveste mettendo il suo culo in completa visuale e lui...R:-“si, bel culo, sarà una conquista per il tuo nuovo cazzo, lo diceva mentre si abbassava pantaloni e mutande, una volta fuori quella bestia lo ha impugnato con una mano e rivolgendosi a lei, vieni troia, vieni ad adorare il tuo padrone prima che ti sodomizzi.”Nonostante lui fosse stato chiaro Eva pensava di avere a che fare con uno come me, accondiscendete e remissivo ai suoi voleri, non si era resa conto che non sarebbe più stato così, quasi quasi ero contento di vedergli rompere quel suo bel culo.Eva alla richiesta di Rex ha subito ubbidito, le è andata vicina inginocchiandosi davanti a lui, glielo ha preso con entrambe le mani ed ha iniziato a baciarlo sulla cappella e luiR:-“ dai troia, niente vezzi, questo ha bisogno di carne, magari anche da sfondare, non sarai mica vergine di culo?”Guardandolo dal basso verso l’alto tenendo ancora quel cazzo con entrambe le mani,E:-“ dai non scherzare, a mio marito non glielo ho mai dato! Non posso darlo a te ora e..... poi ...... mica vorrai veramente rompermi il culo?”R:-“ dai alzati e andiamo in camera, iniziamo l’allenamento.”Lei si è alzata, con aria sgomenta, lasciando anche la presa al cazzo, non era più tanto esuberante, ma aveva un’aria preoccupata, stava in silenzio, ma lui ormai sicuro di se l’ha presa per un braccio e tirandola per darle una spinta in avanti perché facesse strada l’ha costretta a sopravanzare.Mentre lei ormai assorta nelle sue preoccupazioni pensava a come fare, lui con decisione gli ha rifilato uno sculaccione a tutta forza su quelle nude chiappe facendole fare un grido di dolore e......R:-“ andiamo troietta vedrai dopo un po’ di rodaggio lo adorerai, dite tutte così, poi desiderate solo essere inculate. Ma soprattutto lo sapevi, te lo avevo detto, io sono il tuo padrone e ti aprirò tutti gli orifizi, iniziando da quello più piacevole.E:-“ ma no, non sarà così, detto con aria perentoria”Mollandogli un secondo sculaccione con ancora più forza..R:-“Sarà così, o desideri che mi tolga la cintura dei pantaloni per fartelo capire meglio”E:-“ no no, andiamo, il lubrificante che mi avevi chiesto è già nel comodino.”Arrivati in camera lui si è spogliato completamente e così a fatto fare a lei, dalla tasca dei suoi pantaloni ha tirato fuori un guanto di lattice che ha indossato sulla mano destra, poi ha preso il lubrificante tenendolo con l’altra mano.A quel punto ha ordinato ad Eva di salire a pecora sul letto con i piedi fuori, poi le ha fatto appoggiare le guance sul materasso, le ha ordinato di allargarsi le chiappe con le mani, lei ha ubbidito in tutto, era veramente in una posizione oscena.Le ha fatto cadere del lubrificante sul solco delle chiappe facendoglielo scorrete fino sotto il buchino, poi..... dopo aver fatto scorrere su e giù le sue dita per ungerle bene ha spinti il dito indice dentro il suo ano, così lubrificato la cosa è avvenuta abbastanza semplicemente.Ha iniziato a muoverlo con calma avanti e in dietro, poi ha accelerato questo movimento tirandolo anche fuori e rimettendolo subito dentro, lei non si lamentava per niente, lasciava che lui facesse quel gioco.R:-“lo vedi.... non è successo niente di grave, ti ho massaggiato un po’ il tuo buchino, e non dirmi che la cosa ti disturba più di tanto?”E:-“ no no Rex, tolta la prima entrata, che poi non è stato un problema i movimenti non hanno disturbato per niente, anzi.....”R:-“ vedi, perché il trucco sta proprio qui, ti ho massaggiato bene fino a quando non ho sentito il tuo ano morbido, molto morbido, ora sei pronta a prendere il secondo dito; tu devi dirmi quando sentì dolore se lo sentirai, perché il trucco sta nel procedere senza farti sentire dolore, così non avrai nessun danno.Ha messo del nuovo lubrificante e come prima dopo aver rinnovato la lubrificazione alle dita, delicatamente ha iniziato ad inserire anche il secondo dito e… Il secondo dito era entrato quasi tutto e lei ancora non lamentava niente, anzi.... sembrava muovendosi quasi cercasse quel massaggi che prima era iniziato a piacerle, così è stato, lui accompagnava queste manovre con la sua voce:-“ecco cara troietta, ora iniziò il massaggio”R:-“ tutte così voi donne, prima fate storie e poi vorresti non finisse mai, tu in particolar modo sei proprio portata a prenderlo, ormai sei schiava del mio cazzo, io te lo darò spesso e tu ti donerai a chi dico io, sarai la mi puttana di lusso.”Come prima inizio a spostare avanti ed in dietro le due dita con calma, poi.... appena percepiva la sua disponibilità ha iniziato ad accelerare i movimenti, sempre di più, sempre di più, lei sembrava gradisse, iniziò anche a fare delle rotazioni alle dita andando avanti ed in dietro e..R:-“ sei veramente brava, mi sono accorto che sei proprio una troia nata, si vede la tua determinazione nel voler far felice il tuo padrone, ora il tuo culo è molto morbido non lo sento più stringermi le due dita, ora sei pronta a prendere anche il terzo dito.”E così dopo aver rinnovato il lubrificante vedo che unisce le tre dita a mò di Cuneo ed inizia a penetrarla. Solita prassi, in questo modo “a Cuneo” slla base le dita erano ancora più larghe e gli è occorso un po’ più di tempo perché il suo ano potesse accoglierle agevolmente, fu solo allora che Eva iniziò ad emettere qualche gemito di piacere.E;-“ siiii siiii non credevo diventasse piacevole, molte amiche dicevano che era molto doloroso.R:-“ questo perché agli uomini manca l’esperienza, tu sei fortunata ad avere trovato me, tu devi soltanto rilassarti e dirmi quando sentirai dolore, perché l’ano se saputo sollecitate più raggiungere delle dimensioni ragguardevoli, lo sai vero che se allenato veramente potrebbe accogliere anche un pugno senza dolor alcuno? ”Eva capito di aver a che fare con una persona che sapeva come procedere, sicuramente si sarà sentita sollevata e maggiormente predisposta a proseguire con serenità, notavo chiaramente che iniziava a provare piacere in quel gioco perverso di preparazione.Era arrivato anche il momento che stava usando tutte le dita chiuse a Cuneo, certo non poteva arrivare in poco tempo alle nocche, ma la strada era buona.Dai suoi movimenti e dal suo mugugnare si capiva che ormai le piaceva e...E:- ancora ancora, bellissimo, voglio il tuo cazzo ora.”R:-“ ancora qualche minuto e ti farò toccare il paradiso troietta.La dilatazione era finita, di fatto il suo buchino, una volta tolta la mano si è richiuso molto lentamente.Lui ha terso la bottiglietta del lubrificante e se ne è versato un bel po sulla cappella del cazzo e una volta colato con la mano a provveduto a distribuirlo su tutta l’asta.Ormai la mia troietta era pronta a prenderlo e lui afferrandola per i fianchi gli ha appoggiato il cazzo al buchino ormai richiusosi, ma già allenato per ricevere misure più che normali.La cappella infatti era entrata con facilità come se la prendesse in bocca e lei...E:- dai, dai, desiderare più!”Da spaventata a desiderosa di ricevere tutta quella carne, incredibile!!! Nemmeno io ci avrei creduto se non avessi visto, lei ormai bramava quella mazza, si sentiva pronta “ed anche molto troia aggiungo io”.Speravo almeno in un suo lamento quando avrebbe spinto dentro, invece ho sentito solo un suo flebile aaaaaaaaa e luiR:-“ mai vista una prenderlo come lo stai prendendo te, sei una gran troia vogliosa, con te faremo molta strada cara la mia puttana!”Ormai lo aveva più di metà dentro, ma lui invece di darle un colpo secco “cosa che avrei fatto io” andava avanti e in dietro, lo tirava fuori e prima che il culo le si chiudesse lo ripiantava dentro, sempre un po’ di più, sempre un po’ di più. E lei...E:-“ dai dai, ormai provo solo piacere, lo voglio tutto.”Ed è stato così che le ha fatto arrivare i testicoli a contatto con la sua figa, l’ha scopata con delicatezza ancora per poco, dopo ho iniziato a sbatterla senza riguardo, non raggiungeva mai l’orgasmo e lei non faceva altro che emettere guaiti di piacere.Ormai si sentivano chiaramente gli schiaffi che riceveva al culo dal suo pube.E:-“ si sì lo voglioooo, stava per venire, tanto era il piacere che stava provando!”Lui continuava a sbatterla fino a quando lei ha raggiunto l’orgasmo, il rantolo che emetteva era chiaramente il risultato dell’orgasmo; stanca di quella posizione, senza chiedere niente si è stesa sul letto rilassandosi profondamente.Lui è stato costretto a seguirla in quella posizione e continuare a sbatterla,E:-“ siiiiiii sono la tua puttana, fai di me quello che vuoi”.R:-“ ci puoi contare che lo sarai.”E mentre lui teneva sollevato il busto appoggiando le mani sul materasso aveva iniziato a fare i primi cenni del suo orgasmo, dopo poco si è accasciato su di lei come se avesse dei brividi di fretto, si è irrigidito totalmente ed ha iniziato a baciarla sul collo.Ormai tutti e due stavano cogliendo il meglio di quel rapporto, anche lui sembrava provato, di fatto continuava a rimanerle sopra.È arrivato il momento che lui si è alzato ed ho potuto vedere chiaramente il culo di Eva ancora aperto, lui ormai senza erezione ma ancora con il suo cazzo di dimensioni ragguardevoli, “tanto Da arrivargli a metà coscia” ancora continuava a perdere sperma.R:-“ dai alzati ora che voglio veder colare lo sperma dal tuo culo!”E:-“ ma dai, non scherzare, non voglio fare una cosa del genere, mi vergogno”In silenzio Rex è andato ai sui pantaloni, ha tolto la cinghia, è tornato verso di lei che ancora stava cercando di superale tutto quanto era successo, ma CIAC, una cinghiata sulle sue chiappe, lei è rimasta basita, ma ha capito che non era il caso di continuare a contraddirlo.Solo a quel punto ingiuriando si è alzata, sentendo colare roba e si è messa la mano dietro per contenere il tutto, ma lui con decisione, prendendola per il polso gliela ha tolta.Il copioso sperma ha iniziato a colarle tra le chiappe finendole tra le cosce, continuava a scenderle ancora, non finiva più, ormai quel deflusso stava terminando ed era arrivato quasi alle ginocchia.Rex:-“ stupenda!!!!!! che troia stai diventando, devi sapere che a molti noi uomini piace veder fuoriuscire il proprio sperma dal vostro culo, sta ad indicare del bel servizio fatto, e voi donne dovete lasciar godere anche questo dai vostri clienti!”E:-“ clienti??? Ma sei matto??? Se mio marito sapesse.....”R:-“ se non farai ciò che ti ordino da ora in poi tuo marito verrà a saperlo sicuramente, e preso il suo cellulare facendole vedere una foto con lei a pecora e due dita in culo, cosa ne pensi di questo, credo che capirà?”Ormai lei sempre più sorpresa “come me del resto” è rimasta lì immobile, lo sperma che si stava liquefacendo ormai le era arrivato a metà polpaccio.R:-“ ora vado in bagno io, dopo sarà il tuo turno, appena uscirai dovrai pomparmi per tornare nuovamente eretto, dopodiché di scoperò un po’, dovrai abituarti a non fermarti dopo una scopata, ma dovrai continuare fino a che vorrò io.”Così è stato, ad un certo punto l’ha chiamata per farla andare in bagno, credevo magari fosse perché non trovava Qualcosa, ma passati una decina di minuti ho capito che stava succedendo qualcosa.Finalmente è uscito lui con un cazzo talmente eccitato che già sentiva il bisogno di masturbarsi mentre andava in camera, una volta arrivato si è sdraiato supino continuando a menarselo e...R;-“ forza, sbrigati, non devi perdere tempo, il mio cazzo ti vuole, la responsabilità è tua, se non mi pompavi in quel modo in bagno lui stava buono, sei proprio desiderosa di fare la puttana, il bisogno di cazzo che hai è chiaro, sarai accontentata, ho molti clienti da soddisfare”Certo.... da giocare di fantasia con me a trovarsi a fare la puttana il passo era enorme, era troppo anche per me, pensai che avrei dovuto trovare una soluzione, non credevo che Rex fosse un magnaccia.Purtroppo il nostro amico non era una persona molto limpida, anzi..... si era rivelato un farabutto, avrei fatto sicuramente qualcosa per non far sentire in colpa Eva per quanto era successo.Si vero.... ero stato io a far sì che succedesse, ma lei è stata molto felice di profittare della situazione e analizzando come stanno andando le cose forse desidera veramente fare la vita.Mentre facevo queste considerazioni, pur avendo il cellulare davanti, ero assolto talmente che stavo guardando praticamente nel vuoto, riprendo a guardare ed Eva era già in camera in piedi di fianco al letto, lui che ancora se lo menava e.....R;-“ lo stai guardando vero? Ancora credi impossibile che esistano cazzi del genere, dai dai, non è il momento di pensare, devi nuovamente godere, salta su ed impalati, far godere gli uomini per te sarà il tuo nuovo scopo nella vita.”Così fece, salita sul letto e si è messa nuovamente a pomparlo, dopo un po’ che lo spompinava la saliva le stava colando dalla bocca ed aveva bagnato buona parte dell’asta e........R:-“si, vedo che lo fai con passione e così va bene, ma devi impalarti, devo sentire come sei calda dentro e devo vedere come ti muovi.Ed è cosi che Eva dopo essersi messa a cavalcioni ha preso quel cazzo e in poco tempo se lo è preso tutto, ed io pensavo a cosa avesse provato lei nel sentire i testicoli pigiargli schiacciati sulle chiappe.Non roteava il bacino come faceva con me, non la sentivo dire “di più di più” ma appoggiando le mani sul suo torace, se lo faceva entrare ed uscire alzando ed abbassando il culo molto lentamente, questo anche grazie ai sui umori, senza difficoltà.Lui non poteva non notare quei seni, che per la posizione assunta da Eva gli erano stati messi in mostra davanti ai suoi occhi, sicuramente lui ne avrà visti molti di seni, ma un seno sodo, generoso in quel modo, che faceva impazzire anche me, la delicata pelle lasciava intravedere anche delle piccole vene in quelle rotondità, gli ha fatto venire il desiderio di seviziarglielo un po’.’’Lha presa per i capezzoli pizzicandoli con il pollice e indice, stringendoglieli con forza e roteandoli leggermente la costringeva a lamentarsiTant’è che per questa decisione di seviziarle I capezzoli con consapevole forza, Eva ha dovuto togliere le sue mandi dal torace di Rex, per metterle sopra le sue attenuando quella veemenza, non di sospenderla, ma di attenuarla.Solo così lui ha deciso di smettere con quelle sevizie e di afferrarglieli a piene mani e tenendoli con forza tirandoli come per mungerla la sollecitava ad alzarsi ed abbassarsi al ritmo che lui desiderava.Per lui sarebbe stato il secondo orgasmo e sappiamo che il secondo per noi uomini è sempre più difficile da raggiungere, Eva mostrava i primi segni di stanchezza, i suoi movimenti non erano più coordinati ed è per questo che l’aveva fatta riposizionare a pecora a bordo letto.Una volta presa per i fianchi e penetrata nuovamente in culo con violenza, costringendola anche ad emettere un leggero grido di dolore ha iniziato a sbatterla come un forsennato, si sentivano chiaramente i colpi del pube di lui sul culo di Eva.Eva, forse per farlo raggiungere prima lo assecondava contrastando le sue mosse, non solo.... ha iniziato ad invitarlo e provocarlo per fare di meglio.E;-“ dai dai, sento che non stai dando del tuo meglio, di più, di più!”.R:-“ sei proprio una giumenta in calore, ma vedrai ti domerò, stanne tranquilla, te lo dicevo che ti sarebbe piaciuto prenderlo in culo, quando ti scoperanno i miei amici ed i clienti sarai perfetta.E:-“ siiii, non vedo l’ora di stare così per soddisfarvi tutti.Credo che lei a questo punto non fosse nemmeno più consapevole di quello che diceva, mi sembrava impossibile che dicesse sul serio.Non era più comprensibile il suo comportamento, un po’ ero dispiaciuto per quello che stava passando, ma lei sinceramente....... mi faceva pensare tutt’altro.Lui continuava a martellarla con quel suo super cazzo e lei sembrava gradisse ancora, non ci capivo più niente, sta godendo o sta soffrendo?Ma la risposta al mio dubbio si fece attendere poco.E:-“dai dai, fammi sentire come sei bravo ad inculare la tua puttana, lo voglio lo voglio!!Ed ancora, lo voglio lo voglio, devo diventare una puttana, la tua puttana più brava e mentre diceva queste parole ha iniziato quasi a gridare dal piacere”.E così ha raggiunto l’orgasmo nuovamente per la seconda volta ed ancora una volta prima di lui...... e pensare che io dovevo fare salti mortali per non raggiungere prima di lei.Anche lui a quel punto però era moto vicino all’orgasmo e affrettando i movimenti sbatteva Eva che ormai inerme aspettava il piacere del suo uomo e padrone.Dopo poco ha raggiunto ingiuriandola continuamente, quasi come se avesse rabbia per le sue capacità di resistere ai suoi modi, di fatto.......R:-“siii ora stai godendo brutta maiala, ma vedrai quando avrai più persone che ti scoperanno, anche insieme qualche volta, Troia!!!”E:-“ si, così vanno trattate le puttane come me!!!”Lui si è allontanato da lei quasi demoralizzato e lei ormai sapendo cosa le avrebbe fatto fare si è messa in piedi per dargli “anche se discutibile” quello spettacolo ......... continua
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6 mesi fa
Soniatravslave, 54
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Doppia prima volta
Dopo una serata al pub con gli amici, stavo rientrando a casa un po' brillo e mentre cerco di infilare la chiave nel cancello, vedo passare una in bicicletta... Capisco subito che si tratta di una trans, ci guardiamo a lungo... Poi mentre ancora cerco di aprire il cancello la vedo tornare indietro... Ci riguardiamo a lungo, ma nessuno dice niente... Inizio a pentirmi di non averle detto niente, quando torna ancora indietro e si ferma davanti a me.
All'epoca dei fatti avevo 24 anni alto biondo con gli occhi azzurri, magro e muovevo i primi passi nel mondo della bisessualità...
Solo qualche incontro soft con un ex compagno di classe... Ma morivo dalla voglia di provare anche il sesso completo.
Tornando a noi, quando si ferma la guardo meglio, capelli castani lunghi unghie lunghe seno non molto grande un tubino colorato stretto che mostrava il fisico mascolino e dei sandali dorati con tacco basso.
Si capiva chiaramente dai lineamenti che era una trans, non era particolarmente femminile... Mentre la guardo, in italiano ma con chiaro accento brasiliano mi chiede:
Ti piace u cazuu??? Vuoi fare l'ammore???
Sono eccitatossimo... Le rispondo di si ma che non ho soldi...
Lei mi dice di non preoccuparmi che non vuole soldi, vuole solo divertirsi.
Mi chiede se possiamo andare da me, ma purtroppo vivendo ancora coi miei genitori non posso, ma se si accontenta possiamo andare in garage, lei annuisce e quindi la guido all'autorimessa.
Entriamo, accendo la luce, richiudo la porta per evitare sorprese e la guardo. Decisamente non è molto femminile, ma la cosa ma non mi crea problemi... Hai un profilattico?
le chiedo e lei prontamente ne estrae uno dalla borsetta.
Nel garage c è solo un vecchio tavolo a cui appoggiarci, mi ci avvicino e abbasso in un colpo solo slip e pantaloni...
Ed eccolo li il mio cazzetto abbattuto dall' alcool che fa triste mostra di se moscio moscio...
Lei non sembra farci caso e avvicinandosi inizia a sagarmelo lentamente...
Poi avvicina le labbra alle mie... Resto un attimo impietrito... Avrà qualche malattia? Sarà sicuro baciarla... Ma questa volta l' alcool gioca a mio favore e vincendo i miei dubbi iniziamo a baciarci sempre più appassionatamente.
Infila l'altra mano sotto la mia maglietta e inizia ad accarezzarmi il petto.
Wow situazione supereciitatante... Ma il cazzetto si muove appena...
Inizio anch'io ad accarezzarla, le abbasso leggermente il vestito in modo da scoprire i piccoli seni e inizio a giocare con uno dei capezzoli... Sembra apprezzare infatti un piccolo gemito le esce dalle labbra, prendo coraggio e con l'altra mano le scopro le natiche e gioco un po' col filo del perizoma, prima di stringere forte una natica e iniziare a far scorrere un dito lungo il solco...
Tu piacee? Le sento chidermi.
Annuisco e mi abbasso a leccarle il capezzolo turgido, è bello duro e non resisto, le do un piccolo morso...
Ahii... Fa piano... Mi dice..
Allora riprendo a leccarlo e succhiarlo.
Poi lei mi fa alzare e mi sfila la maglietta e si toglie il tubino ormai ridotto ad una fascia intorno alla vita...
Ci guardiamo, io ho i pantaloni calati alle caviglie e le scarpe, lei un microperizoma ed i sandali.
Ci abbracciamo ed i nostri corpi accaldati e un po sudati si uniscono, ci strusciamo l'uno all'altra, ci baciamo, le nostre lingue si attorcigliano ora in una bocca ora nell'altra, le sue mani mi accarezzano la schiena ed i glutei, le mie le allargano le natiche e gioco col suo orifizio...
La spingo verso il basso e lei alternando baci e carezze scende lentamente verso l'inguine... Mmm è bravissima... Il piacere che mi da è indescrivibile... Il mio cazzo finalmente reagisce e si erge fiero e duro libero dall'alcool.
Mi bacia il pube, mentre con una mano mi masturba, con l'altra tra le gambe mi accarezza il culo...
Ohhh siii brava... Mmm... Così dai continua...
Con un dito mi accarezza l'ano... Lo preme leggermente...
Il mio cazzo stilla copioso presperma sintomo di quanto tutto questo mi piaccia...
Dai siii continua...
La incito a continuare...
Lei alza lo sguardo e mi chiede:
Tu piace in culo...
Siii siii continua...
Si ferma un attimo per togliermi scarpe e pantaloni... Sono completamente nudo, sento il freddo pavimento attraverso la pianta dei piedi, un bel contrasto col calore che pervade il resto del mio corpo.
Con una mano raccoglie il piacere che continua a sgorgare dal mio uccello e poi la inizia a passarla sul mio ano... Mentre con l'altra riprende a segarmi l'asta lentamente e facendomi allargare un po le gambe con la lingua inizia a leccarmi e poi succhiarmi le palle...
Wowww se continua così vengo... La fermo... Riprendo un attimo fiato...
Aspetta... Metto il preservativo e le dico di succhiarmelo...
Lei non aspetta altro...
Si avventa vorace sul mio cazzo eretto e lo fa sparire tutto in bocca... Sento la cappella scenderle giù in gola...
Mmmm siii siii daiii mmmm siiii
La incito a continuare...
Lei alterna leccate all'asta e al glande ad immersioni ora in bocca muovendo la lingua ora a pompini profondi in gola... Sono in estasi... Sento appena le sue dita che hanno ripreso a giocare col mio orifizio anale...
Poi un po' di pressione... Una scossa di piacere ed il mio ano è deflorato dal suo dito... (Devo dire che anche da solo masturbandomi ogni tanto mi divertivo a sditalarmi con una o due dita).
Ma lei è bravissima... Ad oggi il miglior pompino della mia vita...
Va avanti così per un altro paio di minuti quando la fermo...
Ti voglio... Voglio il tuo culo...
Lei mi chiede se ho del lubrificante... Cazzo no... In garage nn ce l'ho di sicuro... Poi mi viene in mente che mio nonno tiene le bottiglie di olio d'oliva...
Le dico di aspettare e prendendone una gliela mostro... Lei la guarda annuisce e sorride.
La faccio voltare e l'appoggio a novanta gradi sul tavolo...
La costringo a divaricare molto le gambe in una posizione sicuramente scomoda e forse un po' dolorosa... Che a lei non sembra però dispiacere...
Faccio un passo indietro per godermi lo spettacolo...
Solo un perizoma a filo le copre ridicolmente il culo, ed i sandali dorati col tacco che contrastano col pavimento scuro...
Mi chino e spostando il filo del perizoma inizio a far scorrere la lingua lungo il solco delle natiche...
La sua pelle è liscissima... Sento il salato del suo sudore, il suo odore... Se possibile sono ancora più eccitato.
Le sfilo il perizoma, la riporto a gambe larghe e mentre con una mano inizio a giocare col suo cazzetto moscio con la lingua percorro il tratto che va tra le palle e l'orifizio anale indugiando su questo, leccanddone la rosellina e facendo leggera pressione con la punta della lingua.
La sento ansimare... Questo gioco piace anche a lei...
Continuo un altro po poi inizio a leccarle le palle e con un dito la penetro... Gemiti e mugugni iniziano ad uscirle dalla bocca...
Mi alzo... Le verso un po' di olio tra le natiche e lo vedo scorrere verso l'ano... Ci strofino contro il mio cazzo... E dopo un paio di passaggi le punto deciso la cappella contro l'ano... Mi preparo ad una certa resistenza... Che non c'è...
Quindi in un colpo solo il mio cazzo affonda per metà dentro di lei... Un gridolino le scappa dalla bocca... Ma non mi fermo e finisco per immergerlo tutto nelle sue viscere...
Lo tolgo e la ripenetro completamente... La sento gemere di piacere... Inizio ad alternare colpi decisi a lente penetrazioni, il caldo delle sue viscere avvolge il mio cazzo...
Inizio a penetrarla con forza dando profondi colpi violenti...
Ohhhh siiii cazzu che bello... Ohhh si continua... Mmmm... Si scomame...
Dopo un po' inizia a parlare in portoghese...
Non capisco cosa dice... ma dai gemiti capisco che sta godendo...
Si solleva un po' dal piano del tavolo per accarezzarsi con una mano un seno e con l'altra il cazzo...
Le afferro le natiche e dopo averle dato un paio di ceffoni forti riprendo a fotterla con gusto.
Sto per venire... Un paio di scosse di piacere mi attraversano l'inguine...
Siiii siiii vengooo... Godddooo...
E sento il mio cazzo espodere!!!
Mi accascio su di lei e tenendo il preservativo sfilo il cazzo dal suo culo... Vedo l'orifizio un po' dilatato dal passaggio del mio cazzo che lentamente si richiude... La pelle mulatta lucida di sudore ed olio.
Lei si risolleva... Ci guardiamo ansimanti... Sorridiamo felici...
Lei indicando il suo membro che si sta ammosciando mi dice che ha un altro preservativo...
Mi avvicino e mentre con una mano inizio a toccarglielo e a scappelarglielo la bacio infilandole la lingua in bocca.
Sento subito il suo membro indurirsi...
Con le mani mi spinge verso il basso e subito mi ritrovo in ginocchio davanti a lei col suo membro eretto davanti alla mia faccia... Mi prendo un secondo per guardarlo... Non è molto grande ma è completamente depilato, di un colore un po' più scuro della sua pelle... Dopo averlo baciato qua e la, le infilo la protezione ed inizio a succhiarlo, non sono bravo come lei, non ho molta esperienza...
Mi sfilo le chiedo scusa ammattendo le mie manzanze... Lei mi sorride... Mi afferra la testa con le mani e la guida verso il cazzo, apro la bocca e la lascio fare... Con le mani le afferro i seni e glieli accarezzo... Le inizia a scoparmi la bocca prima lentamente muovendolo dentro, poi sempre più con foga e in profondità...
Saliva mi cola dalla bocca sul mento... Non mi avevano mai scopato la bocca... Ma scopro che mi piace tantissimo...
Si ferma... Lo tira fuori e mi dice:
Lo vuoi in culo???
La guardo...
Si... Ma non l'ho mai fatto..
Ti piascera... mi rassicura.
Mi fa alzare e distendendomi sul tavolo a pancia in su lascia sporgere il mio culo e mi fa alzare la gambe...
Mmmm la guardo mettere un po' di olio sul preservativo e spargerlo su tutta l'asta...
Fremo per l' attesa... Guardo le mie gambe larghe e il mio cazzo moscio che ha ripresto a stillare piacere per l'eccitazione...
Lei si avvicina e con le dita lubrificate mi accarezza l'ano e lo penetra per lubrificarlo bene... Sospiro di piacere...
Quando pare soddisfatta del lavoro...
Mi dice di spingere come quando vado in bagno e di rilassarmi...
Eseguo... Spingo... E sento l'ano dischiudersi... Poi sento la punta del sue pene che ci si appoggia e fa pressione...
Una breve scossa di dolore e il glande è dentro... Non è stato poi così traumatico come avevo letto in alcuni racconti...
Sento il suo cazzo farsi strada lentamente nel mio culo... Poi sento le sue palle e il suo inguine appoggiarsi a me... Eccolo tutto dentro... Inizia lentamente a toglierlo...
Sinceramente non sento tutto questo piacere... Resto li a gambe larghe e la guardo... Lo toglie e lo rimette... Altra fitta... Fa così un paio di volte... Poi lo inizia a muovere dentro... Inizio ad avvertire qualcosa...
Poi afferrandomi dietro le ginocchia inizia a muoversi più velocemente e con più decisione.
Ecco ora lo sento bene quel cazzo non troppo grosso che mi scopa affondando dentro di me...
A volte lo ruota dentro... Altre volte lo infila tutto in un colpo e li mi strappa sempre un sussulto di dolore misto a piacere... Poi è solo piacere...
Inizio a gemere sempre più forte...
Ohhh.... Mmmm... Sssiiii... Dai... Siii... Scopami così... Siii dai... Forte...
E lei:
Tu piasce??!!!
Io la guardo negli occhi e sinceremante le dico:
Siiiii da morire.... È più bello in culo che davanti.... Continua... Non ti fermare...
Lei riprende a stantuffarmi con sempre più foga...
Ogni colpo è una scarica di piacere... Un gemito che mi esce dalla bocca...
Non resisto... La incito a scoparmi come le troie nei film porno e lei non fi fa pregare... Mi sfonda per altri 10 minuti e poi esplode di piacere dentro di me...
La vedo fermarsi e sfilare il cazzo dal mio culo... Sento l'ano che torna a chiudersi...
Sfinito abbasso le gambe doloranti e mi massaggio il cazzo fradicio spargendo il mio presperma tra i peli pubici e poi succhiandolo avidamente dalle mie dita.
In silenzio ci rivestiamo, la guardo salire sulla bici e andarsene.
Mentre rincaso penso ke non ci siamo nemmeno detti i nostri nomi e che non ci siamo nemmeno scambiati il cellulare...
Ma forse è più bello così...
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6 mesi fa
admin, 75
online -
Sesso ad arte
L’aria entrava dalla finestra spalancata. Le tende svolazzavano svelando un cielo tetro e carico di nuvole nere. L’appartamento, all’opposto, era sobrio, ma gioioso. Qualche quadro colorato alle pareti ed oggetti raccolti accuratamente per il mondo da mobilio utile, il che rendeva il posto un insieme armonico di cose. Il divano rosso spiccava in mezzo al soggiorno con giusto sopra una rappresentazione di un quadro di Klimt. Sotto il quadro, sopra il divano, c’eravamo noi.
Guardavo me entrare ed uscire da lei assaporando ogni centimetro di piacere. Era supina, le gambe aperte, la testa poggiata su un cuscino di lato. Mi lasciava andare e venire in lei come se fossi il suo stesso respiro. E lei per me, come ossigeno, rigenerava la mia vita.
Il vento sussurrava in una lingua che non conosco, ma portava buone notizie. Era l’esempio per me da seguire, per noi, muoverci come il vento…
Le mie mani eran salde, sul suo sedere, non per aprirla di piu, ma per averla di più, non ci si stanca mai della felicità. Le vene del mio pene erano chiaramente distinguibili malgrado la poca luce ed il mio colore scuro. Ero pieno di orgasmi goduti e di orgasmi da venire. Il predente mi offriva un tocco di passato, un scorcio di oggi, e promesse bagnate per domani. Continuai a fissare il sedere poderoso che tenevo sotto le mie mani e continuai a penetrarla seguendo il ritmo del vento; che poi cambiò.
Diventò di colpo una bufera. Ed allora girai Malù, e la guardai negli occhi. Era stupenda. Me la ricordavo di oltre vent’anni fa… La mia Malù che mi era rimasta nella testa. Il tempo e la vita a volte allontanano le persone, ma i piaceri, quelli veri, non si dimenticano mai, purtroppo perché rari. Con Malù, era stato feeling a prima vista, feeling a primo bacio, feeling a primo atto sessuale. La baciai in macchina, la spogliai nel violetto, e sulle scale la presi. Ridevamo in silenzio, eccitati come due collegiali, e facemmo l’amore per tutta la notte, dormimmo qualche ora, ci svegliammo e facemmo l’amore tutto il giorno. Era naturale per noi godere, eravamo felici di farlo, e poi, ci perdemmo.
Erano passati oltre vent’anni, ma la realtà non era cambiata. Eravamo due artisti del sesso…
Malù si mise a carponi davanti a me seduto. Con l’unghia, mi accarezzò le palpitanti vene del cazzo, poi prese a massaggiare i miei testicoli, per poi riprendere con la mano a masturbarmi. Col rovescio del piede, le masturbavo il clitoride gonfio. Poi, si alzò, e si sedette sopra di me di un colpo. Chiuse gli occhi e rovesciò la tesa all’indietro. Sembrò che non respirasse per un pò, poi, sempre con gli occhi chiusi, cominciò a muoversi in modo circolare. La sua figa era perfetta. Almeno per il mio cazzo. Una leggera crema bianca si stava formando sulla base del mio cazzo. Man mano, iniziò a colare sulle palle mentre sentivo la vagina di Malù che si contraeva ed i spasmi che la pervadevano. Anch’io tremai. Tremai di goduria. Diverso dall’orgasmo, é un stato intimo nei totale felicità, di riempimento dell’anima e dei sensi. La alzai e la portai sul tavolo. Scartai due sedie e la poggiai aprendole le gambe e misi i suoi piedi sulle sedie. Cosi potevo guardarla mentre le penetravo. Lei mise due dita sulle sue grandi labbra e le apri di piu tenendole cosi. Guardava e sembrava affascinata. Nel suo sguardo sentivo ciò che vedeva ed era magia. La magia é la ragione per cui non l’avevo mai dimenticata.
Malù ed io prendemmo una doccia ed andammo a riposare un po in stanza. Non riposammo. Aveva un fisico spettacolare. Il suo fondoschiena contro di me mi fece venire di nuovo un erezione. Quando lei lo senti, sfregio ancor di poi il culo contro di me. Fino a che presi la mia verga e gliela infilai con molto dolcezza fino in fondo. Poi ci muovemmo piano fino a che la senti irridersi per poi esplodere. Malù si alzò e mi sali sopra. Sembrava indemoniata. La sua carica erotica era incredibile e mi rendeva un uomo felice.
Aveva la mani sul mio petto ed andava giù e su ad una velocità allucinante. Sembrava una figa vibrante, uno di quei macchinari sessuali di cui non capivo la funzione. Malù aveva in se il fuoco dell’amore, dote di pochi, anzi, pochissimi. Ad un certo punto, la girai, le alzai le gambe, le apri, e mi infilai in lei. La sua figa era gonfissima, rossa, e palpitante. Mugugnò mentre le entravo dentro. La presi molto piano sputandole spesso. Aveva finito i liquidi tanto aveva goduto. Le pères le braccia e le indicai di tenere les stessa le gambe aperte mentre con le dita la masturbava e con l’altra mano usava la mano come un vibratore nella sua figa. Di tanto in tanto, cacciavo il cazzo e glielo sbattevo sul clitoride. Nel giro di poco tempo, un getto caldo mi colpi in pieno e dovetti scartarmi per evitare di essere completamente bagnato. Malù urlava mentre squirtava a getti andando anche oltre il letto. Mi misi di parte misi la mano sul suo clitoride masturbandola vigorosamente. Urlò ancora piu forte mentre un altra serie di getti andarono a colpire quasi il muro di fronte.
Il sesso pensai, decisamente é un arte. E Malù era un grande artista.
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6 mesi fa
Blacknoble,
45
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La mia prima volta in tre... parte 1
Prima volta a tre... Parte prima
Questa è la vera storia della mia prima volta a tre con Mario un mio collega d'ufficio e Carlo un suo amico.
Mio chiamo Mimmo e all'epoca dei fatti avevo 26 anni, biondo occhi azzurri alto e dall'ossatura fine. Lavoravo con Mario un uomo di 55 anni sposato con prole... Ma dai modi un po' equivoci... Infatti tra i colleghi si vociferava che fosse bisessuale. Anch io lo sono ma lo nascondo molto bene e all'epoca ero all'inizio delle mie esperienze... Qualcosa di soft con un ex compagno di scuola... E solo una volta mi era capitato di prenderlo in culo con un trans... Ma magari questa ve la racconto un'altra volta.
Comunque già da un po' Mario mi stuzzicava... Chiedendomi aiuto per il computer e accarezzandomi le cosce mentre ero li... La cosa mi eccitava tantissimo e quindi lo lasciavo fare...
Un tardo pomeriggio poco dopo che l' ultimo collega se ne era andato Mario viene alla mia postazione e inizia a lamentarsi del lavoro... Io gli do un po' corda continuando a lavorare mentre lui si appoggia resta in piedi vicino a me... Ad un certo punto mi fa:
Comunque te lo devo proprio dire... Sei proprio carino... Ma non capisco se il cazzo ti piace davvero o ti diverti a flirtare e basta...
Io interrompo il lavoro e lo guardo un po' interdetto dalla sia schiettezza, ed anke eccitato dalla situazione...
Ci guardiamo negli occhi e lui tirando fuori il cazzo moscio dalla patta me lo avvicina al viso e mi dice
Dai su fammi vedere se sei una troietta o meno...
Ho il cazzo durissimo nelle mutande che gocciola piacere (quando mi eccito produco tantissimo pre sperma)... Sono sorpreso dalla sua richiesta ma troppo eccitato per tirarmi indietro... Cosi un po impacciato (come detto non avevo molta esperienza) con le mani gli accarezzo le palle da sopra i pantaloni ed inizio a baciargli il glande.
Mario sospira soddisfatto ed io prendo coraggio inizio a leccargli il cazzo dal fusto alla cappella ed indugio con la punta della lingua sulla cappella... Non è ancora turgido manon manca molto così lo prendo in bocca e inizio a succhiarlo e a muovere la lingua... Lo sento inturgidirsi nella bocca... Non è gigantesco... Direi un po' più che normale e con una cappella bella grande... Mentre inizio il pompino lui mi ferma... Si scosta e a si abbassa i pantaloni e gli slip... Ora vedo bene le sue palle gonfie ed il cazzo duro con i peli pubici un po' ingrigiti vicino ad altezza dei miei occhi.
Sento il mio cazzo duressimo negli slip ormai fradici di piacere...
Lui si avvicina si mette in piedi attaccato alla mia poltrona tra le mie gambe mentre io sono ancora li seduto
Troia ti piace succhiare? Ti piace il cazzo in bocca...
Io annuisco soltanto... Lui mi afferra la testa con le mani e mi infila tutto il cazzo in bocca... Lo sento in gola... Faccio fatica a respirare... Provo ad allontanarlo... Ma il suo cazzo resta piantato nella mia gola... Quando penso di soffocare lui lo toglie... Esce coperto di saliva e fili della stessasi staccano dal suo glande e mi colano sul mento... Giusto il tempo di riprendere fiato e mi ritrovo nuovamente impalato da quel cazzo duro e il glande che mi scende in gola... Lo tiene li e qnd inizio ad avere dei conati lui lo toglio... Ho le lacrime e tossisco e ho tutta la saliva che mi cola lungo il collo...
Mi guarda... Questo gioco gli piace e piace tanto anke a me...
Ti piace proprio il cazzo e vedo che ti piace farti scopare... Bene... Bene... Finiamo il lavoro...
Tra me e me penso ok ci siamo adesso mi mette a pecora sulla scrivania e mi incula... Non vedo l' ora...
Ed invece mi ritrovo nuovamente il cazzo in bocca... Questa volta però non lo lascia dentro lo infila tutto fino a che il mio naso non affonda nei sui peli pubici e poi lo toglie... Lo muove... Mi fotte la bocca come fosse una figa fradicia ed infatti sento la mia saliva bagnarmi abbondantemente la camicia... Dopo un po' inizia ad ansimare e mugulare... Poi dopo un paio siiii prolungati sento il suo cazzo fremere e due fiotti caldi scendermi direttamente in gola... Me lo lascia in bocca poi mentre si sta ammosciando lo tira fuori e mi ordina di ripulirlo bene... Lo succhio subito avidamente... Un' ultima leccatina e mentre ammiro il mio lavoro soddisfatto del risultato Mario si riveste e chinandosi verso di me mi bacia appassionatamente poi si scosta e guardandomi mi dice
Sei proprio una brava troia. Domani mi vedo con un amico vieni anche tu ti divertirai...
Il giorno passo la mattinata tra i miei soliti dubbi pre appuntamento e l' eccitazione dell' attesa... Verso mezzogiorno mi arriva il messaggio di Mario con il luogo e l' ora dell' appuntamento... Sto quasi per inventare una scusa per non andare... Quando vedo le mie dita digitare ok e premere invio. Sospiro... Ormai è fatta aspetto l' ora di prepararmi sempre più eccitato, poi doccia e clistere, mi infilo una tuta e vado.
Arrivato trovo Mario ad attendermi nel parcheggio, mi dice che Carlo viene a Rimini ogni tanto per lavoro e che alloggia in un albergo di un suo amico che ora è chiuso per l' inverno. Arrivato Mario mi presenta Carlo un sesamtenne in buona forma fisica abbronzato (sicuramente lampade) molto più bello di Mario (che onestamente non è un granché).
Saliamo in camera di Carlo è una matrimoniale con un armadio con specchi sul fianco ed un bagno con vasca. Mentre mi guardo attorno Carlo ci invita a spogliarci... Sono il primo a restare completamente nudo col cazzo duro e la cappella lucida di umori... Mario è a torso nudo mentre Carlo è ancora vestito, mi afferra per un braccio e mi fa girare su me stesso per guardarmi bene... Si complimenta con me per il mio fisico e per i miei tatuaggi, poi dandomi una pacca sul culo mi invita a sdraiarmi sul letto.
Mi sdraio a pancia in su e mentre mi masturbo li guardo spogliarsi, mentre Mario si spoglia Carlose la prende con calma e mi guarda... Mi studia dai piedi alla testa. Poi finalmente Mario si viene a sdraiare su di me anche lui completamente nudo col cazzo mezzo moscio ed inizia a baciarmi con passione poi con una mano inizia ad accarezzarmi il petto per poi farla scivolare lentamente sulla mia pancia e poi tra i peli del pube... Poi sposta la mia mano ed inizia a masturbarmi... Abbassa la testa e inizia a leccarmi e succhiarmi un capezzolo dandogli ogni tanto qualche piccolo morso... Inizio a gemere e ansimare di piagere sotto le cure di Mario... E vedo Carlo che si gode la scena toccandosi il cazzo da sopra i pantaloni.
Poi Mario torna a baciarmi e lo perdo di vista... Con la mano libera gli accarezzo la schiena mentre col piede gli accarezzo la gamba... Poi sento che anche Carlo sale sul letto, fa spostare un po Mario e si mette tra le mie gambe divaricate e mi accarezza le cosce per poi salire all' inguine, lo sento ma non posso vederlo perché Mario continua a baciarmi...
Sento Carlo prenderle il mio cazzo in mano e masturbarlo...
Guarda questa troietta com' è fradicia chissa che buon sapore ha... Dice, poi me lo scappella tutto, tirando verso il basso... Mi fa male... Provo a divincolarmi ma col peso di Mario sopra sono bloccato... Poi Carlo molla la presa e inizia a succhiarmi e spompinarmo con grande maestria... Ci sa fare... Riprende a segarmi oniziando a giocare con i miei testicoli e l' interno coscia... Alternando carezze a baci e leccate... Mario intanto si è seduto sui talloni vicino alla mia faccia e si gode lo spettacolo... Torturando i miei capezzoli alternando carezze a dolorose strizzare e tirate...
Fammi vedere il culo dice Carlo... Nn so cosa intenda... Ma lui prende l' iniziativa e mi spinge le gambe in alto con le ginocchia sul petto...
Ordina a Mario di tenermi fermo e lui dopo avermi bloccato le braccia sedendoci sopra mi afferra le caviglie e mi blocca col culo in su... Oscenamente esposto... Sono eccitatossimo... Vedo il mio cazzo durissimo e Carlo che abbassa la testa tra le mie natiche.
Sento che inizia a baciarle mentre con una mano mi sega e con l'altra mi accarezzaun po' ovunque.. inizio a gemere di piacere... Quando inizia a leccarmi il solco tra le natiche nn riesco a trattenere mugolii di piacere. Ora la sua lingua gioca col mio buco... Mmmm... Siiii... Daiiii... Mmmm... Continua... Non ci posso credere sono io che parlo???!!! Sono proprio una troia penso mentre godo...
Lo prego di continuare e lui nn si fa certo problemi... Inizia a penetrarmi con la lingua!!! Diooo è fantastico non resisto inizio a gemere piu forte... Arriccio le dita dei piedi dal piacere e continuo ad implorarlo di non smettere...
Vedo Mario sopra di me che guarda Carlo darmi piacere mentre lui mi strofina il cazzo turgido contro la testa...
Carlo stacca la bocca dal mio culo fradicio e mi dice
Dai troia ti voglio vedere sborrare prima di iniziare a chiavarti... Dai godi... Godi... Troia... Fammi vedere come sborri!!!
Mi penetra con due dita... Solo un piccolo dolore... Il mio culo ben lubrificato non offre quasi resistenza... Lo sento infilarle dentro e poi fuorli... Divaricarle per aprirmi il culo... Ruotarle quando sono dentro.... Lui continua a segarmi velocemente... So che non durerò molto... E infatti dopo poco in un crescendo di gemiti e mugugni inizio a gridare... Nn posso farne a meno... Ohhh siiii daii.. siiii... Mmmm.... Cosiii siiii.... Mmmm... Daiiii.... Sento finalmente le scosse di piacere investirmi il bacino ed il mio sperma caldo schizzarmi copioso sul petto e sulla faccia...
Mario lascia andare lentamente le gambe e mi ritrovo sdraiato a gambe larghe tra i due uomini che mi guardano soddisfatti dello spettacolo che gli ho offerto.
Carlo sta ancora masturbando il mio cazzo facendo cadere le ultime gocce di sperma sulla mia pancia.
Mario raccoglie un po di sperma con le dita e mi costringe ad aprire la bocca per succhiarle... Non posso oppormi e quindi succhio le sue grosse dita coperte dal mio sperma... Mi piace il sapore della mi sborra e quindi le ripulisco ben bene... Il gioco gli piace perché ne raccoglie ancora e mi rimette nuovamente le dita in bocca...
Carlo invece giochicchia col mio cazzo ormai moscio e mi spalma la sborra su tutta la pancia... Finalmente Mario mi libera le braccia e mi mandano in bagno a darmi una lavata... Mi alzo e vado in bagno... Sento lo sguardo di Carlo seguirmi voglioso...
Mi siedo sul bidet mi lavo e torno in camera... Sono tutti e due seduti sul letto che si masturbano... Finalmente posso vedere il cazzo di Carlo... Niente male... Rispetto a Mario è più sottile ma più lungo... Mmmm resto un attimo li a guardarli e poi vado verso il letto voglioso di sentirli dentro di me...
Spero che questo racconto vi sia piaciuto. È il primo che scrivo... Se piace vi racconterò il seguito.
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6 mesi fa
admin, 75
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La metamorfosi di Eva (capitolo 3)
Ormai i dubbi dell’ultimo momento erano stati fugati dalle parole di Eva, vero......è stata quasi una estorsione, ma lei conosce solo in parte la verità, e per me è quasi meglio tacere il mio progetto iniziale, anche se fatto per amore, onde evitare di rovinare tutto.Ora è quasi tutto in mano a lei ed io non posso far altro che mettere delle condizioni.Condizioni che a poco sarebbero servite, perché ormai dipendeva solo da lei se rispettare quelle parole, non potevo far altro che adeguarmi ai suoi voleri sperando in una sua magnanima comprensione, e sperando che tenesse fede alla promessa fattami la sera prima nel letto.A dire il vero ho provato a mettere delle condizioni, ma ogni volta che le proponevo era un suo no, i suoi dinieghi portavano sempre lei a far sì che accendesse in me il desiderio di scoparla o di fare un pompino, ero come stregato da questo suo modo di fare, mi induceva ad accettare con leggerezza tutto ciò che lei desiderava usando il suo corpo e i suoi comportamenti come arma di corruzione.Non ho ottenuto da lei nessuna concessione, ma sono riuscito a far mettere, di nascosto, delle web cam in tutte le stanze, ad eccezione del bagno. Sono convinto che per quanto era diventata esibizionista almeno quelle le avrei ottenute, tanto per dimostrami quanto era brava nel sedurre, ma per non correre il rischio di un ennesimo diniego le istallai a sua insaputa.Arrivò prima del previsto il nuovo invito a Rex, ma per procedere nei miei intenti, questa volta avrei dovuto concedergli ancora più tempo da soli e fu così che per permettere questo avrei dovuto trattenermi di più a lavoro per una urgenza amministrativa.Incredibile quello che un uomo per amore della sua donna è disposto a fare, ed è altrettanto incredibile quello che una donna riesca ad ottenere dal suo uomo se veramente lo desidera. Credo che il dominio del mondo sia nelle loro mani.Devo anche ammettere, che aver organizzato questa trama, per amore di mia moglie alla fine ha portato anche me al piacere di vedere lei godere tra le braccia di un altro uomo con un cazzo quasi doppio al mio.Devo anche confessare che solo il pensiero di lei posseduta da Rex mi ha portato anche a qualche sega. Tante volte mi sono chiesto se ero normale o no, ma finivo sempre nel convincermi che era un atto d’amore.Il giorno fatidico arrivò velocemente, ed io, non in ufficio, ma nelle vicinanze di casa con il mio cellulare ho seguito anche tutta l’accurata preparazione di Eva per il suo futuro toro da monta, già la immaginavo godersi il suo oggetto di piacere e sinceramente al solo pensiero ero eccitatissimo.Eva era sempre più bella e piacevole da vedersi nel suo sempre rinnovato look, questa volta aveva indossato una camicetta “senza reggiseno” in seta, molto carina, ciò potrebbe far pensare ad un indumento poco sexy, ma provate ad immaginare di vederla slacciata fino sotto i seni, che con la sua leggerezza mette in mostra chiaramente la forma dei suoi capezzoli.Una gonna elasticizzata corta, di stoffa sottile che lascia intravedere lo spessore delle cinghiette delle giarrettiere, il filo del perizoma che si insinua nel taglio delle rotondità delle sue chiappe, insomma..... sempre più piacevole e maliziosamente sexy per i miei gusti.Ci sapeva proprio fare!!! Delle scarpe tacco dodici allacciate a mo di schiava fermate al piede con un collarino sopra la caviglia che faceva pensare a delle manette. Cosa che per un feticista ........La mia signora era pronta a dare il meglio di se con il suo futuro toro. Io, a loro insaputa, ero già fuori casa e ho assistito all’arrivo del suo bull. Eva lo saluta affettuosamente e gli dice:- mio marito si scusa, ma è stato trattenuto a lavorare per problemi burocratici. Mi dispiace, ha detto che potevamo iniziare senza di lui che ci avrebbe raggiunto quanto prima.Molto educatamente, ma altrettanto ipocritamente Rex ha chiesto a lei se fosse il caso della sua presenza in assenza mia, Eva ha fatto finta di non sentire e sempre come le altre volte l’ha preceduto per andare in cucina, non ho potuto cogliere le sfumature, ma farsi allacciare dietro il piccolo grembiule mi è sembrata una mossa strategica.Come l’ultima volta, ma questa volta senza che Eva lo invitasse a darle una mano lui si è prestato ad aiutarla. Scherzosamente lui ha chiesto un grembiule, Eva di risposta :- a dire il vero ce l’ho, è quello di mio marito, a te non si addice.Già con questa frase aveva dato il “La” a quanto sarebbe accaduto da lì a poco.Eva “casualmente” aveva bisogno di raggiungere un oggetto posto in alto su un pensile e, presa una sedia per salirci:- scusa Rex, potresti sostenermi, ho paura di cadere.Rex, prendendola per i fianchi l’ha quasi sollevata e lei invece di sollevare le braccia per prendere l’oggetto che serviva, ha appoggiato le sue sopra quelle di Rex, è rimasta ferma in quel modo per poco, ma quel tanto che bastava per fargli capire che era qualcosa di diverso.Infatti è scesa tenendo ferme quelle mani, che l’avevano protetta dal rischio caduta, sui suoi fianchi. Le si è avvicinata fino ad arrivare al contatto, ho visto chiaramente Eva che con il culo cercava spingendosi verso di lui, di far posizionare l’agognato cazzo tra le sue chiappe.Ormai anche per lui era arrivato il momento di agire, per prima cosa l’ha tirata a se quasi sollevandola, cercando di farle sentire chiaramente quanto desiderasse quel suo culo.Lei, finita quella stretta ha appoggiato le spalle al suo torace e lui lasciati i fianchi con le mani, slacciando gli ultimi bottoni della camicetta ha liberato i suoi seni afferrandoli con veemenza, sembrava volesse strapparglieli.Ansimando dal desiderio le ha porto il collo già libero dai suoi capelli, ha spostato le mani dietro di se per toccare finalmente il suo nuovo cazzo, sicuramente lo avrà stretto da sopra i pantaloni. Tutto questo è successo in silenzio, tanta era l’intesa.Ha iniziato lui a parlare:-Siiiii, siiiii, è tuo, sarà solo tuo se lo vuoi!!!Lei:- siiii lo voglio lo voglio.Questo mentre lei stava armeggiando dietro con molta difficoltà per iniziare a liberare tutti gli impedimenti tra lei ed il suo novo cazzo.Lui le ha lasciato i seni per aiutarla nel suo intento, ma lei, una volta libera da quella forte presa ai seni si è girata, ha spostato le sue mani e mettendosi in ginocchio ha proseguito nel suo intento, gli ha sganciato la cintura e dopo aver sbottonato i pantaloni li ha abbassai.Lui gli aveva messo le mani sulle spalle, mentre lei non riusciva a togliere lo sguardo da quel rigonfiamento sotto gli slip, tanto era rigido e duro che teneva distaccato l’elastico dalla pancia.Aveva oramai messo le dita in quello spazio che aveva formato la forte erezione e, finalmente li ha abbassati, era veramente enorme e talmente rigido che quasi per la vicinanza non lo prendeva in fronte.Lui:-dai..... lo hai desiderato molto vero, ora che lo hai visto ed hai avuto modo di capire di cosa si tratta non farlo aspettare, mentre diceva queste cose le ha preso le mani e se le è portare al cazzo, con una non riusciva a cingerlo e le sue mani sovrapposte non bastavano per la sua lunghezza, era proprio un bel cazzo, non mi sbagliavo.Eva ha iniziato a segarlo con tutte e due le mani, quella visione mi ha mandato in estasi e lui:- dai Eva, non sai fare meglio? Dai succhialo!! fammi vedere quanto sei brava. È stato così che Eva ha avuto modo di assaporare anche un altro cazzo e che cazzo, era grosso quasi come una lattina di coca, ma lungo quasi il doppio, non ho paragoni diversi.Era un eufemismo dire che lo aveva preso in bocca, Eva aveva la bocca piccola ed era riuscita a malapena a far entrare solo poco più della cappella, una parte era in bocca e aveva le sue mani sull’asta di quella mazza.Lui:- mi stai deludendo Eva, lo sai.... da oggi in avanti dovrai imparate a prenderlo tutto!! spero che tu abbia gli altri canali adeguati!!.Rex era un dominate, non ce ne eravamo resi conto ne io ne Eva, e sicuramente da Eva avrebbe ottenuto tutto.Lui:- sempre così voi troie, lo desiderate e poi fate finta di non farcela. Eva continuava con la sua pompa, intanto lui gli aveva tolto una mano dall’asta e se l’era portata ai testicoli, sembrava che la mano di Eva sparisse tra i suoi coglioni.Pensai che per questa volta avesse già goduto abbastanza e per questo l’ho chiamata e:- tesoro sto rientrando a casa, tra dieci minuti sarò li, speriamo che sia rimasto qualcosa da mangiare.Lei a questo punto cercava di liberarsi dal suo desiderio ma lui insisteva nel tenergli la testa per i capelli spingendo sempre di più il cazzo dentro, ma dovette cedere, il tempo stava passando e lei si sarebbe dovuta rimettere in ordine.Mentre lei era il bagno a rifarsi il trucco lui sulla porta le parlava:-sarai la mia troia, inutile che tu provi a sganciarti, ti aprirò come una cozza, la prossima volta ti voglio incontrare da sola, devi iniziare a soddisfare il tuo padrone..... il mio cazzo, perché sarà lui a dominarti.Lei:- siiii, sono la tua troia, mi avrai come desideri.Lui:- vuoi dire sarai la Troia del mio cazzo, anzi..... del tuo nuovo padrone, il mio cazzo.Ero fuori della porta e stavo ancora ascoltando cosa dicevano, ho suonato e lui:- vai ad aprire al cornuto di tuo marito, sbrigati. Ho spento il cellulare mentre sentivo il ticchettio delle sue scarpe arrivare ad aprirmi...Continua
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6 mesi fa
Soniatravslave, 54
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Sempre a cosce aperte!
Mi chiamo Giulia, ho 46 anni, sono di media statura, bionda naturale, occhi chiari, un seno opulento di una buona quarta misura, un bel culo alto e tondo, posto al culmine di due cosce lunghe e ben tornite. Sono seduta al bar e sto aspettando quel cornuto di mio marito, che deve venirmi a prendere. Mentre sorseggio il mio caffè, la gonna si è un po' alzata e le mie splendide cosce, fasciate da calze autoreggenti, sono in magnifica mostra. Un bel signore, più o meno della mia età, se ne gode la vista e mi sorride alquanto con fare sornione. È un bell'uomo e quel suo osservarmi mi provoca una certa umidità tra le mie gambe e, tutto sommato, penso che, se lui si proponesse, potrei anche accettare di far sesso con lui. Dentro di me penso che, tutto sommato, nella vita sono stata alquanto fortunata. Ho vissuto in un quartiere di una grande città e, fin da ragazza, dai 16 anni in poi, il sesso mi è sempre piaciuto al punto che, a soli 18 anni, ero già la puttana del quartiere. Penso, tra me e me, come sarebbe stata diversa la mia vita se non avessi incontrato mio marito e mi avesse dato dei figli. Lui è un uomo molto comprensivo, poco dotato sessualmente, ma di immense vedute. A lui piace sapermi libidinosa con tutti e vive le corna come un piacere, non come una umiliazione. Per lui è una grande gioia aver una moglie bella e di facili costumi. Giusto ieri sono andata a trovarlo in fabbrica, è un industriale che produce materiali ricavati dal riciclaggio della plastica e, appena entrata, l'ho trovato insieme a due clienti che, quando mi hanno vista entrare, son rimasti a bocca aperta. Indossavo una gonna abbastanza corta, attillata, di colore scuro, che modellava il mio provocante culo. Sopra avevo una camicetta di seta, aperta fino all’incavo del seno, sostenuto da un reggiseno che sollevava al meglio le tette. Sotto la minigonna, solo un sottilissimo, quanto microscopico perizoma e, ai piedi, tacchi altissimi. Sapevo che erano nuovi clienti e, in ballo c'era un'enorme commessa, che mio marito voleva in qualche modo aggiudicarsi, avendone già parlato nei giorni precedenti, così mi son presentata lì per dargli il mio contributo. Appena entrata lui ha fatto le presentazioni.
«Miei cari signori, questa splendida signora è mia moglie Giulia! Amore, lui è Antonio e l’altro suo fratello Giuseppe. Amici è a vostra disposizione!»
Ho visto lo sguardo che si sono scambiati i due e, poiché ero in piedi davanti a loro, ho guardato mio marito che mi ha fatto un cenno con il capo, mentre si è avvicinato alla porta e l'ha chiusa a chiave. Mi son avvicinata ad essi, li ho guardati in faccia ed ho allungato la mano, impugnando il cazzo di Giuseppe. Questi, dopo un attimo di incertezza, mi ha messo subito una mano tra le gambe, mi ha spostato il sottilissimo perizoma e, in un attimo, mi son ritrovata due sue dita in fica, che me la trastullavano alla grande; allora mi son data da fare anch’io. Mi ha masturbato per un po' e poi mi ha fatto inginocchiare, mentre mio marito mi guardava in silenzio.
«Inginocchiati troia, che adesso ti faccio vedere con che cazzo hai a che fare!»
Subito mi son trovata davanti un gran bel cazzone! Grosso, con la punta ricurva, che mi ha riportato alla mente quello che, a circa diciassette anni, mi aveva rotto il culo. Un cazzo che ti rompe il culo, provocandoti una perdita di sangue che è dapprima doloroso, ma poi ti inondata di immenso piacere, tra sperma e sangue che usciva dal mio buchino, diventato una voragine che non potei più dimenticare! Questo porco aveva anche una vaga somiglianza con quello del mio ricordo, quindi ho aperto la bocca e subito dopo lo tenevo tutto infilato in gola!
«Brava, puttana, succhialo bene che te lo pianto in culo!»
Mi ha afferrato la testa e mi ha scopato con forza la gola. Ho avuto subito un orgasmo! Adoro esser dominata ed usata con brutalità! Dopo essersi divertito a scoparmi la gola, mi ha fatto sollevato e girare, in modo da farmi appoggiare alla scrivania. Ha sollevato la gonna e me lo ha piantato con forza in culo.
«Troia, te lo sfondo! Ti spacco questo culetto meraviglioso!»
Io ho voltato lo sguardo e gli ho sorriso, mentre il suo cazzone è entrato senza alcuna difficoltà nel culo.
«Dici? Parli così perché non sai quanti cazzi sono entrati lì dentro, prima del tuo!»
Lui mi ha guardato con una certa curiosità.
«No, non lo so, ma dimmelo lo stesso, troia!»
«Almeno una cinquantina, e tutti grossi e duri!»
Ha sorriso.
«Si sente che sei aperta almeno quanto il traforo del Monte Bianco. Allora vuol dire che il mio sarà il cinquantunesimo e ti aprirà ancor di più!»
Ho girato lo sguardo ed ho visto mio marito sorridere contento. Intanto anche Antonio ha tirato fuori il suo ed ho visto un VERO SUPER CAZZO!
«Ma… accidenti, quello sì che è un cazzo!»
Me lo ha parato davanti alla faccia e stentavo a credere che fosse reale. Una bestia enorme! Lungo circa venticinque centimetri e dello spessore del mio polso.
«Apri al bocca, troia, che ti svergino prima la gola e poi la fica e, se resti viva, anche il culo!»
Ho avuto un orgasmo immediato. Ho visto lo stupore negli occhi di mio marito. Ho spalancato la bocca e lui mi ha davvero devastato la gola. Lo sentivo enorme! Più lo spingeva dentro in profondità e più mi bagnavo.
Ad un tratto, quello nel culo è venuto.
«Sborro, cagna! Te lo farcisco per bene, così lui potrà incularti meglio!»
Avevo avuto un orgasmo, ma avevo la bocca così piena da non poter urlare. Subito si è sfilato e, dalla voragine del mio culo, è fuoriuscita un'abbondante quantità di crema, che mi è colata tra le cosce. Un attimo dopo mi hanno fatto mettere di lato sulla scrivania e il mostro di Antonio mi è penetrato tutto in corpo. Lo ha spinto dentro con un affondo deciso e potente, senza farne restare un solo millimetro fuori. Lui stesso ne è rimasto sorpreso.
«Accidenti, com’è sfondata questa vacca! Guarda, Giuseppe, lo ha preso tutto dentro!»
Ho sentito la mia fica piena di quel cazzo fino all’inverosimile; poi ha preso a pomparmi forte e quel movimento mi toglieva il respiro. Intanto Giuseppe mi si è messo davanti ed ha infilato il suo cazzo ancora duro nella mia bocca. Mio marito ci guardava allibito, incredulo di come lo stavo accogliendo tutto dentro. Adesso ero piegata in due a farmi chiavare da quel mostro che mi sventrava la fica, mentre avevo in gola l’altro che sembrava non aver ancora sborrato.
Ero sconvolta dal piacere al punto che ho preso a spompinare di brutto; ormai non ero più presente a me stessa. Senza alcun preavviso, Giuseppe mi ha riversato in bocca un vero mare di sborra, sebbene quel cazzo fosse già venuto poco prima; era talmente tanta che non son riuscita ad ingoiarla tutta.
«Manda giù, troia! Senti come ti inondo la gola? Voglio riempirti lo stomaco!»
Ho cercato di ingoiare, ma un po' di sbroda mi ha sporcato camicetta e reggiseno. Nel frattempo Antonio, preso dal piacere, mi ha riempito la fica anche lui di tantissima crema.
«Tieni, vacca! Senti come si riempie una troia come te?»
Ho sentito un'ondata di calore invadermi la vagina e lui, mentre schizzava, lo ha estratto e, tenendomi ferma, me lo ha puntato al culo e spinto dentro, mentre proseguiva a schizzare. Ho sentito lo sfintere dilatarsi e ho urlato di dolore.
«Aaahiii! Cazzo, fa piano che mi rompi!»
Mi ha mollato una sculacciata che sembrava un pugno da quanto era dura.
«Zitta, vacca! Ti sei vantata di averne presi tanti e di più grossi; ora puoi dire di aver il culo rotto! Adesso ti faccio godere di culo!»
È vero! Poco dopo, mentre me lo stantuffava, ho avuto un orgasmo devastante! È stato così forte che le gambe mi hanno ceduto e lui mi ha sorretto, appoggiandomi alla scrivania. Poco dopo, ho ricevuto un clistere di sborra nel culo. Quando se ne è uscito, son crollata in ginocchio stremata. Ridendosela, si sono ricomposti, mentre mio marito mi ha accompagnato al bagno dove, seduta sul water, ho evacuato di tutto da quella voragine che era diventato il mio culetto. Naturalmente l’affare è andato in porto e oggi ho fatto shopping a spese di mio marito che sto ancora aspettando. Un po’ annoiata, mi giro e vedo il mio simpatico signore che indugia con lo sguardo sul mio corpo. Mi alzo, gli faccio un cenno con il capo e me ne vado alla toilette, seguita da lui. Appena dentro, mi inginocchio, gli tiro fuori un bel cazzetto, non troppo grosso, ma di buone dimensioni e glielo succhio di gusto. Lui mi vorrebbe scopare, ma io ho ancora i buchi in fiamme e così invento che ho le mestruazioni; allora si accontenta, si fa per dire, di un bocchino. Lo succhio e mi diverto un po'; poi mi sborra in bocca una buona dose di crema, che fatico un po’ ad ingoiare. Subito dopo, esco, vedo mio marito e salgo in auto con lui, che mi chiede dove fossi finita.
«Ho appena fatto un bocchino a quel signore che ora sta uscendo dal bar! Me lo son gustato fino a farmi sborrare in bocca.»
Lui mi guarda con un’aria di finto rimprovero.
«Ma è possibile che non posso lasciarti un momento da sola? Mi stai facendo cornuto in continuazione: sei diventata insaziabile!»
Gli sorrido.
«Tesoro, non preoccuparti che poi lo succhio anche a te! Non puoi ancora scoparmi, perché ho i buchi spanati da quei due di ieri, ma direi che è convenuto, no? In fondo il contratto ci farà guadagnare tanti soldi, quindi, che differenza fa se faccio una scopata in più o in meno? Tanto, sempre a cosce aperte sto?!»
Lui ha sorriso ed ha dovuto riconoscere che era tutto vero.
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6 mesi fa
baxi18,
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Doveva essere solo un incontro conoscitivo...
Doveva essere solo un primo incontro conoscitivo a casa nostra, ma in realtà ci eravamo scritti così tanto in chat, per settimane, che era come se ci fossimo già visti. La scintilla era pronta, doveva solo accendersi. Quel giorno non avevamo molto tempo a disposizione, poco più di un’oretta, trascorsa tra chiacchiere e confidenze. Neanche un bicchiere di vino ci siamo bevuti!Ormai l’orologio segnava le 11 del mattino, orario limite per salutarci. Il nostro amico si alzò come per andare, ma con molta gentilezza mi chiese se desideravo un massaggio alle gambe. La promessa di un massaggio era già stata lanciata settimane prima, e io non vedevo l’ora di sperimentare un massaggio tantra. Accettai volentieri, forse anche in modo molto ingenuo, pensando che sarebbe stato un breve e casto massaggio... in fondo non poteva essere tanto di piu perchè il nostro tempo era gia scaduto. Tirò fuori l’olio dallo zaino e mi chiese gentilmente di togliermi i vestiti. Imbarazzata lo feci… e lo fecero anche i due uomini. Io restai nuda, loro coi pantaloni.Mi sdraiai su un lettino improvvisato per terra, fatto con i cuscini del divano, lo stesso che usiamo quando giochiamo tra di noi..mi, mi adagiai tranquilla di schiena e mi offrii a quelle mani che non mi avevano mai toccato prima. Il mio cuore aveva cominciato ad accelerare, ma cercai di calmare il respiro e piano piano anche il corpo lo seguì. Ormai eravamo in ballo, ero curiosa di vedere cosa sarebbe successo. Era stata una settimana frizzante di suo, e quella mattina si stava rivelando ancora più imprevedibile!Ero lì stesa, ad aspettare… delle mani piene di olio cominciarono a viaggiare sulle mie gambe, rallentarono, fecero pressione, scorrevano, si incrociavano… sentivo che l’energia era diversa, che non si trattava di carezze improvvisate. Queste mani sapevano come muoversi su di me. Mi ritrovai stranamente rilassata per essere una prima volta, lasciai andare i pensieri, solo una melodia nella mente, molto leggera.Oltre alle mani, sentivo anche il suo respiro sopra di me, profondo, deciso, un respiro che accompagnava l’energia delle mani. Mi stavo abbandonando piano piano, era tutto così naturale, delicato e coinvolgente.Poco a poco, quelle mani esperte si avventurarono anche oltre alle gambe. E soprattutto, poco a poco non rimasero le sole a farlo… le mani diventarono quattro. Il mio lui prima era rimasto ad osservare quella situazione così insolita. Tanto desiderato e fantasticato, quel massaggio si stava trasformando in un vero gioco erotico. Mentre il mio corpo veniva toccato da mani sconosciute, la mia testa stava buttando giù quei paletti di pudore e di limite che per anni mi avevano protetto. Per molto tempo il mio lui aveva cercato di farmi oltrepassare i limiti mentali della brava ragazza, che la mia testa così rigida e controllata aveva sempre mantenuto ben in piedi. Ora però ero stanca di indossare quella maschera, volevo essere più in contatto con me stessa, esplorare realtà nuove, lasciare libero l’istinto, giocare e quell’inizio è stato molto speciale. Stava succedendo tutto in modo così fluido, senza pressioni… mi sono stupita della naturalezza con cui stavo vivendo quello che solo fino a poco tempo prima sembrava un tabù.Quattro mani mi percorrevano in lungo e in largo, indugiavano sulle gambe e si facevano sempre più vicine alle mie labbra. Mi venne quasi naturale aprire le gambe e lasciarmi esplorare anche là. Io ero lì, distesa, occhi chiusi, leggera, a godermi tutto quello che stavo ricevendo.Un sussurro all’orecchio sinistro: “Vuoi girarti?”... ora ero completamente esposta, nuda nel corpo e nella mente. Le mani ripresero a perlustrare il mio corpo da dove avevano lasciato. Ogni tanto aprivo gli occhi e guardavo i miei uomini: in quei rapidi momenti, vedevo due sguardi vogliosi e passionali. E mi dava una bella sensazione di apprezzamento, forse più di quella che riservo io a me stessa. Queste occhiate duravano poco, richiudevo subito gli occhi. Non so perchè, forse non volevo che la vista sminuisse le sensazioni, facendo lavorare la testa e i pensieri… forse volevo solo godere con me stessa di quel piacere nuovo che mi pervadeva.Ad un certo punto percepii una vibrazione di piacere sul clitoride… il nostro amico mi stava massaggiando le labbra, con un tocco pizzicato, leggero ma sicuro, senza frenesia, che non avevo mai sperimentato prima e che non mi ha lasciato per nulla indifferente.Aggiungere alle mani le bocche, il passo è stato breve. I miei capezzoli ad un certo punto erano in balia di due lingue vogliose, e io non potevo resistere ad un attacco così profondo, nel mio punto debole. Non ci è voluto molto perchè si dividessero i compiti… uno si occupava delle mie tette, uno della mia figa. E il nostro amico si muoveva bene sopra di me.Ormai abbandonata ad una profonda sensazione di rilassamento e piacere, le mie mani furono disturbate da due punte umide. Due cazzi chiedevano di entrare a far parte attiva del gioco. Li presi in mano entrambi, cominciai un lento lavoro su e giu. Era una sensazione nuova, molto spregiudicata per me, avere due aste in mano contemporaneamente, percepirne le dimensioni, il grado di piacere. Ci giocai un po’, con delicatezza, li lasciai andare e tornai a godermi da protagonista il mio massaggio. Sempre con gli occhi chiusi, non riuscivo più a distinguere chi mi leccava la figa e chi le tette, forse un po’ si, distinguevo i modi diversi di approcciarsi, di succhiarmi, uno lo conoscevo bene… ma non era importante saperlo: io mi sentivo a mio agio così, nella mia beata ignoranza.Il mio corpo si stava sintonizzando su un piacere intenso, ma la mente stava tornando alla dura realtà: il pensiero del tempo che avanzava, mi riportava ai miei doveri di mamma. Molto combattuta, aprii gli occhi, guardai i miei uomini e a malincuore riportai tutti coi piedi per terra. Una buona mezzora era volata, mentre mani, lingue e umori si intrecciavano. Io ero ancora distesa e a fianco del mio viso due cazzi in evidente tensione imploravano attenzione. Ero così dispiaciuta di aver interrotto il gioco che non ci ho pensato due volte e ho preso in bocca quello del nostro amico. In fondo volevo ringraziarlo, senza usare le parole, per essere stato così intraprendente e spavaldo nella proposta, per essere stato così delicato e profondo nel massaggio e nel gioco. Non è stato il pompino della vita, ne sono consapevole, ma lo considero un piccolo assaggio. Come quel momento, breve ma potente nella sua semplicità. Anche se nessuno dei tre è riuscito a godere, ci siamo lasciati con vibrazioni così positive che è come se fosse successo.Mi era già capitato parecchio tempo fa un breve massaggio a 4 mani, bendata, concluso da due superbe leccate, quella del mio compagno e quella di un amico storico. Una serata che ricordo bene, ma che ho vissuto con imbarazzo e poca consapevolezza. Di questa quasi prima volta ricorderò la naturalezza e la bella energia nell’aria. Chissà cosa succederà quando il tempo non sarà così crudele.
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7 mesi fa
DreamingPassion, 47/44
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Zelia e il professore
1. Introduzione.
Questo racconto vede come protagonisti indiscussi una allieva e il suo professore, che si ritroveranno coinvolti in un turbinio di emozioni impreviste.
La ragazza, di nome Zelia, ha 29 anni e degli splendidi occhi azzurri, coperti da occhiali e che si armonizzano con dei capelli castani lunghi e mossi.
È alta poco meno di 1 metro e 60 – abbastanza minuta quindi –, con due spalle strette, e un'armoniosa terza misura di seno impreziosita da due capezzoli chiari e non molto sporgenti.
Fianchi leggermente larghi e un culo "importante", una vulva perfettamente depilata, ha già provato gioie e dolori del sesso, poiché è stabilmente fidanzata, ma non per via anale...
Caratterialmente è abbastanza estroversa e sicura di se, e non veste mai in modo appariscente. Anzi, indossa quasi sempre abiti "casual", quasi sportivi direi...
Zelia è poi una studentessa universitaria, dottoranda quasi al termine del suo percorso di studi del dipartimento di filosofia, e in tale ruolo è anche l'assistente del prof. Eligio, figura maschile rassicurante e suo "patrono"...
Costui, 58 anni molto ben portati e una preparazione non comune, era un punto di riferimento per tutti i suoi studenti, e anche la giovane lo ammirava incondizionatamente.
Alto 1 metro e 75 per 80 kg, biondo con occhi verdi e di corporatura massiccia, era un uomo o meglio un maschio a tutto tondo, ma questo Zelia lo scoprirà quando ormai per lei sarà troppo tardi...
Infine, c'è Giulio, il fidanzato storico di Zelia. Un ragazzo di 32 anni, alto più o meno 1 metro e 70 per 70 kg, fisico asciutto, capelli neri e occhi castani. Lavora come impiegato in una multinazionale, ed è molto affezionato a Zelia, che crede di conoscere come le sue tasche... Fintanto che gli eventi che sto per raccontare non lo metteranno di fronte ad una realtà ben diversa...
2. Il futuro di Zelia.
Come accennato nel capitolo precedente, il dottorato della giovane era ormai agli sgoccioli, e Zelia si ricordò, per un imperscrutabile associazione di idee, di quel giorno in cui – inaspettatamente – il suo professore, che non aveva mai nascosto di stimarla per la sua intraprendenza e per le sue capacità, le aveva proposto la possibilità di entrare nel mondo del lavoro in un'azienda di prestigio, di cui un suo collega era Presidente e che cercava giovani preparati e pronti a mettersi in gioco...
La ragazza era consapevole che quella proposta era un'occasione imperdibile, anche se era altrettanto consapevole – sempre sicura di sé – di essere in grado di "camminare con le sue gambe".
Ma adesso qualcosa stava intaccando le sue sicurezze: il tempo stringeva, senza che gli si presentassero occasioni a cui poter dire di sì senza esitazioni...
Perciò, ecco che quel ricordo le diede la spinta per tentare. Si disse:
- "In fondo, ho tutte le carte in regola, e poi tentare non nuoce... Al massimo, conoscendolo, ritirerà l'offerta con la sua tipica eleganza... Più di questo non può succedere...".
E così, senza farsi altri scrupoli, decise di prendere l'iniziativa... Avrebbe rischiato il tutto per tutto!
3. La metamorfosi.
Quando Zelia varcò la soglia dell'ufficio del prof. Eligio, benché fosse consapevole di non domandare nulla di impossibile, aveva la tachicardia alle stelle, e quell'ambiente così austero non fece che accrescere quello stato d'ansia.
Il prof era assiso dietro alla sua scrivania, alla maniera in cui la ragazza lo aveva visto infinite volte, ma adesso le sembrava che tutto fosse cambiato. Le sembrò ancora più massiccio del solito, e lei era vestita con il suo jeans blù scuro e la felpa rossa con cappuccio.
Per un attimo, presa da un pizzico di follia, pensò di voltare le spalle e scappare, ma sapeva che un'occasione così forse non le si sarebbe mai più presentata... E allora, fatto un profondo respiro, come di consueto salutò il suo docente:
- "Buongiorno, professore, potrei rubarle qualche minuto?".
Eligio stava scrivendo. Si arrestò all'istante, alzò la testa dai suoi scritti e le sorrise... Tra i due, infatti, si era instaurato quasi un rapporto da padre a figlia...
Le disse, sottovoce:
- "Certo, Zelia. Siediti".
Proprio dall'altra parte della scrivania, c'era una seggiola per gli ospiti. Era in legno, e a prima vista doveva essere pure scomoda.
La ragazza, comunque, agitata com'era, non ci fece caso, tutta concentrata a trovare il modo di organizzare i suoi pensieri, ma fu il professore a precederla, dicendole:
- "Beh, allora ci siamo con il dottorato... Hai già qualche idea per il futuro?".
Zelia sentì di nuovo il cuore salirle in gola, perché intuiva che tutto dipendeva da come avrebbe intavolato il discorso e dalla conseguente risposta del professor Eligio, e attaccò:
- "Veramente, professore, lei una volta mi disse... di quella possibilità... si, insomma, di andare a lavorare in quella azienda... di quel suo collega...".
Il prof, che stava fissando la ragazza mentre parlava, si scosse e vedendola in imbarazzo la interruppe dicendo:
- "Si, certo che mi ricordo! Come no!? Sono contento che hai preso in considerazione la mia proposta, vedrai che ti troverai bene...".
Poi tornò a guardarla e si rabbuiò in viso:
- "Una preparata come te, non avrà certo difficoltà... Ma... Ci sarebbero dei requisiti che non so se...".
Zelia si sentì avvampare da uno strano calore... Era tutto così bello che non poteva essere vero! Si disse, tra sé e sé:
- "Ecco, lo sapevo... Io non sono raccomandata, e quindi...".
Comunque, il suo carattere estroverso e battagliero fece sì che la dottoranda decidesse di fare ugualmente un estremo tentativo. E domandò al prof. Eligio:
- "Beh, mi dica quali sono questi requisiti che dovrei rispettare. Vedo che lei dubita che io possa averli, ma chissà, se mi impegno al massimo... Mi lasci provare...".
Il professore, allora, vedendola così determinata, cercò di tranquillizzarla. Le disse, con fare conciliante:
- "Non ti preoccupare... Principalmente è un requisito d'immagine. Per il resto, la spunterai di tutti...".
E prese a spiegarle, nei dettagli, cosa intendesse, e precisamente la necessità che lei mutasse radicalmente il suo look, assumendo un abbigliamento decisamente più elegante e capace di catalizzare l'attenzione su di sé, proprio come quella azienda richiedeva...
E continuò:
- "La dentro, soprattutto con le ragazze giovani, dovrai dimostrare di saper reggere una competizione senza esclusione di colpi. Una competizione basata anche sulla sensualità. Tu mi capisci, vero?".
Poi tacque, mentre Zelia si contorceva nervosamente le dita delle mani, e infine la sollecitò a tornare da lui il giorno successivo con il nuovo abbigliamento:
- "Allora, ci siamo capiti? Ti aspetto domani, e vediamo di renderti più appetibile...".
Così, il giorno seguente, erano passate da poco le 13 quando Zelia si annunciò bussando alla porta del suo professore... Fremeva dal timore di non essere ancora all'altezza, ma era decisa a mettercela tutta...
Il suo nuovo abbigliamento le sembrò esattamente ciò che il prof. Eligio le aveva suggerito, e consisteva in una camicetta di seta bianca, una gonna sotto il ginocchio blu scuro, e una giacca dello stesso tono, e per finire calzava ai piedi un bel paio di scarpe con un tacco moderato...
Le sembrò anche una mutazione "estrema" rispetto al suo solito jeans e felpa, e per questo la giovane si sentiva un po' "un pesce fuor d'acqua".
Subito, entrò nello studio e fu invitata a sedersi allo stesso posto del giorno precedente, di fronte all'uomo che considerava – senza il minimo dubbio – il suo punto di riferimento.
La sedia che le era stata indicata si trovava quasi accostata al tavolo, e così Zelia la allontanò in modo che il professore potesse avere una visuale completa della sua figura.
Si sedette, come se quel pezzo d'arredamento avesse dei chiodi sopra, tanto era agitata, ed aspettò che il docente le dicesse qualcosa...
Ma costui pareva esitare. La scrutò senza profferire parola dalla testa ai piedi, muovendo la matita che aveva in mano sulla sua fronte corrugata.
Questo nuovo "esame" durò per un tempo che a Zelia parve infinito, ma in realtà lui stava soppesando attentamente ogni particolare...
Infine, si alzò in piedi e le si avvicinò, sempre tacendo, pensieroso, cominciò a girarle intorno finché non si fermò alle sue spalle. A Zelia si fermò il respiro, e fece un salto di sorpresa quando il professor Eligio le disse:
- "Vedo che hai fatto del tuo meglio, ma sinceramente ancora non basta. Devi mettercela tutta, perché altrimenti poi potresti rimpiangere ciò che poteva essere e non è stato. Devi capire che certi treni passano una volta sola, e questa è la tua occasione!".
La ragazza sentì la delusione montare, ma non voleva arrendersi. Perciò, rispose, a testa bassa e senza il coraggio di difendere la sua scelta:
- "Professore, non capisco... Comunque, sono pronta ad ascoltare i suoi suggerimenti, lei ha senz'altro più esperienza di me...".
Restarono entrambi immobili per qualche secondo, poi l'uomo tornò al tavolo, aprì un cassetto con una chiave che estrasse dalla tasca, e prese una busta dentro la quale c'era un abito femminile...
Glielo porse, e sorridendo soddisfatto le disse:
- "Questo è ciò che intendevo... Doveva essere il mio regalo di dottorato per te, ma vista la necessità te lo do adesso... Provalo, così vediamo come ti sta', e poi decideremo se è giusto per l'occasione".
Zelia si sentì persa. Aveva assecondato il suo prof sul cambio di look, ma questa volta...
Era rimasta scioccata dalla richiesta di quell'uomo più grande di lei, e lui se ne accorse, e si affrettò a rassicurarla:
- "Io adesso vado dal direttore d'Istituto... Tu puoi chiederti dentro e usare il mio studio come camerino... Sono certo che è perfetto per te...".
4. Cambio d’abito.
Detto ciò, il professore uscì dal suo studio chiudendosi la porta alle spalle...
Zelia, rimase per un momento seduta dov'era. Poi si scosse da quella sorta di torpore, si alzò, e si disse che doveva fare tutto in fretta, di modo che quando lui sarebbe tornato l'avrebbe trovata con il "regalo" indossato.
Prese la busta con dentro l'abito e lo tirò fuori, e... Sorpresa! Era un vestito di velluto, che l'avrebbe fasciata esaltando le sue curve, cortissimo, e soprattutto che sul di dietro le avrebbe lasciato la schiena scoperta per buona parte...
Zelia rimase sconcertata. Non avrebbe mai immaginato che il suo prof la "vedeva" dentro a un vestito del genere!
Lo guardò di nuovo, e pensò a quanto si sarebbe vergognata a mostrarsi così in una situazione lavorativa. Lo girò e rigirò tra le sue mani come volesse saggiarne la consistenza, tergiversando sul da farsi, perché lo reputava davvero "sconveniente".
Comunque, si rese conto che era un capo davvero pregiato, e infine capitolò.
Stava per fare ciò che non aveva mai fatto in vita sua, ma il desiderio di competere ad armi pari per avere quel posto era troppo forte...
Lentamente, si sfilò la giacca che posò quasi con "religiosa" attenzione – quell'abito, le era costato un occhio della testa per le sue finanze – sulla spalliera della sedia, e si tolse le scarpe restando scalza, con le piccole palme dei piedi a contatto con il freddo pavimento.
Quella sensazione le provocò un forte senso di disagio, ma ormai il dado era tratto.
Con calma mista ad ansia, dovuta alla fretta, si sbottonò la camicetta, aprendo bottone dopo bottone, fin quando – sfilandola in vita da dentro la gonna – anch'essa non fu libera per essere tirata via e riposta sopra la giacca...
Zelia guardò di fronte a sé, come in un immaginario specchio, e "senti" un brivido. Aveva soltanto il reggiseno, e percepì che i suoi capezzoli si stavano inesorabilmente indurendo fino a farle male...
E improvvisamente, senza neanche accorgersene, si ritrovò a parlare a se stessa, bisbigliando:
- "Zelia, devi essere impazzita... Stai facendo la puttana! Lui ti ha chiesto di vestirti così, e tu non hai avuto nulla da ridire??".
Stette lì immobile, con il cuore in gola, ma poi riprese a spogliarsi... Sbottonò il bottone della sottana, abbassò la cerniera, e infine – chinandosi in avanti – si tolse anche quel capo.
Risollevandosi, tornò a riflettere:
- "Pensa tu se proprio adesso torna il professore... Devo fare presto!".
E in effetti ora la ragazza era in reggiseno e mutandine bianche di pizzo, l'unico vezzo che si era concesso quella mattima... Non che fossero granché "scandalose", anzi, poiché erano delle culotte molto ampie, ma insomma si trovava pur sempre in solo intimo nello studio del suo docente...
Per chi l'avesse vista, però, aveva un non so che di eccitante, di "femmina", e forse aveva ragione lei a vestire così "casual", tanto che non era ciò che indossava a renderla appetibile.
Senza pensarci su troppo, indossò il vestito che le era stato regalato e notò che l'audace scollatura sul davanti lasciava scoperto buona parte del reggiseno.
Provò a sollevare un po' il tessuto dell'abito, riducendo la scollatura, ma il reggiseno restava ugualmente visibile, e soprattutto si ricordò che anche la parte posteriore aveva un'ampia scollatura.
Quel "movimento", non fece altro che approfondirla sul fondoschiena, mettendo in luce anche buona parte delle mutandine.
Pur non potendo vedersi, lo sentiva bene, e pensò che – giunta al punto in cui era – fosse il caso di togliere almeno il reggiseno, poiché era di troppo, ma proprio mentre stava per abbassare la cerniera che aveva sulle spalle, con la coda dell'occhio vide una figura.
Si voltò di scatto, e riconobbe il suo docente. Nella preoccupazione indossare quell'abito nella maniera corretta, non si era avveduta che l'uomo era rientrato nella stanza e che, appoggiato a uno scaffale, si stava godendo lo "spettacolo"...
La giovane si sentì in imbarazzo immaginando che lui avesse visto ogni paesaggio di quell'involontaria esibizione, e così il professor Eligio le sorrise bonariamente, accompagnando l'espressione del viso con una sorta di applauso. Poi, lentamente, le confermò quello che era stato il suo timore:
- "Che ti dicevo? Ti sta benissimo... Solo quell'intimo là sotto... Sarebbe un errore imperdonabile, una caduta di stile...".
Si avvicinò a Zelia ed iniziò a far scendere la chiusura, e lei ne capì la ragione... Istintivamente, portò le mani sul petto per evitare che quella mossa la facesse rimanere in intimo dinanzi ad un estraneo, ma subito se ne pentì riconoscendo che quell'uomo aveva un grande potere sulla sua carriera futura.
Si voltò verso di lui così come si trovava. Era una situazione un po' comica, ma il docente cercò di mostrarsi comprensivo, e le domandò con fare quasi paterno:
- "Sei fidanzata, Zelia?".
La dottoranda, che non si aspettava una domanda del genere, e che forse ne travisò il senso, rispose timidamente in modo evasivo:
- "Sì... Ma se devo trasferirmi per lavoro, lo faccio...".
Lui sorrise di nuovo, e la incalzò:
- "E come si chiama?".
- "Giulio", rispose Zelia sempre più turbata.
Allora il professore affondò il colpo:
- "E... È geloso?".
La ragazza, a questo punto, cominciò a preoccuparsi che il professor Eligio si informasse su questioni così "intime", ma non volendo contraddirlo gli rispose:
- "Non ne ha motivo...".
L'uomo parve soddisfatto delle risposte, ed andò a sedersi alla sua scrivania pensieroso, poggiando le sue mani a sostenersi il mento.
Dopo qualche istante in cui i due rimasero a guardarsi, il docente fece il punto della situazione, e concluse:
- "Bene bene... Allora, ci vediamo domani. Verso le 19. Scusami, ma prima non posso. E mi raccomando, con questo abito, così vediamo di rimediare all'inconveniente di poco fa...".
5. Prova vestito.
Zelia quel giorno se ne tornò a casa senza trovare il coraggio di parlare dell'accaduto con Giulio. D'altronde, in fondo non era accaduto nulla di problematico, e tutto rientrava in un ambito preparatorio del suo avvenire.
Era certa di riuscire a tenere tutto sotto controllo, anche se quelle domande sulla sua vita privata la misero in apprensione, poiché le interpretò come un'eventuale possibilità di doversi allontanare dalla sua città.
Il giorno dopo, la giovane lo trascorse per buona parte a perfezionare la sua tesi, e quando fu l'ora concordata si presentò – dopo essersi cambiata d'abito – nello studio del suo professore.
Entrata, però, non trovò la sedia sulla quale si era accomodata il giorno precedente... Restò in piedi, al centro della stanza, incerta sul da farsi, finché il docente non sollevò lo sguardo verso di lei, si alzò dal suo posto, e le andò incontro. E vedendola con indosso il "suo" vestito, si complimentò:
- "Vedo con piacere che ti ci stai abituando... Dove eravamo rimasti, ieri? Ah sì, alla faccenda della biancheria intima...".
L'uno di fronte all'altra, l'uomo tacque brevemente, e poi - così a bruciapelo - le chiese:
- "Per piacere, leva un momento quel vestito...".
E mentre Zelia mostrò un evidente cedimento sulle gambe a causa di quell'improvvisa quanto inattesa richiesta, il prof. Eligio si avvicinò alla porta e diede una doppia mandata dicendo:
- "Ecco, così non ci disturberà nessuno... D'altra parte, a quest'ora ci siamo solo io e te...".
Quindi, il docente tornò a sedersi al suo posto, ripetendo – leggermente infastidito dalla ritrosia di lei – l'invito:
- " Su, leva il vestito!".
Solo allora Zelia cominciò a sospettare che dietro a quella richiesta ci potesse essere qualcosa di poco chiaro... Ad ogni modo obbedì, volendo accertarsi se si trattava di una sua suggestione o c'era dell'altro, e depose la veste sullo scaffale a cui il giorno prima il professore si era appoggiato per assistere allo "spettacolo".
Come se nulla fosse, e come se una giovane donna in solo intimo, nel suo studio, fosse la normalità, il prof. Eligio riattaccò:
- "Hai un gran fisico, sai? Per questo devi essere più audace e pretendere di più da te stessa...".
Zelia cominciò a sudare freddo, e il suo battito accelerava di minuto in minuto, e nella sua mente presero a frullare mille pensieri... Però, non trovò le parole per reagire, nemmeno per mostrare tutta la sua riconoscenza, visto che il suo futuro dipendeva da quell'uomo.
Quello che era certo, comunque, era che cominciò a pensare al suo ragazzo, Giulio, e si ritrovò a mettere a confronto i due maschi...
Questo ingenuo "esercizio" durò per pochi istanti, e quando Zelia fu risvegliata di soprassalto dalla voce del docente – che rimbombò per tutto lo studio ma soprattutto nel suo cervello – la dottoranda udì, nette come una fucilata, le parole:
- "Credo che sia arrivato il momento di far sì che il vestito sia adeguatamente valorizzato, e che lui valorizzi te... Non basta la tua indiscussa intelligenza!".
E poi, perentorio:
- "Zelia, hai capito, vero? Togli il reggiseno...".
Il battito cardiaco le salì fino a rintronare nelle tempie, era accaldata dalla confusione, la salivazione azzerata. Ora si aspettava qualcosa, ma non avvenne nulla.
Era in uno stato di trance emotiva, e meccanicamente portò entrambe le mani dietro la schiena, slacciò il reggiseno e lo lasciò cadere a terra...
Il professore mostrò che si stava eccitando, e d'altronde il torace della ragazza era proprio ciò che ci voleva per fare andare su di giri un uomo. Si complimentò per tanta disarmante e genuina bellezza e le disse:
- "Che ti dicevo? Il tuo fidanzato è davvero fortunato, due belle tette da maneggiare a suo piacimento, e da usare per ottenere ogni cosa... Anche un buon posto di lavoro...".
Intanto i capezzoli si erano induriti – forse a causa della feedda serata e dell'assenza di riscaldamento nello studio –, e nonostante le non eccelse dimensioni svettavano nella direzione di colui che ne stava tessendo le lodi...
Il quale si era lasciato andare, e paonazzo in viso sollecitò ulteriormente la giovane:
- "Adesso, togliti le culotte... A parte che sono adatte a tua nonna, non ti sei accorta che si vedevano dalla scollatura del fondoschiena? Su, fai la brava...".
Zelia questa volta si sentì terribilmente imbarazzata, e non riuscì a trovare il coraggio per farlo. Anzi, con sua stessa sorpresa, si ritrovò a rispondere, fissando dritto negli occhi il suo interlocutore:
- "Professore, sta scherzando? Non lo farò mai!".
Ma lui non si scompose, e con un sorriso la zittì , alzando un poco il tono di voce:
- “Lo vuoi o no quel lavoro? Mi sembra chiaro che così non puoi presentarti. Dobbiamo vedere come ti sta questo maledetto vestito! Su, togliti le mutandine, e sbrigati...".
Zelia, allora, si tolse le culotte bianche fino a tenerle in mano, e restando come impietrita completamente nuda.
Non sapeva cosa pensare, cosa aspettarsi adesso da un uomo che – in quei pochi minuti da quando era entrata nel suo studio – aveva cominciato a vedere sotto una luce completamente diversa.
Si sarebbe permesso di toccarla anche se lei gli aveva detto chiaramente di essere fidanzata? Se così fosse accaduto, nessuno sarebbe potuto correre in suo soccorso.
E proprio mentre, visibilmente angosciata, stava pensando a queste cose, il professore si alzò e le andò incontro, fermandosi a meno di un metro da lei... La squadrò ben bene dalla testa ai piedi, e infine le disse:
- "Ti sei mai spogliata completamente nuda davanti ad un uomo? Nuda! Completamente nuda?”.
La ragazza trasalì un’altra volta, e poi – tutta rossa in viso e abbassando la testa dalla vergogna – rispose con un leggero filo di voce quasi impercettibile:
- “Sì, professore, ma non davanti ad estranei”.
- “E io sarei un estraneo?”, la incalzò il docente, provando un certo senso di soddisfazione a metterla in imbarazzo.
E lei:
- “Prof, che c’entra tutto questo con il lavoro? Così mi mette in imbarazzo… Comunque no, lei per me è come un padre…”.
Zelia nuda era decisamente quella che si dice una gran bella femmina, e il caso volle che il professore fosse uno di quei maschi patiti dei fianchi femminili. Vi posò sopra le sue ruvide mani, accarezzando le ossa iliache leggermente sporgenti, e poi fece un altro passo indietro per osservarla meglio, soprattutto per ammirare la sua intimità più profonda.
La dottoranda, seguì lo sguardo del professore e vide che era finito esattamente tra le sue gambe, e di riflesso si coprì il pube con le mani. Ma l’uomo, con l’indice della mano destra le fece segno, severo, di toglierle, e pensierosi rimase lì a riflettere…
In effetti, il basso ventre di Zelia, in quel periodo, era tutto lì: monte di venere perfettamente liscio e depilato, così come in prossimità delle grandi labbra che lasciavano vedere tutta la fessura, dal cappuccio del clitoride al perineo…
Ma a un certo punto, quando lei si stava quasi rassegnando ad un assalto a cui non avrebbe potuto (o voluto?) opporsi, il professore si voltò di scatto e andò ad appoggiarsi alla parete accanto alla porta. Da lì, con una sonora risata, le intimò:
- “Dai, basta così, indossa il vestito e vediamo come ti sta… Ovviamente, senza nulla addosso! Vedrai che figura!”.
Zelia non vedeva l’ora di potersi coprire nuovamente, e svelta indossò il capo che le aveva regalato il prof. Eligio…
Inutile dire che le stava una favola, soprattutto sul di dietro dove la profondità della scollatura giungeva a mostrare chiaramente il suo bellissimo culo, e in particolare la spaccatura tra le due natiche.
L’uomo era soddisfatto. Per quella sera, poteva bastare, e così le disse:
- “Zelia, si è fatto tardi, ti staranno aspettando, specie il tuo fidanzato… Puoi andare, ci rivediamo domani alla stessa ora, il tempo stringe e tu devi essere perfetta…”.
Così, la giovane si stava per slacciare la cerniera e raccogliere da terra il reggiseno e le culotte per rindossarle quando al professore venne in mente un ultimo “gioco”. Le gridò:
- “No! Vai a casa così. Ti devi abituare a sentire il velluto sulla pelle nuda e gli occhi di tutti nelle parti essenziali…”.
E dopo aver detto quelle parole la lasciò andare…
6. SMS galeotti.
Zelia, quella sera, non volle vedere nessuno, neanche il fidanzato. Si sentiva "sporca", anche se il prof. Eligio non le aveva messo addosso neanche un dito.
Non immaginava che per quel posto si sarebbe dovuta spingere fino a tanto, ed ora si chiedeva cosa ancora l'aspettasse. Soprattutto, se la sera successiva avrebbe parlato soltanto della tesi...
E fu la sua fortuna che rimase chiusa in casa, nella sua stanza, perché a un certo punto – quando stava per addormentarsi – giunse sul suo cellulare lo squillo tipico di un SMS.
Il suo uomo non poteva essere, poiché le aveva detto che era stanca e sarebbe andata a dormire presto, e allora?
Con malavoglia afferrò l'apparecchio, ed ebbe un vero tuffo al cuore quando lesse il nome del mittente. Era il suo professore, che chissà come era riuscito ad avere il suo numero...
Aprì il messaggio, e la sorpresa si trasformò in disagio, perché c'era scritto:
- "Ciao, che fai?".
Il prof. Eligio non si era mai permesso fino a quel momento di contattarla per ragioni che esulavano lo studio, e dopo quella serata la ragazza "sentiva" che dietro a quella domanda ci sarebbe stato qualcosa di più. Così rispose vagamente, lasciando la mossa successiva nelle mani di lui. E scrisse:
- "Sono molto stanca, e me ne sto in casa".
Ma il docente non diede peso a quelle parole di cortesia ma che intendevano chiudere lì la conversazione, e attaccò:
- "Io, invece, ti stavo pensando, lo sai? Il tuo giovane corpo mi ha stregato. Domani sera, dobbiamo scopare! Ho una gran voglia della tua micetta, chissà che buon sapore... Oggi non so come ho fatto a trattenermi... E non dirmi che non ne hai voglia pure tu... Buonanotte, maialina... Vedrai che insieme faremo grandi cose! Ah, dimenticavo: sotto il vestito, per l’occasione ti concedo di indossare solo delle autoreggenti bianche…".
Zelia restò a bocca aperta... Ciò che temeva e che nello studio del professore non era accaduto poche ore prima, si stava concretizzando nelle intenzioni di quell'uomo...
- "Che porco!, non ha certo peli sulla lingua!", esclamò tra se e se la giovane mettendosi la mano davanti alla bocca...
Poi, rifletté un attimo, prima di rispondergli:
- "Oggi non c'è stato niente, proprio niente, e niente ci sarà neanche domani sera. Credevo avesse capito che io sono fidanzata!".
Attese qualche minuto, e infatti ecco la contromossa del docente:
- "Eh Zelia, sei fidanzata... Ma io mica ti voglio sposare... Solo SCOPARE. Sarebbe un bel gesto da parte tua ricambiare il mio interessamento per il tuo futuro... Potrei metterci una buona parola e magicamente ti si aprirà quella porta che tu sai...".
La dottoranda ebbe un gesto di stizza, e le scesero sulle guance un paio di lacrime... Supina con gli occhi a fissare il soffitto, si sentì perduta e sola... Come poteva confidare una cosa del genere a Giulio? E come poteva respingere al mittente quella richiesta, quasi una pretesa inappellabile, del suo professore? Anche se era una mente brillante, la raccomandazione restava la via più sicura che avrebbe fatto la differenza.
Stanca e provata, si addormentò, e nessun altro squillo giunse a scuotere il suo sonno...
Al risveglio la mattina seguente, però, il pensiero tornò immediatamente a lui. Era ancora a letto, e riprese in mano il telefonino, rilesse i messaggi.
Sottovoce, pensò:
- "E' tutto così assurdo... Ditemi che sto sognando!".
E gettò via l'apparecchio...
Cercò di non pensarci più fino al tardo pomeriggio, rinviando di minuto in minuto ogni decisione, quando questa volta fu il citofono a suonare... Era il suo fidanzato che era passato per un saluto e per accertarsi su come stava, dopo la notizia della sera precedente...
Ma Zelia si comportò in maniera evasiva, adducendo come scusa che era in ritardo:
- "Scusa Giulio, ma sono in ritardo... Ho un appuntamento in Università per il dottorato e non posso fare aspettare il professore...".
Ma lui, per sdrammatizzare lo stato d'animo della sua donna la buttò lì:
- "Devo essere geloso? Vabbeh, fai pure, io ti aspetto qui...".
Così Zelia si avviò verso la stanza da bagno per farsi una doccia rinfrancante.
Poca roba, circa un quarto d'ora, durante il quale Giulio si mise a giocherellare con il cellulare della ragazza rimasto incustodito sul letto.
Non avevano mai avuto segreti i due innamorati, ma questa volta accadde qualcosa di assolutamente inverosimile per lui.
Prima, si dilettò dei soliti giochi installati su quegli apparecchi, ma quando ne ebbe a noia, per sbaglio aprì l'applicazione dei messaggi e restò di sasso...
Fu infatti incuriosito dal fatto che Zelia intrattenesse corrispondenza con il suo professore, che conosceva solo di nome, e pensò di trovare messaggi "tecnici"... Lui non ne capiva niente di quelle cose, ma tanto doveva passare il tempo.
E così fu che lesse, parola dopo parola, della richiesta a cui Zelia avrebbe dovuto acconsentire proprio quella sera...
Era pietrificato e, poiché nel loro rapporto la parola gelosia non era contemplata, decise di chiedere spiegazioni alla giovane.
Così, quando Zelia tornò nella sua stanza in accappatoio, le mostrò il suo cellulare con uno sguardo interrogativo:
- "C'è qualcosa che devo sapere?", attaccò.
La ragazza, che come detto era molto sveglia, capì al volo a cosa Giulio alludesse, e dopo essersi denudata completamente lasciando scivolare a terra l’unico indumento che la copriva, reagì raccontandogli ciò che era accaduto la sera prima, e infine fu chiara circa le sue intenzioni:
- “Amore mio, lo sai quanto è importante quel lavoro… Senza, non potremo sistemarci. E poi, non hai sempre detto che ti piacerebbe fare un’esperienza da cuck, discretamente, senza metterci la faccia? Il prof. Eligio è un uomo discreto, vedrai che andrà tutto bene…”.
Giulio non credeva alle sue orecchie… La sua donna, così riservata… Come aveva potuto mostrarsi “come mamma l’aveva fatta” a un estraneo e per di più anche in là con gli anni? Riflettè un poco, ma intanto Zelia non perse tempo e gli spiegò la strategia che aveva in mente:
- “Ascolta… Sia te che il prof volete tutti e due la stessa cosa… Godermi! E io posso accontentare entrambi. Facciamo così: quando io sarò con lui avvierò una videochiamata, così avrai tutto quello che ti serve… Che ne pensi?”.
Il ragazzo, allora, annuì con il capo, e sul viso gli si dipinse un vago sorrisino. Poi la fissò e le disse:
- “Sei un angelo e un diavolo allo stesso tempo… Per questo mi piaci… Chissà com’è messo quel porco… Va bene, accetto! Però, non mi devi nascondere nulla, e per favore niente culo!”.
L’accordo tra i due innamorati fu concluso così, con grande soddisfazione da parte di entrambi e – di riflesso – anche del “terzo incomodo”…
7. “Preliminari”.
Zelia si presentò dal professore sul far della sera, indossando come da accordi quell'abito così provocante che lui le aveva regalato.
La parte sotto era abbastanza corta, percui le autoreggenti bianche - una improvvisata variazione sul tema - risaltavano magnificamente sulla sua carnagione chiara.
Non bussò neanche, e quando lui la vide entrare restò per qualche secondo in silenzio al suo tavolo, fissandola. Poi si scosse, le fece cenno di avvicinarsi, e le disse con la gola secca dall'emozione:
- "Complimenti, sei davvero sexy! Allora, devo pensare che la tua risposta alla mia richiesta di stanotte sia un sì?".
I loro sguardi si incrociarono, ma la ragazza non disse nulla. Si intuiva, però, che ogni cosa era cambiata in 24 ore, lui sembrava attratto dai suoi occhi e lei non sembrava più così "recalcitrante".
E infatti Zelia posò il suo cellulare su una libreria a giorno che era lì nei pressi e andò a sedersi sulla scrivania, proprio dalla parte del suo docente che nel frattempo si era scostato, lasciando le gambe penzolare a ciondoloni, leggermente aperte...
Prima di entrare nella stanza, però, aveva inviato a Giulio questo messaggio:
- "Preparati, mio piccolo cuck... Lo spettacolo sta per avere inizio...".
Il poveretto, non la "riconosceva" più, ma aveva eseguito alla lettera gli ordini, e come prima immagine vide lei che – dondolando le gambe – sfiorava con rapidi tocchi la gamba del professore...
Era evidente che la giovane voleva "vendicarsi" dell'insolenza di lui, e quindi decise di non lasciare il "gioco" nelle sue mani. Per questo, si chinò in avanti, e grazie al generoso décolleté del vestito mise in sfacciata evidenza i seni. Niente di volgare, ma quanto bastava ad "accendere" la serata...
E la trappola scattò immediatamente: come da lei previsto, il prof. Eligio non tardò a gettare lo sguardo dentro la scollatura, e lei di rimando, maliziosa:
- “Beh, ancora non sa cosa c'è qui dentro? Se vuole, posso aiutarla...”.
Senza aspettare la sua risposta, Zelia iniziò con grande sensualità a far scendere la cerniera lampo che aveva sulle spalle, e poi si abbassò l'abito fino ai fianchi...
Credeva di aver distratto il porco con la vista del suo corpo, ma proprio nel momento in cui il suo sguardo era puntato sui capezzoli di Zelia, il professore si accorse di qualcosa di strano nel cellulare di lei... Si alzò con un bel bozzo tra le gambe, e si precipitò alla libreria... Prese in mano quel telefonino e si accorse dell'inganno...
Si voltò subito verso di lei e le urlò in faccia:
- "Troia, che cosa credevi di fare? Di fregarmi? Mi vuoi rovinare? Chi c'è a guardare? Altro che il lavoro, io ti distruggo professionalmente!".
Alla ragazza non rimase che confessare ciò che aveva architettato con il compagno e la vera ragione di tutto:
- "Professore stia tranquillo... Non voglio fare niente di tutto ciò. Ora le spiego... Lei deve sapere che era da tempo che il mio ragazzo voleva fare un'esperienza Cuckold, ma aveva paura di farlo dal vivo, insomma non voleva metterci la faccia... E così abbiamo pensato che questa fosse l'occasione giusta... Lui guarda mentre lo facciamo, e io gli mando dei messaggi con cui si eccita... Capisce? Niente di strano... Lei è sempre stato il mio professore preferito, come potrei farle qualcosa di male?".
Nel frattempo Giulio, seduto davanti al computer a casa sua, aveva seguito attonito ogni dettaglio della performance della sua donna, e tutta la spiegazione.
Con il cazzo in tiro stretto al livello dell'asta, temeva che il "gioco" fosse finito lì, ma si sbagliava...
Infatti, il prof. Eligio, dopo aver riflettuto brevemente sulle parole di Zelia, sembrò tranquillizzarsi, e ancora ansimante di collera beffardo le propose:
- "Non credevo che avrei preso due piccioni con una fava... E che piccioncini! Bene, facciamo così: voglio avere anch'io un dialogo con lui mentre mi diverto con te".
La linea con Giulio era ancora aperta, e quindi l'uomo si rivolse a lui:
- "Guarda, mezza checca, come si tratta una donna... Mi vuoi vedere scopare la tua puttanella? Va bene, ti accontento, ti farò cornuto! Ahahah...".
Senza dire nulla, le afferrò il viso e prese a limonarla in bocca...
Presa alla sprovvista, la giovane sulle prime fu un po' rigida, ma quando la lingua del professore cominciò ad esplorarle voluttuosamente la cavità orale e le sue labbra succhiavano la lingua di lei, Zelia si lasciò andare.
Giulio, intanto, nella sua stanza, si affrettò a denudarsi completamente. Scappellò il suo uccello di modeste dimensioni, e – piazzandosi nuovamente dinanzi allo schermo – iniziò lentamente a masturbarsi.
Con voce roca, gli uscì:
- "Amore mio, che maiala che sei! Come faccio a non essere eccitato?".
A quelle parole, il docente si interruppe nel suo "lavoro", guardò la giovane e disse:
- "Beh, quel frocio ha proprio ragione. Sei così calda che...".
Ma non fece in tempo a finire la frase che lei, guardando verso il basso e posando una mano sulla patta dei pantaloni di lui, con fare malizioso constatò:
- "Sembra proprio che a LUI piaccia il completino che mi hai regalato...”.
Zelia continuò a tastare quel cazzo, che piano piano divenne sempre più duro sotto la stoffa e soprattutto sotto le sue mani.
Era uno spettacolo troppo arrapante per Giulio, il quale non riuscì più a trattenersi e fece la sua prima sborrata che andò a finire sulla tastiera, accompagnandola con un grugnito liberatorio:
- "Aaaaaaahh...".
Il prof. Eligio e la sua giovane sgualdrina si guardarono, e poi scoppiarono a ridere, dopodiché il docente replicò a quell'indegna esibizione:
- "Caro mio, questa puledrina ha bisogno di ben altro! Non hai proprio resistenza... Poveretta! Ma adesso a te ci penso io... Per un buon posto di lavoro si fa questo e altro, no?!".
E scrollandosi di dosso ogni timore per la loro differenza d'età, posò le sue grosse mani sui seni di lei. Strinse delicatamente le mammelle, e poi iniziò a scendere verso il basso lungo quel torace così perfetto.
Zelia era magra ma ben proporzionata, con le curve nei punti giusti, e anche la libidine del professore stava aumentando esponenzialmente, favorita dagli incessanti massaggi delle mani di Zelia.
L'uomo risalì quindi verso le tette della ragazza raggiungendo famelico i suoi capezzoli, ormai turgidi al massimo, e li afferrò saldamente tra i suoi pollice ed indice.
Li stringeva con decisione e sempre più forte, provocando in lei mugolii di inequivocabile piacere:
- "Mmhhh, siii... Cosiii... Ancoraaaaa...".
Per far sì che la troietta non si abituasse troppo a quel "trattamento" che pareva piacerle, il docente – maestro anche in quel gioco – prese a succhiarli con le labbra inumidite di saliva, e a stuzzicarli con rapidi e volitivi colpi di lingua...
Guardò Zelia, che nel frattempo cominciava a contrarre i muscoli, socchiudendo gli occhi per "assaporare" ogni istante di piacere, e a sussurrare:
- "Più forte... Stringi più forte!".
Intanto, dall'altra parte della città, in casa sua, Giulio era incredulo. Non avrebbe mai immaginato che la sua donna, tanto vergognosa con lui, si stava lasciando andare... Ed esclamò:
- "Porca miseria, Zelia! Capisco il lavoro ma... Non stai esagerando? E quel porco... Però finalmente sto realizzando il mio sogno: vederti nelle mani di un altro maschio!".
E lì ci scappò la seconda sborrata, questa volta in perfetto asse con l'asta del cazzo, di modo che lo sperma – ricadendo – andò a colare sulle palle...
8. Tanto... ma non tutto.
Il prof. Eligio era furioso, perché si sentiva preso in giro da quella ragazzina che era riuscita a portarlo sulla soglia del piacere per poi lasciarlo a bocca asciutta...
Lui, si aspettava ben altra in cambio della promessa che avrebbe voluto mantenere, e così si alzò dalla sua poltrona e le andò incontro con il sangue agli occhi, tanto che lei ebbe paura.
Ma subito dopo di ricordò che era "in diretta" con il suo fidanzato, e quindi non le sarebbe potuto accadere nulla...
E infatti lui le corse incontro afferrandola per i fianchi, si tranquillizzò immediatamente, mentre la ragazza – più conciliante – gli spiegò che non aveva alcuna intenzione di rinunciare alla sua verga:
- "Non me lo perderei per nessuno motivo", gli disse.
E anche Giulio si sentì rifiatare: quella "fuga" di Zelia, sulle prime l'aveva letta come un ripensamento... Oltre ad aver concesso la sua donna a un altro uomo, adesso non sarebbe stato neanche un "cornuto completo"? Si sentiva tradito da entrambi, senza aver ottenuto quello che voleva...
Ma per fortuna non andò così.
Il docente si guardò intorno e poi spinse la giovane contro un armadio, la voltò, e lì prese a baciarla con mille baci, lungo tutta la schiena che era sempre stato il suo pezzo forte e che tutti i ragazzi e le ragazze ammiravano.
Però, non volle levarle le autoreggenti. Così com'era, da dietro, non facevano altro che esaltare grandemente le forme delle sue chiappe, libere e sode.
Adesso era lui a inginocchiarsi, per poterle mordere, senza procurarle dolore o lasciare i segni su quelle meraviglie, allargandole e stringendole. E mentre si dilettava in questo esercizio così erotico, vide che il "buchetto di dietro" era veramente stretto... Lo leccò in punta di lingua, riservandosi una esplorazione più approfondita per un secondo momento.
Ma Zelia era davvero eccitata, bagnata davanti all'inverosimile come ebbe modo di constatare manualmente, ed era incontenibile, smaniava dalla voglia di essere "presa", mentre il prof sembrava indugiare altrove.
Così, le sgusciò via come un'anguilla, e andò a sdraiarsi supina sul tavolo, dove gli aprì le cosce tenendosi le grandi labbra ben distanti. Con la testa abbandonata all'indietro, ad occhi chiusi, era un segnale inequivocabile. Voleva infatti sentire la lingua di lui tutta dentro la fica.
Ben presto, però, percepì due dita entrare rapide nella sua intimità più profonda che ribolliva di desiderio. E la voce di lui che sussurrava nel suo orecchio:
- "Non mi piace la femmina che mi si offre in maniera così sfacciata... Io ti prendo quando e come voglio! Anche senza il tuo consenso... A proposito, voglio parlare un momento con il tuo cornutello...".
E così dicendo estrasse la mano dalle viscere di Zelia. Senza ripulirsi afferrò il suo cellulare, e compose il messaggio:
- "EHI, CHECCA, HO INTENZIONE DI RIMANDARTELA CON IL CULO ROTTO. PER TE VA VENE, VERO? TANTO SE NON LA FACCIO STRILLARE IO, TU CERTO NON SEI CAPACE".
Inviò e restò in attesa... Giulio, appena quelle parole si materializzarono sul suo schermo, non volle crederci. La ragazza non aveva mai voluto neanche provarci, figurarsi con quel missile di carne che il professore aveva armato tra le gambe!
Restò a pensarci sù. Si chiese:
- "Possibile che Zelia sia d'accordo?".
Ad ogni modo, non ci fu bisogno del suo consenso, perché il prof. Eligio si era già allontanato riprendendo il suo posto tra le cosce della dottoranda, dove cominciò a penetrarla lentamente.
Zelia non era abituata a un calibro del genere, percui inizialmente emise un grido, prontamente tacitato dall'uomo che le tappò la bocca per non far sentire nulla ad eventuali colleghi rimasti ancora in loco.
Pian piano, con santa pazienza e con maestria, il docente riuscì ad entrare del tutto nel ventre della ragazza.
Eccitati entrambi, i loro corpi sembravano un tutt'uno, sudati e accaldati. Godevano, mentre le mani di lui "torturavano" ancora una volta i suoi capezzoli...
Lei era davvero al limite, e sentiva ormai prossimo l'orgasmo, che puntuale la colse facendo rimbombare i suoi gemiti per tutto lo studio.
Anche il prof era vicino al suo piacere, ma pretese di togliersi un ultimo sfizio, pensando soprattutto alla reazione silenziosa del fidanzato...
Perciò, le venne dentro. Fino all’ultima goccia. Senza preoccuparsi di nulla. Era troppo bello...
Solo dopo, quando tutto fu finito, il docente – colto da uno scrupolo – si volle informare:
- "Mica starai ovulando, vero?".
Zelia si stava riprendendo proprio allora da quell'intensa scopata. Per qualche istante, calò il silenzio...
Poi la ragazza guardò il suo professore. Aveva lo sgomento dipinto negli occhi. Non aveva immaginato che lui si sarebbe spinto fino a quel punto e dunque...
Rispose, ancora ansimante:
- "Si. E non prendo la pillola...".
Allora il prof. Eligio, in quattro e quattr’otto prese la sua decisione:
- "Beh, se dovesse succedere qualcosa, ci penserò io... Mica possiamo fare credere che sei stata ingravidata da quel mezzo uomo?".
Da parte sua, Giulio si era sborrato addosso anche l'anima... Al sentire quelle parole, però, ebbe un supplemento di libidine che lo lasciò a bocca aperta.
Infatti, quando tutto quel "gioco" era cominciato, lui e Zelia non avevano preventivato un epilogo del genere...
Rivide nella sua mente quegli ultimi istanti, come nella moviola di un film d'epoca, e tornando a segarsi con sempre maggiore foga, disse tra se e se:
- "Wow... Sono un vero cuck! E se il figlio di Zaira fosse anche un bastardo...".
Intanto, il professore si era ripreso anche lui. Guardò la giovane, e come preso da un raptus erotico la ribaltò a pancia sotto.
Le allargò le natiche, e si accinse a lavorarle lo sfintere. Lo massaggiò con movimenti circolari del pollice, e la giovane si sentì colta da un senso di piacere estremo...
Ma quando l'uomo accostò pericolosamente il suo membro – nuovamente in tiro – all'ano, Zelia si rivoltò come punta da uno scorpione. Fu irremovibile, e gli proibì di valicare quell'ultima barriera:
- "Non ci pensare nemmeno! Nel culo mai!".
9. L'ultima barriera.
Dopo quella scopata, Zelia era andata a casa di Giulio.
Lo aveva trovato alla scrivania, nudo dalla testa ai piedi, che stava chattando con il prof. Eligio.
Al settimo cielo, il ragazzo le fece leggere tutti i messaggi. Cominciava così:
PROF: "Ti sei eccitato a vedere la tua ragazza posseduta da un estraneo?".
GIULIO: "E' stato il coronamento di un sogno... Era tanto che fantasticavamo su questa possibilità... D'altronde io, fisicamente non posso darle quello che merita".
PROF: "Già, ho visto che non hai un'attrezzatura propriamente da bull... Ahahah... Comunque, Zelia se l'è cavata alla grande. Solo nel finale mi ha deluso. Avrei voluto incularla... Ma provvederò domani a farle capire come si sta al mondo...".
Si guardarono a lungo, e poi la giovane lo interrogò:
- "Forse abbiamo esagerato, e la situazione mi è sfuggita di mano... Però c'è un limite, e il culo non glielo do a quel maiale...".
Ma Giulio, con il suo pisello gocciolante di"eccitazione " in mano, la incoraggiò:
- "D'altronde, se è per lavoro...".
Allora Zelia esclamò senza più trattenersi:
- "E certo, tanto il culo è mio... Sei impazzito? Il gioco è bello quando dura poco... E doveva essere appunto un gioco. Il lavoro... Credo di avere abbastanza capacità per trovare soluzioni migliori!".
E se ne andò a casa sua sbattendo la porta, incazzata...
Il giorno dopo, al risveglio trovò un SMS del giovane:
"SCUSAMI AMORE ERO FUORI DI TESTA. LASCIA STARE QUEL DEPRAVATO, FAI LA TUA TESI E POI SI VEDRÀ".
Zelia restò a riflettere sul consiglio di Giulio, e contemporaneamente sull'opportunità del lavoro in azienda che stava sfumando...
Era furibonda, ma alla fine decise di ascoltare il suo ragazzo.
Decise di andare ugualmente nello studio del professore, ma non indossò quel vestito da puttana. E mise sù il suo solito abbigliamento, una felpa gialla e un jeans, con sotto la sua biancheria intima abituale...
Il prof. Eligio, da parte sua, era molto sicuro di sé, come aveva già dimostrato anche a Giulio anche nell'ultima chat, e quando se la ritrovò davanti con quell'abbigliamento ci mancò poco che gli prendesse un colpo.
La fissò, e poi balbettando le disse:
- "Spero sia uno scherzo... Perché sei venuta con questi stracci addosso? Ricordati che sei una femmina, e come tale voglio che ti comporti... Torna a casa, e ripresentati domani con il vestito che ti ho regalato!".
Ma questa volta Zelia non chinò il capo, e ribatté senza alcun timore reverenziale:
- "Professore, mi spiace contraddirla, però ho cambiato idea... Non voglio più il suo aiuto per quel lavoro... Ce la posso fare da sola, e soprattutto senza dovermi prostituire a lei!".
Era incredibile come in meno di 24 ore quella ragazza fosse cambiata... E il docente non intendeva darsi per vinto. Perciò, dopo una breve pausa, le obiettò:
- "Però, mi pare che ti è piaciuto quello che abbiamo fatto proprio su questo tavolo... Anzi, per essere precisi, sei stata proprio tu ad agevolarmi... Sei una troia! Qual'e' il problema, il prezzo? Beh, io posso alzare la posta... Da come ti comporti stasera, potrei anche segnalarti come segretaria particolare del Presidente! Pensaci... Tra 10 minuti o sarai qui davanti a me, o sarai fuori da quella porta!".
E così dicendo riabbassò il capo sulla montagna di carte che stava esaminando...
Zelia aveva perso un'altra volta. Era entrata nell'ufficio sicura di riuscire a tenere testa a quell'uomo, ma adesso la sua controproposta l'aveva spiazzata ancora.
Buttare al vento una posizione così vantaggiosa le sembrò criminale, oltretutto ormai il suo ragazzo era ben avviato sulla strada dei "cuck", e la giovane capitolò.
Affrontò risoluta il prof. Eligio, decisa ad uscire da lì dentro con un qualcosa che lo avrebbe messo con le spalle al muro. Gli disse:
- "E va bene... Accetto. Ma chi mi assicura che lei e il suo amico manterrete questa proposta? Voglio qualcosa che vi impegni...".
Sbalordito dall'intraprendenza della dottoranda, il docente si vide "costretto" ad accettare. Il prezzo da pagare era alto, ma lui era sicuro che ne avrebbe potuto trarre un gran vantaggio... Stilò un documento su carta intestata dell'università, e glielo porse.
Zelia fece un gran sospiro, e non ebbe tempo di dire altro che il professore precisò:
- "Ora mi pare tutto a posto... Tocca a te, adesso, dimostrare che stai ai patti...".
La giovane dava sempre il meglio di sé quando veniva sfidata, e anche stavolta non fu da meno.
Guardando fisso negli occhi l'uomo, si avvicinò a passo lento alla scrivania, e quando fu a contatto con il legno cominciò ad abbassare la cerniera della felpa. Posò entrambe le sue mani sui fianchi, e risalì verso l'alto, fino a sfilarsi l'indumento dalla testa...
Fu in quell'attimo che – da una smorfia appena accennata del viso del suo "dirimpettaio" – capì tutto il disappunto provocato nel docente, il quale però non perse tempo (se c'è ne fosse stato bisogno) a rimarcare:
- "Zelia, lo sai che mi piaci? Ora te lo dico, mi sei sempre piaciuta!".
La ragazza finse un moto di imbarazzo, quando in realtà era proprio quello che voleva: farlo "ballare" tra il desiderio di avere sotto gli occhi tutto e subito, e la delusione di dover aspettare ancora.
Sfacciata (ormai la timidezza l'aveva messa da parte), slacciò la cintura dei pantaloni che era proprio all'altezza del piano del tavolo, sbottonò il bottone di metallo, e in ultimo libero' la zip...
Era una vera femmina, Zelia, e infatti mantenendo la posizione aprì i due lati dei calzoni.
Tornò a guardare con un sorriso beffardo il prof. Eligio, e per finire si calò i pantaloni fino alle caviglie.
Se li sfilò, ed infine indietreggiò di un metro circa da dove si trovava.
Che sorpresa fu per l'uomo quando la vide così acconciata! Era vero che lui non aveva mai potuto soffrire di vederla in biancheria intima, anche perché il suo tipo di biancheria richiamava quella della nonna, ma ora era cambiato tutto! Zelia aveva indossato sopra un reggiseno in pizzo a balconcino molto, forse troppo audace, e che lasciava scoperta più della metà superiore delle sue tette.
Sotto, invece, mostrava un minuscolo perizoma a filo che sul di dietro lasciava le chiappe scoperte e si insinuava fino a scomparire nel bel mezzo. Insomma, un indumento "scandaloso", che fino a quel momento non avrebbe indossato mai e poi mai, neanche se glielo avesse regalato Giulio.
Era bellissima con quel completino viola, che si perfezionava con un paio di autoreggenti dello stesso colore e uno stivaletto in rete alla caviglia...
Il prof. Eligio era senza fiato. Stavolta, non poteva proprio rimproverarla di nulla, poiché quell'intimo era davvero spettacolare. Si portò una mano sulla patta dei pantaloni, sotto la scrivania, per dissimulare tutta la sua eccitazione, ma la ragazza se ne accorse lo stesso e scoppiò in una risata argentina.
Poi, tornò seria, e lo apostrofò:
- "Sei un gran porco!".
Con leggerezza da ballerina si voltò, svelando la sua rotondità, e mettendo le mani a metà schiena liberò i gancetti del reggiseno che cadde a terra lasciando la schiena nuda.
Con fare da attrice consumata, attese ancora qualche istante e quindi fu nuovamente faccia a faccia con il docente, che però non era più interessato a fissarle il volto bensì i suoi giovanili, splendidi seni...
Per la verità, anche Zelia si stava scaldando, a dire dei capezzoli che erano già di una consistenza strabiliante, e per finire si abbassò pure le mutandine fino ai piedi rimanendo con il culo per aria.
Essendo completamente depilata, si vedeva chiaramente che aveva le labbra gonfie e scintillanti di umori, e il clitoride fuori dalla sua protezione abituale.
Era nuda, e lo stivaletto e le autoreggenti esaltavano ulteriormente quello stato di totale messa a disposizione...
Il professore la guardava compiaciuto di quella inaspettata mutazione, poi si alzò lentamente dalla sedia e Zelia potè vedere tutta la sua nudità dalla cintola in giù.
Rimase sbalordita. Il cazzo, a differenza del giorno prima, era già di dimensioni gigantesche, e si poteva dire un palo lungo ed "extra large", con buona parte della cappella già fuori dal prepuzio. Era bellissimo, e la vena che correva lungo tutta l'asta pulsava ritmicamente.
Zelia rimase ferma per un po' a fissarlo, con il fiato sospeso, tra lo spavento e l'immaginazione di ciò che di lì a poco – grazie a quel membro assai diverso da quello del suo ragazzo – avrebbe potuto provare. Voleva toccarlo subito, palpeggiarlo, e infine scappellarli completamente, per godere a pieno di quel glande maestoso che annunciava grandi cose.
Per non parlare delle palle, che - enormi e perfettamente depilate - erano gonfie e piene, e sembravano due palle da tennis...
Improvvisamente, la ragazza – sciolta da ogni freno inibitorio – si precipitò alla scrivania. Con una gran manata rovesciò tutto per terra e vi si sdraiò sopra, allargando le cosce oscenamente e urlando:
- "Dai, non era questo che volevi? Lo voglio sentire tutto dentro, ora che è bello duro... Siii, spaccami!".
Alla vista di quella troia così infoiata, il docente non si trattenne oltre, ed andò ad inzuppare il suo "biscotto" fino a che non sentì la barriera dell'utero.
Si fermò un istante, e con gli occhi negli occhi di lei le sibilò:
- "Dammi il tempo di lubrificare come si deve, e poi cominciamo le danze".
E così dicendo prese a pomparla nella sacca vaginale con precisione...
Quando fu sull'orlo di eiaculare, si tirò fuori, e con un gran colpo delle sue braccia la rovesciò sul tavolo facendola finire "a pecorina". La sistemò attentamente, con il petto aderente alla scrivania e le ginocchia ripiegate su se stesse, tanto che lei pensò che volesse scoparla in quel modo, che era anche la sua posizione preferita.
Era perfetto. Zelia era vergine di culo, ma aveva uno sfintere che di per sé risultava molto elastico, lasciando alla vista un'apertura notevole.
Il professore volle giocare sull'effetto sorpresa, e quindi non le disse più nulla. Ma quando le appoggiò le mani sui fianchi e la cappella allo sfintere, solo allora Zelia capì ogni sua intenzione in una frazione di secondo... E come morsa da una tarantola, inviperita si tirò avanti. Voltò il tronco verso l'uomo, e le ricordò quello che era successo il giorno prima:
- "Ti ho già detto che il culo no!".
Ma lui non si fece "distrarre" nel suo proposito e replicò, altrettanto deciso:
- "Ehi, ragazzina, o tutto o niente! Ti sei scordata del nostro accordo? Anzi, chiama subito il cornutello che voglio che assista a questa tua prima volta! E fai presto, che non voglio perdere l'erezione...".
Zelia non seppe che pesci pigliare... Quel "cosone" che tanto aveva desiderato fino a qualche istante prima, adesso – con la prospettiva che finisse nel suo intestino, dove mai prima d'ora nessuno era entrato – le incuteva una paura folle.
Allungò una mano, e prontamente prese il cellulare. Entrò in videochat e disse:
- "Giulio, c'è un problema... Mi vuole fare il culo. Che ne pensi?".
E il cuck, dopo un silenzio di meditazione, le rispose:
- "Non gli avevi detto di no? Ti farà male... Dietro non è come davanti... Però...".
- "Però cosa?", gridò la giovane sentendosi quasi "tradita" dal suo fidanzato con cui ogni "gioco" aveva regole prestabilite.
Così Giulio specificò meglio il suo pensiero:
- "Però, se serve per il lavoro che ti hanno promesso... E poi, amore, sarebbe bellissimo per ve vederti spaccare il culo... Io non lo posso fare per ovvie ragioni, ma lui sarebbe proprio adatto. È discreto, riservato...".
Il ragazzo non fece in tempo a finire il suo ragionamento che intervenne il diretto interessato, e parlando alla coppia disse:
- "Vedi Giulio, tu sei una persona intelligente e pragmatica... Zelia, cosa c'è ancora da aspettare? Hai avuto il suo consenso... E aggiungo un'altro benefit: se mi dai il culo, ti faccio anche mia prima assistente all'università!".
Seguì un altro silenzio da parte di tutti, poi la dottoranda – docile come un agnellino – si rimise nella posizione in cui il prof. Eligio l'aveva sistemata...
Giulio non credeva ai suoi occhi. Avrebbe assistito al completo sverginamento di lei. Ormai il suo padrone ne avrebbe potuto disporre a suo piacimento, e lui avrebbe dovuto obbedire come ogni bravo cornuto.
Ora non c'erano più ostacoli, e il docente riprese le "operazioni" da dove aveva lasciato…
10. Soddisfazione anale.
Prese Zelia per i fianchi, e la aiutò a salire sul tavolo. La fece mettere a pecora, e poi la fece arretrare finché il suo culo non andò a fermarsi sui talloni...
Pur essendo completamente nudo dalla cintola in giù ma avendo la consapevolezza che a quell'ora l'Istituto era deserto, in quello stato aprì la porta ed andò in un altra stanza, e quando tornò la ragazza vide che aveva in mano un piattino con un pezzetto di burro che si stava sciogliendo.
Zelia, non ebbe difficoltà a capire che si trattava di un improvvisato lubrificante, e infatti il professore prese il burro e – dopo esserselo cosparso sulla punta del pollice – iniziò a fare un lento movimento rotatorio sullo sfintere.
Lubrificato per bene, concluse l'opera infilando ciò che restava dentro il canale anale, come fosse una supposta.
Zelia provò una sensazione mista di malessere e piacere allo stesso tempo, mentre l'uomo le appoggiò il pene sul buco che si apriva e chiudeva ritmicamente e cominciò una lenta penetrazione, finché il grosso uccello non scivolò dentro completamente fino alla base.
Quel toro penetrava con costanza a una velocità moderata, provocando ad ogni spinta un cedimento dell'intestino, ma senza causare dolore alla giovane.
Poi aumentò il ritmo, mentre Zelia prese a respirare affannosamente a bocca aperta, aveva il culo allargato oscenamente dalle dimensioni di quel cazzo che si andava gonfiando sempre più, ma stava godendo come una matta.
A quel punto, il prof. Eligio iniziò a pompare con grande energia, facendo avanti e indietro, e la ragazza sentì di avere letteralmente il culo in fiamme.
La penetrazione si arrestò, ma lui stava faticando a venire, così iniziò nuovamente a martellare dentro quel culo oramai completamente devastato, e finalmente venne inondandole le budella di sborra.
Sembrava non finire mai, e a Zelia parve che il liquido seminale stesse rimontando su fino alla bocca...
In breve, tutto ebbe termine, i due "copulanti" sì sentivano svuotati di ogni forza ma pienamente soddisfatti, mentre Giulio – che aveva assistito da remoto alla monta selvaggia della sua donna –, da buon cornuto si continuava a masturbare.
Infine, riprese le forze, il professore voltò lo sguardo verso il cellulare della ragazza che stava ancora riprendendo e latrò, rivolto al ragazzo:
- "Hai visto? Avresti mai pensato che questa era così troia?".
11. Epilogo.
Il "trio perfetto" era ormai diventato un quartetto. Infatti, al professore e al cuck dichiarato si era aggiunto il Presidente dell'azienda dove Zelia era andata a lavorare.
I due "maschi alfa" se la spassavano con la ragazza, costretta a "servirli a chiamata", mentre Giulio era ridotto a una pura figura di contorno, a un accompagnatore di Zelia.
E così finisce la carriera studentesca di una giovane brillante e sicura di sé, ed inizia quella di una escort con tanto di Laurea e Dottorato...
FINE.
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7 mesi fa
pollicino1965,
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La metamorfosi di Eva (capitolo 2)
Ma te guarda, ho pensato tra me e me, ha sempre tenuto la parte della verginella ed invece adesso sta rivelando la sua vera natura.Sapevo benissimo che quei dieci minuti con il passare del tempo sarebbero diventati venti e successivamente ore, ma volevo che Eva fosse veramente felice e soddisfatta, quindi questo era nel conto.Arrivò anche il giorno del secondo incontro, nel frattempo durante la settimana, stavamo godendo entrambi di quello stato di Nirvana che si era creato, tutte le sere avevamo rapporti molto soddisfacenti, dove ebbi modo di capire che anche Eva era veramente molto desiderosa di sperimentare, sembrava che avesse letto il kamasutra tutto d’un fiato.Finalmente libera da quei retaggi di gioventù, non disdegnava nemmeno pompini con l’ingoio, cosa prima odiata, tutto considerato è stata questa nuova situazione a svegliarla e questo è stato salutare per entrambi, e credo che anche un certo Rex ne beneficerà.Per l’amore che ho per Eva sono disposto a sopportare un sacco di cose, anche sapere che scopa con un altro uomo purché la faccia felice a letto.La sera della cena, oltre che essersi “liberata” del bambino come l’altra volta, stabilimmo come l'avrei lasciata sola con lui per una decina di minuti, una volta che il nostro amico fosse stato in casa, con la scusa che sarei dovuto andare a prendere una bottiglia di buon vino a pochi isolati di distanza.Quella sera io ero già a casa, tanto lui conosceva già la strada, e così avrei permesso ad Eva di incontrarlo subito all’ingresso andando a riceverlo, dando il meglio di se mettendosi subito in mostra alla sua presenza.Questa volta Eva si era vestita in modo ancora più succinto della precedente volta, vederla girare così per casa mi faceva eccitare come mai aveva fatto, tant’è che durante l’attesa non riuscivo a lasciarla stare in pace. Eva non aveva guardato per niente alla sobrietà, indossava uno stupendo tubino nero che le arrivava appena a metà cosce, lasciando intravedere parte delle giarrettiere che tenevano su delle auto reggenti nere a rete a maglia grande che standogli un po’ strette le formavano dei lievi rigonfiamenti di carne ad ogni maglia.A qualsiasi minimo movimento la scarsa lunghezza del tubino lasciava intravedere parte del biancore delle sue cosce, con il seno che sembrava volesse schizzar via da quella strettoia e un piccolo grembiule bianco orlato di pizzo con una pettorina che arrivava a malapena sotto il seno. Un enorme fiocco dietro in vita con i lacci che le scendevano in mezzo alle chiappe completava una immagine degna di un quadro d’autore.Le sue lamentele, perché palpeggiandola le rovinavo la sua lunga preparazione, quasi mi davano fastidio, quasi mi facevano ingelosire, questa prolungata eccitazione mi stava sfibrando ed ero quasi tentato di andare a segarmi in bagno per darmi una calmata, ma poi ho pensato ad un altra soluzione visto che avevo lei li con me. Mi sono alzato dal divano, ho tirato fuori il cazzo duro come non mai, mi sono avvicinato a lei dicendogli:- o ora ti fai scopare o rimandiamo la cena. E così con questo piccolo ricatto l’ho costretta, dice lei, a un pompino al volo.Mentre godevo delle sue labbra e della sua bocca pensavo dentro di me “ma guarda che Troia ...... allora prima ha sempre tenuto la parte della verginella”.Ormai sentirsi dare della puttana e della zoccola era diventato per lei un complimento, ed io di questi complimenti non gliene facevo mai mancare, quando eravamo da soli. Stava veramente cambiando e chissà fino dove sarebbe arrivata.Questa volta a differenza del precedente invito, feci arrivare con anticipo Rex, così avrebbe potuto ammirare in tutta calma e più a lungo il bel corpo ed il bel culo della mia signora.Ovviamente io mi sarei allontanato ma avevo messo un cellulare in posizione che lui non vedesse, da usare come webcam, cosicché per ogni evenienza sarei potuto intervenire.Ma ecco, suona il campanello, è arrivato Rex ed io essendo, casualmente, dovuto andare in bagno per un bisogno urgente è dovuta andare Eva a fare gli onori di casa.Erano in un punto in cui non potevo vedere, ma sentivo benissimo le lusinghe che Rex non le risparmiava. I complimenti che Eva stava ricevendo erano palesemente chiari e volutamente molto accurati per un corteggiatore, del resto Eva li meritava tutti.Per non perdermi niente ed evitare di interrompere quel corteggiamento, sono uscito in silenzio dal bagno mi sono recato in cucina e da li sbirciavo senza far notare il mio interesse; stavano percorrevano il lungo corridoio che li avrebbe portati da me, lui ovviamente dietro di lei a godersi lo spettacolo e ho notato che armeggiava sopra i pantaloni per aggiustarsi il cazzo per l’erezione che stava arrivando.Era chiaro che lui ormai era preso in modo ossessivo dal quel culo, non riusciva a distogliere lo sguardo dalle sue parti basse di mia moglie.L’ho salutato molto cordialmente anch’io, ma tanto era assorto nell’ammirare Eva, che faticava a tenere lo sguardo su di me, io ovviamente queste cose cercavo di agevolarle e gli ho detto:- amico mio, Eva stasera sapendo che arrivavi ha provveduto, anzi....... sta provvedendo a prepararti una cenetta semplice ma molto appetibile. Peccato però che mi sia dimenticato di prendere il vino, dovrò lasciarvi per pochi minuti, farò una volata, qui a due isolati c’è una enoteca, prenderò un buon rosso e torno subito. E sorridendo aggiungo:- mi raccomando fate i bravi.Per non stare troppo lontano da casa il rosso era già nel bagagliaio della macchina, così avrei potuto con tutta calma posizionarmi comodamente seduto in auto ed osservare gli eventi.Il cellulare era già in funzione e vedevo tutta la cucina, con lui seduto e lei ai fornelli, tutto in silenzio, è stato lui a rompete il ghiaccio:- posso aiutarti Eva? Posso fare qualcosa?- Ma si dai...... tanto siamo tra noi, vieni qui, ti faccio vedere come devi fare, disse Eva senza girarsi mentre gli porgeva il forchettone. Poi lei è leggermente arretrata chinandosi quel tanto in avanti per arrivare a prendere il contenitore del pepe, e così facendo aveva provocato il suo primo contatto carnale, lui le era sempre più vicino, cercava di ripetere quel contatto, ed era palese che Eva lo avrebbe assecondato.Lui, che ormai era arrapatissimo le stava sempre più vicino. Ormai, a mio avviso, Eva aveva dimostrato che le sue capacità seduttive erano veramente efficaci. Il gioco aveva ottenuto tutti gli effetti sperati, lei aveva avuto modo di sentire chiaramente in cosa si era imbattuta, aveva sicuramente intuito le dimensioni del giocattolo con cui avrebbe potuto avere a che fare se avesse continuato, non aveva però capito fino in fondo che tipo fosse veramente Rex.Ora era arrivato il momento cruciale, io avrei dovuto tirare i remi in barca e vedere se la mia mogliettina avrebbe, ipocritamente, rinunciato a continuate questo perverso gioco, oppure avrei potuto lasciar scorrere gli eventi.Tutti questi pensieri sono volati in un attimo nel mio cervello ed era il caso che rientrassi con la bottiglia del vino.Ho suonato, fingendo di aver dimenticato le chiavi, per dare modo ad entrambi di ricomporre la situazione se mai c’è ne fosse stato bisogno.La cena si è svolta regolarmente con gli occhi fissi di Rex sui seni di Eva, finita la cena ho preferito salutare Rex in sala, così avrei concesso ancora loro qualche attimo insieme andando verso la porta.Il vero cambiamento sarebbe avvenuto solo ora, io avrei detto stop al gioco, riconoscendo gli onori delle armi a mia moglie, con la speranza di sentire lei dirmi:- hai visto come si fa a conquistare un uomo? Ora che lo hai visto basta giocare, basta sfide. Ma c’era anche un altra possibilità, cioè che lei decidesse, come inconsciamente speravo fin dal primo momento, sentito il suo “argomento” di continuare il gioco.Rimasti soli ho preso l’iniziativa:- Bravo il mio amore, devo ammettere che sei stata veramente brava e mi hai dimostrato di sapere come conquistare un uomo, brava! Brava davvero.Visto il suo momentaneo silenzio ritenevo chiuso il discorso e finito il gioco, ma dopo poco tempo Elei mi dice:- però simpatico questo tuo amico, sarebbe piacevole averlo ancora con noi! Eme lo dice con uno slancio alquanto sospetto.Io:- si veramente simpatico, ma ospitarlo ancora sarebbe un ammattimento con te sempre impegnata tra i fornelli!Allora lei con fare da gatta morta venendo a sedersi sulla mie gambe, sbaciucchiandomi sul collo e mettendo il suo culo a contatto stretto con il mio cazzo ancora duro mi dice:- ma dai, non abbiamo amici, lui è una brava persona.Lei continuava a provocarmi, sembrava proprio che le attenzioni avute da Rex l’avessero portata davvero su di giri.Di fatto mi ha trascinato, tenendomi per il cazzo da sopra i pantaloni, in camera da letto, me li ha sganciati e dopo avermi abbassato tutto fino alle ginocchia mi ha fatto mettere supino sul letto, lei non si è nemmeno spogliata, si è sollevata il tubino scansato il perizoma e si è impalata.Ha iniziato a muoversi roteando il bacino come a volersi sentire più dilatata, ed io;- dimmi la verità, lo vuoi più grosso?Eva:- siiiii e mi sembra che Rex non sia male. Mentre continuava a muoversi come una forsennata.È proprio vero che le donne ne sanno una più del diavolo, non c’è altra cosa come il sesso possa avere la forza di dominare molti sentimenti, ormai ero diventato una sua preda. Ormai in suo possesso l’ho lasciata fare. Perso per perso ho voluto godere della mia puttana, con le mani le ho abbassato le spalline del vestito e gli ho afferrato i seni con forza, non era molto che avevo avuto un orgasmo, grazie a lei, ed ora stavo per averne un altro.Lei si mordeva le labbra sembrava molto coinvolta e:- Amore mio, dimmi la verità, ti piaccio più ora o come ero prima?Io:- e me lo chiedi??? Ora sei stupenda – le risposi con slancio. E poi ancora dopo poco e quando ero molto vicino all’orgasmo:- mi vuoi veramente così?Io:- siiii sarai la mia puttana!! Queste sono state le ultime mie parole prima di avere il secondo orgasmo.Ancora stavo godendo ed Eva si è abbassata su di me per baciarmi e mentre avvicinava la sua bocca alla mia ;- allora tesoro non tornare indietro, voglio continuare quel gioco e Rex è la persona giusta. Ormai non avrei potuto più tirarmi indietroIo:-Si tesoro, va bene, faremo come desideri.Ha voluto perdere l’erezione dentro di lei e quando proprio non ne avevo più mi guarda e dice:- ti ridurrò ai minimi termini, non passerà giorno che ti avrò per me, solo per me, Rex sarà il mio giocattolo, ma tu sarai sempre il mio amore!!.I miei timori si stavano sciogliendo, mentre ancora stavo lì ad occhi chiusi sul letto già pensando a come avrei fatto a mettere Eva nelle condizioni di poter realizzare i nostri sogni senza mancare di riguardo a quello che sarebbe stato il suo secondo uomo.Continua …......…
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7 mesi fa
Soniatravslave, 54
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Tre e più
Avendo il dolceamaro del buon vino in bocca, lui guarda lei mentre guardandomi negli occhi Lei si strozza con il mio bel carnoso cazzo.
In gola lui le tocca la mia capella e la sente scopare le sue labbra.I letti ci aspettano...Mentre mi sdraio su un lettino osservo mentre lui che la consome e la fa godere.Lei che sente tutto mi guardaVogliosa di averli entrambi, ma le grido: Sarai anche la mia puttana oggi!Ciò che la eccita, ed implorando il suo Lui preferito di usarla.
Si gira sorridendo esclamando Scopami il mio culoAprilo tutto!!!Entusiasta inizio.È così stretto che lo sento tantissimo!!Lei non può gridare, ha la bocca pienissima!!!Abusiamo del suo corpo ma lei vuole di più..Prende il suo giochino mentre noi bussiamo in due alla sua patatina.Lei lo desidera tanto.Due rigidi che delicati riempiono le labbra della figa, ed insieme con un colpo unico entrato in quel stretto passaggio..Lei si esalta infilando il suo cazzone di plastica nel suo dietro..Sentiamo dolci sussurri, con i denti serrati a godersi il momento...Nel meglio, è lei che ci ordina di fermarsi...Beviamo un po' di quel vino rosé...beh io no, gioco e apprezzo il suo sapore di rosa e cioccolato..Nettare succulente!!!Ma vuole uscire. Le avevo parlato del fiume, Ticino, che non ci era lontano..Vuole entrare in acqua. Già nuda di vestiti. E ci chiama... Noi con due asti erette entriamo e la tiriamo su, con freddezza e volgarità. Menomale avevamo lubrificati, perché come li prendi e Lei li inserisce in se come dei pezzi mancanti del puzzle di suo corpo..la completiamo, risaliamo e scendiamo dei suoi abissi..Comincia ad arrivare gente in riva, che ci guarda, molti giudicanti ma altri pronti a farci parte, con occhi pieni di desiderio e la forma dei loro mazzi che comincia ad intravedere nei pantaloncini..Cerca di coinvolgere altre donne, che anche loro guardano interessante ma senza coraggio...Lei balza giù dei nostri membri velocemente e ci chiede di uscire dell'acqua Timorosa lei ed sconvolti noi della donna favolosa accanto a Noi, ci vestiamo i costumi mentre la gente comincia a dileguarsi senza fretta..Due bei uomini si avvicinano e ci chiedono di participare!?Il lato bisex della nostra cagna viene fori e puntualizza la sua necessità di leccare una figa!!!Loro non sanno come dirlo alle loro amiche sdraiate nei asciugamani ma che attentamente ci osservano.. impazienti quasi ma erano sguardi di chi voleva lasciarsi trasportare di questa trasgressione piccante.I due manzi vanno da loro e sussurrano, i sguardi di quelle due porcelline che da lontano iniziano a tirarci le misure ci vede entusiaste.Le chiedoTu come farai ad accontentare noi 4??Lei ci guarda e la sua risposta è Non sarò oggi soltanto la vostra di cagna e guardano le amiche dei suoi nuovi amici ci confessa E loro mi aiuteranno!!!Il resto lo concludiamo insieme..
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7 mesi fa
Josh, 49
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La metamorfosi di Eva (capitolo 1)
Ormai avevo i suoi polpacci sulle spalle e lei, nonostante il suo no si preparava per essere scopata, ma continuava a dire:-“no dai, non lo fare, e poi in..."Sia 100 volte maledetto me, per aver convinto Eva “mia moglie” a soddisfare il mio desiderio sfrenato di far sesso.Tutto ha avuto inizio così:La sera durante la cena già sapevo che andando a letto lei si sarebbe accontentata della classica scopata “del missionario”, a me non bastava, ma lei non si muoveva oltre quello, stanco di tutto questo ménage mi sono proposto di dare una svolta a questo tran tran.Eva 35 anni, 170 cm di altezza, 58 chilogrammi di peso, una terza di seno che nonostante avesse avuto un figlio era sempre bello tonico e poteva permettersi di non indossare il reggiseno; capelli lunghi che portava sempre con molta molta cura, insomma..... un fisico da fare invidia a molte donne, ed infine un culo che grazie a Dio non passava inosservato.Alcune volte, passeggiando con lei, notavo che gli uomini rallentavano il proprio passo per trattenersi dietro di lei ed ammirare quel suo naturale ancheggiare; delle volte sentivo dei commenti molto porci nei suoi confronti e qualche commento meno lusinghiero sul mio conto, della serie “poverino, chissà quante corna”.Insomma passare da cornuto senza esserlo proprio non fa piacere, ma l'orgoglio di avere una moglie così mi faceva superare questo disagio.Ormai avevo ordito il mio piano e per iniziare ho messo all’attenzione di Eva, se mai non se ne fosse resa conto, di come altri uomini la osservavano, Lei, maliziosamente ma anche con un po’ di rossore, che non vedevo da tempo sulle sue guance , con aria tra il sorpreso e l’ingenuo mi ha dato dello scemo sorridendo.È stato quel suo sorrisetto, che mi ha fatto capire che quel suo modo di vestire e di porsi, non era proprio innocente come sembrava, ma in lei c’era una velata malizia seduttiva.Forse ero stato io l’ingenuo nel non vedere e nel non essermi accorto del suo ostentare quel fascino seduttivo. Avevo capito che avrei trovato, se fatto con intelligenza, terreno fertile.Tutta questa castità esternata da parte sua, non era altro che un retaggio educativo. Ecco.......ora forse avevo trovato il modo per portarla a cambiare questo atteggiamento.Non ho perso più tempo a farmi seghe mentali e la sera stessa ho affrontato l'argomento.io:-“tesoro, ti sei resa conto quanto sei osservata quando andiamo a passeggio? A volte ho come l'impressione che ti mangino con gli occhi“Lei subito rossa in viso come non mai ed in palese imbarazzo:-“Dai.... non dire scemenze!”.Io:-“no no, è così e mi sono reso conto anche che a te questo non dispiace!”.Lei:-“non penserai mica che io ti faccia le corna?”.Io:-“ no no, ma scherzi.... non lo dire nemmeno per scherzo, so che sei fedele, ci metterei le mani sul fuoco, anzi.... ti dico che fino ad ora ti ho visto sotto un aspetto sbagliato, mi piaci moltissimo nella tua femminilità”.Lei:-“ma io sono sempre stata cosi, sei te che non mi hai mai fatto sentire come sono!”.Io:-“hai ragione tesoro e desidero molto vederti così, anzi.... vorrei vederti molto più intraprendente.”.La serata, messo a letto il bambino, non è stata la solita noiosa serata. Mentre metteva in ordine la cucina i sui movimenti sensuali mi facevano capire il suo desiderio di donna piacente, io di conseguenza, non capivo il perché ma ho avuto una erezione che non finiva più.Il desiderio di possederla subito era molto forte, mi sono alzato dal divano e sono andato da lei per abbracciala da dietro, lei si è fermata per assaporare più profondamente quell’attimo diverso dal solito.Scansati i suoi splendidi capelli ho iniziato a baciarla sul collo, invece di ritrarsi mi si è avvicinata maggiormente ed ha appoggiato la sua testa sulla mia spalla, le ho fatto sentire l’erezione tra le chiappe e lei ha iniziato a strusciarsi e spingere con forza per sentirlo meglio.Solo in quel momento con una mano mi sono slacciato i pantaloni e mi sono tirato giù tutto, mutande comprese, con il cazzo duro come un pezzo di legno glielo ho spinto tra le gambe facendogli entrare tra le cosce anche la gonna.Il suo respiro si è fatto forte, ansimava e continuava a muoversi come se la stessi scopando, preso dalla situazione ormai incandescente ho osato, e dicendo a me stesso o ora o mai più, le ho sollevato le gonna e scavalcando le giarrettiere sono riuscito ad afferrare il suo perizoma, con una mano l’ho preso e glielo ho abbassato fino alle autoreggenti.Ormai travolti dalla passione lei, senza parlare si è stesa con l’addome sulla cucina, non c'eano più dubbi, voleva che la scopassi in quel modo, l’ho penetrata, i suoi umori erano talmente abbondanti da inumidirgli anche le cosce.Io fermo dentro di lei che cercavo di allontanarmi dall’orgasmo, lei che continuava a muoversi ed io:-“ dimmi la verità, lo volevi proprio così, desideri essere trattata come una puttana , dillo!!! Dillo, ammettilo che ti piace essere trattata come una puttana!!”Lei:-“ siiiii, se proprio vuoi che te lo dica, si, desidero essere trattata cosi sono una puttana”.Purtroppo sono bastati due colpi perché io raggiungessi l'orgasmo.Lei;-“ancora, ancora, lo voglio non ti fermare! Lo voglio, lo voglio, dammelo, di più di più”.Io che ancora non ero uscito da lei ma che stavo perdendo l’erezione :-“ dimmi la verità, lo vorresti anche più grosso?”Lei capendo la mia situazione Con voce flebile è sempre più sensuale:-“ siiiiii lo voglio più grosso”.Non c’era più niente da fare, con quelle sue intime parole “lo voglio più grosso” ho dovuto gettare la sugna.Ci ricomponemmo entrambi ed io tornai seduto sul divano e lei con tenerezza venne a mettersi proprio sulle mi gambe e abbracciandomi come per consolarmi:-“ dai, non fare così, lo rifaremo!”.Tutto fu rimandato a quando andammo a letto. Come sempre mi feci la doccia ed infilai sotto le lenzuola aspettando lei, ormai ero nuovamente pronto per un altro rapporto e lei lo capiva dalla sporgenza che vedeva da sopra il lenzuolo, ma si fece desiderare, continuava a camminare per la camera con tutto il suo intimo più sexy del solito, proprio da puttana e troia come piaceva a me.Alla fine anche lei è infilata sotto le lenzuola, ed invece di girarsi verso di me e prendermi il cazzo in in mano si è girata dall’altra parte e giratasi un attimo verso di me mi ha dato un bacino sulla fronte e mi ha dato la buona notte.Ma come facevo con l’erezione che avevo, così decisi che comunque l'avrei scopata, mi girai verso di lei e come ho fatto in cucina gliel'ho messo tra le cosce, lei faceva finta di niente, anzi protestava:-“dai tesoro dormiamo”.L’ho presa, l’ho fatta mettere supina e, spostatomi le ho allargato le gambe, mi sono messo i suoi piedi sulle spalle e con l’uccello in mano mi sono avvicinato a lei, lei non voleva, ma quel suo no per me era un non voglio, ma se non lo fai...., ormai avevo i suoi polpacci sulle spalle e lei, nonostante il suo no si preparava per essere scopata, ma continuava a dire:-“no dai, non lo fare, e poi in questo modo sembro proprio una puttana”.Io, capita l’antifona :-“ no, tu sei una puttana e d’ora in avanti ti scoperò solo come voglio io!”, anche lei iniziava ad entrare nella parte e mentre iniziano a penetrarla:-“siiiii, mi piace, sono la tua puttana”,Io;-“ no, tu non sei la mia puttana, tu sei una puttana ed anche un po’ troia, lei aveva allungato le braccia e mi aveva messo le mani sui fianchi accompagnando i miei movimenti.Lei;-“ siiii sono una puttana da strada e te il mio cliente, devo soddisfarti!”Io già troppo sudi giri:-“ troia, troia e maiala vogliosa!”.Lei;-“ siii sono quello che desideri, anche troia vogliosa, lo voglio lo voglio”.Ormai la stavo sbattendo chiamandola di tutto un pò da parecchio e lei, come me stava per raggiungere l'orgasmo.Lei;-“ lo voglio più grosso più grosso”E queste sono state le ultime parole prima che raggiungessimo l’orgasmo insieme.Passammo la nottata felici e soddisfatti.Ora....solo per amore nei suoi confronti, sono stato tutta la notte a pensare come poter fare per soddisfarla a pieno. Quello che non potevo dargli io era il cazzo più grosso, questo era certo.Ma il desiderio di soddisfarla senza farla sentire in colpa ha preso la mia mente per giorni, tutte le volte che facevamo l’amore emergeva sempre questo fatto “PIÙ GROSSO, PIÙ GROSSO”.Così, sapendo che a lei piaceva la seduzione l’ho invogliata a fare un gioco, quasi l’ho sfidata.Durante il pranzo l’ho provocata toccando la sua vanità e il suo orgoglio femminile e......Io;-“ si, tu sei eccezionale ma ci sono persone che nemmeno con la tortura riusciresti a sedurre”.Lei:-“ ma che dici, se volessi e se mi ci mettessi d’impegno farei cadere chiunque nella mia rete, solo credo che diventeresti geloso e questa è l’unica cosa che non desidero”.Io:-“ Geloso???? Questo se veramente tu fossi a caccia, ma se sapessi che sarebbe solo una scommessa mi divertirei e basta”Lei:-“ e va bene, ti faccio vedere io come si fa, tu trovami un pezzo di ghiaccio ed io ti faccio vedere come faccio per farlo sciogliere.”Io:-“ ovvio che è solo un gioco, ad un certo punto tu devi fermarti”Lei;-“ ok, te trovami uno che sai essere veramente irremovibile e vedremo.”Ovviamente io in questi giorni avevo già individuato la persona giusta, non tanto perché irremovibile, ma perché sicuro della sua dotazione, lui, si chiama Rex e frequenta la mia solita palestra, quando facciamo la doccia insieme ho avuto modo constatare i requisiti, a riposo lo aveva più grosso è più lungo del mio in erezione.Dovrò farmelo amico.Così è stato, prima ci trovavamo alcuni giorni casualmente insieme, ora casualmente i nostri orari e giorni coincidevano sempre.Da qui a diventare amici il passo è stato breve.Ovviamente ne ho parlato ad Eva, lei, determinata a smentirmi, ma non volendo farmi sentire in imbarazzo non sapeva come fare, le sono venuto incontro io, lui sarebbe venuto a cena da noi quale mio amico e poi avremo deciso come fare. Il gioco era iniziato.I dubbi di Eva erano sinceramente molti, ed è dipeso fortemente ed esclusivamente da me portare avanti questa storia, sapevo che se avessi detto basta, Eva non avrebbe avuto niente da recriminare, forse avrei dovuto un po’ subire qualche piccola allusione ma niente di più.Fu così che invitai Rex a cena per il giorno dopo.Eva, saputo questo ha manifestato solo agitazione, non era più serena, dentro di se sapeva che forse sarebbe potuto accadere anche qualcosa di diverso e impaurita di questo ha provato a tastare il mio stato d’animo.Io sempre convinto di volerla fare felice sono stato irremovibile;-“ dai, ormai l’ho invitato e tu potrai fare quello che vuoi, puoi provare a fare quanto abbiamo detto, ma potrai anche metterti in pantofole e pigiama e per me non cambierà niente.”Si è sentita subito rasserenata e così abbiamo cenato serenamente, poi siamo andati a letto e non abbiamo fatto l’amore, ma ci siamo addormentati abbracciati l’uno all’altra, ovviamente ognuno nei suoi pensieri per il giorno successivo.La mattina appena svegli lei;-“ stamani andrò dalla parrucchiera e dall’estetista, poi porterò Piero dalla nonna e farò un po’ di spesa, in casa abbiamo veramente poco.Non è stato necessario che le chiedessi le sue intenzioni ed ho fatto finta di niente, questo per non metterla a disagio, l’ho salutata come sempre e sono andato a lavorare.La sera sarei rientrato dopo la palestra con Rex.Così è stato, ho suonato in campanello perché Eva venisse ad aprire, così le avrei presentato Rex, è venuta ad aprire, era bellissima e dopo averle presentato Rex i suoi complimenti non finivano più.Lei subito davanti a noi ha fatto strada, dietro di lei ho mandato Rex perché potesse apprezzare subito le forme “come se ce ne fosse stato bisogno” del mio tesoro e per ultimo io.Eva l 'abbiamo fatta mettere tra noi due, in quel modo le era vicino e poteva essere servito meglio.I suoi occhi non di distoglievano dal suo splendido decollté e lei non perdeva occasione nel servirlo di strusciarsi un po’ a lui, lui con fare rispettoso ma non indifferente godeva di tutte queste attenzioni.A metà cena chiese di andare in bagno ed al suo ritorno notammo sia io che Eva che qualcosa nei suoi pantaloni era cambiatoLa cena finì con soddisfazione di tutti, con lei sempre più vicina lui. Fu lei ad accompagnarlo alla porta con un invito per la settimana successiva. Invito ovviamente graditissimo.Non era successo niente “a parte due maschi arrapati e l’aver gettato le basi per il futuro incontro.Appena soli Eva si volta verso di me e mi dice:-“ e quello lo ritieni irreprensibile? La prossima volta ti dimostrerò il contrario, ovviamente devi darmi l’occasione di trovarmi alcuni minuti da sola con lui!”Io:-“ e certo, come potresti fare con me li presente, ti darò una decina di minuti…................ continua
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7 mesi fa
Soniatravslave, 54
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Metti una sera per caso...
Mi chiamo Sandro, ho quarantacinque anni e di professione sono un autista di bus turistici. Nella mia professione, di gente se ne incontra tanta e di avventure ne capitano facilmente. Si trova la signora annoiata che vuole divertirsi, la ragazza in cerca di esperienze, la guida a cui piace il conducente e così via. Ho incontrato anche dei gay, ma son sempre riuscito ad evitare di avere dei rapporti con loro, tranne alcune volte, in cui io scopavo la signora e il lui mi succhiava o leccava il cazzo, dopo aver goduto con la moglie. Una sera, sono andato a far due passi in una cittadina del nord, quando, in un bar, incontro una ragazza bellissima, era stupenda, perfetta, un po’ troppo e questo mi ha insospettito non poco. L’ho osservata attentamente, parlava e scherzava con due ragazzi e mi son reso conto che si trattava di un trans. Era perfetta, mi ha affascinato la disinvoltura con cui lei si muoveva in mezzo a loro, la padronanza dei movimenti, nonostante indossasse tacchi altissimi, era fantastica. Mi son reso conto che, nonostante tutte le mie esperienze, non conoscevo nulla di questo lato dell’eros, in questo genere di trasgressione, mi ero sempre chiamato fuori, dovevo colmare questa lacuna. Con l’ausilio del mio netbook prima, e del tablet poi, ho incominciato a cercare nei siti specifici un contatto, volevo saperne di più. Lentamente ho cominciato a scambiare messaggi con gente che amava travestirsi, trans e gay più o meno convinti. Dopo un certo dialogare ho cominciato a stringere amicizia con una trav del nord, del Veneto, in particolare. Con Jolanda, questo il suo nome, mi son subito trovato a mio agio. Bellissima, attenta nei dettagli e particolari, ha suscitato subito la mia curiosità. Le foto postate sul suo profilo mi hanno eccitato e, più di una volta, le ho dedicato delle seghe monumentali: mi faceva impazzire vederla scopare con altri maschi o mostrare le sue forme sconvolgenti. Tre giorni fa mi chiama il mio capo r mi dice che dovrò portare un gruppo di persone a vedere le ville palladiane, lungo il Brenta. Mi è sembrato un regalo del destino. Ho contattato la mia amica e ci siamo scambiati i numeri di cellulare.
«Appena hai un momento libero, vorrei vederti.»
Questa è stata la mia richiesta, che poi era anche il suo desiderio. Parto la domenica mattina, arriviamo a Mila: albergo e via per visitare le ville. La chiamo, ho il programma in mano e, la sera, sono libero, lei pure. Decidiamo di vederci alle venti e trenta, davanti al mio albergo. Rientro in camera dopo aver cenato, mi faccio una doccia, mi vesto e m’incammino alla volta dell’appuntamento. Sono emozionato come un sedicenne alla prima cotta. La vedo arrivare con la sua auto, scende, ci stringiamo la mano; io sono sorpreso dalla sua bellezza e dalla disinvoltura con cui mi parla. Salgo con lei in macchina.
«Hai qualche idea?» Mi chiede. Io sono così eccitato che non riesco nemmeno a ragionare; la guardo, il cazzo mi si gonfia nei pantaloni.
«Trova un posto tranquillo, che ti voglio!»
Mi sorride. S’incammina verso la periferia, la guardo e divento sempre più eccitato. Le sue mani, dita lunghe e unghie laccate di rosso, la mini che sale, scoprendo delle cosce stupende, fasciate da autoreggenti con pizzo, la sua bocca ampia e labbra che promettono fuoco! Arriviamo in un residence, lei prende una camera a ore: c'è solo un letto con bagno, ma non siamo venuti per ammirare il mobilio. Appena dentro, s’inginocchia e mi tira fuori il cazzo, se lo infila in bocca, senza dire una sola parola. Un lungo gemito esce dalla mia bocca. È sconvolgente come se lo infila fin dentro la gola. Lecca e succhia abilmente la cappella, lo ingoia tutto, sebbene io non abbia un grissino. Sono quasi venti cm. e di buona circonferenza. Ammetto che non ho mai avuto tanto piacere nel sentirmi succhiare così. Mi spoglia, mi denuda in un attimo, mi fa distendere sul letto e riprende a leccarmi; è tremenda, sono vicinissimo a sborrarle in gola, ma non voglio. Dopo un momentaneo disorientamento decido di riprendere le redini del gioco; mi rigiro, bagno due dita e prendo a massaggiarle il culetto. Lei sente la carezza e si rilassa:
«humuhmmmum … sì... Dai, preparami il culo, che lo voglio!»
Riprende a leccare. Sputa saliva sul cazzo per lubrificarlo per bene. Le infilo un dito dentro, poi due, tre, geme, la sento dilatarsi, si eccita, mi supplica.
«Dai, toro…sì…montami…sono la tua vacca, pronta!»
Non resisto, la voglio! In un attimo m’infila un preservativo che srotola con la bocca, questo mi eccita ancor di più. La rigiro, prendo le sue caviglie e le porto in alto, oltre le mie spalle, appoggio la cappella al suo buchetto, lei si apre, l’infilo in un sol colpo.
«aahhhhiiii … Piano! Me lo spacchi! Sì…spingi...sì…mi piace, dai…adorabile bestione, sfondami tutta!»
La prendo per le gambe e la sbatto di gusto. Le infilo quasi tutto il palo dentro, ma quando sono quasi in fondo, gli do un colpo secco e lei impazzisce.
«Sì…che toro! Sì, sfondami! Mi piace…più forte, dai…»
Geme, si masturba e gode, senza ritegno. La pompo di buona lena, sento la sborrata imminente; lei se ne rende conto ed avanza una richiesta.
«Aspetta… sborrami in faccia... in bocca!»
La pompo ancora un po', poi esco, strappo letteralmente il preservativo e mi presento davanti al suo viso. Mi sego, ma lei infila la cappella dentro la bocca e la stringe fra le labbra: è troppo! Le metto una mano sulla testa e la scopo in bocca. Mi bastano pochi colpi e schizzo nella sua gola tutta la mia sborra.
«Vacca…SBORRO! Sì ... bevi!»
I primi due schizzi le inondano la gola, poi se lo toglie e si lascia schizzare il resto sul viso. La sborra le copre un occhio, lei la prende con le dita e se la porta alla bocca, prende il cazzo e lo pulisce senza sprecare nemmeno una goccia del prezioso nettare: è fantastica! Restiamo un momento distesi l’uno accanto all’altro, il respiro è corto, lei si sposta in basso e riprende il mio cazzo in bocca: è ancora turgido. Lo succhia con estrema maestria, mi succhia le palle, lecca il mio culo, insinua la lingua dentro, mi provoca emozioni e piaceri mai provati. Ben presto, mi rendo conto che non mi sta solo facendo un pompino: quel suo fare è dedizione totale al cazzo. Lo adora! Lo succhia come se fosse la vita, lo venera. La sua esperienza va ben oltre il semplice atto sessuale, lo strofina sul viso, ne raccoglie le ultime gocce di sborra e se le porta alla bocca. Deve trovar fantastico sentirlo crescere e indurirsi di nuovo fra le sue labbra; probabilmente le dà una carica erotica sconvolgente. Molte donne l’hanno succhiato, ma non come lei. Mi eccito di nuovo, la rigiro, infilo un nuovo preservativo e la faccio salire su di me. S’impala ed inizia un sali/scendi, che presto la fa godere di nuovo.
«Cavolo! Ti sento tutto dentro! Godo! Godo! Sei tremendo…mi sfondi!»
Si masturba lentamente, sembra attendere il momento giusto per godere, la rigiro di lato, con la coscia alzata sopra la mia spalla, la sbatto con impeto e forza; gode ed aumenta il ritmo della masturbazione: è decisamente pronta a godere.
«Si…toro! Dai, che VENGO! SI' …VENGO!»
Incomincia a schizzare, mi rendo conto che pure io son di nuovo pronto a regalarle l’ennesima sborrata. Sfilo il cazzo, tolgo il preservativo, mi presento davanti alla sua bocca.
«Dai, vacca: ingoiami il cazzo!»
Le ordino in tono deciso e duro.
Afferro il capo con entrambe le mani, infilo il cazzo dentro la sua calda bocca e comincio a scoparla velocemente, spingo sempre più in fondo alla sua gola. Lei cerca di assecondare la mia furia, ma sono in preda a un raptus di pura follia erotica.
«Succhia, dai, ingoia anche le palle! Così! Bene!»
Lei apre al massimo la bocca e cerca di dare un seguito a quanto richiesto; non so come, ma ci riesce: la punta della sua lingua lambisce il mio scroto. Per render ancora più perversa la mia richiesta e la sua totale sottomissione, le chiudo il naso, non le consento di respirare mentre ha tutto il cazzo in gola. Resiste un po', poi m’intima di togliermi, ma io resisto ancora un momento in più. Lei ha dei conati di vomito, mi sorride, è estasiata.
«Cosi …mio toro, fai impazzire la tua vacca schiava!»
Senza aggiungere altro si rimette il cazzo in fondo alla gola, torno a chiuderle il naso, la sento succhiare e quando m’intima di uscire, esito ancora un momento in più, sono al limite, ho voglia di sborrare, le libero il naso, ma non la bocca, le spruzzo il primo schizzo direttamente in gola, poi la lascio di colpo, sferzandole il viso con il rimanente della sborrata.
«Che troia…ti copro di sborra!»
Lei è in estasi. Si prende ogni spruzzo sul viso, poi, con estrema libidine raccoglie fino all’ultima goccia. Pulisce perfettamente ogni minimo residuo e, sfinita, si distende vicino a me. Restiamo qualche minuto in silenzio, durante il quale lei mi ha sempre tenuto il cazzo in mano, quasi avesse paura che potesse sfuggirle. In silenzio, i nostri corpi si erano detti tutto quello che c’era da dire. Ci rivestiamo e lei mi riaccompagna all’albergo; non so se la sera dopo avrò tempo, ma ci diamo appuntamento per pranzare insieme il giorno dopo. Il mio gruppo è impegnato in una mini crociera con pranzo su un burchiello, quindi sono libero. L’indomani si presenta nei panni di un normalissimo uomo. Pranziamo insieme, parliamo di mogli (lui è sposato come me), di figli, crisi, calcio, politica, come due amici senza mai una parola o un riferimento alla sera precedente e questo mi ha fatto moltissimo piacere. La sera avevo da lavorare e non siamo stati insieme, ma son tornato a trovarla e lei è venuta a trovare me. Le ho organizzato un bellissimo bukkake, con sei maschi, ben pieni. È stato magnifico vederla appoggiare il capo su di una sedia, mentre era seduta in terra, per ricevere tutta la sborra sul viso. Si è masturbata ed ha goduto; in quel momento, per ringraziarmi, mi ha preso per mano, è entrata in bagno con me solo, ha appoggiato il capo alla vasca e mi ha chiesto:
«Pisciami sul viso: è una cosa che lascio fare solo a chi ha un posto privilegiato nel mio cuore.»
Le ho letteralmente innaffiato tutta la testa.
È stato cosi che la mia sessualità si è allargata ed è cambiata in una sera, per caso.
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7 mesi fa
baxi18,
55
Ultima visita: 2 settimane fa
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La vacanza perfetta (3a parte)
Rieccoci in viaggio, in un'altra giornata calda per una nuova destinazione. Sono passati due giorni da quella serata con la guardia del piccolo Market, una serata fantastica, anche se Marco e Annalisa non ne hanno parlato poi più di tanto. A lei era piaciuto tantissimo, quelle situazioni che Marco riusciva a creare, la eccitavano e la facevano sentire sempre più troia. Dopo quella sera, si sono divertiti, hanno fatto sesso ad ogni occasione, insomma, la loro vita non era cambiata dopo quella sera. Anzi, addirittura, in qualche occasione, era proprio Annalisa a provocare Marco..... Trovato posto per sostare con il camper, addirittura sotto un enorme gelso che faceva proprio una gran bella ombra, si incamminarono nel paesino a loro sconosciuto. Nella piccola vietta, il caldo si faceva sentire, ma un lieve brezza, ben gradita, li accompagnava verso il centro. Una foto sulla panchina, una foto abbracciati davanti ad un negozio con un'insegna buffa, baci calorosi come se piovessero e in poco tempo arrivarono nella piazzetta che doveva essere il centro del paese. Non c'era molta gente in giro, alcuni negozi erano chiusi, ma il bar no, quello era aperto. La voglia di gelato di Annalisa vinse su tutto. Il piccolo bar era molto accogliente e aveva una veranda dove sedersi che era una meraviglia. Ordinarono e andato a sedersi in veranda, dove c'erano soltanto una coppia con un bimbo, un cane sdraiato al centro, due gatti e quattro uomini anziani che giocavano a carte. Subito Annalisa si mise a guardarli divertita, perché i quattro, stavano giocando a carte ma in modo piuttosto colorito e chiassoso. Mentre mangiava il suo gelato, sorrideva divertita a vedere i quattro. Marco notò ancora di più la sua bellezza e quella sua luce negli occhi mentre rideva. Inutile dire che era eccitato.... Passata una mezz'oretta, si alzarono per uscire e Annalisa si assentò cinque minuti per andare al bagno. Quando uscì, Marco la stava aspettando fuori dal bar."Che stronzetto che sei, io credevo che mi seguivi in bagno, ho visto che avevi il cazzo duro al tavolo! Ti ho aspettato un po', poi ho fatto pipì e sono uscita". "Amore, cucciola, non ci ho nemmeno pensato, non mi sembrava il luogo adatto, dai....""Adesso sua maestà vuole solo luoghi adatti? Non mi sembra che in altre occasioni i luoghi erano adatti. Non mi vuoi più scopare?“Risero entrambi, e abbracciati continuarono la camminata. Ora Marco sapeva che doveva rimediare a questa voglia..... Videro una piccola via in salita, decisero di prenderla per vedere dove portava. Non ci misero molto ad arrivare alla fine della salita, dove c'era soltanto una piccola Chiesa e un piccolo cimitero proprio a fianco. Annalisa guardò Marco con aria un po' delusa e gli disse:"Questo paesino è bello, ma è il più brutto e cattivo che abbiamo visto fin'ora""Perché piccola?“"Perché non c'è neanche un posto che ti stimola a tirarlo fuori"Marco scoppiò a ridere, lei aveva il broncio come una bambina, ma non riusciva più a trettenersi dal ridere..."Tranquilla piccola, vedrai che quando meno te l'aspetti, anche questo paesino ti lascerà un ricordo che ti piacerà tanto"Lei lo abbracciò sorridente, con gli occhi pieni di voglia di sesso. Poi c'è fece scivolare una mano nei pantaloni di Marco, afferrandogli il cazzo. Era nel pieno di una crisi di voglia. "Torniamo al camper, forse ho qualcosa che ti piacerà "Lei sgranò gli occhi, finalmente aveva capito che da li a poco, Marco l'avrebbe scopata come Dio comanda.Arrivarono al camper e una volta saliti, lei si spinse verso Marco ormai con la voglia di cazzo che le stava facendo prendere fuoco. Lui la fermò, gli disse di aspettare un attimo, di dargli solo due minuti. Lei, con la mano nei pantaloncini, sbuffò scherzosamente mentre si masturbava con foga ....Marco scese dal camper. Lei non capì, cercava di sbirciare dal finestrino ma un ramo dell'albero le impediva di vedere oltre. Quando la porta si riaprì pochi minuti dopo, sentiva delle voci, ma continuava a non capire....Ad un tratto vide salire nel camper un uomo, che non era Marco, sfilò al volo la mano con le dita fradice dai pantaloncini e vide un altro uomo salire, poi un terzo. Il quarto e poi Marco.Annalisa era immobile in piedi a un metro da queste persone. "Amore, ti presento Mario, Lorenzo, Giovanni e Attilio, li hai conosciuti prima al bar, stavano giocando a carte.""Piacere, Annalisa", disse lei spaesata e fissa sugli occhi di Marco, per cercare una spiegazione. "Niente , tranquilla amore, prima al bar, mentre tu eri in bagno, io ho parlato con questi signori e gli ho espresso il tuo desiderio, quello che mi avevi detto al tavolo ...""Ah, si? Ok, e cosa gli avresti detto di quello che ti ho detto io al bar?“ incalzò lei per cercare di capire cos'aveva in mente Marco, anche se, più o meno, aveva un'idea .."Gli ho solo detto che ti sarebbe piaciuto fare un pompino a tutti e quattro insieme""Oh si, si... Era questo che volevo" rispose lei, stando al gioco, anche perché ormai, chiarito il disegno di quello che stava per succedere, era eccitata come un vulcano pronto ad esplodere ..Annalisa sorrise, invitò i quattro vicini a lei, che accettarono subito senza discutere. La circondarono, sentiva le loro mani dappertutto, si trovò nuda in un attimo, le sue bocche sembravano le bocche di un branco di lupi sulla preda. Non staccava gli occhi da Marco, che la guardava mentre si stava masturbando. Annalisa era sempre più eccitata, i quattro si erano spogliati, abbassò lo sguardo e vide i loro cazzi, barzotti. Uno dei quattro, le alzò la testa e prese al limonarsela con ardore, lei non fece niente per evitarlo. Un altro le stava leccando la figa, che ormai era un lago e le sue tettine erano preda degli altri due. Cercava di farsi largo con le mani, raggiunse due cazzi e iniziò a masturbarli, Senza staccarsi dall'uomo che la stava baciando.Marco, stava fermo ad ammirare Annalisa che ormai era in balia dei quattro, la vedeva godere, la sentiva gemere.Annalisa si staccò dalla bocca dell'uomo che la baciava, guardò Marco e si lasciò scivolare in ginocchio. I quattro, si misero intorno a lei. Iniziò a spompinare un cazzo mentre con le mani segnava altri due. La sua bocca era fuori controllo, alternava i cazzi con mani e bocca, dovette lavorare molto su quei cazzi che, stavano mettendoci molto a diventare duri. Ma non si perse d'animo, succhiava e risucchiava, la saliva che produceva mentre succhiava inondava i cazzi e colava anche dalla bocca. Ora erano diventati belli duri, ma quanta fatica, le mascelle iniziavano a farle male. Marco prese a dare ordini ai quattro chiamandoli per nome, lei si sforzava di ascoltare ma non si ricordava chi fosse uno e chi fosse l'altro. Ne fece sdraiare uno a terra, dopo avergli servito un preservativo, fece sedere Annalisa su di lui. Il cazzo dell'uomo scivolò in un lampo nella figa fradicia, gli altri tre continuavano a farsi spompinare, addirittura con due cazzi alla volta in bocca. I quattro si alternarono a scopare Annalisa in figa, Marco, decise che era il momento di partecipare. Prese il lubrificante, unse il culo di lei e ci fiondò il cazzo fino in fondo. Annalisa tirò un grido soffocato dal cazzo che stava spompinado, godeva come una troia. Era la prima volta che non aveva un buco libero e neanche a dirlo, la cosa la faceva impazzire. Andarono avanti per quasi un'ora a scoparla a turno, ma nessun'altro a parte Marco, glielo mise nel culo. Annalisa era esausta, la fecero mettere in ginocchio, Annalisa si asciugò il sudore dagli occhi e aprì la bocca aspettando il momento in cui avrebbero sborrato. Gli uomini, si stavano segando davanti a lei, pronti a darle ciò che chiedeva. Non ci volle molto. A turno, si avvicinarono alla bocca di Annalisa e le sborrarono dentro, in faccia, sui capelli. Riempirono la sua bocca e il suo viso di sborra calda, che lei raccoglieva con le mani e con la lingua se stava per cadere.Era in ginocchio, con la testa leggermente all'indietro, una maschera di sperma. Esuausta, ma soddisfatta, terribilmente appagata. Dopo essersi tolta la sborra dagli occhi, intravide Marco sorridente che parlava con gli uomini. Gli uomini annuivano, sorridendo. Marco, prese ancora una volta la pentola più alta e si diresse verso Annalisa. Lei capì subito cosa la aspettava ora. Sputò un po' di saliva mista a sperma nella pentola, guardò i cinque e disse:"Su, avanti, non abbiate paura, chi è il primo? Chi mi ripulisce?" Mettendosi un dito in bocca come una troietta vogliosa....I cinque compagni di scopata si avvicinarono e con il cazzo in mano, iniziarono a pisciarle, in faccia e in bocca. Le sembrava di annagare dalla quantità di pipì che le stava arrivando, ma allo stesso tempo non ne voleva perdere neanche una goccia. Succhiò ancora tutti e cinque i cazzi come per ringraziarli, posò la pentola, salutò e ringraziò i quattro compagni di giochi e corse a farsi la doccia. Gli uomini, si rivestirono, salutarono Marco, lo ringraziarono per quest'avventura e tornarono alle loro vite. Marco era felice, soddisfatto e sempre più innamorato.Quando Annalisa uscì dalla doccia, si butto sul letto esclamando wow. Marco la raggiunse e la baciò abbracciandola."Come va cucciola? Come ti è sembrata questa nuova esperienza?“"Fantastica, mi avete uccisa, ma mi è piaciuta. Poi il fatto di avere sempre sorprese senza sapere niente, mi eccita da morire. D'altronde, questo è il prezzo da pagare quando hai un marito che è un porco maiale".Scoppiarono a ridere, poi Marco disse:"Dai, vado a una doccia e poi usciamo a cena, preparati""Mmmm.... Che cosa ti frulla in testa?""Niente amore, voglio solo uscire a cena con te"Arrivati in un piccolo ristorante del paesino, carino, non molto pieno ma comunque c'era gente. Il cameriere arrivò subito e fece accomodare Marco e Annalisa al loro tavolo. L'atmosfera era gradevole, la musica di sottofondo accompagnava gradevolmente la serata, la candela sul tavolo e i fiori creavano quella magia che ad Annalisa piaceva molto. Ordinarono con tutta calma e i piatti vennero serviti con cura e professione dal personale, tutti carini e gentili. La coppietta innamorata era arrivata al ristorante, consigliato da Attilio, uno degli amici che avevano "conosciuto" nel pomeriggio, prendendo un bus, per non stare a spostare il camper. Quindi dovevano stare attento anche all'orario, perché l'ultima corsa ara a mezzanotte. Calcolando che le lancette dell'orologio segnavano le 22:30, non si allarmarono più di tanto...Anche perché, Marco non voleva fare le cose di fretta, la situazione di questa serata poteva nascondere qualcosa di buono. Mentre scherzava e rideva con Annalisa, ignara come al solito dei pensieri porci di Marco, sondava il terreno qua e la per capire se per il finale di serata, ci scappava qualcosa di eccitante. Nel frattempo, il tempo scorreva. Alle 23:40, ormai la sala del locale era quasi vuota, così decisero di alzarsi, pagare e uscire. Mentre Marco saldava il conto, arrivò il titolare del locale a ringraziare la coppia, chiedendo se poteva offrire qualcosa, come usava fare di solito. Marco e Annalisa si guardarono negli occhi e Marco declinò l'invito, spiegando che se avrebbero perso il bus, non sapevano come tornare al camper. Lui subito disse che non c'era problema, sia lui e la moglie, che i ragazzi che lavoravano da lui, avrebbero fatto la loro stessa strada, quindi gli avrebbero dato volentieri un passaggio. Uno sguardo veloce con Annalisa, lei aveva capito che nella mente di Marco, stava per nascere qualcosa... Rossa in volto, sorrise e annui. La festa continuava. Fino a mezzanotte e dieci, risero e scherzarono con il titolare, la moglie e un paio di cameriere. Poi una delle due, disse a Marco che lei stava per tornare a casa, se avessero voluto, un passaggio glielo avrebbe dato lei.Accettarono la disponibilità di Gaia, salutarono e ringraziarono di nuovo tutti e si incamminarono. Annalisa sali davanti con Gaia e Marco dietro. Durante il viaggio continuarono a ridere e a scherzare, i tre erano molto a loro agio. Una volta arrivato al camper, Annalisa prese in mano il gioco e sicura di sé, invitò Gaia da loro, per bere un caffè prima di tornare a casa. Gaia la ringraziò, le rispose che però era un po' stanca e poi non voleva disturbare. Allora Annalisa insistette, "ma no dai, ma quale disturbo, non è una casa vera e propria, cinque minuti per bere un caffè, per ringraziarti della tua cortesia di averci riaccompagnato""Va bene, dai, vorrà dire che domani mattina dormirò una mezz'oretta in più" rispose Gaia. A Marco si aprì lo scenario. Annalisa non aveva mai preso l'iniziativa, non capiva cos' avesse in mente, ma una cosa era sicura, lui aveva il cazzo già duro.....Con Marco a preparare il caffè e le due ragazze al tavolo a chiaccherare, la serata sembrava molto elettrizzante... Lui decise di non interferire, volle lasciare fare tutto alla mogliettina, era curioso di vedere se aveva un programma già disegnato."Tu hai un ragazzo?" Chiese Annalisa a Gaia"Fino ad un anno fa si, poi ho scoperto che se la faceva con una mia amica ed è finita""Oh, mi dispiace averti fatto questa domanda, scusami""Figurati, nessun problema, è storia vecchia e poi per il momento sto bene così""Ma poi sei così giovane. Hai tutto il tempo, pensa a divertirti. E inoltre, sei anche molto bella...."Alla frase di Annalisa, Gaia arrossì. Per fortuna, Marco arrivò con il caffè. Annalisa la fede ridere ancora un po', mentre bevevano il caffè, raccontando di quanto imbranato fosse a volte Marco, inventandosi anche dei particolari che non erano mai successi. Gaia rideva, rideva e rideva, quindi era giunto il momento per Annalisa, di calare il jolly."Capito cara? Ma io, nonostante tutto lo amo alla follia""Siete una coppia bellissima. Ma ora, se mi volete scusare, io andrei a nanna, sto incominciando a crollare.""Ah, ma dammi solo cinque minuti, per ringraziarti ancora una volta per la splendida serata" Annalisa si alzo dal tavolo, prese Gaia per mano e la portò verso il letto. Si mise davanti a lei, le sue braccia le avvolsero i fianchi, si avvicinò con la bocca alla sua per baciarla....Gaia si ritrasse, "scusa, cosa fai?“"Ti volevo soltanto baciare per dirti grazie""Tranquilla Annalisa, non ce n'è bisogno, è stato un piacere per me""Ma ora vorrei che il piacere sia nostro ...."Tornò a baciarla, stavolta Gaia la assecondò e si diedero un bacio con la lingua."Ok, orai hai ringraziato, è stato bello, ma ora devo andare" replicò Gaia un po' a disagio..."Non hai mai provato con una donna, vero? Non devi essere a disagio. All'inizio è una cosa strana, ma vedrai che ti piacerà.....""N..no, non... Non ho mai provato. E a dire la verità, non ci ho mai pensato...." Balbettò Gaia, rossa in volto e gli occhi puntati a terra....."Allora, lasciati andare, vedrai che poi mi ringrazierai, tu mi piaci. Mi stai eccitando, proviamo, se non ti piace, smettiamo"La baciò ancora, con le mani che ispezionavano il corpo di Gaia, tolse la maglietta a Gaia, alla vista del suo seno, Annalisa prese a toccarlo, quelle tettine piccole e sode. Iniziò a baciare e succhiare quei capezzoli, dando dei piccoli colpetti con la lingua, mentre con le mani ispezionava sotto la gonnellina. Gaia sembrava gradire quella situazione. Ma di colpo si bloccò e respinse Annalisa."C'è tuo marito che ci guarda, ti prego basta"Annalisa strinse a se, riprese a succhiarle le tettine, nel frattempo Marco le raggiunse."Non ti devi preoccupare Gaia, noi siamo una coppia aperta, ci piace vedere il nostro partner godere, lasciati andare, vedrai che alla fine esploderai di piacere"Un sospiro di Gaia ruppe il silenzio, le dita di Annalisa erano arrivate nelle mutandine di Gaia e le stavano stimolando il clitoride.....Ora Gaia era nuda, con la schiena appoggiata al petto di Marco e la lingua di Annalisa le stava esplorando la fighetta. Gaia ansimava a bocca aperta e occhi chiusi, stava assaporando per la prima volta quel piacere, non era mai stata in questa situazione con una donna. Ormai era nel pieno del piacere, non aveva più le forze per dire no. Marco si avvicinò alla sua bocca e iniziò a baciarla, lei, si lasciò andare a quel bacio, un bacio che non aveva mai provato, Dio se baciava bene Marco. Annalisa la trascinò giù in ginocchio con lei, la baciò profondamente. Marco si tolse i pantaloni e mise in mostra il suo cazzo già duro. Gaia appena vide quel cazzo davanti a lei, arrossì e abbassò lo sguardo."Che c'è, non ti piace? Hai visto com'è bello duro?“ le disse Annalisa, poco prima di farlo scivolare tutto nella sua bocca. Gaia la guardava sorpresa, il cazzo di Marco non era per niente piccolo, ma lo faceva sparire tutto. Mentre Annalisa faceva quel pompino doc, guardava Gaia, che ansia volta la fissava incredula, poi lasciò la presa, si staccò e lo porse a Gaia, invitandola a succhiarlo.... Gaia guardò Annalisa, non sapeva se voleva provare, ma ad un altro invito di Annalisa, si avvicinò, aprí la bocca e lo fece scivolare dolcemente dentro ...."Brava piccola, così, vedi che ti piace? Succhialo tutto, sei brava, fallo tuo questo cazzo"Le due ragazze, succhiavano e leccavano cazzo e palle alternandosi, Marco non diceva niente, si godeva quel momento in silenzio. Ma era arrivato il momento per Annalisa di godere, fece posizionare sul letto Gaia a gambe aperte, si mise a pecorina davanti a lei e mentre le la cava la figa, Marco iniziò a scoparle la figa. Gaia godeva con la lingua e le dita di Annalisa che giocavano nella sua fessura ormai grondante. Ansimava e godeva, ma guardava anche Marco, che la eccitava. Marco tolse il cazzo da dentro Annalisa, lei capì subito e prese la mano di Gaia, la fece sdraiare davanti a Marco a gambe spalancate. Gaia aveva capito che voleva scoparsela, fece per rilazarsi, ma Annalisa le si sedette sulla faccia, portandole la figa grondante sulla bocca."Dai, leccamela ti prego, voglio che senti i miei umori sulla lingua"Annalisa non l'aveva mai fatto, ma era davvero eccitata, doveva in contemporanea occuparsi della figa di Annalisa, preoccupata che a breve il cazzo di Marco l'avrebbe aperta..... Iniziò a leccare, la sensazione era strana, ma le piaceva, le piaceva quel sapore, succhiava il clitoride molto bene ma ad un tratto, senti il cazzo di Marco appoggiato sulla sua fighetta, si irrigidì, la mano di Annalisa presero a farle un ditalino per farla bagnare ancora di più e poi l'affondo deciso ma delicato di Marco. Strinse con le mani le cosce di Annalisa, sentiva quel cazzo dentro di lei, le sembrò di impazzire sotto i colpi di Marco. Annalisa stava per esplodere, propose a Gaia un sessantanove, Gaia non si lasciò pregare. Lei sotto con Annalisa sopra, si leccavano come due liceali, e Marco prese la palla la balzo. Si posizionò dalla parte della testa di Gaia, passò la punta del cazzo sulla figa di Annalisa e poi lo mise in bocca a Gaia, lo ritolse dalla bocca e lo puntò dritto nel culo di Annalisa, che era in estasi totale. Il cazzo di Marco nel culo e la lingua di Gaia nella figa, un orgasmo dietro l'altro. Gaia temeva che Marco volesse inculare anche lei, aveva questa paura ora, lei non lo aveva mai fatto, doveva fare un gran male, visto anche i rantolii e i lamenti di Annalisa. Ma non fu così per fortuna sua, anche perché, Marco stava ormai per esplodere. Le fece sedere tutte e due sul letto e mentre le ragazze si limonavano con ardore, lui si segava per gli ultimi colpi davanti alle loro bocche. Al grido di Marco, Annalisa disse a Gaia di aprire la bocca, lei non ci pensò e lo fece. Un getto di sborra calda esplose dal cazzo di Marco, riempiendo sia la bocca di Gaia che quella di Annalisa. Gaia aveva un espressione di disgusto, non aveva mai assaggiato la sborra, mentre Annalisa aveva già ingoiato tutto. Capendo che per Gaia era la prima volta, le disse di svuotare la sborra nella sua bocca, cosa che Gaia fece. E dopo aver ingoiato anche la parte di Gaia, si baciarono. Anche questa volta, i corpi dei tre erano esausti, rimasero sdraiati nudi nel letto per un po'. Finché si addormentarono. La mattina, salutarono Gaia, che li ringraziò per la bellissima esperienza e loro fecero lo stesso. Il viaggio ripartí, ormai verso il ritorno. La vacanza stava ormai per finire. Annalisa e Marco erano davvero felici, per loro questa, era stata davvero la vacanza perfetta.
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7 mesi fa
Cucciolodolce, 47
Ultima visita: 3 mesi fa -
La vacanza perfetta (2a parte)
Questo racconto è di pura Fantasia. I nomi, i luoghi e le situazione non sono realiLa vacanza trascorreva alla grande per Marco e Annalisa, l'idea di noleggiare un camper era stata ottima. Poi, con la scusa di avere un camper, ad ogni occasione si finiva per farsi una bella scopata. Anche quando si spostavano tra un posto e l'altro, Annalisa segava spesso Marco. Si, si avvicinava, gli ordinava di abbassare i pantaloncini, gli prendeva il cazzo in mano e lo segava, poi quando stava per venire, si fermava, gli stringeva il cazzo con forza per fermare la sua eruzione. Una volta, in un tragitto più lungo, lo aveva fatto cinque volte, rischiando che quasi Marco svenisse alla guida. Una volta sicura, che il flusso di sperma si era fermato, lasciava di colpo il cazzo e si allontanava ghignando, da vera stronzetta. Ovvio, che appena arrivati a destinazione, Marco la trascinava dietro e si vendicava, scopandola a dovere.Arrivati nel piccolo paesino che si erano prefissati come prossima meta, spostarono con il camper nel parcheggio di un market e dopo essersi assicurati che non ci fossero divieti per quel tipo di mezzo, decisero di entrare a comprare un po' di provviste. Una volta dentro, iniziarono a girare per gli scaffali per fare i loro acquisti, quando ad un certo punto, Marco disse "scusami un attimo, torno subito", si diresse verso l'uscita e si fermò a parlare con un ragazzo di colore, che lavorava nel market come guardia. Dopo circa una ventina di minuti, torno finalmente da Annalisa che non capiva cosa stesse succedendo. "Ma che fine hai fatto? Perché parlavi con la guardia? Lo conosci?“"Tranquilla amore, gli ho solo chiesto delle informazioni sul parcheggio, se potevamo lasciare qui il camper e se stanotte, potevamo sostare qui, visto che è un posto illuminato e ci sono le telecamere...." Marco si era studiato tutto in pochi minuti, era credibile e Annalisa non chiese altro. "Mi ha anche detto che qui vicino, c'è un sentiero che porta su in collina, attraverso un bosco e una volta che siamo in cima, c'è una vista bellissima". "Ok, meraviglioso. Allora appena sistemata la spesa, ci andiamo." Rispose lei, felice.Così fecero. Si incamminarono per il sentiero, accompagnati dal canto delle cicale, dopo pochi passi si ritrovarono in un bosco, con tanta ombra e clima leggermente più fresco. Si sentiva anche l'acqua di un ruscello che scorreva lì vicino. Cammina, cammina, mano nella mano, Marco si inoltrò in una piccola discesa che portava ad una roccia. Ovviamente Annalisa lo seguì a ruota. Il ruscello era lì e la roccia, nella sua parte posteriore, creava una sorta di piccola rientranza, una piccola grotta di un paio di metri. Marco entrò e una volta in fondo, si girò verso Annalisa e gli disse di fargli una foto. Lei posò lo zainetto a terra e prese la macchina fotografica e appena so preparò per scattare la foto, Marco si abbassò i pantaloncini mettendo in mostra il suo cazzo duro...."Ma che cazzo fai, tira su i pantaloncini, ma sei scemo? Se arriva qualcuno?“ disse lei con voce bassa e incredula."Dai, vieni qui, fammi un pompino, senti come si sta bene qui"."No, ma tu non stai bene, è appena passata con dei bambini poco sopra di noi. Figurati se mi metto a succhiartelo qui. Smettila, tu sei matto.Marco prese il cazzo in mano e lo agitò come fosse il sonaglio di un crotalo. A quel richiamo, lei corse dentro, gli prese il cazzo tra le mani e gli disse: "Ma guarda cosa mi tocca fare. Sei peggio di un bambino. Due minuti, non un secondo di più!" Scese in ginocchio e iniziò a spompinarlo golosamente, era così duro e liscio, lo leccava e lo succhiava avidamente. Alla parola basta adesso di lei, lui le prese la testa e cominciò a scoparle la bocca, in profondità. Lei aveva il viso coperto dalle lacrime e da quel filo di trucco che si scioglieva con esse. Quando senti che stava per arrivare, le tolse il cazzo dalla bocca e le sborrò in faccia, poi glielo rimise in bocca per farselo ripulire."Noooooo, guarda come mi hai conciata, mi hai riempito, anche nell'occhio. Che cazzo faccio ora? Proseguo il cammino così? Mamma mia ..."Marco rideva, mentre si menava l'uccello eccitato a vederla così. Prese la bottiglietta di acqua e le sciaquò il viso, poi prese delle salviettine dallo zainetto e gliele porse."Certo che sei uno stronzo. Ma come ti vengono certe idee del cazzo?""Amore, la colpa è tua, tu mi ecciti"Lei mentre si ripuliva gli fece un sorriso e gli stampò un ti amo nell'aria. Le era piaciuto. Faceva sempre la santarellina ma lei godeva di queste trovate di Marco.Ancora in ginocchio intenta a ripulirsi, guardava malissimo Marco, che la guardava passarsi quella salviettina in viso, ma allo stesso tempo sogghignava, adorava il suo uomo che era sempre pronto a farla godere.Ripresero il cammino e arrivarono in cima alla collina, dove restarono abbracciati a lungo a guardare quella vista meravigliosa, proprio come due veri innamorati.Passarono due ore abbracciati come due ragazzini e decisero che forse era meglio avviarsi e tornare al camper. Mentre scendevano mano nella mano scherzavano e si baciavano, arrivati al bivio dove qualche ora prima, Marco aveva portato nella grotta Annalisa con l'inganno, proprio Marco, trascinò un'altra volta Annalisa, che anche stavolta non era d'accordo...."No, amore, basta, so cosa vuoi. No. Basta. Andiamo al camper, saremo più comodi li. Smettila di fare il bambino, ci farai scoprire da qualcuno" Ma Marco era deciso:"Aspetta, vieni. Non è quello che pensi. Stavolta sarà più veloce. Non posso arrivare al camper senza farlo. Non resisto...."Riportò Annalisa nella piccola grotta. Le chiese di mettersi in ginocchio, ma con la testa leggermente più in avanti rispetto al corpo..."Ma che cazzo dobbiamo fare? Va bene così? Mamma mia tu sei pazzo!“Marco annui, tirò fuori il cazzo dai pantaloncini e le disse di aprire la bocca.... Lei capì cos'aveva in mente, gli fece una smorfia di disgusto, ma spalancò la bocca più che poteva. Un getto di pipì le riempì la bocca, fuoriuscendo dai lati della stessa, lo invitò a fermarsi un attimo, lo guardò negli occhi e ingoiò tutta la pipì che aveva in bocca. Poi si rimise a bocca aperta ad aspettare ancora il suo getto, che non tardò ad arrivare..."L'hai bevuta quasi tutta, allora ti piace.... Amore, mi hai fatto eccitare, ma non ti scopo qui, ti scopo più tardi sul camper e vedrai come ti piacerà.....". Alle parole di Marco, Annalisa tirò un sospiro di sollievo mentre si asciugava la bocca."Tu sei pazzo. La prima volta è stato difficile, ma ora mi piace sempre di più. Però sei un porco, riesci a farmi diventare troia anche in un bosco pieno di uccellini"Scoppiarono a ridere e dopo un bacio appassionato. Si avviarono, stavolta seriamente, al camper.Il parcheggio era deserto, c'era solo il loro camper. Una cena tranquilli, quattro chiacchere e un'altra giornata sembrava finire. Giusto il tempo di bere il caffè che il silenzio venne rotto da dei colpi sulla porta del camper...."Oddio, stanno picchiando sulla porta del camper, chi sarà? Ho paura Marco...." Annalisa era spaventata. Marco si alzo, andò alla porta, aprì e si sentì, Ciao, grazie per essere venuto, prego accomodati. Annalisa nascosta dietro alla porta del piccolo bagno sbirciava fuori e vide salire sul camper assieme a Marco, la guardia del market. Oddio, menomale. Che paura, pensò..Annalisa uscì dal bagno e salutò il ragazzo, che ricambiò il saluto e la stretta di mano."Ma tu lo sapevi che doveva arrivare? Perché non mi hai detto niente? Sono quasi morta di paura!""Tranquilla amore, si, gli ho chiesto io di passare stasera, era una sorpresa per te". Una sorpresa? Che sorpresa poteva essere per Annalisa il ragazzo di colore che faceva la guardia al market. Annalisa continuava a non capire. Diventò rossa, cercava nello sguardo di Marco un aiuto, una risposta ....."Amore, non hai ancora capito perché è venuto qui a trovarci?"Lei aveva lo sguardo fisso, non riusciva a capire. Così, Marco, iniziò il suo gioco di seduzione."Amore, si gentile, spogliati per il nostro ospite"Annalisa, con uno sguardo stupito, capì finalmente qual' era la sorpresa ,....Sorrise e iniziò a spogliarsi. Prima la maglietta, poi gli shorts, rimase in reggiseno e mutandine."Bravissima amore, ora, da brava, dai il benvenuto al nostro ospite, come ti ho insegnato". Annalisa era stranita da questa situazione, ma si stava eccitando tantissimo...."Ah, dimenticavo, il nostro ospite si chiama Tommy, sii gentile con lui"Annalisa si inginocchiò davanti a Tommy, gli abbassò la cerniera dei pantaloni, infilò la mano e subito la sua espressione cambiò.... Aprì i pantaloni di Tommy e li abbassò in un colpo solo, lo stesso i boxer.... Rimase a bocca aperta. Quel cazzo era enorme. Guardò Marco come per chiedergli cosa doveva fare, lui annui con la testa. Cominciò a segare quel cazzo, sputando sulla cappella e segandolo a due mani. Poi, inizio a prenderlo in bocca. Era grosso, faceva quasi fatica. Ma ormai, era partita la troiaggine alla massima potenza. Respirava a fatica quando succhiava, era davvero enorme. Così, anche Marco tirò fuori il suo uccello e lo porse alla sua sposa. Stava spompinando due cazzi per la prima volta, le sembrava di impazzire e Marco approfittò che Annalisa era occupata con quell'enorme cazzo in gola, per prendere il plug e infilarlo nel culo di lei. Ebbe un sussulto quando il plug entrò, ma non sentì dolore come la prima volta. Prese anche un preservativo e lo diede a Tommy. Fece alzare lei e la fece mettere sul letto con le gambe larghe. Invitò Tommy a possederla. Non se lo fece ripetere. Afferrò Annalisa per le cosce e se la tirò verso di sé, appoggiò il cazzo alle sua fighette, Marco ci passò la mano ricoperta di lubrificante, passando fuori e dentro la figa, facendola mugolare di piacere. Ora era pronta. Un colpo del giovane e mezzo cazzo aveva già squarciato Annalisa, che tirò un urlo di dolore, ma che si trasformò presto in piacere...."Oh cazzo, è enorme. Mi sta aprendo in due. Continua Tommy, sbattimi con questo palo..."Tommy sorrise e affondò i colpi, lei godeva come una forsennata, le sue unghie lasciano i segni nelle braccia di Tommy. Si trovo presto anche il cazzo di Marco in bocca, si sentiva impalata. Ora Marco fece segno a Tommy di cambiare, fece sdraiare Tommy, subito Annalisa si sedette sopra quel cazzo enorme e duro, iniziarono a baciarsi mentre il cazzo era scivolato tutto dentro. Fu a quel punto, che il plug venne tolto dal culo di lei e subito sostituito dal cazzo di Marco. Un altro grido di dolore da parte di Annalisa, che stava affrontando la sua prima doppia penetrazione.... Geneva, si dibatteva scopata da due cazzi insieme, ma era sempre più bagnata e grondante. La cosa durò parecchi minuti, fino a quando di staccarono entrambi e fecero mettere Annalisa in ginocchio. Tommy tolse il preservativo e lei iniziò a succhiare entrambi i cazzi. Entrambi le vennero in bocca, lei si senti come affogare. Con la bocca piena di sborra e i cazzi tra le mani, aspettò che anche l'ultima goccia le cadde in bocca e ingoiò tutto, mostrando la bocca vuota ai due tori.Erano tutti e tre stanchi, sudati ma totalmente appagati da quella scopata. Annalisa non voleva smettere di leccare e succhiare quei due cazzi. Si alzò in piedi sorridente, con ancora un rigolo di sborra che le colava dalla bocca."Cazzo ragazzi, mi avete fatto sudare stasera, ho bevuto un po', ma ho ancora sete....."Aprì un vano dove stavano le stoviglie e prese la pentola alta, quella per gli spaghetti, si rimise in ginocchio, con la pentola sotto la bocca....Marco capì al volo cosa voleva la troietta, parlò nell'orecchio a Tommy e subito, cazzo alla mano, pisciarono in bocca tutti e due ad Annalisa. Ne fu estasiata, ormai non ne poteva più fare a meno. Bevve gran parte della pipì, leccandosi più volte le labbra. Succhiò ancora per bene le cappelle di entrambi mentre anche lei, fece pipì nella pentola. Fu una serata indimenticabile, il loro rapporto si saldò ancora di più. Tutti i taboo erano stati infranti.... O quasi... C'erano ancora tanti giorni di vacanza in giro con il camper.... Chissà cosa sarebbe potuto succedere ancora la sopra .......
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7 mesi fa
Cucciolodolce, 47
Ultima visita: 3 mesi fa -
La vacanza perfetta....
Questo racconto è di pura Fantasia. I nomi, i luoghi e le situazione non sono reali. Dopo una lunga attesa, anche quest'anno sono arrivate le tanto agognate ferie. Un mese intero senza lo stress del lavoro. Finalmente, Marco e Annalisa, possono preparare il loro primo viaggio in camper. Si, perché per quest'anno la decisione è stata quella di noleggiare un camper e fare una vacanza in giro per la Toscana, per godersi questo splendido viaggio e a godersi appieno la loro intimità. Il giorno seguente, subito sveglia presto per preparare le ultime cose, caricare vestiti, cibo per il viaggio e sistemare al meglio tutto. Annalisa stava pulendo e sistemando le cose al loro posto, quando Marco salì sul camper e la vide, girata di spalle con i leggings, non capi più nulla. Le si avvicinò, le mise le mani sui fianchi, lei ebbe il tempo di dire "amoreeee", che iniziò a baciarle il collo e passare la lingua dietro l'orecchio.... Lei lo adorava. "Ma cosa fai, dai che dobbiamo finire di preparare". Marco aveva già il cazzo duro, senza mai lasciare la sua posizione, si abbassò i pantaloncini e iniziò a strusciare il cazzo sul culo di Annalisa, lei sorrise...."Lo sai che non possiamo adesso, non fare il porcellino". Ma Marco le aveva già infilato una mano nelle mutandine e la stava sgrillettando. Lei ansimava, si stava eccitando. Lasciò le cose che aveva ancora in mano, allargò le gambe in modo che Marco potesse intrufolarsi meglio."Che porco che sei.... Hai sempre voglia" disse Annalisa, poi scivolò giù in ginocchio e prese il cazzo di Marco in mano, sputò sulla cappella, lo segò per qualche minuto e iniziò a spompinarlo golosamente. La sua bocca calda, andava su e giù per tutta l'asta, insalivando tutto il membro, dalle palle fino alla punta, per poi farlo riscivolare tutto in bocca, fino alla gola."Alzati ora, voglio scoparti". Annalisa non se lo fece ripetere e in meno di un secondo, aveva il cazzo di Marco tutto dentro alla sua fighetta bagnata, che la pompava come un forsennato. Lei gemeva e si contorceva, aveva voglia di gridare, ma non le sembrava una bella idea, visto che erano nel cortile di casa, erano su un camper ed era mattina... Poi Marco si fermò di colpo, tirò fuori il cazzo dalla fighetta di Annalisa e si girò verso un vano del camper poco dietro ai sedili."Ma che fai? Non mi scopi più?“ esortò Annalisa con una vocina da bambina vogliosa. Marco tirò fuori un beauty case dal vano, lo aprì e tirò fuori un tubetto di lubrificante e un plug anale. "No ti prego amore, non adesso, non mi sembra il momento ideale qui" le fece notare Annalisa, ma Marco non volle sentire ragioni. "Girati, non ti preoccupare, prima o poi te lo devo mettere nel tuo bel culetto e ora ho proprio voglia" Lei si girò obbediente, un po' impaurita ma anche vogliosa, era molto eccitata ma non si aspettava di perdere la verginità anale proprio in quel momento, su un camper ....Marco spalmò il lubrificante sul buchino e prese a fare scivolare il dito come a massaggiare l'ingresso. Poi puntò il dito e lo fece entrare piano piano ... Annalisa gemeva, chiedendo di fare piano. Poi le dita diventano due. Dentro e fuori, dentro e fuori. Era arrivato il momento di provare il plug. Dopo averlo ricoperto di lubrificante, Marco disse ad Annalisa di allargare bene le chiappe, sputò sul buchino e infilò delicatamente il plug tutto dentro il culo. Annalisa a bocca aperta e occhi sbarrati emise un gemito più forte. "Fai piano ti prego, mi fa male" disse lei con le lacrime agli occhi.... Marco lasciò il plug inserito e torno a scoparla in figa. Lei tra un misto di dolore ed eccitazione ne era estasiata. Mentre la scopava le stringeva i seni, stringendole i capezzoli con le dita. Gemeva e godeva, era al settimo cielo. Marco si fermò ancora una volta, proprio mentre lei ebbe un orgasmo. Tolse il plug, abbondò con il lubrificante e la penetrò un attimo con due dita."Ahi, piano.... Ti prego fai piano...." Appoggiò la punta del cazzo verso il buco allargato e spinse piano.."Ahhh, aia, piano.... È grande, mi sta facendo un male atroce...." Prima ancora che Annalisa potesse finire la frase, il cazzo era scivolato tutto dentro e era iniziata la sua cavalcata della gloria. I gemiti di Annalisa, misti a dolore e piacere erano intensi. La stava inculando, così a sorpresa, senza essere preparata, senza essere pronta. Ma le stava iniziando a piacere, il dolore ora era sopportabile, sentiva il cazzo di Marco che la sfondava sempre di più. Era anche più rilassata. Marco aumentò il ritmo e dopo tre colpi più forti urlò "Si... Si.... Eccola, sto arrivandoooo..." E scarico tutto il suo getto di sborra caldo nel culo di Annalisa, lei ne sentiva il valore che la inondava al suo interno....Marco si staccò tirando fuori il cazzo umido e ancora duro, lei si girò di scatto tenendosi la mano quasi a tappare il buco del culo..."Ma sei scemo? Ma mi hai sborrato in culo? Oddio non ci posso credere, ma sei un coglione!!!" Si tirò su alla meglio i leggings e corse in casa sbattendo la porta sel camper..... Marco sorrise con il cazzo che si stava ammosciando. Pulí tutto e rimise tutto a posto. Si rivesti e andò anche lui in casa per darsi una sciacquata.... Entrò in bagno e vide Annalisa sul bidè che si buttava acqua sul buchino come se dovesse spegnere un incendio. ..."Sei uno stronzo, ora dovrò fare tutto il viaggio con il culo in fiamme per colpa tua", disse lei ridendo. Le era piaciuto, anche se non se l'aspettava."Oh, vieni qui piccola, scusami. Ma quando ti ho visto non ho resistito..." E la abbracciò mentre era seduta ancora sul bidè. Con la sua testa appoggiata alla pancia, Marco senti che il cazzo era tornato duro .... Lo tirò fuori un'altra volta e glielo mise in bocca. Annalisa fu ancora una volta sorpresa ebbe il tempo di dire solo "Mah ..." E iniziò un pompino da favola. L'eccitazione di Marco era alle stelle. Lei era molto abile con la bocca e nel giro di pochi minuti, le esplose nella bocca la rimanenza di sborra che aveva."Mmmm, ci mancava una buona colazione nutriente, ma che ti prende oggi? Sei un porco" disse lei sorridendo e sputando tutta la crema sulle tette, che pian piano scivolò sull' ombelico e sulla fighetta umida."Ora mi devo rilavare, guarda cos'hai combinato un'altra volta, porco" gli disse mentre si passava le dita sul clitoride."Beh, se la ingoiavi, non c'era nessun problema. Ma tranquilla, ci penso io a ripuliti adesso...."Lei fece una smorfia tipo broncio alla parola ingoiare e poi aggiunse: " Ma cos'hai in mente ora? Ti ricordi che dobbiamo partire? Dai, basta ora, è tardissimo"Lui le mise una mano sulla spalla e la spinse con la schiena contro il muro. Si mise in piedi davanti a lei e iniziò a pisciarle addosso, sulle tette, sulla figa ..."Nooooooo, ma che cazzo stai facendo, mi stai pisciando addosso, ma sei Pirla? Ma basta, smettila"Annalisa faceva la schizzinosa, ma le stava piacendo questa nuova cosa, anche perché in quanto a porcaggine era una vera troia da competizione."Dai, smettila che ti piace, porcellina vogliosa. Ora vieni qui, avvicinati..."Lei si avvicinò al cazzo con la faccia e subito un getto di pipì le inondò la faccia. Rideva e per istinto aprì la bocca, si fece riempire la bocca, fece dei gargarismi guardando il suo porco felice e sorridente, buttò fuori la pipì dalla bocca e se la deve riempire finché Marco non finì.Marco scese e la baciò. "Ti amo alla follia piccola, sarà una vacanza fantastica"."Lo sarà porcellino mio, lo sarà", rispose dando ancora una succhiata al cazzo di Marco e sorridendo. Fine prima parte.
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7 mesi fa
Cucciolodolce, 47
Ultima visita: 3 mesi fa -
La lezione di sub
Mi chiamo Giulia, 32 anni, sono alta 1.65, occhi marroni, capelli castani, una bella bocca con labbra carnose, il seno è un po’ piccolo, quasi una terza scarsa, gambe lunghe e snelle al cui culmine figura un bel culetto tondo, alto e sodo. Convivo con Federico da parecchio tempo. La nostra è una relazione felice, ma io sono sempre in cerca di qualcosa che renda il nostro rapporto più bello e stimolante. Federico, sessualmente parlando, si può dire che ha una buona dotazione, nella media, ed è anche bravo a far sesso al punto da portarmi sempre all'orgasmo, anche se, nel suo modo di far sesso, è molto tradizionalista. A lui piace pochissimo o niente il sesso orale, non mi ha mai chiesto di far sesso anale ed è per questo motivo che, ogni tanto, avverto la necessità di concedermi qualche piccola trasgressione, per poter, in qualche modo, compensare questo suo modo, alquanto routinario, di vivere il sesso. Lavoro come impiegata in un'azienda e fra le varie regole che vigono nel mio lavoro c'è quella di dover completare le ferie inderogabilmente entro il 31 marzo. Così mi son ritrovata una settimana di ferie arretrate da dover smaltire comunque ed ho chiesto al mio compagno di prendere anche lui una settimana di ferie e di andarcene assieme da qualche parte con il nostro camper e trascorrere una settimana di assoluto relax. Ovviamente lui ha subito bocciato la mia proposta adducendo a motivo il fatto che non intendeva sprecare una settimana di ferie per star in giro in un periodo in cui la stagione è alquanto mutevole e le attività turistiche sono ancora in fase di preparazione per l'estate a venire. Molto dispiaciuta dal suo rifiuto, dopo una breve discussione, nella quale nessuno di noi due ha voluto recedere dalla propria decisione, ho preso il mio fedelissimo Westfalia e ho deciso di partire in direzione sud. Consultando le varie opzioni, ho visto che c'era una buona offerta di biglietti per il traghetto per l'Isola d'Elba, così ho deciso di girare quell'isola, proprio in virtù del fatto che eravamo fuori stagione e, quindi, avrei potuto servirmi di spiagge meno affollate e visitare i vari paesetti, por niente affollati. Giunta al porto di Piombino, dopo aver acquistato il biglietto ad un prezzo veramente stracciato, ho messo il mio veicolo in fila al posto d'imbarco.
Mentre i vari spazi si andavano riempiendo da tante auto, altri mezzi, soprattutto di imprese che si recavano sull'isola per lavoro, la mia attenzione è stata attratta da una persona che stava seduto proprio sopra la bitta, cioè quell'enorme sporgenza dove legano le navi, situata davanti al mio veicolo. Un uomo, dell'età apparente di una sessantina di anni, se ne stava tranquillamente seduto a leggere un giornale. È stato proprio questo dettaglio che ha attirato la mia curiosità, in quanto oggi la maggior parte della gente consulta il proprio cellulare, mentre invece lui leggeva tranquillamente un quotidiano, come se fosse seduto al tavolo di un bar. Incuriosita da questo dettaglio, mi son avvicinata e, fingendo di guardare l'orizzonte, ho dato una sbirciata alle notizie che stava leggendo. Stranamente era l'ultima pagina, dove c'erano le inserzioni che riguardavano gli affitti. Anche questo dettaglio mi ha colpito, perché anche in questo caso la maggior parte delle persone consulta il proprio smartphone. Lui, per un attimo, ha sollevato lo sguardo ed i nostri occhi si sono incrociati; quando mi ha sorriso, non ho potuto resistere alla tentazione di instaurare un dialogo con lui.
“Buongiorno, mi scusi se la disturbo, ma lo sa che lei è davvero particolare!”
Lui mi ha guardato alquanto stupito.
“Buongiorno anche a lei e, mi scusi la curiosità; dove sarebbe questa particolarità?”
“Ribadisco che mi scuso per la mia sfacciataggine e per averla disturbata, mi chiamo Giulia e son rimasta sorpresa dal fatto che la maggior parte delle persone consulta il proprio smartphone sia per leggere il giornale che per consultare le pagine degli affitti come sta facendo lei! Capisce che rappresenta, al giorno d'oggi, un'anomalia?”
Lui si è messo a ridere veramente di gusto.
“Accidenti! Ora che me lo fa notare, son d'accordo con lei! Sono davvero una mosca bianca! A proposito, io mi chiamo Mario ed è un piacere conoscerla, signorina Giulia! Purtroppo io non amo molto il cellulare e credo che quello che ho in tasca sia obsoleto, quasi da collezione! Io lo uso solo ed esclusivamente per telefonare o ricevere telefonate, tutto il resto mi sembra assolutamente inutile!”
L'ho guardato veramente incuriosita!
“Se è così, lei è veramente una mosca bianca! Non capisco come possa fare a meno di tutta la tecnologia e le agevolazioni che offre un buon telefono.”
Lui mi ha risposto con tono alquanto pacato.
“È molto semplice! Basta semplicemente continuare a fare come facevamo prima! Ma d'altronde io son vecchio, lei è molto giovane e quindi non può capire questa differenza. Inoltre, nel mio lavoro, è sufficiente avere un telefono per chiamare e per ricevere, tutto il resto è assolutamente inutile.”
Sempre più incuriosita gli ho chiesto quale fosse la sua professione.
“Sono un istruttore di immersioni sub. Mi sto recando all'isola, per prepararmi all'inizio della stagione. Quest'anno però voglio trovare da dormire in maniera diversa da quella che offrono i vari villaggi turistici, perché c'è sempre tanta confusione e, invece, a me la sera piace star in un posto tranquillo. Come mai una bella ragazza come lei, viene sull'isola fuori stagione?”
Sono rimasta sempre più affascinata da quest'uomo.
“Lei mi sta dicendo che la tua professione è quella di insegnare alle persone ad andare sott'acqua?”
Lui ha annuito.
“Lei ha mai fatto immersioni?”
Ho riflettuto un attimo sulla sua domanda e poi gli ho risposto in maniera molto sincera.
“Faccio molti sport, ma non ho mai fatto immersioni e, sinceramente, la cosa mi affascina molto. È molto difficile imparare ad andar sott'acqua?”
“No! Ci sono delle ferree regole che vanno rispettate, partendo sempre dal presupposto che noi, in fondo al mare, siamo gli alieni che visitano un altro pianeta e, di conseguenza, bisogna comportarsi in modo da non suscitare l'ira delle creature che lo abitano. Inoltre, non rispettare le regole, può comportare di commettere errori e, in fondo al mare, gli errori si pagano con la vita. Detto questo, se uno fa le cose nel modo giusto, è l'esperienza più bella che si possa mai vivere nella vita. In fondo al mare, c'è il silenzio assoluto, e l'unico rumore che si sente è quello del suo respiro, il rumore della vita!”
Ero veramente affascinata ed ho chiesto ulteriori informazioni.
“Sarebbe bello provare, ma credo che sia molto costoso.”
“Non necessariamente. Si può noleggiare tutto il necessario per una buona immersione, al massimo, direi, che la cosa più intima è la maschera. Poi, se l’esperienza piace, uno si attrezza un po’ per volta.”
Lasciamo il nostro discorso perché sta arrivando il traghetto e, in quel momento noto il fatto che lui non ha un mezzo di trasporto, quindi gli offro un passaggio a bordo del mio Westfalia; lui accetta volentieri e, il tempo di imbarcare il veicolo, ci rechiamo sul ponte e mi viene offerto un caffè. Mentre facciamo la traversata, gli spiego la mia idea di voler girare un po' l'isola; noto che lui ascolta con attenzione, poi, quando ho finito di esporre le mie intenzioni, mi fa una insolita proposta.
“Potresti fermarti un giorno nelle vicinanze del villaggio, il tempo che io mi organizzo, poi potremmo caricare quattro bombole e tutto l'equipaggiamento necessario per fare un corso e, anziché farlo usando la barca, potremmo utilizzare il tuo camper per girare insieme l'isola e fare delle immersioni nei posti più belli che già conosco. In cambio della tua ospitalità, ti offro il corso gratuito.”
Lo guardo e, per un attimo, resto a valutare le sue parole.
“Ma, veramente… Voglio dire: accetteresti di farmi un corso da sub gratuito?”
“Generalmente non è possibile, ma, in questa stagione, il villaggio dove io ho la scuola di immersione è in fase di allestimento per l'estate, quindi non avrei molte cose da fare e potrei anche dedicare una settimana di tempo a te, facendoti fare delle immersioni nei luoghi più belli dell'isola e, nello stesso tempo, potremmo completare tutto l'iter necessario al conseguimento del primo livello del brevetto di "open water”.
Sono stupita di me stessa! In un attimo ho accettato di passare una settimana con questo maschio sconosciuto, dall'aspetto così particolare. Ha un bel fisico, alto, muscoloso, già ben abbronzato e, con una certa aria di mistero che mi ha subito intrigato. Ho seguito il mio istinto ed ho deciso di vivere questa avventura particolare, così insolita per me. Sbarcati, raggiungiamo la penisola di Lacona, dove è situato il villaggio, nel quale egli ha la scuola di sub.
Appena giunti, lui parla con la proprietaria, una bella signora e le spiega le sue intenzioni; immediatamente lei mi indica un parcheggio adiacente, dove posso sistemare il mio camper, senza recare fastidio. Ho notato l'occhiata che mi ha dato la signora, quando lui gli ha detto che avremmo passato una settimana insieme in giro per l'isola con il camper e il suo mezzo sorrisetto mi ha in qualche modo portato a riflettere che, probabilmente, non era affatto stupita del fatto che Mario avesse fatto una nuova conquista. È stata proprio questa sensazione che ho provato mentre lei mi guardava. Sistemato il camper, l'ho raggiungo alla scuola e, per prima cosa, lui mette subito a caricare delle bombole e poi mi fa misurare una muta, alcune pinne, calibra la cintura dei pesi in base al mio peso corporeo e, infine, per la prima volta, vedo un gruppo di octopus. Lui mi spiega come alle bombole viene collegato ed usato un erogatore, dove viene appeso quello di emergenza e poi mettiamo tutto l'occorrente sopra un carrellino, per poterlo portare direttamente al camper. Tra una cosa e l'altra si è fatta l'ora di pranzo; lui, quando siamo nel camper e, con il mio aiuto, cucina velocemente un piatto di pasta davvero semplice, ma buonissimo. Nonostante fossimo all'interno del mio veicolo, sembrava che lui ci avesse sempre abitato, per la disinvoltura con cui si muoveva e la rapidità con cui ha cucinato. Il pomeriggio mi lascia nel camper, perché, con la signora, deve andare a svolgere delle pratiche, di cui non so con precisione cosa sia, quando torna, però, vedo che sul collo ha una leggera macchia di rossetto. Ho il sospetto che la pratica che doveva svolgere, sia stata sicuramente quella di scopare con la signora. È incredibile, per un attimo, sono stata quasi gelosa! Quest'uomo mi affascina e, nello stesso tempo, mi intimidisce la sua incredibile padronanza di sé, determinazione e, soprattutto, il suo modo di guardarmi, che, in qualche modo, mi domina. Dopo aver sistemato tutto, passiamo un paio d'ore insieme, e coglie l'occasione per impartirmi la prima lezione teorica, su come ci si immerge. Giunta l'ora della cena, si fa prestare l'auto dalla signora e mi porta a mangiare in una pizzeria non molto lontano, dove, quando entriamo, lui viene salutato simpaticamente sia dal cameriere che dal proprietario, che, nell'indicarci il tavolo, mi dedica un profondo inchino.
“Benvenuta, signorina! Anche se è accompagnata da questo vecchio pirata, lei è comunque la benvenuta!»
Lui si mette a ridere e, seduti a tavola, consumiamo una pizza buonissima, che lui mi offre e, durante tutta la cena, ho potuto ammirare le sue bellissime mani, con le dita lunghe, che lui, gesticolando di continuo davanti alla mia faccia mentre parlava, ha fatto sì che mi intenerissi al punto da farmi inumidire le mutandine. Provo una strana sensazione con lui e, sempre più mi sento affascinata dal suo modo di parlare, dal suo gesticolare, dal suo modo di manifestarsi abbastanza colto e, nello stesso tempo, munito di una semplicità disarmante. Quando torniamo al camper, lui mi lascia e poi, mentre entro dentro, vedo che riporta le chiavi alla signora e, sicuramente, rimane a dormire con lei, perché non lo vedo più venir fuori. Mi sdraio nuda nel letto del mio camper, chiudo gli occhi e immagino le sue mani che mi accarezzano e, sempre immaginando che sia lui, porto le mie dita sui capezzoli, lì strizzo e mi accarezzo la farfallina, che non perde tempo ad emettere umori. Mi sorprendo a desiderare che quel maschio possa esser qui con me, che mi accarezzi e mi faccia eccitare tantissimo. Ho un orgasmo intenso, che mi fa godere molto. Una volta raggiunto l'orgasmo, dentro di me riaffiora per un attimo la Giulia di sempre, quella seria, quella che convive con Stefano, quella che ha bisogno di vivere una nuova avventura. All'alba sento bussare alla porta e me lo trovo davanti, che indossa dei semplici pantaloncini corti, una maglietta sotto cui si intravedono dei pettorali sicuramente vigorosi.
«Buongiorno, Giulia! Hai già fatto colazione?»
Io veramente sono ancora in pigiama e lo invito un attimo ad entrare, dicendo che sarò pronta fra pochi minuti. Lui allora mi dice che va alla scuola a prendere altro materiale e poi, una volta partiti, faremo colazione lungo la strada. Dopo pochi minuti, inizia la mia avventura con lui. Mi fa dirigere verso Porto Azzurro e, appena giunti in paese, facciamo colazione. Siamo seduti al bar e, mentre stiamo consumando un cappuccino con brioche ed un caffè, lui, d'improvviso, viene salutato da una signora molto bella.
«Ciao, Mario! Allora, sei tornato? Hai già riaperto la scuola di immersioni? Quest'anno vorrei fare il corso di fotografia subacquea!»
Lui sorride cordialmente, e poi le dice che sarà operativo dalla prossima settimana. La signora guarda me, poi si gira verso di lui e fa un mezzo gesto con il capo, quasi a voler sottolineare che chi l'accompagna è un po' troppo giovane! Sono quasi infastidita da questo continuo esser giudicata da altre persone, mentre lui sembra proprio che tutto ciò lo lasci indifferente. Una volta allontanati dal paese, arriviamo sulla spiaggia di una miniera e, una volta parcheggiato il camper seguendo le sue indicazioni, ci mettiamo seduti fuori e lui ad illustrarmi la teoria, spiegandomi attentamente tutto quello che faremo poi, una volta in acqua. È un insegnante scrupoloso e attento e, più di una volta, mi sento i suoi occhi addosso, che scrutano il mio corpo. Dopo più di un'ora di teoria, lui, prima mi fa indossare una muta, poi prende una bombola e ci spostiamo vicino all'acqua. Dopo averla fissata ad un Jacket, mi fa anche montare il gruppo Octopus e, fatti tutti gli opportuni controlli, indosso quell’equipaggiamento che, al momento, risulta esser pesantissimo. Insieme a me entra in acqua e subito mi rendo conto che appena l'equipaggiamento arriva in acqua il suo peso scompare completamente. Mi spiega tutte le tecniche di respirazione, addirittura mi insegna come si toglie l'acqua da una maschera, restando in immersione cosa che, secondo me, era assolutamente impossibile. Per più di due ore continuiamo a metter in pratica tutta la teoria che mi ha spiegato e, alla fine, è molto soddisfatto del risultato. Quando risaliamo a bordo del camper, lui si offre di cucinare un'ottima carbonara e devo ammettere che era la prima volta che ho mangiato questo piatto, che conoscevo già abbastanza bene. Il pomeriggio restiamo all'ombra, mentre lui continua a darmi lezioni teoriche: mi spiega come poi le metteremo in pratica durante le immersioni. Continuo ad esser sempre più affascinata da quest'uomo e, quando ad un certo punto lui dice che per oggi di teoria ne abbiamo fatta abbastanza, mi invita a fare il bagno.
“Giulia, questo posto ha del fiabesco, è meraviglioso e, soprattutto, è del tutto deserto; ti sembrerà strano, ma, in questo punto, c'è una sorgente sottomarina calda che rende l'acqua, in questo periodo, più calda del normale e fare il bagno qui è qualcosa di veramente unico. La cosa ideale sarebbe farlo nudi.”
Lo guardo veramente sbalordita e, nello stesso tempo, affascinata e incuriosita dalla sua proposta. Lui rimane un attimo immobile in attesa di vedere cosa decido di fare e, stranamente, senza nessuna riflessione, faccio cadere il mio costume e, vedo che i suoi occhi brillano di piacere nel vedere il mio corpo nudo e quando lui abbassa il suo, mi trovo davanti, per la prima volta, il suo splendido membro in posizione di riposo. È un bel cazzone lungo, di sicuro lo è molto più di quello di Federico e, anche se in posizione di riposo, noto anche che ha un considerevole diametro. Sento un lungo brivido lungo la schiena, perché ho provato una immediata sensazione di averlo dentro di me e la cosa mi fa bagnare; così, per non darlo a vedere, entro subito in acqua e, come ha detto lui, avverto la temperatura decisamente più calda. Al mattino non lo avevo notato perché indossavo la muta, mentre invece ora che il mio corpo è nudo ed è avvolto dall'acqua del mare, sento addirittura con piacere che bagnarsi in questo posto è veramente qualcosa di magico. Nuotiamo un po' fino a raggiungere un piccolo scoglio che emerge vicino alla riva e lì, una volta raggiunto, lui si ferma dietro di me ed io resto immobile, perché so che adesso lui proverà a mettermi le mani addosso, ed io non aspetto altro. Sono immobile, voltata di spalle, in attesa di sentire il contatto del suo corpo, che, però, stranamente, non arriva e questo mi lascia quanto mai sorpresa. Mi giro, vedo che lui sta nuotando di nuovo in senso opposto, mentre io ero già pronta a farmi masturbare da lui. Un po' delusa prendo a nuotare di nuovo verso riva e, quando esco fuori, lui è appoggiato ad una roccia a farsi riscaldare dal sole. Mi avvicino a lui, lo guardo con desiderio, mentre lui sembra assolutamente tranquillo, rilassato, quasi a voler ignorare i segnali che gli sto trasmettendo. Ho voglia di lui, di sentir le sue mani meravigliose sul mio corpo e, soprattutto, il suo splendido membro dentro di me. Mi appoggio alla roccia vicino a lui, sento il sole che ci scalda, tutto è silenzio intorno a noi, resto ad occhi chiusi, nella speranza di sentire all'improvviso le sue mani sul mio corpo. Dopo esserci un po' scaldati al sole, gli propongo di farci una doccia, ma lui suggerisce un'altra cosa.
“No, non lo faremo ora; questa sera ci sarà una bellissima luna piena e, fare il bagno a mezzanotte, con l'acqua calda del mare e la luna piena, è qualcosa di incredibilmente magico, e romantico!”
Se voleva stupirmi, c'è riuscito alla grande. Prepariamo una cena semplice, leggera e la consumiamo stando fuori del camper, al fresco e, ad un tratto, lui prende alcune radici di piante che sono lì vicino, accende un piccolo falò tra alcune pietre e subito l'atmosfera diventa veramente magica. Sorseggiamo del liquore, mentre parliamo di tante cose e mi rendo conto che sono sempre più affascinata da quest'uomo così colto e, nello stesso tempo, così incredibilmente semplice. Sento crescere forte il desiderio di averlo e, nello stesso tempo, mi piace prolungare ancora più questa attesa, perché mi rendo conto che questo aumenta ancora più il piacere che ne ricaverò quando lui deciderà di farmi sua. Mi son resa conto che è lui a dirigere il gioco e, sicuramente, saprà quando è il momento per farmi impazzire. Ad un tratto, da dietro il monte, spunta una fantastica luna piena, come non avevo mai visto in vita mia. È enorme, bella, lucente e rischiare la notte; lui si alza in piedi e comincia a spogliarsi ed io capisco che è giunto il momento, così lo imito e, poco dopo, siamo insieme nell'acqua, che risulta esser veramente tiepida, e meravigliosamente avvolgente. Stiamo nei pressi di una vecchia miniera di ferro e, allora, vedo che con la luce della luna, l'acqua sembra brillare. È come se il mare fosse pieno di lucciole, mentre sto osservando questo strano fenomeno, improvvisamente sento lui che, da dietro, mi abbraccia; la sua bocca mi bacia sul collo, dietro la nuca; sento subito il suo membro durissimo premere contro il solco delle mie natiche.
“Finalmente! Ti sto desiderando da tanto! Ti prego fammi impazzire!”
Le sue mani stringono i miei seni e le sue dita torturano i miei capezzoli, facendomi gemere di piacere. Poi, la sua mano destra scende giù lungo il mio corpo e, mentre con l'altra continua a torturare un mio capezzolo, le sue splendide di vita si infilano tra le pieghe della mia ostrica e sento che lui le lascia scorrere lungo tutto lo spacco, mentre mi tortura il bottoncino, stringendolo tra le dita: io sono tutta un fremito per il piacere.
Porto le mani dietro la schiena ed afferrò quello splendido membro, sento che le mie dita non riescono a cinger quel grosso randello, che ora è veramente al massimo della sua tensione. Ad un tratto mi solleva, mi prende in braccio e, fatti pochi passi, mi adagia sul bagnasciuga e, mentre, nella schiena, sento il mare che con il suo tepore scalda i nostri corpi, lui si inginocchia tra le mie cosce mi prendi un piedino e mi succhia ogni singolo dito sempre fissando i miei occhi che adesso brillano di piacere. Ripete la stessa cosa con l’altro piede e questo mi eccita tantissimo che quando la sua lingua prende a risalire le mie cose e arriva alla mia figa, sono già fradicia e la sento scorrere lungo tutta la mia intimità, procurandomi ondate di piacere in continuazione.
“Oh, sì, godo! Meraviglioso, non ti fermare! Leccami tutta! Ti prego, fammi impazzire che mi piace da morire!”
È un vero demonio con la lingua. Scuote il mio corpo con due orgasmi in rapida successione, come non mi era mai capitato, poi si allunga su di me, sento la sua enorme cappella che va a premere contro le labbra della mia lumachina, che cerca, in qualche modo, di accogliere quel grosso randello, che ora, sicuramente, la farà schiumare! Lentamente scivola dentro di me e sento le pareti della vagina che si aprono per accogliere quell'insolito diametro e, nello stesso tempo, lo avvolgono come un guanto e, quando arriva in fondo, sento una scarica elettrica che parte dal cervello, percorre tutto il corpo e si trasforma in un orgasmo che mi fa tremare in maniera incontrollata.
“Oddio, vengo! Mario, mi fai godere! Vengo! È bellissimo! Non ti fermare, ti prego! Non ti fermare, che vengo! Mi fai venire! Vengo!”
Non ha neanche cominciato a scoparmi, che già ho raggiunto tanti di quegli orgasmi che, a confronto, quelli provati con Federico sono niente. Rimane immobile piantato dentro di me e poi comincia a stantuffare dentro e fuori quel suo enorme cilindro, che ora il mio corpo riceve perfettamente in tutta la sua lunghezza e dimensione. È un orgasmo continuo. Vengo senza soluzione di continuità, perché non riesco a capire dove finisce un orgasmo e ne comincia uno nuovo, e poi un altro ancora: sono scossa da un piacere folle che urlo a squarciagola nel silenzio della notte, illuminata da una fantastica luna piena. Una volta soddisfatto il suo ego, mi afferra e mi rigira; mi ritrovo sopra di lui, impalata su quella colonna di carne, che ora sento arrivare tutta, fin dentro lo stomaco. Spalanco la bocca, ma non riesco ad emettere alcun suono.
Lui solleva le mani, afferra le mie mammelle e prende a torturarmi i capezzoli, facendomi urlare ancora più di piacere. Sono sconvolta e, nello stesso tempo, affascinata dalla facilità con cui quest'uomo mi ha portato al limite della follia! Sfinita, mi adagio sul suo corpo e sento il mio cuore che batte come un tamburo impazzito.
“Bellissimo! Unico! Mario, sei fantastico! Nemmeno pensavo che esistessero maschi come te!”
Lui, con una mano, solleva il mio mento, mi guarda negli occhi e sorride un po' sornione.
“Ma già sei sazia? Voglio dire: non hai più voglia di godere? Io mi sono appena scaldato!”
Lo guardo veramente sbalordita.
“Già sazia? Ma ti rendi conto che son venuta in continuazione non so quante volte! Mario, io non sono abituata a tutto questo! Con il mio compagno non ho mai provato tanti orgasmi tutti insieme in una sola volta! Lui ha un modo di far l'amore con me completamente diverso. Ma, soprattutto, il suo modo di fare è talmente semplice e ripetitivo, che questa sera mi sembra veramente di esser su un altro pianeta!”
Lui mi sorride, poi mi sdraia di lato, prende un capezzolo in bocca e continua a succhiarlo, facendomi impazzire. Ad un tratto si rigira e mi invita a fare con lui un meraviglioso 69, al quale non mi sottraggo per nulla al mondo. Mi trovo davanti alla bocca quel meraviglioso scettro che mi ha fatto impazzire di piacere, che profuma del mio odore di femmina, anzi troia, che ha goduto molto! Sì, in questo momento, mi sento proprio una gran troia. Tra le braccia di questo maschio, mentre mi infilo il suo enorme cazzone giù per la gola, mi sento veramente un'altra donna, ma una donna che approvo in quello che sta facendo, che accetta e vuole che tutto sia esattamente così. A fatica mi tengo in bocca il suo splendido randello; lo succhio come se non ci fosse un domani. Lui, dopo aver assaporato a lungo il miele che sgorga dalla mia lumachina, con la punta della lingua, va lambire anche il mio buchetto: ho un sussulto e lui si ferma.
“Giulia, se ti infastidisce evito di sfiorare il tuo buchetto.”
Mi sfilo il suo splendido membro dalla bocca e gli rispondo.
“Non è che ne sono infastidita, è che il mio compagno non ama il rapporto anale, come non ama nemmeno farsi succhiare l'uccello, come sto facendo a te adesso. Per lui sono tutte pratiche che non gli sono gradite e che, perciò, non mi permetto di fare. Mi piacerebbe molto prenderlo nel culetto, ma ho paura che, con il tuo notevole cazzone mi farai parecchio male.”
Lui mi rigira, mi guarda dritto negli occhi e poi sorride.
“Giulia, come in tutte le cose, conta la preparazione. Ho apprezzato molto il tuo lavoro di bocca, ma è evidente che non sei pere niente un'esperta. Per quanto concerne il rapporto anale, se mi concedi la possibilità di far un'ottima preparazione, ti posso assicurare che, dopo, sarai tu a chiedermi di farlo ancora.”
Gli sorrido e lo lascio fare; mi abbandono al suo tocco. Lui mi gira, mi mette in ginocchio davanti a lui; con la bocca va ad incollare le sue labbra sulla mia rosellina e la sua lingua ruota in continuazione cercando di insinuarsi dentro il mio buchetto. È sconvolgente la piacevole sensazione che mi dà; mi rilasso, mentre sento che lui, ogni tanto, infila delicatamente un dito dentro, spingendo la saliva più in profondità possibile. Continua questo gioco per un tempo che a me sembra lunghissimo, durante il quale mi rilasso così tanto da desiderare proprio che il suo grosso membro penetri tutto dentro il mio culetto. Si solleva e, quando sento la punta che si appoggia contro la rosellina, faccio un profondo respiro e mi rilasso, mentre lui spinge lentamente il suo meraviglioso gioiello dentro di me. Sento che mi apre, mi dilata. Più che dolore sento il fastidio di questa intrusione, ma nulla che non sia facilmente sopportabile. Porta una mano davanti e comincia a masturbarmi; il piacere che provo mi fa completamente dimenticare il fatto che lui mi sta sfondando il culo. Mi rendo conto di averlo tutto dentro, solo quando sento il tuo corpo che aderisce al mio.
“Brava, Giulia! Lo senti che te lo sei preso tutto dentro? Adesso rilassati, che ti porti il paradiso.”
Faccio un bel respiro profondo e poi sento le sue mani che mi afferrano per i fianchi; ora prende a limare dentro e fuori il mio buco, che si rilassa, lo accoglie con gioia e comincia a regalarci sensazioni sempre più belle e profonde.
“Mario, Mario, è bellissimo! Mario mi stai facendo godere! Non è possibile che mi fai godere di culo così velocemente! Pazzesco! In tante dicono che provano dolore quando lo prendono nel culo, mentre, al contrario, io sto già impazzendo di piacere. Continua così, ti prego, sfondami il culo!”
Mi fa godere ripetutamente, poi solleva le mani, afferra i miei seni e mi trovo in ginocchio davanti a lui, mentre il suo splendido membro continua a devastare il mio buchetto. Dopo aver goduto ripetutamente, lui me lo toglie dal culo, si sdraia supino e poi mi invita ad accoglierlo in bocca.
“Come ti ho detto è tutta una questione di preparazione; adesso vieni, fammi vedere quanto riesci ad esser brava a fare un bocchino!”
Quasi intimidita dalle sue parole, ancora stordita dal piacere provato, mi inginocchio davanti a lui e, dopo aver impugnato con entrambe le mani il suo scettro, mi concentro molto sulla punta e lo succhio, lo lecco e poi scendo giù lungo l'asta, fino alle meravigliose palle, che sono enormi e certamente piene di tanta crema prelibata, che ora ho voglia di bere tutta, fino all'ultima goccia. Quando comincio a pompare, lui appoggia una mano sul mio capo e detta il ritmo della pompa; alla fine, il suo corpo si tende e subito mi arriva in bocca la prima ondata di una copiosa sborrata, che ora lui mi sta regalando.
“Bevi, fantastica puttanella! Adesso è giunto il momento di dissetarti! Fai un buon lavoro e non perdere neanche una goccia.”
Serro le labbra e ingoio quella crema prelibata, che lui mi sta riversando in bocca; più ne ingoio e più ne ricevo, fin quando, sbalordita lo guardo un attimo negli occhi e lui, sorridendo, mi dice che la devo ingoiare tutta, perché è molto nutriente e mi fa bene. Mi viene quasi da ridere nel sentir le sue parole, ma serro le guance e mando giù ancora altre due generose ondate di crema. Alla fine, lecco fino all'ultima stilla e poi, quando me lo toglie dalla bocca, vedo che è ben pulito e lucido; lui se ne compiace.
“Brava! Avevo immaginato che potessi esser una brava succhia cazzi, ma non avrei mai pensato, che fossi così fuori allenamento. Certo, se il tuo compagno non ama questo tipo di giochi, devi proprio amarlo molto se resti con lui, perché sei una splendida femmina da letto, che andrebbe montata, quotidianamente, in ogni buco e riempita, come ho fatto io questa sera, minimo per due volte al giorno. In ogni caso, se avrai il piacere di passare con me questa settimana, te ne farò fare una bella scorpacciata di queste chiavate che per un pezzo te ne sentirai appagata.”
E così è stato. Ho passato con lui tutto il resto della settimana e lui mi ha chiavata, inculata e sborrata in figa in continuazione.
Posso dire di aver preso tanto di quel cazzo da farne veramente una bella scorpacciata. Inoltre ho imparato anche a ciucciare bene l'erogatore e questo mi ha comportato di ottenere anche un imprevisto brevetto da sub.
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7 mesi fa
baxi18,
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Il nostro gioco preferito.
Mi chiamo Lara, ho 32 anni, sono alta 1.70, bionda con i capelli a caschetto, occhi verdi, fisico slanciato e snello, con un bel seno di una terza misura abbondante, ventre piatto ed un culetto a mandolino posto al culmine di gambe lunghe e dritte. Da sette anni, sono sposata con Luca, un maschio di 3 anni più grande di me. Più alto di me, moro con gli occhi azzurri, capelli ricci, un bel fisico scolpito e, tra le gambe, una splendida dotazione, molto oltre la media, sia in lunghezza che in circonferenza. Siamo una coppia che ama il sesso, soprattutto se fatto in maniera non convenzionale. Diciamo che amiamo molto creare situazioni in cui, a volte, coinvolgiamo anche altre persone, al fine di raggiungere il massimo del piacere. Uno dei nostri giochi preferiti è quello di uscire la sera separatamente e incontrarci in un determinato locale, come se fossimo due perfetti sconosciuti e, a quel punto, scatta il nostro gioco che, spesso, ci permette di renderne partecipi anche altre persone. Una di queste volte è avvenuta lo scorso autunno, quando, per motivi di lavoro, mio marito si è dovuto recare in un'altra città e, avendo io delle ferie ancora da smaltire, ho deciso di seguirlo per trascorrere qualche giorno insieme a lui, ma, soprattutto, per vivere qualche nuova e interessante esperienza, in quanto, negli ultimi tempi, non avevamo avuto molte occasioni per dar sfogo alla nostra vena libertina. Giunti in città, abbiamo passato la giornata separati, perché lui era impegnato nel suo lavoro, mentre io mi son dedicata un po' allo shopping. Ho girato per negozi e, poiché indossavo un outfit alquanto intrigante, costituito da una minigonna in pelle nera, una camicetta bianca, stivali col tacco alto che mi arrivavano al ginocchio e, sopra la camicetta, un giacchetto di pelle nera, era ovvio che ero oggetto delle attenzioni di parecchi maschi. Naturalmente ho rinunciato a tutte le lusinghe ed ai complimenti che mi venivano rivolti, perché, un aspetto del nostro magnifico rapporto, è costituito dal fatto che a noi piace farlo insieme. Luca non mi ha mai tradito singolarmente con un'altra donna e nemmeno io l'ho mai fatto con un altro uomo. Spesso e volentieri abbiamo giocato sia con uomini che con donne, ma sempre insieme, sempre sotto l'attento sguardo del partner ed è questa la cosa che mi intriga di più. Per me è fondamentale sapere che lui mi sta guardando, mentre faccio la svenevole con un altro. Sentire che mi sta guardando, esaminando, apprezzando o criticando la mia prestazione, è qualcosa che mi fa veramente bagnare al solo pensiero. È la nostra intesa complice, che ci rende così uniti e, nello stesso tempo, così perversi. Infatti non è mai uno dei partner a decidere quale tipo di gioco intraprendere, perché, a volte, ci alterniamo e, spesso e volentieri, sono proprio io a creare le situazioni, che però lui elabora. Per la maggior parte delle volte, si tratta di cose che nascono spontanee dentro di noi e ci basta un'occhiata per decidere se metterle in pratica, oppure rinunciare. È questa nostra intesa mentale che mi fa adorare quest'uomo in maniera veramente unica. Con lui ho vissuto momenti così intensi che, se dovessi confessare quale tra essi sia stato il più bello, non riuscirei nemmeno a fare una graduatoria: sono stati tutti molto belli e intensi! La sera, dopo aver cenato in uno splendido ristorante, lui mi ha preso per mano e mi ha condotto in un locale alquanto intrigante. Era un semplice topless bar, con un simpatico pianista che suonava melodie "ever green". Appena entrati nel locale, ci sediamo al bancone. Io indosso un sottilissimo tubino nero elasticizzato, che sembra una seconda pelle per quanto è stretto e modella il mio corpo, evidenziando al massimo le mie curve. Calze nere velatissime e, ai piedi, scarpe con tacco e plateau proibitivo, da 18: mi aveva voluto molto appariscente quella sera. Ho capito subito che aveva in mente qualche sua idea ed ho deciso di assecondarlo passivamente, perché avevo voglia di sentirmi usata dalla sua fantasia e dai suoi desideri. Son seduta su di uno sgabello ed il vestito è salito un po' troppo su; il pizzo delle calze si vede benissimo. Ha ordinato dei drink e finge di non conoscermi. Mi parla con voce molto calda ed io mi lascio accalappiare. Tra un sorso e l’altro mi racconta delle barzellette ed io rido mentre lui, ogni tanto, mi accarezza la gamba. Lentamente sale dal ginocchio fino all'orlo cortissimo del vestito. Poi si fai più audace e si china a baciarmi e leccarmi il collo. Mi provoca e vuol vedere se sto al gioco. Mi sento osservata e già questo mi eccita, mentre ora la sua mano sale sempre di più. Indugia quasi a farmi desiderare di sentir le sue dita dentro di me. Divarico sempre più le gambe, lui scosta il perizoma sottilissimo ed io mi lascio penetrare. È pazzesco! Siamo in un bar, con tantissima gente, e lui mi masturba davanti a tutti, con una disinvoltura che mi sconvolge. Infila uno dito tra le labbra della mia vulva già fradicia, gira e rigira il dito dentro di me e, quando lo toglie, me lo infila in bocca, per farmi assaggiare il mio stesso sapore. È dolce, profuma di cagna in calore, perché è così che adesso mi sento: una cagna in calore! Lecco con avidità il dito, succhiandolo quasi fosse un membro. Assaporo il mio miele di cui è ricoperto e questo mio sapore mi eccita ancor di più! Siamo cosi presi dal nostro gioco, che non facciamo caso al fatto che il tizio, seduto accanto a me, non si è perso nulla dei nostri maneggi e si è gustato tutta la scena. Lo guardi e gli sorridi, io non mi volto. Mi sento le gambe tremare per l’adrenalina che sento scorrere dentro il mio corpo, eccitato al massimo. Gli fai un mezzo sorriso e poi mi trascini a ballare nella piccola pista, creata tra i tavoli. Lui si sposta più vicino per seguirci con lo sguardo. In pista mi abbracci da dietro. Le tue mani scorrono lungo il mio corpo, mi accarezzi i fianchi, le gambe. Mi stringi e sento, sullo spacco del mio culo, il tuo membro durissimo. Già questo mi fa sbrodolare! Il tipo al bar non resiste. Si avvicina, mi guarda e tu mi offri a lui. Mi fai girare, perciò, adesso, sul culo sento il membro di lui e sento che ce l'ha già duro e grosso. Ti guardo meravigliata, tu capisci che quello che sento mi piace. Mi tieni stretta a te, mentre lui mi accarezza le gambe ed arriva al perizoma, che sente fradicio, sorride e ti parla all'orecchio e, dopo che tu hai annuito, mi prendi per mano e ci avviamo tutti e tre verso l’uscita dal locale. Appena fuori mi fai spostare nel vicoletto di lato, quasi buio, e anche se fa freddo, tu mi sussurri all'orecchio di succhiarglielo, come solo io so fare. Lui sorride, lo tira fuori e tu mi fai inginocchiare. Mi trovo davanti al viso una bella verga dura, lunga come la tua e, forse, anche più grossa di spessore. Senza tanti complimenti lui me lo sbatte in bocca con forza. Metti una mano sulla mia nuca e detti tu il ritmo, oltre a quanto ne devo ingoiare.
«Succhialo, troia! Fagli sentire come sei brava!»
Sentirmi dare della troia, mi fa quasi venire in quella situazione. Lo succhio e lo lecco come so che piace a te, ma vedo che lo stesso effetto fa a lui. Quasi non resisto più e decido che voglio anche il tuo, lo tiro fuori e succhio, prima te e poi lui forte, fino in gola, fino a strozzarmi e voi ne siete più che contenti.
«Che brava succhia cazzi che hai, amico! Davvero un'esperta bocchinara!»
A quel punto lui ci propone di spostarci a casa sua, che dista pochi passi da li. Accetti e lui ci fa strada; mentre andiamo, si presenta e dice di chiamarsi Mario. Lo guardo e vedo che è un bel maschio sui 45 anni, ben portati. Pochi minuti e siamo in casa sua; subito lui ci indica la camera da letto. Appena dentro, sei tu a dirigere il gioco.
«Spogliati nuda! Lascia solo tacchi, calze e perizoma, che ti fanno apparire ancor più troia di quanto tu non sia!»
In un attimo, sono nuda. Mario si avvicina a te e ti suggerisce qualcosa, che io non sento, ma tu annuisci e, subito dopo, fanno la comparsa una benda e delle manette. Mi blocchi i polsi dietro la schiena e mi bendi gli occhi, poi mi ordini di inginocchiarmi. Me lo fate succhiare a turno. Ci prendo gusto e comincio a leccare e a succhiare, prima uno, poi l'altro, poi insieme. Il fatto di averne due in bocca, stupisce Mario.
«Che spettacolo! Questa troia sa davvero succhiare il cazzo! Anzi i cazzi: è capace di prenderne due per volta?!»
Lecco e succhio con molto impegno. Sento la saliva che comincia a colarmi lungo il mento e questo mi eccita ancor di più; mi spinge a succhiarvi con maggiore impegno e voi ne siete entusiasti.
«Che troia! Che bocchinara! Davvero una splendida succhia cazzi da sballo! Se continua così, le sborro in gola!»
Sentire Mario esser al limite, mi eccita ancora di più. Sento i miei umori colare lungo le cosce e la mano di uno di voi che mi masturba e strizza le tette. Poi mi sento sollevare, vengo messa a quattro zampe sul letto. Mi scende la benda, ma tu non te ne curi, anzi, la togli del tutto. Mario si posiziona davanti a me e tu dietro. Subito ho il suo cazzone infilato in bocca e tu mi penetri con così tanta forza che vengo spinta in avanti e sbatto con il viso sul corpo di Mario, ritrovandomi con il suo cazzo tutto in gola. Mi sculacci con forza. Poi lui ti passa del gel e tu mi prepari il culo, per sodomizzarmi. Lo sai che ho sempre bisogno di una accurata preparazione per godere di culo e tu, a questo, vi procedi con molta cura, quasi maniacale. Mario ti offre un cuneo e tu sorridi, quasi come se lui ti avesse letto nel pensiero. Mi prepari l'ano con dita e lubrificante, poi, con calma, mi infili il cuneo in culo! Mi sento piena! Davanti ho un cazzo in gola, sento il tuo nella fica che mi sfonda e, adesso, ho anche il culo pieno! Godo senza poter urlare e tu ridi divertito.
«Così si tratta una troia come te! Devi esser piena in ogni buco!»
Godo come una maiala! Di colpo tu ti sfili, mi togli il cuneo, non senza provocarmi un ennesimo brivido di piacere e poi dici a Mario di sdraiarsi supino; lui esegue e vedo il suo cazzone che svetta lungo e duro. Mi fai impalare su quella trave che mi arriva fin nella pancia. Il tempo di averlo tutto dentro, che sento il tuo che forza il mio sfintere che non impiega molto a cedere e, un attimo dopo, sei all'interno del mio intestino con tutto il cazzone ancor più duro. Mi sento completamente riempita, mentre mi scopate in doppia con un sincronismo così perfetto, che sembra lo abbiate fatto da sempre! Sono sconvolta, godo ed urlo il mio piacere.
«Vengo! Mi fate godere! Vengo! Sì, mi fate impazzire! Siete due maiali!»
Tu intanto mi dici che non ti basta ancora.
«Godi, vacca! Questo è solo un assaggio! Ti darò in pasto a dieci maschi che dovranno sfondarti tutta, dilatarti ogni buco; sei una troia tutta da godere!»
Sbrodolo come una fontana. Solo immaginare di esser in mezzo ad un simile branco di maschi, mi fa quasi svenire dal piacere. Mario mi sfonda con il suo cazzone e poi ti chiede se può irrorare il mio ventre.
«Questa vacca è fantastica! Vorrei riempirla di sborra: sono pronto; quando vuoi!»
Ti sento soddisfatto.
«Ancora un orgasmo e poi le diamo da bere a questa puttana! La deve ingoiare tutta!»
Dopo avermi fatto godere ancora, vi siete sfilati ed io mi son inginocchiata a terra, a bocca aperta. Mario si è messo davanti a me e me lo ha infilato in bocca, con te che lo incitavi a scoparmi ancora la gola.
«Bravo, scopala in gola questa troia! Dai, sborrale in bocca e riempila!»
Il tuo tono duro, la sua irruenza nello spingermi il cazzo con forza dentro la bocca, sentirmi così usata, mi hanno procurato un nuovo orgasmo, mentre lui mi ha inondato la gola.
«Bevi, troia! Ingoiala tutta! Tutta la devi bere!»
Mi ha riempito la bocca per due volte; poi lo ha impugnato e, segandosi, mi ha coperto viso e seno della sua crema. Poi è la tua sborra che mi arriva in faccia. Schizzi del tuo piacere mi colpiscono come frustate e si perdono tra i miei capelli, il seno e la bocca. Quella che mi è arrivata in bocca, la ingoio, gran parte la raccolgo con il dito e lecco fino all'ultima goccia che sgorga dai vostri cazzi ormai esausti e ben svuotati. Ti guardo, vedo che sei fiero di me e questo è il massimo del mio piacere; poi mi sollevi, mi baci e mi porgi i miei vestiti.
In un attimo sono pronta. Non mi lavo, voglio sentirmi sporca del vostro piacere il più a lungo possibile, in ricordo del magico momento che ho vissuto con te: per sempre, indimenticabile!
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7 mesi fa
baxi18,
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Ultima visita: 2 settimane fa
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Finalmente sono cornuto e contento.
Mi chiamo Luigi, ho cinquantotto anni e sono sposato che Livia che ne ha undici meno di me. Sono alto uno e settanta, in sovrappeso e ho un bel principio di calvizie. Non sono certo un adone, ma ho una certa simpatia, sono dolce e affettuoso, non troppo dotato sessualmente. Accontento quasi sempre mia moglie facendola godere prima con mani e bocca, poi con una penetrazione che la porta ad un ennesimo piacere solo quando sta sopra di me. Livia è una bella donna nel fiore degli anni. Alta uno e ottanta, mora, seno tondo e florido una quarta piena che sfida la legge di gravità, ventre piatto, non ha mai partorito, io sono sterile, culo tondo e sodo che sormonta delle gambe lunghe e ben tornite, bocca ampia e labbra carnose molto sensuali. Quando ci siamo conosciuti lei veniva da una brutta storia con tizio manesco e violento e l’ha fatta innamorare la mia dolcezza e la serenità che le ho trasmesso. A letto è un vero portento. Brava con la bocca, fa delle pompe fantastiche, scopa con molta passione e lo prende in culo con estrema disinvoltura. Ama vestire bene, con eleganza e ama anche essere molto sexy, indossare le autoreggenti e i tacchi vertiginosi, tutte cose che il precedente compagno le imponeva con la forza e che lei adesso fa per me per puro piacere. Lavora come impiegata alle Poste e ha sempre mezza giornata libera. Io invece lavoro presso una ditta di contabilità aziendale.
Nel mio settore siamo in tre più il nostro capo che si chiama Carlo, un bel maschio che non è sposato, ma che riscuote molto successo con le donne e che è un porco rinomato che si scopa anche la giovane segretaria che hanno assunto da poco, una troietta appena sposata. Lavoro in questo settore da sei anni e fino ad un mese fa non era mai successo che Livia venisse nel mio ufficio. Una mattina mi sono accorto che la mia auto aveva la revisione scaduta da almeno venti giorni. Ho chiamato un amico meccanico e l’ho pregato di provvedere a metterla in regola. Lui ha acconsentito, ma quando ho lascito il veicolo presso la sua officina mi ha detto che sarebbe stata pronta nel pomeriggio e allora ho pregato Livia di passare a prenderla poi che l’officina è a pochi passi dal suo luogo di lavoro e di riportarla presso il parcheggio del mio ufficio cosa che lei ha fatto. Mentre mi stava consegnando le chiavi, è uscito Carlo dal suo ufficio e quando l’ha vista ha fatto un gesto molto compiaciuto e si è avvicinato a noi. Ho fatto le presentazioni, e ho spiegato il motivo della sua presenza. Livia ha sorriso amabilmente e poi se ne andata mentre Carlo le guardava attentamente il sedere.
«Complimenti Luigi, hai una bella mogliettina.»
Detto questo è tornato al suo lavoro, mentre io mi sono sentito uno strano effetto dentro di me, un misto di gelosia e piacere nel constatare che Livia come sempre riscuote molto successo fra i maschi che ne ammirano lo splendido corpo. Mi sono ritrovato stranamente con una violenta erezione. La sera nel nostro letto ho scopato con impeto e passione mia moglie la quale si è stupita di tanto ardore, e quando mi ha chiesto cosa mi avesse eccitato così tanto, le ho detto che era stato il modo di con cui Carlo le aveva osservato il culo, il suo commento e la chiara voglia di scoparla che era ben visibile sul suo volto. Ho chiesto poi a Livia quale fosse la sua impressione su di lui, e lei, dopo un momento di riflessione, mi ha dato un bacio e con un certo distacco ha commentato che era un bel maschio. Ho riflettuto un poco sul suo commento, e mi sono sentito crescere di nuovo la gelosia e il cazzo. Mi sono eccitato di nuovo pensando a loro due che scopano, e la cosa mi fa impazzire perché non mi era mai successo. Certo altre volte ho visto il desiderio nella faccia di altri maschi che guardavano Livia, ma non mi ero mai eccitato, mentre il pensiero di lei scopata da quel porco che si dice sia anche molto dotato mi sconvolge. Passano alcuni giorni e un lunedì mattina Carlo mi convoca nel suo ufficio.
«Caro Luigi, avrei una cortesia da chiederti, ma non vorrei che tu mi fraintendessi, poi che si tratta di una cosa molto delicata vorrei spiegarti con calma la mia esigenza. Nel prossimo fine settimana devo andare al sud al matrimonio di mia nipote, e poi che mia sorella quando ero ragazzo una volta mi ha visto insieme ad un amico che mi succhiava il cazzo, lei crede che io sia gay. Aggiungi il fatto che ho quaranta tre anni e non sono sposato e il quadro è completo. Mi chiedevo se tu mi puoi prestare tua moglie per fare presenza a questo matrimonio. Ho visto che è una bella donna, che ha una certa classe e che sono sicuro mi farà fare bella figura. Avevo anche pensato ad una escort, ma mia sorella l’avrebbe capito subito e mi sarei sputtanato da solo. Ovvio sarebbe solo scena, niente più. Sono disposto a pagare tutte le spese che questo evento le comporterebbe, e ti assicuro che la cosa resterebbe solo fra di noi.»
Lo guardo stupito mentre cerco di realizzare quello che mi sta chiedendo. Sento crescere una potente erezione che non sono capace di mascherare e che viene notata anche da lui che finge indifferenza.
«Devo chiedere a mia moglie se è disposta, vieni questa sera casa nostra a cena e ne parliamo.»
Lui fa un bel sorriso e poi allarga le braccia.
«Ma quale cena a casa tua! Livia dovrebbe passare tutto il pomeriggio ad impazzire a preparare, andiamo al ristorante, e offro io e non si discute.»
Torno nel mio ufficio eccitato e sconvolto da una simile eventualità. Chiamo Livia che quando le racconto la cosa per un attimo mi chiede se sto scherzando, poi quando le assicuro che è tutto vero resta un momento in silenzio, poi mi dice che ne parleremo a cena. Per tutta il resto della giornata sono distratto da questi pensieri e alla fine mi sono segato in bagno al solo pensiero di loro due insieme. Si, mi eccita tantissimo il fatto che lui la terrà fra le braccia. Mi rendo conto che l’idea di essere cornuto mi sconvolge! Mi eccita e spero che Livia non crei ostacoli alla realizzazione di questo progetto. Quando rientro a casa la trovo che ha già fatto la doccia e si sta preparando per uscire con noi. Mi faccio una doccia veloce e mentre mi vesto vedo lei che indossa delle autoreggenti nere velatissime, una mini di pelle nera e camicetta bianca quasi trasparente che fa notare l’intimo nero indossa sotto, completa il tutto con stivaletti tacco dodici e rossetto che fa risaltare le sue splendide labbra. Osservo che lei ha una certa aria compiaciuta nel guardarsi allo specchio. Al ristorante è tutto un continuo di complimenti da parte di Carlo che la mette al centro di tutte le sue attenzioni. Lei sembra gradire e lui le spiega nel dettaglio quale sarà il suo ruolo mentre io osservo in silenzio e sono dentro di me compiaciuto del fatto che mia moglie decida di accettare. Quando ci salutiamo lui le chiede in numero di telefono per poterla contattare in settimana per fare gli acquisti necessari per il viaggio e la cerimonia. Livia è molto entusiasta all’idea che potrà fare shopping a volontà e a letto mi sembra molto calda, mentre io sono troppo eccitato e vengo quasi subito lasciandola con una notevole voglia di cazzo. Il mercoledì successivo escono insieme nel pomeriggio. Lui le compera tante cose carine e intriganti compreso due completi intimi molto belli. La sera mi chiama dicendo che lui l’ha invitata a cena e rientrerà tardi. Resto sveglio a pensare loro insieme e mi faccio due seghe tremende e vengo tantissimo. Quando torna fingo di dormire, poi quando lei si addormenta vado in bagno e cerco fra la biancheria sporca i suoi slip e li trovo sporchi, intrisi di seme maschile e per la prima volta mi rendo conto che lei mi ha fatto cornuto e da bravo cornuto mi tornano in mente le altre volte in cui lei è uscita a cena con le colleghe, e al rientro non ho mai guardato la biancheria, ma sono sicuro che non deve essere la prima volta che mi cornifica. Il giorno successivo di prima mattina, Carlo mi convoca nel suo ufficio e parliamo di lavoro, poi mi comunica quali saranno le mie mansioni nei prossimi giorni.
«Poi che dobbiamo fare tanta strada con Livia abbiamo deciso che partiremo questo pomeriggio, e saremo di ritorno lunedì in serata quindi vorrei che ti occupassi tu di tutto il lavoro, mi fido di te. Per quanto riguarda Livia dovresti astenerti da qualsiasi contatto, non vorrei che rovinassi la mia copertura, tanto se vi saranno problemi ti chiamerà lei. Spero che non avrai obbiezioni e mi raccomando fai molta attenzione con quei ordini che partono il sabato.»
Detto questo mi ha congedato e io sono rimasto per qualche minuto seduto alla mia scrivania cercando di riprendermi dalla forte emozione provata nel sentire che per minimo quattro notti loro sarebbero stati insieme, al solo pensiero quasi venivo senza toccarmi. Chiamo mia moglie e la sento molto euforica. Mi racconta che la sera precedente con Carlo ha passato momenti indimenticabili, e che al rientro mi racconterà tutto quello che faranno insieme. Mi sento cornuto come nessun altro al mondo. Non riesco a calmarmi e devo andare in bagno per segarmi e sborro copiosamente al solo pensiero di loro insieme. Dentro di me mi domando come ho fatto a non provare una simile emozione nel sentirmi cornuto e alla fine mi rendo conto che lei probabilmente mi ha sempre cornificato, ma che io non accorgendomi di questo non ho mai pensato a quanto poteva eccitarmi, mentre adesso che mi rendo conto che Carlo la scoperà a morte e la cosa mi eccita e mi sconvolge tantissimo. Rientro e trovo casa vuota. Per tutti i giorni della loro vacanza li penso sempre a scopare e mi sego come un pazzo immaginando come lei gode fra le sue braccia. Torna il lunedì sera e li vedo che si salutano e si baciano in bocca davanti a casa nostra incuranti di chi li poteva vedere. Quando entra in casa è euforica, allegra e mi accarezza e mi bacia sulla guancia. A letto le chiedo di raccontarmi la vacanza.
«Appena siamo partiti mi ha subito messo una mano fra le cosce, ero già un lago. Ti devo confessare che da tempo impazzisco per i maschi autoritari. Certo quando ti ho conosciuto venivo da una storia con un maschio violento e la tua dolcezza mi ha fatto innamorare, ma col tempo sentirmi dominata da un maschio possente e virile e molto autoritario mi ha sconvolto e adesso non ne posso fare senza. Mi piace essere dominata e scopata con irruenza cosa che Carlo sa fare benissimo. Non siamo andati a nessun matrimonio, era solo la scusa per potermi scopare liberamente per alcuni giorni. Ci siamo diretti verso un Resort dove lui aveva già prenotato una bella suite e lì mi ha montato come una vacca facendomi godere come tu non sei mai riuscito a fare. Capisco che per te deve essere difficile da accettare, è per questo che non ti ho mai fatto capire che scopavo anche prima di conoscere Carlo. Ho visto che ti sei eccitato al pensiero di avere le corna e allora mi sono lasciata andare con lui che ha un cazzo fuori dal comune, una vera trave che mi ha sfondato in ogni buco. Adesso non voglio fare altro che assecondarlo e di essere la sua troia e se tu farai il bravo ti faccio leccare la sua sborra che cola dai miei buchi e a sentire quanto ti sei eccitato direi che la cosa ti piace tantissimo.»
Effettivamente per tutto il tempo che lei mi ha raccontato come si sono svolti i fatti, ero in uno stato di pura eccitazione che non avevo mai provato. Ho accettato il fatto di avere una moglie vacca e troia che mi ha cornificato in tutti questi anni e che non me ne ero mai reso conto. Il giorno seguente in ufficio Carlo mi ha dato le ultime direttive su come devo comportarmi con mia moglie.
«Capirai che uno come te non sarà mia in grado di soddisfare una femmina calda e porca come Livia. Ti rendi conto che ti faccio un vero piacere se la scopo io e tu sei d’accordo e non ci poni limiti. Dal canto tuo invece di limiti ne devi avere e li devi rispettare. Inutile che ti dica che da oggi non la puoi più scopare. Non voglio che lei debba subire il fastidio del tuo cazzetto. Che piacere le daresti in confronto ai oltre venti centimetri che le pianto dentro io. Invece se sarai molto rispettoso e discreto non escludo che ti possa far assistere alla monta di Livia quando vengo a casa tua.»
Ho accettato tutto senza battere ciglio. Ero così contento ed eccitato che mi sarei segato davanti a lui. Da allora abitualmente lui viene a casa per scopare Livia e spesso quando li vedo entrare in casa abbracciati come due innamorati ho una violenta erezione che non sfugge a loro che ridono divertiti.
«Carlo guarda il cornuto si è eccitato di nuovo. Chissà quante seghe si è fatto pensando a come tu mi scopi divinamente.»
Lui mi guarda con scherno e ride divertito.
«Va bene cornutello, questa sera abbiamo deciso che vogliamo essere ripresi e fotografati mentre scopiamo e quindi da oggi ti nomino nostro fotografo ufficiale, se fai un bel lavoro poi ti do un premio.»
Mi sento dentro un piacere immenso nell’essere umiliato da un maschio cosi autoritario. Li guardo con ammirazione, e assecondo ogni loro desiderio. Mi sconvolge vederlo mentre monta Livia che gode come non mai e questo mi rende molto felice. Dopo averli accontentati come fotografo ho ottenuto il premio di leccare sia Livia riempita da lui che il suo meraviglio cazzo che l’ha fatta godere. Adesso che finalmente sono cornuto e contento la mia vita ha assunto una nuova dimensione che mi soddisfa molto.
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8 mesi fa
baxi18,
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ap.1: Un’incredibile esperienza sessuale giovanile: Dedé e Monique.
Insieme ad alcuni amici, avevamo affittato una cantina dove ci ritrovavamo per suonare la chitarra e dove speravamo di poter portare le ragazze! Poi allora andava di moda mettere su questi piccoli “Club” tra amici.La cantina ce l’aveva affittata una Signora francese sulla quarantina molto bella e provocante che diceva di essere originaria di Cannes, dove aveva fatto la controfigura di Brigitte Bardot, alla quale, invero, somigliava molto, imitandone anche la pettinatura e l’abbigliamento.Era arrivata nella nostra Città per curare il figlio affetto da leucemia in quanto il locale ospedale era allora un’eccellenza in questo campo ed aveva acquistato un palazzetto con al piano terra un negozio ed una cantina.Ufficialmente lavorava come modista nel suo negozio aperto sotto casa, in realtà faceva spettacoli di spogliarello ed arte varia in un locale notturno allora molto in voga in Città e si diceva che organizzasse poi a casa sua incontri di sesso sfrenato durante i quali,con facoltosi imprenditori, professionisti e commercianti che frequentavano il locale dove si esibiva. Noi avevamo affittato la sua cantina dandole diversi mesi di anticipo.Accadde però che il padre di uno dei miei amici, che era un alto funzionario della Questura, venuto a saperlo, le impose di mandarci via motivandolo con il fatto che disturbavamo con la nostra musica i vicini di casa.Era evidentemente una scusa, in realtà non voleva il figlio avesse rapporti con questa persona. In ogni modo dovemmo andarcene.Nel frattempo purtroppo il figlio della Signora, che inizialmente sembrava aver trovato la cura giusta, morì e Lei cadde nella più totale disperazione.Dovevamo recuperare i soldi dati come anticipo e me ne occupai io, che ero un poco il tesoriere del gruppo.Quando seppi che si era rimessa, decisi di tornare da Lei in quanto i soldi da recuperare erano per noi importanti e comunque non aveva manifestato alcuna difficoltà a restituirceli.Erano passati un paio di mesi e la trovai in gran forma, in guepiere e reggicalze insieme ad un’amica con la quale faceva gli spettacoli al locale, che invece indossava solo una vestaglia trasparente, senza nulla sotto.Nemmeno la Signora indossava slip e non essendo in uso la depilazione del pube, ma solo curare un poco il pelo in estate, avevano una peluria folta ma curata che mi eccitò subito moltissimo.Mi ricevettero cordiali e la Signora mi disse che si ricordava bene di quando l’avevo trovata nella vasca da bagno: non riusciva più a parlare ma mi vedeva. Inoltre mi disse che non voleva più morire in quel momento e che ebbe paura che io scappassi senza chiamare nessuno!(Ho letto poi che spesso i suicidi, dopo il gesto estremo, non perseverano se si riesce a fermarli, tanto che in taluni luoghi, come il ponte di Ariccia ai Castelli romani, luogo in passato di molti suicidi e per questo detto appunto “Ponte dei suicidi”, sono state installate delle reti affinché dopo il primo salto, il suicida possa fermarsi ed in genere non persevera nel suo gesto).Non ricordo quando la Signora mi disse queste cose cosa le risposi, ma credo che rimasi basito o quasi, perché ero molto eccitato da quelle presenze ed eccitato vuol dire che avevo già il cazzo duro solo guardandole!Se ne accorsero, risero tra loro, mi dissero di avvicinarmi e mi palparono insieme tra le gambe masturbandomi per un poco da sopra alla stoffa dei pantaloni.Non so come sia riuscito a trattenermi e non sborrare subito per quanto ero eccitato dalla situazione! Poi la Signora, che fino a quel momento avevo sempre chiamato così, mi disse di chiamarla Dedé (Adele), che la sua amica si chiamava Monique (Monica) e chiamando anche me con un diminutivo alla francese, mi spinse con il viso tra le sue cosce ed iniziarono a toccarsi e baciarsi l’una con l’altra. Con le varie esperienze che avevo avuto, ma soprattutto dopo quelle vissute con le mie fidanzatine, credevo di essere un maestro nel cunnilinguo, ma Lei mi fermò subito, incominciando a spiegarmi come dovevo fare.Questo frenò un poco la mia terribile eccitazione, aiutandomi a non venirmene subito.Ero concentrato su quello che mi diceva di fare, la sentivo provare piacere, sentivo la sua fica bagnarsi sempre di più, il suo sapore e la cosa mi esalava.Mi disse di spogliarmi e restare nudo, col cazzo grosso e duro libero, fu un attimo!A questi punto Monique si staccò da Lei prendendo il mio uccello che scoppiava in mano, lo scoprì tutto, il frenulo libero lasciava scoprire tutta la cappella e tirare la pelle fino in fondo all’asta ed iniziò a baciarlo ed a succhiarlo.Mentre aveva tutta la mia cappella in bocca, sentii la sua lingua che l’avvolgeva leccandola e succhiandola all’interno della bocca.Provai un piacere che ricordo come fosse ieri e che ho poi sempre ricercato con tutte le donne che ho frequentato.A questo punto ebbi un’eruzione copiosa e forte, violenta, di sborra densa, che Lei trattenne tutta in bocca. Risero, mi sentii in imbarazzo e credo che dissi qualcosa di ridicolo tipo:- In genere non vengo così, subito …Risero ancora e poi Dedé mi disse:- Non ti preoccupare, alcuni durano anche molto meno! Ah ah … e magari hanno pagato 200.000 lire!Quest’ultima frase mi bloccò ulteriormente, perché pensai che mi volesse restituire così i soldi dei mesi anticipati! Ed avrei poi dovuto metterceli io, quei soldi!Per inciso la cifra che disse corrispondeva all’incirca allo stipendio netto che mio padre percepiva in un mese!Lei si accorse di questo e sempre ridendo mi disse:- Non ti preoccupare, tu mi hai salvato la vita ed ora te lo dico, prima di te è entrato un altro, ma è scappato per paura di compromettersi!- Se non c’eri tu ero riuscita davvero a morire!Poi Monique si avvicinò e mi baciò in bocca, ancora col mio sperma sulla lingua passandomelo tutto, poi baciò Dedé e poi anche Dedé mi baciò.Il bacio che ci scambiammo con Monique e poi con Dedé passandoci la mia sborra, se a taluni può sembrare poco piacevole, fu invece anch’esso un piacere nuovo molto intenso e sempre ho cercato di goderne poi con le donne che ho incontrato.Fu un’iniziazione al sesso orale che segnerà la mia ricerca del piacere erotico per sempre! Rimasi con loro ancora un paio d’ore.Bevemmo e prendemmo il sole nudi su una terrazza alla quale si accedeva dalla soffitta-mansarda sopra al all’appartamento.Da lassù si dominava la Vallata sottostante la Città. Qualcuno poteva anche vederci in distanza, ma non ce preoccupammo.In terrazza ripresi il cunnilinguo con Dedé e poi leccai a lungo la fica anche a Monique.Dopo furono loro a leccare e succhiare il mio cazzo, facendomi godere un bocchino in “doppia” incredibile e sborrai ancora copiosamente, credo addirittura due volte di seguito.Che tempi di recupero brevi e fantastici allora!Poi mi dissero che aspettavano amici e me ne andai.Restammo d’accordo di rivederci dopo un paio di giorni.Recuperai qualche giorno dopo anche le mensilità anticipate, ma non raccontai mai ai miei amici cosa mi era accaduto!Ci siamo frequentati poi per alcuni anni, anche se saltuariamente. Anche durante l’Università, fino al mio primo impiego, ogni tanto andavo a trovarle e qualche volta rimanevo a dormire con loro.Come dicevo, Dedé raccontava di essere stata la controfigura della Bardot e di aver conosciuto moltissime celebrità francesi con le quali era poi diventata mica. Non credevo molto a questa cosa ma non me ne importava troppo.Qualche anno dopo capitai in Città ma non riuscii a contattarla anticipatamente, non c’erano i mezzi ci comunicazione di oggi.Andai da Lei nel pomeriggio ma mi disse che aveva ospiti, c’era il suo amico ….. e disse il nome di uno chansonnier francese che era in tournée in Italia in quel periodo.Mi disse di aspettare e dopo aver sentito qualcuno, forse lui stesso, mi invitò ad entrare a bere qualcosa con loro.Me lo presentò dicendogli che io ero quello che le aveva salato la vita e di cui gli aveva parlato. Non ero scappato via come l’altro stronzo.Lui era quello vero! A meno che non fosse pure lui una controfigura così somigliante!La sera avrebbero fatto festa e chiedevano la massima riservatezza.Dopo il drink me ne andai.Le esperienze sessuali vissute con loro non furono solo di sesso orale, ma anche di sesso anale, che praticavano godendone moltissimo ed al quale mi iniziarono, non lo avevo mai praticato prima.Nemmeno con l’amica di mamma, con la quale lo farò solo alcuni anni più tardi, quando torneremo a frequentarci per un certo periodo.Imparai con loro a far godere una donna in fica e nel “bocciolo”, come loro chiamavano il buco di culo, alternativamente e contemporaneamente! Con le dita, la lingua, il cazzo. Anche usando vibratori, che erano una novità, a batteria.Spesso mentre scopavo Dedé, Lei sopra di me nella posizione così detta a “smorza candela”, Monique le leccava la figga ed i l buco di culo stando di fianco a noi e la masturbava con le dita intorno alla fica piena del mio cazzo o infilandogliele nell’ano. Dedé poi la ricambiava invertendo le parti e la cosa accadeva ancora più spesso mentre le inculavo.In questi momenti le sentivo leccarmi il cazzo ed i coglioni e le prime volte l’eccitazione era così intensa che sborravo subito, non riuscivo a resistere!Organizzavano spesso incontri a casa loro che erano, credo, vere e proprie orge con più uomini e solo loro due, forse tirando anche cocaina, ma non mi fecero mai partecipare, né con me usarono mai cocaina o altre droghe, nemmeno spinelli, che pure all’epoca erano molto in voga. Dopo queste esperienze la mia ricerca del piacere erotico con una donna divenne quasi un’ossessione e continua anche oggi ad esserlo.Monique si sposò qualche anno dopo con un imprenditore locale e si trasferì all’Estero, dove lui aveva alcune sue attività economiche ed anche Dedé dopo un altro anno o due si sposò con una sua vecchia fiamma e lasciò la Città per tornare a Cannes.Quando Dedé lasciò l’Itali ci incontrammo a Roma in Aeroporto e pranzammo insieme.Poi non ho avuto più con tatti con loro, come avevamo deciso di fare.Con Dedé e Monique non era solo un fatto prestazionale, ma di coinvolgimento di testa.Riuscivamo a creare la situazione di reciproca provocazione ed appagamento senza limiti e tabù ma con un gran rispetto ed una grande dedizione ognuno per l’altro. Verso la fine del Liceo avvenne un fatto che sarà determinante per la mia educazione sentimentale.Insieme ad alcuni amici, avevamo affittato una cantina dove ci ritrovavamo per suonare la chitarra e dove speravamo di poter portare le ragazze! Poi allora andava di moda mettere su questi piccoli “Club” tra amici.La cantina ce l’aveva affittata una Signora francese sulla quarantina molto bella e provocante che diceva di essere originaria di Cannes, dove aveva fatto la controfigura di Brigitte Bardot, alla quale, invero, somigliava molto, imitandone anche la pettinatura e l’abbigliamento.Era arrivata nella nostra Città per curare il figlio affetto da leucemia in quanto il locale ospedale era allora un’eccellenza in questo campo ed aveva acquistato un palazzetto con al piano terra un negozio ed una cantina.Ufficialmente lavorava come modista nel suo negozio aperto sotto casa, in realtà faceva spettacoli di spogliarello ed arte varia in un locale notturno allora molto in voga in Città e si diceva che organizzasse poi a casa sua incontri di sesso sfrenato durante i quali girava anche la cocaina,con facoltosi imprenditori, professionisti e commercianti che frequentavano il locale dove si esibiva. Noi avevamo affittato la sua cantina dandole diversi mesi di anticipo.Accadde però che il padre di uno dei miei amici, che era un alto funzionario della Questura, venuto a saperlo, le impose di mandarci via motivandolo con il fatto che disturbavamo con la nostra musica i vicini di casa.Era evidentemente una scusa, in realtà non voleva il figlio avesse rapporti con questa persona. In ogni modo dovemmo andarcene.Nel frattempo purtroppo il figlio della Signora, che inizialmente sembrava aver trovato la cura giusta, morì e Lei cadde nella più totale disperazione.Dovevamo recuperare i soldi dati come anticipo e me ne occupai io, che ero un poco il tesoriere del gruppo. Andai da Lei e trovai la porta semi aperta, entrai chiamandola e la trovai nella vasca da bagno che si era tagliuzzata le vene dei polsi ed aveva ingerito varie pasticche di un barbiturico. Era in modo di suicidarsi che andava molto in voga allora, tra gli artisti.Chiamai subito dal telefono di casa l’ambulanza e la Questura, che arrivarono in tempo affinché non morisse dissanguata e potesse essere disintossicata.Il funzionario della Questura che arrivò mi conosceva e mi disse che era meglio se sparivo e così feci.Quando seppi che si era rimessa, decisi di tornare da Lei in quanto i soldi da recuperare erano per noi importanti e comunque non aveva manifestato alcuna difficoltà a restituirceli.Erano passati un paio di mesi e la trovai in gran forma, in guepiere e reggicalze insieme ad un’amica con la quale faceva gli spettacoli al locale, che invece indossava solo una vestaglia trasparente, senza nulla sotto.Nemmeno la Signora indossava slip e non essendo in uso la depilazione del pube, ma solo curare un poco il pelo in estate, avevano una peluria folta ma curata che mi eccitò subito moltissimo.Mi ricevettero cordiali e la Signora mi disse che si ricordava bene di quando l’avevo trovata nella vasca da bagno: non riusciva più a parlare ma mi vedeva. Inoltre mi disse che non voleva più morire in quel momento e che ebbe paura che io scappassi senza chiamare nessuno!(Ho letto poi che spesso i suicidi, dopo il gesto estremo, non perseverano se si riesce a fermarli, tanto che in taluni luoghi, come il ponte di Ariccia ai Castelli romani, luogo in passato di molti suicidi e per questo detto appunto “Ponte dei suicidi”, sono state installate delle reti affinché dopo il primo salto, il suicida possa fermarsi ed in genere non persevera nel suo gesto).Non ricordo quando la Signora mi disse queste cose cosa le risposi, ma credo che rimasi basito o quasi, perché ero molto eccitato da quelle presenze ed eccitato vuol dire che avevo già il cazzo duro solo guardandole!Se ne accorsero, risero tra loro, mi dissero di avvicinarmi e mi palparono insieme tra le gambe masturbandomi per un poco da sopra alla stoffa dei pantaloni.Non so come sia riuscito a trattenermi e non sborrare subito per quanto ero eccitato dalla situazione! Poi la Signora, che fino a quel momento avevo sempre chiamato così, mi disse di chiamarla Dedé (Adele), che la sua amica si chiamava Monique (Monica) e chiamando anche me con un diminutivo alla francese, mi spinse con il viso tra le sue cosce ed iniziarono a toccarsi e baciarsi l’una con l’altra. Con le varie esperienze che avevo avuto, ma soprattutto dopo quelle vissute con le mie fidanzatine, credevo di essere un maestro nel cunnilinguo, ma Lei mi fermò subito, incominciando a spiegarmi come dovevo fare.Questo frenò un poco la mia terribile eccitazione, aiutandomi a non venirmene subito.Ero concentrato su quello che mi diceva di fare, la sentivo provare piacere, sentivo la sua fica bagnarsi sempre di più, il suo sapore e la cosa mi esalava.Mi disse di spogliarmi e restare nudo, col cazzo grosso e duro libero, fu un attimo!A questi punto Monique si staccò da Lei prendendo il mio uccello che scoppiava in mano, lo scoprì tutto, il frenulo libero lasciava scoprire tutta la cappella e tirare la pelle fino in fondo all’asta ed iniziò a baciarlo ed a succhiarlo.Mentre aveva tutta la mia cappella in bocca, sentii la sua lingua che l’avvolgeva leccandola e succhiandola all’interno della bocca.Provai un piacere che ricordo come fosse ieri e che ho poi sempre ricercato con tutte le donne che ho frequentato.A questo punto ebbi un’eruzione copiosa e forte, violenta, di sborra densa, che Lei trattenne tutta in bocca. Risero, mi sentii in imbarazzo e credo che dissi qualcosa di ridicolo tipo:- In genere non vengo così, subito …Risero ancora e poi Dedé mi disse:- Non ti preoccupare, alcuni durano anche molto meno! Ah ah … e magari hanno pagato 200.000 lire!Quest’ultima frase mi bloccò ulteriormente, perché pensai che mi volesse restituire così i soldi dei mesi anticipati! Ed avrei poi dovuto metterceli io, quei soldi!Per inciso la cifra che disse corrispondeva all’incirca allo stipendio netto che mio padre percepiva in un mese!Lei si accorse di questo e sempre ridendo mi disse:- Non ti preoccupare, tu mi hai salvato la vita ed ora te lo dico, prima di te è entrato un altro, ma è scappato per paura di compromettersi!- Se non c’eri tu ero riuscita davvero a morire!Poi Monique si avvicinò e mi baciò in bocca, ancora col mio sperma sulla lingua passandomelo tutto, poi baciò Dedé e poi anche Dedé mi baciò.Il bacio che ci scambiammo con Monique e poi con Dedé passandoci la mia sborra, se a taluni può sembrare poco piacevole, fu invece anch’esso un piacere nuovo molto intenso e sempre ho cercato di goderne poi con le donne che ho incontrato.Fu un’iniziazione al sesso orale che segnerà la mia ricerca del piacere erotico per sempre! Rimasi con loro ancora un paio d’ore.Bevemmo e prendemmo il sole nudi su una terrazza alla quale si accedeva dalla soffitta-mansarda sopra al all’appartamento.Da lassù si dominava la Vallata sottostante la Città. Qualcuno poteva anche vederci in distanza, ma non ce preoccupammo.In terrazza ripresi il cunnilinguo con Dedé e poi leccai a lungo la fica anche a Monique.Dopo furono loro a leccare e succhiare il mio cazzo, facendomi godere un bocchino in “doppia” incredibile e sborrai ancora copiosamente, credo addirittura due volte di seguito.Che tempi di recupero brevi e fantastici allora!Poi mi dissero che aspettavano amici e me ne andai.Restammo d’accordo di rivederci dopo un paio di giorni.Recuperai qualche giorno dopo anche le mensilità anticipate, ma non raccontai mai ai miei amici cosa mi era accaduto!Ci siamo frequentati poi per alcuni anni, anche se saltuariamente. Anche durante l’Università, fino al mio primo impiego, ogni tanto andavo a trovarle e qualche volta rimanevo a dormire con loro.Come dicevo, Dedé raccontava di essere stata la controfigura della Bardot e di aver conosciuto moltissime celebrità francesi con le quali era poi diventata mica. Non credevo molto a questa cosa ma non me ne importava troppo.Qualche anno dopo capitai in Città ma non riuscii a contattarla anticipatamente, non c’erano i mezzi ci comunicazione di oggi.Andai da Lei nel pomeriggio ma mi disse che aveva ospiti, c’era il suo amico ….. e disse il nome di uno chansonnier francese che era in tournée in Italia in quel periodo.Mi disse di aspettare e dopo aver sentito qualcuno, forse lui stesso, mi invitò ad entrare a bere qualcosa con loro.Me lo presentò dicendogli che io ero quello che le aveva salato la vita e di cui gli aveva parlato. Non ero scappato via come l’altro stronzo.Lui era quello vero! A meno che non fosse pure lui una controfigura così somigliante!La sera avrebbero fatto festa e chiedevano la massima riservatezza.Dopo il drink me ne andai.Le esperienze sessuali vissute con loro non furono solo di sesso orale, ma anche di sesso anale, che praticavano godendone moltissimo ed al quale mi iniziarono, non lo avevo mai praticato prima.Nemmeno con l’amica di mamma, con la quale lo farò solo alcuni anni più tardi, quando torneremo a frequentarci per un certo periodo.Imparai con loro a far godere una donna in fica e nel “bocciolo”, come loro chiamavano il buco di culo, alternativamente e contemporaneamente! Con le dita, la lingua, il cazzo. Anche usando vibratori, che erano una novità, a batteria.Spesso mentre scopavo Dedé, Lei sopra di me nella posizione così detta a “smorza candela”, Monique le leccava la figga ed i l buco di culo stando di fianco a noi e la masturbava con le dita intorno alla fica piena del mio cazzo o infilandogliele nell’ano. Dedé poi la ricambiava invertendo le parti e la cosa accadeva ancora più spesso mentre le inculavo.In questi momenti le sentivo leccarmi il cazzo ed i coglioni e le prime volte l’eccitazione era così intensa che sborravo subito, non riuscivo a resistere!Organizzavano spesso incontri a casa loro che erano, credo, vere e proprie orge con più uomini e solo loro due, forse tirando anche cocaina, ma non mi fecero mai partecipare, né con me usarono mai cocaina o altre droghe, nemmeno spinelli, che pure all’epoca erano molto in voga. Dopo queste esperienze la mia ricerca del piacere erotico con una donna divenne quasi un’ossessione e continua anche oggi ad esserlo.Monique si sposò qualche anno dopo con un imprenditore locale e si trasferì all’Estero, dove lui aveva alcune sue attività economiche ed anche Dedé dopo un altro anno o due si sposò con una sua vecchia fiamma e lasciò la Città per tornare a Cannes.Quando Dedé lasciò l’Itali ci incontrammo a Roma in Aeroporto e pranzammo insieme.Poi non ho avuto più con tatti con loro, come avevamo deciso di fare.Con Dedé e Monique non era solo un fatto prestazionale, ma di coinvolgimento di testa.Riuscivamo a creare la situazione di reciproca provocazione ed appagamento senza limiti e tabù ma con un gran rispetto ed una grande dedizione ognuno per l’altro.
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8 mesi fa
HenryB,
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Ultima visita: 8 mesi fa
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Le corna estive.
Mi chiamo Armando, ho 43 anni, sono di media statura, un po’ in sovrappeso, capelli brizzolati ed una dotazione abbastanza nella norma. Da ventun anni sono sposato con Vera, che di anni ne ha 42 È una bella donna mora, con un bel seno grande ed un bel culo che è sempre molto ammirato da chi la guarda. Sessualmente parlando, è una audace porca, che ama il sesso in tutte le sue forme. Le piace molto il cazzo, accoglierlo in ogni buco e, soprattutto, in bocca dove piò godersi e gustare il sapore di una copiosa schizzata di crema. Poco dopo sposati, ho scoperto il piacere di vederla desiderata e, poi, col tempo, anche chiavata da altri maschi. Lei, dopo una iniziale titubanza, alla fine mi ha accontento e cosi, quando capita l’occasione, non si sottrae ad una scopata, a volte finanche imprevista, come lo scorso giugno quando eravamo in vacanza in Corsica. Eravamo arrivati la sera prima e così, il giorno dopo, fatta una bella colazione e muniti di parecchia frutta per pranzo, siamo andati alla ricerca di un bel posticino tranquillo: abbiamo trovato una spiaggetta deserta. Appena giunti, visto che era presente pochissima gente, ben distanziata, lei ha deciso di mettersi in topless. Non l'aveva mai fatto prima. Dopo una decina di minuti, arriva un tizio in canoa e si ferma sulla spiaggia ad una trentina di metri da noi. Guarda, noto che ci osserva e poi se ne va da dove era venuto. Dopo circa una mezzoretta, sempre il tizio della canoa torna, ma stavolta in sella ad una bici. È un tipo dal fisico asciutto e snello con i capelli bianchi, ma cortissimi dall’apparente età di 55 anni. Quando lo vedo arrivare chiedo a mia moglie di non rimettersi il pezzo di sopra, lei mi sorride complice ed ottempera. Il tizio si mette a poca distanza da noi. Cerca il modo di attaccar bottone e noi lo capiamo subito, quando ci chiede se abbiamo un accendino, per fumare una sigaretta, ma noi non fumiamo. Con una scusa mi allontano, per andare alla macchina; sto via soli pochi minuti e, quando torno, mi sembra non sia successo nulla, invece mia moglie mi dice che il tizio le aveva fatto una corte pressante. A quel punto le chiedo se ha voglia di giocare.
«Che te ne pare? Mi sembra un bel maschio! Ti andrebbe di giocare con lui?».
Lei annuisce, ha gli occhi che le brillano. Sono a mille. Mi guarda e, a bassa voce, mi dice di allontanarmi di nuovo.
«Amore, fa un giro, ma non troppo lungo. Voglio sapere che sei ad una distanza che ti consente di guardarmi, così mi sento tranquilla.»
A voce alta, in modo da esser sentito, dico di dover tornare in albergo, perché ho dimenticato di prendere il cellulare. Vado via. Salgo in auto e faccio un breve giro del parcheggio, poi mi posiziono dietro la scogliera che si trova a pochi passi dal nostro ombrellone. Lui non ha perso l’occasione di avvicinarsi subito a lei. Li vedo allegri che se la ridono, lui le guarda i seni in bella mostra. Poi è lei che lo provoca, usando la più vecchia delle scuse.
«Saresti così gentile ma mettermi un po’ di crema sulle spalle?»
Lui ovviamente non aspettava altro. Lei si sdraia e lui subito si inginocchia di lato; è allora che posso notare il voluminoso pacco del tizio. Le spalma la crema, ma, in realtà, le fa un massaggio che scende fin sulle chiappe, appena ricoperte dalla sottile stoffa del costume. Poi lei, con fare da vera troia, si gira e gli sbatte in faccia i seni, belli gonfi e dai capezzoli irti come spini. Lui resta un attimo indeciso sul da farsi: è evidente che non sa se continuare o fermarsi, ma mia moglie gli sorride e lui le schizza addosso una buona dose di crema, fra i seni di mia moglie. A vederla così, sembrava le fosse stata spruzzata una copiosa sborrata, che lui ha sparato sul corpo. Ovvio che, subito dopo, usando entrambe le mani li massaggia e sembra gradire molto. Vedo che indugia sui capezzoli ed il suo pacco, ormai enorme, è a pochi centimetri dalla faccia di Vera, che si morde il labbro inferiore, indice di una forte eccitazione. Per un lungo istante, non succede nulla, lei si gode la stimolazione dei capezzoli, poi solleva una mano e l’appoggia agli slip di lui, che subito, con una mano, lo abbassa, rivelando una verga davvero grossa, anche se non troppo lunga.
«Che bello! Hai davvero un bel tronco di carne!»
Lui sorride, poi le si avvicina ancora di più alla faccia, con quel cazzo che davvero sembra un bel pezzo di carne, troncoconico e duro. Lei lo prende in bocca, mentre lui le imprime il ritmo della pompa, tendendole la testa con una mano, mentre con l'altra le tocca il seno. Geme il porco nel sentire la bocca vogliosa di Vera.
«Che meraviglia! Che gola profonda! Accidenti! Te lo sei infilato tutto in gola! Sei un'esperta bocchinara!»
Lei lo lecca e lui si mette disteso di lato, insinua la testa fra le sue cosce e comincia a darle una sontuosa leccata di fica, che la porta in breve a godere.
Si incastrano in un 69 da infarto. Lei gode e fa godere, incurante se qualcuno possa vederli. Vera ha un orgasmo molto intenso.
«Continua! Non ti fermare, che vengo! Accidenti, sei un demonio! Leccami, che godo! Vengo!»
Lui la lecca avidamente, lei ad un certo punto lo fa rigirare e, stesa di lato, lo invita a possederla.
«Scopami! Mettimelo dentro, che brucio dal desiderio di sentirmi riempire da questa verga cosi grossa!»
Lui si solleva, la guarda e poi la bacia sulla bocca. Limonano un po', poi lui si inginocchia fra le cosce spalancate di Vera, che solleva le braccia per invitarlo a possederla. Lui afferra la propria mazza e ne struscia la cappella lungo lo spacco della fica di Vera, che geme e brucia di desiderio.
«Mettimelo dentro! Lo voglio dentro! Dai! Scopami a fondo!»
Lui sorride e poi glielo spinge tutto dentro.
«Senti, vacca, come ti spacco un due questa fica sfondata! Sei una troia! Adesso ti sfondo io a dovere! Il cornuto continua a starsene dietro la scogliera e chissà se riuscirà a capire come e quanto te la dilato. Dai, cornuto, vieni fuori, che ti ho visto quando ti nascondevi lì dietro!»
Avverto un brivido strano nel sentirmi dare del cornuto e, soprattutto, per il fatto di esser stato scoperto. Per un lungo istante, resto basito senza sapere cosa fare. È mia moglie che mi esorta a venir fuori.
«Dai, vieni fuori, che son sicura che hai piacere a vedermi scopare. Lo hai sempre desiderato e mai potuto realizzare: questa è la volta buona! Dai, esci e vieni qui!»
Son uscito in preda a sensazioni molto contrastanti.
Mi ha cornificato altre due volte, prima di questa volta, ma sempre da sola, per poi raccontarmi sempre tutto ed io, di conseguenza, l’ho scopata come un pazzo furioso. Questa volta, invece, la vedo in prima fila scopare con un altro e sento, dentro di me, un groviglio di emozioni che si confondono tra gelosia ed una forte eccitazione. Lui la pompa sempre più vigorosamente e poi, quando lei ha un ennesimo orgasmo, si sfila e le sborra sulle tette.
«Adesso ti rimetto la crema, zoccola! Prendi anche questa, così sei più protetta!»
La vedo ricoperta del suo seme e poi lui si allunga e lei gli prende il grosso cazzo in bocca, lo pulisce alla perfezione. Io intanto mi son segato e, appena lei si sfila quello dell'altro dalla bocca, ci spingo il mio con decisione, lei me lo succhia così forte e veloce che, in breve, le inondo la gola.
«Bevi anche la mia, troia! Mi ha fatto impazzire vederti scopare con lui! Sei la mia adorabile puttana!»
Ci scambiamo uno sguardo reciproco e compiaciuto, poi andiamo tutti e tre a far il bagno. Lui si presenta e mi dice che si chiama Mario; restiamo a prendere il sole tutto il giorno in sua compagnia. Per tutto il giorno lei lo ha provocato con atteggiamenti davvero lascivi e, alla fine, prima di venir via dalla spiaggia, lui l’ha scopata di nuovo e ci siamo dati appuntamento per il giorno dopo.
La sera, nel letto, abbiamo fatto una delle scopate più belle della mia vita. Il giorno dopo, Vera ha voluto cambiare spiaggia. Quando le ho chiesto il motivo, la sua risposta è stata semplice e nello stesso tempo bellissima.
«Amo te ed una trasgressione è sufficiente, altrimenti diventa una relazione e poi il tuo cazzo mi ha sempre fatto divertire, quindi, due scopate con lui sono più che sufficienti!»
Quanto amo questa donna!
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8 mesi fa
baxi18,
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Un sushi... un po' piccante
E' giovedì, ma non sarà un giovedì qualsiasi. Appuntamento a pranzo per un sushi come spesso facciamo in smart working, ma questa volta non saremo soli, ci sarà un ospite, un perfetto sconosciuto a dire la verità. Non abbiamo neanche voluto vedere la foto, per non rovinare il gioco e l’intesa mentale che si era progressivamente creata nelle settimane prima in chat.
Ci incontriamo per la prima volta, lui è in zona per lavoro, e noi ci siamo presi un po’ più di tempo, chissà cosa nascerà da questo incontro. Già i baci di saluto sono carichi di attesa. Lui è un tipo simpatico, ha un'aria intrigante, chiacchieriamo e ci conosciamo meglio, un'ora passa veloce. Usciamo dal locale, ma non ci salutiamo ancora... abbiamo un'altra oretta prima di tornare al lavoro e ai vari impegni. Camminando verso il parcheggio c'è un bel gioco di sguardi, di sorrisi... siamo tutti consapevoli che il bello deve ancora arrivare, l’immaginazione è alle stelle e ognuno sta segretamente fantasticando su quale sarà la prossima mossa degli altri due.
Decidiamo di andare a bere un caffè in un bar poco lontano. Il nostro amico apre la porta della sua macchina per far salire lei e, volendo alzare un pò l'asticella, mentre lei si gira per sedersi, con la sua mano accompagna piano il suo bel culo, indugiando e sorridendo. Lei si gira sorpresa ma divertita, lo guarda, gli fa l'occhiolino... "Mettiti alla guida, noi per il momento ci accomodiamo dietro". La macchina parte, il gioco inizia... non resisto e comincio a baciarla... mi apro i pantaloni, libero il mio cazzo insofferente e la invito a succhiarmelo! Lei lo prende in mano, lo sega un po’ mentre mi guarda, poi lentamente lo prende in bocca tutto. Su e giù, dentro e fuori, fino in fondo… è sempre un piacere vedere come lo lavora con la sua lingua. Di solito chiudo gli occhi e mi godo il trattamento di piacere, ma oggi non siamo soli. Alzo gli occhi e vedo che il guidatore che si gode lo spettacolo come può, a volte dallo specchietto retrovisore, a volte si gira. Percepisco che è una tortura, lo sarebbe per chiunque... accosta la macchina, tenta di allungare una mano dietro per partecipare anche lui al gioco, ma non ha molto margine di movimento. Per il momento deve accontentarsi di guardare.
Dopo pochi minuti arriviamo al bar di un distributore, ci ricomponiamo e scendiamo a prendere un caffè, come se non fosse successo niente nel tragitto... ma l'aria aveva cominciato a diventare molto calda. Il caffè va giù in fretta, paghiamo come se dovessimo scappare. Carichi di aspettative torniamo alla macchina, ma questa volta però io mi faccio dare le chiavi e lascio lui con la mia lei dietro. Parto piano, ora è il suo turno... lui la guarda, attende un suo cenno… lei allunga una gamba sui sedili, anche sopra di lui. Una mano comincia a ticchettare, piano piano risale la pelle. Esplora le cosce, poi sempre più su. La percorre piano piano, si gusta ogni centimetro, fino ad aprirle la camicia. Non le chiede il permesso, sgancia un bottone, e arriva dritto sotto al reggiseno. Lei aveva già cominciato a chiudere gli occhi, e ad assaporare tutte le vibrazioni che quel tocco sconosciuto le regalava. Con l'altra mano libera si tocca il cazzo, fino a tirarlo fuori duro! Si aspetta un adeguato trattamento anche lui e porta la mano di lei a sentire l'erezione. Lei glielo sega un pò, ricordandosi della palpata intensa di poco prima... gioca ancora, su e giù, su e giù, con mano decisa lo sega per bene. Continua a segarlo, con ritmo intenso. Ad un certo punto, si china e lo prende in bocca! lo succhia un po’, e io resto con gli occhi spalancati per la sua intraprendenza. Non mi aspettavo che fosse così audace con questo sconosciuto, e devo dire che questo me l’ha fatto venire ancora più duro. Volevo segarmi, ma non avevo ancora trovato il posto giusto per fermarmi. La tortura ora era mia!
Poi improvvisamente, si ferma... si alza, porta le mani sotto la gonna e si sfila il perizoma. Glielo mostra sorridendo, maliziosa... piano piano si adagia sul sedile, inizia ad allargare un pò le gambe e ad alzare la gonna, abbastanza da lasciar spazio alla sua figa bagnata, che richiede ora il suo momento di piacere. Lui capisce subito cosa deve fare e si china davanti a lei per leccargliela. I suoi due uomini avevano avuto il loro fugace momento di godimento, ora era il suo turno. Lo spettacolo era troppo invitante, così faccio un giro un pò più lungo per dare modo ai miei passeggeri di divertirsi. Cerco un parcheggio un po' appartato, anche se è giorno è poco frequentato e posso godermi tranquillo la scena di lei che gioca con uno sconosciuto. Adoro quando si lascia andare così, quando sa quello che vuole e va a prenderselo. E' fantastica mentre se la fa leccare... chiude gli occhi, vibra di piacere, si contorce sotto i colpi di una lingua che la tocca per la prima volta. Evidentemente ha esperienza il nostro amico, non indugia, va profondo e deciso. E lei tocca i suoi capelli perchè non sposti la testa, si gode il piacere fino in fondo. E io finalmente posso segarmi e cercare di sfogare quella voglia di prenderla che mi tormenta da un bel po’.
Dopo qualche minuto controllo l'ora e a malincuore, accendo la macchina e riparto verso il parcheggio del locale. Per tutto il viaggio lui non ha mai smesso di affondare la lingua nella sua figa ormai bagnata fradicia di piacere. Quando spengo il motore, capiscono che il gioco è ormai terminato. Lei prende il viso del nostro amico, lo alza delicatamente e gli sorride con un grazie sussurrato. Stava quasi per godere, ma il tempo a disposizione era purtroppo finito. Proviamo a ricomporci in qualche modo: i nostri pantaloni si chiudono a fatica, e non lasciano molti dubbi su cosa sia successo prima. Lei si abbottona la camicia, fa scendere la gonna quel tanto da coprirsi. Carichi di adrenalina ci salutiamo. Lui palpa di nuovo il culo di lei mentre la abbraccia, lei fa altrettanto con il suo cazzo duro. Sembrava quasi che quel gioco incompiuto gridasse vendetta. Improvvisamente gli tira giù la zip dei pantaloni e gli sussurra all’orecchio “noi finiamo dopo a casa, ma a te ci penso io ora”. Io resto di nuovo senza parole, sforiamo l’orario ma apprezzo che non lo voglia lasciare in sospeso per tutto il viaggio di ritorno. Lui sorride ed entra in macchina, mentre io resto fuori a fare da palo. Lei riprende a segarlo, in modo sicuro e veloce. Poi lo prende in bocca e lo pompa. Lui è in evidente eccitazione, il suo cazzo ormai sta per esplodere. Lo riprende in mano e gli dà il colpo finale…il nostro amico viene tra le sue mani. Un paio di minuti di silenzio e poi lei esce dalla macchina. Ridiamo tutti e tre per questo finale spiazzante, ma lo salutiamo cosi, dal finestrino, lasciandogli il tempo di riprendersi e sistemarsi.
In macchina diretti a casa, non resisto e mentre guido le infilo dentro un dito e la masturbo … lei ancora senza slip, piena di umori e della saliva del nostro ospite, si lascia fare, apre bene le gambe. Mi eccita sentire quel miscuglio di piacere nella sua figa. Appena arrivati a casa la prendo di colpo e la scopo in piedi. Le sue mani sulla libreria, io dietro, la gonna su, la camicia completamente aperta, le sue tette libere a cui mi aggrappo... è troppa la voglia di scoparla, di chiudere quel cerchio aperto in macchina. Veniamo tutti e due velocemente, i preliminari erano stati potenti, quello sconosciuto aveva acceso la nostra fantasia e il piacere, anche se il tempo era stato molto poco. La situazione era così proibita e irresistibile: l’incontro di giorno, il gioco in macchina, per le vie e i locali della città, il finale a sorpresa…penso che anche al nostro amico non sarebbe dispiaciuto scoparla di brutto, magari appoggiato al muro del bagno del locale di prima, così pulito ed elegante come un salotto... chissà, forse al prossimo appuntamento…
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8 mesi fa
DreamingPassion, 47/44
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Porno weekend in barca
Prologo:
Gennaio 2024.
ricevo un bel messaggio dal lui della coppia, che mi scrive che stanno cercando uomo maturo, per la loro prima volta e vedendo che io organizzo incontri sulla mia barca la cosa è ancora piu' intrigante mi dice..!! Fin da subito sento che si fida di me e dei miei modi gli do' sicurezza, gli dico che ho molta esperienza con le coppie e soprattutto la barca è ideale per una prima volta ...gli mando un po' di mie foto e mi fa i complimenti dicendo che ho un fisico ancora atletico sicuramente piaccio alla sua lei e poi ,che scrivo in un italiano corretto. Poi dopo qualche giorno mi scrive che ha fatto vedere le mie foto alla sua signora e lei, mi scrive lui , dice: “Va bene, è un uomo maturo ma si conserva bene ha un fisico anche migliore del tuo”. Ci accordiamo per vederci il primo week end di maggio e io gli dico che al momento sono libero e molto contento di incontrarli.
Mi racconta delle loro 'piccole' esperienze precedenti, di come è lei a letto, com'è il suo carattere e mi manda anche qualche foto. Continuiamo a scriverci e lui mi dice che sono l'uomo giusto gli infondo sicurezza e tranquillità!! Per circa un mese non ci sentiamo fino a quando, come promesso, i primi di aprile gli confermo che se vogliamo, possono venire.
Mi comunica anche che in quei giorni lei avrà il ciclo ed io gli domando se a lei piace il sesso orale e anale e lui mi risponde che a lei piace tutto, ma è un po' preoccupato perchè il ciclo potrebbe essere limitante non solo da punto di vista prettamente fisico ma anche psicologico, considerando gli sbalzi d'umore. Ancora una volta lo rassicuro e gli ribadisco che sono fiducioso sull'esito dell'incontro. Qualche giorno prima della partenza, mi confida che lei nel preparare la valigia ha messo molti completini intimi sexy e gli dice che sono un abbigliamento necessario per il “porno ponte”. Questa la definizione di lei dei giorni che passeremo insieme, io gli rispondo che lei ha chiaro ciò che viene a fare e questa è una cosa molto positiva!
Giorno 1:
Finalmente mi scrive che sono arrivati a Cannes e li vado ad incontrare e noto un po' di nervosismo del tutto comprensibile per una prima volta...gli domando come sia andato il viaggio, come si senta lei e in 10 minuti siamo già sulla sua barca.
Gli mostro la cabina dove alloggeranno e li invita a mettersi comodi mentre io preparo un aperitivo e apre un prosecco. Ci sediamo, lei tra di noi. Stuzzichiamo qualcosa, sorseggiamo le bollicine. Lei è un po' tesa, ci ascolta, per lo più siamo io e lui a parlare, ma poco a poco inizio ad introdurre l'argomento. “Come l'hai definito il nostro incontro? Porno... Ah, sì porno ponte” Ridiamo tutti e tre. Poco dopo rincaro la dose, rivolgendomi a lei: tuo maritino mi aveva mandato qualche tua foto ma devo dire che dal vivo sei molto meglio. Lei accenna ancora un sorriso e timidamente ringrazia. Poco dopo le dico che, se vuole, potrei farle un massaggio nella stanza accanto, detta stanza dei massaggi o degli orgasmi. Ridiamo ancora, e man mano sento che lei si sta rilassando, la temperatura aumenta. Continuiamo a bere e mangiare e quando il prosecco finisce io le prendo la mano, la guarda negli occhi e le dico: “ma quanto sei bella” e, dolcemente la bacio. Un bacio, poi un altro, poi le nostre lingue si incontrano, le prime carezze. Lei è sempre seduta tra di noi, anche lui inizia ad accarezzarla e le sbottona un pò la camicetta bianca che indossa, mentre l'altra scivola dietro la sua schiena e con un gesto rapido di indice e pollice le sbottono i due clip del reggiseno. Oramai è col seno in bella vista, i capezzoli turgidi dimostrano che anche lei è intrigata dalla situazione che si sta producendo. La mano di lei inizia ad accarezza il mio membro già bello duro da sopra i jeans. La prende per mano e li invito ad andare nella stanza accanto. In un attimo siamo tutti nudi, in piedi, lei tra di noi io la bacio con passione, il marito dietro di lei. Con tatto le domando se ha le mestruazioni, lei risponde di sì e le dico che c'è sempre il piano B. Lei all'inizio non capisce, poi però si gira, appoggia le mani sul letto e mi offre il culo. Il marito sale sul letto e inizio a farselo succhiare. Giochiamo cosi per qualche minuto, poi ci stendiamo, lei tra di noi, mani lingue e carezze. Ora lei è rivolta verso il marito mentre io le sta scopando il culo da dietro. Lei gode. Poco dopo, lei si stenda pancia sotto, io su di lei, sempre scopandole il culo, aumento sempre di più il ritmo annunciando che sta per venire. Glielo ripeto più di una volta, quasi come a chiederle il permesso per venirle nel culo. Lei ansimando, mi dice che può godere e cosi le vengo nel culo, restando poi steso su di lei, con il mio cazzo dentro un bel pò, recuperando ossigeno e aspettando che si abbassino le pulsazioni.
Ci risistemiamo. Il tempo fuori è pessimo per cui optiamo per restare a cena in barca. Il tempo passa rapido parlando di noi e verso ora di cena inizio a cucinare un buon piatto di pasta. Beviamo ancora un pò a tavola e dopo cena il marito dice che si occuperò di lavare i piatti. Mentre li lava lei è in piedi appoggiata al mobile io mi avvicino l abbraccio e inizio di nuovo a baciarla ed accarezzarla con gesti lenti e rilassati. Il maritozzo lava ancora i piatti e ci guardo limonare. Poi la porto di nuovo verso la stanza degli orgasmi e siamo entrambi senza maglia le mie mani sul seno e poi sulla schiena di lei scendono lentamente sul culo e spariscono sotto i jeans che indossa. Lei mi sbottona e abbassa prima i miei jeans poi i suoi. Questa volta la faccio stendere subito e la metto comoda. Il marito finisce di lavare i piatti e quando arriva da noi lei è stesa pancia su ed io in ginocchio, perpendicolare a lei, all'altezza della sua testa e me lo sta succhiando con gusto. Le accarezzo i capezzoli e la clitoride, lei ha la testa inclinata e il mio cazzo sparisce tra le sue labbra. Sono movimenti calmi ma di un'eccitazione pazzesca. Il marito si spoglie e sta molto vicino e puo' vedere la sua figa aperta e le mie mani che accarezzano tutto il corpo di lei...e in controluce il mio cazzo che sparisce nella sua bocca. Le dico che è bravissima mentre mugola di piacere, andiamo avanti cosi un bel po'. Poi decido di scoparle di nuovo il culo la faccio mettere su un lato e mi stende dietro di lei, il marito si alza, si mette in disparte e inizia a segarsi. Io la inculo un bel po' sento che le piace un casino e sono molto resistente...!!. Lei gode diverse volte.... Alla fine la faccio stendere di nuovo a pancia sotto e, come prima, mi stendo su di lei per venirle nel culo. Il marito si stendo accanto a lei, la bacia, l'accarezza e quando gli dico che sto per venire lui si sborra addosso al culmine della sega. Stremati e stanchi per il sesso e loro anche per il viaggio, decidiamo di andare a dormire.
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8 mesi fa
skippersex,
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Il manicomio.
Anno 1978, Ora non ricordo il come e il perché ma mi ritrovai completamente nudo su un lercio materasso di un letto in una stanzetta di un manicomio abbandonato. Confuso, impaurito mi vedo entrare nella stanzetta senza porta due uomini anziani, nudi, con il cazzo già in tiro, uno gelosissimo l'altro meno. Capisco che non ho scampo e mi metto schifato a pancia sotto. Uno dei due lo sento che mi allarga in modo violento le chiappe, il mio buco del culo si apre e sento che mi stanno introducendo forse un dito o due. Metto un gemito e subito mi viene messo una mano enorme sulla bocca e un pugno mi preme con forza al fondo schiena. Lo sento, mi sta puntando la cappella bagnata al buco del culo che con difficoltà si riapre e fa entrare un cazzone fino ai coglioni e il pompaggio si fa sempre piu veloce... Passano pochi minuti, mi sento lo sperma che mi innonda l'intestino... Un gemito. Una voce mi ordina "spingi che la la faccio mangiare". Io spingo e mi esce dal buco sborra e forse anche cacca. Uno dei due la sta recuperando in una specie di vaschetta lurida come la stanza... "Bevi e mangia, cagna!" Mi rifiuto, mi volto ma vengo preso dai capelli e mi turano il naso. Non respiro apro la bocca e sento il liquido con qualche pezzetto di merda che mi entra nella bocca. "Manda giù troia! Tutta!" ...sconvolto obbedisco!
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8 mesi fa
AmputeSexeS,
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ALTRA TAPPA PER FAR DIVENTARE CHIARA UNA VERA TROIA
Una sera di luglio era il suo compleanno.Al mattinole avevo mandato un messaggio: stasera ti porto a cena fuori, preparati!La sua risposta non si era fatta attendere: “ Mmmm ... e cosa mi devo mettere? A te cosa farebbe piacere? Voglio farti un regalo anche io ... farò quello che vuoi tu, decidi tu!”Era la mia occasione, avevo la possibilità di vedere finalmente se Chiara era veramente diventata ciò che volevo: una perfetta troiale scrissi: “Ti voglio al massimo stasera, non mi basta che tu sia sexy, ti voglio troia!”.Al mio messaggio non rispose lasciandomi nel dubbio sino a sera: avevo fatto bene a essere così esplicito? Oramai ero arrivato a casa e ci avrei messo a saperlo. Avevo scelto un ristorante un po’ fuori mano, sicuro così di non incontrare nessun conoscente, discretamente elegante e con un patio all’aperto.Arrivo a casa sua ed entro in casa. Chiara mi accolse con un caldo bacio invitandomi a prepararmi e senza far nessun cenno al suo abbigliamento che mi pareva del tutto normale, sin troppo sobrio per le mie richieste: gonna al ginocchio, una maglietta aderente che in effetti metteva in risalto le sue forme anche sotto la camicetta bianca. Mentre finivo di prepararmi, Chiara mi guardò con un sorriso di sfida, alzò la gonna dicendomi: -Sono abbastanza zoccola per il mio porcello?-Sotto la gonna aveva un paio di calze nere velate con reggicalze, quel reggicalze che le avevo regalato e non aveva mai messo, così come il completino perizoma minuscolo e reggiseno così piccolo che i capezzoli uscivano fuori e bucavano la camicetta! Per l’eccitazione non capivo più nulla ... lo aveva fatto, si era vestita come la troia che avevo sempre desiderato! La baciai appassionatamente e le dissi: - Chiara... cosa sei stasera?--La tua troia!- Fu la risposta e mi bastò.Durante il viaggio non smise un attimo di tormentarmi, alzando la gonna e mostrandomi il bordo della calza, sapendo di impazzire o accarezzandosi con falsa naturalezza i seni per mostrare i suoi capezzoli duri attraverso la maglietta. Arrivammo al parcheggio del ristorante e scesi per aprirle la portiera con fare cavalleresco ma anche per ammirarla meglio: per scendere dall’auto infatti, aveva aperto le gambe mostrando interamente le sue splendide cosce e il candore della pelle a contrasto con la balza nera della calza aveva acceso il mio desiderio e non solo il mio. Con la coda dell’occhio potevo scorgere tre clienti che si stavano incamminando al ristorante dietro di noi non si erano persi nulla della visuale offerta da mia moglie tanto che i loro rozzi complimenti rivolti a Chiara al nostro passaggio avevano aumentato la mia eccitazione.-Li hai sentiti quei porci cosa hanno detto? Non dici nulla?- disse Chiara rossa in volto ma io, oramai avevo deciso di giocare fino in fondo la mia partita: -Certo che li ho sentiti, pensano tu sia una troia, ma d’altronde, sei vestita da troia, no amore? La mia troia- risposi toccandole vistosamente il culo.Entrammo nel ristorante seguiti dal terzetto che rideva alle nostre spalle.Un cameriere gentilissimo ci accompagnò al nostro tavolo ed io, da buon cavaliere, feci accomodare Chiara spostandole la sedia! Sapeva di essere esposta agli sguardi ma accettò la sfida. Sapevo benissimo cosa pensava in quel momento: “Mi vuoi troia? Stai a vedere come ti accontento!”Dal reggiseno striminzito i capezzoli fuoriuscivano prepotenti spingendo contro la seta sottile della camicetta … la troia si era già eccitata, pensai … ed il cameriere non le toglieva gli occhi di dosso!La feci sedere con le spalle al muro ed io a lato; mentre assaggiavamo gli antipasti non smettevo di coprirla di complimenti, di battutine a doppio senso e, soprattutto, di riempirle il bicchiere sapendo quale effetto faceva l’alcool su di lei, togliendole ogni freno inibitore. Chiara rideva, scherzava e a un certo punto cominciò persino a provocare il cameriere slacciando un bottone della camicetta e passando ripetutamente la lingua sulle labbra rosse ogni volta che si avvicinava al nostro tavolo, poi guardandomi mi disse: -Sono abbastanza troia per te stasera, amore? Vuoi che faccia altro? Vuoi che esageri? Te l’ho promesso, farò tutto quello che vuoi stasera!-L’aria di sfida delle sue parole era evidente ma non sapeva quello che avevo in mente: trasformare la mia adorata moglie in una vera troia per una sera!-Guardali!- Le dissi, facendole notare i tre seduti non molto lontano che ci sorridevano ridacchiando tra loro … potevo immaginare i loro discorsi volgari … -Vedi come ti guardano? Dai, provochiamoli!-Chiara mi guardò con aria interrogativa.-Vai in bagno e togliti le mutandine, così facciamo vedere loro “una bella cosa”- aggiunsi con un sorriso beffardo. Mia moglie mandò giù un altro bicchiere di bianco e si alzò: con uno strano sorriso sulle labbra mi disse: -Credi che non ne sia capace? Ora vedi!-La seguivo con lo sguardo mentre ancheggiando vistosamente si allontanava verso i bagni. Anche il terzetto la guardava, anzi, la scopava con gli occhi e la scena mi eccitò terribilmente.Ancheggiava ancora mentre tornava dai bagni tenendo qualcosa di nero in mano, ma non capivo cosa. Lo capìì quando arrivò al tavolo: Chiara come un trofeo teneva in mano le mutandine nere, alzò il braccio mostrandole a me ma sorridendo al terzetto e usandole come un tovagliolo mi pulì la bocca per poi lasciarle sul tavolo. Felice ed eccitata tornò a sedersi mentre io rimasi di sale. Il terzetto non le levava gli occhi di dosso e il cameriere si precipitò al nostro tavolo. Chiara oramai aveva preso il gioco in mano, forse anche per effetto dell’alcool e, guardandomi negli occhi lasciò cadere il tovagliolo tra le gambe. Non appena il cameriere si chinò a raccoglierlo, Chiara lentamente aprì le gambe fino a spalancarle il viso dell’uomo era adesso a neanche un metro dalla figa depilata di mia moglie, la scena era surreale! Lui, una statua di sale che si stava sciogliendo dal calore, io incredulo e eccitato, il terzetto che sentivo grugnire alle nostre spalle mentre si godeva lo spettacolo e lei, padrona della scena. Neanche quando il povero cameriere balbettando qualcosa si alzò lei si ricompose, lasciandosi ammirare dal terzetto. Mi sorrise, io ricambiai il sorriso e le dissi: -Sei una troia, amore mio!- Ricambiò il sorriso: -Vero? Non è così che mi vuoi? - La cena andò avanti tra provocazioni, battute e doppi sensi sempre più volgari e il povero cameriere sempre più stordito dall’eccitazione. Dopo il dessert Chiara si pulì la bocca e con quel sorriso che oramai avevo imparato a riconoscere, mi disse. -Ma le sigarette? Ho proprio voglia di fumarne una ora, le hai lasciate in auto? Non preoccuparti, vado io a prenderle.-Oramai il locale si era svuotato e a parte noi, il terzetto che oramai si capiva che ci stava puntando, e pochi altri, era vuoto.Io rimasi a guardarla mente si alzava e lentamente si aggiustò una calza alzandosi la gonna e sistemandola al reggicalze come se fossimo soli, poi, prese le mutandine nere che ancora stavano sul tavolo e si allontanò verso l’uscita; si fermò solo davanti al tavolo dei tre, guardò il più rozzo di loro, quello che non aveva smesso di far sentire le sue volgarità e passandogli le mutandine sulle labbra e agli angoli della bocca, gli disse: -Asciugati, hai la bavetta che ti cola.-Si diresse all’uscita lasciando le mutandine sul loro tavolo. Due del tavolo scoppiarono in una fragorosa risata, mentre il terzo mi fissava con lo sguardo quantomeno stupito e il perizomino semitrasparente di mia moglie in mano. Poi d’improvviso si alzò e venne verso di me, mi sventolò le mutandine davanti al viso e mi disse: -Non ti dispiace vero se gliele riportiamo noi, vero? Mica vogliamo che prenda freddo…-Io sorrisi, ormai il gioco era partito e non si poteva certo tornare indietro.-Certo, datemi il tempo di pagare la cena e vi seguo…--No, tranquillo, alla cena ci pensiamo noi.-Uno di loro andò dal cameriere e gli disse qualcosa, poi tornò velocemente dai colleghi, e si incamminarono verso l’uscita. Io li seguii qualche passo indietro. Chiara era appoggiata all’auto, che era parcheggiata al di là del piazzale sterrato. i tre attraversarono il piazzale e le si avvicinarono, e il tipo con le sue mutandine in mano le disse: - Ehi bella, grazie per avermi asciugato la bocca…. Dopo magari ricambio anche io, asciugandotela, che ne pensi?-Lei non rispose ma lui aveva già iniziato a palpeggiarla. Anche gli altri due si avvicinarono, e mentre lui le sollevava la maglina colorata uno dei due cominciò ad accarezzarle una coscia e a stuzzicarle l’orecchio sinistro con la lingua. Le mani dei tre la frugavano con decisione, ben presto capii dall’ansimare di lei che uno di loro aveva anche trovato il punto giusto. Il primo le aveva ormai sfilato la magliettina e le stava leccando i capezzoli che spuntavano dal reggiseno nero. Si scostò di poco da lei e si slacciò i pantaloni facendoli scivolare a terra: -Dai bellezza, facci vedere quanto sei brava…-Delicatamente ma con decisione le mise la mano dietro la nuca e la spinse verso il basso facendola accosciare davanti a lui. Lei si fece scappare un “OOOOH” di sorpresa davanti a quel grosso cazzo, prima di assaggiarlo con la lingua, per poi prenderlo in bocca con gusto e maestria. Guardavo con eccitazione la mano dell’uomo infilata nei capelli rossi di Chiara che le impartiva il ritmo del pompino, quasi senza accorgermene avevo il cazzo in mano e mi stavo masturbando. Nel frattempo anche gli altri due si erano calati i calzoni, e i loro cazzi erano a pochi centimetri dal viso di mia moglie. –Faccela provare anche a noi, la bocca di questa bella signora…-Lei non se lo fece dire due volte, e cominciò a pompare con gusto anche gli altri due cazzi che le si erano parati davanti. Il suono di un clacson mi fece sussultare, facendomi render conto che eravamo in piena vista della strada. Lo feci notare ad uno dei tre che aveva preso l’iniziativa, il quale rise: - E che problema c’è?- poi però ci ripensò: -Va bene… Vieni bella, spostiamoci un po’ più in là.- La fece rialzare prendendola per il polso e si incamminò verso l’altro lato del piazzale, dove erano parcheggiati tre autorimorchi. Prima però si soffermò in mezzo al piazzale deserto e voltandosi verso di lei le sfilò la gonna viola, che era l’ultimo indumento che le rimaneva indosso, lasciandola con addosso solo gli stivali, le calze nere e il reggicalze. Il contrasto della sua pelle bianca nuda con l’intimo nero alla luce del grosso faro che illuminava il parcheggio sterrato era eccitantissimo. Si soffermò lì a palpeggiarla, infilandole una mano tra le gambe, lei reclinò la testa, segno che le dita dell’uomo le stavano frugando dentro la fica. Indugiò in mezzo al piazzale per un po’, e io capii a cosa mirava: stava aspettando che passasse qualche auto, prima di portarla dietro ai camion. Infatti passò un auto, che rallentò vistosamente. Ebbi paura che si fermasse e che la cosa potesse diventare pericolosa, ma a quel punto lui rise e la portò finalmente in mezzo a due dei camion parcheggiati, seguito dai suoi due amici e da me. Fecero inginocchiare Chiara, e lì ricominciò il rituale del pompino a girare: loro tre attorno a lei che se lo facevano succhiare a turno. Finalmente uno di loro le si accosciò accanto e prese a masturbarla, preparandola alla monta. Lei mugolava, a bocca piena, mentre le dita dell’uomo le penetravano la fica e (da quel che potevo intuire) il culo. Le si mise dietro, spingendola in avanti per farla mettere a quattro zampe: -Facciamo sentire un po’ di cazzo a questa troia…-Cominciò a scoparla reggendola per i fianchi, incitandola continuare a lavorarsi i cazzi degli altri due con la bocca: -Brava troia, succhiati quei cazzi, che dopo toccherà anche a loro…-Dopo un po’ lasciò il posto al tipo grosso che aveva fatto partire il tutto, che continuava a dimostrarsi il più porco e scurrile. Lui volle che Chiara . si girasse a pancia su, sdraiata a terra e le allargò le gambe facedole spalancare la fica: - Fammi sentire quanto è dolce la tua fica.- Si buttò dentro a leccargliela, lei sussultava ridendo, poi si sollevò e le infilò dentro il grosso cazzo, tenendole le caviglie per tenerle gambe ben divaricate: -Ora ti apro ben bene, troia. E tu scopala in bocca, che sennò la signora si annoia…-L’altro suo amico obbedì ridendo, fottendole letteralmente la bocca, mentre lei sdraiata a terra mugugnava sotto i loro colpi. Con l’altra mano cominciò a carezzarle le natiche, poi vidi perfettamente che le infilava il pollice nel culo, facendola sobbalzare.-Senti che bel buchetto accogliente…- Glielo lavorò per qualche minuto, poi sfilò il cazzo dalla fica di Chiara e lo spinse senza troppi problemi dentro al suo culo. Gli altri due avevano smesso di farsi spompinare, e si limitavano a palparle le tette, lei quindi aveva la bocca libera e sottolineava i colpi dell’uomo con gridolini e mugolii, mentre lui la inculava incitandola a voce alta: -Ti piace prenderlo nel culo, eh, troia?- Te lo rompiamo tutto, questo culo… Ti sfondo tutta, maiala…-La inculava selvaggiamente mentre la insultava, ma a lei la cosa non sembrava dispiacere affatto, i suoi gridolini si alternavano a risatine e mugolii. Sentii un rumore poco dietro di me, mi voltai e vidi che c’era il cameriere, con le brache calate che stava assistendo masturbandosi. Io non gli dissi nulla, allora prese coraggio e si avvicinò, continuando a masturbarsi.I tre iniziarono a scambiarsi, inculandola a turno, Chiara ormai era scatenata e li incitava a sbatterla come una cagna. Uno di loro notò il cameriere fermo accanto a me. Rise, poi gli disse: -Hey amico, vieni a prenderti la mancia, sono sicuro che al signore accanto a te non dispiacerà se un cameriere gli rompe il culo!-Non se lo fece dire due volte, si avvicinò, gli altri gli lasciarono il posto, e anche lui la inculò da dietro, tenendola per i fianchi e grugnendo come un matto. Dopo un po’ il tipo grosso si fece di nuovo sotto, spostando senza troppi discorsi il timido cameriere e facendo cambiare posizione a Chiara, facendola di nuovo sdraiare a pancia su:-Voltati troia, voglio guardarti bene in faccia mentre finisco di sfondarti il culo…- Le sollevò il bacino alzandole le gambe e ricominciò a incularla in quella posizione. Grugniva come un cinghiale, inculandola sempre più forte e in profondità, il rumore della carne contro carne quasi copriva i gemiti di mia moglie, ormai completamente abbandonata. Poi di colpo mollò la presa sulle sue gambe, sfilandosi e balzando in avanti le prese la nuca e proruppe con una abbondante sborrata sul suo viso, per poi dando gli ultimi colpi. Quasi non aveva ancora finito, che uno dei suoi amici aveva preso il suo posto, riprendendo a fottere il culo di Chiara con foga. Per poi a sua volta erompere in una sborrata che le schizzò il seno, il collo e il mento. Il terzo invece le inondò di nuovo il viso e la bocca, lasciando il posto al cameriere. Dopo qualche colpo lo vidi fremere, e capii che stava sfogando il proprio orgasmo dentro al culo di mia moglie. Il tipo grosso si rivolse finalmente a me: -Amico, non stare lì impalato, ora è il tuo turno… Non avrai mica paura di usarla come sborratoio come abbiamo fatto noi?-Mi avvicinai sborrandole in bocca mentre gli altri ridevano.Uno dei tre si avvicinò di nuovo a mia moglie: -Sei stata gentilissima, tesoro, ad asciugarmi la bocca, prima. Adesso che abbiamo ripagato la tua troiaggine, voglio restituirti il favore…-Prese le mutandine che si era tenuto e le passò sul viso e sul corpo di mia moglie, più che per asciugarla per raccogliere lo sperma, poi gliele passò sulle labbra: -Leccale, tesoro, sappiamo bene che ti piace la sborra…- Lei sorrise e obbedì, leccandole e lasciando poi che lui gliele infilasse in bocca delicatamente. Ce ne andammo senza troppi saluti.
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9 mesi fa
Luca,
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Una brava e fedele donna di casa.
Mi chiamo Antonella, ho 36 anni, sono alta m. 170, occhi scuri, capelli neri lunghi, un bel fisico snello e ben curato, perché pratico molto sport, un bel seno alto e sodo di una terza misura piena ed un bel culetto che piace tanto a mio marito. Sono sposata da 15 anni con Filippo, un bell'uomo un po' più alto di me, anche lui moro, con gli occhi marroni e anche il suo fisico è ben curato, perché anch'egli, come me, ama molto fare sport. La nostra è stata sempre una bella unione, tranquilla e, a volte, monotona, anche se allietata dalla nascita di nostro figlio o il suo avanzamento in carriera: oggi direttore di banca, ma sempre con le solite amicizie con cui passiamo le serate o le vacanze estive, assolutamente tranquille. Siamo una coppia che non vive forti emozioni, ma il tranquillo scorrere della vita quotidiana. Non ho mai tradito mio marito, ero vergine quando mi son sposata e lui è stato il primo ed unico uomo che ho avuto. Ho sempre rispettato il principio di fedeltà, perché tra di noi c’è sempre stato un buon feeling, con sesso normale, privo di forti emozioni. Lui è un maschio tranquillo a letto e mi ha sempre accontentato e fatto godere, anche senza far cose strabilianti. Io lavoro come impiegata statale e, prima di conoscere mio marito, ho partecipato come volontaria nel soccorso durante un’alluvione in un piccolo borgo, dove salvammo una decina di persone giusto in tempo. Quest'anno i sopravvissuti di quella brutta avventura ed i loro discendenti hanno deciso di festeggiare in maniera solenne quella triste ricorrenza. Per l'occasione hanno invitato tutti i volontari, che parteciparono come me a quel soccorso, alquanto difficoltoso, ad una serata da trascorrere insieme nel paese. Ero un po' restia ad andarci, perché avrei dovuto fare circa un'ora e mezzo d'auto su strade di montagna, ma è stato proprio mio marito ad invogliarmi ad andare.
«Dovresti partecipare, perché sei tra quelle persone che hanno messo a repentaglio la loro vita pur di portare in salvo persone in serie difficoltà. È un riconoscimento che ti spetta di diritto e, quindi, sono veramente contento se partecipi a questa rievocazione, in cui, senz'altro, verrà riconosciuto il vostro fattivo contributo.»
Così mi son incamminata e mi son ritrovata a destinazione, dove sono stata accolta in maniera cordiale e più che amicale. Dopo un bel pomeriggio passato insieme alle persone soccorse ed a tante altre che son venute alla festa, abbiamo cenato nel più importante ristorante della zona. Annessa alla sala da pranzo, c'era anche una pista da ballo e, quando mi sono seduta a tavola, mi sono trovata di fianco Mario, un ragazzo di poco più grande di me che, durante quei giorni, non aveva mai smesso di corteggiarmi e, a parte un mezzo bacio, quasi rubato, non c’era stato niente di più. Seduti allo stesso tavolo, abbiamo iniziato a ripercorrere i momenti salienti di quella strana avventura. Per l’occasione ero vestita con un semplice vestito nero, lungo fino al ginocchio, per nulla provocante o che invogliasse a pensieri osceni. In buona sostanza si trattava di un outfit da brava donna di casa. Non avevo certo intenzione di andare con altri uomini; per me c’era stato solo mio marito fino a quella sera, quindi mi sentivo tranquilla. Mario, invece, che appare come un ragazzo poco affidabile e che faceva il volontario solo per rimorchiare, era diventato un personaggio di rilievo nel suo lavoro; adesso era un industriale di successo ed aveva un fascino tutto particolare quella sera. Il suo modo di fare, la ostentata sicurezza e faccia tosta, ha fatto sì che, d'un tratto, senza proferir parola, mi prende per mano e mi porta a ballare.
«Lo sapevo che saresti diventata questa splendida signora che sei! All'epoca avrei dovuto darmi una calmata e corteggiarti con intenzioni veramente serie. Sei proprio una bellissima donna! Adesso sei ancor più desiderabile!»
Mi sento lusingata e stordita da tutti quei complimenti e mi lascio andare. Mi abbraccia ed io non mi sottraggo, anzi, abbandono la mia condizione di moglie e madre e, quando arriva il primo lento, sono ancora in mezzo alla pista che ballo con lui, solo che, adesso, siamo molto più accostati e le sue mani cominciano ad accarezzare la mia schiena in un modo inequivocabile. Avvolti dalla melodia della musica, mi sento illanguidire le gambe. Sento le farfalle nello stomaco, quando le sue mani scendono sui miei glutei e la sua bocca sfiora la mia. Inspiegabilmente abbasso ogni mia difesa e mi lascio conquistare dal suo fascino, dal suo esser maschio, che sa corteggiare una donna e, soprattutto, mi estraneo dal resto del mondo. Per me, in quel momento, siamo solo noi due. Stretta tra le sue braccia, sento il suo membro che spinge contro il mio inguine con prepotenza. Il mio seno si schiaccia contro il suo petto duro e forte e lunghi brividi di piacere scorrono giù, lungo la schiena, e si concretizzano in umori che infradiciano le mie mutandine. Nel ballare mi sposta in un angolo del locale un po' più buio e, improvvisamente, la sua bocca si incolla alla mia: accetto quel bacio, come se lo avessi sempre desiderato.
Le nostre lingue ingaggiano una danza furiosa nelle nostre bocche, mentre le mani si fanno più ardite, alla ricerca dei nostri corpi, che esplorano senza alcun ritegno. Quando ci stacchiamo, i suoi occhi brillano come due tizzoni ardenti, ci mettiamo seduti su di un divanetto e, come una ragazzina al suo primo turbamento, lascio che lui giochi con il mio corpo. La sua mano scivola sotto la mia gonna, mentre i suoi baci travolgono la mia effimera resistenza: mi sto bagnando in continuazione. Egli valica l'elastico delle mie mutandine e le sue dita forti vanno a carezzare i petali della mia patata fradicia. Mi accarezza il bottoncino, poi, con decisione, ne spinge due dentro e mi trova bagnatissima; io apro ancor di più le cosce, per dargli più libertà nel muoversi a suo piacimento. Mi masturba velocemente e, ben presto, il mio corpo viene scosso da un orgasmo che mi provoca un terribile fremito, mentre dalla mia bocca, incollata alla sua, emerge un gemito strozzato. Allungo la mano e vado alla ricerca del suo membro, che stringo da sopra la stoffa dei pantaloni e subito mi rendo conto di quanto sia voluminoso. Improvvisamente si stacca da me, si alza in piedi e, tenendomi per mano, mi porta oltre una pesante tenda, che nasconde un corridoio. Entriamo in quello che sembra essere un magazzino, lui chiude ermeticamente la porta dietro di noi. In quel momento non sono più una donna fedele, ma una fedifraga che intende far le corna al marito; solo che, in quel momento, non me ne rendo conto, perché sono come in trance per la situazione. Mi appoggia ad un tavolo e, tirato su il vestito, mi strappa con violenza lo slip; la sua furia erotica mi fa bagnare ancor più e reagisco a quel gesto allargando le cosce: in pratica non faccio altro che offrire tutta me stessa, senza riserve. Si inginocchia davanti a me, mi solleva le gambe e mi fa appoggiare i talloni sul tavolo; in quella posizione la mia vagina è perfettamente all'altezza della sua bocca e le cosce, oscenamente spalancate, devono offrirgli una visione altamente erotica, perché immediatamente la sua bocca inizia a brucare la mia intimità, strappandomi continui gemiti di piacere. La sua lingua si insinua in ogni piega della mia vulva, raccogliendo ogni singolo rivolo dei miei umori simili a miele. Stringe il bottoncino fra le labbra e mi strappa un primo orgasmo, che mugolo a denti stretti, perché, per non urlare, mi son coperta la bocca con una mano. Tremo e vibro come la corda di un violino, sotto le sapienti mani di questo artista, che mi sta letteralmente facendo impazzire di piacere. La sua bocca avida, continua a raccogliere il miele che sgorga da me e sembra non esserne mai sazio. Mi fa godere ancora, portandomi per l'ennesima volta ad un nuovo orgasmo, che provo nel preciso istante in cui sento di nuovo le sue dita penetrare nella mia Intimità e, quasi a voler andare a raccogliere ancora altro miele, che non è sgorgato fuori. Serro le cosce per bloccare la sua testa, mentre sono devastata da spasmi di piacere, che mi fanno sobbalzare come se una scarica elettrica stesse attraversando il mio corpo. Vibro e tremo, mentre lui, inesorabile, insiste a leccarmi, facendomi impazzire. Poi, all'improvviso, si stacca, si solleva e mi aspetto di sentire il suo membro dentro di me; invece lui mi fa scendere dal tavolo e immediatamente mi presenta alla bocca il suo splendido gioiello! Mentalmente lo confronto con quello di mio marito e trovo che, forse il suo è più lungo, ma questo di Mario è sicuramente molto più spesso. Lo avvicino alla bocca e ne aspiro l'aroma di maschio che emana; mentre le mie narici si riempiono del suo profumo, avverto ancora altri umori scorrere dalla mia farfallina. Lecco la punta e poi inizio a scendere lungo quell'asta, che mi sembra cresca ad ogni passaggio. Sollevo le mani e slaccio la cintura dei suoi pantaloni, li faccio cadere ai suoi piedi assieme ai boxer. Con una mano lo impugno, ma non riesco a cingerlo con le dita, tanto è doppio, mentre, con l'altra accarezzo le grosse palle. Lui mugola e geme nel sentire la mia lingua lavorare lungo l'asta e poi, quando son di nuovo con la bocca sulla punta, mi appoggia una mano sul capo e, con decisione, me lo spinge in bocca. È enorme! Spalanco più che posso la mandibola, ma solo una minima parte riesce a trovare posto tra le mie labbra. Si muove con calma scivolando avanti e indietro nella mia bocca, mentre io sento prepotente il desiderio di averlo dentro. Lo sfilo della bocca, sollevo lo sguardo e, nella fioca luce del posto, i nostri occhi si incontrano.
«Prendimi! Mettimelo dentro! Voglio sentirlo tutto, fin in fondo! Voglio sentire il tuo sperma scaldarmi il ventre! Scopami!»
Lui si abbassa, mi abbraccia e mi fa di nuovo sedere sul tavolo; solleva le mie gambe appoggiando i miei talloni al suo petto. Poi sento il calore del suo membro mentre si affaccia alle labbra della mia vagina, che si apre per accogliere e stringere quel membro grosso, gonfio, duro, che, in men che non si dica, mi scivola dentro, mi apre e mi riempie con il suo spessore. Mi faccio scopare come l’ultima delle troie e, come esse, godo a cosce aperte e senza ritegno. Mi sbatte e mi tratta da troia.
«Finalmente ti sfondo, troia! Ho sempre desiderato il tuo corpo! Questa sera, quando ti ho visto, ho deciso che ti avrei avuta, a qualunque costo! Sei una troia meravigliosa! Una donna come te l'avrei voluta al mio fianco per tutta la vita! Sei una zoccola stupenda! Una troia eccezionale! Devi diventare la mia troia!»
Godo. Mi lascio sbattere davvero come una troia! La sua troia! È questo che mi sento di essere in questo momento con lui! Lo incito a sfondarmi ancora di più e poi ha inondare il mio ventre con il suo piacere.
«Non ti fermare! Fammi godere ancora! Hai ragione sono una troia! Fammi godere e sarò per sempre la tua troia! Vienimi dentro! Marchia questa tua troia con il tuo seme!»
Mi sbatte, mette le sue mani sotto il mio sedere e comincia ad aumentare il ritmo, a scoparmi con un ritmo forsennato, che, ben presto mi porta a godere ancora e poi, ancora, senza soluzione di continuità. Sono stravolta dal piacere! La mia mente è del tutto annientata dal piacere che sto provando e perdo di vista il fatto che sono una donna sposata, madre e moglie fedele, fino ad ora. L’unica cosa che so è che mi piace esser qui con lui e mi piace sentirmi viva, desiderata, scopata e troia, come da molto non mi capitava. Solo in questo momento mi rendo conto di aver trascorso anni senza vivere, accontentandomi di ciò che passava il convento, senza mai desiderare qualcosa in più. Ora lo sento tutto dentro, mi tocca la cervice con la punta e mi trasmette scosse continue con quel suo incessante entrare ed uscire; raggiungo orgasmi in continuazione. Le sue mani forti continuano a tenermi per i fianchi e con le gambe in alto, completamente offerta e indifesa sotto i suoi fortissimi assalti che mi fanno impazzire e, dopo aver perso il conto di quante volte ho goduto in quell’angusto magazzino, lo sento finalmente ruggire e scaricare il suo piacere dentro di me.
«Vengo! Ti sto sborrando dentro! Ti inondo il ventre, troia! Troia mi senti? Lo senti come ti sto riempiendo di me?»
Abbasso le cosce e le avvolgo dietro la sua schiena per impedirgli di uscire, mentre sento il mio ventre riempito da ondate di calore che mi fanno ancora godere per l'ennesima volta. Ad ogni suo sussulto, sento schizzar dentro la sua crema e, mentre lo fa, la sua bocca è incollata alla mia in un bacio che toglie il fiato ad entrambi.
Sfinito, rimane sopra di me e poi, lentamente, dopo avermi abbracciato di nuovo, si solleva, si sfila e si mette seduto sul tavolo accanto a me, mentre io, mi giro e guardo quell’enorme membro che mi ha fatto impazzire e, senza nessuna esitazione, mi inginocchio tra le sue gambe e glielo prendo in bocca, come non avevo mai fatto con mio marito. È intriso dei miei umori e del suo seme e, mentre lo lecco e ripulisco, sento che dalla mia fica slabbrata sta colando il suo seme abbondante. Sollevo lo sguardo e vedo che mi sta osservando, allora, con una mano, scendo lungo le mie cosce, raccolgo un po' del suo seme e con esso imbratto di nuovo il suo membro, per poi continuare a leccarlo e pulirlo. Il gesto lo sconvolge!
«Che femmina meravigliosa! Che troia straordinaria! Ti voglio! Voglio che tu diventi la mia troia!»
Il gesto lo eccita, perché il suo membro ora è di nuovo duro e palpitante nella mia bocca e, mentre lo pompo convinta di bere ancora altro suo seme, lui si abbassa, mi solleva, mi bacia in bocca, e condivide con me il sapore delle mie labbra, poi, quando si stacca, mi guarda dritto negli occhi e, senza dire niente, mi invita a girarmi per offrirgli il mio culetto. Non ho bisogno di parole, mi piego e mi allungo sul tavolo, mentre lui, inginocchiato dietro di me, insinua la sua lingua tra le grinze della mia rosetta, mi lecca e lubrifica quel buchetto, raramente usato da mio marito. Con le dita raccoglie la crema che sgorga ancora copiosa dalla vagina e con essa mi lubrifica ancora di più. Si solleva, inzuppa il membro in quella fonte di umori che è diventata la mia fica, poi lo estrae ed appoggia la punta sul mio buchetto. Faccio un respiro profondo, mentre allungo le mani e dilato le chiappe per agevolare ancora più quella intrusione. Mario preme e, lentamente, comincia la penetrazione nel mio intestino. Anche in questo caso, sento che mi apre e mi riempie, nello stesso tempo. Si muove lentamente, senza fretta, lasciando che i miei muscoli anali si adattino alle sue dimensioni, alla sua intrusione e, ben presto, sente il suo corpo aderire alle chiappe, realizzando che me lo ha infilato tutto nel culo. Resta immobile, piantato dentro di me, e poi, lentamente, comincia a limare il mio foro che, lentamente, si adegua al via vai e, ben presto, mi regala altre sensazioni, ancor più belle delle precedenti.
«Muoviti, fammelo sentire tutto! Lo voglio sentire fin nello stomaco! Voglio che me lo dilati tutto!»
Mi tiene per i fianchi e non si fa pregare. Mi sbatte con più vigore rispetto a come mi aveva chiavato la fica. Si rivela un toro scatenato quello che mi sta devastando il culo e, nello stesso tempo, mi fa avere altri due orgasmi, uno dopo l'altro, in rapida successione.
Anche per lui il gioco è estremamente eccitante al punto che, d'improvviso, gli sento aumentare il ritmo della chiavata per, alla fine, restare immobile, tutto piantato dentro di me, e riversarmi nell'intestino ciò che ancora è rimasto del suo seme, dopo la lunga scopata fatta fino a quel momento.
«Vengo sto sborrando! Troia ti sto sborrando nel culo!»
Sento un'ondata di calore riempirmi il corpo e questo mi fa ancora godere. Rimane qualche istante piantato dentro di me, poi si sfila e si appoggia al tavolo, perché, evidentemente, quel piacere deve aver spezzato le gambe anche a lui. Restiamo immobili, poi utilizzando dei tovaglioli, ci diamo una ripulita e, con fare discreto, ritorniamo nel salone.
Da quella sera tutto è cambiato. All'inizio mi son rifiutata di diventare la sua amante, ma, alla fine, ho sentito il bisogno di sentirmi viva, troia e puttana tra le sue braccia.
Non ne abusiamo, ma io con Mario son tornata ad esser una donna viva e vogliosa, anche se, per tutti, sono sempre una brava e fedele donna di casa.
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9 mesi fa
baxi18,
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Mia moglie si spoglia per ripicca.
Mi chiamo Michele, ho 32 anni e sono sposato da sei con Debora, che ha la mia stessa età. Fisicamente sono di media statura, moro, occhi scuri e mi piace molto praticare lo sport per tenermi in forma. Sessualmente parlando ho una discreta dotazione, che, fino ad oggi, ha sempre soddisfatto le voglie di mia moglie. Lei, prima di me, era stata fidanzata con un ragazzo un po’ più grande di lei, che l’aveva introdotta nei piaceri del sesso e ad un certo esibizionismo, che tutt’ora le piace praticare. Se lo può permettere, con il fisico da favola che si ritrova. Alta quasi 1,70, capelli neri lunghi, occhi scuri, labbra molto sensuali, un seno di una quarta abbondante ed un bel paio di cosce lunghe e affusolate, al cui culmine figurava quello che io considero un vero capolavoro della natura: un culo tondo e sodo, che sembra disegnato. Come ho detto, le piace molto esser al centro dell’attenzione e, spesso, mi diverto a farle indossare indumenti alquanto succinti; la sprono a scodinzolare, mentre io osservo l’effetto che fa su tutti i maschi, che cercano, in qualche modo, di abbordarla. Mi eccita tantissimo vederla desiderata e ho anche immaginato di scoparla assieme ad un altro maschio, ma quando le ho manifestato questa mia fantasia, mi ha dato del matto e si è anche un po’ alterata. Naturalmente una bella scopata ha riportato il sereno nella coppia, anche se io ero sempre più proiettato verso quella fantasia. Il mese scorso, poi, è avvenuto un fatto che ci ha messo di nuovo in agitazione. Eravamo stati invitati all’inaugurazione di un negozio di estetica e l’estetista, proprietaria dell'esercizio, è una sua carissima amica. Non avevo molta voglia di partecipare all’evento, ma lei ci teneva moltissimo e, alla fine, ci siamo presentati e vi abbiamo trovato un sacco di gente, fra cui diversi amici comuni con le relative consorti. Durante la cerimonia, io mi son divertito con Carlo, Luca e Walter, tre dei miei amici più intimi, a fare qualche commento sulle donne presenti, comprese le loro mogli e, a giudizio di tutti, ci siamo soffermati sulla più seducente, la più intrigante e la più esibizionista. Ovvio che a questa categoria apparteneva la mia Debora, mentre sulle altre il dibattito è stato molto acceso, ma era lapalissiano che, tra tutte, emergeva mia moglie, che, non vista, si è avvicinata di spalle a noi ed ha ascoltato tutte le battute e i commenti, indirizzati alle diverse donne presenti. Naturalmente, non sapendo di esser ascoltati, ci siamo anche andati un po’ giù pensanti su certe femmine che attiravano il nostro interesse, non affatto sgombro da fantasie poco decenti. In particolare, quando è apparsa la madrina della cerimonia, che a noi tutti ci è sembrata perfetta per uno spogliarello. Indossava una mini nera elasticizzata, che non lasciava molto all’immaginazione con sopra una camicetta bianca tenuta chiusa da un solo bottone e sotto si intravedeva un reggiseno di pizzo molto intrigante. Ovvio che le battute su di lei si sono sprecate.
«Accidenti, che provocante che è! Una cosi sarebbe bello averla tutta per noi, una sera! Altro che le nostre donne! Questa sì che sa esser conturbante.»
Non avevo nemmeno finito di parlare, che solo allora mi son accorto della presenza di mia moglie che, alquanto alterata dal mio comportamento, se n’è andata. Durante il viaggio verso casa, è esplosa la sua ira.
«Sei un porco! Peggio dei tuoi amici! Avete una buona concezione delle vostre donne! Le vorreste tutte puttane, da quello che ho capito! Parole non troppo lusinghiere, devo dire! Scommetto anche né avrete espresse anche su di me! Ma, se al posto di quella ragazza, ci fossi stata io, che avreste detto? Ti avrebbe fatto piacere? Dimmelo!»
Ho cercato di minimizzare, ma lei era davvero furiosa.
«Sta attento, che un giorno di questi, ti faccio vedere io cosa si prova ad esser trattata da puttana e restare immobile, senza far nulla! Voglio vedere se a te sta bene!»
Ho cercato di rabbonirla, ma con scarsi risultati. Sono passati diversi giorni e mi sembrava che la cosa si fosse, in qualche modo, sgonfiata. Poi, circa tre giorni fa, è avvenuto un fatto che mi ha sconvolto. Eravamo radunati a casa mia: io, Carlo, Luca e Walter, per la finale di Volley, sport di cui siamo tutti molto patiti. Debora, non amando questo sport, è uscita con le sue amiche. La partita si è un po’ protratta nel tempo e noi eravamo, complici tre bottiglie di vino a forte gradazione che ci eravamo scolati, insieme a degli stuzzichini, molto alticci ed eccitati dalla vittoria della nostra squadra e, mentre stavamo festeggiando allegramente, la porta si è aperta e mia moglie è entrata nel salone, Luca si è voltato e gli è venuta spontanea una battuta:
«Che peccato! Pensavamo fosse arrivata la spogliarellista per festeggiare la vittoria!»
È stato un commento stupido e fuori luogo, ma mia moglie l’ha fissato con un atteggiamento di sfida e, mentre stava per allontanarsi senza proferir parola, si è voltata verso di me, mi ha guardato con un’aria di sfida ed ha scosso la testa.
«E chi dice che la spogliarellista non sia, di fatto, arrivata?»
Siamo rimasti tutti immobili, loro increduli ed io sbalordito, quando lei, camminando in mezzo al salone con incedere da maliarda e movenze sinuose, ha iniziato a sbottonare lentamente il soprabito. Subito tutti hanno iniziato ad esultare e farsi sentire con fischi e cori, che la incitavano. Walter ha intonato le note di "You can leave your hat on", la colonna sonora del film "9 settimane e mezzo", dove la protagonista fa uno spogliarello da infarto. Luca, attraverso il cellullare, ha davvero trovato la canzone che Walter aveva accennato e lei, nel sentirne il ritmo, ha preso a spogliarsi in maniera davvero molto sexy. Ha lasciato cadere il soprabito e Carlo la guardava invitandola a spogliarsi di più. Ero stupito e, nello stesso tempo, molto eccitato. Era vestita con una camicetta avana e pantaloni in pelle scuri, mentre continuava a muoversi in modo seducente al centro della stanza, osservata con impazienza da tutti che, increduli, la stavano ammirando con la bava alla bocca. Ha iniziato lentamente a sbottonarsi la parte inferiore della sua camicetta, salendo molto lentamente, un bottone dopo l’altro. Mi guardava sorridendo maliziosamente ed io ero a bocca aperta e, incredulo, mi domandavo fin dove si sarebbe spinta in questo gioco. Quando anche l’ultimo bottone è stato slacciato, lei ha aperto un poco la camicetta e, con fare sensuale, si è girata di spalle. Ha iniziato a far scendere l’indumento da dietro le spalle. Walter le si è avvicinato e poi ha afferrato la camicetta, lei, giratasi e sorridendo, ha lasciato che lui gliela sfilasse completamente. Abbiamo subito ammirato il reggiseno bianco, che racchiudeva completamente le sue tette prosperose. Ho pensato che fosse giunto il momento di porre fine allo spettacolo, come farebbe qualsiasi marito nel pieno delle proprie facoltà mentali, ma mi son sentito molto stranito, ero troppo eccitato e forse un po’ troppo ubriaco per ragionar lucidamente. Ho assecondato il mio desiderio di vederla davanti ai miei amici, possibilmente ancora più nuda. In un barlume di lucidità, ho pensato che tanto poi si sarebbe fermata lei e quindi l’ho lasciata fare a modo suo. Mi piaceva il gioco e lo stesso era per i miei amici, che si stavano davvero divertendo. Seduto, la guardavo ipnotizzato con il cazzo che mi esplodeva nei pantaloni. Carlo le ha offerto da bere e lei lo ha accettato. Ha preso il calice di vino rosso e poi, molto lentamente, tenendolo sollevato sopra la testa, ha fatto colare piano un po’ di vino nella sua bocca aperta. Alcune gocce le son finite sul viso e giù sul seno, macchiando il reggiseno. Luca l’ha invitata a toglierlo.
«Dai, toglilo: è un peccato che si macchi!»
Credevo che non lo avrebbe fatto, ma lei, sempre guardando verso di me, ha iniziato, a suon di musica, a scuotere le tette coperte dal reggiseno. Poi lo ha sganciato da dietro e poi, si è girata di spalle e lo ha lasciato cadere in terra. Ho sgranato gli occhi dallo stupore! Cazzo lo stava facendo davvero! Subito Walter lo ha raccolto e lo ha portato sul volto, commentando con entusiasmo.
«Sì, dai, bravissima! Dai, fa vedere che sei davvero una donna decisa! Dai, abbi il coraggio di osare! Dai, nuda! Nuda!»
Anche gli altri hanno detto che doveva spogliarsi nuda.
«Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda!»
Lei si è girata e, con le braccia, si copriva il seno; mi ha rivolto uno sguardo davvero strano, un misto fra l'adirato me anche tanta sensualità. Non ho capito niente e son rimasto a bocca aperta, quando ha invitato tutti noi a far lo stesso.
«Anche voi, nudi! Che aspettate? Se lo faccio io, dovrete farlo anche voi!»
Loro si sono dati uno sguardo e poi si son girati verso di me, che non ho avuto il coraggio di dire o far nulla. Ero immobile, basito, e così, senza troppo fronzoli, in un attimo erano tutti e tre nudi. Poi hanno ripreso ad incitarla.
«Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda! Nuda!»
Ho visto i loro cazzi già tesi e duri e son rimasto di sasso. Li avevo visti altre volte nudi sotto la doccia, ma non mi ero mai soffermato sulle loro dotazioni. Luca era molto dotato in lunghezza, Carlo anche lui molto lungo, ma più grosso e Walter, invece, molto grosso sì, ma, forse, lungo come il mio. Debora li ha ammirati sorridendo maliziosamente. Io mi sono alzato e ho cercato di porre un freno a tutto questo, nonostante fossi eccitatissimo ed ancora vestito.
«Ok ragazzi, adesso basta! Questo gioco sta prendendo una piega troppo imbarazzante, quindi, basta!»
Sia lei che loro si sono girati verso di me di scatto. Mi hanno fissato e poi lei mi ha gridato di non rompere!
«Cosa c’è: ti dà fastidio? Vediamo se ti piace!»
In quel momento ho capito che era in cerca di vendetta, per le stupide parole dette qualche tempo prima, all’inaugurazione. Stavo per replicare, ma tutti hanno confermato quanto da lei detto.
«Sta zitto! Lasciala fare e non rompere!»
Senza rendermene conto, ho cominciato a spogliarmi. Lei intanto ha iniziato a slacciarsi i pantaloni, mentre i suoi seni erano in completa mostra. Luca si è avvicinato, ha allungato una mano e ne ha accarezzato uno. Anche Carlo ha fatto la stessa cosa. Per un po', li ha lasciati fare, poi si è spostata e, lentamente, ha abbassato i pantaloni. Il suo splendido culo era in bella mostra. Il perizoma, infilato nel solco delle natiche, lo rendeva ancor più invitante. Walter si è avvicinato ed ha accarezzato con entrambe le mani le sue chiappe sode.
«Accidenti, che culo! È meraviglioso!»
Ero eccitatissimo e non potevo far a meno di deliziarmi, mentre vedevo che si spogliava e si faceva accarezzare dagli amici, che, con calma, l’hanno aiutata a sfilarsi del tutto i pantaloni, facendola restare con solo il perizoma ed i tacchi alti. Lei si è girata verso di me, facendosi spazio fra loro, mi ha guardato e invitato ad avvicinarmi.
«Tu non vuoi toccare? Non ti va che questa sera avrete una spogliarellista tutta per voi?»
Era bellissima. Con movimenti sinuosi, ha abbassato le mutandine fino alle caviglie. Poi si è girata ed ha sollevato le braccia sopra la testa, lasciandoci ammirare la sua bella figura e le sue grosse tette. Mi son avvicinato e lei ha impugnato il mio cazzo; con l’altra mano ha afferrato quello di Luca. Ci ha segato un poco, mentre Walter continuava a toccarle il culo e Carlo le tette. Ad un tratto si è abbassata ed ha preso a succhiarci, alternando i nostri cazzi nella bocca. Immediatamente i miei amici sono andati in delirio.
«Sì, fantastica! Accidenti, come succhia! Sei meravigliosa!»
Lei ha sollevato lo sguardo in cerca del mio e, quando i nostri occhi si sono incrociati, lei mi ha sorriso maliziosamente e, con un gesto del capo, mi ha indicato la porta della camera. Mi son abbassato e l’ho fatta sollevare. Lei tenendo il mio cazzo in mano, si è incamminata verso la camera. Appena dentro si è distesa sul letto e subito Luca si è messo a leccarla, mentre noi ci alternavamo fra le mani e bocca di lei. Ben presto ha preso a gemere di piacere; subito Luca si è allungato sì di lei, che ha spalancato le gambe, penetrandola con un solo affondo. Ho visto il suo corpo inarcarsi e sollevare le gambe, mentre lui la sbatteva con molto impeto e piacere.
«Bellissima! Sei bollente! Ti sfondo!»
Lei ha avuto subito un primo orgasmo, che ha urlato a bocca piena, ben riempita dal cazzo di Walter. Ho visto mia moglie godere ed io ero eccitatissimo, desideravo scoparla, ma gli altri erano tutti addosso a lei. Carlo le succhiava i seni e Walter si faceva leccare il cazzo, che ora sembrava ancor più grosso. Lui si è abbassato, ha detto a Luca di farla girare e io, per un attimo, non ho capito il suo gioco, finché l’ho visto inginocchiarsi dietro di lei e appoggiare il suo cazzo durissimo al culo di Debora. Ha fatto colare della saliva e poi lo ha affondato dentro di lei, che si è girata ed ha fatto una smorfia di dolore.
«Cazzo! Fa piano! Fa piano che me lo sfondi tutto! Mi spacchi!»
Lui, quasi con sadismo, ha continuato a spingere la grossa mazza dentro di lei.
«Sì, troia, te lo voglio sfondare questo culetto da favola! Non puoi immaginare da quanto desideravo farlo!»
È entrato fino in fondo e poi, per un momento, è rimasto immobile; poi, lentamente, ma con decisione, ha preso a chiavarla in culo, mentre Luca, da sotto, le sfondava la fica. Debora ha iniziato a godere ininterrottamente, di un orgasmo senza fine. Io e Carlo ci alternavamo in bocca, anzi, più lui che io, che ero estasiato da quello che vedevo. Era la prima volta che la vedevo così troia e questo mi faceva impazzire. Ha goduto molto e poi il primo a sborrare è stato Walter, che le ha inondato il culo con un grido di paciere.
«Vengo! Sì, sborro! Ti farcisco questo culetto fantastico!»
Le ha schizzato dentro un mare di sperma, poi si è sfilato completando la sborrata sul corpo di lei. Subito il suo posto è stato preso da Carlo, che l’ha infilata anche lui in un colpo solo. Luca, intanto, ha chiesto a Carlo di sollevarla; lui l’ha afferrata per i fianchi e l'ha messa in ginocchio. Luca la sbatteva davanti e ben presto ha sborrato anche lui. Si è sfilato e le ha schizzato sulle tette.
«Sborro! Cazzo, sì, fammi schizzare sulle tette: te le voglio schizzare tutte. Che femmina favolosa che sei!»
Ho visto generosi schizzi di crema bianca, finire sui capezzoli e il collo di mia moglie. Lei ha allungato la mano e ne ha raccolto un po', portandosela alla bocca. Lui, dopo esser venuto, le ha infilato il cazzo, ancora duro, in bocca per farselo ripulire, cosa che lei ha fatto, mentre Carlo la chiavava nel culo. Walter ha spinto Carlo disteso e poi ha aiutato Debora, sempre impalata sul cazzo dell’amico, a distendersi su di lui. Poi le ha sollevato le gambe e, con il cazzo ancora duro, ha iniziato a scoparla da davanti. Lei lo ha aiutato e, ben presto, era di nuovo infilata in doppia e godeva come una maiala, incitandoli a scoparla più forte. Io mi stavo segando e, senza rendermene conto, mi son venuto in mano, mentre vedevo lei che succhiava il cazzo di Luca, prendere quello di Walter in fica e Carlo in culo! Troppo eccitante! L’hanno scopata in doppia o, meglio, in tripla, fin quando non sono venuti tutti e tre, due volte. Lei ha goduto tantissimo e, alla fine, era tutta ricoperta di sborra in ogni dove. Sfiniti, siamo rimasti tutti distesi sul letto. Walter le ha fatto i complimenti, dicendole:
«Debora sei stata stupenda! Michele avrà anche fatto la figura del cornuto, ma è una cosa da tenere in conto quando si ha una bella donna come te al fianco e, soprattutto, capace di far godere più maschi insieme.»
Debora si è sollevata e, appoggiata alla testiera del letto, ci ha guardato con un sorrisetto da perfetta maliarda.
«Sì, forse questa sera Michele ha fatto la figura del cornuto, ma preparatevi, perché, a giro, toccherà anche a voi farla, come questa sera è toccato a lui. Con le vostre consorti, non che mie amiche, abbiamo parlato molto del vostro comportamento all’inaugurazione e così abbiamo deciso di darvi una lezione: questa, appunto! Dimostrarvi che, se vogliamo, possiamo esser delle troie a nostro piacimento e, se a voi non va bene, allora preparatevi ad avere tante di quelle corna, da non riuscire ad entrare nel portone di una cattedrale. Diversamente, una sera al mese, ci si ritrova tutti insieme e ci si diverte! A voi la scelta!»
Li ho guardati ed ho capito che, se per questa sera era stata la prima esperienza da cornuto, anche per loro i tempi erano maturi per un grande divertimento collettivo. I loro sorrisi si erano spenti, appena sentite le parole di mia moglie. Si erano rivestiti e se ne erano andati mesti e silenziosi, con la coda fra le gambe. Era evidente che stavano riflettendo su quelle sue parole. A mio avviso non vi era molto su cui riflettere, ma solo prender atto che le nostre donne avevano già deciso per noi ed io ero già impaziente di vivere la prossima serata.
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9 mesi fa
baxi18,
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Ho fatto cose...
Ciao a tutti, sono una esibizionista, amante del porno. Qualche anno fa ho scoperto di avere una naturale predilizione per le situazioni trasgressive. Ho cominciato con il topless in spiaggia, il passaggio al sesso in pubblico su spiagge in pieno giorno è stato brevissimo. Ho cominciato a frequentare chat e ad organizzare incontri con sconosciuti. Poi sono finita su twitter, dove ho cominciato a conoscere e conoscere da organizzatori di eventi, gestori di club privè, produttori, registi e attori porni, blogger e performer del settore hard. Agli incontri da escort, specie con gruppi e maturi, ho iniziato ad aggiungere serate nei privè, incontri con produttori, performer e attori porno. La finalità sempre la stessa, quella di sentirmi usata, di godere sentendomi puttana. Ho fatto centinaia di incontri, molti da escort con gruppi, weekend bizzarri dove passavo dalle gangbang al sesso in pubblico su autogrill e parcheggi, sperimentando di tutto: dogging, gangbang, bukkake, pissing, scat, fisting, triple e altri giochini. Ho ricevuto tantissime proposte per produrre filmati porno, sia amatoriali, sia professionali, ma non ho mai ceduto alle lusinghe, anche se l'idea mi ha sempre eccitata moltissimo, anche se le proposte venivano da attori e produttori noti. Alcune mie foto sono finite su t-shirt in mostre erotiche o esposte in privè, l'idea di essere sputtanata mi ha sempre eccitata ma non sono mai riuscita a liberarmi dalla gabbia di essere riconosciuta nel mio contesto di appartenenza. Ad oggi ho molto amichetti sposati con cui ancora mi diverto e quando sono eccitata posso senza problemi ritrovarmi nelle più bollenti situazioni. Resta però in me una parte che non riesce a liberarsi dal senso di colpa. Un retaggio della cultura italiana, quella stessa che mi eccita quando intimamente mi sento troia che mi fa impazzire quando su una spiaggia, attira a me gli sguardi censori delle mogli e quelli perversi dei mariti, con cui qualche volta passo a fare la puttana.
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9 mesi fa
AdamDTS,
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Sono Troia
Sono troia e mi eccita tantissimo. Ho scoperto di avere una naturale predilizione per il cazzo molto giovane e sono stata fortunata a trovare quelli giusti. Alle prime esperienze è seguita la scoperta del porno. Attraverso i social ho cominciato a chattare esibendomi a sconosciuti. Il passaggio agli incontri è stato rapidissimo, per lo più uomini sposati e maturi, gruppi con i quali ho sperimentato molte delle cose che immaginavo: bukkake, gangbang, fisting, dogging, pissing, scat. Sentirmi usata, intimamente ed esplicitamente troia, condivisa, mi ha portato alle prime sperimentazioni come escort, aprendomi ad un mondo che mi ha regalato tanto godimento. Con i social ho avuto la possibilità di entrare a contatto con attori e creator porno, produttori, gestori di privè e anche in questo caso brevemente, il passaggio a frequentare privè, produttori e attori è stato piuttosto rapido. Anche se l'idea di fare porno mi eccita tantissimo, ho resistito alle decine di proposte, limitandomi a partecipare a serate e incontri hard, senza però cedere alle lusinghe delle produzioni hard. Ad oggi resto una ragazza normalissima che vive di una seconda anima perversa, adoro lasciare che questa seconda me, prenda il sopravvento, eccitata all'idea di essere usata, comprata, sborrata, esibita, mostrata, condivisa per quella che sono: Sono Troia!
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9 mesi fa
AdamDTS,
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La prima volta con Serena la figlia di Chiara
Sono oramai due anni che ho chiuso una storia con la mia ex Chiara. Da lei trascorrevo praticamente il fine settimana ed ogni tanto veniva a trovarla sua figlia Serena che all’epoca aveva 24 anni.Con Chiara avevo un rapporto molto bello e sessualmente di altissimo livello ed anche piuttosto trasgressivo visto che si frequentava il privè o altre situazioni con singoli.Anche con serena ero molto in sintonia a livello caratteriale e spesso si parlava dei suoi casini con i suoi ragazzi.In questi ultimi giorni Serena si è litigata con Marco, il suo boy-friend, cadendo in una strano stato...un misto tra euforia e leggerezza.È diventata più espansiva e mansueta ed ha cominciato a mostrare degli atteggiamenti che prima non si sarebbe nemmeno sognata di avere, tipo girare per casa in slip e reggiseno.Aveva un corpo da farti smettere di respirare.Un sabato pomeriggio dopo aver ultimando di sistemare le mie cose nell’armadio sono andato sotto la doccia e mentre mi sto insaponando sento la porta aprirsi e chiudersi con lo scrocco della chiave.So che a Chiara piace farsi una bella scopata sotto la doccia quando e possibile, quindi le dico che non era possibile perche Serena era in casa...e con sorpresa invece di sentire la voce di Chiara sento quella di Serena che mi dice"senti non ti andrebbe di fare a con me quello che volevi fare con mamma?"Io attonito di primo acchito ho risposto un secco NO e l ho mandata fuori immediatamente, anche se però a mente lucida ho riflettuto su che bella scopata doveva essere con Serena e mi masturbai pensando a quel suo culo tornito e a quella fichetta gonfia di piacere e feci una sborrata mai vista.La sera stessa dopo cena Serena usci con alcune sue amiche ed io mi misi sul divano a guardar un film con Chiara.Durante il film Chiara prende a un pompino da paura e dopo esserle venuto in bocca mi sono sincerato con bacio che avesse bevuto tutto come sempre fa. Mi sono inginocchiato e di rimando le ho fatto un lavoretto con lingua,sulla sua bellissima fica depilata.Il giorno seguente Chiara mi dice che sarebbe andata a fare compere al supermercato e che si sarebbe poi fermata a trovare la sorella.Serena, che era nella sua stanza appresa la notizia dai saluti della mamma si mise ad ascoltare un po di musica, io vado sul terrazzo a fumare una sigaretta (allora fumavo) e vedo la finestra aperta della camera di Serena.Non sentendo la musica, do un occhiata dentro e la vedo distesa sul letto, nuda, con un fallo che le entra ed esce dalla fica,mentre con l altra mano si strizza un capezzolo.Finito la sigaretta in quattro boccate rientro e mi metto davanti alla porta della sua camera, indeciso su come approcciare, prendo coraggio e busso.Si sente un po di confusione ma poi mi dice di entrare e la trovo seduta sul letto in costume da bagno.Il costume pero lascia intravedere la parte che il fluido della sua fica ha intriso e facendo finta di niente le chiedo che strano odore ce nella cameretta.Lei arrossi di colpo ed io eccitato dalla sua timidezza le chiesi come mai le sue mutandine fossero cosi bagnate tra le cosce...Lei prese la mia mano e la mise sulla sua fica...era bollente e fradicia di umori.Ritirai la mano e la portai davanti al viso per sentirne il profumo e ne assaggiai anche il sapore, dolce e voluttuoso.Lei rimase seduta a guardare quello che facevo poi mi fece scivolare giù i pantoloncini e rimase bloccata davanti al mio cazzo che era diventato di pietra e carne.Lo prese con le mani e mi succhiò la cappella prima di frlo scivolare tutto in gola, sentivo le palle appoggiate al suo mentoLe scostai la testa e le infilai la lingua in bocca mentre mi inginocchiavo per andare a leccare quella sontuosa e profumata fica.Aveva un clitoride che sembrava un capezzolo tanto era pronunciato e gonfio,infatti bastarono pochi colpi di linguae raggiunse l orgasmo.Mi rialzai e le dissi di mettersi in ginocchio appoggiandosi sui gomiti.Lei esegui prontamente, mettendomi davanti tutto il suo spettacolo,fica e culo era li aperti e pronti per ricevere il mio cazzo.Le appoggiai la cappella sulle labbra della fica e le feci fare dentro e fuori un paio di volte, poi glielo feci assaggiare fino in fondo con un colpo di reni.Era come avere infilato il cazzo in un forno tanto era calda e stretta...Io dandole una sonora sculacciata sulle chiappe continuai a pomparla, dentro e fuori, mentre con le dita mi facevo posto nel suo culetto, fino a farla schizzare ancora di piacere...Tirai fuori il cazzo da quella stretta fessura carnosa e profumata e con la cappella feci scivolare un po di fluido su quel buchetto violaceo e ad ogni passaggio sentivo il suo respiro diventare piu intenso.Quel culo aveva fame di cazzo e me lo diceva tutte le volte che sfiorandolo aveva una contrazione dilatandosi sempre piu.Ricordo solo che mentre facevo mia, lei disse che non voleva altro che essere inculata da me dopo averla ripetutamente inculata le venni in culo e lei per tutta risposta si tolse e me lo lecco per ripulirlo tutto.La ringrazia baciandola
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9 mesi fa
Luca,
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Il mio amico vuole le corna.
Mi chiamo Alberto, ho 39 anni, sono alto m. 1,85, moro, occhi scuri, spalle larghe, fisico asciutto non palestrato ed una buona dotazione tra le gambe, sia in lunghezza che in circonferenza. Sono bisex e, forse, proprio a causa del mio particolare orientamento sessuale, non sono mai riuscito a trovare una partner per la vita. Ho lavorato per diversi anni all'estero e, solo da sei mesi, son tornato nella mia città natale, dove, tra le tante amicizie perse, ne ho ritrovato una che mi è particolarmente gradita: quella con l'amico Gianmarco. Siamo amici da tanto tempo e, in gioventù, abbiamo anche fatto tante belle marachelle insieme, specie quando si trattava di corteggiare delle ragazze, noi due eravamo una vera forza della natura. Nell'occasione del mio ritorno, ho avuto modo di conoscere anche Lucilla, sua moglie. A mia differenza, Gianmarco, che di professione è impiegato di banca, ha trascurato il suo fisico ed oggi, nonostante abbiamo la stessa età, ha assunto un aspetto che lo fa sembrare più vecchio. In evidente sovrappeso a causa della vita sedentaria, ama molto trattenersi a tavola e, praticamente, quello che una volta era un ragazzo attivo e dinamico, oggi è un pantofolaio che, anziché fare del movimento, ama starsene sdraiato sul divano a sgranocchiare snack e guardare la tv.
Al contrario, Lucilla è una bellissima e sensuale donna di 35 anni. È molto affascinante e provocante. Alta, mora, dai capelli neri corvini, occhi scuri, leggermente a mandorla, una bella bocca ampia e labbra carnose, un seno ben proporzionato al resto del corpo di una buona terza misura tonda. Ha il ventre piatto, le cosce lunghe e snelle, che culminano in un vero e proprio capolavoro: un culetto tondo e sodo che, al solo guardarlo ispira peccaminosi pensieri. Domenica pomeriggio, ci siamo trovati per un barbecue a casa di un amico comune e, tra una salsiccia e una costoletta, Gianmarco, parlando, mi ha indicato sua moglie.
«Mi devo assentare tutta la prossima settimana e non ti nascondo che, lasciare la mia Lucilla sola mi impensierisce un po'. Posso chiederti, se non ti è troppo di disturbo, se le facessi compagnia, qualche sera. Tra tutti i miei amici, tu sei l'unica persona che lei gradisce di più e, soprattutto, anch'io mi sento più tranquillo a sapere che esce con te.
È sempre meglio che ad esserle vicino fosse un amico, piuttosto che un estraneo, che potrebbe corteggiarla e chissà quali altre cose farle!»
Son rimasto un attimo stupito nel sentire le sue parole, ma, nello stesso tempo, mi sono reso conto che parlava seriamente, senza secondi fini. Per lui, la cosa più importante era sapere che, in caso di bisogno, sua moglie poteva contare assolutamente su di me. Ammetto di aver visto Lucilla solo la prima volta al loro matrimonio, ma, da quando son tronato, ho sempre avuto una gran voglia di scoparmela, però, fino a quel momento, non mi ero mai attivato in quel senso. Son andato a casa loro con la scusa di salutarla e vedere come stava, nel caldo pomeriggio del giorno dopo. Quando ho suonato alla porta, per un attimo ho pensato che non fosse in casa e stavo quasi per andarmene, quando la porta si è aperta e lei, indossando un accappatoio in microfibra, alquanto corto e che a stento le arrivava a metà coscia, mi ha salutato cordialmente e mi ha invitato ad entrare.
«Ciao, Alberto. Quel buon vento? Scusami se ci ho messo un po' ad aprirti, ma ero in piscina sul retro della casa. Dai, entra pure.»
Mi ha preceduto attraverso il salone e, mentre camminava davanti a me, indossando dei sandali a zeppa che le inarcavano il suo fantastico culetto, ho avvertito ancor di più il desiderio di possederla. Ci siamo seduti a bordo piscina, sdraiati sui lettini prendisole, a bere un’acqua tonica, che lei mi ha offerto. Era felice di vedermi.
«Sono molto contenta che tu sia passato. Speravo proprio di aver un po' di compagnia da una persona molto gradevole, come te. Gianmarco mi aveva informato di averti detto che lui si sarebbe assentato per un'intera settimana e, onestamente, speravo proprio di vederti, prima o poi.»
Faceva molto caldo e lei mi ha proposto di far un bagno rinfrescante.
«Perché non ti metti comodo e ti fai un bel bagno in piscina per darti una rinfrescata? Dai, spogliati! Anche se fa caldo, l'acqua offre sempre un opportuno refrigerio!»
Sono rimasto per un attimo titubante, soprattutto perché non avevo il costume, ma, senza pensarci troppo, mi son spogliato e rimasto davanti a lei con solo gli slip.
Mi son tuffato ed ho fatto qualche vasca per poi tornare a sdraiarmi al sole. Purtroppo, o per fortuna, il mio slip bianco, ormai bagnato, lasciava intravedere il mio cazzo che, oltretutto, era anche abbastanza duro. Lucilla se n’è accorta, mi ha guardato e, sorridendo maliziosamente, mi ha invitato a toglier gli slip bagnati, per metterli ad asciugare.
«Dai, togli quegli slip bagnati! Mettili ad asciugare al sole.»
L'ho fissata per un attimo negli occhi e vi ho letto che aspettava con trepidazione il momento in cui mi sarei tolto l'indumento, così da poter ammirare le effettive dimensioni del mio cazzo che, ormai, aveva quasi raggiunto la completa erezione. Ho notato il suo sguardo di ammirazione ed il semplice gesto di compiacimento fatto con il capo, quando ha visto la mia notevole verga svettare verso l'alto. Ha ripetutamente passato la lingua sulle labbra, pregustando, un qualche suo pensiero piuttosto porcello. Mi son sdraiato ed ho chiuso gli occhi, in attesa di una mossa da parte di Lucilla che, sicuramente, sarebbe arrivata. Poco dopo ho sentito una mano che, delicatamente, si è posata sul mio cazzo duro, lo ha afferrato e con maestria ha iniziato a segarlo.
«Hai davvero un bel cazzone; Gianmarco aveva ragione nel suggerirmi di rivolgermi a te per qualche mia esigenza. Ti sembrerà strano, ma, da quando sei tornato in questa città, una delle sue fantasie più ricorrenti, è stata quella di sapermi tra le tue braccia.»
Mi son sdraiato e son rimasto ad occhi chiusi, poi ho sentito la sua calda bocca leccarmi la cappella e l'intero cazzo, fino alle palle. Ho subito capito che Lucilla era proprio una gran troia ed il mio amico Gianmarco un potenziale cornuto. Lo ha succhiato un poco, poi mi ha chiesto di scoparla e di farla godere come non faceva da anni.
«Dai, scopami! Mettimelo dentro, che muoio dalla voglia di averlo tutto, fin in fondo! Ti ho desiderato da quando ti ho rivisto e Gianmarco mi ha detto che sapeva che eri dotato di un bel cazzone. È stato lui ad invogliarmi a chiavarti! Dai, fammi impazzire!»
Le ho sfilato gli slip del costume ed ho sfiorato le labbra della fica con le dita. Era già tutta bagnata ed ho capito subito che non vedeva l’ora di esser scopata brutalmente. L’ho distesa a cosce aperte e lei mi guardava eccitata. Ho visto le labbra della sua fica oscenamente bagnate, era dilatatissima. Ho appoggiato la cappella sullo spacco e, con una spinta decisa, sono entrato tutto dentro di lei ,che ha sollevato le gambe per cingerle dietro la mia schiena e, dopo aver appoggiato i talloni sulle mie gambe, ha preso ad assecondare i miei movimenti. Ad ogni affondo, spingeva il suo corpo verso l'alto per farlo aderire ancora più al mio e sentire, ancor più in profondità, la penetrazione del mio cazzo, che le sbatteva sul fondo. Le davo dei colpi talmente forti, che il suo petto sobbalzava verso l’alto e ciò non l'ha trattenuta dall'incitarmi a scoparla ancora più forte.
«Spingimelo tutto dentro! Dammelo tutto! Fammi sentire come mi sfondi! Finalmente un maschio vero! Riempimi tutta!»
Le ho spinto il cazzo tutto dentro, fino alle palle, ma a lei sembrava quasi non bastare. Era evidente che non prendeva un cazzo così da un sacco di tempo. Ha avuto diversi orgasmi, tutti anticipati da gemiti di piacere più acuti dei precedenti.
«Vengo! Continua a sbattermi, che vengo ancora! Sfondami tutta, che vengo ancora! Che toro meraviglioso! Aveva proprio ragione quel cornuto di Gianmarco a dirmi che con te mi sarei proprio divertita! Alberto, ancora! Chiavami ancora, che vengo!»
Ha urlato il suo piacere ancora una volta, poi ho deciso di cambiar posizione. Mi son sollevato e, sdraiato per terra, l'ho fatta salire su di me. Senza nessuna esitazione, se lo è infilato di nuovo tutto dentro ed ha preso a cavalcarmi, come un'amazzone scatenata! Ancora una volta è venuta ed ha urlato il suo piacere.
«Meraviglioso, vengo! Mi fai godere ancora! Sento che mi arriva fin in gola! È bellissimo! Amore, godo! Cornuto, guarda come mi sta facendo godere!»
Per un momento, non avevo messo a fuoco le sue parole, ma, un attimo dopo, un lieve rumore mi ha fatto voltare ed ho visto il mio amico Gianmarco, nudo, con il cazzo in mano, che si segava mentre lei mi cavalcava. Mi ha guardato, ha sorriso ed ha fatto un cenno d’assenso con il capo, intanto lei continuava a far su e giù, sopra la mia verga, che cominciava ad esser desiderosa di sborrarle dentro. Le ho fatto raggiungere un altro orgasmo, poi Gianmarco si è avvicinato e le ha messo il suo cazzo in bocca.
«Succhia anche il mio, troia! Adesso, sarai contenta; stai finalmente avendo quello che desideravi da tempo! Ero sicuro che Alberto ti avrebbe chiavato alla grande. Dai, Alberto, riempi questa puttana con la tua sborra, che mi aveva confessato di desiderare da tempo aver dentro la sua fica! Dai, riempimi questa vacca di moglie!»
Ero al limite, allora l’ho girata e messa di lato, le ho dato tre fortissimi colpi e, subito dopo, il mio cazzo è esploso.
«Tieni, troia! Senti la mia sborrata dentro di te! Amico, guarda come ti riempio questa vacca di tua moglie! Era questo che volevi? Volevi che te la riempissi di crema?»
Mi son svuotato completamente dentro di lei. Gianmarco, nel vedermi riempire sua moglie, ha esultato di gioia.
«Bravo, Alberto! Riempila tutta, questa zoccola!»
Son rimasto immobile, svuotandomi dentro di lei fino all'ultima goccia. Poi mi son sfilato e la mia sborra cominciava a colare dalla fica, scivolando sulle cosce: lui si è inginocchiato a guardarla.
«Bravo, Alberto! L'hai proprio slargata a dovere, questa puttana! È da quando ti ha rivisto che voleva sentirsi riempire così!»
Lucilla si è sollevata e, appoggiata sui gomiti, prima ha guardato me con un sorrisino soddisfatto, poi ha allungato una mano e l'ha appoggiata sul capo di Gianmarco. Lui ha sollevato lo sguardo ed i loro occhi si sono incrociati; allora lei con un fare languido, quanto beffardo, gli ha intimato di pulire.
«È vero che lo volevo. Ho desiderato il suo cazzo da molto tempo, ma anche tu desideravi vedermi far la troia con lui! Adesso io ho realizzato il mio desiderio, ma tu, come avevi promesso, devi fare una certa cosa: leccare tutto ciò che viene espulso dalla mia fica. Adesso dovrai pulirmela tutta, perché so che è una cosa che desideravi fare da tempo!»
Lui si è girato verso di me e poi si è abbassato giù tra le cosce della moglie, ha incollato la bocca alle labbra della sua vagina, da cui colava in abbondanza la mia crema. L'ho visto leccare con ingordigia, mentre lei mi sorrideva, mi ha fatto avvicinare ed inginocchiare sul suo lato destro. Mentre lui continuava a raccogliere ciò che sgorgava da quell'ostrica slabbrata, lei ha sollevato una mano, ha afferrato il mio cazzo e se lo è portato alla bocca. Ha preso a leccarlo, a pulirlo, raccogliendo ogni residuo di umori di cui era ricoperto. Una bocca avida, desiderosa di sentire ancora quella verga dentro di sé. Quando si è resa conto che era di nuovo ben duro, si è girata, ha fatto distendere Gianmarco sotto di lei ed è salita sopra di lui nella posizione del 69.
«Continua a leccarmi, mentre ti farò vedere quanto son troia! Dai, Alberto, inculami! Fa vedere a questo cornuto come si rompe il culo alla troia della moglie!»
Mi son inginocchiato dietro di lei e, con un po' di saliva, ho bagnato la punta del mio cazzo, poi l'ho appoggiato al suo buchetto palpitante ed ho iniziato a scivolare dentro di lei. Ha preso ad ansimare, mentre entravo ed uscivo da quel foro sempre più accogliente e, quando son arrivato ad essere tutto dentro di lei, ho avvertito la lingua di Gianmarco, che lambiva anche le mie palle.
«Bravo, Alberto! Sfondare il culo a questa troia!»
L'ho pompata bene ed a lungo; lei ha avuto due orgasmi in rapida successione e, mentre godeva per la seconda volta, ha sculettato nel mentre la pompavo; quel suo movimento ha fatto sì che il mio cazzo uscisse fuori finendo direttamente sulla faccia di Gianmarco, che lo ha accolto in bocca e succhiato per un momento, poi lo ha di nuovo inserito nel culo di Lucilla. Son rimasto per un attimo sorpreso, immobile; allora lei si è girata e mi ha guardato.
«Cosa c'è? Non l'avevi ancora capito? Da ultimo ama più prender uccelli in bocca, che mettere il suo dentro di me! Dai, rompimi per bene il culo, che, probabilmente, sarà il caso che tu possa farglielo anche a lui.»
Molto eccitato dalla situazione, ho continuato a pomparla e, quando ero sul punto di sborrare, lei mi ha detto di sfilarmi, cosa che ho fatto; un attimo dopo lei si è girata, ha appoggiato una mano sulla testa del mio amico e, con l'altra, ha afferrato il mio cazzo e glielo ha messo proprio davanti alla bocca.
«Apri la bocca, cornuto! Per adesso, bevi tutta la crema di questo toro speciale!»
Gli ha infilato il cazzo in bocca e lui ha preso a succhiarlo con forza; d'un tratto, ho preso a schizzargli in bocca tutta la mia sborra. Dopo i primi due schizzi, lei lo ha sfilato e, alcune bordate, son finite sulla faccia di lui e sulla guancia di lei. Lucilla me lo ha preso in bocca e si è presa le ultime due schizzate in gola, poi lo ha leccato e ripulito per bene; poi, mi ha lasciato, si è girata verso di lui e lo ha baciato in bocca. Hanno limonato scambiandosi la crema che avevano in bocca, poi lui ha anche leccato quella che era sul suo viso e, alla fine, si son girati verso di me.
«Grazie, Alberto! Erano mesi che avevamo il desiderio di fare questa cosa con te. Vogliamo sperare che il gioco sia piaciuto molto anche a te, oltre che a noi. Se vorrai, da oggi in poi, Lucilla sarà a tua completa disposizione, mentre io ti chiedo solo di poter partecipare come oggi, o anche semplicemente assistere, senza interferire, se la cosa dovesse esserti di fastidio.»
L'ho guardato ed il mio sorriso è stato più che rassicurante sul fatto che non avesse infastidito per niente. Da allora, son diventato l’amante della moglie del mio migliore amico; mi scopo anche lui, quando è lei a volerlo.
Ho trovato una coppia che sa apprezzare un vero amico.
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9 mesi fa
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La Prima Volta Al Privè Con Chiara
Dopo quella prima volta con i due camionisti con Chiara il sesso non è stato piu la stessa cosa. Non c’era scopata che non ripensassimo a quella sera e pure lei mi stuzzicava quando le telefonavo chiedendole cosa facesse e lei di rimando – sono qui con i nostri due amici-.Un sabato pomeriggio mentre si giochicchiava sul letto pensando a cosa fare in serata le proposi di andare al privè. Mentre le altre voste erano parolacce questa volta mi disse – ma allora mi vuoi proprio troia?-Quindi decidemmo che avremmo provato quella esperienza senza dare programmi ciò che veniva veniva, anche il nulla e per la sua iniziazione sciegliemmo un club vicino a Verona.Giunti al locale facciamo la nostra tessera ed entriamo. Io gia lo conoscevo per esserci stato con altre e Chiara lo sapeva. Una volta dentro tutto sembrava svolgersi nel migliore dei modi nessuno infastidiva, nessuno. Cosi dopo aver bevuto qualcosa, smangiucchiato al buffet e ballato un po visto che la musica ci piaceva, ci sediamo sui divani della zona disco e parliamo un po’, sembra un po’ più rilassata adesso. Passa appena qualche minuto e si avvicina un tipo, non era un granché a dire il vero e ho subito sperato che andasse via prestoIl tipo: ciao ragazzi vi va un po’ di compagnia?Io: no grazie sei gentilissimo m per ora stiamo bene cosìPer fortuna non se lo fece ripetere 2 volte, si alzò e andò via.Io: visto amore, può capitare che qualcuno ci provi ma, come ti dicevo rispettano le regole, se dici no non ti rompono le scatoleChiara: speriamoTempo 5 minuti e ne arriva un altroIl tipo: buona sera ragazzi come va?Io: tutto ok grazie, ma perdonaci al momento preferiamo stare da soli.Anche questo non se lo fa ripetere, alza i tacchi e va via.Riprendiamo tranquillamente a chiacchierare tra noi 2 e stavolta il tempo inizia a passare più serenamente, già 15 ulteriori minuti e nessuno viene a “rompere le scatole”. A un certo punto vedo arrivare un signore distinto, ben vestito.Il tipo: piacere, io sono Franco, vi spiace se mi siedo un po con voi a fare 2 chiacchiere?Chiara: se sono solo 2 chiacchiere..!!Il tipo: ma certo figurati, sono un tipo per bene ioLa cosa mi stupì non poco, ma a dire il vero non mi dispiaceva avere un po di compagnia e, dal momento in cui era stata lei ad accettare la sua compagnia be,perché no!!Si iniziò a parlare del più e del meno, di dove eravamo, se prima volta in un posto simile per poi passare a confidenze personali, qualche battuta. A un certo punto lui si alza:Franco: scusate ragazzi, vado a prendere qualcosa da bere, torno subito.Chiara: però dai è simpatico, un tipo divertenteIo: giàEccolo di ritorno con 3 bicchieri in mano, erano dei cocktail.Seduto alla destra di lei, mentre io stavo alla sinistra tra un sorso e l’altro si riprese a parlare, si rideva, si facevano battute, e tra una battuta e l’altra, ridendo lui posò una mano sul ginocchio di lei. Lui con il suo sguardo cerca il mio, e io gli faccio un occhialino in segno di approvazione ma, lei sempre ridendo allontana la mano dal suo ginocchio. La chiacchierata continua per altri 15 minuti, e quella mano che continuava furtivamente a fare va e vieni dal suo ginocchio, misto al senso di “allegria” forse dovuta un po al cocktail iniziava a mettermi strane idee in testa.Franco: ok dai vado a prendere un altro cocktail, arrivo subito.Stavolta c’era confusione al banco del bar, e mentre da lontano lo osservavo dissi a Chiara:Io: dai non è giusto così, è andato per la seconda volta a prenderci da bere, così pare stiamo andando a scrocco, ti spiace se lo raggiungo un attimo così vado io a pagare?Chiara:be dai mi sembra giusto, ma cerca di non metterci troppo, come avevamo detto non dobbiamo stare lontaniIo:ok amore tranquilla, arrivo subitoRaggiunto Franco mentre faceva la coda al bar gli chiesi se gli dispiaceva che gli facessi compagnia e che sarebbe stato un piacere per me offrire io quel giro.Io: sai mi piace questo posto, bella serata, mai stato in un privèFranco:ottimo, mi fa piacere che ti piaccia, ma dimmi..cosa vorresti che accadesse ora con tua donna?Io:sai,con lei non è facile, ho già faticato tanto a farla entrare in questo posto, figuriamoci se si arriva a fare altro.Franco:ma a te farebbe piacere se lei come dire..si divertisse con altri?Io: l’ho sempre sognato, ma lei troppo santarellina,non credo la vedrò mai fare cose simili.Franco:a letto com’è, ti da tutto?Io: siFranco:waooo.Io: fai cio che vuoi sarà lei a dire eventualmente di no!!Franco:che porco, ma mi stai praticamente dicendo che vorresti vedere qualcuno che rompe il culo alla tua donnaIo:sai non mi è mai dispiaciuta l’idea ma sono parole buttate al vento, pure fantasie, ormai la conosco davvero da troppo tempo e mi sono rassegnato, so che non la vedrò mai trasgressiva.Franco:ascolta, la cosa più importante in questo gioco è la tua certezza nel volerlo fare, la tua complicità e la tua “benedizione”, per il resto…se tu mi dici che è quello che vuoi io accetto la sfida, sono sicuro che stasera ti riporterai a casa una donna che non pensavi neanche di avereIo: perché? Che donna dovrei riportarmi a casaFranco:una donna troia, rotta e soddisfattaIo: accidenti, sembri molto convinto nella tua riuscitaFranco: lo sono infattiIntanto la fila si andava smaltendo, arriviamo al banco, ordiniamo i nostri cocktail e torniamo da Chiara sistemandoci come prima, seduti ai suoi lati con lei al centro.Lei non è mai stata tipo da alcool, sicuro non era ubriaca e io non l’avrei mai voluto, ma quel secondo cocktail iniziava a metterle addosso una certa allegria (o almeno credo fosse quello),iniziava a ridere alle battute di lui rispondendo con altrettante battute, e quella mano sul suo ginocchio poi…da che la spostava dopo appena 2 secondi a che ora era ferma li da qualche minuto, la spostava solo quando lui, tra una risata e l’altra cercava di insinuarsi un po più in su, ma niente arrivato al massimo a metà coscia lei era pronta ad allontanarlo.Dovette passare una buona mezzoretta, tra un sorso e una risata e l’altra per poter vedere finalmente quella mano ferma lì a metà coscia, anche se lei adesso teneva le gambe ben strette per evitare che Franco andasse oltre.Franco: cavolo questa musica, sarà anche soft ma questo genere non riesco a mandarlo giu!!Non riuscivo neanche a capire che genere di musica fosse ma in effetti non aveva tutti i torti, ma da una decina di minuti quella musica era davvero orrenda e fastidiosa.Chiara: be in effetti è vero, hai ragioneFranco: che ne dite di spostarci un po’?Magari in qualche punto del locale in cui non si sente e si può chiacchierare più tranquillamente.Io: per me nessun problemaChiara: ok, facciamo pure un giroFranco:ok ,vediamo che troviamo di interessanteCi alziamo tutti e tre, io con la mano alla sua vita e Franco davanti a noi a fare strada, ci guardiamo attorno, Franco: qui sembra bellissimo, pare proprio molto tranquillo, venite ragazzi dai, accomodiamoci!Seduti nuovamente con lei al centro si riprende a chiacchierare, si ride, è piacevole, e quella mano nuovamente ferma li a metà del suo interno coscia mi eccita.Franco: io mi metto comodo, anche perché qui fa tanto caldo.Lei non disse nulla, io neanche. Franco una volta sbottonata la camicia senza comunque toglierla fece scivolare giù prima i pantaloni e poi le mutande, vedo quel da vicino, la prima cosa che mi passa per la testa è…cavolo e fortuna che è ancora moscio, se duro a questo Rocco Siffredi lo farà ridere!!Chiara sbircia appena e si gira subito dall’altro lato.Franco: dai non vergognarti, non ti mangio mica, prima si rideva e ora ti giri?Non è mica cambiato nulla, sono solo mezzo nudo!! Lei si gira timidamente, i suoi occhi sembrano 2 padelle tanto sono spalancati, evidentemente era stupìta da quanto vedeva. Lei cerca di combattere l’imbarazzo riprendendo a parlare come se nulla fosse e dopo una quarto d’ora circa..Franco: ma dai perché non mi mettete comodi anche voi?Chiara: no non pensarci neanche, non esisteContinuando a chiacchierare lui si avvicina sempre più a lei, la solita meno sopra il ginocchioFranco: ma dimmi, non fai neanche una sola considerazione, ne hai mai visti come il mio?Chiara: a dire il vero no, fa un po impressione, ma non hai problemi ad andare con le donne?Io uno come te non lo farei mai neanche avvicinare!Franco: ma nooo esagerata, e che ho la peste?La battuta fece ridere un po tutti e mentre si rideva lui azzardò, prese la mano di lei e la portò sull’enorme membro ancora moscio.Ok la battuta, ok la risata ma…intanto lei non ritraeva la sua mano!!Dai tesoro guardalo un po più da vicinoPrendendola per la testa Franco la fece chinare verso il per farglielo vedere da vicino, io ero eccitatissimo, la faccia della mia donna a pochissimi centimetri da quell’enorme mazza!!Chiara: ok dai mi sa che stiamo esagerando, il discorso sta degenerando e poi..ti ricordo che c’è anche lui qui presente.Franco:be tuo marito non sembra molto contrariato, dai osservalo da vicinoIntanto lei con la sua mano guidata ancora dalla mano di lui teneva ancora il mostro, la bocca a circa 5 centimentri dalla grossa cappella.Chiara: amore vuoi intervenire? Dice che non sei contrariato, vuoi dirgli che non è così? E’ convinto che tu sia d’accordo a farmelo vedere da vicino, vuoi dirgli invece cosa vuoi che faccia?Io: amore davvero vuoi che sia io a dire cosa voglio che tu faccia?Chiara:certo amore dai, così la chiudiamo qui perché lui si è convinto che..Senza neanche farla finire di parlare le metto una mano sulla testa, do una spinta verso il basso e..con la bocca ancora aperta visto che stava ancora parlando si ritrova con quel cappellone tra le labbra!Io: ora capisci cosa voglio che fai amore?La lascio un istante per darle modo di rispondere..Chiara: cazzo ma sei scemo? Ma che cazzo fai!!E giù di nuovo a spingerle la testa sulla cappella di Franco, ma stavolta non mi fermo, foglio vederglielo in bocca, ancora di più, e spingo!!Chiara: amore stai sbagliando tutto, ma sei sicuro? Poi non si torna indietro dai..Io: ma io non voglio tornare indietro amore, se a te piace, sono felice anche io di vederti felice mentre glielo succhi.Mi ha guardato un istante negli occhiChiara: ricorda che sei stato tu a volerloLo teneva con entrambe le mani e lo ha fissato per qualche secondo eha iniziato a stuzzicargli la punta con la lingua, e stavolta da sola.Franco: mmmm….vedi che ti piace? Ammettilo, cosa ne pensi?Chiara: penso che fa un po impressione, non ne ho mai visto uno così!!La mano di lui sulla testa di lei fu un chiaro ed evidente segno di quello che voleva, lei non chiese ,non si oppose ,non se lo fece chiedere, socchiuse solo gli occhi e aprendo la bocca accolse il grosso membro tra le sue labbra. Era davvero molto grosso, faticava a tenerlo in bocca e tirando via una mano per lasciare libera ulteriore lunghezza nell’enorme asta spinse la testa in basso fino ad ingoiarne la metà!!Io: cavolo Franco davvero impressionante, è davvero enorme, ma lo hai mai misurato?Franco: certo che si, 24cm, quanto quello del nostro caro conosciuto Rocco, lui però anche se di un solo centimetro lo frego per circonferenza, 17cm contro i suoi 16cm.Mi venne subito spontaneo fare delle proporzioni mentali, pensando a come la mia donna riuscisse a prendere per intero tutti i miei 16 mi son detto non avrà difficoltà per ora, ne sta mandando giù metà del suo, saranno circa 12cm, ma poi..guardando le guance deformate di lei ho subito pensato che in effetti il mio non era così grosso e che invece stava davvero faticando!!Atmosfera davvero caldissima, lei aveva iniziato un movimento di su e giù, a tratti lo tirava fuori riprendendo a leccargli la cappella per poi riprendere a succhiarlo, io ero eccitatissimo, le mie mani nun riuscivano più a star ferme, le punte delle mia dita erano già arrivati ai suoi slip e lei ormai in estasi non faceva resistenza, anzi apriva le gambe come a volermi dire di andare oltre.A un certo punto lui la allontana dal suo cazzo, si alza, io non capivo perché lo avesse fatto, tende le mani a Chiara ancora seduta, lei prende le sue mani e si alza, la abbraccia e la porta a se, sono avvinghiati e a me viene subito da notare quella differenza di altezza (non so perché) lei con i suoi 1,65 non era bassissima ma sembrava davvero piccolina attaccata al corpo statuario alto oltre 1,80, lui le afferra il vestito e tirandolo in alto glielo sfila lasciandolo cadere a terra, passandole le mani dietro la schiena le slaccia i reggiseno ed io ne approfitto per avvicinarmi dietro e tirarle via gli slip. Senza neanche accorgerci siamo ora tutti e tre nudi, in piedi.Franco: mettiti giù tesoro, fai vedere a tuo marito come sei brava a prendermelo in bocca.Senza dire una parola lei si abbassa, è accovacciata, le chiappe a pochi centimetri dal pavimento e le gambe spalancate ai lati dei fianchi di lui, osserva per qualche istante l’enorme stranamente ancora moscio, lo afferra con una mano e se lo porta in bocca. Inizia nuovamente a succhiarlo, lui le tiene la testa ferma per farle capire di non tirarlo fuori, vedo quell’enorme palo di carne che lentamente si gonfia tra le labbra di mia donna. Ora la fa alzare, la fa sedere al mio lato per raggiungerci anche lui posizionandosi all’altro lato, lei è di nuovo al centro.Franco: dai ora fammi vedere come lo succhi a tuo maritoAvvicinadosi prima al mio orecchio mi ha sussurratoChiara: guarda cosa mi stai facendo fare, spero di non doverci pentire di quello che sta succedendo.Le accarezzo il viso come per tranquillizzarla, come per dirle che è tutto ok e sempre da seduta si china verso di me iniziando a succhiarmiIo:ti prego amore, fai come sai fare tu, prendilo tutto in bocca, sentire le tue labbra sulle palle.Franco: porcellino, ti piace farglielo mandare giù fino in gola e?Io: si è bellissimo sentirlo mentre lo prende tutto, io con i miei 16cm posso permettermelo, mi spiace tu non possa goderti questo piacere con quel.Franco: e chi lo diceLa battuta suscitò una sonora risata, anche lei tirò fuori il mio cazzo dalla bocca per ridere ma io subito pronto la riportai al “suo dovere”. In quella posizione, seduta e china su di me, doveva essere un bel panorama quello che Chiara offriva al nostro amico che iniziava a darsi da fare tastandole le chiappe con le mani. A un certo punto Chiara inizia a gemere, ummmm, hooooo…ho subito intuito che qualche ditino del caro Franco dovesse essersi insinuato nella figa di mia donna. Ora lui da dietro si china su di lei, vedo le mani di lui che passano davanti iniziando a palparle e a stringerle le tette, prima l’una poi l’altra, sono attaccati, e mentre lei ancora china sul mio cazzo gli da le spalle, lui sembra incollato a lei, gli si strofina freneticamente, la cerca continuando a palparla, le solleva un po una gamba!!Chiara: mmmm….cazzoooLa sua esclamazione, il fatto che quasi mi aveva staccato il cazzo a morsi mi fece capire subito cosa era successo. Lui inizia a dare qualche leggero colpettino, lei protrae una mano dietro portandola sulla coscia di lui e cercando di farlo ritrarre un po ma lui resiste e continua a spingere, la vuole, e la sta prendendo. Mi lascia il cazzo, solleva un po la testa e mi guarda negli occhi, i suoi occhi sono lucidiChiara:amore è enorme, fa male, mi sta rompendo.Io: shhh, riprendimelo in bocca amore, non pensarci!!Andiamo avanti così per qualche minuto, tra spinte di lui, gemiti di lei e un fantastico pompino, non ho una visuale bellissima ma riesco a scorgere una porzione di quel cazzone, segno che non era andato dentro neanche per metà, l’aria è oramai davvero bollente. Ad un tratto lui rallenta, vuol farla rilassare un po ho pensato, lo vedo armeggiare qualche istante con il telefono per poi vederglielo posare, io non ho dato molto peso alla cosa, troppo preso dal pompino. A un certo punto vedo aprire la porta, vedo due sagome entrare e chiudersi dietro la porta a chiave, avanzano silenziosamente, sono i due amici di Franco, quelli che prima stavano alla SPA con lui, sicuramente prima mentre stava al telefono li avrà avvisati indicando loro la stanza in cui eravamo. Io non dico nulla, lei ancora china su di me non si accorge e le mani di uno dei due che senza perder tempo iniziano a palparle le cosce non desta la sua curiosità, avrà pensato fossi io o Franco. Ci vuole un colpettino più “sostanzioso” da parte di Franco per farla riemergere!!Chiara: haiiiiPer gridare si è giustamente staccata dal mio cazzo e..sollevando la testa si è accorta delle 2 nuove presenze. Sobbalza, in un movimento fulmineo è in piedi, senza neanche rendersi conto dello spettacolo che stava offrendo a tutti i presenti me compresoChiara: ma che vuol dire, stiamo esagerando qui, questi chi li ha fatti entrare?Franco: sono i miei amici cara, Luca e Paolo.Chiara: si ricordo ma questo non vuol dire che debbano stare qui, ok, mi sa che si è creata davvero troppa confusione, amore mi porgi i vestiti per favore? Andiamo via.Sembra va incazzata e risentita della presenza di quei due, che cazzo ho pensato, abbiamo rovinato tutto, Franco è stato uno stronzo a giocarsi questa stupida carta, io gliel’avevo detto che era troppo santarellina, doveva accontentarsi del punto in cui l’avevamo portata e non esagerare in quel modo.Franco si alza, si avvicina dietro di lei, le passa le mani davanti, la tira a sè e strizzandole le tette le dice:Franco: ma dai cara non fare così, vedrai che ci divertiamo tutti insieme.Chiara: ma per chi mi hai presa?Ma Franco non molla la presa, anzi le strizza le tette ancora di più, Luca a un lato si fa spazio con una mano tra il corpo di Chiara e quello di Franco iniziando a palparle il culo, Paolo dall’altro lato le posa una mano sulla figa ed un’altra su una tetta lasciata ora libera da Franco, nel giro di pochi istanti si ritrova con le mani di tre sconosciuti che la palpano ovunque, è tutto molto confuso, io non distinguo più neanche a chi appartenesse l’una o l’altra mano. Paolo sembrava un porco, dapprima le ha afferrato la figa come con quella manona come fosse un pacco, prima di ficcarle un dito dentro facendola sobbalzare.Chiara: haiii, porca puttana togli quel dito da lì.All’inizio non capì perché stesse facendo così per un dito, ma poi mi sono reso conto che non si riferiva a Paolo con il suo dito nella figa ma a Luca che le aveva piantato un dito nel culo. Anche gli altri due nel giro di pochi istanti sono nudi e duri, le mie normalissime dimensioni mi fanno sentire per qualche istante un mini dotato, ma mi rendo conto che non è così, i miei 16cm non sono certo da prendere in giro, non sono io mini dotato, sono tutti gli altri con dei cazzi fuori misura, non certo ai livelli di Franco ma..anche Luca e Paolo sono veramente molto ben messi, 19cm uno e 21 l’altro. Ora lei è seduta sul grande divano, tutti gli altri siamo in piedi attorno a lei, mi tende una mano a voler cercare la mia, come se volesse aiuto, mi avvicino, gliela porgo e la porto al mio cazzo.Io: segami amore, dai!!Testa abbassata e occhi chiusi ha preso timidamente a segarmi, prima Franco, posizionatosi davanti a lei con un piede sul divano ha indirizzato il suo cazzo verso la sua bocca, poi Luca nella stessa posizione e poi ancora Paolo, a turno li ha dovuti succhiare tutti e tre prima che si andassero a sedere.Paolo: da i porcellina sai che mi piace tanto come fai pompini? Però ora vorrei vedere te mentre ce lo prendi in bocca, mica possiamo essere solo noi a mettertelo tra le labbra, dai alzati e fatti un bel giretto sui nostri cazzi!!Cavolo, le stava parlando come fosse una troia, la cosa mi eccitava e allo stesso tempo mi spaventava, la paura che lei da un momento all’altro potesse alzarsi e far finire tutto!!Franco: dai Marco vieni qui, siediti accanto a noi che ora Chiara passa a farci un bel pompino ciascuno!Ho porto una mano a lei, l’ho tirata a me facendola alzare e mi sono seduto accanto ai nostri amici. Era li, in piedi, tutta nuda con quel ciuffetto tra le gambe in bella mostra. Paolo, il primo della fila la tira a se, lei fa per abbassarsi ma viene subito fermata da Luca che era seduto subito accanto a Paolo.Luca: no non abbassarti, chinati a 90 gradi, è bello vederti con le gambe ritte e piegata mentre ce lo prendi in bocca.Lei non parlava, si limitava a seguire le indicazioni, in piedi, gambe diritte, le mani poggiate sulle ginocchia di Paolo e piegata a oltre 90 gradi inizia a succhiargli il cazzo. Ora è il turno di Luca, stessa identica posizione, Luca sembra essere troppo eccitato, le afferra la testa e la spinge forse verso il basso, quando lei sembra quasi soffocare lui stringe la sua testa ancora di più e spinge ancora più forte, il suo mento contro i suoi coglioni, le ha fatto ingoiare 19cm di minchia ma spinge ancora, quasi a volerle far mandare giù anche i coglioni. Adesso lei si sposta, è il turno di Franco, il suo non può certo riuscire a mandarlo giù tutto, è troppo groppo, esageratamente grosso, ma basta averlo in bocca anche solo per metà per vedere la sua faccia deformata da quell’impressionante. Ora tocca a me, non serve che io le spinga le testa, senza dir nulla fa scomparire i miei 16 cm fino alla gola, sono il primo a venire ma non voglio lo tiri fuori, le tengo la testa, sono talmente eccitato da scaricarle in gola quantità esagerate di sbora, pare quasi abbia dei conati di vomito ma la tengo ferma li, continua a succhiarmi fino a farmelo venire di nuovo duro. Luca si alza e si posiziona dietro di lei mentre tiene ancora il mio cazzo in bocca, la afferra per i fianchi, punta la cappella alla figa di Chiara e con movimenti lenti ma decisi inizia a scoparla.Chiara: mmmmmm….mmmmmmmmmmm….amore mi apre in dueeeSembra quasi crollare, non si regge in piedi e si accascia un po. La fanno inginocchiare sul divano, culo in alto e testa bassa, tocca a Paolo che come Luca inizia a pomparla da dietro fino a quando non sborra copioso sulla sua schiena.Sarebbe il turno di Franco adesso ma lei è veramente stremata, si butta distesa a pancia in giù sul divano.Chiara: mi state distruggendo.La girano su se stessa come fosse una cotoletta, Luca posizionato al suo lato sul divano le afferra una caviglia, il al lato di lei prendo l’altra, gliele solleviamo fino a che le sue stesse ginocchia non le arrivano alle tette, è tutta oscenamente aperta, Franco poggiandosi con le mani sulle sue spalle si lascia andare lentamente sopra di lei, cerca con il cazzo la sua figa, la trova, spinge piano fino a farvi entrare la grossa cappella, lei si contorce.Chiara: oddio…basta per favore, mi sta spaccando.Franco trae un lungo respiro, gli si gonfia il petto e come a volersi poi scaricare…è un solo colpo, forte, deciso, potente.Chiara:haaaaaaaaaaaaaa….Ad ogni colpo deciso quei 24cm si notano davvero molto bene, le si gonfia lo stomaco ad ogni botta ben assestata, tutta scosciata, è uno spettacolo vederla presa cosìChiara:haiii…cazzo mi rompeeeCrica 10/15 minuti a pomparla così mentre qualche cazzo le entra ed esce dalla bocca a tante mani lì a palparle finchè Franco non esce riempendola ovunque di sborra.Siamo tutti buttati sul divano, lei sembra sfinita, è stato tutto bellissimo, abbiamo terminato un esperienza indimenticabile pensai.In questi momenti di ripresa, di pausa e relax qualche mano le si posava ancora sulle tette, Luca al suo finco immobile con la sua mano ferma li tra le gambe di lei, e Franco tenendo la sua mano stretta sul suo pacco sembrava gonfiarsi nuovamente. I tre si guardano sorridenti, Luca e Paolo si alzano, serata finita ho pensato, adesso ci rivestiamo e salutiamo, chissà quale sarà il “verdetto” di Chiara stasera!!Ma non è finita così la serata, mi sbagliavo, Luca e Paolo ora in piedi si avvicinano ai lati di Chiara, Luca da un lato con una mano sotto il ginocchio e con l’altra sotto l’ascella di lei, Paolo lo stesso dall’altro lato, di peso la sollevano dal divano, lei non reagisce, io non capisco!! Sempre di peso, presa così la trasportano verso Franco che, nuovamente duro rimette in mostra il scettro tenendolo ben diritto con entrambe le mani. Chiara esausta non reagisce se non per dire giusto due parole:Chiara: basta ragazzi, mettetemi giù, sono veramente a pezzi non mi va più di continuare a giocare così.Luca: certo cara, abbi un po di pazienza, giusto qualche secondo e ti mettiamo subito giù!!Sempre ancora in braccio ai due lei è ora in direzione di Franco, esattamente sopra di lui, sorretta ancora dai due che lentamente la calano verso il basso, l’enorme cappella punta alla figa ormai straziataChiara: vi prego basta, non ce la faccio più, vi pregoIo inizio a pensare che forse si stia esagerando un po ma non riesco ad intervenire, quelle scene sono troppo forti, troppo eccitanti, vorrei fermarli ma l’eccitazione per quanto le stanno facendo è più forte di quella mia volontà. E’ dentro, la grossa cappella è tornata nuovamente a squarciarle la figa.Chiara: haaaaaaa….noooooo….brucia troppo ragazzi vi prego fermatevi.La sollevano un po, ma giusto quel tanto per tirarle fuori la cappella dalla figa senza che i due sessi perdessero comunque il contatto, Franco da sotto tenendolo sempre con la mano fa dondolare il suo facendolo oscillare avanti e indietro fermandosi proprio lì, in quel suo buchetto mai profanato, in quel so buchetto ancora strettissimo per via di quella verginità che Chiara era riuscita a conservare fino a quei suoi 47 anni. Lui inarca la schiena, spinge lentamente Verso l’alto!Chiara: hei che fai, guarda che hai sbagliato zona..nell’eventualità non te ne fossi accorto.Franco:no cara tranquilla, non ho sbagliato, è il posto che cercavoChiara:ma che cazzo sei scemo?Che vuoi ammazzarmi? Lasciatemi andare dai, mettetemi giù!!Paolo: certoo…ti mettiamo giù subito, che dici Luca la mettiamo giù?Luca: si accordissimo dai, mettiamola giù.Iniziarono lentamente a metterla giù, ma di certo non come immaginava lei, Franco non lo reggeva più con le mani il suo cazzo, reggeva da solo, puntato minaccioso contro quel buchetto mai profanato.Chiara:ooooo…no no no!!Più i due allentavano la presa e più quel buchetto sotto il peso stesso del suo corpo premeva contro il. Un enorme palo di carne, la forza di gravità, il peso del suo corpo, erano tanti i fattori contro cui il suo sfintere stava lottando, ma quanto poteva resistere ancora?Chiara:aaaaaaaaaaa………haiiiiiiiiiiii…cazzoooooooIl mio primo istinto fu quello di guardare la porta, l’urlo fu talmente forte che ebbi paura che qualcuno potesse sentire, ma poi pensai subito che la porta era chiusa a chiave dall’interno, mi girai verso il divano, lo spettacolo che avevo difronte era un misto tra il pauroso e l’eccitante, lei tenuta oramai solo in equilibrio dai due, con le gambe oscenamente aperte, Franco sdraiato sotto di lei, e l’enorme cappella ormai scomparsa tra le sue chiappe. E’ solo la cappella pensai, ma cavolo quanto è grossa!!Chiara girò la testa verso di me, qualche lacrima le sgorgava dagli occhi!!Chiara: amore aiutamiNon me lo feci ripetere, mi avvicinai a e lei prendendole la mano.Franco:decidi tu adesso, dicci se smettere o se vuoi davvero una donna troia!Non ho neanche risposto a quella frase che aveva tutta l’aria della sfida, salito sul divano mi metto in piedi, sono più in alto di lei, la scavalco mettendo entrambe le mie gambe ai fianchi di lei, la guardo in faccia , con una mano le asciugo le lacrime, metto un dito tra le sue labbra socchiuse nel tentativo di spegnere quei suoi sospiri affannosi, quel suo ansimare che sembrava un misto tra convulsioni e sofferenza, ogni suo muscolo che si contraeva, appoggio entrambe le mie mani sulle sue tette e lentamente mi siedo sul suo basso ventre..questa è stata la mia risposta!! Quel povero buchetto ora oltre al peso del suo corpo doveva sostenere anche quello del mio.Chiara: stronzoooo….haaaaaaaa.Mi sollevavo leggermente per andare poi giù con un colpettino, poi ancora, e poi di nuovo, sempre più forte, premendo sempre di più fino a quando a un tratto mi sollevai quasi del tutto per andare giù di colpo e con molta più forza.Chiara: Diooooooo….mi spaccaaaaaa…..amore mi sta rompendoooMi sollevo e scendo dal divano, voglio andarmi a godere lo spettacolo, mi abbasso per sbirciare, non credevo neanche io ai miei occhi, una buona metà di quell’enorme mazza le era sparita tra le chiappe.Mi avvicino al suo orecchio e le sussurro:Io: amore vedessi da vicino che scena, ti ricordo che è grosso quanto una lattina, lungo un quarto di metro e tu ne hai metà piantato nel culo.Chiara:sei un bastardo, ti toccherà farmi ricucire perché mi sta distruggendoDopo pochi secondi di pausa Franco riprende a dare dei col pettini in avanti, ritmati, lenti ma ben assestati, guadagnando sempre qualche centimetro in più dentro di lei e riportandola ad urlare come fosse una troia mentre viene squartata.Chiara: no cazzo, haiiiii, porca puttana mi state facendo maleseCon mio assoluto stupore tutto ad un tratto però le sue esclamazioni cambiano, come per magiàChiara:uuuuuuuu…..mi sta sventrandooo…fa malese…..siiiii maiale spaccami il culo, aprimi in due porcoIntanto i due la mollano, lei ora ha i piedi sul divano, potrebbe alzarsi ma non lo fa, anzi…ora c’è lui che spinge verso l’alto e lei verso il bassoChiara:vieni amore avvicinati, è questo che volevi?E vieni a vedere come mi rompono il culo……uuuuu…siiii…cosììììAdesso è Paolo a salire sul divano e a mettersi con i suoi piedi ai fianchi di lei, le afferra i polpacci, li tira in alto fino a farle toccare le tette con le ginocchia, quel mostro ancora piantato nel culo, si china lentamente sopra di lei, poggia la punta dei suoi 21cm contro la figa di Chiara e…è un solo colpo, forte, deciso, potente, e in pochi istanti un altro bel palo era sparito tra le gambe di Chiara.Chiara non grida ora, è letteralmente senza fiato, con le gambe stringe a se la schiena di Paolo che aumenta sempre di più i suoi movimenti e le sue spinte. Prima mi chiedevo..quanto può resistere il suo sfintere sotto il peso a tanta pressione? La risposta era presto arrivata, i coglioni di Franco e Paolo strusciavano fra di loro, erano arrivati a “destinazione, mi abbasso nuovamente e non vedo più l’enorme di palo di Franco, ora ne ho la certezza, Chiara ha 21cm di cazzo nella figa e altri 24cm di minchia piantati tutti su per il culo!!Le grida di lei sotto i colpi di loro iniziano nuovamente ad essere eccessivamente sonori ma c’èra ancora Luca pronto a porre rimedio alla cosa che, piazzatosi al suo fianco non ha perso tempo a tapparle la bocca.Eccitatissimo io le ho preso una mano portandola al mio cazzo, non era più una cosa soft, la stavamo scopando come fosse la peggiore delle troie, Franco nel suo culo, Paolo in figa e Luca le scopava la bocca mentre lei segava il mio.Sembrammo tutti coordinati, a parte Franco che riempendole l’intestino continuava a pomparle il culo uscirono tutti, Paolo a dare le ultime segate sopra di lei, Luca che una volta spruzzati i primi fiotti in bocca fece appena in tempo ad uscire per dirigersi verso il suo ed io che mi unì a loro. Aveva sborra ovunque, sui capelli, sulle tette, in faccia, quasi non riusciva ad aprire gli occhi quanto erano pieni.Sembrava far fatica ad alzarsi, l’aiutai a raccogliere i vestiti, lo indossa, mette le mutande nella borsetta, mi chiede dei fazzolettini per ripulirsi ma non ne ho, si passa una mano negli occhi giusto per riuscire ad aprirli un po, salutiamo con un ciao molto freddo e distaccato, apriamo la porta e usciamo.Nella ricerca di un bagno ci imbattiamo in diverse persone, ci guardano, mi sento più in ombarazzo io che lei per come e imbrattata, i capelli ancora imbiancati e stropicciati, la faccia impastata tra sborra e trucco, un rivolo di sborra denso e appiccicoso che le penzola dal mento. Finalmente troviamo un bagno, si da una ripulita e usciamo via dal locale.Arriviamo in macchina, salgo, aspetto che anche lei faccia altrettanto, mette una gamba dentro e sostenendosi alla maniglia cerca piano di sedersi, si lamenta dolorante!!Io: amore non riesci a sederti, ti fa male?Chiara: bastardo colpa tua che gli hai permesso di devastarmi il culo!!
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9 mesi fa
Luca,
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Ultima visita: 7 mesi fa
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Prima esperienza (e probabilmente anche l’ultima) andata MALISSIMO
Breve storia triste:mesi di ricerche per sciogliere il ghiaccio e provare una nostra prima esperienza con un singolo (prima esperienza in assoluto). Lo troviamo, lo contattiamo, mille storie chiedendoci se siamo convinti perché vorrebbe evitare un viaggio a vuoto. Finalmente ci incontriamo, parte la nostra avventura che si esaurisce in 5 minuti. Lui viene in 3 minuti (180 secondi). Impossibile resuscitarlo. Dilettanti allo sbaraglio ma i dilettanti non eravamo noi. Rimane solo un sapore amarissimo!! da ora in poi cercasi mercenari che magari pagando....
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9 mesi fa
Tonale1, 41/45
Ultima visita: 1 giorno fa -
Incontro al buio.
Mi chiamo Pamela, ho 37 anni, sono alta m. 1,70, bionda, capelli lunghi, occhi chiari, fisico snello, nonostante una gravidanza, che, però, non ha lasciato nessun inestetismo sul mio corpo, il seno è una buona terza misura piena e le cosce sono lunghe e snelle, alla cui sommità figura uno splendido culetto tondo e sodo. Da 12 anni, sono sposata con Luigi, un bell’uomo alto, con un bel fisico, ben curato, moro, dagli occhi scuri, cui piace molto coccolare il mio corpo, fin quando le sue mani e carezze mi portano nelle alte vette del piacere, mai raggiunte con i maschi con cui ero stata prima di lui. Viviamo e lavoriamo in una grande città, entrambi abbiamo posti di rilievo che ci permettono di avere uno status sociale abbastanza positivo, che ci permette di vivere in maniera piuttosto agiata. Abitiamo uno splendido appartamento in una zona molto bella della città e questo mi permette di raggiungere il luogo di lavoro senza dover usare l'auto. Ricopro un posto di rilievo nella mia azienda: sono direttrice del marketing e questo mi impone anche di aver un abbigliamento sempre adeguato alle circostanze, elegante, un po' provocante, che fa di me una donna molto attraente, abbastanza corteggiata. Naturalmente mi sottraggo in maniera garbata ad ogni avance che ricevo e, forse, è per questo che quando ho incontrato Vittorio, tutto mi sarei aspettata tranne che la nostra amicizia avesse avuto questa strana evoluzione. Tutto è avvenuto casualmente, una mattina d'inizio autunno, mentre andavo al lavoro. Camminavo avvolta nel mio lungo cappotto e, per proteggere il collo, avevo uno splendido foulard di seta, quando, giunta in prossimità di un bar, una ventata molto forte mi ha fatto volar via il foulard. Il vento malandrino ha scaraventato il foulard addosso ad un signore, che stava sorseggiando il suo caffè e lui lo ha afferrato al volo; quando mi son girata, i nostri occhi si sono incrociati. È stata una sensazione incredibile, perché il suo sguardo mi è letteralmente penetrato dentro, fin nell’anima. Ci siamo guardati per un lungo istante e, quando mi ha sorriso, in quel preciso momento, ho sentito come un tuffo al cuore e credo di essermi innamorata di lui in quell'istante. Mi ha sorriso mostrandomi il foulard e, con un gesto della mano, mi ha invitato a sedermi.
Contrariamente al mio modo di gire, ho accettato. Ero rimasta affascinata da quest'uomo che, con uno sguardo così intenso e profondo, mi aveva già conquistato.
«Credo che questo sia suo. Poiché ha interrotto la mia colazione, come risarcimento le chiedo di sedersi qui con me e di consumare un caffè insieme a me, perché la sua presenza mi ripaga del danno subito.»
Per un attimo l'ho guardato senza capire, ma poi ho realizzato l'ironia contenuta nelle sue parole, allora mi son seduta, sentendomi felice di quell'invito.
«Piacere, il mio nome è Vittorio e mi piacerebbe conoscere il nome di questa splendida donna, che ho qui davanti.»
Gli ho detto il mio nome e, nello stringermi la mano, ho sentito una presa forte e vigorosa; nello stesso tempo, un lungo brivido ha percorso la mia spina dorsale al semplice contatto con quella mano così bella, dalle dita così lunghe e forti. Ero rimasta affascinata dalla sua galanteria, dal suo modo di esprimersi, ma soprattutto da quello sguardo così dominante, cui non riuscivo a sottrarmi e me ne sentivo succube. Mi ha spiegato di esser il direttore della filiale della banca situata dall'altro lato della strada; mi sentivo affascinata dal timbro della sua voce, dal suo modo di muovere le mani mentre parlava e, quando mi ha detto che gli sarebbe piaciuto cenare con me, senza nessuna esitazione ho accettato. Ci siamo scambiati i contatti telefonici, dopo di che lui se n'è andato; mentre lo vedevo allontanarsi mi chiedevo per quale motivo, tutto d'un tratto, avessi accettato con estrema facilità quell'invito a cena, ben sapendo che, da quanto ne ero rimasta affascinata, di certo la cosa avrebbe potuto avere un epilogo alquanto scontato. Ho aspettato tutta la settimana una sua chiamata, che non è arrivata. La cosa mi ha indispettito e, nello stesso tempo, mi ha generato una specie di ansia, perché mi son chiesta per quale motivo ancora non mi avesse chiamato. Volevo sentire ancora la sua voce, veder le tue mani muoversi e gesticolare, mentre parlava, perché tutto questo mi aveva affascinato. Il venerdì mattina ricevo un pacchetto e, quando lo apro, contiene una chiave ed un biglietto con un indirizzo. Guardo e cerco di capire cosa significhi, ma non ci sono indicazioni, né spiegazioni. Sono terribilmente indecisa, perché mi rendo conto che sicuramente questa non sarà la solita avventura extraconiugale, perché tutto quello che stavo facendo era completamente diverso dai normali canoni di un adulterio. Mi sarei aspettata una corte serrata, messaggi, fiori, e quant'altro, invece questo, con il suo silenzio, mi ha sconvolto, incuriosito, irritato e, nello stesso tempo, mi ha portato a dipendere al suo volere. No, non è normale tutto ciò e questo mi sconvolge ancor di più! Dopo circa un'ora che ho ricevuto il pacchetto, suona il mio telefono e vedo che è lui. La sua voce, le sue parole hanno tutte il tono di un ordine, cui, senza fiatare, decido di ubbidire incondizionatamente.
«Domani alle 15:00, andrai all’indirizzo scritto su quel foglietto, entri e ti spogli nuda; troverai un cappuccio, lo indosserai e poi resta così, immobile; esegui tutto quello che ti verrà ordinato di fare.»
Non aggiunge altro e non aspetta la mia conferma, che, evidentemente, dà per scontata. Resto basita, sconvolta ed incuriosita da tutto ciò, mai successa per il passato. Passo una giornata ed una notte da incubo. Ho in animo di rifiutare un simile trattamento, ma sono terribilmente attratta da tutto questo. Decido di non andare, anche perché dovrei giustificar la cosa a mio marito e questo non è possibile! Non voglio rovinare il nostro rapporto, per una simile pazzia. No, non ci andrò! A cena, mio marito mi informa che il giorno dopo sarà assente per un impegno di lavoro, legato ad un progetto che stanno sviluppando nella sua azienda, e questo mi destabilizza, perché, in realtà, avrei tutta la disponibilità di tempo per accettare la sua proposta. Tremo. Sono agitatissima! NO! NON DEVO ACCETTARE! Ma il mio corpo si rifiuta di obbedire alla mente!
Alla fine, decido di andare. Sono emozionata, indecisa su cosa indossare, alla fine, sapendo che comunque mi dovrò metter nuda, indosso un completo giacca e pantaloni, con sotto dell'intimo elegante quanto sexy. Tesa come la corda di un violino, mi reco all'indirizzo e scopro che si tratta di una villetta isolata, circondata da un piccolo parco. Non vedo macchine davanti all'ingresso, entro e, appena chiusa la porta, trovo un piccolo corridoio, appena illuminato da luci molto fioche, in fondo vedo una porta aperta, da cui proviene una flebile luce. Entro e quella luce illumina solo il piccolo spazio davanti alla porta. Sulla mia destra, c'è un piccolo tavolo su cui figura uno strano cappuccio nero. In silenzio mi spoglio, lasciando solo l'intimo. Indosso il cappuccio e resto in trepidante attesa. Nella mia mente si affollano pensieri contrastanti. Sono qui e sono pronta. Non voglio pensare. Voglio annullare la mia parte razionale. Mi impongo di pensare che son qui, solo per lui. Sono pronta come mi aveva chiesto di essere: nuda, bendata ed immobile. Tutto il mio corpo freme nell’attesa. Mi sento impacciata, nervosa, tesa perché è tutto cosi insolito e nessuno sa che sono qui. Mio marito è fuori per il suo lavoro, il bimbo è dalla nonna e, al lavoro, mi aspettano solo il prossimo lunedì: quindi? Sono al massimo della pazzia! L’attesa e snervante. Il silenzio assordante. Da quando ho conosciuto quell'uomo, tutto il mio mondo è in bilico. Hai annullato le mie certezze, scardinato la mia sicurezza, fatto battere il mio cuore come quello di un’adolescente in calore davanti alla sua prima volta. Pazza, devo esser pazza. Le sue mani, non riesco a smettere di pensare a loro. Nessuno mi aveva mai affascinato così. Ero certa che la mia vita fosse completa, senza scosse, punti interrogativi o situazioni tanto rischiose; allora: perché sono qui? Perché mi vengono in mente queste domande, cui non riesco a dare una risposta? Perché sono arrivata a questo punto? Perché, in questo momento, so di esser come non sono mai stata, io che ho non ho mai assecondato il volere di altri nelle scelte riguardanti la mia vita? No. Adesso sto procedendo contro quella che è la mia indole, perché voglio godere. Voglio esser scopata, posseduta, voglio esser riempita, voglio che il mio sesso sgoccioli tutto il suo godimento e del seme di chi me lo riempirà, a fondo e bene. Voglio poter urlare di piacere e di dolore. Sono nuda, come lui voleva e pronta, come non lo ero mai stata fino ad ora. All'improvviso sento un rumore dietro di me. Una porta che si apre e si chiude; ho un sussulto quando delle mani calde si appoggiano dietro di me, alle mie spalle. Non una parola, non un gesto, nulla, solo una leggera spinta in avanti che mi induce a fare alcuni passi. D'un tratto quelle mani mi fanno girare e mi spingono ad abbassarmi, mi trovo seduta su qualcosa che potrebbe esser un letto. Sento il rumore di una cerniera che si apre e, subito dopo, una mano si appoggia sul mio capo e mi spinge in avanti. Sento l'odore di un sesso maschile, il profumo di quello che sicuramente è un membro, che mi viene posto davanti sulle labbra. Stranamente, il cappuccio che indosso ha solo questa apertura. Una profumata cappella si appoggia alla mia bocca e la leggera pressione mi fa capire che devo aprirla, cosa che faccio immediatamente. Sollevo una mano, impugno questa verga enorme, su cui non riesco a cingere le dita, data la notevole circonferenza. Mentalmente faccio il confronto con quella di mio marito e, mentre faccio il rituale movimento di su e giù con la mano, scopro che, sicuramente, quella di mio marito è più lunga, ma questa è notevolmente più grossa. Mi viene spinta in bocca, cerco di prenderne il più possibile, ma il notevole spessore me lo impedisce. Allora passo la lingua lungo tutta l'asta e mi rendo conto che è una verga veramente notevole. La lecco e la bagno convinta che fra poco dovrò accoglierla tutta nel ventre e il solo pensiero mi fa già bagnare in maniera incredibile. Sono molto eccitata, mi sto bagnando moltissimo, mentre continuo a succhiare quello che sento esser un cazzo di notevoli dimensioni. Lo lavoro alacremente con la lingua, passandolo ripetutamente tra le mie labbra, scivolo giù fino in basso, dove trovo due grosse palle che alterno nella mia bocca, sperando di sentir un gemito provenire dalla bocca di colui cui sto facendo questo lavoretto. Nulla! Nulla esce dalla sua bocca, mentre io continuo a sentire i miei umori, che ora colano giù tra le mie cosce! Improvvisamente mi viene sfilato dalla bocca ed ora immagino che devo aspettarmi di ricevere il premio del mio lavoro, ma, al contrario, vengo spinta più in alto sul letto e, subito, una mano dopo l'altra viene immobilizzata con delle manette sicuramente presenti sulla tastiera del letto, che sento esser in ferro battuto. Resto immobile, in attesa degli eventi, e subito vengo immobilizzata anche per le caviglie, con delle semplici corde che mi costringono a tenere le cosce aperte. Fremo dal desiderio di sentirmi possedere da quella verga che mi ha fatto così tanto sbrodolare! Poi, chi mi ha immobilizzato scende dal letto ed io resto ancora una volta in attesa, mentre un brivido di paura percorre il mio corpo.
Mi sembra di sentire altri rumori, come se lui si stesse spostando da un lato all'altro della stanza e, mentre seguo quei movimenti, d'improvviso una mano si impossessa del mio seno sinistro e, subito dopo, una bocca calda lo morde, facendomi urlare di dolore/piacere. È un attimo, poi la persona che mi ha morso, sparisce. Sono sconvolta! Sto quasi per ribellarmi, quando, improvvisamente, nella mia bocca viene infilata una sfera, che mi impedisce di parlare e, subito dopo, sento lo schioccare di un frustino, che va a colpire il mio capezzolo sinistro. È una sferzata che mi provoca dolore, ma anche un piacere istantaneo! Urlo sommessamente, a bocca piena! Che mi fanno? Impazzisco dal terrore! Sento un’altra sferzata, che mi arriva sul clitoride. Urlo di dolore, ma, nello stesso tempo, ho un orgasmo che mi stordisce! Pazzesco! Ho goduto nel sentirmi frustare il clitoride! È stato un orgasmo devastante! Mai provata una cosa simile! Poi di nuovo silenzio! Per alcuni secondi, sono scossa da convulsioni erotiche che mi fanno tremare, ma il silenzio che ne segue mi sconvolge ancora di più. Dopo alcuni interminabili minuti, mi sento slegare. Cosa? Ma è pazzesco! Mi lascia così!? Non mi ha scopato ed ho goduto, intanto avverto la sensazione di esser stata rifiutata. Resto alcuni secondi immobile sul letto, completamente libera, e poi la voce di Vittorio, inconfondibile, che mi ordina di andarmene.
«Togliti il cappuccio e vattene!»
Lo tolgo all'istante, cercando di guardare nella direzione da dove ho sentito provenire la voce, ma non vedo nessuno e, così, scendo dal letto e mi ritrovo un po' malferma sulle gambe, perché l'orgasmo avuto mi ha veramente stravolto! Di fatto indispettita, infuriata, mi rivesto e vado a casa, mi faccio una doccia e mi metto a letto, ma non riesco a dormire. Una situazione assurda, incomprensibile sotto tanti punti di vista, ma, nello stesso tempo, incredibilmente eccitante. È stata una follia, però mi son sentita indifesa, esposta, nuda alla mercé di una voce che mi ha dato degli ordini e mi ha fatto godere in maniera diversa, assolutamente pazzesca! Sono inquieta e sento tornare mio marito, che si spoglia, viene a letto e mi accarezza. Le sue mani indugiano sul mio corpo e mi bagno quasi repentinamente.
Mi sale sopra, sento il suo membro iniziare a penetrarmi e, improvvisamente, vengo scossa da un orgasmo. Sento il mio corpo esplodere come se finalmente riuscisse a godere, dopo esser stato tenuto a lungo in un limbo senza conclusione. Un orgasmo fortissimo che, in un certo qual modo, mi sconvolge, perché mi aspetto che mio marito ne sarà stato sorpreso e mi chiederà il perché di tanta eccitazione. Lui, invece, mi scopa con calma, senza fretta, in modo completamente diverso dal solito e questo mi permette di assaporare bene, ed a fondo, il piacere che sto provando. Poi mi abbraccia e mi trascina su di sé, facendomi impalare sulla sua splendida mazza, che ora sento scivolare fin in fondo. Solleva le mani e, quando sfiora con le dita il capezzolo che è stato morso, mi provoca un sussulto, perché mi provoca un misto di dolore/piacere nello stesso tempo. Anche in questo caso, temo che egli possa rendersi conto che qualcosa è cambiato, ma non dice nulla; mi guarda solamente e continua a darmi piacere, mentre ora, dopo aver inarcato le gambe, mi sbatte dal basso, sempre con ritmo calmo e rilassato, che mi provoca un ennesimo orgasmo, che mi stordisce al punto da farmi cadere su di lui. È la sua voce che, in qualche modo, mi costringe a riflettere.
«Amore, questa sera sei particolarmente sensibile. Era tanto che non ti sentivo godere così intensamente e questo mi fa molto piacere.»
Tremo nel sentire le sue parole e, nello stesso tempo, mi eccito ancora di più. Godo ancora e anche lui, all'improvviso, si svuota dentro di me con un orgasmo lungo ed intenso, che sento arrivare e riempire la mia vagina. Restiamo abbracciati ed il sonno ci avvolge. Il giorno dopo, mi sento inquieta, nervosa, perché sento che ho vissuto un'avventura che non mi ha completamente soddisfatto, ma, nello stesso tempo, prendo atto di aver messo a repentaglio tutta la mia vita; così decido che dovrò dare un taglio a quella storia. Il lunedì mi aspetto una telefonata da Vittorio che, al contrario, non arriva e, dentro di me, mi sento tranquilla, perché ho deciso di non averci più niente a che fare.
Passa il martedì e anche il mercoledì, anche se comincio a sentire una certa inquietudine perché vorrei… NO! No, non voglio! Non tornerò ad esser un giocattolo nelle sue mani! Il giovedì sono distrutta! Sento forte il desiderio di esser di nuovo alla sua mercé, ma lui mi ignora e, dentro di me, la parte razionale dice che è giusto che sia così, mentre il mio corpo invece non aspetta altro che di esser di nuovo messo a dura prova. La sera, a cena, mio marito mi dice che il venerdì sera ha un importante cena di lavoro con dei clienti stranieri e, quindi, avrò la serata libera. Dentro di me, sento una strana inquietudine perché, pur essendo libera, non ho avuto nessun contatto con Vittorio e questo mi fa sentire tremendamente triste. Ripenso all'esperienza vissuta, al dolore della frustata ricevuta sul clitoride e, nello stesso tempo, all'immenso piacere che me ne è derivato in quel preciso istante. Sono a pezzi! Ormai la mia mente non ragiona più; è solo il mio corpo a dettar legge: anela ancora di sentir quella splendida frustata così perfettamente calibrata, da procurarmi un orgasmo devastante. Venerdì mattina, guardo continuamente il cellulare nella speranza di aver un messaggio da Vittorio, che non arriva. Esco un momento per prendere un tramezzino al bar e, quando rientro, trovo sulla mia scrivania una scatolina che apro velocemente e, finalmente, trovo di nuovo la chiave e il solito indirizzo, dove mi viene ordinato di recarmi quella sera stessa. Subito vengo presa da pensieri contrastanti: la parte razionale della mia mente mi dice di non darvi retta, mentre il mio corpo ormai ha già preso la decisione di presentarsi a quell'indirizzo, per farsi di nuovo umiliare e, sicuramente, per godere tantissimo. Consapevole che la mia scelta avrà delle conseguenze impreviste, mi vesto rapidamente, in maniera semplice ma sexy. Indosso una minigonna, una camicetta e, sotto, nessun tipo di intimo, solo un paio di autoreggenti e scarpe con il tacco 10. Puntuale mi reco all’appuntamento, lascio l'auto ed entro all'interno di quella casa che, ormai, conosco perfettamente. Percorro il breve corridoio e una volta entrata mi ritrovo nel buio più assoluto.
Questa volta non c'è luce, niente di niente! Cerco di far abituare i miei occhi al buio, ma prima che ciò avvenga, qualcuno arriva alle mie spalle, silenziosamente, e vengo immediatamente bendata con qualcosa che assomiglia ad un foulard. Viene legata in maniera stretta dietro la mia testa e subito le mie braccia vengono alzate, la camicetta sfilata con una rapidità impressionante e sento i miei polsi imprigionati a delle catenelle, che probabilmente pendono dal soffitto. Poi è la volta della mia gonna, che viene tirata verso il basso e devo sollevare una gamba per volta, per liberarmene. Qualcuno è inginocchiato davanti a me e sento che vengono bloccate le mie caviglie, ma non al pavimento, ad una barra che le tiene distanziate, aperte, in maniera che le mie cosce non possano esser in alcun modo richiuse. Resto in silenzio, mi faccio fare di tutto, ma, una volta che tutta questa operazione è completata, è di nuovo silenzio e buio totale, in quanto ora sono completamente bendata, legata e questo mi manda ai matti. Un brivido di paura percorre la mia spina dorsale e mi domando perché ancora una volta mi son messa in questa insolita situazione. Mi sembra che il tempo si sia fermato, quando, improvvisamente, sento una mano che mi fa sussultare, mi tocca da dietro e qualcosa di fresco, che presumo esser del lubrificante, mi viene spalmato sia sul forellino anale che davanti. Non sono vergine analmente, perché mio marito periodicamente mi penetra il culo, ma sentirmi così all'improvviso toccare e lubrificare, mi lascia in qualche modo sconvolta. Poi di nuovo silenzio. È devastante questo esser usata senza capire da chi o cosa si stia facendo, ma, nello stesso tempo, mi sento così eccitata da far paura! Improvvisamente qualcuno da dietro comincia a baciarmi su collo e nuca e, a scender giù lungo la schiena, facendo scorrere la lingua lungo la spina dorsale. È una sensazione incredibile e, nello stesso tempo, sento un'altra mano che, da davanti, mi accarezza la fica. In silenzio due dita grosse si insinuano all'interno delle mie labbra e vanno a masturbarmi velocemente. Sento che sto per venire ed avere un orgasmo e, quando inizio a tendere il corpo, pronto ad esplodere, le dita si fermano e mi lasciano sospesa, ad un attimo dal piacere.
«No! Non ti fermare! Voglio godere!»
Niente. Non una risposta, non un lamento, non un fremito, non un respiro, nulla! Sono sempre più sconvolta e poi, all'improvviso, sento quattro mani che mi afferrano e un grosso membro inizia a penetrarmi davanti, entrando in profondità. Lo sento che mi apre, mi dilata e nello stesso tempo, mi riempie la fica così bene da farmi impazzire! Spalanco la bocca per urlare, ma non ci riesco, perché una persona, da dietro, mi mette una mano proprio sulla bocca e, nello stesso tempo, sento un bel membro che mi penetra il buco del culo, con una spinta secca e decisa. Mi sento sfondare e, nello stesso tempo riempire tutta. Non ho mai avuto due maschi contemporaneamente e, anche se è entrato dentro di me in maniera brutale, quel misto di dolore piacere che ho sentito, mi ha provocato una sensazione incredibile. Mi sento piena, riempita davanti e dietro, incapace di poter dire o fare alcunché, mentre ora questi due, che sembrano esser perfettamente sincronizzati, mi sbattono in maniera pazzesca! Mi entrano insieme, escono insieme, e questo mi provoca un misto di piacere incredibile. Mi sento riempita e svuotata all'istante, per poi di nuovo riempita. Vengo. Ho un orgasmo devastante che mi sconvolge tutta. Il mio corpo trema, mentre la mia mente viene devastata da un orgasmo di un'intensità tale, che quasi svengo. Godo ed urlo con tutta la voce che ho in corpo, ma sembra che la cosa non abbia nessuna ripercussione sui due maschi, che ora mi sbattono sempre più velocemente, fin quando, all'improvviso, due ondate di calore, in maniera simultanea, riempiono i miei buchi. Mi sento l'intestino invaso da un'ondata di calore, che mi procura un orgasmo fortissimo, mentre la mia vagina riceve schizzi generosi, talmente forti che, ad ogni bordata, sento la crema colare fuori giù lungo le cosce, fino ad superare le ginocchia. È un orgasmo sconvolgente quello che sto provando. Non ho mai goduto così tanto in vita mia e, nello stesso tempo, non mi son mai sentita così indifesa, posseduta e usata, come in questo momento. Sto ancora tremando per il piacere provato, quando sento che i due maschi, simultaneamente, si sfilano da me e i miei buchi, ormai dilatati, rilasciano tutta la crema che vi è stata riversata dentro.
Subito due mani mi liberano le gambe e le catenelle dal soffitto si abbassano; senza dir nulla, riesco a liberarmi facilmente. Improvvisamente una luce mi indica la porta; raccolgo i vestiti e, questa volta, veramente barcollando, riesco a raggiungere la mia auto e torno a casa. Durante tutto il tragitto, ho sentito colare tutto e di più dai miei buchi più che dilatati e, quando raggiungo casa, vedo che la gonna è completamente lurida dei miei e della loro sbroda. Metto tutto a lavare, mi faccio una doccia, finito entro nel letto. Mi sento stanca, distrutta, ma, nello stesso tempo, infinitamente appagata, e così mi addormento. E' l'alba quando le sapienti mani di mio marito, mi destano dal sonno e, mentre mi accarezzano fra le cosce, per un attimo, mi procurano un brivido di paura, perché son consapevole che potrebbe accorgersi che sono alquanto aperta. Invece non mi dice nulla, mi presenta solo il suo splendido membro da succhiare, cosa che faccio immediatamente, cercando il più possibile di portarlo all'orgasmo nella speranza che non mi penetri. È una vana speranza, perché lui, dopo un po', mi sdraia sotto di sé e mi penetra con vigore. Lo sento entrare bene ed arrivarmi fino in fondo, anche se mi rendo conto di esser ancora aperta ed avere le labbra della fica gonfie e tumefatte, ma lui sembra non accorgersene, anzi ora mi pompa con un certo ritmo veloce; mi rilasso e provo subito un bell'orgasmo. Mentre sto godendo, lui mi abbraccia e mi gira di lato, mi stringe a sé e scorre con le mani lungo la mia schiena; questo mi procura uno strano brivido, perché ripenso a quella lingua che mi ha leccato lungo la spina dorsale, solo la sera prima. Sussulto quando sento il suo dito che va ad insinuarsi nel mio fiorellino anale, ancora indolenzito. Mi penetra parzialmente ed io cerco di rilassarmi, ma, nello stesso tempo, provo quel brivido di paura temendo di esser scoperta. La cosa lo eccita, perché mentre tiene metà del suo dito dentro il mio culetto, ora mi sbatte con colpi più forti e, improvvisamente, si svuota dentro di me. Anche in questo caso la sensazione di sentire il calore invadere la mia vagina, non può fare altro che farmi ricordare la sensazione provata la sera prima e ciò mi provoca un orgasmo ancor più forte. Lui si svuota dentro di me, poi mi bacia, mi sorride e mi guarda con occhi carichi d'amore, mentre io avverto una tremenda sensazione di colpa.
Restiamo ancora un po' abbracciati, poi lui mi dice che dobbiamo uscire; questa sera avremo un ospite e vuole che io sia bellissima. Lo guardo un po' stupita, perché non è sua abitudine invitare gente a casa ed i suoi rari amici, in genere, li incontra in qualche ristorante di lusso. Usciamo a metà mattinata e mi lascia in un centro estetico, perché vuole che abbia i capelli perfettamente a posto ed il corpo liscio e morbido. Sono ancora più stupita e incuriosita e, quando ritorno a casa, lo guardo cercando di capire cosa devo fare e lui mi dice di andar in camera e indossare ciò che trovo sul letto. Quando entro, trovo un mini abito che, a mala pena, mi arriva a metà coscia, della biancheria intima nera bellissima, calze autoreggenti e scarpe con un tacco proibitivo. Torno da lui, mostrandogli come mi sta ciò che ho trovato; lui mi guarda e, con un tono serio, mi dice che devo andarmi a preparare, perché tra poco arriva l'ospite. Lo guardo sconvolta, ma il suo tono deciso e il suo sguardo serio, mi impongono di aderire a quanto mi viene chiesto. Il tempo di indossare ciò che è stato preparato e, quando esco dalla camera, lui mi aspetta alla porta; un attimo dopo, mi benda con un foulard legato intorno agli occhi.
«Ma, amore..., mi spieghi cosa sta succedendo? Perché tutto questo mistero? Perché mi hai fatto vestire in maniera così succinta, se dobbiamo…»
Mi mette una mano davanti alla bocca e mi intima di star zitta. Mi aiuta a percorrere i pochi passi che mi portano nel salone e, subito dopo, mio marito mi ordina di inginocchiarmi. Incuriosita mi metto in ginocchio e, improvvisamente, sento le sue mani dietro di me e qualcosa di grosso e voluminoso, mi viene presentato davanti alla bocca. Cerco di reagire, ma lui mi regge la testa ben ferma e la sua voce mi sconvolge.
«Troia, apri la bocca! Che c'è non lo vuoi? Eppure l'altra settimana te lo sei leccato e goduto, tutto fino in fondo!»
Improvvisamente, mi toglie la benda e mi trovo davanti uno splendido membro, che sicuramente è quello che ho succhiato e leccato la prima volta, che entrai nella casa. Alzo gli occhi e vedo la faccia di Vittorio, che sorride.
«Mio caro amico, avevi ragione tu! Lo ha sicuramente riconosciuto, ma ha esitato a prenderlo in bocca, come avevi previsto tu!»
Mi giro e guardo mio marito, che ora ha tirato fuori il suo membro e me lo offre da succhiare insieme all'altro.
«Adesso, mia cara puttana, ce li lavori tutti e due per bene con la bocca; poi ti prenderemo di nuovo in doppia, come è successo ieri sera.»
Tremo e, nello stesso tempo, sento tra le mie cosce che mi sto bagnando in maniera incredibile. Non so a quale gioco sono stata sottoposta, ma l'unica cosa che so è che, da questo momento in poi, la mia vita diventerà qualcosa di assolutamente diverso dalla normale routine e decisamente più eccitante.
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baxi18,
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una domenica in moto
Adoro le domeniche in moto col bel tempo e quindi ho pensato di integrare il mio annuncio su questo sito invitando singole per un giro in moto anche di natura erotica.Ricevo un messaggio da Cristina singola di Modena che si definisce zavorrina.Ci accordammo per la domenica di ieri 29/05/2023 di vederci al parcheggio del casello autostradale di MN sud. Lei alle 8.30 arriva puntuale, felicissima, tutta ben truccata, foulard di seta annodato in testa, occhiali da sole, jeans con protezioni, maglietta a maniche corte. Scende dall’auto e scarica il giubbino da moto, guanti, fascia per il collo e casco. Si avvicina sorridendo e mi dice:“Fammi vedere questo gioiellino! Stupenda!” disse, girando intorno alla moto “questo colore rosso è come piace a me.Dai che non vedo l’ora di partire”.Nel bauletto sistemammo l’occorrente per sdraiarci sull’erba, alcune bibite e un po’ di frutta.Partiamo con destinazione Lago di Garda.Durante il viaggio sentivo le tette di Cristina sulla schiena, suscitando in me fantasie.Cristina 50enne ha un corpo, senza falsa modestia, da fare invidia ad una trentenne, seno terza misura, belle gambe tornite, fianchi prominenti, un posteriore di belle forme e dimensioni, un bel viso curato e truccato, mani splendide con unghie curatissime e smaltate con colori raffinati.Saranno state le vibrazioni della moto quando mi ritrovai con il cazzo ben indurito tanto da dovermi sollevare leggermente dalla sella per sistemarlo meglio.“Cosa fai? Non fare acrobazie! Guarda che ci sono io qui dietro di te!”“Capisco!” e spostò le sue mani dalla vita alle cosce; sentivo molto bene attraverso i pantaloni il calore delle sue mani, così come sentivo molto bene i piccoli movimenti verso il mio inguine.Gli dissi: Cris se non stai ferma alla prima capezzagna mi fermo e addio lago.Fortunatamente si è calmata con un sorriso.Arrivammo in zona lago e ci fermammo per una veloce colazione. Lei andò in bagno e poi su in moto destinazione un noto locale per motociclisti dove oltre che mangiare e bere si puo ascoltare ottima musica e dialogare.Arrivati parcheggiamo dove troviamo visto l’afflusso di moto, ordiniamo da mangiare ed andiamo a sederci.Faccio il cavaliere e vado a prendere io cibo e bere.Arrivo al tavolo e prendo la busta con dentro tovagliolo e posate e con mio stupore la trovo aperta con dentro un qualcosaq di strano faccio per estrarre quel qualcosa e mi accorgo che è un perizoma. Cris mi guarda e mi dice…scusa ma prima in bagno le ho tolte e non sapevo dove metterle. Che maialaPranziamo riprendiamo la moto e andiamo a fare un giro canti pochi chilometri abbandono la gardesana e mi infilo in una strada secondaria. Ci fermiamo in prossimità di una zona boscata e gli dico: scusa ma devo controllare una cosa…voglio vedere se quelle mutandine erano di ieri o se veramente prima te le sei tolte.Spento il motore della moto, ci avviammo verso un prato, srotolai la grande stuoia, poggiai bibite e fruttai e mi sdraiai sopra. Nel frattempo Cris si tolse i pantaloni coprendosi con la magliette un po lunga “Così sono più comoda, i pantaloni anche se leggeri mi danno sempre un po’ fastidio in mezzo alle gambe e poi così sono più signora!”Si accomodò accanto a me, togliendosi le scarpe.“Vieni qui tesoro! Metti la testa sulle mie gambe. Ho voglia di cicciolinare un po’. Mi sembra proprio il momento giusto. Così appoggiai la testa sulle sue cosce ed iniziò ad accarezzarmi fra i capelli, lentamente, dolcemente. “non hai niente da dirmi?”“Beh! Ora sono rilassato e felice con te e le mie conoscenze, anche femminili,“Dai raccontami un po’ le tue fantasie. Ad un tratto, sorridendo felice, mi fece alzare dalle sue cosce, si spostò dalla sua posizione e si sistemò in ginocchio seduta sui talloni mettendo la mia testa tra le sue gambe.Fu allora che sentii uno strano profumo, un profumo che penetrò le mie narici, intenso e gradevole che conoscevo bene.Continuavo nel racconto dei miei desideri ad occhi socchiusi. Sentivo che Cristina muoveva leggermente il bacino e apriva e chiudeva quasi impercettibilmente le cosce; non capivo perché lo facesse. Aprii bene gli occhi e vidi Cristina con gli occhi socchiusi che si mordeva il labbro inferiore, stava silenziosamente godendo mentre io raccontavo particolari piccanti e a volte sconci dei miei desideri sessuali.Le sue carezze diventavano più intense ed allora sposto la sua mano sul mio petto per farmi accarezzare il torace e titillare con le unghie i miei capezzoli che sono molto sensibili.Io continuavo a parlare perché volevo vedere dove lei sarebbe arrivata e cosa avrebbe fatto dopo.I miei pantaloni scoppiavano. Sentivo la sua mano scendere e ad un tratto sentii la mano entrare dentro i miei pantaloni ed il palmo caldo sul mio uccello.Dopo un bel massaggio al cazzo mi disse“Dovrei andare a fare pipì. Di là c’è un chiosco e penso che dovrebbe esserci anche una toilette. Mi accompagni?”“Si, volentieri, dai! andiamo” Lasciando tutto sull’erba e dirigendoci verso il chiosco che stava ad alcune centinaia di metri da noi.Ordinammo un paio di caffè e Cristina chiese della toilette “E’ sul retro del chiosco, signora. La porta però è difettosa e forse è meglio che il suo accompagnatore le tenga chiusa la porta”“Grazie. Hai sentito? Accompagnami per favore”Appena entrata nella toilette Cristina mi chiede di tenere chiusa la porta. Cosa che non feci. Mi piaceva troppo sentire lo scroscio della pipì nell’acqua del water poi tornammo verso la coperta sotto l’albero.Cris mi chiese un attimo di pazienza per andare alla fontanella, si lavò le mani e inumidì qualche cosa che al momento non capivo fosse.Tornati alla nostra stuoia stavamo per sederci quando Cris mi disse “coprimi alla vista per favore, devo fare una cosa. Ci metto un attimo”Così mi posizionai di fronte a lei e rimasi lì fermo immobile.“Non guardare, chiudi gli occhi devo fare una cosetta alla mia patatina” mi disse “devo pulirmi meglio, altrimenti dopo mi brucia”Feci finta di chiudere gli occhi non resistendo alla tentazione.La visione fu tremendamente eccitante: Cris si mise in ginocchio, aprì le gambe, sollevò di poco la gonna e infilò sotto la mano che stringeva alcuni fazzoletti di carta che aveva imbevuto di acqua le sue mutande di pizzo. Si stava rinfrescando. Io ero in visibilio, rosso paonazzo come un peperone. Il cazzo mi faceva male da quanto era duro.“Ho finito, apri pure gli occhi. Mi sono accorta cha hai sbirciato, porcellino!”Cristina allora si sedette ancora sul cuscino gonfiabile.“Vieni qui appoggiati alla mia coscia” e nel farlo sentii subito l’intenso profumo che avevo sentito prima. Non sapevo bene cosa fare.Ero perplesso e lei cogliendo questo mio stato “Stai tranquillo, ora ci pensa Cristina a te! Vedrai però che quanto succederà è un nostro segreto”“Giuro” risposi sorridendo.“Io mi occupo di te e poi tu ti occupi di me, va bene?”“Certo Cristina! Con piacere! Lo sai che stravedo per te farei qualunque cosa tu mi chiedessi”“Bene allora apri i jeans, sdraiati e lasciami fare”Cristina infilò una mano nei jeans, scostò l’elastico dei miei slip e mi afferrò l’uccello; sobbalzai “Calmo tesoro, calmo! Non ti agitare! Chiudi gli occhi e lasciami fare”Andò direttamente ai testicoli per accarezzarli e scaldarli, valutando il loro riempimento e poi è risalita verso l’alto, sistemando il cazzo che è diventato perfettamente dritto con la cappella che spuntava dalla patta aperta quasi completamente. Cristina iniziò a toccarmi delicatamente sulla parte inferiore della cappella, la cinse con indice e pollice e iniziò a stringerla e rilasciarla. Questo lavorio di dita mi mandò in visibilio.Lei se ne accorse e da esperta quale era disse “Calmo, falla durare il più possibile. Non venire!”Con tutte le mie forze mi trattenni.“Ecco bravo respira profondamente, ora ti faccio godere” e tolse la mano.Prese dalla borsetta un tubetto di crema per le mani se la spalmò per bene e riprese a massaggiarmi “Così va meglio vero? Non voglio fare male al mio amore!”Ora era molto meglio di prima ed era difficile non venire. Quando Cristina si accorse che stavo per venire, le afferrai il polso e lei iniziò a stringere andando su e giù con la mano “Vieni amore, vieni nella mia mano. Mi piace sentirti sborrare. Ho voglia di gustarmi il sapore della tua sborra”. Quelle parole furono come un tappo che apre una bottiglia di spumante, così versai sulla sua mano tutto il mio seme che subito dopo Cristina la portò alla bocca e leccandola avidamente “Ottima, stupenda! Era da molti giorni che non ne assaggiavo di così buona!”Mi sarei voluto sollevare per baciarla ma lei “Stai giù rilassati, ora sei più tranquillo vero?” ed io annuii con la testa.Mi aveva ucciso! Avevo avuto un orgasmo molto forte.Durante quel suo massaggio ho pensato a lei in tante posizioni ma anche a Elisa, sua figlia che per farmi arrapare e poi venire non era certo inferiore alla madre.Passarono alcuni minuti e Cristina mi chiese “vieni qui davanti a me, sdraiati a pancia in giù. Non preoccuparti tanto non ci nota nessuno” e così feci.Mi sdraiai di fronte a Cristina che tese la sua gonna a pieghe tanto quanto bastava per farmi vedere la sua figa ben tenuta come sempre “Ti piace amore? Non è quella di una ragazzina ma come ben sai è ancora attiva. Che te ne pare del profumo?”Non potevo creder ai miei occhi; avevo davanti a me una figa splendida. Era diversa da quella figa che la notte prima avevo visitato ma non visto. Era perfettamente curata, solo una piccola striscia di peli non lunghi castani poco sopra le grandi labbra carnose che alla loro congiunzione superiore mostravano un significativo rigonfiamento.“La vedi bene? Vedi in alto poco sotto i peli? Vedi quel rigonfiamento? Aspetta che ti faccio vedere meglio”Cristina infilò una mano sotto la gonna e con due dita allargò le grandi labbra “Vedi il bottoncino? Quello è il clitoride, come sai godo molto quando me lo tocco, diventa più lungo e duro come un piccolo cazzettino”Stamane prima che venissi a prendermi sono andata da un estetista maschio che mi ha fatto un piccolo trattamento e me lo ha ingrossato un pochino. Ti pare che il risultato sia soddisfacente?”Risposi “Mi sembra che abbia fatto un lavoro eccellente”“Ora toccami lì ti prego!”Allungai una mano sotto la gonna e sfiorai con un dito il clitoride di Cristina che sospirò profondamente “dai più forte, vai su e giù!”Feci come lei mi chiedeva e titillai il clitoride salendo e scendendo con un dito. Più che vedere sentivo il profumo degli umori della figa al momento il cui si spandevano sulle grandi labbra.Cristina portò le braccia dietro e si poggiò con le mani a terra “Dai, dentro e fuori, dentro e fuori come hai sempre fatto! Che bello! Non fermarti daiiiii! Continua così daiiiiii!”Cristina era partita, non capiva più niente e pensava solo a godersi quel momento di sesso esibito sul prato e faceva fatica a controllarsi “Vieni, leccala voglio sentire la tua lingua, vuoi?”. Non era necessaria una risposta.Lei sollevò leggermente la gonna ed io potessi avvicinarmi in modo da arrivare alla sua figa. Il profumo intenso e particolare della sua figa mi era entrato nelle narici ed era bello averlo sempre lì. Per come si era distesa riuscii a passare la lingua sul clitoride.“Vengoooooo, non smettere vengoooooooo!!” detto non urlando ma voce soffocata. Così mi ritrovai con il viso bagnato degli umori di Cristina che si lasciò andare distesa sul prato ed io sotto la sua gonna. Chi fosse passato lì mi avrebbe ritenuto molto fortunato e se fosse stato un puritano mi avrebbe bollato come erotomane.Lei distesa non si muoveva si godeva la fase post orgasmica. Ancora pochi minuti per riprendersi dall’orgasmo e Cristina era già pronta per venire un’altra volta. Questa volta però voleva il mio cazzo dolorante per la rigidità e ben voglioso di accoppiarsi con lei.“mettiti giù e abbassati un po’ i pantaloni”Cristina era già senza mutandine, mi scavalcò e si abbassò sul mio ventre con la figa umida e scivolosa; si alzò un poco tanto quanto bastava per impugnare il mio cazzo e infilarselo in figa, strabuzzando gli occhi e gemendo di piacere. N non seppe resistere alla tentazione di cavalcarmi furiosamente, facendo comunque attenzione che la sua gonna coprisse bene le nostre parti intime da sguardi indiscreti.Andava su e giù, si strusciava sentivo i suoi spruzzi, sentivo colare il suo succo“cazzo! vieni sborrami nella figa! Senti come è bagnata! Fammi sentire la tua sborra calda! Poi a casa voglio berti tutto”Ero pieno di sborra ed eccitatissimo. Non mi trattenni più, presi la Cristina per i fianchi e cominciai ad agitarmi, amplificando i suoi movimenti, inarcai la schiena e schizzai potenti getti di sperma.Cristina si mordeva le labbra per non urlare ed infine si lasciò andare sul mio petto. Rimasi dentro di lei fino a che il mio cazzo non fece capolino all’esterno della vulva.Cristina si sdraiò al mio fianco “Grazie tesoro, era da tempo che non godevo così” e dicendo queste parole si infilò una mano sotto la gonna per raccogliere qualche goccia di sperma che leccò lascivamente.“Adesso andiamo a casa perché non crederai di aver finito, il pomeriggio è lungo
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9 mesi fa
Luca,
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la prima volta con Chiara
Chiedo scusa a quanti mi leggono se non seguirò un vero ordine cronologico delle esperienze avute con Chiara (nome di comodo) ma sono già passati più di due anni da quando ci siamo lasciati e le situazioni vissute le scrivo come mi vengono in mente. Non posso inserire esperienze avute con una lei dopo la relazione con Chiara in quanto finita talmente male (fatto tutto da lei e dal suo nuovo amichetto) che mi fa schifo il solo ricordareEra un pò di tempo che parlavo a Chiara delle mie esperienze al prive' o con scambi di coppia o di rapporti a tre coinvolgendo un altro uomo.Mentre le prime volte Chiara sembrava schernirsi, più se ne parlava più la vedevo coinvolta fintanto che una sera mi disse che le sarebbe piaciuto provare con un altro assieme a me ma che tassativamente non doveva esservi una donna.Solo che non sapevo come fare, al privè non voleva venire, mettere un annuncio men che meno quindi il compito era arduoUn sabato sera come tanti andammo a mangiare una pizza in una pizzeria appena fuori città che nonostante non fosse in vista era sempre molto frequentata. Arriviamo ma nel parcheggio interno manco una bicicletta ci stava.Esco e parcheggio in uno spiazzo poco lontano che erq lo spiazzo di alcune fabbriche li vicino.essendo estate Chiara indossava un vestitino corto che pareva un dalmata e le sue gambe abbronzate risaltavano molto.Mentre raggiungiamo la pizzeria un camion li parcheggiato accende i fanali quasi ad inquadrare Chiara..anzi era cosi e con due colpi di clacson l autista ha espresso il suo apprezzamento (almeno io ho inteso cosi)Questo pensiero mi turbava e spesso riaffiorava durante la cena, era la prima volta che immaginavo Chiara come una puttana.La serata trascorse in allegria, anche Chiara, che di solito è molto chiusa e riservata, si dimostrava alquanto loquace.Quando le dissi se aveva fatto caso ai fanali e al clacson del camion , lei con in bocca un grissino e con gli occhi puntati sui miei mi disse:-sei il solito porco- e se fosse vero?e lei- vuol dire che ho fatto colpo. Non è quello che vuoi?Bene tutto la serata a cazzo duro fantasticando con lei su possibili scenari.Lasciato locale, l'abbracciai avviandoci verso l'auto, e ripassando davanti al camion posto tra la macchina e la strada e mentre si camminava con una mano stavo azionando il telecomando per aprire l'auto, con l'altra accarezzai il culo di Chiara.Prima di salire la presi l'appoggiai alla macchina e la baciai accarezzandole la fica.Quasi quasi provo a scoparla qua – pensai – chissà se ci sta?Non abbiamo mai fatto nulla di così trasgressivo e il solo pensiero mi aveva procurato una forte erezione.Improvvisamente sentimmo una voce– eh beato te che ha una donna così bella con la quale passare la notte.Dal finestrino del camion sporgeva la testa di un uomo.Risposi – eh sì, sono proprio fortunato ad avere una donna così carina mentre lei viaggia solo ed è costretto a dormire da solo– no! ho un collega che ora sta dormendo, dobbiamo affrontare un lungo viaggio, e nonostante sia giovane e carino, non c'è certo paragone con la sua signoraIntanto mi ero appoggiato con la schiena all'auto , avevo tirato Chiara contro al mio ventre rivolta verso il camionista ed avevo iniziato a strofinarle il cazzo duro contro il culo – le piace tanto mia donna?– sì è bellissima– hai visto che bel seno? scommetto che ti piacerebbe vederlo nudonon so cosa mi abbia preso ma ormai l'avevo detto ed ero eccitatissimo; passai le mani sulle tette anche se non erano enormi ed iniziai a massaggiarle– ma cosa fai? sei matto. dai, andiamo a casami sussurrò Chiara. A mia volta le risposi leccandole un orecchio– lasciami fare solo per un pò, senti come sono eccitato…dai, facciamogli vedere qualcosa. hai sentito, poveraccio, deve affrontare un lungo viaggioChiara abbandonò la testa sulla mia spalla e lasciò che le sbottonassi la camicetta, l'uomo strabuzzò gli occhi alla vista di cotanta merce, il reggiseno copriva a malapena i capezzoli – allora come ti sembra?– magnifico, stupendo è proprio come piace a me.Ehi svegliati vieni un po a vedere che tette – dopo un pò apparve la testa del suo collegaOrmai avevo aperto tutta la camicetta e continuavo a palparla attraverso il reggiseno, Chiara non parlava, si lasciava fare, i due mi pregavano di mostrarla ancor di più, così abbassai le coppe mettendo a nudo il seno stupendo.I capezzoli erano duri tra le mie dita, a Chiara piace farseli martoriare dolcemente, infatti dopo un pò iniziò a strofinare il culo contro il mio cazzo durissimo, allora pensai di approfittarne ed iniziai a far salire la gonna lentamente, i maschi non parlavano, seguivano attentamente la mia mano che scopriva le cosce sempre più sù. Ormai la gonna era arrotolata in vita i due potevano vedere le mutandine di seta trasparenti coperte solo della mia mano che massaggiava la fica attraverso la sottile stoffa– allora come vi sembra la mia signora?– gran bel pezzo di fica – commentò uno– ora vi mostro anche il culocosì dicendo la feci girare contro l'auto sollevandole la gonna oltre le chiappe– sei un porco, non dovresti mostrarmi cosìnon oppose una gran resistenza e lasciò che le spostassi le mutandine e le scoprissi il culo – lasciati guardare, non vedi che ti stanno mangiando con gli occhi, quelli stanotte si fanno una sega e sborrano pensando a te. apri un pò le gambe, ti voglio infilare un dito nella fica – per un pò ha tenuto le cosce chiuse poi non ha resistito e si è aperta, era fradicia, in poco tempo i suoi umori hanno impiastricciato le mie dita.Chiara era eccitatissima, era tanto eccitata che forse quella sera avrebbe accettato di farsi scopare da qualcun'altro, non ci pensai due volte e provai ad andare oltre anche se sapevo che il gioco poteva essere rischioso.– Vi andrebbe di venire a toccare, se promettete di fare i bravi ve la faccio palpare– ma sei cretino – mi sussurrò Chiara– non voglio che altri mi tocchinoormai era tardi, i due erano lì di fronte, in un attimo si trovò quattro mani sui seni che la palpavano e le strizzavano i capezzoli, cerco di protestare ma invano, adesso sentiva le mani dappertutto, sul culo, tra le cosce e da come si muoveva direi che le piaceva.Intanto io mi ero appoggiato alla cabina del camion e mi godevo la scena; uno aveva in bocca un capezzolo e succhiava e slinguava, mentre l'altro cercava la bocca di mia moglie che non tardò a trovare aperta e disponibile, ormai potevano fare di lei quello che volevano. Quando misero a nudo i loro cazzi rimanemmo allibiti sia io che Chiara, uno aveva un affare sui 20 cm che paragonato ai miei 17 era già enorme, ma l'altro credo fosse di 23, 24 cm.Appena glieli avevano messi in mano lei li aveva mollati come se bruciassero poi li aveva ripresi e li accarezzava delicatamente con gli occhi pieni di stupore.Adesso più che eccitato ero preoccupato, la situazione mi stava sfuggendo di mano, all'inizio era un gioco per eccitarci ma adesso la cosa si faceva seria e poi Chiara non era abituata a simili calibri, temevo le facessero male.Così decisi di intervenire chiedendo a mia moglie se voleva rincasare, per tutta risposta impugnò le due verghe ed iniziò a menarle con vigore– adesso non ho voglia di andare a casa e poi questi devono affrontare un lungo viaggio e hanno il diritto di divertirsi un pòdetto questo, l'ho vista abbassarsi lentamente fino ad arrivare all'altezza dei cazzi in tiro.per una buona mezz'ora è rimasta inginocchiata lavorando di bocca e di lingua, i due appoggiati all'auto coi pantaloni abbassati la lasciavano fare.Più volte l'ho vista cercare di ingoiarne il più possibile, il bianco riusciva a prenderlo quasi tutto, ma il negro non entrava oltre la metà.Stanchi di farsi sbocchinare l'hanno fatta appoggiare al cofano della macchina, le hanno tolto le mutandine e a turno hanno iniziato a fotterla.Il primo lentamente dopo avere appoggiato la cappella alle grandi labbra l'ha presa per i fianchi spingendo dentro i suoi 20 cm poi ha iniziato chiavare – sì cosii dai spingi più fortedai scopami, che bello – di fronte a quella scena non potei resistere oltre, tirai fuori il cazzo che ormai mi faceva un male cane ed iniziai a masturbarmi lentamente, anche l'altro si massaggiava per essere pronto non appena l'amico avesse liberato il posto, il che avvenne di li a poco– vieni prendi il mio posto prima che sta troia mi faccia sborraresi avvicinò, strofinò il cappellone lungo il solco delle chiappe e sul pelo della fica poi iniziò a spingerlo dentro, la fica si dilatava all'inverosimile, al limite della lacerazione– fai piano, è troppo grosso…piano, ecco così sei bravo no…si…ancora un pò…piano, dai spingi, ancora, si tutto, dammelo tutto oh mi spacchi in due, lo sento, lo sento tutto dentro. chiavami,chiavami a lungo – anche lui la prese per i fianchi mentre affondava nella fica bagnata. Il si avvicinò al suo viso col cazzo duro iniziando a scoparla in bocca, andarono avanti a fotterla così per parecchio tempo, uno in fica e l'altro in bocca, poi si sfilarono contemporaneamente, la fecero inginocchiare davanti a loro e a turno le mettevano il cazzo in bocca – succhia puttana, succhia che ti sborriamo in gola – mi avvicinai per vedere meglio proprio mentre quello che l'aveva piu lungo stava per scaricarsi. Vidi la sborra colare dalla bocca di Chiara e finire sul seno, e sul vestito...quanta ne colava.Ma quanta sborra le stava schizzando in bocca? quando sfilò il cazzo pensavo si fosse svuotato invece un getto copioso le inondò il viso ed altri meno potenti le finirono sulle tette e sui vestiti. Mentre finiva di sborrare l'altro iniziava, anche lui le inondò la bocca il viso e le tette, poi tutti e due esausti si sono abbandonati contro la macchina mentre mia moglie si alzava spalmandosi la crema che aveva sul viso.In quel momento mi sborrai in mano rantolando, Chiara mi guardava mentre si puliva le mani con la lingua poi baciò a turno i suoi amanti.Questi ripresero a palparla infilandogli le dita e la lingua in ogni buco e quando le proposero di salire con loro in cabina per farsi una bella scopata sul lettino di bordo lei acconsenti e li seguì.Raccolse le mutandine da terra e allungandomele mi disse – tu aspetta in auto, quando ho finito ti raggiungo – Lo sportello si richiuse ed io mi ritrovai solo in macchina ad aspettare che finisse di scopare con i due sconosciuti, mi pareva di sognare, se penso che fino a poche ore fa eravamo una coppia che viveva nella più assoluta normalità.Ormai era passata più di un'ora e Chiara era sempre sul camion, non potevo vedere quello che facevano, ma attraverso i finestrini aperti sentivo benissimo i loro sospiri e i gridolini di piacere di mia moglie, la sentivo mentre incitava i maschi a fotterla più forte, a volte la sentivo gridare forte dal piacere.Ben presto mi ritrovai col cazzo in mano a masturbarmi mentre la immaginavo ora a gambe spalancate a farsi trapanare da uno, ora a cavalcare l'altro fino all'orgasmo, sborrai così quasi all'improvviso imbrattando il cruscotto ed il volante.Finalmente dopo oltre due ore la portiera del TIR si aprì, Chiara aggiustandosi la gonna con una mano e tenendo chiusa la camicetta con l'altra, mi sembrava distrutta, tanto che i suoi passi erano molto incerti.Salì al mio fianco, poggio la schiena alla portiera, aprì le gambe, la fica era ancora spalancata, i peli sommersi dalla sborra appena ricevuta.Mi prese una mano, mi tirò a se- dai prendi i fazzoletti nella mia borsetta e puliscimi cazzo quanta sborra mi hanno dato –- sai che mi hanno inculata. mi hanno inculata tutti e duemi sono alzato per guardarla, lei mi ha preso la faccia tra le mani – sì, mi sono fatta inculare come una troia, li ho presi anche insieme, uno in fica e l'altro in culo. dai finisci di pulire che poi torniamo a casa, sono stanca, ho sonnoAlle quattro del mattino eravamo a casa, una furtiva doccia poi a letto.
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9 mesi fa
Luca,
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Sara e Roberta
Finalmente era arrivato l' weekend e io e Sara, ci eravamo prefissate una giornata tranquilla, senza nessuno tra i piedi, per pranzare insieme, fare un giro al centro commerciale e la sera pizza più film. Il mio ragazzo era partito presto con gli amici per seguire la sua squadra del cuore in trasferta, avrei avuto una giornata tutta per me, così la decisione di stare con Sara, che si era appena lasciata con il suo ragazzo, mi sembrava la scelta migliore... Alle 11 passo da lei a prenderla, un messaggio veloce e in un attimo, la vedo uscire dal portone si casa, scendo dalla macchina e le vado incontro. Il suo volto è triste, sembra perfino svogliata di uscire. Senza dirle nulla la abbraccio, lei si stringe nel mio abbraccio e scoppia a piangere. Niente male come inizio, pensai. Allora cercai di tranquillizzarla, "No, piccola, non fare così, basta piangere. Dai, fammi un bel sorriso che oggi io e te ci divertiamo". Lei accennò un sorriso, mentre si asciugava le lacrime dalle guance e mi singhiozzò, "Si, scusami, hai ragione. Oggi ci dobbiamo divertire". Finalmente sorridenti, salimmo in macchina e ci dirigemmo al ristorante dove avevo prenotato. Pranzetto a base di pesce, vino bianco e contorno di perché e per come la sua storia con Alessio fosse finita. Al che, al caffè, dopo averla fatta sfogare, le dissi, "non pensarci più ora, per oggi almeno, divertiamoci io e te. Mi prometti che per oggi non ci penserai più?" Dopo avermelo promesso, uscimmo dal ristorante e partimmo dritte per il centro commerciale.....Dopo un'ora per negozi, non mi sembrava vero di vederla scherzare e sorridere. Ero felice anch'io. Girammo e rigirammo quei negozi per varie volte, ad un tratto Sara mi chiama con un vestitino molto carino tra le mani, chiedendomi, se, lo avesse provato, sarei stata sincera con lei su come le stava. Io le feci la faccia di chi ci pensa su un po' e poi, sorridendo, le dissi di sì. Sara corse nel camerino, tirò la tendina e si mise a provare il vestito. Io da fuori, sorridevo ed ero finalmente felice per lei. Mi girai verso il camerino e da uno spazio aperto della tendina, la vidi mentre si spogliava. Mi sentii strana, forse complice il vino, ma ebbi come un brivido, non riuscivo a smettere di guardare.... Si infilò il vestito e uscì, chiedendomi come le stava... "Ma ti sta un incanto addosso, l'unica cosa è che, magari, con un reggiseno adatto, poi ti sta da favola", dissi ridendo. Sarà mi disse aspetta, tornò nel camerino, abbassò il vestito e si tolse il reggiseno... Vidi il suo seno nello specchio, sentii un senso di calore, ma che mi stava succedendo?"Roberta? Roby cos'hai? Sei tutta rossa... Non ti senti bene?" "Si, si scusami, è che mi è venuto un po' caldo qui dentro. Ora il tuo vestito è perfetto."Non so cosa mi sia preso, ma quando ho visto il suo seno nudo, non ho capito più niente, spero non se ne sia accorta.... Anche dopo, in giro, il mio sguardo finiva sulla scollatura della sua maglietta. Era più forte di me.... Uscimmo dal centro commerciale, un po' di aria mi avrebbe sicuramente fatto bene. Tornammo a casa di Sara, senza per fortuna parlare della situazione nel camerino. Una volta in casa, ci concedemmo un attimo di relax prima della seratina pizza più film.. Mi infilai i pantaloni della tuta e una maglietta mentre aspettavo che sarà tornasse dal bagno. Tornò con un paio di pantaloncini ed una maglietta bianca, senza reggiseno. Io ebbi ancora quella sensazione di caldo. "Ma spiegami una cosa, ma non è che per caso, sono io che ti faccio venire caldo? Mi chiese Sara sorridendo.."Ma no, figurati, e per quale motivo?""Magari per questo? E mentre diceva queste parole, Sara si tolse letteralmente la maglietta restando a seno nudo, a mezzo metro da me...Io rimasi di pietra .. Volevo sprofondare. Ma ero come ipnotizzata dal suo seno. La sola cosa che usci dalle mie labbra fu un Mah...."Non te ne devi vergognare, anche a me è capitato qualche volta... Lasciati andare, avvicinati, toccami...""Sara, no aspetta, io....io... io non... A me piacciono gli uomini, non mi fraintendere, ma non c'è la farei con una donna..."Ma Sara era già attaccata a me, prese le mie mani e le portò sui suoi seni....Era una cosa nuova per me, stavo provando sensazioni mai provate prima e la cosa strana, è che mi piaceva. Sentivo tra le mani il calore del suo corpo, sentivo i suoi capezzoli sotto le dita..."Lasciati andare Roby, ne hai bisogno e ne ho bisogno anch'io, non c'è niente di male. Ci conosciamo da anni e sappiamo entrambe di cos'ha bisogno una e di cosa ha bisogno l'altra. In questo momento, abbiamo bisogno di una cosa sola, entrambe, insieme...." E mi stampò un bacio con la lingua che mi fece venire i brividi. Io a questo punto, non mi potevo più nascondere o tirare indietro, ero troppo eccitata. Sara mi tolse la maglietta e il reggiseno, iniziò ad accarezzarmi e poi si mise a succhiarmi i capezzoli, la sua lingua era come quella di un serpente, mentre con le mani infilate nella tuta mi stringeva le natiche. Io godevo tantissimo, era la prima volta con una donna ed ero in estasi. Spostò la sua mano destra tra le mie gambe, prima da sopra le mutandine, poi entrò nelle mutandine con la mano e con le dita iniziò a massaggiare il clitoride, dolcemente. Io ero una fontanella. La fermai, la presi per mano, la portai sul divano e le tolsi pantaloncini e mutandine. A mia volta, mi misi a succhiarle i capezzoli, mentre con la mano scendevo tra le sue gambe, scesi senza mai staccare la mia bocca dal suo corpo, fino ad arrivare all'ombelico, lo leccai fuori e dentro, guardai Sara, aveva gli occhi chiusi. Mi staccai e iniziai a baciare e a leccare l'interno delle sue cosce, mentre con la mano le massaggiavo le labbra. Salii con la lingua e iniziai a leccarla, Sara ebbe un gemito, io continuai baciando e leccando la sua vagina. Aveva un buon sapore. Succhiai dolcemente il suo clitoride, come se le stessi facendo un pompino e mentre lo facevo, la penetrai con due dita, delicatamente, fuori e dentro. Sara tramava e gemeva, io ero al settimo cielo. Mi mise le mani sulle spalle, io alzai la testa, si divincolò e venne a baciarmi in bocca, poi mi ordinò di sdraiarmi, che ora era il mio turno....Sentivo la sua lingua nella mia fessura bagnata, entrare e uscire, alternandosi alle dita, non so quante volte venni, ma ero quasi esausta. Ci dedicammo anche un 69 senza risparmiarci, ormai eravamo fuse una nel corpo dell'altra. Sara era fuori controllo e io la seguivo a ruota, mi fece alzare e mettere a pecorina sul divano, inizio a penetrarmi con le dita nella vagina, io godevo come una cagna, la pregavo di non smettere. Senza togliere la mano, iniziò a leccarmi il buchino, sentivo la sua lingua e la sua saliva passare sul mio buco del culetto, era strano, ma mi piaceva. Cambiò la mano che mi penetrava nella vagina e in un lampo, mi penetrò con un dito piano piano nel buchino dietro.... All'inizio sentii un po' di male e di fastidio, ma poi mi rilassai e mi piacque. Stavo ricevendo una doppia penetrazione con le sue dita.... Non avrei mai detto che Sara era così porca. Io ormai non capivo più niente, le restitui il favore con la mia lingua e le mie dita e godemmo ancora per un po'. Finimmo abbracciate, esauste ma felici sul divano. Ci baciammo ancora a lungo prima di andare a fare una doccia insieme. Prima di quel giorno l'idea di fare l'amore con una donna non mi aveva mai sfiorato. Ma mi è piaciuto tantissimo e pensai che con Sara, la cosa non doveva finire li... infatti, decisi anche di dormire da Lei quella notte......
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9 mesi fa
Cucciolodolce, 47
Ultima visita: 3 mesi fa